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Full text of "Documenti storici riguardanti l'insurrezione calabra: preceduti dalla storia degli avvenimenti ..."

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ir4*i'''«i-»n 



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OOCOMEITi STORICf 



RifrciktoAiiri 



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riNSURRMONE CALABRA 



PRECEDUTI DALLA STORIA DEGLI ATVENIVENTI DI ITAPOLI 

DEL IS maggio/ 




!VAP«LI 

«TtntlMEKTO TIPOOBinCO DKU' ARALDI 

1849 



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MARVARD COLLEGE LI0R4irv 
N. NELtOH GAY 

M8M6IMENT0 COLLECTION 

COOUOGE FUND 

1931 






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Abbiamo stimata far precedere alla serie 
»de' documenti la storia degli avvenimenti di 
Napoli del 1S maggio del Conte Maritili , la 
più precisa e la più esatta narrazione che ab- 
biam creduta su tale argomento ; essa servirà 
come a preparare la scena di più grandi avve« 
nimenti che si successero poco dopo nelle ca- 
labre contrade « 



5 



AVVEMIIfilVTI 



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DEL tS. IIA0GIO I84B. 



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^Gapitov^e del It.^ Rei^i^iiiieiiio 43lrr«matterl 
della Clruardla Xeale. 

CA SfiGUBNTE HAUAZIOlfB VSMA' BITfSA IH TU l^Ant 

Càouì — Giornata in sb «tbssa — Conmwcbnxb. 



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iiiaiiuiiiiiimi^ 



Fll^l^f E PI^CMA 



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S^'ìà l'esultanza (ed il trìpadio per Tottenuto cambiamento di 
Governo, promesso nel 29 Gennaro e con3eguito nel 10 
Febbraio , era^i sparso ])er tutto il Regno 4i Napoli ; un 
grido ai contento e di giubilo risuonava nei paesi e terre 
napolitane , non cbe nelle italiane città ^ allorché la nostra 
civile libertà fu inaugurata. Già i cadi di Napoli^ per .la 
comunicazione delle idee^ prodotti avevano le Costituzioni 
nel Piemonte e nella Toscana , e la promessa di Pio IX« 
per Timmegliamento e pia adatti sistemi degli statuti dei 
suoi popoli (*). Già r Italia in più parte contenta della sua 
<}uasi rigenerazione politica , sorgeva a novelli destini^ at- 
tendendo per la totalità , ciò che i lombardi ed i veneti 
per loro stessi oprassero; quando Pannunzio di una Corte ri- 
voluzione in Milano^ rallegrava oltremodo gli. af imi tutti 



(*) La GosUtuzione di Napoli fu data il giorno 10 Febbr^jo j 
quella del Piemonte , e quella di Toscana sì ebbero poscia , il 
motoproprìo del Papa fu annunziato anche dopo queste* due. 



' • 



degl* iateressati a(la indipendenza d' Italia , e dav' à credere 
essere* ogni conseguimento ottenuto ; trovarsi la penisola 
libera dal giogo straniero. Gii avvenimenti però ai Fran-* 
eia i avuti luogo al cadere di Febbraio , ripieni di libertà 
eccessiva, eccitando smoderatezze politiche , accarezzate 
da giovani , i quali per la fervida età e la Ifocosa indole, 
disgiunta dalla esperienza degli uomini e delle faccende , 
rattemprando questi alti contenti , il mal seme gittavano 
nella terra del primato morale e civile , (*) e triste con- 
seguenze ne facevano emergere. Gli atti di Vienna , succe- 
duti dopo alquanti giorni, movendo quella classe d'uomi- 
ni , che sempre trasmoda nei voti e nelle speranze , 
scambiando il reale coir apparente e Tefimero, e col mi- 
surare la fiducia col desiderio , rovinavano moralmente , 
con la precipitanza delle operazioni , e Y inconsideratezza 
delle menti , ogni bene cne air Italia potesse avvenire. 
Molto si parlava da costoro senza riflessione ; pia si scri- 
veva con stimoli pungenti contro caste intere , contro na- 
zioni : esagerando il nene ed il male , ed ingannando gli 
uomini , si cercava dare una idea di realtà a quello stato 
di cose che sognavano per Y avvenire : le quali parole^ ed 
i quali scritti , lungi dal produrre una desiderata ed assen-, 
nata moderazione , qualità necessaria , anzi incremento di 
civiltà, onde gli Stati ordinati a nuovo modo si organiz- 
zano, sollevando le più smodate passioni, fecero sormon- 
tare i due potenti nemici dell' ordine « cioè F ignoranza e 
la malafede, quindi i legislatori si confusero , i giurispe- 
riti si astrassero , i cultori delle scienze sublimi e delle 
arti nobili si svagarono, ed abusando tutti del bene , lo 
renderono non capitale vivo , ma infruttuoso ed inutile , 
volgendo il beneficio avvenire , iti male orribile e presen- 
te. Con tali dottrine di esagerazioni vero rendevano quanto 
a vituperio degV italiani erasi sparso, cioè a non bastanti 
n ancora a più libere istituzioni ; esser troppo civili , ma 
D non civili abbastanza per le imprese di libertà, volervi 
3 costumi e non leggi per rendere liberi i popoli d' Ita. 



(*) Si attude all' opera di Vincenzo Gioìfevxì^JDei primato nnh 
raU e owU degV italiani. 



:t Uà ; proce^r la libertà per gradi di/ civiltà , e non per 
» saldi di rivoluzioni ; non aver le cpncezioni della men- 
» te» e gli abiti della vita atti a conseguire un tanto 
» vantaggio. » ^ 

In tal modo trovavansi ad un dipresso le sorti d'Italia 
nel Marzo 1849» ma peggiori erano quelle del Regno di 
Napoli occasionate dagli odi smodati della contigua Sici- 
Ka. L* antico diritto vantato dagli abitanti di detta isola 
a reggersi eoa propria costituzione , aveva fatto credere » 
per poca istruzione del popolo e per T imperio dei patrizi^ 
che quella soltanto stabilita nel 1812 , sotto Y influenza 
della Gran Brettagna, e non altra fosse confacente alla lóro 
nazione. Per tal cosa apertamente congiuravas* in Palermo 
'a danno del Governa» e pretendevansi riforme tali e tan- 
te , che concederle questo non potendo , senza il pre* 
giudizio dei popoli napolitani , si vivesse in celata , ma 
permanente soAevazione. Gli avvenimenti di Messina del 
Settembre 1847 , congiunti agli altri di Calabria di con- 
temporanea epoca , repressi e scomposti dalla sola forza 
militare ; e non da chi era delnto sacro prevenirti , moti- 
vando gli odi e suscitando le inimicizie » non mù al Go- 
verno ed alla polìtica avevano rivolti ^lì animi di quelle 
genti » ma alla nazionalità ed agi' individui ; per tal cosa 
una fievole amicizia era «urta con maggiore diiarezza 
tra la massa delle due nazioni , che anai avversione ed 
antipatia chiamar si poteva. Ma i Demagoghi deU' una e 
deir altra parte , consunti , già da tempo , in unità di 
pensamenti , ad altro le mire loro tenevano rivolte; e lun- 
gi dal distaccarsi , pia strettamente si univano nei tenaci 
e perversi disegni. Emissari siciliani mandati e tenuti da 
qualche tempo in Napoli , spiando ogni passo del Gover- 
no , dirigevano le mosse neu isola» onde si staccasse e si 
scindesse T unità di autorità dalle mani di chi doveva te- 
nerla. Accordate , e caouninate cosi le cese pei^ alcuni 
giorni» il moto preparato ebb'^eifette; al nascere dell'anno ' 
un'aperta rivolta surse in quelT isola ;^ le inilizie riunite ia 
Palermo » centro del movimento , dominarono il disordine- 
per alcun poco , indi » perchè scarse » presero posizioni. 
Questi sconvolgimenti saputis'in Napoli, si opinò mandate 
alU'a iciippa per reprimerli : tanto appunto si desideraYa^ 



6 

■ 

dai Demago^ essendo' questo uAo dei fvisameiifi cupi e 
oaaUziosi , che nelle loro menti formicolava , imperciocché 
tenuti soldati in Ales^a e sue adiacenze , in Catania e 
Siracusa^ in Palermo ed in Trapani, ed aftri molli sparsi 
nella Calabria^ le forze di riserva stanziate in*Nocera, mos« 
se da qnef luogo; senza possibilità di pronto ritomo , ope* 
rare si poteva in Napoli quanto a Ipro talento tornava gr a* 
dito. Queste furberie il Governo o non comprese , o cre^ 
dette non C4irare! Il darsi lordine, Fandare le truppe al- 
l'imbarco con contento indicibile, e salpare dal portò per 
dirigersi ^lla nemica Palermo, fu opera di poche ore. .Ahi 
che l'afiSdare quelli armati alla temenza od alla doppiezza, 
rovinò non solo la causa delle schiere^ ma anche quella det 
Governo y e senza ombra d' inganno, può dirsi che fu la 
spinta primitiva ed efficiente dell' attuale disordine di Eu- 
ropa !!! Molto si avrebbe potuto operare , ed anche tutto 
con taU sufficienti e decisi rinforzi, ma poco o nulla si 
liece ; di modoehé gli abitanti di Palermo , imbaldanziti 
dair inerzia delle venute truppe^ disposte cosi , Iddio sa 
se per poca periziay od altro fine , non più facendosi ve- 
dere in aperte strade , a fòrza d' inganni non generosi , 
ma vili, trassero a rovina ed a scemare il numero delle 
frementi, jsia tranquille, perchè subordinate, milizie ; dalle 
<;ase , dai campanili , dalle cupole delle Qiiese , dai log- 
giati dei Conventi, e da ogni luogo, che dominava i siti 
tenuti da esse se gli tirava contro con ogni modo e ma- 
niera; talché irritati dalla inoperosità in cui si erano te- 
nute , gridarono alla fellonia dei Capi , e quasi a disor- 
dine si rivolsero. Per tali fatti^ le arti dei Demagoghi di 
ambo le Sicilie , vinto avendo ogn*^ intoppo ,, ed a parer 
loro ogni possibile oppugnazione , giudicando poche le mi- 
lizie di Napoli , umiliate quelle di Palermo , diedero la 
Jegge al Governo, che pure avrebbe potuto non riceverla \ 

Ì)a siffatti combinati avvenimenti , il ciarlatanismo ab- 
bondevole nel Regno di Napoli , e non meno nel resta 
della penisola , sbrigliato oltremoda il cinguettio lettera- 
rio, ed indi la stampa, istrumento più universale della 
parola, e dell' opinione, divenuta non libera , ma licen- 
ziosa, non divulgatrice del vero, ma ministra della cor- 
ruzione del cuore e del traviamento dell' ingegno , voi* 



gendosi a lucro col favorire Y impostura^ avendo cocciV 
la una plebe di giqmaliy slÌ2!ziti dalla rabbia sieala, ri- 

Fieni di veleno d' anardiia, parlavano tutti dei fatti, di 
alermo, cambiandone F indole^ vitaperanda unaitimaifieole 
ad oltranza le truppe, solo perchè mostrate si erano so« 
stenitrici dell* oi^dine , qualità intrinseca ed intima della 
loro istituzione (*). Questi sentii ponenti e continui, lo 
sviluppo della inoperosità militare in Palermo, la per- 
dita nei commiliti sagrificati senza prò in quella catastro-' 
Ss, e le fìreqnenti ed aumentanti astio contro la milizia,, 
accrebbero, a vera dire, le cause della reazione dolente 
nei IS Maggio.' 

Sra il 1.^ giorno di Aprile , ed tip certo Pezzillo ^ 
stato altra volta maè^ro di scuola > ora esaltato ]>e« 
nagogo , preseiUava al Re on indirizzò.» col quale espo^ 
neva ce avere i lombare, i veneti, i modenesi, i.par-^ 
1 mensi scosso il giogo straniero: la stessa Vienna es- 
» sere sorta a novella vita; Genova, Livorno, Pisa, Fi* 
B renze, Bologtia parteggiare at glorioso conquisto dells^ 
» libertà italiana ; Roma mandare la sua bandiera be- 
» nedetta da Pio IX; la sola Napoti restare^per opera 
» d' un fmnmtero alla Guizottiaoa, non solamente disgiunta 
> dal moto esistente in Europa, - ma! ridotta, ad uno slitto 
» d* inoertezza, vicino a prorompere in civile guerra d^. 
Queste ed altre cose egli diceva, inferendone, che dal 
Regno delle truppe uscissero , onde si congiungessero a 
quelle messe a difesa dèir alta balia. Idée siffatte erana 
stat* esposte da una nìoHitac&De , cemmista a tulune gio* 
vani Guardie nazionali sì napotitane che toscane, che eoa 
una bandiera tricolore portata da un pittore, non nostro 
regnicolo, avendo a Capo Saverio Barbarist, il nominato 
Pezzillo, ed un certo Bellini ^\ nel mattino duella do-^ 
menica 26 Marzo, erasi riimita in rmasiranxa presso la 
Reggia ^ e con imperiosità ed insulti alla truppa ed a tiu 
limi picchetti di Guardie nazionali , che cercavano conte- 
Berli e non tarli penetrare nel Palazzo Reiaie , u» rìchie- 



(*) Sì riscontrano i Giornali ove. vi sono anicoV redatti dal sig« 
ilafio, e principalmente quetlo ij^iiolato il Cittadina, 
(*♦> Coutubiic della Trattoria m Corona dt ferra,. 



8 

àevsLùo Y eseciueioneL Tal* istigazione prendendo possesso 
nella mente di molta gioventù, che avevasi sorbite le sparse 
notizie della totale disfatta degli austriaci nel milanese e 
nel veneadano i la morte del Maresciallo Radetsky , Io 
strascino di esso legato alla coda d* un cAyallo per tutte 
le strade di Milano , F uccisione dell' Imperatore d* Au» 
stria, lo smembramento dell* Impero; non più la morte , 
l'abdicazione di Ferdinando, la proelainazione del zio 
Giovanni a. Capo di quel Governo , la mòrte di Metter- 
BÌch, la crociata proclamata dal Papa per socc^tt'rere Tal- 
ta Italia ; fecer sì che si riunissero vari sìovani , e tra. 
loro si accordassero di volare in soccorso dei frateUi lomn 
bardi. Dì fatti* comechè in Napoli venuta età la Cri- 
stina Trivulzi Principessa di Beigiojoso di Milano, per 
far proseliti a prò della cansa del sito paese, questi gio* 
vanì, che in totale furono circa Ì20 , si riunirono ad 
essa; e sul Vapore il Virgilio, partirono da Napoli alla 
volta di Genova, onde far causa comune per la libertà 
italiana. Il primitivo moto diede spinta a maggiore en- 
tusiai»no per i veri invogliati della rigenerazione politica 
della penisola ; ma il germe di manzia e di . doppi ez« 
za , stimolando sempre negli animi dei Demagoghi, a tut^ 
f altro intenti d^ a Costituzione^ cercò, non palesando il 

rnsiero , fare cqu questa occasione , si conseguisse tosto 
allcmtanare le truppe, onde spaziare senza ostacoli nello 
loro vedute. 

Una lettera di Giuseppe Massari., scritta da Firenze al 
cadere di Marzo ai cittadini di Napoli , pubblicata su 
vari Gioniali , incitando a cacciare lo straniero da ogni 
contrada d* Italia, col correre alle armi ed andare in Lom- 
bardia, deelse di buona fede altra gioventn a partire per 
quelle contrade. Per tale lettera e per istigazione maligna» 
novella riunione essendosi fatta , ad • imitazione servile di 
quanto si era fuori del Regno praticato , si recò di sera 
alla Legazione austrìaca , cfaieuendo prima, che si abbas- 
sassero le armi , indi , non essoido onbedita, illegalmente 
ed inutilmente le ruppe in minutissimi pezzi (*) : nel do- 



(*) In Roma pochi giorni piAa, era anche avvenuto Io stesso. 



9 

mani, queMa medesina gente , congiunta ad altra , anche 
stimolata , presentatasi con tumulto grandissimo aitanti il 
Real Palazzo, mandò oratori al So?raao» chiedendogli, che 
si allestissero navi, si armassero i bene awqgliati atta par* 
tenza, si congiungessero ad essi molte miliìne, e si spedis- 
sero nei campi lombardi in sostegno di quella causa : si 
pretese pare , con gran calore , che il Afinistero si cam- 
biasse ed altro se ne organizzasse pio confacente alle cor- 
renti circostanze del Regno e d* Italia ; conchiudendo ohe 
il non ottenere queste cose, sarebbe causa di gravi distar^ 
bi uelia Capitale. In seguito di tali richieste, per allonta- 
nare i mali che si minacciavano , un nuovo Ministero fu 
creato, composto nella massima parte di quella gente, che 
mette il torbido nelle masse, cioè di giornalisti;. ed era questo 
H terzo dopo il 29 Gennaro, essendosi di già fatti allonta- 
nare i Ministri Bozzelli^ Poerio , ed il Prefetto di Polizia 
Tofano qual* ignavi e traditori alla patria; un Vapore da 
guerra venne allestito^ gli avvogtiati a partire ebbero ar- 
mi , ed equipaggi , ed un Battaglione di milizie regolari 
fu ordinato muovere di accordo ai volontari, ondejare i- 
sventolare nell'Italia alta la bandiera di Napoli , promet- 
tendosi ancora , dar movimento per quella ^olta ad altre 
truppe , allorché fosse possibile. Ahimè , che nei goVernt 
liberi , quanto il potere è trascinato a sostegno delle To- 
glie private, la tranquillità pubblica, la inviolabilità delle 
persone , non vi è più ! Tale fu la causa del bando der 
Gesuiti, avvenuto nel 10 Marzo; il solo volete di pochi, e 
la debolezza del Ministero , decise illegalmente ed obbro- 
briosamente su questo fatto ! 

Nel domani, cn ebbersi le dette disposizioni , il 2.^ Bat- 
taglione del 10.^ Reggimento di linea , venuto in Napoli 
da Caserta, congiuntosi a 250 generosi giovani, guidati 
da prima dal mentovato Bellini, col grado di Maggiore (♦) , 
che fu poscia rimpiazzato dall* Uffiziale di linea Francesco 
Carrano, per aver quello demeritato , imbarcatosi sul Vapore 
la Maria Teresa, per Livorno prese rotta. Con questi felici 



(*) Grado dato da esso medesimo -* venne sosliluilo per pessi- 
ma amminislrazlone. 



io 

cojosegniiBenli , alto si apri nei cuore d^i Demagoghi la spe^ 
ranza di alluiìtanare dal Regno molte truppe, e così costringere 
il^vranò a pia grandi concessioni» e ben altro ancora. 
Ma per avere la ^legalità dell' atto, Tecero pubblicare da* 
gli amici Ministri un programma, statuito di comune ac^ 
cx>rdo , che in certo modo distruggeva quanto nella Carta, 
del; )0 Febbcaro ù ^fa concesso^, e motto, applaudito. 
Questa programma oltre che produsse un ampliazione alla 
Iqgge elettorale del 29 Febbraro , diminuendone il censo , 
cosa desiderata dai perturbatori, perchè di classe poco più 
che proletaria, sperante ciascuno un [^osto.di Deputato per 
lo. meno , diede causa alla spedizione di Agenti diplo* 
oratici per stringer^ la lega italiana , mettendosi a di* 
sposizione di detta lega un grosso contingente di truppa 
tanto di mare che di terra; per la c^ùal cosa si richiamò» 
la riserva militare; si attivò la presentazione del resto della 
leva precedeiitemente sospesa, e s'invitarono tutti gli amici 
delia puona riuscita della causa della penisola a concorre^ 
se con danari, cavalli e muli allo soopo. Cose tutte, se 
guardate c(m retto fine» imprudenti ed esagerate, da noa 

(praticarsi da uno . Stato , me (enevasi neU* infanzia del- 
a sua riorganizzazione, da una nazione ,. non ancora 
costituita in se stessa , scemata di un quarto del suo es-: 
sere, attesa la emancipazione , desiderata e quasi otte-* 
nula, della Sicilia. A vero dire, fu quel programma,, 
sempre considerandolo dal lato puro, per i napolitani im* 
politico e pregiudizievole ! Ciò io dico , non già che a-} 
massi r ignominio d' Italia, orribile scandolo! ma perphè^ 
riconosco che nel formare un tutto solido, è d^uopo or- 
dinarne precedentemente le parli; ^e dal lato furbo, quale 
in sostanza conveniva guardarlo, fu V opera,, per eccel- 
lenza della malignità. 

Il fine di questo atto legale e Y interesse in esso e- 
sistente*, non essendo ca|nto da molti , contentò neir a-. 
yerr ottenuto: a primo sguardo figurava vantaggiare una 
libertà più ampia, ed esternare una filantropia per i lom- 
bardi; in sostanza nascondeva un veleno possente e di- 
struttivo, qual' era quello del progresso reale che sì dava 
alla Sicilia per la sua indipendenza, ed a Napoli por 
ciò che a narrare anderemo , atteso rallonlanamenlo ^ 



11 

r alta Italia delle forze militari : cniesfo passo astuto agi-' 
tato da Homa da un . siciliano cnierieo regolare Teati-» 
no , colà stanziante , versipelle di qarattere , centro qua* 
si di tutto il movimento anarchico Italiano , e spalleggiata 
dal Ministero , poco appariva e niente si {mlesava a coloro 
che non avvezzi e non possibili erano a riflettere ; per 
la qual cosa fu trovato utile e confacente alla circostanza ia 
cui troyavasì la penisola dalla massa degli schiamazzatori ed 
energumeni da caffè , ma di triste conseguenze da^ retti ed 
accorti cittadini,*' 

Era a questi giorni uscita fuori una protesta del Re ri<* 
guardante la Sicilia , la quale , per le smodate preten* 
sioni che si affacciavano da quel Comitato di Governo, tanto 
sul conto del Re , che per quello della nazione napolitana , 
fu da tutti trovata giusta ed equa. Pretendevasi , e ciò eoa 
suggerimento efficace di quel siciliano stanziaste in Roma , 
che aveva mess'a stampa un opera intitolata La Quistione 
iicula nel /84S. sciolta nel vero interesse della Sicilia, di 
Napoli e delC Italia {*) , che la Dinastia si spogliasse di 



(*) II P. Gioacchiao Ventura, autore dell'annunziata Opera, 
diceva in essa , che la Costituzione di Sicilia del 1S12 ce stabilita 
I sotto r influenza della Gran Brettagna , cominciò a règgere la 
Ji SiciL'a , e la fece nel corso di pochi, anni salire ad un grado 
j rimarchevole di potenza e di prosperità » quindi inferiva , nel 
corso^ dell' Opera , doversi quella e non altra forma di governo 
stabilire neir isola. Nel bandire queste cose , dimenticava aver 
anche propagate di già colla stampa idee sulla- detta costituzio» 
ne , totfUmente contrarie a quelle ora esposte. Aveva egli pre«* 
dicalo dal[ pergamo ,^ e poi mandato alla posterità. (C Un in» 
Ji treccio d* ingrate vicende , di cui la Storia dirà le vere ca- 

> gioni che le mossero , le perfidie che le accompagnarono , la 
s serie dei guai che ne furono il risultato, attentano ai più 
s sacri diritti del Re , e preparano al popolo catene che non 
J aveva mai conosciute , e che suo malgrado e obbligato a 
s cingere perché fabbricate alla fucina ed offertegli a nome del- 
s la libertà. II Genio della distruzione spinto da una smània in- 

> sensata di abbattere ciò che dovrebbe essere sempUcemente 
s corretto , e che ben può chiamare la magnanimità propria del 
J» suicidio; invece di rimuovere un qualche abuso, che il tempo 
I e le circostanze introducono necessariamente in tutte le. urna- 

> ne istituzioni , osa di i)ortai'e una mano sacrilega a rovesciare 

> un edificio rispettato da otto secoli^ e mantenuto dalla suggez- 
» za di trentotto potenti Monarciii , e senza riguardo per la pa- 



12 

tutf i dritti, di iutt*i poteri e di tuttn T influenza stilla Sici- 
Ka 9 che rinunziasse a qualunque i^presentanza straniera , 
a OQalunque unificenza di principio e d'interesse ; che cah* 
eellasse dalia ditta fin la parola Régno , onde il sospetto pi» 
leggiero di comunanza dei due popoli fosse snebbiato , e che 
ainducesse ad abdicare. Alla nazione napolitana poi s*im- 
pÒDerano condizioni piìi crudeli , non da osarsi , se non da 
ehi r avesse domata col ferro » e come schiava assoggettata. 
Se gli prescrìveva di riconoscere il bando ^ei nostri concitta- 
dini , cacciati dalle loro cariche e dai loro ufiizi , spogliati 
dai loro onoii > esidi da una terra dove avevano {agliata una 



9 trìa dignità ^ come senza politica , vile ne* snoi sentimenti , co* 
I me falso ne' suoi concelti , antepone le istituzioni straniere alle 
;i istituzioqi patrie , le quali alia straniera politica erano servito 
j d'istruzioue e di norma. E clie mai pretese di sostituirvi t Una 
1 forma di Reggimento , che basato sul principio degradante 
»/d«Ila ubbidienza passiva e della resistenza aiiica, tiene il 
I popolo Ira r alternativa fatale dell* oppressione e della rivolta ; 
9 che frutto di molti secoli di intestine discordie e di tragiche sce- 
» ne : ha dovuto essere sanzionato col suppiicio o colla proscri- 
1 zione di ottimi Principi e colla strage di milioni di sudditi; che 

> più da interno equilibrio di poteri , nel fatto non dÌTÌsibili , e 
9 mantenuto dal concorso di fisiche cagioni , di straordinari co- 
» stumi e di esclusive alntudini ; che non potendosi queste cause 

> morali e flsichi; trasportare altrove , come tutto ciò eh* è scrii- 
I to ) è si proprio del suolo natio , che in un altro paese si dìs- 
9 sepcherebbe , come un vegetabile trapiantato in un clima che 

> non gli conviene ; che garentendo la liberta della specie ^ non 

> assicura le avarìe dell* individuo; clie^ nutrendo V orgoglio e co- 

> mandando la pazienza , può solo sostenersi da un popolo che 
9 tutt* opra e che tutto è capace di sopportare ; una forma di reg- 
» ^mento infine di cui^ limitare la regal dignità senza render fé* 
s lice uno Stato , è il disthitivo ; in cui morire più speditamente 
I che altrove > e più che altrove strabocchevolmente pagare, è il 

> più certo risultato, m Dillo in buona fede Ventura ; e* inganni 
adesso , o e' ingannasti allora ? Ahi Italia quali apostoli di lìber* 
tà tu produci , versuti cosi ! essi ardono incensi , non suU* ara 
della tua fede , della tua felicità , ma su quella del proprio inte- 
resse ; essi ninna cosa pel tuo vantaggio adoperano , ma sibbene 
tuUp per 1* utile individuale : nò y tu nulla di buono sarai per ot^ 
tenere , se prima non distruggi del tutto questa egoista genìa. 

Ventura ^ bramarì tu un Cardinalato , e poscia un ?!! Ambi^ 

zione , come travolgi le mentì degli uomini! la differenza d£l lia- 
guaggio , è frutto di differenza di cpoca^ 



13 

coBsorle , procreati dei flgliaoli , piantato un focolàro. £ 
mentre una grossa schiera di nostri concittadini si met- 
teva sulla strada , si spogliala , si uccideva , si pre- 
tendeva che il tesoro di Napdii iprendesse il carico di la- 
sciare i soldi e le pensioni ai siciliani , i quali per la lealtà 9 
la onoratezza e la sensibilità naix)litana, certo non sarebbero 
stati rimandati nudi ed erranti ad una terra che sieurameole 
non li avrebbe accolti. Iodi s' imponeva di consegnare la 
quarta parte della flotta , delle armi e materiali di guerra 
esistenti , e T equivalente in denaro , ed altre arroganti pre- 
tensioni. Poscia si pretendeva , che i napolitani si assumes* 
sero tutto il debito pubblico , debito contratto da ambo i pò* 
poli y e che si soddisfacessero i danni del porto franco di 
M^ina. Tali pretensioni avendo il linguaggio della vitto- 
ria, confondevafio con questo il cedere dei napolitani per 
non prolungare gli eccidi. Siffatte intemperanze di dì«» 
mande , tal' iogiustizio di dritti , non solo producevaao 
il turbare T unità della nazione, T irritamento delle Irup- 

fe non vinte , cercanti occasioni ^di rivendica , ma dava 
esempio air Italia della guerra cittadina , e lo scan- 
dolo oeir anarchia. Sì , Italia , da quella tirinacria che 
giace sotto il tuo piede , tutt* i mali tu avrai ; i popoli d£ 
essa non sono tuoi figli , ma bensì inumani e rabbiosi sarà* 
ceni ; essi ti accarezzeranno , invocheranno il tuo patroò- 
nio , ti chiameranno madre finché del tuo appoggio avranno 
bisogno , ma sciolti da tale necessità , si mostreranno quali 
anfibie aspidi verso di te ; cospirando a tuo danno, poiché il 
cospirare è insito nel nazionale loro carattere. Credi dii 
troppo li conosce I 
Ma quali provvedimenti prese il Governo su tale eravìs* 



tutta Italia , diede a vedere riconoscere i limiti della sua pos- 
sanza, confidando piuttosto nelV avvenire , mostrandosi così ^ 
restare nella sua più degna attitudine. 

Era uno il discorso , che ovunque per Napoli si adiva 
dopo questa epoca : giovani di poca esperienza , anziani 
entusiasti , liberali zelanti , moderati , amatori della pace 
propria e di quella della famiglia, così detta genie da òe^ 



u 

ne^ parlavano tutti della organizzazione della Guardia na- 
zionale^ e da molti era tenuta da tanto questa istituzione, che 
in essa Vi scovrivano il baluardo dell'ordine/ la speranza 
della calma , T avviamento ad un sistema di tranquillità , 
€ose in fatti ayverate in tutti gli altri paesi precedente- 
mente costituzionali. Ma i seminatori di discordie , gli a- 
gitatori di opinioni ., i tumultuosi , gli eccessivi , avevano 
rivolta la cosa a molto dubbio risultato; di modo che, la 
formazione di questo Corpo, dav a pensare altamente. Già 
quelli, che si erano riuniti colla divisa di quella milizia, 
avevano date sinistre idee di essi, o non comprendendo i{ 
loro carattere , o facendone mar uso nei giorni delle fre* 
quenti rimostranze, mischiandosi in uniforme ai richieden"* 
ti: ed in quello della espulsione dei Gesuiti, avevano an^ 
fatt' osservare niuna subordinazione ai Capi , niun rispetto 
alle proprietà, niun contegno d'imponenza , qualità morali 
essenziali in qualunque milizia. Non per tanto il Governo, 
fermo alle sue promesse , bandiva una scelta di persone 
per Io Stato Maggiore delf arma, che i più avventati per 
pregiudizi, sia <n buona , sia di mala fede , non avevano 
potuto dire essere la corruzione penetrata nella scelta. Uri 
capo di Stato maggiore , quattro Colonnelli , quattro Te- 
nenti Colonnelli , e sedici Maggiori erano stati nominati 
tra i cittadini distinti per notabilità , e pronunziati per la 
causa nazionale ; una elezione a giorno prestabilito , ese- 
guita tra gli individui, dar doveva le altre cariche fino al 
posto di Capitano: ahi, che questa elezione rovinò quelFe- 
difizio santo sul quale ogni Governo rappresentativo si for- 
ma e si consolida , sul quale la patria poggiar doveva il 
suo riposo e la sua possanza {*) ! Uno sciame d* intriganti 
perversi , d* anarchici sfacciati, d* inconsiderati, di uomini 



(*) Questa milizia fino al 29 Gennaro , che fu chiamata Guar' 
dia Civica , rese molti servizi al paese , dopo queir epoca ^ eoi 
prendere altra divisa e col cambiar di nome, non capi più il suo 
carattere; taluni credettero da prima far le veci di Gendarmi, al- 
tri ;di truppa regolate , {^osda immaginarono servire al proprio 
interesse, dimenticando avere una patria ed essere parte e soste- 
gno di una nazione, indi si rivolsero a fare i .brayi^ ed in ultimo 
sì costituirono a sostegno dell' anarchia. 






senza carattere e capaci di ogni viltà, mista à gèn(t«( ncm 
napolìtana , ma rifiuto di ogni altro paese )' petaettato tra i 
poco pensanti , gì' illusi , gli amatori di vita nuova;, i ragaz- 
zi , ne tolse con arte il predominio , e con ciarlatanismo di 
ribalderia tanto macchinare seppe e muovere , che la scelta 
dei gradi nelle sue persone cadde. Qual risultato .ottenersi 
poteva da una milizia cittadina siffattamente composta , se 
non il lutto ed il vituperio ? ed il lutto ed il vitupèrio la pa- 
tria purtroppo ottenne : la città di Napoli , vide per tale mi- 
lizia , un giorno dolente , non dmile ricordato nella nostra 
storia, giorno che T animo non può ripensarvi senza tofti) 
abbuiarsi ed agghiacciare! Ogn* inconsideratezza , ogni ec^ 
cessiva idea , ogni fantasma «(he* offendesse 4^ ordine pubbKco 
e morale Tu da quei prescelti accarezzato e spalleggiato. Per 
loro niun' autorità era stabile ^ niun potere solido ;niti«i>di^ 
ritto fermato, ninna legge santa, ìiiuna fede inviolatóle; per 
loro ogni cosa di già sancita ricevere dovette' cambiamento 
D modifica : quanto dalla sfrénat* ambiziofìe dressi 6Ì brama*» 
va , andar doveva air atto ; quindi a buonjft ragione éì-'iniò 
dire , che terminata lorganizzazione' della* 'GÙ£U*dta^iiàzÌMa(e 
di Napoli , si visse nella Capitale in im ^sordine crescente ; 
il quale pel contatto maligno delle cupe'midie e palesi ^ta** 
gurataggini sicule, che ogni arte mettevano: foorF/ondeiha^ 
sprire le popolazioni contro il Principe , e* malmenare te 
truppe, dandole titoli di vanetalt y, ài twanni; pie éij/Eérè 
ehe uomini ^ diventata era Napoli una' perfetta -incrliente 
anarchia. • • o. .. . 

Questa specie di procederle , e siffatte basi eli eiezioili'j 
avevano data norma alla scelta dei Depilati e dei Patì \ 
di molte migliaia di elettori nel giorno della lìunìone 
neanco un sesto se . ne vide riunito , tal' era lo* spavento 
morale che sulla massa della popolazione lo .sWvto disor- 
dinato di Napoli avea prodotto ; > la virtò pubblica , supe^ 
riore di molto alla privata , se in Napoli pur ve n'era ; 
indolentemente o sbigottita , non prehden4o parte al santo 
proposito , alimentò la pestifera sfrontatezza* (bile, noipìné; 
non franco , non libero , non schietto fu il voto dei can- 
didati , ma ristretto e forzato da intrigo ; in esso non i 
napolitani soltanto vi ebbero opeta, come avrebbé> dovuto 
essere, ma le Jnfluìenze romane , fiorentine , genovesi e 



16 

éi ogni Stato d' Italia , non che le attivìaeime siciliane, vi 

Iiresero parte. Un empio foglio periodico , sagrilego pro« 
ànaiore della stampa, intitolato il Mondo nuovo e il Mon- 
ito vecchio , redatto in gran parte da un parente di un 
Ministro , epperò appog^to dal ministero , seminatore di 
ogni perversità» foggiato a similitudine à^Vj^mtco del pò* 
polo 9 scrittQ in Francia 'dall' infame Marat nel 1792 , ne 
aveva data una lista : erano i nomi in essa segnati quelli 
ai quali la massima parte degli elettori si dovevano atte- 
nere e furono quelli a cui sdaguratamente si attennero ! la 
parecchi Collegi elettorali non si vollero nominare Pari ; 
in altri si giunse alla stoltezza di specificare il mandato 
agli eletti per la Camera unica costkuente. E chi il ere- 
deria I molti elettori , mentre si affaticavano a sostenere 
quelle strane ed illegali pretese , ignoravano finanche il 
senso della parola cosHtuenie (*) !. Gul i primi ribaldi na- 
politani , i più accaniti contro , V Altare , la Monar- 
chia , la C<»tittiiione , V Ordine , il Potere avevano ri- 
cevuto il suffrago ; la voce stentorea ^^ì faziosi» soffocan- 
4o quella dei buoni» fece efedere ai primi essere rimasti 
Tittoriodi , quindi leggevansi nelle liste degli eletti , alle 
cantonate drile strade» i nomi di essi. Già quelli di si- 
mile natura, e forse peggiori, si facevano udire per Tele» 
lione delle Provincie, le quali non covando in loro stesse 
tante perfidie quaaf erano riunite in Napoli » per la forza 
degli sconcertsdorì avevano dovuto dare il mandato a gente 
siffatta; gii il giorno dell'apertura delle Camere era pros- 
simo, già il preparato e macchinato disordine era sullo 
scoppiare. Una quantità di sgherri di Provincia aveva pre- 
sa stanza in Napoli , venuti per proteggere le operazioni 
e le voglie dei Deputati provinciali , questi aumentando 
sen^pre di numero baldanzosamente vivendo nella Capitale^' 
ogni mezzo cercavano onde far nascere discordie e scon- 
yotgimenti. 

U Ministero preseduto da Carlo Troya , tenuto a parte 
di quanto si macchinava , anzi moti^re delle macchinazio- 



(*) Ciò prova quanto io dissi di sopra , che ^ ignoranza 9 po* 
lente nemica doff ordine , aveva presa parte da per ogni dove. 



K 



17 

ni , percfaè con^urato siille eo$e avrenire , dominando ed ìb^ 
vilendo il potere esecutivo , dirigeva con iscaltrezza le fila dì 
tutto ciò cn' era.preparato ; mancandogli però il coraggio e 
r ardore per prorooapere con successo , per vie di segrete e 
perfide mene portava, innanti 1 opera. Grave ostacolo peròpa- 
revagli la truppa, la quale perctiè aumentata in numero,, at- 
taccata airorome, convinta della santità del giuramento dato 
in seguito dei fatti del 29 Gennaro , faceva non buon viso a 
quel progresso di smoderatezze .che offendeva il decoro pa- 
trio: distruggerla, non era possibile ; cambiarne lo spirito in 
cui si teneva, riusciva difficile , lungo ed incerto il risultato , 
quantunque tale pratica erasi già cominciata a mettere in o- 
pera da taluni scellerati , vili e comprati commiliti ; allonta- 
narla dal Regno , era il solo mezzo di buon successo ; quindi 
il Ministero , di comune accordo , ad altro non rivolse le stie 
mire , che a mandar fuori del Regno buona quantità di trup- 

, sotto pretesto dì sostenere la causa della unità italiana, 
a per non far vedere , che un tal divisato isolatamente e di 
fronte si attaccava , fece mettere in su altra gioventù di tutte 
le condizioni , la quale dopo pochi giorni riunita da talunln- 
dividuiy la più parte prezzolati dai Demagoghi, fu rassegnata 
in diverse Compagnie e Battaglioni. Questa scaltra determi- 
nazione non solo in Napoli si fece menare ad effetto , ma 
spargendosi nelle Provincie la voce del volontario arruola- 
mento , fu si che nei Gapiluoghi dì esse talune persone , non 
amanti di travaglio , andarono a scriversi pel soccorso dei 
lombardi e dei veneti : <|etta gente riunita , e da riunirsi., al- 
lettata dal Ministero ebne armi, bagaglio, abbigliamenti, mu- 
nizioni e danaro j e (juasi milizia regolare comparve. Era 
questa Y ora di .cominciare a scovrire la tessuta rete , essendo 
prossima la convocazione del Parlamento. Altra nave a vapore 
venne allestita , e molti volontari messi a bordo d*essa , si 
congiunsero al 1.^ Battaglione del 10.^ Reggimento di liner.; 
che tutto compreso quel Corpo venne bandito per la van- 
guardia dell* esercito approntato per la guferà italiana : di- 
versi vapori, da commercio , imbarcando volontari di ogni 
esorta , ai volta in volta uscendo dal porto di Napoli ,. recaro- 
no verso le regioni milanesi quelle accozzate milizie. 

Onde accelerare la dilatazione delle idee vertiginose , e 
disporre i popoli a fermento e sollevaiione , nna nuova 

2 • 



<'■>- 



arte di propagare ^ri surta, del tit'o^ laaligna, dei luf- 
to pitfida. Una corrispondeiuea attiva di lettere tra De- 
magoghi e Demagoghi , tra costoro e loro satélHti:^ col 
sólo iadirizzo senza nalla esprimervi dénti^ , era mes- 
8* alla Posta ; epperò se gli dava il nome di lettere bian» 
che (*). Era il mciccanismo di questa corrispondenza, lo 
scrivervi nel bianco del foglio , da colui cui era' dffetta 
la lettera ,*e non dà quello che la dirigeva, tutto ciò che 
credeva possibile , per le circostanze del proprio paese , 
onde inmmmare i riscaldati , dedurre i creduli , tener fer- 
mi i speranzosi. Questo sistema avendo del malizioso in 
effetti, colpiva qua^i tutti coloro, éhe per ragione di pro- 
pagazione erano invitati alla lettura di tali fogli, nei quali 
▼i si apponeva una firma qualunque ; epperò il lettore in , 
buona fede vi trovava quanto di reale vi esiste in una let- 
tera venuta per la Posta , cioè la soprascritta ^ la dire- 
zione alla persona che gli faceva leggere la lettera , il 
bollo della Posta che T aveva immessa , X altro di quella 
dell* arrivo, il prezzo della tassa, ed il corpo della lette- 
ra colla data confacentc a quanto si Voleva far propaga- 
re ; COSI il trappolato accertatosi della notìzia , ta spar- 
geva con sincerità e candidezza senza ombra dr mistero , 
e passando di bocca iti bocca , si moltiplicava a dismisu- 
ra. Tale sistema sparso nel Regno , é neir halia tutta , 
danda sostanza di credito ai poco accorti , agi* ignoranti , 
agli agevoli a credere , fu in vero la fonte dei mali che 
hanso minacciata la tranquillità pubblica e la pace delle 
famiglie , mettendo in allarme ogni persona. 

Sparsa e divulgata ministerialmente la voce della parten- 
za delle truppe per la Lombardia , una calma studiata fe- 
cesi vedere nella Capitale per pochi giorni ; tutt* i sin- 
ceri , ma caldi della indipendenza italica, acclamarono it di- 
visato e ne lodarono ir progetto , i rei , eh* erano a parte 
delia maligna opera , tenendosi fi^nati Sulla cosa , risolen- 
ti e giulivi per quel movimento si mostrarono : solo oro 
scarso numero di pacifici e previdenti cittadini , comprénden. 

(*) Si è. detto essere tale' invenzione {>arto delDemtgogd Càr" 
lo Poerio ) ma io noi credo , poiché non Taluto da tanto il suo 
ingegno. 



do in qttèlla mossa. rkigAdno , si^nàod rimasero per timo^ 
re. li Ke recatosi in unione del Mnistro della Guerra e del 
Capo dello Sialo maggiore in Caserta ed in Capua , vishò le 
troppe colà stanziate » le quali formar dqvevaao parie del 
Corpo da entrare ia campagna, e nel rivistarle , diede le più 
energiche disposizioni onde fossero prOTtedute dell' occorren^ 
te : id stesso si praticò in Nocera. Trascorsi alcuni giorni 
vari Reggimenti ebkero ordine di muovere per V ItaKa alta > 
formanaosi in due Divisioni , ed una Squadra di legni da 
guerra fu allestita a secondare il tnovitn'ento delle militié ; 
disponendosi» che una delle due Divisioni transitasse per 
terra ,eY altra motesse per mare. Otto battaglioni di fante* 
tetia , una batteria di artiglieria , duB Compagaie di zappa* 
tori , due ambulanze , furono riuniti a far parte della prima 
Divisione , comandata dal Tenente Generale Qfnie Giùvafmt 
StaieUa ; sette battaglioni , una batteria di artiglieria , ed 
nna Compagnia di zappatori' foriaavano la leconda guidata 
dal Brigadiere Carlo Meoleiii; un KeggiiUènto di Lancieri 
e due di Dragoni completavano la oavaUeria , obbediente al 
Colonnello Mareankmio Colonna. Il Tenente Generale 
Barone Guglielmo Pepe^ che nel 1821 , per motivi politici 
era stato bandito dal Regno ^ ora rientratovi appena , ave- 
va .chiesto il comando di quelle nùlizie , ascendenti a IS 
mila uomini , per redimere i suoi passati falli ed errori ; 
ed il Ministero nulla badando alla santità della ooaitAissie- 
ne , aderendo alla sda dimanda , sol perchè Pepe caldo si 
mostrava per T indipendenza d'Italia , essendo auòhe a par- 
te di quanto doveva succedere, permise che in quelle trup- 
pe avesse luogo , che il Capo non conoscesse i suborai- 
nati , questi non sapessero , per la pia paile il Capo nean- 
che di veduta , e ohi il sapesse tristissime idee serbare di 
Itti; qnindi quel legame morale reciprocò^ che in una milizia 
tra il comando e la subordinazione forma \d base di ogni buon 
risultato, impossibile riuscisse serbarsi. BelFopera esaggis- 
sima fu questa del Ministero! (*) Nel 27 Aprile cinque. Frega- 
te a vapore di guerra con altre due a vela ed una Corvetta, 
portando a bordo l8.2.a Divisione delle sopraddette truppe, 
unita ad tin battaglione di volontari , jpartirono dal porto di' 



(*) L.raUi posteriori, lianno avveralo questa considerazionL 



2» 

Napoli y e due giorni inifAnti.la l.a DivisioBe, per la vìa di 
(erra, erasi uiesaa in rotta. 

Or come lo scopo del Ministero era solo quello di allon- 
lanai^ dal Regno le truppe , e non U. successo felice d' una 
impresa, cosi avtiaf appena la milizia, si trovò esso oltre-» 
modo impicciato su talune primordiali essenziàlissime eon« 
siderazioiH, Quantunque^ attesi gli alti Schiamazzi, erans in* 
viati Tuotì dì Stalo j qndi Gomme$sarì , * il Principe di Lupe- 
rano, il Duca d' Albaneto Pallavicino di Proto , ed il Prin- 
cipe dì Golobraiu), con Antonio del Prete, Fortunato Gian- 
nini, e Ruggiero Bonchi, per accordarti con quelli degli al- 
tri Governi a Italia, onde, formare un tutto italiano, pur 
tuttavolta essendo trascorsi, molti giorni, nulla si era prati- 
cato , perchè nìun mandato era stato spedito dagli altri 
Principi, rimanendo i nostri agenti nella inerieia diplomatica, 
p^erciò avendo fatto sapere essi al Governo un tale procedere, 
avevano deliberato far i:itorn0.^nel Regno , com' eseguirono ; 
anzi il Papa Pio IX» centro di tutto il movimento e ferm^n^ 
to della penisola (*j, nel Goncistoro del 20 Aprile , avendo 
dichiarato apertamente e essere la, guerra aUenissima da'suoi 
:» consigli, perchè tenendo esso in terra le veci di Golui oh' è 
1 autore della pace,- ed amatore della carità, dover con pari 
^ amor fraterno abbracciare tutte le genti, tutt' i popoli e 
> tutte le nazioni » ; eosi-per queste volontà, non poss^^bile 
riusciva alla Dìvisioiie marciante per terra il passaggio nei 
Stati romani per recarsi oltre il Po. Altro intoppo, non di 
minor valore Hel già detto, erasi manifestato per la Divisione 
inviata per.mare. Essendosi ^uta certezza ,:^i che gli austria- 
ci avevano fatto marciare suir Isonzo , . up^ Corpo di truppe 
sufficientemente numeroso , facile non rriusei va sbarcare a 
Venezia quelle milizie, potendo rimaner ehicue tra due li- 
nee al momento dello sbarco ; per ^e&te cose, nate difficoltà 

< ■.^' • .■•'■' ■* 

f - f - . 

, ji*) Questo doppio Sovrano^ credendo proteggere le riforme po- 
litiche -dell'Italia, le spinse mnaiiti, quindi , sotto il suo protetto- 
rato^ ìk pasflò ilella smoderatezia eccessiva ; poi vedendo' che le 
circostanze cambiate,- recavano gran é^ium^io alla rel^ione fino, 
a presagire upo scisma in Germania^ «ode ferini^ ; . ma il di- 
sordine aveva già preso pfedi ; ed il fio' 1% del ni^se di Luglio 
1M8, divenne molto diverso da queilo del 1^7 e 1S46. 



21 

trai-MmislF^ onde diM*iden5 iqpiàt partito ^poisibila si presea 
lasse nella riuscita della vareia , niuno ne seppero ?edere 
essendo tulle persone che Y idea^ delki guerra nfiiggira una 
nimamenle dal loro esercitato' e eontiMia malizioso ctarla- 
lanismo. Stretti però dalla urgenan et dare delle disposizioni 
alle doe spartite colonne , onde eoocentrarsì in un punta ed 
agire di accordo se fosse neeessano, cUésero Y uteirento i» 
Consiglio di taluni militari da senno e pratici delle c^se di 
guerra. Fatto esame tra ì sufficienti « se ne presoetsei:o tre dt 
merito reale, sul conto dei qaali possibile Ma eia ^ per iiiu«-^ 
na causa, iarf i cadere ossenràstone. Venuti cosloru a) con -^ 
sesso ed informati della chiamata , tolsero a dimandare le 
nuove di quanto tra le opposte parti si operaTa , epperò rivok 
te le richieste da prima al Hinstm degU Affari esteri Mar-^ 
cfaese Luigi Dragooetti , come colui me per oblile di mi- 
nistero , esser doveva ìnibrflwto , per tfftezzo di agenti ben pae- 
gati , di ciò die presso le altee naaMni e gfi a£ri Gouerni si 
praticava , i>* ebbero in risj^osta, non poter dare alcune delu- 
cidnaioni , essendo e egli vuoto n^a carica, poco» conoscere 
3 della diplomatica , e détte cese die si operavamo ut d» 
9 fuori del Regno ; (^ > i|uiadi gli fii rinlMifcato da uno dei 
tre, eoo discorso misto dlronia e sincerila t sarebbe i|iigVior 
» condotta e pii» patviotta dimettervi dedla carica, che tener- 
yi \m malamente; awegnacdìe è insto obbligo di Ifostsa Eo 
9 ceUenm aapeie manto nett*^estero si watico; il oon. saper*- 

> lo è un tra^Iire il Governo^ odi cìllaaini; la patria d^ nitrii 

> soggetto poler essere nmlto neglio servite^ e eoa ^pieU' iur 
» teresse die TepoK» riduede. » Tali parole santìsrime, am». 
mntolirono il Ministro , dbe da prima con modi studiati e lin- 
guaggio da purista, aveva fiitfaUocttiione; poscia eoli» che 
aveva preso a Scorrere seguitò a richiedere sulle mosse dd 
nemico , suite opinioni dki vari Prine^ d'Italia,, sulle pos^ 
bilità di linanze^ e su ipianto altro era d'uopo conoscere per 
dare un avviamento a non equivoche <^»eraziooi. Fu detto, che 
9 il Papa non voleva dare il passo alle milizie napolitane,^ 
» perche naa aveva dichiarato la guerra aU* Austria^ dovesse 

• 
(*) La celebrità di questo lume letrerano e appoggiata sulfa 
purezza (fella fmgua italiana, e sulta versatezza nella scienza am- 
minlttrativa : ia sua biograliii k) asceria» 



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2Z 

ikùa pertanto passare la divìsMme inàrcìanle perterra, qùth 
3 io Stala; quindi acegUare il panto pia alto a noa offeade* 
9 re rautorita di Pb IK 1 aTTartendosi dal Miojstrò Seialoja 
«nera quella « una causa santa , protetta da Id!dio, epp^ 
9 non da incontrare ostacoli e (^). A meste parole eslernap 
te scoia logica scolastica, ne politica, il preopinante risccm* 
irò con qiiei tuono di . disprezzo che alle ioee inette è dovuto, 
9 non essere i tre cbìaraati a consiglio ne Melckisedec^ né 
3 Mosè, ne altri guidatori di truppe condotte dai miracoli 
9 deirQnnipotente, avere essi le sole cognizioni strategiche 
)) e non conoscere mezzi-seprauìnani ; se santa ibsse la causa 
9 di quella- impresa^ si facessero operare quelle virtù iaco- 
9 gnite "agli uomini, in loro non esistenti, e se ne sarebbe a* 
9 vuto il risultato; senza dar luogo ad utopie, trovarsi lo 
9 Stato già comproneeso verso TAustria per la partenza del 
'9 10.° Reggimento di Linea, potersi compromettere peraltra 
9 violazione di dritti ancora; intraprendere la^ marcia per lo 
9 Stato romano a viva forza 9. A siffatte ultime proposizioni 
il Ministro della guerra Brigadiere del Giudice (^) interrom» 
pendo il discorso, protestò con altissimi sentimenti di scusa 
€ no{ aver dato ordine per la partenza di quel Reggimento; 
'9 quijtinque fosse la sorte di esso, non volersi indossare re* 
9 qponsabilità alcuna èvl tal movimento 9 al ehe gli fu richie*- 
•to^ dii mai e per quale ordine, si fosse mossa quella truppa; 
• ed il Conforti Ministro dell* Interno, rispose « essersi cìq pra- 
'9 tìcato per dare ima soddisfazione al pubblico 9 qaesl*éspres- 
«ioni, ebbero in riscontro, trovarsi « incompatibile il propo- 
9 nimento di tenere le truppe quale trastullo del pubblico; 
9 sé tal cosa si penetrasse dalle milizie , gravissime poterne 
9 risultare le conseguenze » (**^. Rotta così la diatriba sulla 
prima parte della sessione, si passò a discutere per le truppe 
Ipesse a bordo della squadra : fu detto da* vari Ministri , non 
potede fare sbarcare a Venezia , atteso quanto di sopra si è 



i**-ite 



(*) Iddio fonte di verità, non protegge una causa poggiata tutta 
sulle bugie. 

(**) Verso questa epoca, si è fatto tenere per parente dei Ban- 
diera. 

(**♦) Le conseguenze, hanno faito vadere non essere le truppe 
trastullo dtl pubblico. 



«sposto, conreoke oiellorb Alerrit ad Ancoiofi, ma joìò ìueoit^ 
trare la disjùaceiiza del Papa, quindi coofacepte rivoltare far- 
le discendere a Pescara ;. ma obbiettàndosi da uno' d^i tre 
ft essendo di poche migiia il tratto da jPescara allo Stato 1*0- 
s mano, quello che avvenir non doveva oggi , avvenuto sa-^ 
9 rebbe domani » fu opinato Manfredonia, puuto di sbarco 
alquanto lungi dallo Stato Pontificio, e cosi marciando litty- 
ralmente entrare nella Romagna dopo alquanti giorni . Queste 
discussioni fatte senza convincimento reciproco, niun effetto 
produssero, poicliè il raziticinio incontrando utopie,, non si ac» 
comuna con esso; quindi la discussione risultò come non fatt«; 
ed i Uè candidata chiamati a consiglio, se ne andarono dolen- 
ti, nel compiangere i mali die alla patria quel Consessi cer- 
tamente avrebbe arrecati (*). 

Trascorsi alcuiH gionii, avvenuti taluni seriì disordini in 
Roma, mossi nella massima parte dal Demagogo Pier Agnolo 
Fiorentino, antico rivoluzionario, handito dal nostro Regno, e 
vissuto in Francia per molti anni, ora abitatore dell' balia, e 
scojivoigitore parziale di ogni Stato italiano , V autorità del 
Pontefice ebbe incito a soffrire; questa circostanza fecesj, che 
coloro già divenuti arbitri del governo politico romano, in- 
dueendo a far dichiarare la guerra daUo Stato Pontificio al-» 
r Austria, permisero die le truppe di Napoli si recassero e per 
terra e per mare nei loro Stati pw proseguire la marcia hao 
oltre il Po al rincontro del nemico; cosi le difficoltà già an- 
nunziate» vennero superate; e le prime penetrarono nello Sta- 
to papale per Giulianovai, le seconde sbarcarono ad Ancona. 
Per tal cosa H Ministero fu pago ^el suo ardente desiderio^ 
trovandosi con poca suggiezione, atteso le molte truppe allon- 
tanate dal Regpo, e sempre più allontananti. 

(ìli avvenimenti romani teste annunziati , il fermento in 
cui là Capitale del mondo cattolico si troviava ^ gli allar- 
mi eh' erano nati neir Italia tutta per le sorti del Ponte- 
fice , ridotto quasi a Vescovo di Roma, avevano dato moto 
in Napoli al prossimo scoppio di quanto si era preparato : 
tutti gli eccessi della licenza, della erronea eccezione del- 

<*) Per poco Gke si consideri iiticsto para^^afo , si vedra^ die 
il Miui&lero era composto d' uonoini di lalenli malijfoi ed iucoiu- 
pleii, utopisti di riforme impossibili. 



24 

libertà) rìnfrazione e sopraffazione della legge nm cuori 
frescamente battezzati a cittadinanza , mossi cb malvagio 
spirito di regressione , davano a redere che le leggi con 
la Costituzione avevano perduto il vigore , ed il Governo 
era caduto in sensibilissimo discapito ai forza morale. Le 
ribalderie non più tenutesi celate 9 ma palesi,, si udivano 
ovimque pubblicamente le concepite' smodatezze e marma^ 
c^lierie da mandarsi all'atto; il non essere soddisfatti della 
Costituzione giurata e festeggiata nel 29 Gennaro, il ria* 
vere la sciagurata Costituzione del 1820, erano desideri 
non esagerati , la forma repubblicana ed il sistema inetto 
del comunismo , dalle vampe delle passioni era idolatra-/ 
io. La demagogia fiera del risultamento delle sue brava- 
te , con la convivenza ed appoggio del Ministero , erasi 
impadronita del potere esecutiva. L' imitatore di Marat ad 
uno dei numeri del suo Giornale, annunziava apertamente 
al pubblico , dopo una hmga controversia tutta sua , il 
ricordarsi di Carlo I e di Luigi XVI , agdungendo la 

Sarola capile con punti ammirativi ; quindi nulla v' era più 
a presagire di bene. Una flotta francese entrata nei nostri 
paraggi e messa T ancora nella rada napolitana ayeva 
fatto sperare e credere ogni appoggio a q[uanto ^\ voleva 
Iterare : il giorno dello scoppio vulcanico era fissato in 
quello della riunione delle Camere. 

Un cerimoniale comparso al pubblico per l'apertura del 
Parlamento, disponeva che nel 15 Maggio la funzione so- 
lenne avesse luogo ; nel detto Sa un giuramento dei Pari 
e dei Deputati eseguito precedentemente alF apertura delle 
Camere , ligar doveva quei prescelti alla buona condotta 
della causa nazionale. Una nomina di 50 Pari , fu pub- 
blicata a seconda dello Statuto costituzionale ; tutto era 
air ordine a fine di vedere il giorno sospirato della napo- 
litana riorganizzazione festevole e giulivo; ma in vece spun- 
tò tristo e di sangue. 

Nel sabato 13 Maggio un movimento di armati fu ma- 
nifestato in S. Maria cu Capua e nella prossim' Aversa; un 
invito alle Comuni contigue di riunire uomini , onde re- 
carsi nella Capitale, fu bandito , ma il niuno acconsenti- 
mento , anzi il disprezzo , di queste ultime , sconcertò e 
ritenne i primi : essere doveva questa mossa in sostegno ai 



f. 



Depatati y che già in buon namero in Napoli s* erano re- 
cati ; tal' era l' esempio dato dai prescelti di Calabria. Nel 
mattiflo delia succeduta domenica un Demag^o ayeiiiano^ 
recatosi nel Conservatorio di Musica in S. Pietro a Ma* 
jella, fece appello dei più adulti giovani e seco li condus» 
se nel Reale Albergo dei poveri , dove li armò con i fucili 
tenuti da anello Stabilimento per la juniola dei ragazzi mi- 
litari , quai cosa fu autorizzata od ignorata dalla Polizia. 
Nello stesso di , verso il tramonto del sole, novantanove 
Deputati riunitisi tra essi , si recarono nella sala di Mon- 
teoiiveto , coir apparente fine di cofisultare sulla formola 
del giuramento, lale operato fece radunare dopo le venti- 
quattro ore nella calata Monteoliveto , avanti la fontana, 
ed innanzi il palazzo Ricciardi (olim Gravina) una quantità 
di gente bene osservabile , molte delle quali entravano 
ed uscivano dal detto palazzo , ove congiunto si trovava il 
fiore degli esagerati , a capo dei quali vi stava Giuseppe 
Biceiardi y secondonato del Conte dei Camaldoli ,' autore 
di varie opere incendiarie , che spediva^ messi di continuo 
ai Deputati in Monteoliveto. La specie di giuramento ma- 
lizioso , così ojHuato , dav* a vedere pretenderi»i che il So* 
vrano giurasse sul vago , quindi restasse ligato a sostenere 
cose non ancora conosciute , opperò contro la natura di 
ogni giuramento. Fatta la proposizione al Re su questa for- 
mola , il Sovrano rispose e aver giurato ^^e volte la 
> Costituzione del 29 Gennaro , avere accettato il Pro- 
1 gramma ministeriale , col quale era promesso di svol- 
9 f/ere lo Statuto ; si avesse anche come giurato questo 
9 Programma , non poter giurare nel modo proposto, poi^- 
» che avrebbe giurato senza sapere che giurava » . Ricevuta 
tal risposta, alcuni fra i Deputati , in un subito mostrarono 
nei loro discorsi , non essere costituiti, ma fanatici Demago- 
ghi ; epperò cercando colle grida e le insolenze soverchiare 
i loro collegh], gli dissero, trovarsi sostenuti nelle intenzioni 
da molta gente armata, condotta a bella posta dalle Provincie, 

Suindi doversi aderire alle vedute di essi; essere in marcia per 
[aneli gran quantità di cilentani, guidati dal Colonnello 
della Guardia nazionale (jostabile Carducci; aver promesse di 
soccorsi dalla Squadra francese. Ne paghi di spaventare in 
siffatto modo i Deputati , presero anche a sbigottire molti dei 



^•ri , dm & trotitano ui émà del PruMÌpe di Cariati Pr«si* 
deste di qiifilkt Catterà « a ooncilùure le losorti quistioni dei 
gimwiieBlo ; indi fier li ceMiseinie efferate istanze dei Depu* 
telo GioTannl Aadrea , Seoieo , e di Stefano Aomeo» ebe ooa 
eisendo Deputato, aafihe io qaell' assei^blea $eàeveL, il qoale 
era di già ventilo scelto ad arte dal Mioistro Troya per trat- 
tare uà armistizio tra Messiaa e la€ittadelia {*) ; ed aveva 
nel g^eno IS Maggio bandita uoa ipoorita proolapnaùoDe per 
flubomave la tranquilla perle delta Guardia nazionale di 
Nap<diy diebiaratiei in eedota permanente formarono un /Ve* 
siaeni&jìm rice-fremdmle e òei Seyreiari^ stabilirono cbe 
/* jiÉsemhka nezionale si dovesse erigere a CasiiUienieì Mol* 
ti tra i Deputati, perchè informati di quelle mene repubblicane^ 
non si erano jpresMtati alla riunicme; akri non ancora era- 
no giunt'in napoli « e buon pumero di quell'intervenuti 
al Consesso, «dita la sovversione degli ordini dello Stato, si 
ritirarono immantinenti , rimanendo in Monteoliveto solo gli 
esaltaci coetitittionali od i cospiratori al numero poco più 
di sessanta. Da quel moii^nto in poi le volontà della più parte 
di questi rendui rappresentanti nazionali riuniti divennero 
smodate aU' eoeèsso^ Il Sovrano saputo V atto insolente , 
oom' èra suo debito, si oppose con parole >; questa giusta 
opposizione, fii dai fiemagoghi e satelliti scelleratamente tra- 
sfigurata, perobè oosi giovava ai tofo iniqui disegni. Su tal 
proposito aioeva U Re al Principe di S» Giacomo a volere 
9 nel domani soggeilare la Costituzione con un altro giura- 
» mento ; e eh* egli non intendeva per questo menomare la 
• facoltà di wolgere lo Statuto accordata alle Cadere me- 
9 desime. » Questi eentimenti manifestati da S. Giacomo per, 
le strade ai rivoltosi, onde calmare la concitazione, di urna 
frutto risnltarono. Anai appena il detto Principe erasi allon- 
tenato dalla Regj^a , venne riferito al Re, cbe una deputa- 
zione eesMidosi recata dall' Ammiraglio francese Boudin^ 
gli chiedeva T appoggio ed il soccorso dei suoi nazionali di- 
pendenti, onde stabilire in Napoli la Repubblica : ed il Ré , 



(*) Lo scopo di tale armistìzio si rende chiaro dalla lettera scritta 
da Luigi Orlando al signor Giovanni Andrea Uotneo, in data di Pa- 
lermo 26 Aprile I84S: già pubblicata dal Giornale V Araldo al N. 2A 
ed io quello del Tempo al 129. ( V. il dgeununto apaff. ) 



con edhremo raimnarico , fatto eertd dèlia oiMtt , rupòalefft 
^ non rioioverfi dalla via legale, afirontar^qBaluiiqie diffi- 
» coita, <{uatumiiw perìcolo colla lealtà di oittadìao , e ool 
> coraggio di soldato.- 1 

Era uno il motto d* ordine dei tristi , oioi e venir liaditi 
» dal Ae, che attenderà distruggere la Gostituiioiie i epperò 
la Yoce di tradimento ! fecesi udire in tatle le prinìeipali stra^ 
de dai loro seguaci , fra quali non poeU delia Guaidia na^ 
zionale, illudendo ed infiammando con questa calunnia, mòU 
ti altri de* loro compagni ignari della tessuta cabala. Un De« 
magogo furibondo, entrato nella sala ove i suoi aaioi erano 
stali fasciati dai buoni ed onesti Deputati , gridò a non es»- 
» servì ornai altra salvezza fuordii nelle barricate 9; pensiero 
venuto suggerito con lettere da Roma e da Palermo^ Barrù 
tat^ I replicarono inferociti parecchi della Guardia nacionar 
le, che a disegno aspiettavano fuori la sala : altri vollero, ^be 
si battesse la generale. Il Brigadiere Pepe, Comandanla di 
sflsa Guardia, vietò quel tocco di gnerra, ma quei riballandot 
si, lo minacciarono, e fecero battere i tanAurt per la Citta i 
in on làrapfio la Guardia nazionale corse alle arai, e verso èa 
mezzanotte cominciarono in vìaT(^do a «ostruirsi barricate. 
Vi lavoravano calabresi, altri cittadini ignoti, nmratori presi 
per forza, siciliani, italiani di ogni Stato, gran liumero a in^ 
dividtti della Guardia nazionale , e come tahmo ha detto ^ 
francesi della squadra , ed anche qualche Deputato vi fii voi- 
doto. Carrozze ai particolari pese a viva {prza dai proprietà^ 
ri, ultra da nolo incontrate per via, banchi di Cbieae, bolti, 
carri, travi , porte , baracche di venditori d'acqua , persiane 
dì balconi, e quanto di legpame era rìupifeile, fu ammassato 
dai costruttori nei vari sili. Due Pari ritornando da Monteo^* 
livetoal Real Palazzo, vennero fermati in Toledo, e la loro 
carrozza servì per le barricate : un togliere di selcialo, uno 
sfossicare di strade, un fabbricare le vie laterali, era il pro- 
teggere le costruzioni in legname ; quindi un rumore ed un 
disordine da forsennati in tutte le strade faoevasi udire, f 
due Pari giunti alla presenza del Re ^ e narrato il fatto, lo 
scongiurarono, unitamente agli astanti , che ordinasse alla 
truppa r abbattimento delle barricate, ma il Re non aderì 
alle loro brame, solo si mosse per provvedere maggior sicu* 
rezza intorno al Palazzo Reale ; però fatto chiamare al mo* 



sa 

B* ebbero ia riieontro con voci da disperati e siamo ira* 
3 dìA , Siam traditi ! nelle bairicate sta la garentia 
9 de* nostri dritti e la salute delia patria » . Mentre tanto 
airreniva un certo Bellella congiunto ad un de Riso ^ ann 
bo Deputati , recando dalla casa di Troya alla Camera 
dei Deputati la copia del Decreto , si soffermarono nel 
luogo ov^ erano Noya j e Letizia perorando , ed intesi 
di che si trattava , esortavano anch* essi ai costruttori 
delle fortificaaoni , che denstessero da un* òpera senza 
flcopo e forse fonestissima ; ma le voci dei quattro ora- 
fon riuscirono inutili ricevendo il Letizia , da parecchie 
Guardie nazionali eh* erano là a dar mano al fatale 
lavoro , delle impertinenze. Convinti più che mai che si 
spendeva tempo é parole inutilmente , i quattro oratori 
81 ristettero dall* insistere , e s* avviarono per la volta di 
Monteoliveto \ il Capitano d' Artiglieria Angelo d* Epiro 
che trovavasi col Noya e col Letizia , recatosi inconta* 
nente dal Re gli fece il tristo racconto d* ogni cosa ; 
come il Re restasse trafitto neirudir tanto « i facile ini« 
maginarlo. Poco di poi ritornato il Sindaco e Letizia al 
Sovrano , gli dissero in umone del d' Epiro e che i 
9 momenti erano preriosi , un partito deverai prendere • 
subito , se non si Toleva ohe 1* allarme ed il tumul- 
to si fossero più accresciuti nella città col cresc^^ e 
moltiplicarsi delie barricate; che a disfarle non e era altro 
mezzo salvo quello d^un drappello d'inermi soldati, garenti* 
ti da altri armati qualora venissero offesi.— No, non voglio 
soldati, v*ho detto, non veglio anni. Credete forse che voi 
soli avete il coragj^o di toglierle con la forza? 11 coraggio 
non istà neiresegoirlo, ma nel confaindarlo i . Queste paro- 
le furono dal Re profferite con tanta energica risoluzione , da 
torre ogni luogo a replicare. 



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» 



31 

l.f 'lii I l 'I l i 1 .yi ii ,! l'I I' >l ' I .1 .mtj 



PàRTs sseanQ^i^ 



GIOAIVATA m SE ST£SSA« 



Eva TallNb del la, e tré UffiaiftH del 2.^ Rècmménto d^IIa 
Guarda Granatieri ^ avendo udito nella noUe^ la oostnitioiìe 
delle barricate , si recarono a Toledo onde as^ióitrarsi e irieo* 
nosoere quelle opere di fortificaBtODÌ4 Gkiftti ali* angolo di S^ 
Ferdinando, fnrooo afrertiti da un Caporale del loro R^^i- 
meiito, che ei troTara di guardia al Rea! Palaiee^ non Andare 
Terto la direzione presa , perchè avrebbero incontrala resir 
stenta , ma i tre dispreizando Y avrieo ^ seguitarono U 
loro cammino , che fu- Ubero {so 'all' angolo del tico 
Conte di Mola, are trorarono la prina tratìicia di bar- 
ricata , poggiante la dritta ali* angolo del tìco e la sf 
nistra al Palazzo Montanaro , che si andava perfeaio- 
Bando col- la?6ro di talune Guardie nazionali e mura» 
tori : lo stesio fu risto al limitare del Vico Afflitto , 
allo sbocco ed ali* angolo di S. Brigida . ed al cantone 
della Concezione , ove delle Guardie nazioaiali soltanto ^ 
avendo poggiat* i loro fucili al muro , abbattevano una 
carrozsa : questi Uffisiali essendo napolitani , conobI>ero 
taluni delle Guardie nazionali ah* erano alia difésa e eo^ 



.1 



strouone delle barricate , ma perchè onorati , non ne 
STelarono e non ne sveleranno ì nomi (*). Accertatisi 
di quanto loro bramarano , volgendo a sinistra , lascia- 
rono la strada principale e si misero di ritorno su i 
vichi parallelli ad essa ; giunti a quello denominato Te^ 
deschi , s' introdussero novellamente in Toledo col pro- 
pòsito di recarsi in Quartiere ; ma avendo veduto in- 
nanti loro il Brigadiere Pepe 'accompagnato da una ven- 
tina di persone , buon numero delle quali Guardie na- 
zionali , ne seguirono i passi , onde scorgere ove si re- 
casse e cosa facesse ; assicurati che si portava a Palaz- 
zo , si diressero alla loro caserma. 

Coir alzarsi del sole , il furore debaccando sempre , 
più 8^ udirono voci fra le bestemmie e gli oltraggi , che 
chiedevano , 1* abdicazione del Re , V allontanamento delle 
truppe dalla Capitale per un raggio di quaranta miglia, 
e la cessione nelle Castella neUe mani della Guardia 
nazionale. Ciò seguiva per una mozione fatta dal Depu- 
tato Ricciardi , e contrastata dall* altro Bellella colF aiu- 
to della Camera, e La situazione è mutata di molto da 
I ieri in poi diceva Ricciardi > il perche diverso esser 
I debbo il nostro linguaggio colla corona. La diffidenza 
]» della nazione , ed in ispecie delle milizie civili, è cre- 
1 scinta a mille doppi : unico mezzo a farla cessare sa- 
3 rà r ottenere dal Governo garentie positive. Io pro- 
]» pongo gli siano indirizzate , il più presto po^bile , 
3^ le due seguenti domande moderatissime ; mooeratissime 
9 io dico , in ragione dei miei principi e desideri ben 
j noti ; la consegna delle Castella in mano detta Guar- 
ii dia nazionale ; lo scioglimento^ omero t indo imme* 
» diaio detta Guardia Éeaie in Lombctrdia. Che se il 
» Governo sarà per opporci il pessimo stato delle finan- 
j» ze » e noi diamo al paese T esempio del sacriiGzio , sor 
% scrivendo ciascuno secondo le proprie facoltà. Ed io 
» primo neir opposizione mi segno fra i primi per la som- 
» ma di ducati 100 i^) d. 



^Tra i militiuri la virtù della generosità è sempre sentita. 
(**) In questo progetto non si parlava delle truppe svizzere , 
perchè i Demagoghi e gtt esaltati credevano fermamente aver di 



Quésf esageraziom ^ imìtafe servtlnieiite su' (juànto ri era; 
richiesto in Roma > per istigazione di Pier Agnolo Fìo« 
rentino ^ che in quei giorni si trovava in Napoli , perchè 
Tenuto il 7. Maggio , produssero delle scissure di opinione 
Beila Guardia Nazionale ; molti si ritirarono alle propri* 
dimore , altri aderirono ai costruttori delle barricate ^ é 
buon numero, che voleva anche allontanarsi , Ju astretto 
dalla prepotenza del calabrese. Mileto a riunirsi ai rivoli 
tosi. Continui erano i messi fra la Reggia , i Deputati 
ed i Ministri nelle prime ore di quel giorno ferale 3 molti 
dicevano avere il Re acconsentito di sospendere il giù* 
rameiito ed aprire le Camere, come già era stato ban<« 
dito ; farsi verso il mezzogiorno la funzione solenne : utt 
ordine &mata dai Presidente dei Deputati accertando que* 
ste voci, disponeva 9 che la Guardia nazionale disfacesse 
le barricate ; queste per i suggerimenti di La Cecilia , Mi* 
leto ed altri fatui non vollero , gridando alcuni , ad imi- 
tazione di Parigi , è tardi {*). Pepe ritornato dai Re, eoa 
altri Uffiziali maggiori da esso dipendenti , assicura ches* 
sondo tolta di mezzo la qnistione del giuramento ^ le bar-^ 
ricate sarebbero sènza meno disfatte ; non vol^e però ciò 
fiire la Guardia nazionale perchè travagliosa operazione ^ 
desiderarsi soldati senz'arma per isgombrarle. A questi av« 
visi , il Re , stretto dalla necessità , accordò lì muoversi 
dei soldati inermi, e tosto cinquanta uomini delia Guardia* 
di Palazzo, metà dei Graniitieri e metà dei Cacciatori, co«. 
mandati da due subalterni i*^ levatisi il cuojame,^ per ser* 
vire coinè travàglio, uniti al Capitano d'Epirtr d'artiglieria^ 
ai Sindaco ed al Colonnello Letizia , si dirigono alla baiy 



k molto simpatizzato con quella gétate estera p per Causa , cfid- 
nelle guardie trìpulate che facevano , avevano varie volte rega- 
lati quei soldati di sigari ed altre cose.. Potrà mai un regata- 
qualunque cambiare la morale di tutta una gente fedelissima, 
di tutta una nazione onorata , quaf è la Svizzera ? I tra le altre 
utopie , vi era anche questa ! 

fy Nei fatti di Napoli dal 29 Gennaro al 15 Maggio , se si tol- 
gono tutte le imitazioni degli erróri degli altri paesi, si vedrà non 
etservldea di disordine nelle menti de'napoUtani. 

. {**) Il Tenente Trani del 3,'' delia Guardia Cacciatori j ed il Te« 
nente Rossi de* Granatieri.. 

8 



. 



ri progredì* hi cdttFumln» di 9mt: le Gaardie nwonA«« 
itmemiaie nei r%ètn quei^fiotrmi, se gli teegjiano con- 
tro , e ^ spianAiio ia. faccia i loro fucili , caricandoli di 
aiidacii ▼dlanae* Getterò inorriditi dal vilissimo procedere v 
ritomano al Palalo rabbióet e sdegnali indioibiimente ; gli 
artiglieri di guardia airudire il* fatta, di unannae aecor^, 
corrono per caricare i pezzi e tirare coalro quegriogomlnri» 
• 0cii pocc si dovette fare dai iuperim per persuaderli 
a desistere dal loro pensiero ; op^raade in ciò grandissima 
doouenza e zelo il Generale Scala. 
, Questo dispregevole passo, fece comprendere essere ces* 
aaAo in quella milizia cittadùaa ogB*idea di ordine è di su- 
bordinazione ; la truppa com era necessario , verso le ore 
sei del mattino ritornò fiiori delle caserme, marciando per 
le vie con cuella precauzione richiesta dal momento. Dm 
Aeggimenti Svizzeri , con due Squadroni di Lancieri e daé 
Compagnie di Pontònierì occuparono il largo del GmIcIIo 
dalla parte di S. Brij^da sotto la protezione del Forte Nuo- 
to ; altro Beggimento Svizzero con uno Squadrone di Lan- 
cieri ed una mezza batteria di artìglierìa à posizionò al puie 
del MereatellO'; ed altro Re^iinento Svizzero asoora eoa 
nna serione di artiglieria prese a guardare le alture verso gli 
Stadi e S. Teresa degli Scalzi, tenei^o dei rinforzi alle earceri 
deHa Vicaria con uno Squadrone dei Lancieri ed un* altra 
sezione di Artiglieria; ^ il 2.^ Beggimento d^li Ussari della 
Cuardia custodi le vie ed il largo del Mercato appoggiato 
dalle artiglierie del Forte del G&rmine ; il 1. Beggimento 
dei Granatieri , duamato da Portici a Napoli ^ preceden- 
temente in gran tenuta per la funzicme deirapertura delle 
Camere, poscia, per ordine esmunicatogli dal Capitano Rai- 
mend dello ^to Maggiore , in tenuta di rotta per le cose 
avvenute , entrò neU*e£ficio dei Granili ; un battaglione del 
2.* Reggimenìa dei Granatieri (**} due dei Cacciatori della 



(*) Gli Svizzeri davano tutto il servizio di Piazza /e tenevano tre 
Goflm|iiie.di i»>esidiò in S. Cfano. 

(**) Era questo battanone composto di cincpie Compagnie e mes* 
sa , stante tre di servizio , due di presidio al Forte deir Ovo^ una n* 
mesta in Pisio£slcone a custodia di ^piel sitO/ € mezza entrata nel 
Palazzo a guardare una posizione^ 



ss 

iteasa arma , un baUagKòM di mariM* sua batterìa di ar« 
tiglieria a cavallo , il 1.^ Reggimeiito degli Ùssari, ed tia 
KattagUone di Zappatori jyresero piazza iananti la Regia » 
da prima con tre battaglioni, in massa eoi fronte al Pa« 
lazzo ed il battaglione di Marina in battaglia proteggendo 
la batteria di artiglieria , che si tenera ironie al lai^ S«^ 
Ferdinando , e gli Ussari ed i Zappatóri lungo la strade 
che conduce a S. Lucia qual riserva, poscia tutfin colonna 
in massa , sulla linea dell' ombra , onde schivare Tardenza 
dei raggi del sole : altra fanteria con altr artiglieria e ca* 
Talleria era nei vari punti deirinterno perìmetro del Palazzo 
Reale , per custodirne i diversi aditi, essendo quel fabbri- 
cato il luogo più minacciato. 

In tal modo disposfi Reggimenti della guarnigione di Na« 
poli, il Re spediva il Brigadiere Garascosa ai Ministri, per* 
che provvedessero ad una determinazione : attendendo questo 
atto, passarono circa quattro or3, nel qual tempo messaggi 
frequenti andavano e venivano dalla Reggia. La Guardia na« 
zionale , incitata da Pietro Mileti « che nella notte, armato 
di boccaccio , aveva obbligato i Deputati a seguire i suoi 
desideri, avanzando sempre le sue fortificazioni, era ginn t*a 
costruire una barricata visibile a tutti , circa cento passi' 
lungi dal fronte della truppa che tenevasi avanti il Reai Pa- 
lazzo ; dalFangolo della Strada Nardones a quello della 
Gasa del Duca Girella erasene eretta una b^ti solida ed alta, 
che chiudeva del tutto il cammino nella lunga via Toledo : 
altre ae ne vedevano al limitare della strada S. Giacomo, 
ai Guantai nuovi ; solidissima era una nella via Monteo- 
liveto vicino al Palazzo Ricciardi, tenendo tutte queste delie 
barricate secondane per loro protezione , contandosene 17 
per Toledo , fino alia montata delle Fo^se del Grano , e 
62 per le altre strade sopra e sotto Toledo ed altri quar- 
tieri. Gran numero della detta Guardia Nazionale, cheta* 
Inno ha preteso non essere individui di Napoli , ma di Sa* 
temo , d onde erano stati fatti venire dai congiurati, come 
anche di simili Guardie da altri paesi vicini , occuparono 
con imponenza la prima barricata presso S. Ferdinando , 
ninno impedendo alle loro costnmoni ne al miglioramento.! 
Grandmerà la tàklbià €i il fermento nelle rinnile troppe » 
ciascuno osservava essere state accerchiate nelle particolari' 



posizioni ^ ■% f oasi fatte {prigioniere : idee siffatte si cmqui» 
uicavano dai più ai meno riflessivi , ed aumentavano Tira 
repressa \ in 4uU' i punti ove si trovavano soldati, eravi una 
qitantità di gente spinta da curiosità mista a temenza^ per 
federe come quel fatto terminasse ;^ ciascuno avvertiva ogni 

5ÌCC0I0 moto , il rpmore il più lieve scuoteva lattenzione 
i tutti : si ripeteva in ogni vìa, con calore eccessivo, da-* 
gVindividui della Guardia Nazionale e loro partigiani, lai* 
lontanamento della soldatesca dalla Capitale, e lo sgombra 
delle Castella. Circa trecento Siciliani venut*in quel mat** 
fino dalla loro isola con un Vapore , (*) andando per le 
vie , incitavano gli animi ad aperta rivolta, e procuravano 
con insolenze alle truppe farle muovere dal loro stato inof« 
Censivo : la notizia di tale arrivo, si faceva propagare ovun* 
que , onde farla sentire ai soldati , immaginando intimo^* 
rirli , tenendo quegVisolani , a discapito del valore nazio- 
naie , come gli eroi trai valorosi!!! I Siciliani venuti, cre« 
deyano poter conseguire in quel giorno una delle cose da 
fssi tanto desiderata, cioè che in Napoli si facesse sangue, 
^ssen^o rimasti rabbiosi che iji Palermo erasene versato ed 
in Napoli non ancora. 

Trascorrendo in questa incertezza di eventi, giunto si era. 
aiUe ore dieci e mezzo antimeridiane : una voce sparsa , 
Tenuta dai Ministri diceva e avere il Re accordato ogni ri* 
j. chiesta, farsi la funzione deirapertura delle Camere; non 
i passare però il corteggio per la strada precedentemente, 
» disposta , ma per altra via ; intanto ritirarsi la truppii 
9 nei Quartieri , secondochè si toglievano le barricate ;. 
:» rimettersi così la^ducia e la tranquillità nel pubblico. 9 
Questa voce prendeva radice dallavere il Deputato Vincenzo 
Lanza, in qualità di Vice-presidente, fatto bandire da Mon- 
leoUveto ,. versQ le ore nov e mezzo a. m. un manifesto nel. 
quale ^o\ ringraziare la Guardia Nazionale per la digni* 
tosa e civile altitudine serbata , per là tutela e guarentia 
data alla Nazionale rappresentanza , l'invitava a far scom* 
parìre dalla città ogni aspetto di ostilità col disfare le bar*. 



(*j I, posteriori fatti,' ed i documeiiti .provati, basso dimostrato il 
l^fii dèlia venuta di quest'isolani. 



•9 ^ 



• il w • •• ^X» f 

ricaii , acciò si potess* eseguire l'apertura del ParìamentcJ 
lenz'aicnna dispiaceTole ricordanza. GK Svizzeri e le altref 
troppe postate al largo del Castello , non che gli Usseri af 
Ponte della Maddalena, hanno Tordiàe da un Capitano di 
Piazza di ritirarsi, senza aggiungere la condizione già detta ;;^ 
èssi esemiono la disposizione, ma le barricate per parte def 
nazionali non si tolgono : s'inviano ordini precisi e non con- 
dizionati per gli altri luoghi óve si trova la truppa ; in ta.- 
luni di questi , vedendo muoverla in ritirata, si giunge be*^ 
lAanche a fischiarla. Il Capitano di Piazza recatosi a Pa- 
lazzo , dice a taluni Generali riuniti colà, essersi gli Svìz- 
zeri del Largo del Castello ritirati alle caserme ; uno tra 
quei Generali gli chiede , se le barricate erano incomin* 
ciate a disfarsi , e questi risponde di no ; si domanda dalld 
stesso , per ordine di chi essersi messe in movimento le truppe^ 
ed il Capitano dichiara per ordine da esso comunicato, venu- 
togli dal Comando della Piazza ; allora il Generale gli. dice 
con ben alterato linguaggio, noi) essere stala quella m dispo- 
sizione data , ma bensì condizionata , doverseci dar rimedio^ 
ed il Capitano parte al momento inortificato , senza nulla ri- 
spondere. Poco dopo giunge anche un ufficiate del 2.*Regffi- 
mento degli Ussari e dice al Tenente Generale Selvaggi che! 
iJ Corpo cui appartiene , atteso gli ordini , si era ritirato : 
quel Generale gli risponde con calore , aildiar subito al Quar- 
tiere e dire a! Colonnello méttere al momento il Reggimento 
a cavallo e tener guardata , sotto Ja sna respo'nsabilità, tuttd 
la popolazione da quella parte, fn un baleno 1* uffiziale 
parte , ed il Reggimento è novellamente all' ordine. Ta- 
iiini Uffiziali della Guardia nazionale del 2.^ Battaglione, ov- 
vero del Quartiere di Ghiaia pervenufinnanti al Palazzo Reale, 
dimandano del Comandante il Battaglione dei Granatieri ac- 
quartierato in Ferrantina ^ e gli dicono con linguaggio inso- 
lente , avere Ip loro genti disposta ed incominciata la costru- 
zione delle barricate verso la Strada di Ghiaia, quindi essen- 
dos'inteso il ritirarsi delle truppe, prevenire dì scegliere altra 
via 6 non la consueta di S. Caterina , perchè avrebbe potuto 
il battaglione incontrare grave resistenza , avendo i loro di- 

Gndenti deciso non far passare truppa alcuna per avanti il 
ro Quartiere : il Comandante il battaglione , u.^ando gran- 
dissima prudenza^ niuna risposta dona a quegli oratori, solo K 



^odnoft al (jMéÉalt.ciw prMede nelU BeggU , t questi ri* 
fpmdé con poca aecojsiieiiia,e con quel tuono che la proposta 
nerita. Tale insulto si propaga nel battaglione dei Granatieri, 
indi di Tooe in voce passa tra le differenti truppe tenute in 
colonna aranti la Reggia; il fermento per tal cosa cresce ^ 
diismisura, e si avverte pia di più il circondare che fassi della 
truroà da pw tntfi puim. 

ocorso i^osi un quarto d* ora ^ circa una cinquantina 
idi persone riunite avanti la barricata ^ S. Ferdinando pro- 
rompono in grandi applausi» ed un battito di mano da 
essi mosso fassi sentire , ridiiamando V attenzione di ^uasi 
tutti coloro che erano nel pano del Palazzo : terminato 
quel segno di giubilo , due colpi di archibugio ( ore 11 , 
^d un quarto ) partono da due sentinelle di guardia nar 
zionale, ch'erano sulla prima barricata a difesa di essa ^ 
verso il battaglione dei Granatieri, il primo tra quelli te* 
imti in massa; indi da due balconi con persiane al terzo 
piano del Palazzo Girella , contiguo alla Chiesa S. Ferdi- 
nando , altri colpi di fucile sono diretti contro la truppa » 
che quasi disordinata ^ rimaneva parte in griìppi e parte 
ipdraiata a terra , nulla sospettando , nulla temendo. A que- 
sta orrenda provocazione di fatto , gli animi di tutV i soU 
dati a scossero a feroce risentimento ; dalb stato di tran- 
quillità in cui si erano tenuti fino a quel .momento i per 
Mfrema subordinazione ,. diedero in furibonda reazione, tutti 
ad un tratto coi^e un baleno , nulla calcolando il cìmen* 
io , nulla la voce del comando non ancora pronunziata , 
nulla la formazione in colonna in cui si tenevano , scari- 
carono i loro lucili vene la parte ov' erano stati provoca* 
ti , e più di due mila colpi furono in un istante tirati verso 
la prima barricata. Questo scoppio immenso e tremendo, 
non aspettato , scosse tutti gli Cffiziali , che per il lungo 
attendere erano fuor* i plotoni ; i Generali che si ^trovava- 
no neir atrio della Reggia corsero verso la colonna ; i sol- 
dati ricaricarono i loro fucili e ripeterono novellamente lo 
stesso sparo. Quanto vi è di efiioace net comando » nella 
persuasiva , nelle invettive tutto fu adoperato dalle diffe- 
renti autorità militari , onde spegnere quella indomabile 
rabbia ; un continuo rullo di tamburri , segno per far ces* 
gare il fuoco laddove la voce del coipando e inattiva^ ven- 



m battuto » tia iatano : gli QBmIì dofatlÉra uMVvdd 
fiìatto della BeiabU rìpetub Toite ^ |ier rìmcittera in «n^ 
tBodo air obbedienza ì toro soldati , tanto era I* iap^ 
smodato in ciu erano caduti dopo quel moto ìrìotento. 
L* immensa quantità di gente , che «lava obliando nei pina 
del Pàlazio , non cbe V altra nel eonti^no di S. Ferdinan* 
do non più fn vieta , tetta foggi e si disperse ; i seldalì ^ 
domati alquanto dalia forca delia sobordiihisioiie e d^Ha 



persuasiva dei loro Uffiziali , dopo qaei primo impeto , tro< 
▼atisi confusi tra essi » diedero luògo alla riflessione ci 
indietreggiarono per norganizzarsi , gridando parole di alfa 
considerazione , cioè € avanti , bisogna andare avmiti ., 
s non vogliamo essere affatto traditi : » fa forza aUom 
seguire quel desiderio ; ^iadi presentatosi il Brigadiene 
Cwaeeosa il prima innanti la truppa , riordinale le Gouik 
pagaie, venne dispoeta la gente ^ per ordine A quello^ 
m colonna con distanza colla Mtta in te^ta : questo mo^ 
cimento regolare , rassicurando la Tolonta dei soldati , fece 
rimettere la disciplina nelle file: Osservossi allora nel pia» 
no del Palazzo , conseguenza del predetto Toroide ^ una 
quantità di seiaccò per terra , talune nHcciglie sparse qui 
e là , un granatiere ucciso dai suoi medesimi corapa^eni ^ 
iin Capitano dei Gaoàatori {iorito in testa da taluno delto 
stésso suo Reggimento , ed altri soldati feriti ; i quali tto^* 
mini e le uuiui cose , furono al momento ritirati net 
Palazzo Reaie^ 

Mentre tanto nella piazza succedeva, la guardia della fieg» 
già correndo alle armi, Toleva per forza far fuoco ancb* essa 
da dietro le ferrate , ma la voce continua degli ViBziali ^ 
che le faceva riflettere esservi al loro fronte i compagni 
soltanto e non altri, ridusse (jpBtelia gente alta quiete:. non 

E urtante tutt* i punti atUocabili della Reggia per ordine de( 
enerale Caracciolo di TcM^diiarola furono dai Tari distaci 
cementi di presidio guardati con alacrità e soH^tudine ; 
fanterìa , cavalleria jsd artiglieria si vedeva da per ogni 
dove , anelando le varie armi il momento H ossene at» 
taccate. 

Messo in movimento il batUglione dei Granatieri , gui- 
dato dal Brigadiere Carascosa ed accompi^natò da molti 
altri Generau-, si marciò verso la prima barricata: i soW 



Vati dell* arii^ierut a eavalto , ardentiBtiim di enlrare w 
wione , per maggiore BoUfecitudine di operare , essendosi 
confuse le chiavi delle cassettine da munizione , ne ruppe* 
r» eolle seiable le serrature , e caricarono i pezzi ; estraor- 
dinario zelo mostrando in questo fatto il Foriere Andolfo 
di queir arma. Attaccatasi la pugna , la truppa riceveva 
colpi in quantità non solo da fronte dalla barricata ; ma 
dalle case tutte che la circondavano e dominavano ; la mi* 
traglia incominciando ad agire , scuote gli animi di tutti 
gli abitanti della Capitale , essa col suo primo, percuotere 
la cadere talune tavole, della barricata ; i Granatieri fa* 
cendo il loro oiBcio , si accostano a queir impedimento : 
il fuoco dai balconi e dalle finestre cresce di pio aopra 
di loro : dal Tenente Generale Selvaggi , Maresciallo Ischi* 
Iella , e Brigadiere. Carascosa si opina , per diminuire Ta* 
^one> dà rivoltosi « far penetrare soldati nelle case, ed il 
Brigadiere Nunziante , che sì trovava alla sinistra dei Gra<^ 
natieri per incoraggiarne le operazioni , dispone che la 
porta da via del Palazzo ali* angolo di Ghiaia, cheguar* 
da - S. Ferdinando , 4i proprietà dell' ospedale degl' Incur 
yabili (*) , dal quale di tratto in tratto si fucilava sulla 
truppa, porta tenuta chiusa, e puntellata , venga rotta im* 
naatia^i dai Guastatori dei (rranatierì : al momento la 
cosa ha esecuzione , indi fatla venire una Compagnia del 
Reggimento Marina ^ vi entra e prende posizione su i baU 
coni e terrazzi, suggerendo agli abitanti di quel Piazzo» 
ritirarsi in luoghi reconditi e lasciar libero il passo per i 
jbaleoni , se cara loro era la vita. Gc« tale operazione 
essendosi quasi assicurato il lato sinistro della colonna 
dei Granatieri » si percuote da ouesta , nvst' all' artiglie* 
ria , sempre verso la barricata. Dai balconi a vari piani 
del già detto Palazio , parte un fuoco vivissimo e nutrito 
contro r immensa quantità di gente che fucilava da tut* 
f i Tani della casa Girella : per la detta causa, un plo- 
time dei granatieri . fatto salire sulla terrazza della. Fore- 
steria • perchè dominante gran, quantità di case e palaz-^ 
li, comincia altro fuoco continuo contro la casa Girella, 

(*) Questa casa appartenente all' eredità del Prìncipe ZabbatUr 
fu. usurpata dall' amministrazione degrincurabilv 



la Chiesa S. Ferdinando , dai finestronf della quafe an^ 
ohe molto danno si arrecava sulla sottoposta truppa e 
verso una casa con varie logge sita al limitare delia stra« 
da S. Spirito ed altra ancora a quella contigua. 

U immenso fragore cagionato daHe prime fucilate , arèrd: 
fatta ritornare la truppa Svizzera che si trovava per istrada , 
il 1. Reggimento dì essa, riunito in un battaglione si porta a 
passo di .carica verso dov' erano i Granatieri , attacca con 
impeto la barricata, ma incontra anche resistenza , e ne rice» 
▼e fuochi da tutf i, balconi e leggiate che guardano il largo 
S. Fer£nandò : immensa quantità di spari si agglumerane 
allora sopra la truppa, percnè la vedono aumentata , non fu* 
citi soltanto , ma altre armi sono adoperate , come boccacci , 
spingardi e simili ; r artiglieria in quel momento con varie 
puntate non solo dirige i suoi tiri alla barricata , ma agli an- 

Soli delle case ; i pezzi tenuti dietro la ferrata del Palazzo 
eale ^ colla massima elevazione , tirano anch' essi verso 
quel punto. Il Generale Enrico Statella riceve da ,un balcone 
un colpo di fuoco , esso resta al suo posto ad incoraggiare la 
truppa che a vicenda dirige i spari ora nella strada ed ora 
sa 1 balconi e finestre ^ vinto però dal dolore , si ritira al 
Palazzo Reale. Il battaglione aei Granatieri , venuto surro- 
gato da uno dei Cacciatori ripiega , riportando un individuo 
iDortOy sei tra sott' uffiziali e soldati feriti ed il Chirurgo 
Maggiore anche ferito; Taltro Svizzero resta per sostenere reci- 
procamente il nuovo venuto : il continuo trarre dell' artiglie- 
ria , rallenta le connessioni degl* ingombri delta prima barri* 
eata , la truppa con le mani e con i calci dei fucili, ed i gua- 
statori Svizzeri e i Cacciatori con i picconi ed accette, sot- 
to fuoco vivissimo , che pioveva dalle case ne allarga e ne 
auarcia gli spazi ; una Compagnia di Zappatori fatta venire 
la corsa dall' esfaremo della colonna, per ordine del Mare- 
sciallo Lecca che comanda le truppe neir esterno del piano 
del Palazzo , seguita rincominciata operazione ; essa di tem- 
po in tempo ristandosi ed allargandosi fa agire il cannone che 
opera il resto ; in fine , dopo circa uh' ora dì aspro combat- 
timento aereo e terreno, la prima barricata precipita, e gl'in- 
gombri cadono con gran rumore al suolo. Un grido di con- 
tento e di allegria si spande alP intorno , mandato dai solda- 
ti 9 come indizio di vittoria ; gran mimerò di Guardie nazio^ 



4S 

Hall ed altri difensori della inatttiztata (ortificauose , Aiggt 
e si. salva, altra resta uccisa : questa eaultassa sp^ndenmi 
Mche tra le milizie tenute ia riserva » il lar^ del Palaiso 
echeggia di grida festevoli. La truppa» che trovasi in azione , 
si organizza e passa su quei roltami ; il portone del Palazzo 
iCireua , presentatosi il primo agli sguardi dei soldati ; viene 
rotto ed aperto al uMmiento a furia ; due Compagnie dei Gaci* 
ciatori ) pienQ di ardore , irrompono in quella casa ; entra- 
no , penetrano, si cacciano da per tutto ; in ogni piano, ìm 
/Agni stanza, in ogni recondito sito incontrano Guardie na^ 
Rionali ed altra gente che mandano su d^esse, per estrema di*» 
lesa, archibugiale, ma inutilmente ; quelle-sono vinte dal va<* 
lore militare : molti morti e taluni feriti succedono in detta 
casa» sommando ad un dipresso oltre i cento le persone di 
yari paesi che tiravano sulla truppa : i superstiti sbalorditi , 
tremanti , spogliati degli abiti di Guardie nazionali , perche 
divisa abominata dalla truppa , rimasti soltanto in calzoni é 
camicia , inalberando fazzoletti bianchi , chiedono sottomi»» 
sicme e pace alle milizie, clie senerbiunente raccordano, im« 
possessandosi delle armi e delle munizioni , e mandando gli 
arrestati , sotto buona scorta , al Tenente Generale Selvaggi 
» Maresciallo l^ecca che presiedono a Palazzo , i quali \ in» 
fiano nel Quartiere della Fanteria di marina, d'onde passano 
^n d*una Fregata disarmata. Praticata diligente visita netta 
casa , in tutt'i punti ed in ogni piano , si trova sufficiente nu- 
mero di altre munizioni , e svariata quantità d Ktrumenti da 
guerra : i soldati assicurato il possesso della cana , recatisi ai 
balconi , proteggono it movimento della innoltrata colonna , 
che batte la seconda barricata, essi andando di accordo 
con quelli di marina situati nella prima casa all'angolo di 
Chiaia , spazzano , per quanto è in loro potere, la via ai sol*' 
Joposti coiiq>agni combattenti. Quanto è avvenuto alia casa 
iCirella , succede del pari in quella incontro ad essa, però con 
minor furore^ perchè minori erano state le offese; in questa un 
Sacerdote , un antico Uffiziale dei Corpi facoltativi ed sitrfi 
persona , si trovano estinti su diversi balconi alFultimo jnano^ 
Avendo fatto un fuoco vÌTÌS8Ìmo contro il battaglione dei Gra« 
patieri , dai colpi del quale erano stati spenti. La seconda 
barricata pel continuo percuotere dei proiettili é vacillante ; 
iicarso è il, numero dei oifensori che la sostengono dalla atra* 



da i IDA molti du tclconi ^ qQAotmiqiie' i soldati dalle caM 
gran numero ne inutiliszaao : dae colpi tirìiti contemporanea- 
mente da due obici della batterìa a ea^allo » risolyono la ca- 
duta ; il legname infranto , per opera dei primi plotoni A aU 
larsa > e la truppa ?a innanti. Nuovi soldati , fatti venire 
dalla rìsenra > montano sulle altre case , il tratto di strada 
dairangolo S. Ferdinando al vico Garminello è superato e 
domato ; ninno pio si vede su i balconi , niuno sulla via ; i 
sbocchi laterali , del lato di sinistra diventano pure pratica- 
bili ; essi però sono spopolati airintutto ; gran quantità di lini 
biancbi si cacciano dai vani delle case , come segno di pace 
e di perdono., La terza barricata , ha le istesse fasi della se* 
conda , ma come minori sono i difensori da terra, così minor 
tempo ci vuole ad inutilizzarla ; i balconi e gli astrici fino al 
yìco Tedeschi e. vico delle Campane si veggono pieni di sol- 
dati di Marina , Svizzeri e Cacciatori della Guardia ; non i^l- 
tro che truppa si osserva per le vie ; la battaglia è vinta da 
^esto Iato, non ancora però verso S. Brinda. 

Allorché il Battaglione dei Granatieri si ritira dal combat-» 
tere , il Colonnello degli Usseri , avendo inteso , prima della 
pugna, essersi erette barricate nella strada di Ghiaia» esterna 
il vedere protetta ed assodata la ritirata del suo Reggimento 
per la parte del mare* Una compagnia di quei Granatieri è 
tosto spedita per la detta via a riconoscere quanto si era pra- 
ticato dai rivoltosi oltre il Castello dell'Ovo fino al Quartiere! 
d^li Usseri in S. Teresa : essa nel percorrere la strada S. Lu- 
cia 9 è chiesta da tutta la popolazione di quel rione , tenuta 
in ansioso fermento, sulfesito della battaglia ; rassicurata del 
buon successo ddle truppe , si dà in apert allegria , e gridi 
di esultanza e di contento esterna unanimamente ; indi i più 
caldi di animo ed adulti effervescenti , presi da desiderio di 
4SoqMrare alla causa dei militari , si uniscono e si portano 
verso il largo del Palazzo , chiedendo. ìd capi dei Corpi con« 
tribuire anch'essi a togliere le barricate ; cors*in un lampQ a 
Toledo , sbarazzano in un momento quanto vi e. di legname 
in quel tratto di via messo fuori combattimento , e trovando 
delie masserizie utili alle loro bisogne, le trasportano a corsa 
a casa, indi ritornano e rinnovano la predetta scena. 1 Gra- 
natieri intanto , avendo incontrata una Compagnia di Zappa- 
tori , mess a protezione delle spalle del proprio battaglione « 



inandata dal Maresciallo Lecca ', è più innanti tre Plotoni di 
Usseri di perlustrazione in diversi puntr , comatidaiì dal 1.^ 
Tenente Palumbo , Alfiere Bianco ed Alfiere Pabri , che ac- 
cordandosi tra essi avevano spazzata là via fino al targo della 
Villa, riviera di Ghiaia, vico Freddo, e largo S. Pasquale, di-» 
struggendo colPaiuto de' popolani una barricata che si era iu- 
t;oininciata nell'angolo del vico Freddo, e un* altra ben solida* 
«Ho sbocco del piano della Vittoria, protette da Guardie Na- 
zionali in uniforme, messe su i balconi del Palazzo Partanna, 
non che di quello Calabritta dietro dei materassi , fatti certi 
essere sgombre del tutto le strade , che menano al quartiere 
degli Usseri , situano dei posti principali ed aWr'interniedi , 
onde tenere aperta la comunicazione per quella linea del 
Corpo d operazione , occupante il largo del Palazzo. Dalla 
perlustrazione degli Usseri e da altre persone , si conosce és* 
sersi tolte le barricate costruite nella strada Cavallerizza é 
Éue adiacenze , appena attaccate da pochi uomini di guardia 
al Quartiere Perrandina , trovarsi netto il tratto di via finc^ 
alla casa di Cellamare, esistervi una barricata avanti la Chiesa 
Ai S. Caterina ed altra sotto il ponte di Chìaia, ma conscarsof 
numero di difensori, dominai' entrambe però da tal ima trup- 
pa mess'a cavaliere sul ponte di Ghiaia, molte Guardie nazio^ 
nali aver cercato ricovero nel Palazzo Zurlo , ed altre m 
quello di Calabritto , in questo trovarsi il Locandiere Zirri 
sotto la protezione del Tenente Generale Florestano Pepe^ 
non farsi pia vedere le Guardie nazionali da persona alcuna, 
Buona quantità essere fuggite da una porta segreta del Palazzo 
Miranda , che mena nel Cortile di quello di Cellamare , e di 
là pel siardiiio ^ul ritiro, di Mondragoìie e luoghi convicini ; 
avere il Brigadiere Carascosa cól solo imporne, fatte togliere 
delle altre barricate in quei dintorni e mandata via la guar-' 
dia del quartiere del 2. battaglione dei Nazionali. Tutte que^' 
ste èose , essendo state rapportate a voce dal Capitano dei 
Granatieri tanto al proprio Colonnello , che a quello degli 
Usseri , fu spedito un distaccamento verso il ponte di Ghiaia, 
che avendo riunito molto popolo, fece sbarazzare quelle inuti- 
li residue fortificazioni, che con la guasconata d^intima fat* 
ta il mattino al Coroandatite il Battaglione dei Granatieri , 
avrebbero dovute difendersi col proprio sacrifizio per qual- 
che momento ! la tal modo la riviera di Chiai£^ e sue strade ' 



1^ 

laterali;* il rime di S« Lucia eoii le 8on*aatanli aUare, il jnanft 
del Palasi , la linea che parte dai largo del Castello pas* 
Bando per avanti il giardino. Reale, Teatro S. Carlo e cònsci*': 
ciamento di Toledo , vico Tedeschi ^ strada S. Mattia^ strada 
Cedronia , strada S. Caterina di Siena , Bìtiro Mondragone 
fino sotto il Forte S. Elmo è assieurata , e ninna idea di osti** 
lità dona alla truppa ; non per ti^nto molti picchetti , per cre- 
dine, dei Maresciallo Lecca , sono inessi aioifferenti posti per; 
guarentire le ricuperate posizioni. 

È d avvertire , che appena rotta la prima barricata taluni . 
u£5ziali e Guardie marine della flotta francese , stando dietro, 
le file della truppa che si tenev avanti la Reggia per osser-* 
vare il successo delle operazioni , dicevano a C est là prè« 
]» miere fois qu on voit construire les harricades par la Carde - 
:» nationale , oui aurait pu faire ses demandes legalen)ent 
9 après rinstallation des Chambres : à ce quii parait ses: 
9 gens là , n'ont pas compris leur mandai , cu ce sont dea. 
) enfans sans frein^ ni loi. 9 Così pensando costoro, e discor- 
rendola in tal modo , al certo che non erano intervenuti alla 
costruzione delle barricate ! Da avvertire è altresì , che graa 
numero di oltramontani , percorrendo di continuo la strada 
S. Lucia fino al largo del Palazzo , parevano tener d'occhio 
attentamente « e notare il piii lieve successo che dalla truppa 
si riportava su i contrari. 

Stando le cose narrate , i Ministri che si trovavano di già 
riuniti in casa del Presidente i^) in unione di Capitelli, Poe-' 
rio , de Piccoleilis , Pica ed altri , per esaminare intorno alla 
formola del giuramento^ avevano tanto allungata ed avvilup- 

Sata la discussione , che nulla se n era conchiuso. Il signor 
tanna ^ dopo vivo ed accanito parlare , risolvè scrìvere la 
formola del giuramento a guisa di decreto ; mentr erasi per . 
giungere alla metà dell opera , odono i Ministri le prime fu-> 
cUate, indi le seconde, e poscia lo strepito immenso del fuoco 
della truppa : pallidi e muti , si guardano gli uni gli altri - 
nel viso , esclamando a ttUio è perduto , iuUo è perduto I » 
€ pieni di temenza > ristanno dalla loro occupazione , conte* 



(*) Costui abita al primo piane a destra nel Palazzo delia Fo* 
resteria* 



Bendosi per molto (éHopo in iiteti»^. Dopo qnél trtUo , pec" 
ti?6 floHecitazioDi di person'attita, sodo indotti e^ ftfMnti, qua^' 
s^inYotontarìamente , ad andare dai Re , onde rimediare al 
tristo caso. Distratta , per insinuazione r ^ tmppa nel mo* 
mento del passaggio di quegrindiTÌdiri, a fine di evitare altro 
disordine , entrano i Ministri nella Re^a , non segniti da 
Capitelli , Poerio e Pica , perchè non rivestiti di alcun carat** 
lere ; giunti nel Cortile , il Ministro della Guerra del Giudice 
si unisce a loro , e tutti riuniti si recano dal Re. H Conte det 
Balzo , marito della J^egina madre, che primo si presenta ad 
essi , dice al Conforti e per carità salvile que&rto paese » e 
quello glt rispmde , con ira repressa e sardonica € Eh , Si<- 
9 gnore , ne* paesi Costituzionali siffatte cose non sono ion- 
» tane dairaccadere. s Pervenuti alla presenza del Re , ài* 
rige questi lo sguardo severo al ^g. Sciatola e là parola a 
tutti e siete or contenti, gli chiede, d*aver gittato , per le vo^ 
1 stre opere il pae^ nella guerra civile?» — e Può ancora ri- 
:» pararsi, rispondono mesVi Ministri, se V. M. ordinerà che si 
» cessi il fuoco. '9 Airistante vari ordini precisi si 8jpe(fiscono 
per la sospensione delle ostilità ; iqa soggiunse il Ré e sem^ 

> brargli impossibile trattenere l'impeto dei soldati, già troppo 
i irritati , se essi , d'altra parte , non si danno la cura a in* 

> calcare ai loro perversi satelliti di tenersi dalloffenderli u!« 
% terìormente; in questo modo soltanto potersi sperare che il 

> fuoco si smorzi, e Tira si reprìma » Furon queste le ultime 
parole che quel Ministero diresse al Re come consesso , e le 
ultime dal Re ad esso risposte : indi quella gente , ricondot- 
tasi in casa Troja,^ con le stesse precauzioni di prima, rimase 
per molte altre ore ben celata. Vani riuscirono gli <nrdini 
mandati ; i soldati accecati dall'ira , non altro udivano , che 
il desiderio ardente di vendicare le offese , e di rispondere 
col fuoco e colla morte alla ricevuta provocazione. 

Il quarto ed il secondo Reggimento Svizzero, per la rice« 
vuta chiamata , trovandosi in marcia unitamente , pervenuti 
al Carmine intesero U fragoredel cannone ; mess'in attenzio- 
ne osservarono dopo podii istanti, il secale di allarme su i' 
Forti : stretta la cadenza al passo di carica, stando in colon* 
na per plotoni , si recarono alla piazza del Castello» tenendo 
neir intervallo dei due battaglioni dei 4^, che precedeva iì 
2* una sezione di artiglieria. Giunti quei Corpi a poca dir 



47 ^ 

atanim del Mcreseiailo Labmiio Gomandanie la Piazsa , che" 
slava su gli scatini della Gran Guardia, ebbe ordine il V 
S^gimenlo dal detto Generale di attaccare subito le barrica* ' 
te costraite nella Strada S. Brinda , essendovi colà acqaar- 
Iterato il 1* Battaglione della Guardia nazionale preparato a 
difenderle, ed appoggiare le operazioni già c(Httinciate dalle 
ahre truppe 1"* neggimento Srizzero ver^ S. Ferdinando: 
cpiindi ftilte formare colla massiikia solleeìtndine le Dim^iani^ 
e cbìimata 1' artiglieria in testa della colonna il 4. Svizzel^o 
M diresse TersoS. Brigida, prendendo il 2* altra posizione. k\^ 
lo sbocco della strada, e propriamente air angolo del Palaz- 
IO Heoriooiffe, la sezione di artiglieria fn messa in batteria 
per commciare i mm tiri, ma per ordi'oe di Labrano, essendo- 
ai Aon approvata la disposizione di attaccare coli* artiglieria, 
ma benà eoUa sola fanteria, Tenne stabilito che la 1* Compa-^ 
gaia dei granatieri , e la 1^ dei fiioilierì andassero in aranti 
per disfare a mano gli impedimenti , e rispondere ai fuoco* 
col fuoco, se ne aressere ricevato. Marciate le due Compa-; 
goie col fronte di Divisione colle armi al braccio ; a celere 
movimento, guidate dal Colonnello ed altri uffiziali Superiori • 
del Reggimento, il resto del 1, battaglione le seguiva a tre»* 
fa passi di distanza; rimanendo il secondo in colonna in mas- 
sa nel largo del Castello, ^ual riserva, nella direzione del- 
r attaccata strada. Pervenute quelle prime truppe alla pressi** 
nsìta della barricata si vide moltissima gente gremire i bai- 
coni della trattoria il Gig^lio d oro , le finestre i balconi^ 
del Monistero; e da tutte le case circostanti e da quelle iB« 
fronte ebbersi Guardie nazionali ed altre persone' che si con-' 
dosserp ai vani , battendo le mani e gridando iq lode degli ' 
Svizzeri , eccitandoli aUa defezione ed alla ribellione. Il Co- 
iMnello, volendo dar esecuzióne agli ordini ricevati , di^' 
spese che sei granatieri della sinistra aprissero un varco ver« 
si^ quel lato , e tosto i granatieri si staccarono per eseguire ; 
ma dai balconi e finestre altamente fu gridato, non toccate o 
eitie iutii morti : tolti appena taluni oggetti dalla barricata, 
coloro eh' erana affacciati scomparvero , o si trassero dietro. 
i vani , e baoa mnero di colpi di archibugi furono scagliati 
sa i soldati , i quafi colpirono alcuni di essi : fu visto tra i 
primi a tirare mi bsdcom del Mmistero il Chirurgo di q»el 
1« BattagUoM ^ GvAfdit oaaìoaali Stefano Mollica. La pri^* 



18 



ma Compa^^a dei granatieri, rispose a queir ìutìIo con uor 
fuoco di file, e le residue Compagnie del battaglione, chiù* 
dendo Io spazio che avevano , tecero un fuoco in massa su ì 
Balconi. L Aiutante Maggiore di battaglione 1. Tenente 
Eduardo di Goumoéns- saltando «ulla barricata , la passa, ed 
invita coir esempio i granatieri a seguirlo ; V ufficiale viene 
ucciso ed i granatieri, che Io seconoano , feriti : la Compa-' 
gàia Granatieri a tal vista raddoppia i suoi fuochi su i bai* 
coni e di fronte, ed i suoi subalterni 1. Tenente Federico! 
Konig, 1. Secondo Tenente Ferdinando Schafter, e 2. secon- 
do Tenente Paolo Grand, nel calore dell* eccitamóito , ven* 
gono colpiti da palle , che ferendoli li mette fuori combatti-: 
mento. 11 Capitano Rodolfo di Stfkrler comandante la 1. fu- 
cilieri, già percosso da tre gravi colpi di fuoco, chiamato a 
nome da una persola su i balconi del Giglio d'oro, per 
meglio mirarlo » riceve un quarto colpo in fronte, che lor 
estìngue : poco dopo una quantità di sparì tutti riuniti col- 
piscono vari granatieri pe' quali ne cadono morti e feriti ^ 
oltre tali altri che già gìaciono al suolo. Quantunque mol- 
tissimo fosse il iuoco scagliato contro quella truppa , pur 
tuttavolta gli oppositori non presentandosi alla battaglia , 
perchè rinserrati nelle stanze , tenendosi dietro a materassi 
messi ai balconi e finestre quasi socchiusi , diveniva inutile 
il bersaglio della fucilerìa ; quindi il Colonnello ordinando- 
al 1.^ battaglione la ritirata, continuando sempre un as|H*o 
fuoco , diretto alla possibilità di colpire , fino alla imboc- 
catura della strada, ov' erano i cannoni, fece mettere i 
due pezzi avanti il battaglione , e riorganizzate le Compa- 

r'e , disposte pel fianco su i due lati della strada, aven- 
la testa della colonna ali* altura dell' artiglieria , ri- 
tornò ad andare con fuochi avanzando a palla contro la ' 
barricata 9 a mitraglia verso i balconi, e di fucileria in-- 
crociata anche contro i balconi ed altri vanì : in questo 
secondo attacco il 1.^ Secondo Tenente Federico Russil-^ 
lon , della 3/ fucilieri , rimase ferito. Passata la barrì- * 
cata su i due lati, ch'erano già stati aperti, il Colon- 
nello disponendo mandare a terra totalmente quegl' in- 
gombri , vien colpito in testa da una palla tiratagli dal- 
r interno d'un balcone., che l'obbliga retrocedere; re- 

Mtosi al largo del Castello ordina al Tenente Colonnello* 





^ì Morait di prendere il comindo del Reggioiento , e far 
entrare in azione il secoiHlo battaglione , rileyando il 
jnìmo. Questo battaglione , che già teneva due Compa- 
gnie ad altra operazione , meesos' in mo?ÌQiento, non già 
in colonna per Divistone , ma per file su i fianchi della 
strada^ si slancia con impeto angli ostacoli^ rompe quanto ^ 
ae gli para d' innanti , e rèsosi padrone della ria , pe- 
netra ovunque , perdendo "nel rinoontro il 1.^ Tenente 
4ella 6.* fucilieri Gabriele Eyman ed il 2.^ Secondo Te- 
nenie della 2.* Cacciatori Stampili , avendo anche ferito 
il Capitano della stessa Compaguia Federico di WattewiU . 
le. La vendetta e • la rabbia per la morte e ferizionedei 
Superiori e canierati , subentrando ali* ordine ed alla di- 
sciplina , non (a più reggere qudla soldatesca» per quan- 
ta efficaci fossero , attive e ferventi le voci' del comando ; 
fatte le case ov* erari fatto fuoco , vedute dì già dal lar^ 
go del Castello , vengono assalite a fiiria , e più di trenta 
persone , eonìplessìvamente trovate sn esse % ' con armi o • 
■ama » sono trucidate sul fatto : in questo numero v* ea«* 
tra una donzella di circa anni tredici ^ chiamata Costan* 
sa T asaturo , ^glia del Marchese di tal nome , proprie- 
tario della casa che fa angolo a, dritta sboccante a To- 
ledo j la quale diiusa in una stanza , non volle aprirla 
alK inthna che ne ebbe. Gli oppositori della truppa so- 
praffatti e vinti , annientite ed infrante le loro difese ^ 
niggono ,. altri si nascondono e si chiudimo ovunque ; 
fbronvi di essi trovati avvolti nei materassi in varie case 
di 4|uei dintorni , molti aul campanile del Monistero 
dei Padri di S. Brigida , altri nella Chiesa istessa , e 
4ae si tesinero celati per lunga pezza nei cavi dell' or- 
gano : le divise di Guardia nazionale , i distintivi dei 
gradi f le armi bianche e da fuoco , sono lasciate in * 
istrada , onde ne» recar memoria dell'atto infani^ e vile. Una 
casa quam di fronte alla porta della Chiesa , abitata dal No- 
taro Gacace , che per riaccomodarsi tenevasi pnntellaia , fu 
messa in fiamme, nal perche molti degl'i ngombri che compo- 
nevano la barricata , essendo stati incendiati, neirallargarU, 
per dare il passo alle truppe, andarono a poggiare alle travi 
di puntella e comunicar<Mio il fuoco all'edifizio. I syizzeri, gaa- 
da^toqqel punto interei^antissimoi, riimitis'in colonna riapri- 

4 



rimo le comunicazioni coti k truppe che arevano battuto ti 
largo S. Ferdinando e contigua strada Toledo , le <|Qalt in 
qnA momento perlustravano tutfi vicoli paralielli e traTer« 
«anti sopra e sotto quella strada principale; indi tdrmi^ 
jiata la commissione , quel 4. Reggiménto si ritirò nella 

rna del Castello» ove si «talnb militarmente per tatla 
notte fino airindomani. 
' [je due Compagnie del 2.^ battaglione del detto Corpo 
mandale nel tico Campane , ékeiìe dal Brigadiere Gi^ 
ràseosa , presero a distruggere , mentre il Reggimento 
imbàtteva nella strada & Brigida , le due prime barricate 
laterali del lato dritto di Toledo ; cioè la 5/ fucilieri 
quella del vico delle Campane propriamente , e la 2.* gra^ 
Batteri Taltra del t^ieo delle Chianche (he attacca con 

Anello delle Campane e resta accanto il Palazzo Cirell»^ 
Isée riuscendo nelVimpresa , abbattotmo ^i ostacoli , ri* 
portando però la S.^ fucilieri talmii soldati morti e fé* 
<fiti , e la 2/ Granatieri la perdila del Capitano Ame^ 
deo di Murali , che cadde avanti la bottega del tabao« 
tBÌ\o Pasqua , per una fucilata tiratagli diu palazzo C»- 
rella ; non che la mortale ferita , che dopo due giorni 
gli cagionò la morte , al 1.® Secondo Tenente Alfonso 
di Steigér , il quale correndo in aiuto del Capitano ca^ 
dnto , ne cercava il sollievo. Queste due compagnie sod- 
disfatte le impostele commissioni , vedute gii guadagnate 
ed infrante le barricate di S. Ferdinando , ragginnsero 
il Corpo al luogo ove si teneva , nel qnal momento la 
settima Compagnia fncilieri , messa in comunicazione ad 
una Compagnia della fanteria di Marito , sotto la protezione 
^el cannone del Forte Nuovo , venne adoperata ad esplorile 
e prendere le case di rimpetto il giardino Reale. In questa 
circostanza il Brigadiere Carascosa lodò sommiimente il ìlag- 
giore dello Stato Maggiore Nunziante , ohe fu visto il primo 
adoprarsi al disfachnento di quelle barricate. Detto Reggi^ 
mento in tale giornata riportò la perdita più numerosa tt9L 

fu altri Corpi della Guarnigione di Napoli^ contando 1 1 1 iiK 
ividiii , messi fiiori combattimento , cioè sei Uffiziali e 12 tra 
sott'iiffiziati e soldati uccisi, e sei uffiziali ed 87 oomoniferitL 
Il secondo Reggimento Svizzero riimito in nove Compagaie, 
stante tre di8ta(x;ate net Forte S. Elmo^ formatodin ba^glk 



s 



Si 

appena giunto nel piano del GagteHo, diede da prineipie dna 
(TompAfftiie^ eiòè 1*8.^ de' fncìlieri . e ta 2.^ de'Caeoiatori in 
appc^^o al secondo battaglione d^ 4.^ ohe sì teneva ^ come 
dissi , in colonna. Venuto appena il Brigadiere Stockal*^ 
* per , olle prese il eomàndo di titte le truppe riunite in quel 
aito , fu nispòsto da quel Generale « che due Compagnie 
andassero ad attaccare la barricata in via Concezione ( 
e dne Compagnie de* Granatieri roesdesi immanttnenti aolito 
li ordini del Maggiore De Vivìs^ si bntlarono in detta strth 
la > ma ricetendo gran quantità di aH^bugiate dai W* 
eini balconi < tennero obbligate ripiegafe sol detto pig- 
lio éon perita di 4 nomini uccisi e pareodd feriti pe^ 
dar Inogo airaftiglieriA di to^iefe eoo i suoi tiri lotti gK 
ostacoli. Ciò fatto per ordine di Stoekalp«r , IRi mandata li 
K/ Compagnia dei fucilierì ad otcuparè nett edifezio de'S^ 
njeteri , i balconi che epoi'gono a Toledo^ e la 6^ e 7* diretta 
dal Maggióre Mailer salirono per la strada Cnncezime ^ p 
penetrarono ih Toledo protette dal fuoco di qnelltf che era 
^à M ì balconi. Indi fatte ritirare le due Gompa^ie meseè 
in eonmnioaÉiotte col Jk."" e rinnilete alle d«e residue , foiv 
mandosi un battaglione di qnailro Compagnie con un pea- 
2o dt arlii^lìeria fa diretto , sotto ia condotta del Coion^ 
nello De Bnittner é del Maggiore de Vivis per fiwtana 
Medina a prendere la barricata all'angolo della strada 
Fiorentini , nel qnèié oprato , esegaìto con precisione é 
rìsoiutetfta ^ il Goionnello , alio dbocco dei Fiorentini , 
ebbe nna palla sul petto che gU loto fortunatemente sol<^ 
la Gorgiera. Questo reggimento iegnitando ad agire con 
contegno ed energia^ ricere ne* enoi diversi tMontri m indi- 
Tìdai morti e trentadue feriti. 

11 teraio reggiménto Srittero t^areiaodo per le strade di 
PoHa, Marina e Danena» trorandosi le altre immite 
dalle barrieafe , n recò pei piano dal Palaczo al largo dei 
Castello pia tardi degli altrr due Corpi : es^o per ordinò 
del Brigadièfre Stodkalper , ohe da principk> lo guidava 
personalmente , essendo stato mandato ad attaccare >, per 
la strada Mjdìna il palazfeo iSirignani ed il comprenso^ 
rio di case sopra il teatro S. Carlino , penetrò nel primo 
edifizio sollecitamente , dal quale al piano o?a rssta ^ Ai' 
tergo del Olobe erano ptHitì molti colpì , che arerano 



fVocÌAè U.MDtinrlli» detiH Gi^ad-Giurdia ; e ferito il l"" T«- 
iitf^nie Aiataiìte*Maggìore di Praix. Il caHOone del for- 
4e Nuovo , percuotendo di accordo con U fucileria 
del Reggifflento » produsse non solo , il . sileueio dei .spari 
dei seoiEÌosi , ma la morte e le ferizioai di mohi dj es- 
si , tra quali quella di Vincenzo Irace appaltatore di iit^« 
l»iti qiiliiari , con due suoi parenti^, non ,che il pericolo 
di «róllaroenlo di alcune fabbriche vicine al teatro S. Car- 
Uno. Taciuto lo strepito dei colpì verso quel lato , detto 
Ci>rpo. fo chiaoiato di nuovo nella piazza del CaMellp^ e 

n riamente nel tempo che si eseguiva dal 2° Svizzero 
eupasione della casa dei Ministeri , e V attacco della 
barricala, alla Concezione* Il Generale -Stockalper con un 
jNtttaglioiie di. quel reggimento, guidato dal Colonnello 
Dnfòur e dal Maggiore Salis awiossi per la strada S. Gia« 
corno ond^ attacciM^ la barricata ch'era difesa dai baW 
copi, del palazzo Lieto , sito air angolo dei Vico Te^emà 
Penta, e da tutte le elise circostanti. Quel battaglione > 
«odaiido :al passo ài carica per file su i lati della stra- 
da , giunse' sino alia barricata , d| ove ricevè delle fucila- 
le , che uccisero il Maggior^ Salis e ferirono il Colon- 
sello Dofout : a tal vista Stockalper , sospendendo il .mo- 
vimento io avanti del battaglione , fece avanzare la sezio- 
ne di mliglìeria , ed indi novelliimente mandando la fan- 
teria air att&oco , di accordo ai pezzi , fece percuotere 
con vivacità contro la barricata : i cannoni mandando 
4»lpi di palle e di mitraglia verso il palazzo Lieto , i se- 
diziosi che vi stavano sgombrarono i balconi , ohe rima- 
ssero soli . guarniti da materassi rosati e bianchi messi su i 
ferri. La mancanza del fuoco del già detto palazzo , pro^ 
4u9ife che le altre case ove vi erano oppositori alla trup- 
pa.tacessero del pari ; auindi elasso alcuni momenti si giun- 
se a non più udire colà archibugiate. Del gruppo dei fa- 
aiosi del palazzo Lieto, che con funi ed altri a'u i dati da 
taluni abitanti della casa taluni riuscÌPon9 c&lare alle spalle 
del casamento dalla parte della strada lunga del Celso , 
JDolti rimasero estinti .ed altri feriti. ^ 

' Infranta la barricata , quel battaglione del 3.^ Svizzero 
Volse a dritta e marciò per Toledo; esso tosto si trovò rag- 
^anto dal distaìccamiplo del ifc^ondQ , che si era impadro^^ 



ss 

'ìiilo della dirada Concezione , eìoe delle* dife R^Aspi^ìé 
tV erano state nella via e di c{uelìa salila sài Mmistei^i 
Il GajMtano Wotf del 8^ is tesso, cbe altra Vòlta av^tàse^-' 
Tito neh* artiglieria della Avisióde svi^sera , fir inoAribaflà^ 
Jelle operazioni di quesfanna^ che eontava tri qiiernf^^ 
meato tre pesszi: costui avendo fatto tirare 'aléuiir ciol]^ 
di cannone al portone delpaianso Lieto péra^pri^l^epé^ 
setrarvi , fecevi appiccare il fuoco , fiUintecehfe forletnealéF 
abbarrato al di dietro non cede '.a queir impeto .• La.'Co^ 
kmna procedendo per file i^He incroisiava' i fuochi*' InI 
•ceapava le ci»e d* onde^ si rice^vano colpi & facftt f 
essa' seguit^ a qualche distanza dal f.^ reggi meato 8t^ 
lero e da due Compagnie- di Marina , 'oltrepassato^ T an^ 
golo delta strada Frorentini , fu raggiunta d|ille q^rattro^ 
compagnie guidate dal Colonnello Branner , die> avevano^ 
eseguita la commissione ; preceduta dai tre cauMni ' che^ 
traevano con fuoco avanzando a mitragNa cotitrt) ihnU 
coni coverti di gente , che da distante cercavano coirtra^ 
fìarla , ed a palla verso le barricate , 'ch€f se gli -préséU'^ 
lavano d* innanti , giunse quasi al targo della Cavità , <rv«^ 
dai vicoli non ' ancora perlustrati , ebbe ' ancl^e Vati ed4pr 
di fuoco su i fianchr, ma il pronto rispondervi s a tò^ 
iflaeguire gK aggressori, fece in un subito scemare tali spa^ 
ri. Il legname e tutti gli oggetti dette barricate spezzato^ 
e sligato daUe'mdizie, era dai popolanf che le seguiva ,j 
al momento sgombrato , talché quelle truppe non incév-*' 
travano ostacoli materiati , e le iminizioni clke te ven-^ 
nero dal Quartier-Generale di palazzo, scottate da un idi- 
ataecamento del 2.^ Reggimento della GMrdia Graaaliért^ 
arrivarono non molestate. Al laigo della Carità vi' fa^ 
▼ivo fuoco ^ che durò per qualche tempo* ^' Ètra ilSìino lÉa^ 
pedimento produsse alla marciiUìte colonna : in quel; lue^i 
go fu trovato in una casa un certo Saltatore 7^/Wie^< 
siciliano , Ispettore di Dogana , che aveva diciassette 4ic4ììr 
tatti lordati nel bacinetto , indÌ2siò eerto di essepe' Bta0 
adoperati alle sparo; fu egli al momento arrestato, e net 
farore dette truppe , fucilato in unióne ad altri. Pàsia^» 
to quel piano, una testa grossa di sollevati sì» era for- 
mata nel Convènto dei Padri Pii^ operariv eve-Ti ei'a^ 
il 4.'* batta^ofie^'Mle^ giiafdte^'MiidsaK s^jQuaHot ^eìM» 



i^Vevit 44# M sdgMle ntUa notte j^Ha eovtfuziope deUe 
barricAte ; lUtrn oelkl casa 4i ItMdaIpni « moha si cfm 
rwiiiU 9 in df>v0 ocemiiulati dai faziosi idoHì .gro^ ta^ 
4a fiwi t t gran ^fiianUtà di ai tri mat^iali , ic^ei^ansi 4i^ 
apMti a buttarli wla trupiNi al suo. passaggio , <|Itre^ il 
fMweto faoce ) aia V avanzare dalla coloona da Tala4<»^ 
dfi osai fediita, il rimbombo di altrp attacco, obosivp^ 
yav4 Mila via di llonteoUvefo , oostrinso e feoo j^iidicfli» 
a quegl* iUusi » la piii parto iodìvidui del S.'' ^ ^t"" batia* 
(UoQo dalla Giiaardia Nazionale » estera miglior coa^lia tmM 
Ya|(a scaaiDO nella f4ga > ^be Msare resistenza. Dopo quasti»» 
nmieiito la via Toledo , fiao alla chi^ dello Spirito San- 
ti^ , tvoifesn netta $ sédizioai ; non altro vedendovi ebe 
wlizie 9 e per qualche momento poco popolo cbe s* inipa- 
draniva degli avanci delle barricale, quindi la vittoria ia 
«ella strada priooìpale era già dalle truppe riportata. Allo 
aboeop daranti la chiesa dallo Spirito Santo la^eoloana ven* 
M raggiante dall' altro battaglione del 3.^ Sviazei^e « <Ae, 
dal iai^o dal Castello aveva percorse la sU*ada di Footaaa 
liadina e MonteoUvetq sia sbaraasate : queste truppe nel* 
r aseire al piMP del Móreatelte « cedendo il palano de 
tosa di ^a tenute dal l."" reggknento d^ia Guardia Qra^ 
mtierl , per assicnrare la aonquirta , oeoupar^ao noma»* 
taneanieote fino ad ajitro ordina i h^^^i jmà ooo^nleaU 
per ^areativla^ I «ani delte case, little di T^dedo , ohtysi 
mnsl^aaiiieate I davaq nnistca di cbieder pace e perdono» 
eoi tenere a svobuoio ed el^ti molti bianchi lini. 

Il primo reggimeiHo della Guardia Gram^iem air inaU 
beearsi del segnale d* aHanqe » use^ndQ dall' edifiaio dei 
Granili « sollecitamente si poQdusse iniiaati al ^lartiere 4i 
duraUeria del Ponte della Maddalena ; testatovi brem» tein«i 

at do|K> w& messo dei posti av^miati , venne chiamata. 
Capitano dello Stato Mf^ggiore Carascpsa , #be lo in-* 
Hi^ per la Darsena nel eortile del Palazzo Reale. Nel ft*at* 
Ismpo 9 ohe g»à i desoritti attaochi erano siicóedoti ed an* 
davano snceeoendo , esso uacendo dal Palaai;o « guidato 
dal Madore dello Slato-UaggìoÉre Nunziante , si reoò al 
passo di oariea in via Toledo , a da questa per la sg»ah 
arata strada Goaeenione • lai^ del Castello i strada Jft^ 
, in qneUn di MonteoUTtto* oiidft diitdi^rQ le burri* 



cale oolà esbteniti : 'oaBÙn laonde, vetne r^ggiuiota dà. uor 
plotone del 1.^ Ussari^ ohe andò per aYanti S. Carlo c^ 
gaareniirKli le spalle , e segui fino al domani le operazio<K 
ni ,di quei corpo. La marcia di <|uesta fanteria , da prip-' 
dpio intranresa in colonna per sezione « venne poscia c^ioe-: 
bìata per (ile su i lati della strada , per aver riceruto (^ 
una casa contigua alla chiesa di S. Giuseppe molta guap-^ 
Utà di archibugiate , alle ouali fu eorrisposto con enerig^a». 
Pervenuta la testa della colonna a fronte ed in prossimità, 
della prima barricata » composta di .enormi travi , con^^ 
sionili , vetture rombiate ed altri ostacoli , i gunst^tofl) 
aooostativisi a eorsa , protetti ed aiutati da moUi upui^if 
delle prime , file , incomiaciarono h rompere e schipdacef 
queir ammasso di oggetti ^ e seguendo Y impulso ed €|se|n-i, 

Ilio del Colonnello , s' accingevano ad abbatterli per soia 
orza di braooe » ma una scarica di fucileria partila d^Uar 
casa allo sbocco del largo , siiUa dritta del pftlazzp Ric'»» 
Ciardi , che cagionò le ferizioni di quattro granatieri , focile 
81 che si salisse sulla casa opposta, e dai balconi di quelìa> 
81 tenessero in soggezione gli aggres^ri , ^1 proteggeipoi 
anche le operazioni della truppa, il Capitalo Scardam^gli^, 
e C Alfiere CfimieAo , con una porzìpne d^lla 1/ Gompa*P| 
gnia adibiti a ta^to praticare « «tisimpegnarono eoa. og)^. 
specie di scrupolosità il loro, mandato ; ma non ce98a^dq; 
le ostilità dalia purte dei pertinao' insorti t che anz^ , . nqu» 
potendosi più mostrare sul davanzale , perchè sotto U fm^^y 
teria dei granatieri , celatisi dietro i parapetti delle Gne< 
stre , mand&TABO eassi, olio bollente ed altri materiali sul)ai 
sottoposta truppa j fu forza fare agire up pezzo di-camaio-; 
ne , che raggiunse il Beggimento dopo pochi mpqienli de]> 
suo muòvere , ed assalile la casa ; nel qua! successo queir 
di dentro vennero tatti inanom^ssi : V intrepidezza e 1" a^<%> 
dorè dei granatieri della tncza compagnia guidati dal. C^r; 
pitano Paone , ed al^i subalterni oelia st^aj, risolve^ppp^ 
in un lampo r impresa , restando nel rincontro feriti cih« 
que granatieri ed un caporale. J^èr tale circostanza fo for- 
za anche spiifizzare d^Ila ge^nte da uu' abitazione nella stra- 
dn Donnalbina , perche da essa partivano colpi che per-» 
ciiotevano il fianco della truppa. La, barricata forte e sor« 
li da pc^giata air angolo di sinistra del palazzo fiieeiardiv; 



S6 

venendo sòsteDfita da quantità di gente dai balceni è fine»- 
atre del suddetto palazzo , fu aspro H vincerla , ma quei 
granatieri gagliardemenle combiftttendo , V inff anserò e ta r 
rovesciarono. Superai* appena , si volò da essi a sfasotare 
la porta da via del. paiamo Ricciardi , che per le opere* 
degli abiKssimi guastatori fu ridotta tosto al nulla. Imman- 
tinenti la residua porzione della 1/ Compagnia obbe-' 
diente al Tenente StroiB e la 2.* al Capitano Tabac- 
co, irruppe in queHo edificio ed arrestò a primo colpo il' 
guardaporta , eoe tenevasi armato di facile : esse combat-' 
terono per le camere ed in ogni silo con della gènte che 
voleva far resistenza. In questi parziali scontri Saltatore* 
Ferrara , dimorante in quella casa , per favore fattogli ' 
dal proprietario , ricco possidente , eccessivo esaltato , in* 
dividuo ed agitatore (^) del 3.^ battaglione delia Guardia 
Nazionale , venne estinto ^a colpi di baionétta dalla sol- 
datesca , in una stanza del tutto chiusa , ed altri indivi- - 
dui soggiacquero alla stessa sorte. La poca conoscenza 
delta località di quel vasto edificio ,. produsse che buon nu- 
mero di coloro che vi si trovavano rinchiusi , ebbero pos- 
sibilità fuggire con corda per la parie delta strada Don- 
nalbina , nel qual numero vi si annoverò la Concetta Fér- ' 
rara moglie del nominato Salvatore : in una delle camere* 
di quel palazzo fu trovata una completa stamperia , dalla 
quale n erano uscili molti di quei fogli incendiari che ave- 
vano circolati pel paese. Accadde nel trambusto del com- 
battere nelle stanze del detto palazzo , che per una faci- 
lata tirata da presso ad un uomo che fuggiva colf archi- 
bugio in mano , la fiamma attaccatasi ad una drapperia 
da balcone , la bruciò ; la vampa comunicandosi al resto 
del portale ed indi al soffitto , dilatò T incendio nella stan^ 
sa ; da questa propagatosi il fuoco alte altre laterali , in 
un momento fu il palazzo preda delle fiamme , invano*^ 
operando ogni sforzo per estinguerla , ogni opera per sof- 



(*) Ogni battaglione dì Guardia Nazionale aveva i suoi oratori , 
ovvero coloro che con V effervescenza del dire , faceva!! mate- 
rialmente operare ^come Romeo al I.* , Tòrricella al 8-^ > La 
GfciUa al i."" ee« . 



ibgatlo ; la quantità- del tnateriale , ed i poeti aiuti ^'^ 
tato ottenere , diedero alla fiamma la forza di spaziarsi con 
tatta la sua possanza (*). Apprezzevole fa il vedere in quella 
scena daplice d* orrore adoperarsi nffiziali e soldati per la^ 
salvezza d' inno<?enti abitanti e di molti oggetti : in quej 
rincontro fu OBservato il Capitano Tabacco , congiuntamente' 
ad altri eommiliti, usare di tntta la generosità e filantropia' 
ehe a militari distinti si addice ; essi non solo scamparono' 
dair incendio talune persone , ma assicurarono buona fatta' 
dì gemme, ehe consegnarono poscia alle autorità. 

Distrutta in quella strada la principale barricata , il Ì:\ 
Reggiffieto Granatieri stabilita pel momento la sua base. 
d' operazione nel piano accanto la fontana , ricevè aumento 
di munizioni , sotto scorta di una Compagnia del 2. Reg- 
gimento Granatieri , la quale al passare del lar^o'del Ga-' 
stello riscosse e ricambio grida di giubilo colle truppe* 
svizzere colà fermate. 11 Coiomiello Receo disposti e man^' 
dati vari plotoni nei arti e nei sbocchi necessari per tener* 
salda la posizione» inviò altra gente a terminare Topera-' 
zione iogiuBtaffli ; opperò quei granatieri e^endendosi per* 
la strada del Gesù , per la montata di^ S. Anna dei Lom-; 
bttrdi e vico Carogio^Uo, agendo con piacevole , pronto e" 
lodato successo , abbiMerono altra barricata mess' ali* angolo 
àA Palazzo Angri, non che quella situata al cantone Maddalo- 
ni , guardante la strada Settedotori , la quale fu da molti .. 
dei popolo dissipata , e traendo innanti , occuparono il Pa- 
lazzo de Rosa. Sgombrata perfettamente la via di S« Anna 
dei Lombardi , il grosso def 1. Reggimento Granatieri si' 
portò verso lo sbocco del Mereatello^ ove dopo pochi- mi- 
nuti venne raggiunto dalla colonna svizzera. II congiun-! 
gem di queste due truppe» donando la certezza delle buo-' 
ne disposizioni e dei buoni successi, produsse un contento, 
ed un giubilo tra quelle incontrate milizie : il Colonnèllo 



(^ Posteriori notizie hanno annunziato , avere avuto V incen- 
dio origine da un Archivio evsteate nel Palazzo, dal quale OMen- 
dosene sottratte delie carte interessanti e bruciate appena s^gre-^* 
dito r edificio 9 per sopprìmere e sperdare le vestigia di taluni, 
documend interessanti , furono dalle fiamme di quelle , accese le' 
alife , che non erano state toccate. 



Jpte Branoer del i.^ Sviiase^o levutési il capp^/ altame&tó 
gricjandD , faoeva ^n(ire )* esuitimaMi della vittoria , a enìf 
tuUe le. cif costanti truppe ne rijp^tevauo il grido : un al^ 
ftateilariA siacwo « uno soMOibiam di lodi , metteva al 
sommo il coiitento in ouelle nùUne. Tosto quaiit* altro era 
o'.uopo Y^ooere da qveila piwta » ti diqioiieva a brio , e 
f^ i^tfmtaoea opera , V abbattere una barricata noo dUeta 
e i)OA protetta » die si erpv' ayanti la Chiesa di S. Mi-^ 
€^U ; ma la vooe delle aciem pratieale dalla truppa, pre-- 
correndo gli attaocbi g disponeva gli ammi dei sediaoii » 
mjti resÌ8t«A9e. 

'^ Il Bng|idifFe Carateosa > che tanto aveva cooperato aW 
r^ito Cimice' d^lla giorDAAa , oome ossèrvaunno , allorché 
vide le truppe svizzere e le altre della Guardia riuacite a 
debellate gf'jpsprti nei dite diversi punti contigui al Paiaz* 
ao Beale, cioè verso la strada Toledo e S. Brigida, giudica 
cMWvenieqte ed opportano , e^de assieMrare perfiettamenfe 
il già fyitiO , operare um rioognbioiie verso il centro della 
Città. Becato»*inoanti al l"" Reggitfieoto .degli Ussari , or* 
diftQ fi CojioBoeUo dMM di Saqgr^, seguirlo con uno det 
6Moi sq^adrppi , indi preadendo H eaannìiio pel piano del 
Cartello , Wsto un plotone dei lancieri fimnato innaiài la 
poeta 4eMa DajFsena i oome posto avaiwito» per eoatencke! 
la^nensa quaAUtà di popolo , ohe braniava venite vetaft là) 
fteejàa, dispose dbe qqei piotooe si «mettesse sul ponte det*( 
r IqupaooialeUa ; poseiA entrato essoi elianto per porta di« 
Bjlaasa ^ p^r osservare se h Guardie Muonali del 12'^ ha^ 
lagljQoe erano riunite al loeo quartiere di S. Pietro MaN^ 
tire, non trovandovi persona «.lenoa t ne use» dopo poefat- 
ippmenti, e si^gvitò il eamnMO por la porta del Cannine,. 
IflfgQ del ]V{efeato e LAviaaro. Pdp^oirendo ed osservanda* 
Geijevale goQ at^enaione tutti quei ibocohi » ^unse-a. 
rrta ÓAppana , e di là al piamo ayaiiti la Vkaria » ot€n 
trovò delle barricate costruite in modo da tener rinchiusi 
gli Svizzeri di Guardia a quelle carceri: fatti avanzare ta- 
luni ije^ pepalo e buoa niuoero d' iaAvidBi della goiardia 
idena, dispone togliere quegl'inpodinenti , cpial cosa ebbe' 
pronta esecuzione; indi tirato dritto ireammìnò per la stra-[ 
dia òhe mena a S. Paolo , Tece abbattere , colta cóo^ra* 
zione sempre dei popolai^ e di. una paraione degli &w 




ri , che trasse dalbi detta guardia ; molte altre banrieat« 
9^ 81 erano costruite colà» che essendo state da priiiQÌ|WQ 
tenute da guardie nazionali dell* 8.^ e 9.^ battaglione , si 
trovavano ip quel momento sgombre di difensori » i quaU 
ei facevano però vedere timidi e celati dietro le ferrate del 
Banco deponeri^fresM il Monistero della Pace ed in al- 
tri luoghi di quella strada. Scotio il detto tratto di via # 
e sbaraaxati del tatto gF ingombri > semsa incontrare resi** 
sterza , pervenuto quel Generale innanti la Chiesa di S« 
Lorenzo 9 calò per S. Ligocio ,. d^onde per la strada S* 
Domenico si diresse alla fontaiia di Monteoliveto, dal q«a« 
le luogo rimandò al suo posto quella poco Canteria syjz* 
zera che seco aveva . condotta dalla Vicaria , indi prose-, 
guendo per avanti il Palazzo Iticciardi, $. Giuseppe e Fon« 
tana Medina, si ricondusse al Palazzo Reale, annunziando 
essere NapoU anche dal lato di dritta perfettapente tcan^ 
qui Ilo. 

Mentre tutti ^ià dettagliati fatti di gnerra^ airveaivano, i 
Deputati riunir in crocchi nella sala di MonteoUveto , àu 
ììsi di unità di desideri , secondo U più meno, fiioc^ di 
libertà sistente in essi » altamente turbati e p^r^e^si talu** 
Ili , aUri irritati e {uriboodi , credendosi al fatto del pò-» 
teve, improvvisavano decreti di Gpmitati. tremendi » e misu*»: 
re , a parer loro , prendevano dì ordini e di amlorità; di# 
stinguendos* in siffatte ufopiclie disposi^dew PetrucpelU, Aio-' 
Ciardi , Zluppetti ed altri* Pcp ^atte CPjse taluni tra quei 
Deputati volepdo mettevo 19 pratica i Ipfo ^laldi divisamene 
ti, progettarono la creiudone di un CmiMo dimmtrèXH 
za p$Mliea. Tq^puti , : uno Va quelli i di cui prineipi; 
erano per la Costituire ^eì 2P geiVMao» neU*ascolfare': 
tal cosa , altamente pr^te^^^ ® ' ^ l^He .^on energico di«: 
re , per opporsi a cpiol divisaipemtp ; es|a «^1 pijocédero alla 
votazione segreta; per V accett^enf} ^ dWpptovo del' 
Comitato ì ricusò votar9 : non per tantjD il Gomitalo fu de*! 
ciso. La maggiorala pe^rò dei Deputaii 1 ebeadnavevft. 
saputo Éeóstere alle gr^da 4%U es«atati » v9leado mettere 
un freno alle vedute di fif^i , oi^v^ro agU i|lti misduiati 
che si avessero potuti cominettere , sostenne la scelta del 
Tupputi a Presidente di Quel Gonsew>f il qpale da priq'» 
cipio fortemente ricusò. Gli esagerati cQQSf^neati allora 
fine , di^esdero al Comando della Piazza i segueitti tre ut 



Mi 

fki. Si dieeta nel t/ e La Camera dei Deputiti tmani- 
3 inameDte iia deliberato di creare un Comitato di sicn* 
9 re2Ea pubblica cori potere assoluta da tutelare f ordu 
% né fubhiico e prt)wedere Me urgènze dei momento.' 
% Che la Camera si drcbiari in seduta permanente , e che' 
s chi dal suo seno si allontana , sia dichiarato di poca 
1 fiducia della Nazione. Che la Guardia nazionale sfa df 
» assoluta dipendenza del Comitato delta pubblica sicu- 
» rézsEa. Che il Comitato riferisca alta Camera continua* 
1 mente il processo delle operazioni incòate e decreterà fé 

> vkert^ri sue disposizioni. Che questo regolamento si pub- 
» blichi sul momento t. L^gevasi nel secondo — sig. Gè- 
Berale — t La Camera ha deliberato , iu visla del- raes- 
'È saggio ricevuto dalla sua parte , che il Generale Gabriele 

> Pepe ed H Signore Avossa si rechino da lei per inten* 
t- dersi oralmente sul modo di ristabilire la pubblica tran* 
% quillità, che tanto, ora interessa al paese » . Era scritto* 
liei' leraso. e La Camera dei Deputati , unica rappreSen-^ 
9 tante delta Nazione è in perinanenza , ed ha destinata 
» un Comitato di pubblica sicurezza. Con cfnesta qualità » 
» di cui si è data partecipazione^ al Ménstera , il Comi'-' 
i tato le domanda perchè ìi conflitto tra la truppa ed t' 
1 cittadini sia sorlo , ed insiste perchè eessi sni momento» 
]► ogni Tiolenza ». Questoterzo Uffizio cosi comparso , cor»* 
la: Sema, di Tuppitti , fu scorino del carattere di PetrueceU ' 
fi , e r apparente firma del TuppuH fu poscia riconosciuta' 
lalsa con una solenne perizia ordinata dalla Gran Corte; 
Criminale di Napoli. Con queste ed altre cose di tal Ditta 
praticate in- qnelV assemblea , crasi avanzato il 'giorno ; tar 
musica tremenda dei fìiciU e dei cannoni percuotendo- as«' 
MI da prèsso alle orecchie 'di coloro che la TormaTano J 
scosse e risolfè molti di essi a prendere attivo partite; fur 
visto allora jgli tiltra liberalisti , i demoni dell* ordine pub-' 
bUoo è dell' umanità appigliaci alla più vile delle risolu- 
ikmi : Petruocelli nascostosi in una latrina, usci da quella ' 
travestito con una jKvisa della ora guardia di pubMfea^ 
sicurezza (*) e così ma^herato prese salute ; Ricciàrdr 



'(*) In qud locale eranvi acquar (icratb due Còmpagme di Guacv 
di€ 4i-^MIet sioireua. 



foggi dalla jparte.del quartiere del Treno; hàC&HUkyJùkfì 
pur tra quelli si trovava , nop per deliberare , ma fer «^ 
sere fuggito dalla strajda ai primi colpi tirati , aitrabbe 
yoluto abbandonare quel locale e metters'in salvia aoehe 
fsso , se non fosse stato dal Deputato StaaisUo Barr^fsei» 
a forza trattenuto*, dicendogli & amico. ne a^ete messi nei 
it ballo , ebbene moriamo insieme , n^a non fu^ite ». ed 
altri con svariati miserabili rìtrovati misero termine aliar 
parte rappresentata in quella tragedia. Indi preaeolalosi 
nella sala un Ulfiziale spedito dal Generale Nunaia^ite /cha 
trovavasi nel piano di Monteoliveto « a cooperare lo^estìn^* 

fuere per mezzo, di una Compagnia svizzera e Pompieri ,) 
incendio del palazzo Ricciardi , impose ai residui .Uepu-* 
fati irrisoluti e periditanti , di abbandonare quel, locale. ;* 

Sual cosa succede con molto rfepetto individuate ; anzi il 
, roverno per tutelare .{]a pgni pericolo quelle persomB^, cora-^ 
mise alla Guardia di pubblica , sicurezza. , che le ^ccMurapa-^ 
^nassero fino alle loro abitazioni » c^me .renne c(Jtti qSIh 
^iosi modi adempito. :' \»* 

Le truppe riunite al largo. del (Mercatello,njel:praiiden0; 
alquanto riposo , sì follarono /^r masse, in :bmt$ylm * 
esse appena giunte in qaeil piano inviarono ima (^oinpagnior 
del 1. Granatieri nel vasto edifiqio degli espulsi Gesuiti^ 
per snidare gV insorti , se colà se qe foBseira rifugiati ; piH 
scia ^ trascorso poco più d' ^n quarto d' ora , if secando? 
reggimento Svizzero » movendo il primo , marciò j>^rp0rkà 
Sciuscella e porki Cos£anU'nopali\ nelle > quali strade di^ 
strusse talune barricate che non .erano difese ; i\ pri(iì6 
Svizzero si diresse per le fosse del Graoo, verso gli Studia 
«d il primo Granatieri e terzo 3^Ì2zerb restarono per altro 
tempo nella tenuta posizione, pcctipando$i aqche aa qiiegi 
Svizzeri il locale di S. Domenico oiirriano. U primo Sviz«t 
2ero pervenuto nello alto delle fosse dèi Grano , Jeródò .la 
sua marcia , avendo trovato il secondo ,dei loro , ehe.st 
(era già inoltrato nella . montata di S. Jecesa e batteva «na 
barricata costruita a mezza via tra il Convento 4i S. Te- 
resa ed il Museo ; quindi per ordine del Genetftle: StockaU. 
per quel reggimento si restituì al largf del .MprjcaleUo. Il 
1.^ uranatien f^tto passare jiel largo delle Pigfie , aaliia 
Stella , spezzando per Y angustissimo spnUero sottopostoiai 



pftUiM Giioitile , sbaoDÒ nella ria Si Teresa , onde ap- 
pogciare le 0[»erariom Ae\ 2.^ Smzero col prendere a ro* 
feseto la barricata attaccata , ma comecché H secondo 
Svksiért^ nel Care i Granatieri un tal giro , nel qnale an- 
Aè dovettero superare degli ostacoli , aveva inutilizzato 
già oneir intoppo , così sgombrate dei tutto le vie del rio- 
Ao si di sopra degK Studi , il 2.^ Svizzero entrò nel Con- 
vento di S. Teresa , venendogK aperta la porta da un Ca- 
pOMfe del 4.^ Svizzero tenuto colà prigioniero e ferito ; e 
nise i suoi avamposti al ponte della Sanità : il l.** Gra- 
natieri scendendo verso il basso , prese posìiioiié nelle fos- 
se del Grano ^ spiccando due Compagnie al piano delle 
Pigne, una alla porta Costantinopoli , un plotóne sotto la 
rampa di 8. Petito ^ un altro al centro della montata delle 
fosse del Grano , ed una Compagnia agli sbocchi del Car 
TÓne. Così quelle truppe non avendo più molestie , e non 
essendo eliiamate ad altre imprese , restarono al bivacco 
fino al domani , lenendo vedette degli Usseri , cacciate dai 
1.^ Tenente PaolUh comandante il pbtone , che aveva 
flegótto il 1.® reggimento ^lltt Òuacraia Granatieri. 
' Terminata la pugna verso le 9 d^sHa sera , si conta- 
vano circa 10 oré^ £ aspro c6nfBtl0 : satana che sparso 
aveva certameote il sno veteno in cpiesta sciagurata ter- 
ra^ rallegravasi del flagèllo il pia orrendo con cui pos« 
M Iddio punire i peccati del popoH, la guerra civile 
ni tntta la sua essenza aveva presa piede in Napoli : da 
tre in quattro cento colpi di cannoni e molt^ migliaia 
ik fucilate avevano prodotto le morti di qjua^ due cento 

nne d* ambo le parti ,, e le (eirile di pia di 600 , con 
^ rìgionia di Guardie nazionali ed altre geilti di un nu- 
mero pressoché simile. Il bhifto stato del presente ed il 
dubbio spaventoso dell* avvenire , invadeva gli animi di tut- 
ii cittadbm sopraffatti da aiparitiidini : i ra/o^o^i' rivolu- 
xionarf I éhe avevano fatto gU eroi la notte pecedente ed 
il mattino 9 cenavano uscire dalla battaglia fuggendo per 
le diverse campagne, recrado lo spavento ovunque si fer- 
mavano ; ninno a essi pia nelle vie della Capitale' si ve- 
deva. L' immensa turba di plebe , fin dal giorno solleva'^ 
la» jBi disponeva, ora che là sera età avanzata , a cor- 
rere per assaltare b dimore dei ribelli al loro Sovrano > 



e ooB questo proponìinebto bramava pori^iifé àncfté nètlé 
altre case, qnindi la nòtte éel ferale IS maggio fu nolti^ 
di orrere , più delia già rescriUa giornata. 

Su tal riguardo là rabbia ardente del partito sedinoso» noti 
polendo tn niun modo, dopo essere stato vinto, sfogata la sui 
vendetta verso ia troppa , ha riempilo Giornali e carte volanti 
di deaerizioiii esagei^ate , sempre colVistessò spirito di servile 
imiianone , sa quanto in altre parti si è pubnlicato nei rin-^ 
contro di guerre in città. Ora per verità di storia , rinìssti'' 
mendo io ciò die su tal proposito si è propagato, mi vedo ili 
dovere commentare ed osservate talune cose su quelsti vihi-'' 
perL Si è pulrfylicato che le milizie non solo permisero a quel 
del popolo il saccheggiare , ma che yidcoraggirodo anche.^ 
Che i proletari abbiano depredato , riesce impossibile negare 
lo : essi girando per le vie, sotto il più vivo fuoOo,- eercavanc/ 
penetrare nelle case che trovavano aperte , pei' profittare di 
ciò che se ^li parava d'innaatì ; ma il pabblièare queste ope-^ 
razioni vemr spalleggiale dalla trupoa^ h falso dèi tutto ; anrif 
è provato al contrario che in molti liH^ht ', ove il cmn{)aft(^ 
mento il permetteva , i popolani vomere impeditt comtneltpi'^ 
dei disoraini ; quat cosa però non fu possibile praticarsi in 
ogni sito, come si avrebbe vòlutoVpoiche gliUdizìali e saldati 
dediti oltremodo a distruggere il nemico che ToiteUdeVA» p^e* 
tneva molto più loro terminare d^una maniera decisiva lineo-; 
nrinciata lotta^ che reprimete il sàccheg^o. TI volere rendere 
responsabile le truppe di ciò che si passa nelle case che vien« 
^no prese d^assauo nel momento del fìirore e dopo che - le 
•inilizie se ne sono allontanate , non solo è poca ragionovoT 
lezza, ma bensì ignoranza storica ed ingiustizia. di cuore. la 
contrario di queste dicerie , citar si potrebbero le mille t(>sti« 
jnonianze di cittadini probi> che senza esserne richiesti, han- 
no asserito e sostenuto , dovere la cotiservazione della lord 
Tita e delle proprietà alle truppe ed alla nt)bile condotta dei 
loro Uffiziali : anzi e evidente ^ che subito che divenne possi^ 
liile , nel mentre durava il pericob, le case minacciate ottrn^ 
nero delle salvtpguardie : H Palazzo deirAlbergo Ztr, niòtcl 
des Empereurs, il Palazzo Satriàiii , quello di o. Teodoro, di 
Miranda , di S. Arpino « di Cellamare , di Berio ^ quello di 
Montanaro^ dì Stigliano « di Montemiietto , dì Angri e ìnwXfS 
altre case e palazzi , che si potrebberf^ dtare , che lungo" n^ 



64 

rìnscifebbe il iMtalo^ , sHoftti BéUe vie ove fenr<>nt era Btato 
il coRibaUere , vennero guardati per impedire l'ingresso al 
popolo , che minacciaya saccheggiarli : anzi il Ministro di 
Russiariiigraziò TUf^iale del 1. Ussari Fuòri che eon la 
sua gente aveva protetto il domicilio di molte fiuniglie iore* 
attere. (*) Tuttavolta non esitiamo a convenire che taiun sol^ 
dato si è creduto in dritto di appropriarsi degli oggetti nelle 
case OY* è salito , perche ha considerato quella casa albergo 
4i nemici , essendovi partiti dei colpi di fucile ; potrà negarsi 
poi che questi ometti involati dai soldati^ vennero tosto re- 
stituiti sia alla Polizia 9 sia ai proprietari allordiè tali fatti 
furono a cognizione dei superiori ? Ciò non potrà negarsi 7 
Che nel caCóre della zuffa, dei soldati abbiano commesse 
delle brutalità , vien giustificato dall' esser essi fortemente 
esasperati , poiché se nei tempi ordinari è facile imporre 
auir azione dei sensi , non v' è chi non comprenda essere 
difficile praticarsi in mezzo ad animosità estreme d^un com- 
battimento in istrada , contro un nemico y che facendo un 
fuoco mortale non combatteva francaniente , non si lascia- 
?a vedere faccia a faccia, rendendosi per viltà invisibile f 



ì 



(*) In un foglio che porta per titolo Relazione officiale de' 
li awenifnenii di Napoli , pubblicato in Messina, sotto la data 
el 20 maggio 1848 \ redatto da taluni Deputati Parlameniarl 
Ibggiti dalla Capitale , e fautori dei casi trislìssimi di Calabria , 
m tegge , che il Sovrano e profferì alla moltitudine accors^ad 
gì accknMrlo. nella Corte medesima del Palazio , Napoli è ro^ 
9 Siro / » Questa abbrohriosa ed oltfaggiante mensogna e tìI» 
lania ^ cade di fatto allorché si saprà che fino al giorno 17 Mag*' 
^ niuno , meno che militari entrarono negli atri della Reg- 
gia : molte migliaia di persone vennero ìnnanti al Real Palazzo, 
Tarie vcdte per felieitare il Re , ma esse furono sempre accer- 
chiate da cavalleria e finteria, giusto per mantenerle lontane 
dal Palazzo ; quindi se il Re aiceva loro le sopraddette parole, 
dovevano essere esternate dal balcone ad altissima voce per ve- 
nire intese dalla moltitudine , e non sole il popolo festante le 
avrebbe ascoltate , ma bensì tutte le truppe e tutte le altre per- 
sone che in quella piazza si trovavano riunite ; ma costoro non 
avendole affatto udite , ne risulta , che non furono esternate. 
Se il Re le pronunziò il giorno 18 ^ divennero totalmente inef-- 
ficaei , poiché essendo in quel giorno incominciato lo stato d'as- 
sedio, non ^ rubava certo ! Alle tante perverse bugie, anche questa 
(i è toccat*ascoltare a Uggers I ! l 



6t; 

Poievaei oonseryare sangue freddo ^ allorché si udi^aito gri- 
da di trionfo e &toroachevot^ risQ 4^ quell'i che dal fondo 
dei loro nascondigli uccidevano e ferìvaao impunemente ? 
Nò ^ per Dio , non era possibile t La truppa deplora ve- 
ramente e deplorerà sempre i fatti della giornata descrit- 
ta , ma si conforta nel suo pensiero , che questi non pioin- 
baoo certo sulla sua coscienza : essi cadono su quella di 
una fazione criminosa ed anarchica, su duella di una mag- 
gioranza di Deputati moderati ^ che si lasciarono stordire 
e dominare dalle grida di taluni forsennati , su quella 
delle Guardie nazionali , che si ritirai'ono timidamente 
alle loro dimore , in vece di opporre una falange selrrata 
a quella debole minorità d' uomini scatenati e maligni. 




«7 






#iiiiir& "foOLh 



coi^esae&ticiizE 



per le vie ti Ir^defn^ oel ìm direno rato» OBsefvi^ii le Irirtè 
co Mngtie — e d^l ^onio traeoorsd; eameri «leoc» jwr le tie; 
die dai keectanr m aiidiiTaiM> racoogiieiidoy^tte trfveHaMi ÀI 
palle di ^arie eaKbto » m» fìib laótrc^ Bim pii» vetri ai M^* 
coni edalle finestre » porta» spezzali » mei iblniiifif: kit vìa 
Toledo fio eopra & Ttr&a ^ il largo'S. FerdBiMiMb» Mett» 
éeì CagteHo , laetrada S. BrigiAi e F altra di Upnieott^^eM^, 
ine fervetti' eia etato il eombattore » a petooirerle foRoatAaa 
vaeiiaprioeio; aoo eort per& si vedeva aegH altri loo^, lad» 
A»Te etnsi riaiasto traaqailli ; luoDa easa si osservava alla- 
rata » il piò prolbndd ordine e la pia profeoda qinsle vi ve^ 

Sav^ PerliistraBiooi oamerose y e j^ttuglie frequenti «Mua» 
le ad «iU recoa£li della Capitate, laato neHa. notte » dbf 
nette prime ore di qnel giorao^ non d»e tàite*- spedita nelle 
èonrieÌM attore , riportavan tutte rapporti diitranmilltla .e 



«8 



disodttiza perfettamente inanteputa, Avanzatos'il giorno, 
i pio airitodsi, ma tranquilli éitladinì, spinti da curiosità 
di vedere e di sapere , recatisi nellp strade , s j accostàv» 
no ai militari e gli esternfivano quei sentimenti di gratitudine 
ohe gli uomini onesti devono a chi gli ha sottratti dai mali 
orrendi ed inevitabili deU anarchia; molti si riunivano in croc- 
chi, taluni discorrevano, 'altri ascoltavano , ma tutti coincide- 
vano nel principio, che qualunaue potess'essere il futuro delle 
cose, si aspettasse alméno con dìgnità,stretli all'ordine, stretti 
alle leggi , non meritare la maledizione dei figli e del mon- 
do ; essfere piacevole la libertà , ma con quella forma pub- 
blica conveniente { doversi unire tutt' i buoni con fede a so- 
stenere le leggi , « * non rendersi compliqi , anche con l in^ 
dolenza , della ruina, e dell* esterminio della patria. 

In vero possibile non era concepire illegalità maggiore in 
un paese governato CQStitu^onalmeote , guanto quella, che 
gli eletti a deputati , prima che venissero , secondo le leg- 
ff , costituiti in assemblea dal potere Sovrano » prima che 
avessero giurato , unirsi e dichiararsi da se medesimi costi- 
tuiti. Dorsi in seduta permanente , e cominciare a compe- 
*pre col Principe , perche furasse in un modo , che non 
solo non era secondo la Costituzione , ma che assolutamente 
risultava contro la Costituzione^ Come possibile non era al- 
tresì concepire l' altra illegalità maggiore della prima, che 
la Guardia nazionale, il cui sacro uffizio e di sostenere la 
legge eostituzionale , il cui giuramento è di sostenere il So« 
frano, come cardine di tutto il legale edifizio costituzionale* 
di protrerò le persone e gli averi dei cittadini , di vedere 
qiiast^ Guardia, che contro la legge costituzionalQ , obbedir 
•^ ;•*. Spulali, non ancora deputati, perchè non ancora 
«CiUtttiti ia legale Assemblea, e quando anche lo fossero 
itati 9 non avrebbero mai avutp la potestà esecutiva ; levar 
ìwencaS» » provocare col fiioco la truppa , che sola si tene- 
va in attitudine tranquilla per proteggere il Sovrano fiostìtu- 
«opale , e con esso le leggi costituzionali contro i più 
che manifesti attentati^ e spargere la devastazione ed il 
flaagué cittadino per la Capitale, Obbrobriosissimi orrori, 
pia che illegalità vergognose. 

^ Ma come parlare di legalità tra Deputati e Guardie na- 
zionali il primi appartenenti nella massima parte a ([uel 



e9 

«eto di avvocati i quali anziché esser foroili di dottriaa 
e probità 4 altro non conosoouo che le rabolerie, le cabale 
,e gì* intrighi del fóro ; e credendo in ciò consistere la 
politica I applicano le loro vergognose mene a tutto quello 
cbe la materia governativa richiede : essi congiunti a quei 
tanti, che formano la parte piti pericolo^ della società^ 

FTchè non avendo come menare innamti la vita vìvono nel- 
ozio per aver trascurato senipre ogni mezzo di onesta sussi- 
stenza^hanno col loro ciarlatanismo e propagandismo di dot^ 
trine intemperate ed immoderate formato non solo la rivolu« 
zione nel napolitano Stato, ma nelFItalia tutta ed oltremonti^ 
Le seconde formate di persone non avvezze a riflettere scevre 
di cognizioni e di sapere^ stante le poche cose apparate, > 

seppure apparali, mancanti de* lumi dèlia pratica, e dell' e-» 
sperienza; di ragazzi non suscettibili a dìscernere il bene dal 
male, essendo ancora alla scuola di pedanti, il più dei quali 
impostori Demagoghi , parlanti sempre , a quelle giovani 
meni] ,. con parole generatrici, secondo V avviso del Maz*» 
^ini (1) , epperò impossibilitati tutti comprendere , Ichi per 
scarsezza di cognizioni , chi per confusione d' idee perver« 
se , ciò che T un r altro giovava , ciò che per i pppoli 
nostri , poco istruiti , faceva d' uopo. Deputati , Guardie 
nazionali , la società , -sotto qualunque forma dì governo 
essa sia , ha per fine il bene di tutti , più di più ne* go« 
verni rappresentativi. Per conseguire questo bene » è neces- 
sario « che la virtù , la dottrina , .l' intelligenza concorro- 
no a governare. Avevate voi. queste' tre qualità , o la sor 
la , cu- è la generale guida dell* epoca presente, il perso- 
nale interesse ? Ahi 1 che pur troppo quelle qualità sublimi 
non erano in voi ! Sappiate dunque che i legislatori con- 
servano e non creano ; quindi essendo voi i legislatori e 
la forza d' uo popolo costituzionale , conservar dovevate 
soltanto ciò eh* esisteva , e non con dottrinò^ boriose e stiz- 
sose , inliammative e perturbatrici ^ far nascere il deside- 
rio alla parte ignorante e sfrenata della popolazione > non 



(1) Vedi le istruzioni inviate da Giuseppe Mazzini , capo della 
Società segreta la Giovane Italia ai suoi aililiati iuOtiobre l$4i> 
^- ki^ Amici d* Italia. 



Vi 

MMtcwtt r indole del paese , togoai>te sempre riforme 
cififi ,. 86 k> sialo federativo dote^ preferirsi allp stalo di 
tnhme ed ubìoo , se la nioiiardìia, il patrìzialo, Tasse»^ 
blea popolare fesse eoovemeDle ali* interesse ecNnane dei 
sapohtw r il vostro mandato èra di eoosenrare il sagro 
deposilo delle legei e della forza che i popoli vi eonfida- 
vano f perchè X adoprasle a serbarli IÌK>n di pericolo; era 
di noeaeciare^ con IraDqoiilità i cangtameati necessari ^ 
CNSOT andasse ioDanii , e giongesse fiio al punto conveoe* 
irole alle naaione la Gostitanone promessa oat Sovrano nel 
29 Gennaro ed accordata nel 10 Febbraio ^ adoperando 
fosi aàsssi atti a rendere felici ed onorale le popolamni: 
nitro nd» veniva a voi imposto. Con i voslrì dettati » oolle 
vostro opere » eoi p-ofanare il sagro deposito messo nelle 
Teatro numi , rendendolo istnimento £ ealamilà iòdteibile 
e di tilnperio naàonale » rompeste ogni vincolo di amore 
o di fiducia tra il Frìndpe ed nna. parte de* 8uddi£ ^ tce^ 
nsste r aniorilà ed il crédito de* buoni cittadini ^ accre- 
scendo rardire e la possaaxa degK sciagurati, seminaste oc&i 
e jranoort oooolli y me spesso scoppbndo fruttano nuovo 
sangnot e toglieste alla patria móiti figli , ebe avrebbero 
^uto eolla mano t ed in altro modo » giovarla^ Ecco 
quali furono i frutti deHe Tostre dottrine democratielie ^ 
tomidtnttrie e Kcenzìese ! 

Or come comprendere queste eose im nn Saliceti ^ eIcK 
vaio dalla polvere ad Intendente e poeina à JltmVro, prtak 
pipale motore ddlo spargimento di sangne cittadino , pri- 
mo tra i calunniatori del Re , cbe avendo indicato per 
timideiza \ opportuno nascondersi e salvarsi so legiù fra»» 
cesi , nmilia snpplioa riq^tosisstraa al Sovrano , perche 
^ aecordr congedo con siddo della sna elevata' posizione 
di Magistrato in cui nel giorno tS si trovava^ accompa* 
gnata con ptóteele ripetute della sna innecenxa e ifirocii^ 
se profonda al Trono ? Dà on Lansa IVesidenle del Comi* 
lato di salute pubblica , ^ altra lettera scrive al Sovra* 
no f per la quale il Giornale il Tenuto al num* 132, dati- 
la sua severità consueta ^ passa al bernesco deridendola ^ 
dicendo che il Mimstero vegH su Lanza e per non »96ii> 
rt in perieoìo la Cosiùuzume, essendo costui tsno dei re* 
iPogradi da temersi, s Da queir nfiizialc Stq»eriore del Mr* 



n 

niiitero(l) cui s'impuU U causa principale di tutf i Dapali^ 
taoì nalaniii , oolt* aver pr(*?ocato 1* erezione delie barri** 
cale , che segaooo alla lettera ralto vile del Saitcetif Da 
lineili altri Capi anarehùi ^ towersipi\ demàg^fici^ die 
aelle freq^enrìmitazioDi di ribalderie di altre nazioBÌ^ orna 
hanno sapalo Fare a somigliaiica, ciò che iti FraMJa , m 
bpagna > io altri tiio^hi , ed in Altre epoche anche net 
nostro Aegno i Capi di taomlU hanno opemto.^ cioè, nm* 
rìre colle armi alla iiiaao ooaibatteado 9 

Scorrerà il giorno e già era il merig^o; dearso n«De< 
ro di galantuomini , ma molto di proletari « 8Ì osservava 
per le rie : più migliaia di persone ripetute volte con fauh' 
diere bianohe erano venule nel mattino idnanti alla Reg;-» 

Syi , onde nroteslare al Re con sentimefiti di siaceriln e 
ivocione ciò che essi per lui sentivano. ; le truppe ai te< 
nevano in altìtiidioe di precai»ioQe e d^imponeaza; ildar* » 
lalanismo rabbioso , ma fuggente , spandeva oiriinqne mei 
di venire in Napoli gran quantità ai provinciali vendica-> 
lori dei saagne sparso net di precedente ; a taluni ai di« 
ceva eÌNngere da Salerno e aai dintorni di Napoli , ad 
altri dalle Calabrie, e ad altri ancora dalle Puglie: ^ve- 
sto avanao d* infame vigore di lingua , unito alt* attm é^ 
le lettere Hanche della l^osta, facendo gioco nelle animi» 
timide e rinv^se , sconfortava i buoni « e dav^ ardire a gfi- 
nif ni ed agii sceiterati. Ma il Re , che il vero ddJe cose 
conosceva ^ e che avrebbe potuto /per la conseguita wìU 
' toria so gli anarchici , annnirare quanto a Governo rap- - 
presentativo apparteneva^ non curando ouelle maligne dii 4 
carie é ^etle opere inette di propaganda , bandiva «na 
prodanuuione di un nuovo Ministero ; annnllando il mm^ 
gimraiare ^ epergiurai^re e dfsiruii^re già esisteale ; «d 
. assicurando ii fermo proponimento di proteggere la Coaii^ 
turione in lotta la eoa inviolabile integrità , dichiafova 
donarsi energiche provvidenze onde risalire alla vera ori- 
gino del già descritto colpevole attentalo. La vera orio- 
ne ò o^i palesa » ed è appunto auanto in qneste carte 
è maaimtalo ^ Guardie nazionali , Deputati , Ministri Irò- 



(1) Giovanni la Cecilia. 



72 

vàransi tutli uniti , non sole ad abbattere gli ordini eo- 
stituzionali , ma a volere col nome di Repubblica la rai- 
na e resterminio della nostra patria e dell' Italia ! 

Un decreto annunziando lo scioglimento della Camera 
de' Deputati , convocava pel dì «15 Giugno il riunirsi dei 
corrispondenti Collegi , per procedere alle novelle elezioni 
( cìrcortanza preveduta neir articolo 64 della Costituzione:); 
nn ordine del Comando^ Generale delle Armi della Provm* 
eia e Piazza di Napoli , dichiarante trovarsi la Capitale 
nello stato di assedio , il formarsi una commissione tem- 
poranea di pubblica sicurezza con Tincarico d' inquirire per 
tutt* i reati contro la sicurezza interna dello Stato e con- 
tro r interesse pubblico; ed il riconsegnarsi alla Sala del- 
l' arsenale tutC i fucili ed altre armi date dal Governo a 
coloro che facevano parte della Guardia nazionale di Na- 
poli , perche sciolto il Corpo ^ avendo fatto mal uso delle 
armi affidategli , con un disarmo completo degli altri cit- 
tadini , rallegrò gli animi di tutti coloro che al disordine 
avvenuto, non avevano presa parte ^ ed intimorì oltremodo 
là massa de^ sollevati. Queste disposizioni energiche , il giun- 

rre da Gapua e da Avellino altre truppe nella Capitale » 
ricèvere-gli arrestati, per magnanimità Sovrana, la li- 
bertà ^ rimette la fiducia nel pubblico.. 

Nel 17 Maggio la città di Napoli |è tranquilla ; la di- 
sciolta Guardia nazionale deposita pacificamente e personal- 
mente le armi , meno Qualche individuo che le invia, per- 
chè perturbato ancora d animo. Il nuovo Ministero costitui- 
to, è formato per óra cosi, il Principe di Cariati per la Pre- 
sidenza ed Affari esteri, il Cavaliere Bozzelli per llnterno 
ed Istruzione pubblica, il Brigadiere Carascosa , di già 
ììominato con lode, pe* Lavori pubblici , Ruggiero fev la 
Finanza e Grazia e Giustizia , ed il Maresciallo Prirtcipe 
d hchitella per la Guerra e Marina. La nomina di questo 
Ministero rende profughi al momento dalla Capitale tutti 
gli agitatori politici , che celati strettamente per cautela di 
timidezza si erano tenuti dopo il conflitto del giorno IS ; 
molti escono dal Regno portando ove vanno le notizie dei 
casi di Napoli cfòn una esagerazione indicìbile , non solo 
per bricconeria, ma per coonestare il loro lontano fuggire; 
altri si recano nelle Provincie , e nel giungervi allarmano 



73 

le popolazioni con quanta forza di propagazione è in loro* 
dicendo avere il Re tolta la Costituzione , e far marciar 
quantità di truppe verso le Provinde per fare in esse lester- 
minio stesso che in Napoli si era fatto, sospingendole così 
non solo a tumulti, ma a sollevazioni. II nuovo Ministero 
riunitosi ne^ susseguenti giorni , avùt' i rapporti delie Pro* 
vincie, per arginare al malanno e tenere in freno le po- 
polazioni, cambia molti impiegati settari messi dal Minf- 
stero Troya , ed opina di comune accordo del Re, il pronto 
richiamo delle truppe spedite in Lombardia (1) : a tal fine 
il Re fa paf tire per Ancona il Brigadiere Antonio Scala ed 
Il Capitano dello Stato Maggiore De Angelis per rìchia-< 
marie , ritenendo doversi badare pia al proprio che ali al- 
trui befae (2). . 

Le accennate stragi di cittadini e di soldati , da me de-* 
scritte con sincerità, e gli altri mali che' le seguirono, fu* 
rono in vero più da compiangersi che da raitimentare ; io 



«<1)-In cosiffatta condizione dì cose, il Be, che sopra ogni altro 
dovere tiene quello di provvedere alla difesa del Reame ed alla 
quiete e sicurezza de* cittadini , videsi costretto a raggranellare 
insieme T esercito . e far chiamare quella porzione di esso già 
partito per la Lombardia. 

(2) Quanto dopo quest' epoca è avvenuto nel Regno di Napoli , 
ed il ritorno deUe truppe guidate dal Generale Pepe sarà narrato 
in altro, opuscolo. Già è notorio non aver voluto il Re Carlo Al- 
berto per suo interèsse formare la lega italiana ; quìnd' i volon- 
tari AiroDO mal ricevuti ; non si volle' stabilire intelligenza alcuna- 
col Corpo d* armata napolitano , dicendo. % che nello stato dell«^ 
» cose , non si aveva bisogno della sua assistenza , che se le eoo- 
> venisse . avesse occupato* il Veneziano » abbandonando cosi alle 
sole sue forze isolate , senza base d'operazione , a 600 miglia dal* 
suo paese , nin Corpo di bravi , che avrebbe potuto coprirsi diglo-* 
ria. Questi son fatti , che nessuno potrà negare , e che T istoria^ 
saprà largamente chiarire : dai quali appariscono le mire di Carlo 
Alberto di far conquiste , le quali , al dire di Mazzini , dovevano 
essere nella sua mente da qualche anno , poiché è stampato nel 
Catechismo Mazziniano, che per guadagnare quel Sovntno' biso- 
gnava fargli crescere il desiderio , e dargli la speranza di fargli 
consegtiire la Corona d^ Italia j quindi risultava regolare la sua 
avversione di accordarsi con gli altri Principi , al magniUco fitie 
della indipindertza nazionale : ma chi molto abbraccia , poco 
stringe! 

G 



74 

le narrai tal quale sitcoedetiero a sola fine dì eontropun- 
tare il ciarlatanisav) del Ministro Pareto , (1) non che deU 
rallro Conte Mamianì , (2) i quali han provato ad evidenza 
all'Europa , che nei loro Stati non vi sono Governi che go- 
vernano , ma che vi sono Governi , che sono governati da 
orde di Demagoghi , ohe non vedono , non vogliono » non . 
sogDono che rovine e sfacelo, universale ; e sincerare colorò 
che ne; lessero )a descrizione nei Giornali periodici nazìo- 
nali ed esteri » snaturata di cause e di conseguenze , mas- 
sime nel CofUemporaneo romano, redatto dal Signor Pie*, 
Irò Sterbiai, che per aver preso a collaboratore il nostro' 
profugo Ferdinando Petruccelli^ capo delfanarchica fazione, 
dei 13 del Mondo nuovo e Mondo vecchio (3) dovrà avere . 
]e identiche dì lui qualità morali politiche. Ma però non. 
h men vero nello stesso tempo , cne M intrepido e de- 
ciso combattere delle truppe , cagionò la salvezza della 
Capitale , non che quella del Regno dalF anarchia e dal- 
1* esterminio in cui si voleva far cadere^ (4) Molf indi- 
vidui del Corpo diplomatico » terminata la battaglia , re- 
catisi dal Sovrano rallegraronsi della beli opei'a conse* 
guila » ed encomiarono nel tempo medesimo- altamente il 
valore dèlie schiere. Di questa comune salvezza esulta-* 
Tano in modo commovente a calca le popolazioni ^ ri- 
vedendo incolume il loro Principe , salutandolo con fe- 
stose grida, e con effusione di giubilo e di meraviglia. 
E lagrime di tenerezza versavano le truppe nazionali e 
svizzere nel rivederlo in mezzo di loro , quando uscito 
dalla Reggia passolle in rivinta nella piazza Reale , in 
quella del Castello , ai Granili ed a Portici* Da per tut- 
to , lungo il cammino festeggiato strepitosamente, rispon- 
devano gli applausi delle vie agli applausi delle finestre 
affollate di riguardanti. Improvisa festa e spontanea, nel- 
la qnale T ineolumità del Principe rallegrava, anche co- 



I 



[1) Ifinif ter^ Piesiontese eia caduto. 

i2) Alioisiero Romano ascn^ caduto. 

(B) LH(0BU U Gioroale il Tempo al N.® 11$ e si vedrà gìustili-^ 
osta quesu mìa proposizione. 

(4) Con ciò FÌsvita ad evidenza che P esercito è il più grande 
oHaeolo t^ progressi del socialismo» Catechismo Ma^iniano. 



7K 

ine siinbofó delF ùniTersàte salvezza. E le {>arole del Re, 
a quelli che calcandosi lo circondavano , erano pace t 
fedeltà alta giurata Costituzione ; esortando anclle ed tni^ 
pcmendo feddftà alla GoÉtitozione , in ud^ qualche voce 
plebea » che levavasi a contraditla. E le grida di tut«- 
V i soldati erano echeggfanti al Sovrano , (ttfesa eot 
propria' sangue deità Beai Pétsana , e della lègge Ce" 
stùuzianate dèi ÌO Febbraja : t due termini sagrì del 
loro gioramento. 

O voi che coockibati state intorno agP individlu del 
Ministero , che ha formato il programma de! S aprile; 
che volete comparire aomini liberi ^ comptrenderete cera- 
to , e cod ttie osserverete, die dopo la icata^trofe del 
IS Maggio » il Governa st vide obbligato a cangiare 
quel Consesso, che lo aveva fatto privo di ogfii forza 
agli occbi delle fiizioni : che cpiél programma era l^è^ 
spressioAe di un partila , il q^le camnkiando furt)aiiieatè 
tt «ùncessione ia concessane, era giunta fino al punta 
in cui la forza morate del Caverna era divenuta nuUa; 
} damorì delle strade , pia istigati die spontanei » ele^ 
▼atisi a tribunati , e dato ad essi ascolto dal ]\finiste- 
10 « avevaoo prodotta , ^he l* organizzaziooe dello Stata 
erwsi dfsfildta. (I) Quel prograomia ha lasciato netta na* 
fciotre napolitana la trista er^tà ond* è insanguinata: una 
pagina delia sua storia. No « mille folle no, dopa ci6^ 
che ei e passala » qael doglia noA poteva , ne dovevi^ 
pili aver torsa Ira noi : sono . troppo fresche ^ crudeli 
troppo e manifeste le sventure, che da essa ne cferiva'» 
Fono ; fra le mura di Napoli pia noìi deve iaferocirci 
1* ira ^ la devastazione , il vandalisma* Questa . cose il 
Capo éA Goverflo considerandole nell' isiesso giorno I3> 
maggio y cambiò quel Ministera che ne fti la éansa , è 
rium nuovi Ministri al suo Consiglio. Sovvenitevi q ra^ 
dicaii (2) a demagoghi > e ciò in appoggio al atiò espot* 

(1) L' tanò4zit>né hnpazleiite in se stessa , spinse i cospiratori a 
prendere H volo verso in sommità troppo avventaiameàte, quan* 
tunqae i precetti portavano di procedere \^t gradi y e non la-* 
sciar mai indovinare l' ultima Si^greto-* 

{^ Tanto è dire Radécaii , quanto lilttmtnati , uemJni dcli'^- 



I / 



76 

sto, ohe dopo pochi dì della formazione del Ministero 
a cui vi ligàste in accordo , cioè quello del 3 aprile , 
noD sola un disegno era formalo di disorganizzazione 
generale» ma che a capo di questo disegno vi stavano 
uomini cui il Ministero si lasciava sempre circondare , 
ed affidava le missioni pia delicate per mandarle ad e^ 
fetto ; i quali nella fatale giornata , ora descritta , al- 
fumente comparvero a portarla innanti , come pure nei 
sciagurati fatti posteriori di Calabria lig^ti con quelli 
di Sicilia (1). Che altre {>rnove potrebbersi produrre , 
onde dimostrare Y oprar giusto e conveniente del Capo 
del Governo nel dimettere quel Ministero? Che se è ve- 
ro , come voi dite di amar caldamente la patria , e vo- 
lete eh* essa sta prospera e felice , nella vostra giusti- 
xia , poiché gli uommi Itòeri non possono essere che 
jfiugU\ troverete utile di non far più motto su ciò che 
riguarda il Ministero del 3 aprile. (2) Premesse queste 



nione di Virtù , deKa Banda nera , Giacobini , Liberi Murato^ 
ri , Carbonari ^ Pellegrini bianchi , Liberali deHà Giovane ItO" 
Ha : tutti quesu di?ersi nomi non mostrano che la stessa cosa. 
li celebre Nodier , eonosciuto nella repubblica delle lettere , in 
una delle sue Opere confessa. a«ere appartenuto per qualche tem- 
po ad una delle sopra nominate società segrete ; ma visto di che 
petite si componeva , se ne allontanò affatto : esso nel dare il 
ragguaglio degl* individui che la formavano , si esprìme cosi : La 
% /mia di tutt* i nemici dell* ordine stabilito , qualunque esso sia, 

> ne faceva parte ; uuo sciame d* ambiziosi , senza talenti , le 
1 di cui pretensioni si accrescevano e s* irritavano in ragione della 

> loro nuHità , si accerchiava intorno a questi ; degli uomini 
t perduti per debiti , per costumi , per rìputazione , vili ributti 

> delle case di giuoco e della deboscia , vi si vedevano sem- 
9 p^ ; e qualche miserabile pur vi si vedeva , cento volte , 
9 più vile ancora dei già detti , che attendeva V occasione di 
9 vendere al primo potere che sarebbe venuto , la lista dei eom- 
9 plici , o delle vitume al prezzo di un oro infame e d' una 
9 sgnomlmosa impunità. 9 Questo è il vero quadro di tutte le 
società segrete! Allorché non vi è religione , morale^ ed onore 
la società fA trova senza cemento di nesso ed unione , essa 
non può j^liticamente sussistere , avendo internamente il ger- 
me del principio distruttore. 

. (1) Questi nomi sono talmente conosciuti , che ci dispenseremo 
nominaMi. 
(2) U programma del 3 aprile fu fatto esprcseamente per prò- 



77 

circo^tanaa verisiBiitie , che far doveva io quei prisii gictt^ 
dì il Mioislero , se noa quello che lece ? Epperò volen-- 
dofiì tenere nel suo dritto e nella sua ragione » prefe- 
rendo la legalità al rigore « di comune accordo col So- 
vrano , sciolse, la Camera elettiva ; cosa , comò la sto- 
ria ci ha iatto vedere « praticata altra volta in diverse 
parti : il rigore dettavagli che si fosse convocata la Ga-. 
mera dei Pari in Corte di Giustìzia , per chiamar!* a 
giudicare i colpevoli ; esso nel prescegliere la legalità 
a questa passo , evitò il riempimento delle prigioni ed 
il pors' in ceppi molta gente. Sarà da negarsi questo pro- 
cedere generoso ? (1) Poscia , agendo con una simile 
intensione , mise nel dì seguente della sua istallazione 
in libertà , coli* aprire le prigioni e ridonare alle fami-* 
glie quanti quarantotto ore prima avevano preso parte 
agli avvenimenti che insanguinarono la Capitale, (2) Indi 
non Tolendo recare alcun male alle persone , opinò an- 
che col pieno aderimento del Re , che con una misura 
di un potere eccezionale ^ si avrebbe potuto costringere: 
la parte esaltata della popolazione ad una inoifensiva 
neutralità , quindi la Citttà di Napoli fu messa nello siO' 
io d attedio ; circostanza avverata nella storia di mol- 
te altre nazioni. (3) Quali furono le opere non apprez- 



durre Y anarchia nel Regno , per abbattere la Dinastia regnan- 
te 9 per proclamare la repubblica , e per andare più innanzu 

(1) Abbiamo dunque fiducia nell'avvenire di questo Mìoisie- 
ro , e siamo sicuri che la ooncordia e la pace rientreranno 
neffli animi di noi napolitani. 

(2^ Questa generosità venne contrpcambiata , che non sì tosto 
i prigionieri misero il piede ftiorì delle prigioni, che il mag^or 
numero di essi cerco mordere la mano che loro ne dischiuse 
le porte : la grandezza d' animo fu chiamala eodaniia , la ge- 
nerosità timore! 

(3) Si è detto , che sotto il governo eccezionale^ ovvero nello 
stato d* assedio , Il domicilio del cittadino ùj impunemente vio- 
lalo , la libertà individuale attentala , commissioni straordinarie 
create, e gli articoli dello statuto manomessi. Ma che s'indi- 
chino di grazia I domicili violati , le persone della di cui libertà 
si è abusato; quali sono le conseguenze funeste sorte dalle coiih 
missioni straordinarie ? Se non hanno esistite ; in cpial modo 
gli articoli dello Statuto sono stali manomessi ? E su tali basi 



• ^ 



SI 



• Intesi a satisfare la data parola y poniamo 
da ultimo a stampa i documenti officiali re** 
latiyi alla rivoluzione ^ che un. pugno di au- 
daci eccitatori di lagrimevoli calamità , con- 
sumava nella prima Calabria ulteriore , di- 
scorrendo il giugno del 1848 — Leggendo 
in essi apertamente si vedrà con qual feccia 
d'uomini siamo stati alle mani ; come un'orda 
d'ingrati^ ribaldi ^ traditori^ senza affetto, né 
pace, sotto mentiti nomi di libertà, di uma- 
nità e di giustizia , faceva proponimento di 
rovesciare la legittima Podestà ^ ed eccitare 
le genti a sovvertimento civile. Né paghi a 
questo y volendo aver piena franchìgia di usare 
ogni maniera di attentato , nulla poneva da 
parte per abbatter quel tutto, che può im- 
pedire e rompere ogni nefando disegno, cioè 
le leggi umane e divine , sapendo , che elle 
si danno insieme la mano^ e si reggono per 

7 



sa 

un imiinarineako. Per io clie uopo è che li 
popolo conosca la natura de' suoi rigenera- 
tori , pronti a violare ogni umano diritto , 
barbari ^ feroci , à* ingegno indomiti , frau- 
dolenti y sanguinari ; e sappia chi son co- 
storo che cercan di adescarlo , quasi pesce 
air amo , con V esca ingannevole e pestilen- 
ziale di vantata eguaglianza» Laonde per gli 
enunciati documenti^ assai veridici testimoni 
dì un anno sfortunato ^ i presenti e quei che 
verranno dopo di noi, appareranno come una 
rivoluzione , priva di mezzi , dispotica , ese- 
cranda ) dair universale riprovata , eseguivasi 
da sciagurati^ cui falliva ogni modo di man* 
tener la vita; da perfidi caduti nel fondo della 
più degradata opinione. 



« *x'A/».^^ 




8$ 



ComiUUo Steondo — Ramo Difesa — PaUnno il SO del 1848. 
Cittadino Giacomo Longu' 

Qaesto Gomitato ad nnaniroilà vi ha nominato a sua cdm- 
ponente , e vi ha messo alla Sezione del ramo difesa. ^ 

Voi pei lunghi studi , e F affetto alla patria, per la so^ 
lerzia ed attività negli esercizi guerrieri meritate più d' ogni 
altro questo pegno di fiducia dalla Nazione.^ Il Comitato ve 
lo dà e voi lo consierverete con quell'ardore che sentite per 
no pegno così ca^ro. 

Pel Comitato, il Presidente 
V. Pantelleria^ 



Camitaie Generak in Palevmo — numJ^ 497. — Pakrrw^ i9 
Febbraio i848. 

SiGHOBS 

• 

Questo Comitato Generale lieto di accògliere nel suo seno 
un uomo adorno com'Ella lo è di tanta virtù patria, e mi- 
litar valore, ha nella Sessione dì ieri risoluto air unanimità^ 
che resti Ella aggregata al Comitato della Guerra , il quale 
proporrà la parte del pubblico servizio che debba a lei as- 
segnarsi. 

Con vera soddisfazione ci affrettiamo dunque a farle noto 



84 

eiò , cerio che Ella si adopererà con piacere ad assicarari 
nuiggiormeate la libertà di questa parte della bella Italia. 

/( Preiidente del Comitaio Generale 
RcGoiEac Settimo. 



ÀI etfHore — iignor tgnasio Mi-' 
botti in Palermo, 



Il Segretario Generale 
HiCOELB Stabile* 



CùMUato éi durra e Marina — Sezione /* num.^ 920 r^ 
Oggetto «- 8i partecipa la nomina é* Ispettor generale ed Orga-^ 
niMMaior0 dello JStercito NazionaU -^ Palermo Si febbraio 4848Ì 

Cll-TADfflO tGKAZtO RiftOTTt 



Questo Comitato « dopo deliberazione del Comitato Gene^ 
tale t emessa nel 19 corrente , ti ba nominato ad Ispettore 
generale , ed Organizzatore dell' Esercito nazionale , e di col-* 
laboratore alla Presidenza di Gnerra e Marina. Notissimo 
per Tirtù cittadine e guerriere % e distinto per mente e cno^ 
re egregi > meriti questo pegno della nostra fiducia » che sa^ 
prai mantenere per renderti più glorioso* 

Il Presidente 
Riso 
M Cittadino Ignazio Ritolti, U 

speltor Generale ed Organiz^ 

Malore deU'Eeercito Nazionale t 



./• 



8» 



Napoli 24 FMraio 4848. 

GaBO Rim>TTI 

Arrivai ieri* Ti scrissi da Civitavecchia cotne «io mi vi 
trovassi fermo per quattro giorni , mancando occasioni per 
Napoli 9 e non potendo più pel momento ripassare per Ro* 
ma. É pur arrivato La Cecilia ieri sera. Qai bo trovalo mot- 
ta cordialità in codesti amici. Vidi quasi appena arrivato 11 
giovane Beatrice 9 amicò assai candido ed ardente. A Roma 
lasciai Masi e Montect-hi molto amici nostri , come lo e ta 
1)60 prevedevamo , conoscendoli pe^ migliori del Ivogo. Sono 
Indeciso 9 e sarà dopo considerazioni di circostanze , che si 
sviluppino in codesti giorni , se lo risolva di ragginngerti sii^ 
bito» od un po' più tardi. Vorrei pur vedere se possa alcira- 
chè con codesti nostri 9 che mi pare non ripugnino a trat- 
tare in comune le cose del Paese , ond^ ò sistemare un p6 
accuratamente alcune vedute di urgente necessità , qnali^ re«« 
clamano le vertenze dolorosissime colla Sicilia , ed un aiìda-* 
mento di faccende qui assai poco rassicuranti. 

Tu sai 9 ed ognuno che abbia trattato meco di principi ,' 
e di mezzi , sa se io sono fortemente per F unione , peroti^ 
mi ila di spina dolorosissima la necessaria . . • « . trippa* 
fatalmente ^costituitasi della tendenza della Sicilia ; ma più? 
che per r unione organica , io sono per te cwic^rdia , giac-» 
che spezzati tutti i vincoli dei cuore tra le due popolas^onlt 
lo veggo due danni in vece di un solo, ed il danno di for**: 
ma che i tempi potrebbero carezzare , se per vie pacifiche' 
e d* intelligenza oggi si stabilisce , in caso diverso incorreg- 
gibile se radicato nelle discordie 9 e scritto a carattere di- 
sangue* Ciò però debbo dirlo è sentito da' nostri amici ugual** 
mente che da me 9 ma qui è grande sventura che la rlvo^ 
luzione non è fatta , che tutto è ancora «elle mani de' ne- 
mici deir ordine nuovo di cose ; che se lo non mi sbaglio 9*' 
tutto è anzi assai astutamente maneggiato da loro. E non 
vedi che la parola unione è in vece il mezzo pel quale si: 
accrescono le discordie « si rendono im^ondliahili codeste due 
parti di Sicilia ? Che i Generali Nunziante e Landl Insang ut-* • 
nati (?), si mandano alla opposta estremità del Regnoy'al co- 



86 

mando delle due principali forlezze Gaeta e Gapua » che al 
primo moto d' invasione Austriaca nel centro , basterebbero 
a costituire una base d* operazione sicura ad una seria rea- 
zione nel mezzogiorno ? La Truppa a Reggio, speditavi di 
fresco che mi si dice sono pure per me un che non total- 
mente eterogeneo a vedute d* opportunilji occasionarla. Spero 
che tutto debba andar vano , poiché mi pare che i tempi 
sono nostri , e la fortuna possa a nostra prò , più che il sa- 
pere de' nostri. 

. Sii però conciliativo , e fa intendere agli amici in Paler- 
mo che qui l' opinione de' pensanti , è contraria al Governo 
io tutto che non sia ij»rito d' accordo , che essi ben' intendo- 
no 9 che non solo è assurdo ma sleale , ogni atto di ostiliz- 
zazione alle esigenze della Sicilia , che qui ed in Italia tutta 
peraltro è sensibile il dubbio che le glorie. Siciliane possano 
siacearsi daUa Storia nazionale. Ed io ti dico il vero che qui 
fo il fortemente indipendentista Siciliano , come a Palermo 
cercherei temperare su i frutti della vittoria , che resterà 
tanto più bella e pura , quanto meno municipale. Quanto 
siamo stati sfortunati nel non poter partecipare a' fatti Sici- 
liani ! Se fosse ciò stato , forse avremmo avuto alcun titolo 
alla fiducia , e dair uno , e dall' altro lato a rappresentare 
lo spirito di concordia primo fondamento di unione. Del Re, 
de' Santi , Platina e molti che io ho veduti ieri sera com- 
baciano precisamente nel credere ciò eh' io ti esprimo ; e vor- 
icei che codesto pattò di concordia qualunque sia , passar 
dovesse trattato da italiani con italiani » e non per l' inter- 
mezzo odioso di stranieri f. qualunque dessi sieno » sempre 
malaugurati maneggiatori di cose nostre — Abbraccia gli 
amici che di me si ricordano » se pure i desideri e le spe- 
ranze ancorché per lungo tempo trattate abbiano titolo di 
ricordanza , dopo i fatti che superarono ogni speranza ! ! 
Soprattutto plesso quelli che ne li compierono. 

T' abbraccio — Aspetto lettere di Montanelli che m' av- 
visino cosa là s' abbia deciso intorno ad un mutamento ed 
organizzazione y che sembrava ormai essere in sufficiente di- 
sposizione. 

Collegna avea avuta incnmbenza di visitare e determinare 
1 lavori di fortificazione alle frontiere To . . • ultimamente 
a Castinelli molto amico mio e . • • di Luigi ; ed insiste 
sempre perchè a caso d'organizzazione di truppe tu debba tro- 
varti In Toscana , punto assai bisognoso d' uomini di capa- 
cità e d' intraprendenza militare. 

Da Gama pare doveva partire truppa pei confini ; vi ci 



87 

sono due campi , si diceya V ano a Faligno , i* altro a For- 
lì. Forsechè noa era fuor di pensiero lo scopo d* imprime- 
re anco sulle Provincie romane Qhe erano assai incitate dalle 
nnove costituzionali degli altri stati e pei ritardo della Co- 
stituzione Pontificia. 

Sono il tuo 
Ni cola. 

P. 5. Bandiera tricolore e divisa nazionale romana ; l'el- 
mo più leggiero , ma elmo. 

Vedi Giorgio GraiTetti e Tomaia , digli che Platina l' av- 
visa per ora impossibile il di loro desiderio. Pazienza tutto 
andrà bene. 



Comitaio di Guerra e Marina — Sezione ^Z 2\r/ 999 -« 
PaUrmo 28 Feh^aio 4848. 

Cittadino Risotti 

Questo Gomitato avendo un debito di affètto a soddisfare 
verso r inclita Messina che nelle attuali emergenze ha tutto 
il dritto di chiedere il soccorso dalle ciltà sorelle , ha riso- 
luto , che ti rechi a combattere in quel luogo , togliendo lo 
incarico della direzione dei lavori che ivi saran d' uopo per 
la espugnazione della Cittadella. La tua prodezza darà prove 
novelle , ed il tuo nome sarà fregiato di nuova gloria in 
una missione di così grave momento , e da cui dipende la 
salute della Sicilia j che è salute d' Italia ancora. 

Jl Presidente 
Riso 
Ài Cittadino 
Ignazio Ribotti 






$8 



CùmUfUo di Guerra e Marina — Seziofu /.* num." J032. — 
PaUrmo 4."" Marzo i848. 

Signore 

£ mefilieri accreditar presso lei il Cittadino Colonnello Si- 
gnor Pasquale Miloro spedito costà con una Squadra di quat- 
trocento armati , e cento artiglieri , collaborato dal Maggio- 
re Giordano » onde difendere in cotesto teatro di guerra , la 
«tanta causa comune. 

Il PreiidentB 
Riso 
JW Egreqio Cittadino Ribotti U 

spettor Generale dell' Esercito 

Nazionale in Palermo. 



Messina 2 Marzo i848. 

Giunto appena in Messina , secondo gli ordini ricevuti , mi 
son portato a questo Gomitato e sono stato affettuosamente, ed 
onorevolmente accolto — Ieri ( 1/ Marzo ) visitai tutte le 
liatterie di questa Città , e sono intimamente e profonda- 
mente convinto « che non po'easi fare né di meglio , né di 
più; sono anzi rimasto sorpreso che si sia potuto far tanto 
senza truppa regolare , e certo nessun' aomo assumerebbe 
r impegno di fare altrettanto in simili condizioni. I punti 
sono scelti secondo le regole dell' arte: le artiglierie sono di- 
sposte nel miglior modo possibile per produrre T effetto mag- 
giore sulla Cittadella e sul S. Salvadore , unici Forti che 
rimangono in mano del nemico. Su de* quali Forti non biso- 
gna farsi delle illusioni : essi son tali che militarmente par- 
lando , tutta la Sicilia riunita , non ha mezzi di guerra suf- 
ficienti ad espugnarli. Ciò che contro ad essi è stato fatto , 
e ciò che si sta facendo è veramente mirabile , e la lode s' 



89 

deve in gran parte alla dottrina » alla saviezza , air ordina 
del bravissimo Longo, coadiuvato dagli ottimi Porcelli, Sca- 
lia, e Minutelli , non che dal coraggio veramente eroico di 
l)uona parte della Forza armata del popolo. 

I Cittadini , per quanto ho potuto conoscere in tre giorni 
sono ottimamente disposti : essi sono prontissimi a compire 
qualunque sagrifizio : essi vedono con piacere innalzare della 
iMilterie y le quali non possono che attivare il fuoco nemico 
nel bel centro della Citta : nessuno si duole de* danni soffer- 
ti , e sono molto gravi. 

Dalia parte del nemico a me pare probabile uno sbarco : 
se questo disegno non avesse , non avrebbe radunata tanta 
Troppa in GUadella. 

Lo sbarco non può certo aveir luogo sulla marina della 
Cillà , ma sì bene verso il Ringo a Settentrione , ' o verso la 
Scaletta a njjBzzogiorno* 

Non sarebbe conveniente , nò si hanno mezzi per stabilire 
batterie lungo i due littorali, ma è necessario concentrare 
delle forze in diversi punti , perchè sostenuti da qualche 
pezzo di campagna $ possano accorrere là dove ò il pericolo. 

Crederei quindi indispensabile i seguenti provvedimenti. 

1. Raccogliere qui le forze non solo- di Messiùa , ma del 
reato dell' Isola. 

2. Spedire subilo da Palermo 6 cannoni da 4 di monta- 
gna colla corrispondente munizione. 

3. Nominare un capo di tutte le Forze mobili. 

4. Spedire qui appena fabbricate bombe da otto e da 12 
con la polvere che giornalmente potrebbe aversi. 

5. Spedire immediatamente i due mortai da 12 eh' erano 
sulla batteria di S. Pietro nel Forte di Castellammare. 

In somma persuadersi , e convincersi , che qua si decide 
la Guerra Siciliana , e che egni m^zzo materiale è sempre 
poco per la espugnazione delia formidabilissima Cittadella. 

Io rammento codesto Comitato Generale ciò ch'egli sa be- 
nissimo : che r unica volta che la Cittadella fu presa asse- 
diavanla 30,000 uomini di troppa regolare con SOO pezzi di 
artiglieria , e V assedio durò tre mesi. Il coraggio Siciliane 
ha superato ostacoli grandissimi , ma da esso non si può 
pretendere T impossibile. 

Noi lunedi tenteremo di fare sloggiare il nemico dal forte 
SS. SaWadore , mentre gitteremo un 1200 bombe in Citta- 
della. La Città sarà probabilmente soggetta ad un terribile 
bombardamento , ma il popolo è disposto a soffrir tutto per 
la causa della Libertà Siciliana. Ignazio Risotti. 

8 



90 



V 



8 



Comitato di Guerra , Marina e Sicurezza Interna del Vallo 
di Messina — Messina 5 Marzo 4848. 

Signore 

Questo Gomitato conoscendo s;li alti servigi che Ella ha 
prestati alla cansa Italiana , e lo scopo della sna venuta tra 
noi , la invita a volersi compiacere di far parte di questo 
Comitato di Guerra e Marina. 

Ella gradirà questo nostro invito » e agevolerà coi sUoi 
lumi il compimento della Italiana vittoria. ^ 

Il Presidente 

D. PlRAINO 

Il Segretario 
G. Lafariha 



Al Signor Ribotti Comandante 
le Armi in questa. 



Comitato di Guerra , Marina «- e Sicurezza Interna del 
V(dlo di Messina — Messina S Marzo i848. 

Signore 

Questo Gomitato volendo rendere nn qualche tributo ai 
somsai lavori da lei fatti per la causa Italiana, si onora no- 
minarla Gomandante Generale le nostre armi. 

Ella potrà mettersi da questo momento nella nuova cario- 
ca , nella sicurezza che accetterà di buon grado la nomina 
che le abbiamo fatta. 

Il Presidente 

D. PlRAlNO. 

/( Segretario 
G. Lafarina. 
Al Signor Ribotti Comandante 
le Armi in questa. 



91 



10 



Conùialo Generale in Pdenno — num.^ 830 — Palermo 7 
Marzo i848. 

Signore 

Questo Gomitato Generale ha letto con vivo piacere il det- 
tagliato vostro foglio del 3 corrente , dal quale ha apprèso 
con sua piena soddisfazione le sagge disposizioni da lei da- 
te » e per le ostilità contro la Cittadella , e per l'attacco del 
Forte del SS. Salvatore : disposizioni che confermano sem-. 
preppiù r opinione del suo militare ingegno , e della sua ala- 
crità per tutto, ciò che tendb alla libertà italiana. É altresì 
ben lieto d'intendere noveflp prnoye della bravura dell* e- 
gregìo signor Longo , e de'iignori Porcelli , Scalia « Minu- 
telli ed altri , nonché dei vdlì^re » e dell' entusiasmo de'pro- 
di Messinesi. \ 

Circa a' provvedimenti da lei richiesti , sembra di essersi 
già dati con le due spedizioni già eseguite , e con gli aiuti 
che Trapani , Milazzo ed altre Città hanno inviato. I due 
mortari si manderanno con una terza spedizione che si spe- , 
ra non lontana , accompagnandovi quant' altro vi potrà. E 
per la nomina del Capo di tutte le forze mobili , questo 
Comitato Generale la deUqa a lei di accordo col Comitato di 
eotesta. 

In somma se roi tatti spinti dal più nobile impegno , ga- 
reggiate in valore e prodezze » questo Comitato dal canto 
suo 9 e tutte le altre Città di Sicilia , non lasciano mezzo 
intentato per secondare i vostri generosi sforzi, e per veder 
salva Messina > che porta seco la sàlf}ezza di Sicilia tutta. 

Pel Presidente impedito il Segretario generale 

M. Stasile. 
Signor Ignazio Ribotti Ispettor 

Generale Organizzatore del-- 

V esercito Nazionale. Messina. 



,92 



li 



Palermo iS Marzo i848.- 
Mio Caro Coclite. 

Dalla tua missiva vedo che incorrerai a conoscere in qua- 
le situazione ti trovi, e tutte le volte che ti mostrerai con- 
tòguente a te stesso non potrà mancarti un ìellce avvenire ; 
ma bada di essere fermo nel tuo proposito , quello di stu- 
diare y e leggere moltissimo , lo te lo raccoiKiando , e' fer- 
mamente. 

La venuta dd Principe Mantovano che tu ignori » il mo- 
tivo di sua presenza io Io sapea sin da quando venne qui' 
In Palermo , e non so il perchòp si trovi costi , io lo erede-^ 
ta in Calabria ! qualunque sia ciò dev' essere per te un mi- 
eterò , a suo tempo vedrai leèose come dovrebbero andare ^ pa- 
zienza f e coraggio* Iddio è con noi (1). 

A questo momento vado a scrivere al nostro Porta per 
fare giungere allo stesso tue e mie nuove , giacché deslder 
rava sapere se tu eri in Messina; ciò potrà molto giovarti a 
suo tempo , e gli dico che il Colonnello Longo ha molto gra- 
dite le lettere di Fabbrica. 

Noi in famiglia tutti bene , riceviti il bacio del cuore , 
e dandoti la patema benedizione , prego Iddio che ti feli^ 
citi come il mio cuore desidera. 

Tuo Padre. 

P. S. Mi dici che costi si grida viva ! Fratelli Napolita- 
ni f e Calabresi , ma io non conosco il significato; io credo 
che questi erviva siano per quelli del progresso , altrimenti 
sarebbe male* Tutti ti salutano. 

I miei rispetti al sig. Fardella , e Ribolli in segno di 
gratitudine. 
Al Signor Coclite Maiarot. Messina, 



^ — ■ ■_.. t-.- .. _._i __ijijj_ 



mÉ^^^^tm^ti^m^^W •! f ■ 11 1 II WÉfc^rfMii*^M^I—^M^a^hi^i^^i^^M>n^*i^Mi— — *l>wl>rfhi*i*»i^P 



(I) Fin d' allora si cospirava nelle Calabrie per riunirsi alla 
Sicilia. I docunienti palesano chi sia il Principe Mantovano^ 



d3 



12 



Comitato GefMràk in PàUrmo — ntim/ 954 — - PaUnm 44 
Marzo 4848. 



SiGnoaB 



GratiMima ci è arrrlvata la ToMrs lettera del di It cor- 
rente, e noi non possiamo che riconfermarci sempre più Del- 
l' ammirazione sincera pe* ìwstri talenti militari , e per le 
nobili qualità cbe vi adornano. Se le armi nazionali non han- 
no finora ottenuto un pieno trionfo in Messina y quanto si è 
operalo y basterà certo a mantenere , ed accrescere al vostro 
nome una lunga e meritata riputazione , e cingere di nuovi , 
allori la Sicilia presente , ed affrettare il compimento deUa 
nostra santissima caosa. 

•Pél Preiidente impedito < 
Il Sejgretario Oeneràt» , 
Ik. Stabile. 

M iignon Ignazio Ribotti J- 
spettare e Comandante Gene^ 
rate delle armi in Messina^ 



13 



Comitato Generale del Vallo di Meeeina — Jfeistna if8 Mar- 
2o 4848. 

SlGHOR GOLONIIBLLO 

Questo Comitato Generale nella sua Sessione di ieri sera , 

ha nominato Lei a membro del Comitato di Guerra in questa: 

Ed io con massimo piacere lo comunico a lei » per la de-* 



» 



94 

bita intelligenza , e per mellersi in esercizio della sua carica; 

il PreHdenU 

D. PlRAfMO* 

M signor CoUmneìlo D. Ignazio 
tUbom in questa. 



14 



Binxìone Generck détte Artiglierie — ntim/ 6 — Ailermo 27 
Marzo 4848. 

Con piacere le partecipo , che dietro mia proposizione , il 
Comitato Generale ndla tornata del di 24 corrente , ad una* 
nimità di roti , F ha nominato 1/ Tenente di Artiglieria. 
Ella quindi si presenterà al signor Colonnello Orsini Coman-- 
dante di Artiglieria nel Vallo di Messina , per prendere i di 
lui ordini. 

il JDtrellorv QtMtiAe f. 
Giacomo Lohgo Colohhbllo. 



iignor Errico Pisano 4. "" Te- 
nente dM' ÀrtiftUsria Nazio- 
nale. Messina. 



15 



Ministero ddta Otterrà e Marina'^ Ripartimenio di Guerra •— 
Sezione 4.^ — num."" 4SS6. Palermo 30 Marzo 4848. 

SlGHORE 

Ho disposto che ella venghi eletta a Comandante Superio- 
re delle Truppe di tutto cotesto Vallo , a quale oggetto , ho 



9S 

scritto al Presidente del Comitato Generale , al Direttore del- 
l' Artiglieria Orsini , ed al Direttore del Corpo d' ingegneri 
di cotesta signor Galona » perchè Ella venga riconosciuta 
nelle sndette qnalità. 

Nel prendere il comando della Troppa » si metterà in cor- 
rispondenza con cotesto signor D* Domenico Piraino Commis- 
sario del potere esecutivo , dal quale direttamente dipende- 
rà , e col quale si metterà in relazione , nella inteUigen- 
za che non dovrà scrivere a questo Ministero » se non per 
mezzo del suddetto Commissario. 

. il mniitrm 
Riso. 
M signor Diretton ConumianU 

Superiore détte Truppe dei 

VaUo di Messina. 



16 



Comitato di Guerra , Marina t Sicurezza InUma del faU0 
di Messina — Messina 2 Aprile 4848. 

SlONORB. 

Dal Ministero della Guerra e.Mavina mi viene scritto quan- 
to segue : 

« Signore. Questo Ministero ha creduto regolare destinare in 
ootesta il signor Ribotti nella qualità di Comandante Supe- 
riore della Truppa di cotesto Vallo , e con questa qualità 
dipendere esclusivamente dagli ordini di cotesto Commissario 
dei Potere esecutivo signor Piraino. 

« Gò sia per sua intelligenza ed uso di risulta. Il Mini- 
stro — Riso » 

Ed io te comunico ciò per la di Lei intelligenza. 

Il PresidenU 

R. OifOTRxe. 
M signor Ignazio Ribotti Co^ 
mandante Superiore detta Impc- 
pa del YaUo in questa. 



9« 



17 



Uetiina 3 Àprik 184S. 

Fra t dispacci rkerati ieri da Palermo , ebbi li piacer» 
di leggeije il qui accluso , col quale & E. il Ministro della 
Guerra e Marina annunzia a V« S. la promozione al grado 
di.l. Tenente; ed io mi affretto a trasmetterglielo per mez- 
zo dj^l^À^^or Maggiore Rosolino GajjMce. 

Son certo cbe questo segno di atima nazionale infiammeià 
ognor più il suo nobile cuore neir amore santissimo della 
patria ; e mi auguro che le si offriranno presto occasioni di 
moritere gradi più luminosi. 

La prego d^ miei rispetti a S. E. T ottimo suo genitore ; 
stia sana.-- 

P. S. Mille saluti a lei e a S. E. il Papà dello scrivente 
Segretario Achille Cavaliere Castagnoli. 

Il CciomMo Direttore GenéraU deW Artiglieria 

VutOERZo Giomnixo Oasini. 

Signor Tenmte iViouo «- Adarmo 



18 



Comofulo Generak MOiiare dd Vatlo di Bkaina — Me$$iM 
St Aprii» ¥848. 

SlOHOtS 

Ninna cosa nell' intero eorso del mio viver mi era giunta 
tanto gradite , quasi al punto d'inorgoglirmi, quanto la fiducia 
elle il Governo Siciliano mostrava riporre in me allorquando 
m'inviava in queste inclite citte » air oggetto di ordinare te 
truppe nazionali di Linea » e la^Guardia Nazionale » ed al più 
difllcite ancora di provvedere alla guerra patriottica , che in 
queste appunto più che in ogni altra città di Sicilia ha avuto 
ed ha tuttora luogo. 



Ed a tanta fldnela docoine ho rispoito «od lelo ed attirila 
Uno ad oggi y correi por proiegiiire a rispondere , o signore» 
ma mi è del tatto impossibile. E prima di ogni altra cattsa* 
quella di salate , mio malgrado , m'impediscono di far sacri- 
fltio, si come vorrei , di ogni ora di mia vita. A questo pri- 
mo motivo tutto individuale , molti più rilevanti e che ri- 
guardano Il bene generale se ne presentano , che uniti a quel 
primo , concorrono a forzarmi ad una rinuncia di tanto ono- 
revole incarico. Tale è più che ogni altro » la mancanza di 
subordinazione osservabilissima nelle squadre , le quali seb- 
bene truppe non regolari > pur tuttavia ne tengono le veci. 
Si aggiunga a questo i disordini cagionali dalie stolide pre- 
tensioni di molti t direi quasi de' più , la non carenza dei 
capi alFadempimente di quanto loro viene ingiunto; presun-^ 
zione illimitata » e quindi difetto air osservanza di ciò che 
è dovere e perfino de' principi di buon senso , e di educa- 
zione ; e tanti altri che molto lungo sarebbe V enumerare. 

Di mezzo a cotanti ostacoli , il solo più ardente , le in- 
tenzioni più giuste i il più vigoroso earaltere , deggiono di 
necessità tornar vani; e questa inutilità , io , o Signore; 
col massimo dispiacere , ho dovuto provarla. 

Le speranze quindi che Sicilia volge sopra di me potreb- 
bero andare incompiute , ed io non debbo , noii voglio che 
per un solo istante ella debba stare in forse della sua fe- 
licità. 

Si compiaccia ella adunque , o Signore , di esporre a S. 
E« il Ministro di Goerra e Marina queste mie riflessioai , q 
coerentemente ad esse , lo supplichi ad esonerarmi dall' o- 
norevole Incarico da me finora sostenuto # e che da questo 
punto rinuncio. 

Il Cùmandemte GmettAe 

RiBOTTI 

il iignor Conmessario M pe- 
ter€ Esecutivo in fue$ta. 



98 



19 



Comanio Generale IKUan M Failo di Messina '- Miet$i- 
naU té ÀftiU 4948. 

Nella tema ehe per via regolare oon poies^ pervenire al^ 
TE* V. questa mia, ardisco dirigerla dii^tlainenle. Sarà 
la prima #4 idiima volta cbe avrò dimenticata la subordi- 
nazione , e r £• T. me ne vorr^ Are sensato. 

Onorato nel modo più lusinghiero per Io incarico cbe il 
Governo Sieiliaao mi assegnava in questa Città , io mi vi 
recava colla viva speranza , e 1 (ermo volere di fargliene 
pel mio 2EeIo e per le mie fatiche dimostrata la più alta gra- 
titudine. Vi giungeva , e dava tosto opera a ciò che io do- 
veva* Sai mio principiare la poca ordinazione d^lle squadra 
armate m' impose di adope^armivi » e dopo qnalcbe sforzo 
riuscii ad avere in esse quanto poteva desiderarsi per V at- 
tualità che veramente in modp provvisorio tengono le veci 
di truppe regolari , obbedienti quindi , ed animose alla fa- 
tica. Si dio più tardi opera al volontario arrollamento , e 
corsero niccome corrono ancora volenterosi i giovani della 
Città e del contado ad allistarsi » di modo cbp compiati già 
sono due Batlaglioni , e isolla massima celerità v^nno com- 
piendosi gli al^ri. 

Ed ora nelle squadre e nei volontari massimo ò Tordine a 
la subordlnaziooip* ]^ quesH'ordine era pnranche ne^primi tempi 
fra coloro che alla somma delle cose militari presiedono. Più 
tardi» e adesso precisamente» quell'ordine yenne a mancere. Lot- 
tai quindi colle pretensioni, coi puntigli , col difetto di buoa 
senso 9 nò me ne dolsi ; i miei sacrifici erano chiesti dalla 
Sicilia » e animoso io li compieva. Afe ogni mio sforzo tor- 
na vano 9 e quel che è più quasi disanimato non trovo più 
via che mi resti a battere per ricondurre V ordine e la su- 
bordinazione. SV» Eccellenza , lo dirò col massimo dispiace- 
re 9 e non senza Tergogna di alcuni ; la subordinazione cui 
non hanno durato fatica a sommettersi i giovani volontari , 
la subordinazione dico , va quasi dimentica da coloro che 
educati alla disciplina militare sono in capo dessi obietti i 
più rilevanti. Non sarò a ricordare 1 casi giornalieri nei qua- 



99 

li al oHr^assuno i Untiti delle proprie aUrilrazjanl , e Uno 
ooUa preteostone di averne la ragipne e il diritto; non sarò 
a dire degli arbitri clie troppo longamente dovrei trattenera 
V E. V. 'r msi ^l<> un fatto io eiterò e quanto appieno com- 
provante le me asserzioni V E. Y. giudiciierà. 

Da codesto Ministero di Guerra e Mafind mi venne fatto 
rimprovero perchè non esercitassi le funzioni di Presidente 
al Consiglio di dilésa in Messina dietro che a ciò portava' 
un ordine espresso del medesimo. A pordil in perfetto ac- 
cordo colle antofità da 6ni dipendo e per non recare dispetto^ 
ai cordponenti di detto Consìglio col reclamo dei miei diritti 
jt presiederlo , mi posi in relazione' col signoìr Comn^issario 
del Potere Eseeatiiro , e dietro una conferenza con esso , f Ot 
ftabilito lo scioglimento temporaneo di detto Consiglio-, al* 
teso la sospensione d^ armi atola liiogo in Messina con re- 
ciproca intelligmaea nostra , e dei regi ^ per convocarlo p6rò^ 
di bel nuòvo sotto la mia preaidenxa » ove il biaògtto to 
avesse richiesto» 

In consegi^enza ne diressi oflkio aT Consiglio tfnpef iortnen^- 
fé indicato , il qaald conoscendo I miei dritti a pre^ederfo,- 
avrebbe dovalo chinare il capo , tanto ptù che F istesso mìe 
nilido assicuratalo nessun danno sarebbe protenulo da una 
so^Bsione di esso ^neramente temporatiea. 

La risposta die i^e ebbi t Non ne darò gldditio, ma solo 
nna còpia , e TE. T. polrà^ trarre induzione sulla subordi- 
nazione di quegli stessi escati alle armi; 

» Nel ricevere il suo ufficio ho riunito il C«nsij;Uo di Di- 
» fesa eie. 

» Esso Consiglio alla unanimitàc considerando 

)» 1^ Che la sua corpposizione è avvenuta previo ordine e 
m nomftiafe invito ; deliberato dal Comitato di Guerra ; e 
» che però non può essere disciolto se non se previo V or- 
» dine deUe stesso Comitato , o deli' Autorità, che lo ho so- 
)» stituito^ 

)B 2^ Che essendo il Consiglio sodetto stato riconosciuto dal 
> HBnistro della Guerra in tutte le varie incombenze , e da 
« quello approvata ,. non può cessare il corso delie sue rìu- 
» nioni se prima dal? Ministero non: si emanano gU oppor- 
« tuni ordini. 

» 3*' Che i componenti il Consiglio e9sendo> liberi^ eittai- 
» dini 9 e militari devoti alla patria , non erodono potersi 
» condurrà innanzi le attuali operazioni di guerra , sema 
)» un pernaneate Consiglio di difesa. 

n Sopra tali considerazioni ha deliberato di coatiottare la 



100 

)i 9me iediile , e consq^ente a le stesso , la iovila » quando 
3» le piaccia» a presledélHo. Il Presidente eie. 

Posso io mal sperare di soddisfare ai veri bisopAl « allo 
giosle inchieste di Sicilia , al grave incarico aflldatomi t 

Dietro tale esposizioni di cose V E. V. mi permetteri di 
aggiungere alcuni altri riflessi non meno importanti. 

Le cose di Sicilia prendono un andamento di lentezza in* 
definibile; e questa lentezza pare dovea subire un maggio- 
re aumento dietro la sospensione di armi superiormente in- 
dicata ; la mia opera quindi in. Messina si riduce a cosa di 
picclolissima entità cui può benissimo provvedere altra per- 
tona ; e quanto fosse più rilevante non mancano gli abili a 
poterla sostenere. 

In questo mentre le cose d' Italia vanno progredendo la 
un modo meraviglioso. La gran causa dell' Indipendeza Ita- 
lica chiama a se tutti gl'Italiani. Solo io resterò sordo allo 
invito , jMghittoso in Sicilia , come non esisto pel resto d' I- 
laliaT 

V £• V. non può non convenire che il mio sacrificio , 
restando Inoperoso , come toma vano a Sicilia , può to- 
gliere un braccio a tutta Italia. I miei desideri » le . mie 
aperanie » la mia vita , tutto va assorbito nella Idea del- 
l' utile per la patria terra. 

Mi si togiieiA di poter ademptere un bisogno? Noi eredo. 
Eccellenza , in viste adunque di quanto ho esposto , calda- 
mente lo supplico ad esonerarmi dallo Incarico aIBdatomi in 
Messina. 

Moia figU a SiclUa possono del pari e coodegnamente 
stènerlo. 

DeU* E. V. 

Orni. Det. 06N. S$rw> 

RxiOTTt 



20 

tkreoM 2 Mbggio. 
Mio Caro Eurico 

Blsoontro la tua gralissima lettera or ora arrivata. Io è 
Carlo abbiamo preso ì nostri posti sul Vapore Vesuvio. Non 
il dico delte nostra noia » mollo più che ci vedtemo trascu- 



101 

rati in tm nodo tutio veramefUe di$piae$ì>ùU. Qai questo ge-> 
nio di Uffiziali , e volontari stanno dispiatciutissimi non ve* 
dendo Riletti , mentre credono non vi fosse mai stata Tidea 
delia spedizione di Calabria , e che il Ministero li ba man- 
dato a villeggiare in Melazzo per toglierli da Palermo. Qae- 
8to solo ti ^sta per farti conoscere la nostra posizione. la 
Ite continai segnali telegrafici y e Intanto non ricevo alcuna 
risposta. Non posso partire perchè aoUanto la mia presenza 
mantiene ancora riuniia tanta ofen^e disgnstatissima. Non scrl-> 
vo a Ribotti perchè mi pare che non abbia il tempo di ri- 
spondermi. 

L'aggiornamento d^lla spedizione mi fa temere molto della 
Imana riuscita della stessa. Non debbo aggiungerti altrp^per 
la roba che devi portarmi quando che sia che si dovrà par-^ 
tire ; soltanto dovrai raccomandare a Moogano di raccogliere 
la restanto roba » i libri eq. ec. » e conservarli. Addio Er- 
rico mio abbracciami Giovanni, Mulfariy Moagano, ^calia ec 
ec. Tanto e tanto cose affettuose a Ribotti. Addio, abbrae* 
clami. 

GUCOMQ 

ÀI $ignor Errico Piionf in Pà^ 
Ittwiù» 

À Bordo a Toiwoio 3 Maggio. 

P. 8. Dovresti domandare a Sabatino se la lettera cbe damma 
a Fiorentino parti perìlapoli colla Maria Cristina. 



mibt^^mm 



91 



Jlffi^f l0ro deBa Guerra o Marina — Mipm^tiimnio t Cari A* 
Amiu. 2811. ^ BOermo 4 ìhggio 4848* 

SioiroKB 

I caratteri d*nn nomo che col braccio e con la mento ha 
tanto contribuito alla rigenerazione Italiana , m| hanno ve- 
ramente prodotto un Ul piacere , che solo può concepirlo chi 
comprende cosa sia amor della patria ; pure un tol piacere 
è stato in me mollò diminuito nel leggere la idea che lei ha 



Ì02 

eonccfpitft di roler lasciare la nostra: Sicilia : lei conosce be- 
M elle la rìeontpensa più nobile che possa dare uti paese 
libero e r%eiierato , si è quella di affidare il contando delle 
Armi M» mani di chi con molta perizia per moHi anni , 
ha contribuito' a ^esto risorgimeiKo ; e quindi la Sicilia ri* 
conoscendt» fa lèi mi nomo cte con tnlti t mezzi si ha coo- 
perato piT la eoa lilMerfà etìt indipendenza» non troverà osta- 
1^0 per deporte nelle d! tèi mani il riordinamento deir in- 
tero esercito Siciliano per cosi rassodare tot riacquistata ìi- 
liértà: lèi mi" ha rimessa la cittadinanza accordatale dalla 
bella Messina, nnftamente al signor Fabbrizj, questa io pre- 
seitferò al ParIamento>, e d^llo stesso domandando la natu- 
ralizzazione y. fei non dtMti che riceverà qtiella ricompensa» 
qtfaiiCttnqiie Hofr eaaésgMt a^ liuol merRi , pure Bastévple per 
mostrare Fa ilcofioscenza di mi libefo» paese. 

fò non pavlb dd gradimento cbe lei he ìoeontrdlo net po-^ 
pc46^ Siclltano per tatto quanto^ ha adoperato ilr Messina , 
«d icr nome dteHb stesso non^ posso ftnre altro» che raccoman- 
dare di proseguire coli» stesso^ zelo ed attivila » onde aversi 
un btaonc^ ed^ ordimitot esercito r e viva tranquillo che la Si- 
cilia intera riguardando necessario^ per te attàal) drcoslanze'^ 
sarà sempre riconoscente »* meriti che V adotdano. 

Jl Ministro 



22: 

Mio CTittO' Erbiccf 

fteneli6 nò Carlo> «è (ìiovaimir mi làscfa^sero mar un mo'- 
inento» pure sento^ il bisogno di averti coi» me »^ piè^di tutto 
▼orrei sapestr sempre in buona eoinpagnia — Basta- tiriamo 
fcinanzi alta megfiov 

li acchiodo due lettere » delle quali quella diretta al si- 
gffor Orlandi |i ) m.' ìn^smd melltMt'mo ^ e devi: éafìm al: mag* 



■■ I 



(l> QUesd è qiiello^ stesso che dirigeva la lettera a Romeo in 
Napoli 



109 

gìore Pilo Gioeni , per farla pervenire con sicurezza a cb| 
è diretta «^ devi raccomandare a Pilo di non tardare w 
istante a consegnarla* . 

Se vedi il Marchesino Mirlò fa le mie ptirti p eom^ poca 
coD le signore Albamente. 

La toa Camiglia sia bene — aU>racc}iimi p ^«tuml di-* 
stilìUmeote tao padre t e credemi sempre* ^ 

Messina 6 maggio. 

Il tuo 
G. Lojxao- , 
Mulfari eh" è qui vicino ti abbraccia. ' 

M Sif/nor Errico Pisani f> 
Palermo. 



2S 
Muma H M/iggio 4S4A 
CUaissniQ Psvraio *' 

danti qaà troTamme ( come era da prevedere ) entvtia* 
tmo grande pé* Napoletani , ma nel tempo stesso forte tnde-^ 
gnazlone contro il nostro Governo, pel tarpo abbandono del 
Veneti , dopo V alBciale e solenne annunzio della Spedizione^ 
ed il sentire da nn giovane Veneto , mandato qoà ad invo-^ 
care il soccorso della flotta , come i Veneziani ci aspettasse- 
ro , e con quanta impazienza di gioia , e come ci preparas- 
sero con anticipata gratitudine accoglienze , e feste firateme, 
mi trafisse l' anima , e mi fece arrossir di vergógna per tutti 
in un fascio governanti , e governati. Fortunatamente tro^ 
vandosi la flotta ancora qua , il ^Generale Pepe non perde 
tempo 9 e fece fare nna comunicazione telegrafica a Napoli, 
ler sera ^mi disse esser giunta la risposta per telegrafo , ehe 
per ora la flotta soprattenga in questo porto. Ciò non basta ; 
speriamo che sia principio di risoluzioni migliori. L' Austriaf 
imbaldanzita dair inerzia del nostro Governo , ha dichiaralo 
Il blocco di Venezia , e con due fregate , ed alcuni legni mi- 
nori ( forze per eerto impotenti ad offendere quella ben ipu- 
niCa Città ) le fa peraltro grave danno con V impedire il com- 
mercio. Bisogna dunque assolutamente ( se non vogliamo ri- 
maner con carico grande , ed etema infamia di aver tradita 



104 

la causa Italiana ) che la flotta nostra , rinforzata di <inal- 
che altro legno p prenda V offensiva » sblocchi Venezia , e 
distrugga la marina Austriaca , il che le verrà fatto tanto 
naggiormente , che la flottiglia Sarda è già in via per con- 
ginngersi seco , partita da Genova il 26 Aprile. — Mentre 
Carlo Alberto ( come leggerai da' giornali ) combatte a Pa- 
strengo e poi a Bnssalongo , dove forza 1500 Austriaci a 
deporre le armi , poi di là dalP Adige a Ponton » e riporta 
una splendida vittoria ( 3000 Tedeschi morti , feriti , o pri- 
gionieri , tra i primi il principe Jous e Taxis » tra i se- 
condi il Barone d' Aspre , e tra gli ultimi il Principe di 
Lichtenstein ); mentre il Generale Pontificio Durando » secon- 
dato dal nostro valoroso Ferrari marcia velocemente a com- 
iNittere Nngent nel Friuli , mentre anche i Toscani si distin- 
guono in oontinai scontri sotto le mura di Mantova, il no- 
alro Governo ha ordinato le cose in modo che le avviate trup- 
pe ( scarse rispetto a tanta parte d' Italia quanto noi siamo ) 
non giungeranno in linea di operazione prima di Giugno. In 
vece la posizione marittima potrebbe essere proprio decisi- 
va f liberar Venezia , minacciar .Trieste , ed alcune navi 
aervirebbero a condurre truppe , dove fosse maggiore neces- 
sità di soccorso , ed opportunità di sbarco. Queste cose ho 
voluto scrìverti , affinchè tu e Carducci , il tuo energico co- 
gnato , il quale caramente saluto , e quanti altri siete costà 
Teri e caldi amatori della causa nazionele , alutate le istan- 
ze che si fiinno dal Generale Pepe con ditno$trazioni ga^iar* 
de p che aleno potente scoppio della pubblica opinione * e 
forzino la mano al Governo, vincendo ogni ostacolo di cor- 
te t sventando tutte le mene secreto , facendo vergognare chi 
è capace di vergogna , od impaurire chi non ha altro Dio 
che la paum* Ma il Re come mai non intende che rischia 
tutto , lasciando tutto a Carlo Alberto la gloria della libera- 
zione d' Italia ? Ma ti chieggo scusa di aver supposto un mo- 
UBOBlo che effU poteue intendere. Intendiamoci noi , e faccia- 
mo presto. 

Ti accludo un' ordine del giorno del Generale Pepe , il 
quale desidera che sia subito inserito ne' giornali. Egli m'in- 
carica de' suol saluti per te. 

Scrivimi a Bologna , e credimi invariabilmente. 

U Imo afeximuUiss. 

AZ.BSSANORO POKEIO 

Ài iipior Giuseppe del Re Napeli. 



105 



34 

L' OPINIONE 

CIHCOLO NiiSlOlfAtE Vi MESSUIÀ. 

t Totò che r illQgtre Ribotti non dimetta il comando delle 
anni lasciando Mesfna , sua pairia aéoHiva , mentre dora la 
gvenra. Lode a lui che sèmpre ha combattuto pel popolo. 

Onore al Colonnello Giacomo Loogo. 
Mesiina i2 Moggio 4848. 



•^m^mmmmm^t 



25 



htenifnza del Principato Citeriore — 5.* tmzw ^^ num, 
^ Sdemo . • . • Maggio 4848. 

SioiroKB 

9 

n Solersi ff. da Sotto Intendente di Sala sig. MieWartaìi^ i 
^ Baoe mi annunzia per apposita staffetta qui giunta poco 
ifloaDzi , che il nominalo Michele Aletta gli abbia trasmes- 
IO racchiuso proclama, tendente ad ottenere la Oostitnzione 
del 182D, riformata sopra più larghe basi , non che un ula- 
no per io quale premettendosi la nuda e semplice assertiva ^ 
di aver Atto ritomo nel Regno il già Ministro di Polizia 
MardieBe Jklcaretto nello scopo di organizzare noa controri-^ 
^iuzione 9 egli il sig. Aletta deve marciare alla testa di 2000 
«omini pel perimetro del Distretto di Sala onde conservare, 
e difendere nemmeno la nostra rigenerazione politica, quanto 
promuovere il progresso delle operazioni a lui affidate , a 
ftr la j^rodamaxione della Costituzione del 4820. Quindi in- 
dica a* popoli r essergli noto di non allarmarsi alla vista 
idla forza , e di for pubblicare nelle piazze > ed al perga- 
mo il tenore del proclama sopraddetto. Chiede a me il Sotto 
Intendente il come regolarsi nella circostanza ; ed io che non 
rileogo reruna prevenzione su le Commissioni da lui siansi 

10 



106 

andate al sig. Aletta, forse come Guardia Nazionale fo sosta 
per pochi momenti dai partecipargliene il tenore , e non lo 
Accia che m' indaco a credere » che il movimento eh* egli 
cerca promnovere non sia che nn abuso della tducia in lui 
riposta — Ed in vero iaCto annunzia una falsità , la quale 
si scorge a fior di evidenza leggendo il proclama a cui ve* 
desi aggiunto , non solo manoscritto di carattere del signor 
Aletta alle parole di Viva la CosUlozioQet quella del ^820 ^ 
quanto la data falsata. 

E mi confermo semprepplù negli abusi di colui alle uffl- 
zlali » e particolari assicaraziooi di non essere egli l' nomo 
che può inspirare fiducia in quelle popolazioni » e che anzi 
ci aggiunge « veder lui alla testa di uaa nobiliwima e deli- 
]» catissima missione. • • • gli animi noQ poco» e fa dubitale di 
9 scopo sinistro ed anche di aguato per parte dei retrogra- 
9 di ed oscurantisti »• 

A conciliar dunque 1* armonia nelle disposizioni che sono 
in debito di adottare » io , ripeto , soprassegga per poco 
dall' emetterle , e le dirigo la presente per un impiegato 
che è spedilo a bella posta, pregandola istantemente di ma- 
nifestarmi quali incarichi abbia darsi al soggetto che ci in- 
trattiene , perocché sotto il di lei nome egli agisce » ov- 
vero ritirare da luì c^ni qualunque mandato e denotarmelo 
egualmente. 

Ck>n i suoi reclami attendo la restituzione del proclama 
che per la strettezza del tempo le mando originalmente e 
non in copia* 

¥tr V IwUnàmU 

li Segrekario (hneràU 

Eaaigo MAMBaiifi 

Miigmr Cùn$kéiU Cmrdmeci 
Cd(mm$Uo dmundemie la Quardim 

NaximMU nella Vrwincla di 



ao7 



Giiiù U 44 Maggio 4848. 

SlGlfOBB 

Acensaodo U rieapite deir onorevole suo foglio marcato del 
dì 13 andante , mi fo dovere riscontrarlo che al più presto 
le sarà trasmesso nelle forme uno stato nominativo di tutti 
qiiesi*^Sndividai proprietari , ed agricoltori possidenti , ea-« 
pad a fermare twa colonna di Guardia Nazionale , praUcan- 
do nelT ugnai modo per Danso , Divieto , e Sorro ; nelF ii^ 
telUgenza che ognuno si fera dovere inypiegare T'entusiasmo 
patrie per vieppiù rinforzare lo spirito cittadino — M'ono- 
ri delli più valevoli suoi comandi ^ mente» òoÉ là verace 
stima mi dioo. 

U mo diftetonuliif. Sn%ù. ÀmUo^ i 
Fa^jiCBSco Odbaio 

4 Sma Xsc^mm 
9ip P* BarMomo IsrHù 



I 

I 



37 



Caro Peppino 



. • I 



]>iia righi scritti 9 tutta fretta poiché il aonriaro sti^aopr 
dinario d^ il Generale spedisce , è siiUe mosse. 

Questa notte egli ha ricevuto per espresso un di^accio di^ 
Governo provvisorio della Repubblica Veneta , un dispaccio 
di cai ti accludo copia. £ urgente che In lo fecci ^m^'rs 
MI gi0maU , e eh' esso riceva la più ìprande pubblicità. Nel 
ieaqfo medesimo il Generale gU hf scritta energìca«{ea(e , 
e di uffizio al PresidenU del Cotuiglio , e al Mimir^ fWto 
Guerra. La flotta parli finaUnente fiieski notte per Vei}eaiay 



1« 



▼j4o aacfc' io , an per n^magm In pochi giorni il 

credwi o 



aerale fa Bologaa. Aààio credfaii «aipre. 
ÀmfùM U Jfafpio ÌS48. 

U 

jUuiA^nao PoE&io 

M 9é§Mr Gfmmfft ed Mg 
NapoU. 



Plakrmo i6 Mafgio 4848. 
Omo FiioauQ 

MI Al iol or oeo oUreaiodo feotiro la partenza del dgnor 
KSbottl f io fapera da molto tempo che era. atteso in Lom- 
liardia , ansi pigliai qoalche foUecitndioe per impedire ciò, 
penoaio che la cama di Sicilia avrebbe perdalo il suo più 
yraode fOftegno » e Dio non voglia che dò si verifichi ! lo ho 
«n' altra speranza , che Messina conosoerìi V nomo di cai ab- 
bisogna , e Ara di tatto per serbario in si tremendo bisogno. 
Tn non mancherai di riverirlo da parte mia» e se disgrazia 
mole che si allontani , farai in modo d* avere sue naove » 
e che ove potessi io rendergli qualche servizio i mi terrò 
fortunato poterlo servire. Attendo la risposta da Castiglia 
pel signor Castagna» ma la posta sta sera partiva » e mi pa- 
io diIBciie che arrivi in tempo. Anche Peppino doveva seri-, 
▼erti, per darti la consolante notizia che fu latto 1. Tenente 
deir Artiglieria. 

Farai gradire 1 miei rispelli al signor Castagna , benché 
non abbia il bene di conoscerlo di persona. D. Luigi è pre- 
giudicato con te che non accettasti le cordiali esibizioni di 
ano cugino. Mille complimenti air ottimo signor Fardella dt 
tero cuore. Ricevi la benedizione ed un abbraccio dal tuo 

affezionatissimo Pajdkb 
Al 9$g. CoelHe Maiaroi 
M$uina. 

n Mhilstero è sempre lo stesso allMnfaori di Calvi : qui sri 
è alquanto tranquillo» ma lo cose vanno a rilento ,' e noiì 
f'é più iarelice stato dei provvisorio. 



IM 



29 



ProtiHcia di Principato dira — Distretto di Campagna -^ 
Guardia Nassienale — fmm. 4. — Campagna i6 Maggio 1848^ 

Signor CoLerfNKLLO 

Di riscontro . al di lei rispeltabile foglio de' 13 corrente 
mese nam. 16 debbo assicurarla y che qnesla Guardia Na- 
zionale animata da un sommo zelo patrio , e di amore per 
ratinale Governo Gostitnzionale tutta pronta si mostra all'e- 
secazione dei decreti del Naxionate Parlamento , ed a tute- 
lare ]' ordine sociale — Ella quindi inviata in questa Pror 
fineia * gittò le fondamenta del tempo novetto, né si arrestò: 
elevatelo , finitelo acciò abbia ella la gloria , che i Cilladi- 
ni , e qaesta Goardia Nazionale a lei dipendente sulla mag- 
gior fronte di lor mano incidane il di lei nome , ed Ella 
sa di essa largisca il pensiero , e gli dia protexitme , e di- 
tiesa, onde faccino in ogni contrada risuonare di festeggian- 
ti applavdimenti la di lei salita a pepntato' del Parlaménto 
Gotliluionale. t 

Questa Guardia Nazionale alla di lei fede ora tutte com^ 
mette , ed in lei riposa ^ Ella nomo di profonda dottrina » 
d' immenso saper civile , di sensi liberi , e leali ascoltatela \ 
difendetela. 

Il Capitano dtUa 0/ Nationaii * 
Faàiccssco CapxTi 

Al signor Colonnello Ccman^ 
dmté ìa Guardia Nazionak dil^^^ 
la Provincia di 
SaUtno; . 



, > 



fio 



3§ 



RAPPORTI TELEGRAFFCr 

Il Ministro della guerra e marlBa » a tutti gP Inteodeoti e 
Comandanti le Armi» 

Le Camere legislative non Iian potuto aprirsi questa nane 
15^ Maggio 9 a cansa ^ nna tale collisione » sosoitala' dalla 
Goaidia Ifazionato della Città di Napoli » oontvo le Reali mi- 
Male \ adesso che sono te ore 19 la calma è perfèttamente 
ristabilita , e con apposito decreta verrà in breve assegnato 
altro gionw per Taperlttra di esse Camere, provvisoriamenla 
dHferita. 

IM poBtO' di Rapolf sJle ore f9 del di t5 corrente. 

SlCNOH Imriiaisirrs 

in ponto che si eontano le iNre 2t , il signor feqpettero Te* 
legraflco , mi ha trascritta la seguente segnalaaione Xekh 
grafica. 

La Gnardia Biaaionale di Salema alla Guàrdia NazÉonilo 
delle Cahibrie» 

Si dirigga subito perchò la Patria è in pericolo ^ e la cap^ 
presentanata Naiionale nrinacciata.^ 

Da Salerno 16 Maggio ore 14. 

Il Ministro della guerra e marina » a tatti gP Intendenti e 
Comandanti le Armi» 

Napoli è perfettamente tranquillo , V ordine pubblico in- 
teramente ristabilito. 

Dal posto di Napoli alle ore 14 di questo istesso giorno 
16 corrente. 



4/ 



ttl 

Pizzo 46 Maggio 4848. 



Signor IivrEiiDENTE 



Questo niliEiale di dettaglio signor Raggieri mi ha scritto 
qaakito scigae : 

» Dopo la partocipazlone fattale col mio uffizio della cor- 
» rente data 9 numero 6. , stimo necessario aggiungerle per 
» sua qpportóoa iotelligenza , che con se*^nalazione circotare 
» di questa stessa mane si i annunziato da Napoli che ivi tutto 
» è tranquillo , e che P ordine publ>lico si è perfèttamente 
» ristai)ilito ». 

A A^t'o tìiudite 

SaVEUIO lifo«OIiINO« 



31 



FrATSIAO CutfSBIllO 

La patria ò in pericolo , corriamo a difenderla » cada per 
Dìo il tiranno , ed asskanano la nostra libertà una yolta 
per sempre. 

Qui tutti siamo pronti a partire ^ ed attendiamo la chia- 
mala del Capo Distretto , credo che anche voi sentite Tamor 
della gloria » ed i pianti della patria comune» So la vostra 
beir aaìma , e oomiNrendo di quanto è capace* Partiamo dun- 
que , e ci abhraooereno nel punto di riunione. 

Rieevei la Ina oarissiaui lettera* Abbraccio Filippo e tulli 
i Fratelli , ed offrendomi sempre , ti prìego a credermi, j 

SO Mki99i9 4848. 

V affexionaiits. A, e S. 
, Lorenzo Mancini. 
ÀI GarMi$$imo CiiUtdino 

J). Nicola Palatini 
€o$iflu$$M^ 



ttó 



32 



BULLETTINO N.* 2. 



L* anno 1848 il 21 maggio alle ore 10 a: m: in CaUmzaro. 

Riuoilo il Gomitato di Salvezza Pabbltca sotto la Presi- 
denza deir Intendente. 

Dopo essersi data conoscenza dal medesimo al Comitato 
istesso delle deliberazioni prese da quello della Calabria Ci- 
tra contenute nei ballettini num. 3. 4. 5. e 6. 

Ha deliberato. 

1. Che indipendentemente delle offerte volontarie stabilite 
colla precedente deliberazione si promovesse l'amor patrio df 
tatti i contribuenti della rendita fondiaria , onde saldassero 
il loro debito scaduto a tutto il giorno 15 aprile prossimo 
passato in mano dèi rispettivi Esattori e questi Tersarlo su- 
bito presso i Ricevitori distrettuali , da cui saranno trasmes- 
se le somme a questo Rioevitor generale , il quale le riter- 
rà* a disposizione di questo Comitato che le addirà al man- 
tenimento del contingente delia forza attiva che dovrà te^ 
nersi pronta a marciare; 

2. Di subito scriversi al Comitato di salvezza pubblica di 
Monteleone , onde impedire a quel Ricevitore disCreltuale 
V invio di qualunque sia menoma sotaima in Napoli ed la 
Reggio come già si è praticato in questo Capoluogo, e rite^ 
nere |e somme medesime a disposizione del Gomitato centrale 
e distrettuale. 

3. Che debbansi istallare delle Commissioni nelle rispetti- 
ve Sedi Vescovili , da nominarsi dalla sezione di finanze in 
questo Comitato , onde verificarsi le Casse delle rispettive 
Diocesane amministrazioni , e fare si che i Cassieri delle me-- 
desime versassero immantinenti le somme che si troveranno 
preesistenti a quelle di cui potranno essi risultar debitori » 
presso questo Ricevitor generale , onde farne lo stesso uso 
come si ò stabilito neir art. 1. 

4. Il Comitato tutto per la speditezza delle operazioni ha 
riconosciuto la necessità dal suo seno formare delle Sezioni 
«prciali « onde incaricarsene rispettivamente degli oggetti 
VteeUart a ciascuna Sezione a) maggioranza di voti han 
■«dnato componenti della : 



113 



SEZIONE DI GUERRA 



Il Colonnello Comandante le Armi , D. Antonio Migliaccio. 

II Capitano Comandante la Guardia Nazionale » D. Raffaele 
Lepiane. 

Il Ricetrìtor generale , D. Angelo Morelli. 

D. Cesare Marìncola. 

D. Giuseppe Bianchi. 

D. Tommaso Gtardina Ingegniere. 

D. Pietro Arcuri. 

I quali restano inearicati di quanto venne prescritto col 
num. 3. della precedente deliberazione presa da questo Co- 
mitato il 19 maggio , coordinando tali disposizioni colle se- 
guenti allre. 

1. Che i Comandanti delle Guardie Nazionali di ciascun 
capo Circondario di concerto coi Comandanti delle Guardie 
Nazionali delle comuni del Circondario stesso , assegneranno 
il contingente di ciasenu comune in modo ad avere una com- 
pagnia di 120 «omiui pei Circondaft di prima dasse , 10& 
per quelli di seconda* olosse » 6 di SO per quelli di tèrza 
elasse. 

2. Formate in tal modor le compagnie si fi uniranno ia 
ciascun capo Cireoodario , e si elegeranno il proprio Capo. 
II Capo di ciascuna compagnia nominerà i Comandatiti di 
guattro suddivisioni che sarà divisa ciascuna compagnìsi. 

3. Organizzati in tal modo, ogni quattro compagnie forme^ 
ramio un battaglione , il quale strà comandata da un Capo 
nominato per elezione dai quattro Comandanti delle compa- 
gnie y da eseguirsi 1' elezione nei luoghi che M^nno desti- 
cati per la riunione- dei battaglioni. 

4. Le compagnie organizzale in cia^nn Circondario atten- 
deranno gii ordini per marciare dal Comitato' Centrate. 

I Comandanti le diverse divisioni saranno nominati dai 
medesima di concerto con i Comitati distrettuali della pro- 
vincia. 

5. Sono stati nominati per componenti la Sezione di Ft« 
nanze : i Signori 

0. Luigi Ca&si -^ Canonfeo Crreeo — Ù. Taneredi de Rt- 
so -^ D. Gaetano Ifenichini -^ I>. Francesco de Riso -^ 
D. Armodio Badolisanl ^ D. Bernardo Stiriti. 

I quali restano incaricati di mettere in esecuzione quanto 
trovasi disposto nei precedenti articoli 1 e 3 , non che di 
coadiuvare la sottoserizioue volontaria # mettendosi di ao- 

11 



cordo colla Deputazione eletta colla precedente deliberazione 
del 19 andante.^ 

6. Che immanlinentl dette Sezioni si mettessero nell'eser-» 
cizio delle funzioni loro rispettivamente affidale. 

L'Intendente Presidente 

BARoriE ViifCEifzo Marsico. 

n Segretario 

Rocco SUSUTIVA. 



33 

FOermo 23 Maggio 4848. 

Mio CAftO 1*10110 

Non ho mai trascarato nessuna posta senza scriverti , e 
mi giunge oltremodo doloroso nel sentire che da tre ordi- 
nari non avesti mie lettere ; io creda però che mancanza 
d' indirizzo ne sia stata la causa — La tua che in data dei 
20 non potesti dilungare per causa del corriere che partiva» 
mi ha non poco sorpreso , giacché non si deve attendere un 
tale istante quando si hanno molte cose a dire, e le tue oc« 
cupazioni non sono al punto da farti trascurare le sante pro- 
messe , anzi si direbbe che vivi nel mondo della Luna , giac- 
ché qui abbiamo avuto per via di Telegrafo* continuate no- 
tizie da Messina , e tu non mi fai cenno di nulla ; ciò mi 
sorprende veramente — Da qui parte questa sera una spe- 
dizione per costì , per quanto si dice viene a riunirsi sotto 
la direzione del generale Ribotti per passare in Calabria » 
e così unirsi a* Calabresi e marciare eopra Napoli. Le disgra- 
zie dei liberali fratelli Napolitani , pose tutta Palermo in 
cordoglio , e ti posso assicurare che si farà de' grandi sacri- 
fici affine di aiutare quest* infelici , in tutta la sua eslensio- 
xie. Se ciò si verifica , come il mio cuore desidera , non de- 
vo tralasciare di raccomandarli di esser prudente , e non al- 
lontanarti mai da' tuoi egregi FardeUa e Ribotti : io sono per- 
suaso che questi due saranno uniti perchè ottimi , così sa- 
rai certo di essere guidato da persona che sa quello che si 
fa , ciò ispira coraggio , è ùtile alla Patria. Mi duole di 
non poter scrivere ad entrambi, e se la spedizione non avrà 
luogo oggi y allora potrò efféttuire un tanto desiderio. Dam- 



112$ 

tnl notizia di tatto qaeUo cba si fa costi ; qaa si dicono 
fante cose » che si finisce per non creder nulla — Tutti di 
famiglia ti abbracciano , e dandali la mia patema benedi- 
zione » diunito al bacio del caore, tutto tao 

ÀffeziùMAiii. Padr^ 
Ài $ig. Coclite Xmjerai 
Jikiiina. 



U 



Mio Giro Costàbiub 

Questa mattina ho mandato V amica Landi dal Prefetto di 
Polizia 9 chiedendogli , se ciò era possibile , an passaporto 
per Roma. Mi ha risposto che volea pensarci ; che fosse tor- 
nato dopo au' ora. Landi è tornato da lui , ed ha arato il 
passaporto. 

Io credo che Cacace ne abbia interrogato prima il eél^$ 
Ministro Bozzelli , senza di che non sarebbe riuscito a ren- 
dermi un tal favore. Aggiungi che lo stesso volea conoscere 
da Landi la cagione della mia partenza ; ma Landi gli ha 
date certe risposte da non cavarne costrutto alcuno — Or be- 
ne si parte , e parto domani. Spero di essere utile guanto voi 
altri. Un giorno a Roma » e poi subito tu Aquila — Forse 
verrà con me Primicerio — Dall'Aquila tornerò a Roma 
per conchiudere il nostro negozio, si che voi altri scrivetemi 
a Roma. Non ci è bisogno di terzo — Alle lettere metterete 
solo questo indirizzo — AI sig. Giuseppe Leder, e ciò per- 
chè non mi vengan tolte da qualche spia napoletana al l'uf- 
fizio delle lettere — Ho avuto questa mattina lettere d' A- 
ìessandro Pòerio , e non firmasi — Tradimento da per tutto. 
G>m' eravamo finocchiati da questo infame I Leggetele, e da- 
tene comunicazione agli Uffiziali Francesi , perchè sappiano 
meglio da qual' nomo storno governati — Damiano Assante 
mi ha scritto ancor egli f e mi ripete le stesse cose. Per ca- 
rità operiamo » ma presto : altrimenti saremo tutti perduti. 
Io partirò domani dopo mezzogiorno. Prima di partire at- 
tendo vostre lettere , e vostre istruzioni — Scegliete una per- 
sona che sia in correlazione con noi. Se non parte Mi- 
chele , egli sarebbe opportuno a «io. Il paese è tristo , ma 



116 

non scnoraio. Tntti sperano lo noi *- Abbandoneremo' noi 
questa oansa Jantissima ? E non vendicfaerenio un popolo 
4atto tnitraf^iato per lascivia di sangne da un Re Bombar-- 
datore ? AlP opera dunque co» itangue freddo , e prudenza, fi 
quanto ti dico , affinchè non abbi più in testa certe chime- 
re f e non vivi d' illusioni — Tu nC intendi — Non valutar 
troppo gli uomini alto paróle , ma sì ai fatti » e pensa pure 
che alcuni si mettono all' opera più p^r interessi particola- 
ri, che per bene della patria. Attivi i compagni ! Fortuna- 
tamente tu ti trovi coi migliori tuoi amici. Or fa di consi- 
gliarti con esso loro 9 e sempre consigliati soprattutto col tuo 
ottimo Amico SiMo Spaventa , che abbraccio di cuore , fo 
lo stesso agli altri, ninno eccettuato. Un abbraccio a te pure. 

n tuo 

GlUSBVPX DEL Re 

Al iig, Costabile Carducci 



35 



Ministero delia Guerra e Marina — Ripartimemto 1. — Car. 
4. num. 3464 — Falerm 24 Maggio 4848. 

Signore 

Alla spedizione che il Governo hostro si è piaciuto aill- 
darie , viene il Maggiore Francesco Burgia de' Duchi di Vil- 
lafiorita, con due Sezioni di Artiglieria, ed il quale dipen- 
derà interamente da' di lei ordini. Non si mandano per FAr- 
tiglieria medesima più di dodici mule , a motivo del difetto 
di locale nel vapore. Ella però è facoltata di filtarne quanto 
la bisognai richiederà per 1' utilità del servizio. 

Il Miniitro 
Paterno. 
Al iig. Ignazio Ribatti Ispettore 
Generale dell' Esercito, 
Messina, 



in 



36 



Ministero di Guerra e Marina — Ptàermo 24 Maggio 1848* 

Signore 

Il Si^or Gastiglia Comandante della Marina Nazionale del 
Regno, è stato. Incaricato dal Governo di recarsi in saa anio- 
ne con poca anticipazione. In Calabria 9 onde conoscere lo 
spirito politico di quelli abitanti e potersi risolvere con dati 
certi Io sbarco. 

£ ad egli affidata , come nomo del mestiere , la Incom- 
J)enza di scegliere qael panto che giudicherà più opportuno 
per il facile e sollecito disbarco d^la gente , «onchè del- 
l' Artiglieria e muli. Ciò che le manifesto per la di lei in- 
telligenza. 

Il Ministro 
Paterno 
Al sig. Ispeiiore .e Comandante 
U Armi Mg. BiboUi. 
Messina 



37 



Mio CARO Nicola 

Per ora non posso dirvi nulla di preciso delle cose , ma 
spero di venire io di persona costà 9 se allre cure me lo 
permetteranno , tener vene avvisato con staffetta apposta. 11 
nostro Comitato questa mattina si è radunato per spedire de- 
gli emissari per tutte le province , e farle costituire a go- 
verno provvisorio , tenerle pronte alle armi , e muovere co- 
me una persona loia. L' estrema ora pe' tiranni è suonata , 
]' empio bombardalore Borbone sta per giungergli la folgore 
di Dio punilrice di tutti gli assassini , lodronecci del sangue 



118 

dì quel valorosi che morirono pugnando per la Santa Can- 
ea , gridando , coraggio fratelli » il nostro sangve inaifia le 
piante della libertà, i posteri benediranno la nostra me- 
moria. Mi riserbo scrivervi come desiderate domani , o dopo 
dimani. Vi abbraccio in fretta — Addio. 
Cosenza 24 JK19910 4848. 

V affèzionaiiss. Amico 
F. DE Rosa. 
Al Fratello Cittadino Nicola Paladini 
ConfUnti. 



38 



Mio caro Nicola 



Adesso ò il momento di recarti snbito snbito in Cosenza 9 
dovendo combinare un affare che riguarda il pubblico bene* 
Il tiranno bombardatore senza pietà ha fatto mitragliare i 
nostri fratelli di Napoli 9 il sangue più lo rendeva feroce , 
il mostro rideva sulle mine. Nicola » vieni vieni per Dio 
Santo 9 e facciamo conoscere a' vili » al bombardatore » le 
fiere anime nostre. Nicola addio , e nella speranza di vederti 
hnmantinenti » abbiti un bacio 9 un abbraccio , un voto — 
In fretta. 

Cosenza 26 Magpo 4848. 

n tuo amico amatiss» 
F. DB Rosa. 
A sua Eccellenza D. Nicola Paladini 
Conflenti. 



119 



39 



IL COMITATO PROVVISORIO DI SALUTE PUBBLICA 

DI DIAMANTE. 

L'anno mille ottocento quarantotto il di ventisei maggio 
ia Diamante. 

IL COMITATO PROVVISORIO. 

Visto r articolo 9 del Ballettino n."" 4. di cotesto rispetta- 
l>ile Gomitato , col quale si ordina a ciascun Comune un 
contingente di Guardie Nazionali le più elette , ed atte alla 
marcia. 

Considerando 

Che i Battaglioni da che formati in virtù dell' articolo 4 
deir istesso Bullettino , dovranno riunirsi e formar campo in 
Spezzano, Alhanese, Castrovillari , Morano', Campotenese per 
Rotonda ; 

Considerando i luoghi mediterranei essere per natura istes- 
sa più sicuri , e guardati dai campi mediterranei delie altro 
Provincie ; 

Considerando dall' altra parte i luoghi bagnati dal mare 
esfiere in continuo pericolo di oppressione , mercè i Vapori ; 

fi d' avviso 

Che oltre ai quattro campi nei suddetti luoghi destinati , 
un altro , ed il più forte sia piazzato nel littorale , che co- 
testo rìspettah^ Comitato crederà il più opportuno. Fatto e 
chiuso nel giorno , mese , ed anno come sopra. 

IL COMITATO DI DUMANTE. 

Giovanni Caselli , Economo Curato Presidente 

Michele Capobianco, Vice-presidente 2.^ Eletto 

Arcangelo Caselli, Sottocapo Nazionale Segretario 

Giuseppe Leone idem 

Luigi Ferrante, Capoposto Teleg. 

Giuseppe Maria Caselli 

Errico Ordine 

Saverio Ordine 

Giovanni Siniscalchi 



120 



Daniele Perrone 

Francesco Ordine, Cap. Teleg. al ritiro 

Giuseppe Ordine 

Francesco Vagace 

Francesco Leporini 

Crinseppe Leporini Comandante della- Caardia Nazionale 



: 4 ' 
40 

Mio CARO Figlio 

Ieri serA rieewi con Pami» del onore la certezza che sa-^ 
resti corso in Calabria ; io di ciò ne era certissimo , anzi 
nella mia che avrai ricevuta , ti dava la mia piena adesio- 
ne latte le volte che eri coq FardeUa e Ribotti , badar di non 
allontanarti mai dal loro ordini e dalle loro persone, il tao 
tempo lo devi dividere per entrambi, arca ^erd di famìlia*» 
yicarti col Ribotti, 'Ta ben sai , che col suo carattere fred^ 
do, fa d'aopo essergli sempre vicino» Col tempo, ciò ti sarai 
di somma uiìlilà nella t«a .carriera ; io prego Iddio che ti 
gaardi da qoalanfiaie svestara , il mio cuore è calmo, e non 
mi predice nalla di sinistro , la caasa che difendiamo è san- 
ta , Dio sarà eternamente con noi , guardatevi dai tradimen- 
ti , usate prudenza » che non ò mai troppo ^ nelle guerra 
contra le tirannie. 

Saluterai Ribotti da parte mia , di moiita al tuo secoodo 
padre FardeUa , al quale gli dirai che io lo aveva preve- 
nuto , con la mia , che gli avrai di già consemiatov col mez- 
zo di Giunti che anche lui. viene a dividere^a gloria ed il 
periglio , onore ai Prodi liberi , infamia ai schiavi satelliti.., 
maledizione ! . 

Ti abbraccio con tutta V affezione dell' anima mia, sii for- 
te e prt^nte, conserva il sangue freddo nei momenti tremen- 
di e nel darti il bacio del cuore ti do la mia paterna bene- 
dizione pregando Iddio che esaudisca i miei voti. Ah ! si essi 
saranno esauditi perchè giusti, perchè santissimi. 

Il Cugino del Presidente è nel numero che altro è dire 
altro è a fare. 

Noi siamo tutti bene , tutti ti salutano. 
Palermo 27 Maggio i848. 

tutto tuo affezionatisi. Padre 
ÀI Sig, Coclite Manjeret 
Messina 



far 



41 



Mio Cme Suuco 

* 

Ta verrai con noi comeComandante di quattro ó due pezzi 
di montagna » che si spediranno da Messina secondo già ho 
stabilito con Orsini. %alia , Carlo , e GioYattni saranno allo 
Stato Maggiore ; ma sa ttflto questo, BiieiRio , tranne- la tua 
partenza che può rendersi ostensibile a tutti. Vermi' in vni-*- 
fanme, e icei^ di ikrtì scegliere da Malfari > Onorio pcMhi 
soldati. Mostrati subordinato ton Orsini , dirai Pistesso a 
Mulfarri , e Giovanni. Muifiiri non deve sapere niente della 
mia partensSa » e solo gli dirai ' ebe io conoscendo i luoght 
debbo accompagnare Rttiotti , e: poi ritornerò salvila , ed è» 
solo per questo che gli domanderai la kifa sciabla. Gioirà»^' 
nino deve pensare alla mia rota , che tutta sarà posta nella 
valigia , e al tuio cavallo ricordargli pure per le. pistole »' 
che si farà dare o da Sasso , o da qualche altro , ma sepzà' 
mostrale che aerVono per me» e eoe le pistòle bisogna -peh- 
sare ai ftmdi da mettere innanzi la sella. Si deve portare 
eziandio la cav^za di scuderia. Giovannino dovrà ^avere la* 
compiacenza fare cose in modo òhe. nessuno potesse sospet^* 
tare della mia andaia in Calabria , è per 11 cavalla si dlràr 
a tafti che io l'impronto a RibolU. Nansi deve neanche par-- 
lare di Scalia , e Qi Giovannino, i quali partiranno gUvinl- 
timl , ed all'insaputa di tutti. Vorrei trovare 'nella valigia;^ 
carta » penne , temperino , ed altro per scrivere , e anche* 
un lapis per disegno. Ricorderai a Ribotti di portare la oartaf 
d' Italia. Se è possibile oltre V uniforme, vorrei. le spàllirie, 
e il pantalone colle fiasce , anche un altro> pantalone' di pan- 
no col gilè corrispondente; ricordati pure delP- orologio , a 
delle scarpe con i due portafogli. - '• In ano de' soprabiti vi 
dev'essere una borsetta verde di alcune divozioni; la voglio^ * 
Non far le maraviglie per le mie divozioni ^ mentre le cotfeervcr 
come ricardo di mia madre. Mi pmrterai la ooppola» lascian-^) 
do il cappella militare , che mi diùreUe assai fastidio. Ab^ 
bracciami; di nuovo li raccomando il silenzio. Addio. Il tuo 
Milazzo 28 Maggio. 

GiACOvnvo. 
M Hg. Errico Pisani 
PaUrmo» 



tn 



Tmito 3f Maggio 1S48. 

» • 
» 

Caio Rìbotti 

» 

Seiio.lvttora «nxa nna riga di voi» earo mio Genandante; ' 
ma m' ianmagino cba amale più adopcaro li brando cbe ia 
penna ,. e perciò ri perdcaio. 

. Dopo 1' ultima mia da Milano * dove foci la trisUssfana 
seoperta cke il Go verno fnceva l»en poco jiX^ arwmmento dil^' 
Im IVttpfNi f che sia poi per maacania di denari , o por di«- 
mottrare la necessità di daisi M mtmo a Cario JUberio^ non 
k> so 9. mji misi in viaggio pel Veneto , il foale era forte-u- 
nente minacciato dal Generale Nagent» 

Cercai lettere di raccomandasione per Barando e Ferrari»* 
e avrei potalo entrare la qoalanqae di gasali due Coi^i 
dannala. . 

Barando era tacciata di tradimento 9 e già. vtnàui&a Cmrht 
Mberlù. Ferrari ebbe la disgrazia di podere la battaglia a:*. 
Goranda 9 e non aveva pia la confidenza de' saoi. saldati ; 
danqu» ninno di qvesU partiti poiea convenirmi. Non cereale 
più scella» e fai obbligato entrare in «n Corpo di volenlarl •• 
scelsi quello de' lOiaaesi , cosi detti eroi delle Barriate ;. 
composto di 70 giovani armati tatti con carabine. Eccomi 
danqne da Colonnello diventato semplice soldato. Al giorm>: 
dodici Maggio ebbimo il piacere di contribaire non poco al« 
buon esito della giornata. In casa i miei compagni sono in- 
siriK>rdinati , ma la campo si fanno onore 9 e sono V aimi- 
radono di tntU i superiorL 

• Visio cbe non eravamo disposti troppo di aspettare nn at-^ 
tacco in Città » ma ebe tolti I giorni Ibccianso sortite per < 
seccare i suoi avamposti 9 il Tedesco ba dedalo bene non« 
dare r assalto alle nostre barricate , ma semplicemente fece 
devastare le caa^mgne» rubare e saccheggiare tutti 9 e lire 
dritto per Vicenaa. dove ebbe la dovuta sleppa. 

Al giorno 12 In mezzo ad una pioggia di palle , ebbi il 
piacere di far la conoscenza di Luigi Fabrizl fealello di Ni-« 
colà 9 e gli diedi la dovuta strapazzata per la trascuranza 
della compra di armi e della polvere. Ammiro il sangue fred- 
do di S.... neir ascoltarmi più di mezz*ora in mezzo alla 



123 

mitraglia ed alle facilate. Paolo è partilo in vece sua per 
r loghilterra. Nicola era nello Stato Maggiore di Pepe , ma 
igaoro ooia vie sfa stcceaso^ adesso cIk r armata ffapoletana 
è iclolta •— Ali kiAime Borbone . * . • Àdeaso è il Ceoipo 41 
«seguire il «latro progg$Uù 4elkL Ctdabria^ • vorrei eiMre ipd« 
voi a Meiaioà. ìa Maaa ò arrivaito., ed lia ottenMo 4*1 G^ 
Terno di Venezia., ii perpieiao di foraiare un Cpfniiato jf^ 
Corpi franchi , i quali er^o quasi sbandati, p^a spnp ni^f 
nili sotto il comando del Colonnello Morandi , ma questo ca- 
ro Ribotti è vostro posto , e tatti vi desiderano. Carlo Al- 
berto ha perso molto negli ultimi giorni fieli' optntofie pul^ 
blica : la sua inerzia nuoce immensamente alla sua proclama- 
zione di Re di Lombardia e del Vepeio » la quale era quasi 
sicura pocanzi ; oramai trionfa 11 partito rep»Micatk^. — Si 
dice che siete già in Calabria alla testa di SOOO Siciliani . 
speriamo che sia vero ; intanto indrizzo la mia Ietterà a 
Messina « di dove verrà spedita. Nel caso che trovate due 
mionitl di tempo serivefemi pure a Milano , perdio à&esso 
formo la yHet del Jaif Errant. . . • 

I Tedeschi tengoDo- tuttora oecopafa la linea dèlia' Piave; 
ma appena organizzati 1 Corpi franchi auderemo à ìi^ctiarii 
di là , e cercheremo di liberare Zucchi ^ il quale tfeoe fer^ 
mo a Polmannova. Dorando è a Ylcenza. Catio Alberto i 
Lombardo*, Peschiera , e* blocca gli altri forti , "Verona è 
Mantova.*)! Fertaresi sono viglia<^hi y* e non biànto neppure 
tentato di bloecare il -Forte. Legnago è ancote in mano dei 
Tedeschi y ma di poca ' importanza , cade appena caduta 
Mantova. 

Addio Carissimo Golomiello , salutatemi gli amici' dr Mes^ 
Sina et croyez mot votre très dévodé. ' ^ 

S. Mylim."""^ 

Luigi Fabrìzt vi manda tanti saluti. 
. P. S. Se potete distaccarvi dalia Sieilia venite qui; Uh' 
campo larghissimo d* azioni è apeirto al vostro taleatò »,e* 
come già vi ho detto , siete desiderato da tutti , ma da nes- 
suno più che dal vostro. ' 

• ' S/M- 



\ f ' , .... 

i ' 

9 

• * I • 

( Nel sorso. delta lUi^pA «i e perTfnuto qiie^t'Altr^.do- 
«iuneato die Dubblichiamo ani» onde wm defrandarse i iuh 
otri lettori. Quefto è >qaeilo %iém9 ohe Tenne aCBiso m 
alcuni eM di N8{>olr nei giorni 11 e 12 maggio ed a 
!etn fece bn^at^danieiàte seguire la didiiarazione seguente 
Il bra iioto Giannandrea Romeo, bel di 13 detto mése» ) 

43 
PROCLAMA 

DBLLA •CPaSMA ALTA SUGISTHATUBA CENTRALE PEL BSGIXO. 

Cittadini -* La libertà è nn frutto squisito ehe non si 
coglie tra le spine die V accercjiiano , s^aza fietr sacrificio , 
é Qvm^ntfit sacrificio 1, Approntatevi armati ed. unitevi imme- 
ìdiataiqente alia sacra kgi(m0: del riicatto appena . comparirà 
per le restre opnirade. L' ora di farci giustizia riveodiceodo 
1 nostfi ESiiori ed imperserittibilt diritti è per sonare* Tutti 
i buoni. si pronun^iino..sul)itQ j ed a viso svelato , coi loro 
equipaggio di guerra , si mettano tra le fila de' prodi che 
capitaneranno hx Sacba Lscions *— I militari di qualunque 
arma^ gi'impiegaU di ogni ramo di amministrazione sa* 
iranno immediatamente fucilati » se ardissero mostrare o inr 
•innare Ifi. benchò minima resistenza : se poi. concorreranno 
co* mezzi tutti che sono già in loro potere, al gran riscaitOp: 
sarà tennta generosa e giusta considerazione de' loro servizi. 

Le nostre fila sono rannodate per tutto il Regno; la no- 
stra corrispondenza con tuiti i patriotU d' Italia « di Francia, 
di Spagna $ d' Inghilterra ed altri luoghi si è ricambiata r 
ed in accordo universale noi a momenti ci solleveremo e 
coi ferro Tendicatore sguainato atterreremo per sempre il di*-, 
spotismo. Il grande aechitstto dsll^ Universo non fu 
sordo alle lagrime di tanti oppressi , ci ricoucesse la luce 
smarrita e noi ci riconosciamo , e e* intendiamo nel piano 
e neir indirizzo delle nostre operazioni — Uno il nostro. gri- 
do di allarme , perchè uguale in tutti è il diritto che re- 
findlchiamo — La Costituzione del i820 1 1 1 Alle armi» alle 
armi ; il Cielo è stanco di vedere Sovrani e Ministri sper- 
giuri t alle armi ! ! ! £ perchè ogni governo provvisorio di 



12K 

«iatean lungo poMa comporlanl «on nofna generale » e co-* 
nmie di giusUzia per tatto il regno » fiacliò il Parlancnta 
Nasioaala Ck»Utaeiite non arra emesso le eaiuctoni epporCa- 
ne f ecco le nórme che sono state accettate e sanzienate uni-* 
Teraaimeote. 

1. I9arà severamente pvnito c]rinmi«e profittando ddF io-^ 
snnrezione profmiasse la nostra Religione Gatlcdica. 

2. 8arà dickiarato pubblico nemico e come tale fadlata 
qnalonqne eoelesiastico ehe abasante del suo saeré miniale^ 
rio 9 eccitasse, i popoli al servaggio in qaalnnqne modo: di»- 
snndendoli dal prendere le armi per revindicare la oostttis-* 
zione del 1820 solennemente ginrata dal Re , da' Vesoovi » 
dall'armata» e da tutta la nazione» 'O che ci è stala ite- 
pressa dalle arme Tedesehe per tratimento usato dal V» 
spergiuro , e da pochi deputati e generali infami. 

3. Parimenti zara dichllirato pnUbJico nemico e come tale 
fucilalo ogni capitano » uiQciale subalterno, sott' ufficiale » 
qualangne .persona tiene comando di armi , che non si ti- 
volga a sostenere la SACgA Lbgioiib e non evita ' lo. spargi-* 
mento del sangue cittadino. 

4. QntlnQqQd cittadino cpneorre liberamente a sommini- 
strare vettovaglie, ed ogni altro mezzo di sussistenza alla 
Sacua Lbgioiik e riscuoterà il corrispondente ricevo , e sarà 
Indennizzato e prenpiato. ^om^ moriva dal Governo a misura 
clie so ne ftvrà la opportunità. 

5. Chiunque Comandante della Sacmjl Legiokb non darà 
esatto conto de* mezz^ , e de*, sussidi ricevuti , a chi sarà .di 
dritto, sarà come pubblico ladro condannato a' ferri per sette, 
anni : i suoi beni saranno confiscati a prò de' cittadini cheli 
dovranno essere indennizzati e premiati. Se poi per aver ri- 
volto a suo particolare profitto alcuoa cosa ^ fosse accadutq,^ 
che la sua truppa si sbandasse per languore » sarà fucilato. 

6. Chiunque profittando dell' insurrezione si rivolge$se a 
private vendette con omicidio ; attentasse air onore delle fa- 
miglio ; violasse le altrui proprietà come prQmQtore di guer- 
ra civile schifosa e nefanda, sarà immediatamente fucilato. . 

7. Tutti i militari e tutti gl'impiegati che per la causa 
del 1S20 sono stati destituiti , imprigionati » esiliati, éc. se 
prontamente si cooperino alla rivindica di quella giurai 
costituzione saranno reintegrati e promossi ne' loro impieghi 
convenientemente all' antichità di servizio senza interruzloney 
e saranno dal tesoro nazionale indennizzali equamente per i 
danni sofferti sotto la tirannia. 

8. Tutti gr impieghi / civili , militari , ampiinislrativi , 



I2C 

giodiziart , e beneid «coletiaBflei saraotto diU eadasifamixi-" 
le a coloro che eoocorrono co' loto mevzi qnatiuiqQe alla 
Mcra rivìadiea della non peritor» oofitUaiione del iSQO » 
proporiiooataaMale alla loro eapacilà* 

9. La Guardia Nazionale è sacra » perchè rapprenola la 
flovraaltà del popolo; na parchò gl^intrlglti d^ gOTorno vi 
ha fatto inlniden pareodli birbasli , con tnUi i buoni • 
turi Gnaidia Naziooale Yestilì éfilia loro sacra divisa si fa- 
Mano U dovere di prominsiani coraggiosamente per là 8a- 
éauL LiaioifE, oonie parie totegraie ideila stasa , ed i pro6H, 
bI qnaloni aoa di^acssere le armi imuediatanienle saranno 
IncttaU. 

i<0. La SACnA LnaioiiK non è «he nna colonna mobile della 
«ttsrdià Nazionale , che rlslabUita la memorabile GosUluzio-! 
ne ritornerà al suo poslo. 

Fl-aleili scnotelcTi e mantenete il vostro sacro finramenlo! 
Citladinl alle armi , disfierdlamo 1 nostri nenid f ed nna 
voka per sempre sorglanìio liberi ! Viva Pio IX I Viva la €o- 
sttUiupne del 1820 ! lior» il* mal governò. 

IkUo dalla suf/mma mn^'slniàira cHiIrais 



DICHIARAZIONE. 



Degli scritti Incendiai) inondano la Città ; delle voci aliar-* 
manti vanno spargendosi nelF empio fine di turbare F órdine 
e la tranquillità della Capitale : solite mene dei compartecipi 
dei caduto assolutismo , che lo schìifoso spettro dell' anarchiai 
vogliono covrire colle sante parole di libertà e di eguaglianza. 

Tutti i liberali sentono il dovere di smentire altamente ciò 
che la stampa anonima intende attribuir loro , e perciò pro- 
clamano e danno pubblicità ai' seguenti principi : 

1. Questo Reame dover esser retto da Monarchia Co^ 

STITUZfORALE ; 

2. Lo Statuto dover essere riformato non dalla intempe- 
rante 9 gtdta ed ignara ealca , ma dai legittimi Rappresentanti 
della nazione, che dal popolo libero eletti , liberamente avrao- 
no a stabilire le nostre sorti. 

E siccome grave e solenne sarà questa prima legislatura , 
così chi osa turbare la calma sovvertendo V ordine sotto qua^ 
lunque pretesto , sarà dichiarato e tenuto come nemico della 
patria e della vera libertà. 



127 

La Gvardià naaloode » cai è :aflUato il Palladio delle no- 
stre libere isUtazioni , saprà reprhnfre ogni crimliioso atteii*^ 
lato air ordine pnbblico , tutti i libetaU al prloM» segnale 
accorreranno per ringagliardire » m è d* nopo , i loro ranghi. 
Nupcii 43 mo99te i848. 

In MIO nome , ed in nome di tutti i 
liberali e del Comitato Cedabreu , che 
'a tanto lo autorizza. 



u 



AGLI ABITANTI 

P E L N A P O i I T A N 0. 

GII enormi fatti di Napoli de* 15 Ihgglo , e gif atti Astrai- 
Ufi al tatto della Costitnzione » che toro tennero dietro » 
hanno rotto ogni patto fra fi prindtie e il Popolo. E però 
oDi ventri rappresentanti , fattici capi al mot inento delle 
Calabrie , afforzati dallo spontaneo soecomo de* nostri gene-' 
RMi fkmeili dalla Sksf&BLf ieeaoratl daU'onanliiie grido d*fnde- 
gaaiioiie e di sdegno leraCosi contro lì pessimo de^ ffovemi / 
Boo che mIìd altre province , in Italia latta , di<£lai1anio 
qoanle segno » eeifisrtnii di essere interpetrf fidi del pnb- 
Miee volo. 

Memori delb solenne pr o mes sa ftUa dal Parlamento nella 
sta nobil protesta de* 15 Maggto » di rinnltsl cioè nnova- 
niente » non cosi tosto gli fosse stato concesso , crediamo de- 
bito nostro lo inritare i nostri Colleglli a convenire aM5 
Gingno in Cosenza , onde riprendere le deliberazioni inter- 
rotto in Napoli dalla forza brutale, e por sotto l' ègida del- 
V Assemblea naztonale i sacri diritti del Popolo Napolitano. 

Mandatari della Nazione » eblamiamo intorno a noi , in- 
vochiamo a sostegno della libertà nazionale la fede e lo zelo 
Mie millzto civili , le qnall , nel sostenere in modo effi- 
cace la santa causa , a tatelaae la qaale siamo stati sforzati 
a ricorrere alia suprema ragione delle armi , sapran man- 



128 

lenere la sknféxiB. de' CiUadini e il Hspeito alte propriett p 
aeuia evi non può essere Ulieiià rera. 
Coansa a' 2 Giugno del 4348. 

RàfVASiB VàLmmKi 

GlDSXVPB RlCCIAllDI 

Dmienigo Mauro 
Ecauno db Riso, 



»mm 



45 
COMITATO 

DI SALUTB PUBBLICA. 

I Deputati qni sottoscritti , attesa la protesta fatta dal Par- 
lamento a' 15 maggio » atteso V urgente bisogno di tutelare 
la libertà Nazionale eontro un governo violatore aperto dello 
atatuto fondamentale » oltre r invito solenne fatto a* loro Col- 
leglli di convenire in OoBema. .a' 15 stante, ba risoluto di 
lìif nirsi in Cosenza nel palazzo dell' Intendenza in Coipitato 
fiermanente di pubblica salute» A viemeglio accertare il ti'ion* 
fo della pubblica causa» hanno delìbisrato di cbiamare in- 
torno a loro i Cittadini più riputati.. 

. Il Comitato infrascritto ha in mente di non allontanarsi in 
veruna guisa dalle massime contenute nella protosta snm-. 
ip^ntovata : intjsnde cioò sostenere qon tutte 1^ iorj^ in> PP*. 
ter suo i diritti del Parlamento .e del Popolo. Non proclama 
egli dunque veruna forma di governo , né vuole antivenire, 
menomamente le risoluzioni dell' Assemblea Nazionale , a cui 
aolo Alletterà il profferire sentenza intomo alle pubbliche Qos^ * 

. Il Comitato di pubblica salute desider^do operai:e alla 
bccia del sole » darà fuori ogni giorno 1 processi verbali: deU' 
le sue operazioni , e comincia da oggi a &re di pubblico t 
dritto b deliberazioni prese finora. 



129 



BULLETTINO N.* 1. 



DEL COMITATO DI SALUTE PUBBLICA* 



U anno 1848 , il giorno 3 Giugno > in Cosenza , alle ore 
nove antimeridiane 9 il Comitato di Salute pubblica, com- 
IK)sto dai signori D. Raffaele Valentioi , Pre^icKent^, D. Giu- 
seppe Ricciardi , D. Domenico Mauro , DeputcUi al Parla^ 
tnento , D. Stanislao Lupinacci , D. Francesco Federici e D. 
Giovanni Mosciari, proprietari. 

Ha deliberato. 

1. Che il sig. D. Stanislao Lupinacci esiga tutte le som- 
me offerte volontariamente dai proprietari di Cosenza e Pro- 
Tincia 9 e che abbia per coadiutori D. Gaetano Bosco e D* 
Pasquale de Nicola. 

2. Che il sig, D. Giovanni Mosciarì organizzi una colonna 
mobile di mille uomini sotto il comando di D. Pietro Mileti 
per occupare la montagna di Paola e tutelare tutto il litio- 
rate da uno sbarco di regi. Che ad ogni individuo si paghi- 
no grana 30 al giorno , rilasciandone cinque per le spese dì 
equipaggio*. . 

3. Che si organizzi altra colonna mobile da stabilirsi prov- 
>isoriamente in Cosenza sotto il comando in capo di D. Sa- 
verlo Altimari. 

Il Presidente Raffaele Valentini , Giuseppe Ricciardi , Dome- 
nico Mauro, Stanislao Lupinacci, Francesco Federici, Giovanni 
Mosciari. 



13 



130 



46 

BULLETTINO N/ 2. 
COMITATO 

DI SALUTE PUBBLICA 

L' anno 1848 , il giorno 3 Giugno , in Cosenza , alle ore 
4^ pomeridiane , il Comitato di Salate pubblica » composto 
dai signori D. Raffaele Yalentinf , Presidente , D. Ginseppe 
Ricciardi , D. Domenico Mauro , Deputati ci Parlamento , D. 
Stanislao Lapinacci , D. Francesco Federici e D. Giovanni 
Hosciari , proprietarii. 

!• 9n armamento generale in tolta la. Provincia* al qaale 
oggetto si sono spediti messi a cavallo per tatti i Distretti e 
Comnni d' importanza , onde la gente riunita si conferisca 
immantinente in questa Città 9 quartiere generale » pel mo- 
mento 9 delle presenti (^razioni. 

2. Far consapevole il sig* D. Domenico Piraioo» Commis- 
sario del potere esecutivo in Messina » dell' operato in que- 
sta Provincia > pressandolo pel sollecito invio degli armati 
ed artiglierìa 9 posti da più tempo a disposizione de' Calabri 
loro fratdli. 

3. Armonizzare le «^razioni di questa Calabria con quelle 
delle altre due. Un incaricato all' oggetto è stato spedilo per 
quei luoghi » premurando specialmente i Capi di quelle Pro- 
irince a guarnire bene li Pizzo , ed inviar gente al Piano 
della Corona » a facilitare lo sbarco de' Siculi. 

4. Fare intesi i Comitati di Potenza e Salerno che nel caso 
in cui i regi prendessero la j^ia di terra 9 spedissero imman- 
tinenti una staffétta , e che intanto disponessero le cose in 
modo 9 da poter loro dare la caccia alle spalle. 

5. Fare intesi i fratelli di Napoli del giuramento de'buo- 
ni Calabresi di vincere o morire per la santa causa. 

6. Non potersi pel momento aderire alla dimanda del De- 
putato Ricciardi del ribasso del sale cioè , dell' abolizione 
delle gabelle » mentre uno esser deve per questo giorno il 
pensiero dell' armi ed armati. 

n Presidente Raffaele Valentini 9 Giuseppe Ricciardi 9 Do- 
menico Mauro , Stanislao Lupjnacci ^ Francesco Federici » 
Giovanni Mosciari. 



131 



47 . 

fiUUETriNO N.* 3. 
COMITATO 

DI SALCTK PUBBLICA. 

L' anno 1848 , il giorno 4 giugno , in Cosenza , alie ore 
nove antioieridiiane » il Comitato di Salate Pubblica , com- 
posto dai signori D. Rafiaele Valentin! , Presidente , D. Gin- 
^ppe Ricciardi » I>. Domenico lilauro > Deputati al Parla- 
mento > D. Stanislao Lapinacci , D. Francesco Federici e D. 
Giovanni Mosciari » proprietari » coli' assistenza di D, Giulio 
Medaglia t, D. Luigi Miceli , D. Biagio Miraglia a e D. Do- 
menico Campagna » Segretari! 

HA ADOTTATO LE SEGUENTI RISOLUZIONI 

1. Desiderando non vedere interrotto la modo alcuno il 
corta de* pubblici affari » eleggiamo > a supplìret in tutto e 
per tutto nelle funzioni d' Intendente « il signoà* D. Raffiaiete 
yalentini , col titolo di Commissano dei Potere BsecuUw^ 

9. L' ordine pubblico essendo il primo bisogno d'ogni po^ 
Iiolo 9 nò potendo esso dorare sopra altra base , all' infuori 
di foclta delle milizie civili » le nostre cure saranno princi»- 
palmento rivolte a migliorare l'ordinamento della Guardia 
nazionale della Provincia , ordinamento di cai fino a questo 
nonento vogliamo accennare le basi per quello che ^tta 
alla Città di Cosenza. 

1. Le milizie cittadine del Capoluogo saranno divise in 
due battaglioni di sei compagnie oiaseano. 

2. I soldati d' ogni compagnia saranno, chianali a sceglier» 
ilROvameiite i loro ulOaiali e sotto^uflìziali. 

3. L' universale de' Cittadini componenti i due Battaglioni 
sarà chiamato a scegliere i due Maggiofi , il Tenente Can- 
nello ed il Colonnello del Reggimento. 

Ma tale elezione non potendo aver luogo immediatamente» 
ed avendo riguardo allo stato di malattia del sig. Frugiue- 
le 9 di cui riconosciamo per altro gli onorati servigi ed il 
patriottico zelo p chiamiano al comando della delta Guardia 



un 



Tretiio Sf Maggio 1S4SI 

ft • 

. Caio Rìbdtti 

* " . • • 

S0iio.l«Uiort sema nna riga di yoUcaro mia GonaiidaAle; - 
ipa* m' ittinagino che amate più adopram il brando che la 
pensa ,. e perciò ri perdono. 

Dopo r oltima mia da Milano t dove loci la trisUsiima 
scoperta che il GoYerno faceva hmi poco pstT mmmmMù M^- 
l« Trttppm , che sia poi 'per maacanza di denari , o per di^' 
mostrare la. necessità di darsi rn wumo a Cario Mh&tto^ noat 
lo so ,. «4 misi in viac^to pel Yenelo * ii toaie era forte^ 
nenia minacciato dal Genoraie Nvgent* 

Cercai lettere di raccomandazione per Barando e Ferrari,' 
e avrei potato entrare in qnainnqae di uveali doe €o«pi 
d^armaUu 

Durando era tacciate ik tradimento » e già. tefidiir<^a Cmrìo* 
Mòeria. Ferrari ehhe la disgrazia di perdere la battaglia a-. 
Goranda 9 e non aveva pia la confidenza de" snoi. saldati ; 
donqne ninno di qnesli partiti pelea conveninni. Non cercai* 
più scelta, e fa» obbligalo entrare In «n Corpo di volenlarl e* 
scelsi quello de' Milanesi , cosi detti eroi delle Barrldltn ;. 
composto di 70 giovani armati tutti con carabine. Eccomi 
dunque da Colonnelle diventato semplico soldato. Al gionso' 
dodici Maggio ebl^mo il piacere di contribaire non poco al< 
buon eaito della giornata. In casa i miei compagni sono in-* 
subordinati , ma ia campo si fanno onore , e seno V ammi- 
razione di tutti i saperiorL 

• Yislo che non eravamo disposti trojan di aspettare un at«* 
tacco in Città , ma che tolti I giorni IhcciauM sortite per • 
seeeare i suoi avamposti , il Tedesco ha ccednto bene non* 
dare V assalto alle nostre barricate , ma semplicemente fece 
devastare le caaqmgne, rubare e saccheggiare lutti , e tirò 
dritto per Vicenaa^ dove ebbe la dovuta sleppa. 

Al giorno 12 in mezzo ad una pioggia di palle , ebbi il 
piacere di far la conoscenza di Luigi Fabrizl fratello di Ni- 
cola 9 e ^i diedi la dovuta strapazzata per la trascuranza 
della compra di armi e della polvere. Ammiro ii sangue fred- 
do di S.... neir ascoltarmi più di ioezz*ora in mezzo alla 



12SS 

mitraglia ed alle facilate. Paolo è |Mir(Uo in vece sua per 
r Inghilterra. Nicola era nello Stalo Maggiore di Pepe , ma 
Ignoro oosa ne M èmccemo'^ adesso cbe r armala ffapoletana 
è icioHa ^ Ah ìkiftune Borbone • • . * Adesso è 11 tempo 41 
icsegttire il aostiro progg$Uù Mìa Calabria ^ n vorrei eUtke ipdn 
voi a MesMna. la Massi è arri vailo., ed bià ottenfilo dalG'or 
Terno di Yenezja. il perpaesso di foraure «a Cpinilato psil 
Corpi franchi , i quali erano qnasi sbandati. Qi^a spnp «lof 
niti sotto il comando del (ìlolonnello Morandi » ma questo ca-« 
ro Ribotti è vostro posto * e tutti vi desiderano. Carlo Al- 
berto ha perso molto negli ultimi giorni nelV opinione pul^ 
Uica : la sua inerzia nuoce immeneamente alla sna proclama- 
zione di Re di Lombardia e dei VefMlo , la quale era quasi 
sicura pocanzi ; oramai trionfa il partito repubblicano^ — Si 
dice che siete già in Calabria alla testa di 8000 Siciliani , 
speriamo che sia vero ; intanto indicizzo la mia latterà à 
Messina , di dove verrà spedita. Nel caso che trovate due 
Mimiti di tempo scrivetemi pure a Milano , perdid adesso 
formo la vita del Jnif Errant. 

T Tedeschi tengono- tuttora oecopafa la linea della' Pfàve ; 
■sa appena organizzati 1 Corpi franchi andefremo a iuàceiatb 
di là y e cercheremo di lilierare Zncch! « il quale tiene fer« 
Mo a Palmannova. Dorando è a Vicenza. Catlo Alberto i 
Lombardo > Peschiera , e blocca gli altri forti , Verona è 
Mantova, n Ferraresi sono vigliacchi ,- e non hanno neppure 
t€ntato di bloecare il -Forte. Legnago è ancona in mano dei 
Tedeschi^ ma di poca ' importanza , cade appena càdtilà 
Mantova. 

> Addio Carissimo Golomiello , salntatemi gii amici . di' Mcs^ 
Sina et croyez moi votre très dévodé. '^ 

S. Myliws." ' 

Luigi Fabrizi vi manda tanti saluti. 
. P. S. Se potete distaccarvi dalla Sicilia venite qitl ; dti' 
campo larghissimo d* azioni è apefrto al vostro tafenló ,,e' 
come già vi ho detto , siete desiderato da tutti , ma da nes- 
suno pia che dal vostro. ' 

S/ M- . 



134 

Ulolo L* iTALUHo oiitLV CAtABftiB , li Bìg. D. Biagio Mi- 
raglia. 

6. Nominare D. Giovanai Gervasi Gomaudanle del Porle , 
col carico di sorvegliare il telegrafo. 

7. Nominare a Gommisfiarii per la fabbricazione dei car- 
lucci i ^pori P. Tommaso Mazzuca e D. Luigi llarlacci. 

8. Far coDsaiievole il pabbiico del generate acconsenti- 
mento in ciascuno dei paesi della Provincia al novello or- 
dine di cose , il solo ed unici» capace di garenlire la Libertà 
Nazionale» 

9. Palesare essere più cbe liete le notizie delle altre Pro- 
vince e di Sicilia, e Catanzaro e Nicastro aver proclamato il 
Governo Provvisorio. 

10. Dicbiarare essere suo voterò cbe la giustizia civite e 
penale continui il suo Ubero corso > nette sua esecuzione 
stando la principal guarentigia del pubblico bene- 
li. Non vol^r tratesciare via alcuna, onde nel suo tem- 
poraneo potere sten migliorale al possibite le condizioni 
dei più. 

Giuseppe Ricciardi Presidente — Domenico Mauro ^ Sta- 
pidao Lupinacci — Francesco Federici — Giovanni Moicia--» 
ri — Domenico Gerva^l , Stfptiario. 



49 
COMITATO 

DI SALUTE PUBBLICA « 

Attesa la proteste (atta dal Parlamento a 15 maggio : at- 
teso r urgente bisogno di tutelare la libertà nazionale con- 
tro un Governo vicUatore aperto dello Statuto fondamenteJe: 
veduto r invite solenne fatte ai componenti la Camera legi- 
slativa di convenire in Cosenza ai 15 stante , alla Guardia 
Nazionale » ed ai cittedini componenti la Città di Catanzaro, 
proctemaroQO indispensabile te istituzioni di un Comitato 
di Pubblica Salute , e quindi vennero nominati a compor- 
lo i qui sottoscritti i i quali acceiUndo V incarico si sono 
riuniti nel palazzo di queste Intendenza in sessione per- 

maneuto. 



13H 

n CoriÉitato tiìfrascrillo , il di eai ppwno oggetto safft il 
mantenimento deli* ordine pubblico reprimendo <)oti tiHIi i 
mezzi i disordini , e fé operaKionl sovvértltrief ^ ka in mefite 
di non allontanarsi in verona gulM Stolte ma^me oontenttfo 
nella protesta summentovata : intende «loè «oslenere coti latltt 
le forze in poter 8ao I ddtti del ^rlameato e del popolo ^-^ 
Non proclama egli danqoe verona forma di governo , nd 
vuole abUvenfro menomamente lo tisotttziofìi deir Assemblea 
Fazionate y a «ai solo spettetà il proi!èfit« sentenza intìMmé 
alle pobbliche cose. 

Il Gomitato di Ptil^Mica Salate itesideroad^ operate alla 
fiiecia del Sole , darà fuori ogni giòtnO t processi verbali 
delle soe operazioni > é comincia da oggi a lire di pubblico 
dritto le deliberazioni prei^ toora. 



Ma*i 



50 
BULLETtlNO N.M, 

DEL GOMITATO DI SALUTE PUBBLICA. 

L'anno 1848 il giorno 4 giugno in Catanzaro , alle ore 
15 d' Italia. 

Il Gomitato in continuazione del verbale d* istallazione si 
d occupato della discussione di vari principali oggetti , ed in 
segoito ha deliberato ira le altre cose guanto segue. 

1. Di dare avviso della istallazione a' Ire Distretti invitan- 
doli a spedire uno o due individui per ciascuno Distretto 
onde rappresentarlo , nel tempo stesso làr parte del Gomitato 
Centrale. 

2. Rendersi di pubblica ragione un proclama analogo per 
assicurare i cittadlùi che i principi fondamenlali del Gomi- 
tato sono il mantenimento dell' ordine pubblico e della rap- 
presentanza nazionale. 

3. Di darsi |li ordini al Gapo della Goardia Nazionale di 
Nicastro onde uir trasportare qui immediatamente sette pezzi 
di cannoni esistenti in Gizzeria, e Gaposuvero. 

4. Dirigersi un' apposita circolare a tutti i Gomandanti 
delle Guardie Nazionali per la istallazione deVGomitati cir- 
condariali e comunali » disponendo il modo atto a facilitare 



136 

e rèndere sollecita la corrispondenza col Comitato Centrale • 
distreltnale. 

5. Di adottarsi misare energiche per la esazione dell' ar- 
retrato fondiario onde impinguare la cassa , ed aver mezzi 
per sovvenire ai bisogni. 

6. Di procedersi immediatamente air alUstamento della 
Gnardia Nazionale da mobilizzarsi. 

7. Di spedirsi nn corriere analogo in Cosenza di risposta 
ai fogli da colà ricevnti per dar contezza di quanto qui si 
è praticato. 

8. Un deputato si è spedito pure in Cosenza con istruzio- 
ni a voce tendenti al pubblico interesse. 

9. Si è ordinato il movimento di due colonne mobili di 
500 uomini ognuna pei vari campi di osservazioni. , 

10. Si è disposta la spedizione di vari Commissari per 
vieppiù facilitare gli oggetti di sopra indicati. 

11. Che un'apposita Commissione sollecitasse F introito 
delle offerte in danaro gratuitamente fatte dai Cittadini. 

Catanzaro 4 giugno 4848. 
Firmati — Vincenzo Marsico » Presidente — Angelo Mo- 
relli — Tommaso Giardino — Gioyanni Scalfaro — Vitalia- 
no de Riso — Eugenio de Riso -* Giovanni Marincola — 
Rocco Susanna ^ Segretario. 



51 



BULLETTINO N.* 5. 



COHITATO ni SALUTE PUBBLICA 



Riceviamo in punto i seguenti avvisi di Catanzaro. 

L' anno 1848 , il giorno 4 giugno alle ore 14 I22 d' Ita- 
lia, in Catanzaro. 

La Guardia Nazionale^ e tutti i Cittadini componenti la 
Città di Catanzaro , riuniti nel largo di S. Francesco» avanti 
il palazzo dell'Intendenza , ad alte grida han dichiaralo es- 
sere indispensabile nello stato attuale in cui 'trovasi il regno 
di Napoli y la istituzione di un Comitato di Pubblica Salu- 



IS7 

le ^ e qvlndi eoi vota wianime si sono nominali per com^ 
porre lo itesso il Barone D. Vincenzo Marsioo per ^residen-* 
le p D. Angelo Morelli , D, Eugenio De Riso , D. Tommaso 
Giardino , B» Giotannl llarineola , Marchese D. Vitaliano De 
Riso , D« Giovanni Sealftiro » e D. Roeco Susanna componen- 
ti ; e ^esto nltimo anche eolla ({nalità di Segretario. 

In oonsegaenza di che Noi eletti come sopra » rianiti nel 
palazao dell' Intendenza « ci siamo legalmente eoetitniti per 
imprendere Tesercizip delle funzioni , eni siamo stati càia** 
nati Y ed adempire agli obblighi dalla detta nooÉna derK» 
Tanti» 

VvxtÈKtù MAESiieo , Préiid0nt$é 

AKOKLO MORfiLlI ) 

TeaiifASo GiAaniHò ) 

GtdVAKNI SCAtPARo) /*^«,^^« 
YttALIAlfO DB Riso ) ^'««P^»'* 

EvGEifio Db Riso > 

GIOTANRI HAanfcot A ) 
Rocco SvSABfCA y Stqtétario 

. Segoe la circolare qui appresso : 

ComiUAo di PiMUea Sduie di Calabria Ottra Seconda --^ 
num.^ S. ^— Circolare — Catanzaro li 4 Giugno, i848. 

SIGNORE 

Le partecipiamo essersi in ({xiesto giorno per acclamazione 
della popolazione e Guardia Nazionale nominato in questo 
dapoluogo della Provincia un Comitato di Salute Pubblica » 
come dal verbale che le rimettiamo , ed in conformità a 
quanto si è praticato in Provincia di Calabria Citra , colla 
quale siamo in perfetta relazioBe, giusta le annesse stampe* 

In ricevere la presente , Ella si compiacerà fare immedia-* 
lamente procedere in cotesto Gonrane alla istallacione di un 
Comitato y nelle forme come dai citato annesso verliale v e 
composto di cinque individui , fra i quali vi saranno un Pre- 
aidente ed un Segretario. 

Adempito appena a tanto , ciascun Gomitato si metterà In 
relazione col rispettivo Capoluogo di Circondario , da cui 
dipenderà. Il Comitato poi di ciascun Circondario sarà di- 
pendente da questo Centrale Provinciale , presso cui vj sa- 
Tanno i rappresentanti di ciascun Distretto , ^me d* altra 
nostra lettera d* invito. 

14 



138 

Ciascan Comitata dt Pubblica Salale^ darà, energici prov- 
vedimeiitl perchè sia iramedialamente mobilizzala una parte 
della Guardia J^azioDale , e pronta a marciare ove il biso* 
gito della patria lo richiedesse dietro ordine che ne riceverà. 

Fipchè non saranno date ulteriori , è precise istrozioni , 
si prov.vederà momentaneamente da ciascun Comitato Comu**. 
naie ; appellandosi alla generosità di tutti i. Cittadini caldi 
di amor patrio , per formarsi con offerte volontarie un fon-r 
do di spese almeno pei primi giorni » nel caso di marcia > 
pagandosi ciascuna Guardia Nazionale alla ragione di grana 
30 al giorno , ritenendosi da questa somma in massa grana 
cinque per spese di equipaggio. 

Perchò la Provincia non manchi di mezzi nella sua pre^ 
sente condizione » trattandosi dt^ sostenere e difendere la 
causa nazionale minacciata dal potere Regio , senza obbligare 
i proprietari a troppo onerosi sai^'ificì , possono però , e 
debbono questi prontamente adempire al pagamento del Da- 
zio fondiario. All' oggetto ciascun Comitato farà sollecitare 
questi pagamenti , in modo che gli Esattori adempissero alle 
scadute obbliganze', fino al corrente giorno presso le rispet- 
tive casse distrettuali , ed impiegando in danno de* morosi 
tiptt' i mezzi dalla legge prescritti , n on escluso il sequestro 
e la vendita nello stretto perentorio dei regolamenti ammi- 
nistrativi^ ed anche il braccio forte della Guardia Nazionale 
se i\ bisogno lo richiederà. 

Ci attendiamo solleciti riscontri alla presente di unito allo 
stato della forza armata disponibile nel caso di marcia tra 
r improrogabile termine di gi^ai tre. 

Il Presidente^ 

t • 

Vincenzo Marsico. 
^ n Segretario pr<w^i8ório 

Eugenio dib Riso. 

I Componenti 

Angelo Morelli — Marchese Vitaliano de Riso — ' Tomma^ 
so Giardino — Giovanni Scalfaro — Criovanni Marlncola •— 
Rocco Susanna.. 

Ai tig^ Comandanti le Guardie 
Nazionali del Comune di ,^,.. - 

Giite il proclama e la circolare riportati di sopra » tro-* 
viamo le seguenti parole in una. lettera ufiizìale di quel Co- 
mitato. 



139 

« Ordini perenlort sonosi emessi pereliè an movimento di 
» milie uomini si esegpa per la Provincia di Reggio, onde age- 
» volare le operazioni sicale al Piano della Corona, e percliè 
» campi di osservazione si ri unissero prestamente a guardia 
» di questa marina, non che di quell» del Pizzo e Tropea. Le 
» circostanze poi ne istruiranno sul reciproco appoggio di 
» soccorsi a seconda dei tentativi che osserveremo dal canto 
» dei regi. » 

Cosenza , S giugno ^S4& 

Giuseppe Ricciardi , Presidende — Doheicico Mauro -- Sta- 
msLAo LupifiAGCi — Francesco Federici •*« CìiovAifMi Mo- 
SCAEI — DoinsNico Gbrvasi , Segretario. 



IL GOMITATO 

DIPUBDLICA SALVEZZA» 

f 

Sì vede nel dovere di prevenire che chiunque oserà spar- 
gere notizie , o voci allarmanti aite a turi>are V ordine pub- 
blico , e P armonia che fortunatamente regna tra i Cittadini,, 
sarà dichiarato nemico dell' umanità , e le misure più ener^ 
gielie saranno contro di kii adottata , onde esser punito a 
norma delle leggi. 

Catanzaro li S Giugno» i848. 

U Presiéenle 
Vincenzo Minsico. 
il Segretario provvisorio > 
Eugenio de Riso. 



/ . 



140 



53 



COMITATO 



I 



Bf ^OBBLIGA SALUTE 



I 



BULLETTINO N/ 2. 

L* anno 1S48 il fiomo 5 fingno in Catanzaro. 
U Gomitalo ba formato oggetto dei lavori di qnetlo gior* 
Bo « ed ha emease le analoghe delilierazioni sa quanto segue: 

1. La Guardia Nazionale di Catanzaro Capoluogo della 
provinciai formando V nnica forza della città, ha richiamato 
la particolare attenzione del Gomitato , che ha votato un re- 
golamento per Io quale due gravi disimpegni si propongono, 
cioè » r istallazione subitanea delle compagnie mobili , e di 
quelle di riserba addette al mantenimento delF ordine pub- 
blico. 

2. SI è pubblicato un manifesto per V arrollamento volon- 
tario dei giovani cui è cara la patria bandiera » per la di- 
fssa delle franchigie , e della indipendenza nazionale. 

3. Ver la coniervazione della tranquillità del paeie, e del- 
T armonia tra i Cittadini , con apposito avviso il Comitato 
parlando ali* amor proprio di ciascuno, ha determinato adot- 
tane le più energiche misure per reprimere qualche malin- 
tendooato » se por ve ne fosse, il quale tentasse disturbare 
la pace con atti , con parole allarmanti , e con maligne in- 
ainuazioni. 

4. 1 eoooedati , che tuttora non han oempletalo il loro 
Impegno , potendo rendere utili servigi in sostegno della 
causa comune sono stati con apposita circolare richiamati 
sotto 11 vessillo nazionale : e questo santissimo appello che 
la loro la patria sarà F incentivo il più sublime pei cuoi I 
generosi dei difensori dei nostri dritti. 

5. Fer la riscossione delle pubbliche Imposte # prime mo- 
trici di ogni civile organizzazione , e per lo esatto Impiego 
di esM t si è volato e compilato analogo foglio d' istruzione 
onde liicllltare la contabilità , d* onde la buona regola che 
è la certezza materiale e morale de^' introiti ed esiti di 
ogni ben regolata Azienda. 

6* Calde preghiere , e non minori impulsi si sono diretti 



141 

ai contritaeiili del raolo fondiario di CaUozaro pel versa- 
mento delle scadenze arretrate : e nel caso quakliedano vi 
fosse elle sordo alla voce dell' onore , ed indifferente ai bi- 
sogni argenti della patria^ non volesse adémpiere al pro- 
prio dovere » si è fatto conoscere quali provvediiÉienii an* 
dranno a mettersi in esecuzione. ' 

7. Utili provvedimenti si sono deliberati per talune aom- 
me che trovansi depositate in Gatro. 

8. Perchè si avessero mezzi straordinari ed eflleacl per 
rendere vieppiù imponente T attnale stato , si ò diretta ap- 
posita circolare a tati' i doviziosi della provincia , onde emn- 
landò fra loro per sentita carità verso la patria > la sovve- 
nissero coi loro estesi mezzi , e concorressero a fiicilitare il 
eonsegaimento delle pnbbliche speranze* 

9. Per talaai volonlart di Gatro, i quali spontaneamente 
annosi offerti alla difesa della salate pubblica si sono dati 
gli ordini per tenersi pronti a marciare. 

Fatto e chioso alle ore 24 dd sadeito giorno , mese ed 
anno. 

Firmati — Vincenzo Marsioo » Presidente — Angelo Ho-- 
relli — Tommaso Giardino — Giovanni Scalfaro — Vita- 
liano de Riso — Eugenio de Riso — Giovanni Marincola — 
Rocco Susanna , Segretario. 



wmm* 



8* 

I t 

IL COKITATO DI FlfBBI.ICA SALVTB 

àtìa GfMrdia Naziùnde di Catanssare* 

Il servizio della Guardia Nazionale ò rilassato! Non orga- 
nizzazione, non diseiplina » non solerzia ^ L'ordine pubblico 
si è mantenuto finora per grazia soltanto della divina Prov- 
videnza f e non per opera voslra ; e dal 29 gennaio fin'oggl 
siamo in continua anarchia. 

Quest'anarchia ora pacifica potrebbe degenerare in atU 
(umultuosi , e dissordinali , e le triste conseguenze dovete 
voi valutarle e prevenirle. 

Cittadini soldati : quella libertà che voi applaudite non 
è sostenibile senza la forza armata , e questa è tutta in voi. 



142 

Von colle festose grida si difende la Rappresentaaia Nazio- 
nale maDomesaa dalla baionetta , e dalla mitraglia , e voi 
non salverete la patria minacciata dal dispotismo , e l' Ita- 
lia, dallo straniero colle feste , e gli applausi , ma sol colle 
armi ed i sacrifizii. 

Qaesto Comitato di Pabbllca Salvezza da yoi unanimamen- 
te proclamato snlF esempio della limitrofa provincia sorella» 
e come elemento di quel Gomitato Centrale » unico per le 
tre Calabrie , ebei dovrà costituirci lodipeDdenti da qualsivo- 
glia potere violatore delle nostre guarentigie Costituzionali » 
fMl attuare la pretesta fatta dalla Camera dei Deputati nel 
memorando giorno del 15 mjsggio , sarebbe nullo e derisorio 
aenza che il vostro real^ ed energico appoggio , ed i com- 
ponenti di esso tradirebbero F importante e temporanea mis- 
sione loro affidata > omettendo di rammentarvi i vostri saòri 
doveri ii| questi momenti ; o di provvedere con tutti i mezzi 
possibili al sollecito ordinamento della milizia cittadina d^ 
questo Capoluogo , dovendosi sul vostro tipo organizzare 
quella dei comuni tutti de}la provincia. 

A quale effetto il Comitato di Pubblica Salute ba deli- 
berato : 

1. La Guardia Nazionale di Catanzaro sarà divisa in due 
colonne: la prima dichiarala mobile dovrà accorrere armata 
dove il bisegnoy od il pericolo della patria il rinchiederan- 
no , sempre però sull' ambito delie tre Calabrie , e la se- 
conda di riserba resterà in custodia della eittà pel mante- 
nimento dell' ordine pubblico. 

2. Faranno parte della prima colonna tutti coloro che per 
età o robustezza possono marciare e brandire le armi, sen- 
za alcuna eccezione, non ammettendo i presenti bisogni 
ritenere per norma la sola età. 

3. Apparterranno alla seconda colonna gli anziani , gli 
unici assoluti e tutti coloro che per acciacchi fisici sono im- 
possibilitati a marciare. 

4. I componenti della prima colonna mobile , mettendosi 
in marcia , avranno dritto ad una diaria di grana trenta al 
giorno , pagabili grana venticinque in contante , e grana 
cinque resteranno in massa per spese di equipaggio. 

5. Ciascuna colonna verrà divisa in compagnie di 105 in- 
dividui ognuna. Ciascuna compagnia avrà un Capitano , uà 
Tenente , un sotto Tenente , un Alfiere , un primo Sergente^ 
quattro secondi Sergenti , un Caporàl-foriere ed otto Caporali. 

6. Ogni compagnia appena formata passerà immediata- 
mente alla nomina dei suoi Ufiìzlali , e solto-Uflìziuli > per 
votazione segreta , e nelle forme elettorali. 



US 

7. Per esser valida ciascana nomina si richiede la maf^^ 
gioranza assolata di voti per gli Uffiziali , e la relativa per 
i sotto-Ufliziali. Nel caso di parità , deciderà la sorte. 

8. Tatti gli Uifiziali e sotto-Uflliziali di ciascuna colonna 
convocati separatamente , procederanno alla nomina del Co- 
nandante la colonna medesima; quale nomina non sarà va- 
lida che a maggioranza assolata di voti, 

9. Tatti gli Uffiziali e sotto-Ufll2iaU delle dae colonne , 
riuniti fra di loro , nomineranno , anche a maggioranza as- 
solata , il Comandate Sapremo di tatta la Guardia Na- 
zionale* • . ^'f 

10. Fino a che non avrà luogo qàest' ultima nomina ,. re^ 
sta provvisoriamente incaricato del . Comando Superiore il 
componente del Comitato D. Eagenio de Riso per la dimis- 
sione chiesta ed accettata dal signor Lepiane. 

11. Onde portare sollecitamente ad effetto F organizzazione 
delle due colonne suddette , restano nominati i signori D. Fran^ 
Cesco Rocca e D. Cesare Marincola per organizzatori : il pri- 
mo assistito dal signor D. Antonio Torricelli per la colónna 
mobile , ed il secondo per quella di riserba. Entrambi di- 
penderanno dal Comandante provvisorio signor De Riso , af- 
finchè di accordo , e sollecitamente si adempisse a quanto è 
oggetto della presente deliberazione , procedendo all' uopo 
nelle forme più economiche. 

12. Appena adempita la organizzazione , e nomina dei 
Comandanti ed Uffiziali , i cennati organizzatori , é Coman- 
dante Superiore provvisorio cesseranno dalle loro funzioni. 

13. Si daranno al più presto dettagli e regolamenti ana- 
loghi per il servizio da prestarsi da ciascana delle due in- 
dicate colonne. 

Catanzaro S Giugno i848. 

Il Presidente 
Vincenzo Marsico 
Il Segretario prtnmiono 
Eugenio de Riso. 



f44 



5S 



Comitato éU hOtìtea SduU della Protincia di Calabria Ultra 
Seconda — Caianzaro 5 pugno 4848. 

. Smiioib 

% oggetto della massima importanza il praomM)vere le esa- 
zioni delle contribuzioni scadute al 15 aprile ultimo, e que- 
sto Gomitato ha creduto occuparsene a preferenza. 

Ogni cittadino che ha amore di patria non dovrebbe mo- 
strarsi renitente a pagare per \ utile della Nazione » e pel 
ben* essere universale, quelle somme che anteriormente paga- 
yansi al potere assolato; ma laddove il nobile sentimento 
della causa comune non fosse da tanto da muovere i contri- 
buenti al sollecito adempimento , resta ella autorizzata ad 
avvalersi della Guardia Nazionale , anzi se il bisogno lo esige, 
formerà un contingente di venti uomini della Guardia sud- 
detta, badando die fossero probi, e fermi, e li metterà a 
disposizione degli Esattori per avvalersene nel bisogno di do- 
versi spedire le coazioni- 
Mi attendo dal di lei zelo un pronto efficace adempimento. 

n Presidente 
Vincenzo MAmsico 
Il Segretario Provvisorio 
EtroBifio DE Riso 



56 

AI POPOLI DELLA CALABRIA COSENTINA V 
Calasbxsi 1 

I>opo 1 fiaitti del 15 maggio , volendo Re Ferdinando ritor- 
nare al suo antico regime e costringere i popoli al servag- 
gio , con circolare del Ministero dell' interno dei 22 dello 
stesso mese , ordinavasi che gli abitanti de' comuni non pò- 



US 

tessero godere delle terre demaniali , pria di recìamarfe ed 
ottenerle con regolare giudizio di revifidicazione. 

Il Cogitato di Calabria Gitra mirando mai sempre al bene 
del popolo Calabro Cosentino , promette, ^i sostenere collift 
forza legale e civile il pieno godimento de'dritti che gli ap-- 
partengono ; beninteso che le private proprietà debbano es-^ 
sere rispettate da tutti e garentite , poicbò la proprietà ò 
l'effetto dell' industria e fatica > senza la quale ogni società 
civile crollerebbe. 

Il Comitato invita gli abitanti de' comuni a prendere le 
armi ed accorrere alla difesa della patria minacciala, sicuro 
che di buon grado si armeranno a prò di essa • ed insieme 
alla conservazione di quelle terre , delle quali sarebbero , 
l'antico regime tornando in essere , immancabilmente spo- 
gliati. Assicura poi non solo agli abitanti de' comuni la se- 
mina del presente anno, bensì quella degli anni avvenire > 
ne' limiti de' dritti che gli appartengono, sul Demanio Co-^ 
munale. Esorta in pari tempo i proprietari a non molestare 
i cittadini nel loro godimento , certissimo che da uomini giusti 
e generosi accoglieranno un tale suggerimento qual mezzo ef- 
ficace a sostenere la pubblica tranquillità. 
Cosenza a' d giugno i848* 

Raffaele Valeniini , Presidente — Giuseppe, Ricciardi — Do^ 
tnem'co Mauro — Francesca Federici — Giovanni Mosciari — 
Giulio Medaglia , Segretario 



57 
AI GENEROSI ABITANTI 

BELLE CALABRIE 

.Calabresi ! L' ora invocata da tanto tempo , desiderio dt 
tante anime frementi , è suonata ! Mentre io scrìvo queste 
Iiarole , Cosenza , la regina de' Bruzì , la città delle memo- 
rie , ha calato la visiera , ha tratto 1' antico brando dalla 
guaina , ed ha già schierato i suoi figli nelle formidabili file 
della battaglia ! All'armi ! all'armi ! Questo grido ripetuto da 
cento echi vola da monte in monte da lido a lido possente 

i3 



14S 

santa causa , loslemo agli egregi signori RaiEaele Valenlini , 
Domenico Mauro , ed Eugenio de Riso , Deputali al parla- 
mento , risposero all'appello del popolo , e nel mentre stabip 
livano ir Gomitato, si rivolgeano agli abitanti del Napolitano 
col seguente proclama : 

« Gli enormi fatti di Napoli de' 15 maggio» e gli atti di- 
struttivi al tutto della Costituzione , che loiro tennero dietro» 
hanno rotto ogni patto fra il Principe e il Popolo. E però 
poi vostri rappresentanti, fattici capi al movimento delle Ca- 
labrie , afforzali dallo spontaneo soccorso de' nostri generosi 
fratelli della Sicilia , incuorali dall'unanime grido d^ inde- 
gnazione e di sdegno levatosi contro il pessimo de' governi , 
non che ilelle altre province , in Italia tutta , dichiariamo 
quanto segue , certissimi di essere interpetri fidi del pub- 
blico voto .» 

a Memori della solenne promessa fatta dal Parlamento nella 
sua nobil protesta de' 15 maggio, di riunirsi cioè nuovamente, 
non così' tosto gli fosse stato concesso, crediamo debilo nostro 
lo invitare i nostri Colleghi a convenire ai 1 5 giugno in Go- 
/senza , x)nde riprendere le deliberazioni interrotte in Napoli 
dalla forza brutale , e por sotto l'egida dell' Asseniblea nazio-^ 
naie i sacri diritti del Popolo Napolitano ». ' 

p Mandatari della Nazione , chiamiamo intorno a noi , in- 
vochiamo a sostegno della libertà nazionale la fede e lo zelo 
delle milizie civili , le quali » nel sostenere in modo efficàca 
la santa causa , a tutelare la quale siamo stati sforzati a ri- 
correre alla suprema ragione delle armi , sapran mantenete 
la Sicurezza de' Cittadini e il rispetto alle proprietà » senza 
cui non può essere libertà vera ». 

Chi quella sera avesse veduto illuminati gli edifizt , e del 
cittadini il generale tripudio , e la serena gioia , e lo strin- 
ger delle mani , e lo abbracciarsi , e il gridarsi fratelli a- 
vrebbe detto — questo è popolo che ha vinto ed è risorto ! ' 

E si che avrebbe detto il vero, imperocché il Calabrese nel 
gridare all'armi ha già nel cuore la certezza della vittoria» 
^arro i provvedimenti presi dal Comitato. 
^ Il bullettlno n. 1. pel mentre dichiarava la professione di 
fede del Comitato , ch'è quella di tutelare la libertà Nazio- 
nale , e di sostenere con tutte le forze i dritti del Parla niento,* 
e del Popolo , annunziava aver destinato il sig. D. Stanislao 
LupiRacci a Cassiere delle somme bisognevoli all'armamento, 
e a suoi coadiutori D. Gaetano Bosco e D. Pasquale De Ni- 
cola : aver disposto l'organizzazione di una colonna mobile 
di mille uomini con la mercede di grana 25 netti per ognu'^ 



149 

tio » e qnesti per occapare la monlagDa di Paola» sotto il co* 
-mando di D. Pietro Mileti.; più di altra colonna mobile da 
stabilirsi provvisoriamente in Cosenza iM>tto il comando in capo 
del sig. D. Saverio Àltimari. 

Deliberava in seguito ( ballettino n^ ^. ) — 1. Un arma* 
ìnento generale nella provincia — 2. Far consapevole il Ck>m* 
messario del potere esecutivo in Messina dell'oprato in questa 
Provincia pressandolo pel sollecito invio degli armati ed ar- 
tiglieria posti da più tempo a disposizione de' Calabresi — 3. 
Armonizzare le operazioni di questa Calabria con quelle delle 
altre due — 4. Così per le altre proTincie di Salerno e Po- 
tenza — 5. Fare intesi i fratelli di Napoli del giuramento dei 
baoni calabresi di vincere o morire per la santa causa. 

Indi un altro ballettino ( n. 3. ) annonziava cbe il Comi- 
tato avéa affidata al sig. Raffaele Yalentini le funzioni din- 
tendente col titolo di C^mmessario del potere esecutivo, onde 
far che il corso de' pabblici affari non fosse in menoma guisa 
interrotto : che volendo migliorare le condizioni della classe 
povera avrebbe rivolte le sue mire al disgravio delle pub- 
]>lìche tasse, e come arra della promessa ribassava il prezzo 
del sale di grana due per ogni rotolo ; che a tutelare l'ordine 
pubblico avrebbe provveduto subito al riordinamento della 
Guardia Nazionale della Provincia , e dava già delle dispo- 
sizioni per quella di Cosenza. 

11 qaale ballettino Tenne pubblicato innanti a questa mi- 
lizia cittadina già raccolta a rivista sulla spianata delllnten- 
denza , ed alla quale pria diressero brevi ma calde e senjlite 
parole i signori Yalentini» e Ricciardi; parole che trovarono 
un eco in ogni cuore, e che faron salutate da cento applausi. 

Ieri infine col ballettino n.^ 5 si dava conto di diversi 
provvedimenti necessari allo scopo, fra quali la composizione 
di un comitato di Guerra in Paola , e di altro di Salute 
pubblica: cosi per gli altri distretti di Castrovillari, e Rossano.' 

Questo rapido cenno delle operazioni del Comitato forse 
non riescirà bastevole a soddisfare fi desiderio di coloro che 
vorrebbero minutamente conoscere quanto finora si è prati- 
cato. Ma noi abbiamo dovalo per ora restringerci fra le po- 
che colonne di questo foglio periodico , ^ nel -quale da oggi 
In poi , per soddisfare meglio ai lettori , riporteremo per 
intero gli atti del Comitato. 



ISO 



ss • 

ATTI DEL COMITATa 

9ULLETTIN0 N.* 6, 

L' MHio 1S48 , il giorno 6 gingno , in Cosenza , alle ora 
dieci aDtimeridiaoH , K Gomitato di Salale Pubblica. 
Ha adoitate le «egaenli deliberazioni. 

ORDINARE 

1.* Ai Ricevitori D^strellnali e del generi di privativa, che 
liei lare i versamenti presso il Ricevitore Generale , inrias- 
aero a questo Gomitato copia del verbale delle somme versale. 

Ù.^ Alio Ispettore Generale delle Acque e Foreste di tenere 
9 dlsposizioiie del Comitato tutti i Guardaboschi sì a pi^l 
cha a cavallo « che si trovano sotto la sua dipendenza. 

3.^ ÀI Direttore dei Dazi Indiretti di consegnare nelle mani 
dt D. Pietro Salfi «>>mandante ordinatore della forza Civica 
i fncOi tutti dei Doganieri sottoposti alla sua Autorità da ser- 
vire por r armamento delle milizie òittadlne destinate a mar- 
ciare. ' 

4/ Air Incaricato di Regia di fare al più presto pervenire 
a questo Gomitato il potamento degli armati sotto la sua di* 
pendenza » da essere adoperati per la santa causa » avendo 
vari di essi manifestato sì santo desiderio. 

5.* Al Capo Squadrone della Guardia Nazionale a cavallo di 
mettore a disposizione del Gomitato le trombe di tale corpo. 

NOMINARE 

1.^ D. Carlo Campagna, a GoDutndante Interino delle G.uar-* 
die Citladine Diatrettoali. 

2/ D. FranoBsco Valentipi, D» Nicola Lepiane e D. Gioac* 
chino Gaudio a Comandanti la 1/ 2.^ e 3.^ Compagnia delle 
milizie civiche da partire per la volta di Paola. 

3/ D. Luigi De Matera a Quartier Mastro della colonna 
inedesinìa. 

4-.* D. Pietro De Roberto ad Aiutante del sig. Mosciari. 



ISI 



DIRAMARE 



La seguente circolare ai Sindaci dei Cothahi di Calabria 
Citra. 

Questo Gomitato di Salute Pubblica , désìdét'otodl miglio- 
rare al possibile le condizioni d'elle élàssi più pbvei^e , h'a 
deliberato , in data de* 4 stante, d'adottare qua! ptiriià tòi^ 
sarà in tal senso , che il sale da grana ottp sia dibassato àf 
grana sei il rotolo in tutta questa Provincia. Fidando ùéì dì 
lèi zelo , il detto Comitato fa invita a creare una Com'mis- 
sione composta deMre cittadini più riputati dèi éuoCoinùné, 
la quale procederà alla ripèsd del sàie' esistente ne*^ così detti 
botteghini, formandone pk^oióè^^o Verbale in triplice ^di- 
zione , di cui una da inviarsi a questo Còi^t(ato , ntl' altra 
da rilasciarsi al venditore , e la terza da ritenersi per di- 
scarico de' Commissari. 

Il Comitato profitta di questa peca^o'ne' per invitarla a 
spendere tutta la sua influenza , onde fai* muovere a questa 
volta nel più breve spazio di tempo possiitité le Gdardié fra- 
zionali disponibili del suo Comune. Un govèrno fedifrsTgò ed 
oppressore sta pef tentare un Ultimo sforzo cóntro là liberi^ 
lìazionale. tocca al liberi Cittadini l^oppoirre alla fofza ttvL-^ 
tale il loro ardore patriottico. 

Una funebre ceriniobia avrà luogo ili Cbsdh^à sàtiàtb p^ò^- 
simo , in onore del Martiri dei 15 màggio. Quésto Comitato 
desidera ferventemente òhe ogni Comune sfa qui rappresen- 
tato almeno da una' delle sue Guàrdie I^aziobàli. La qual 
linniòne di rappresentatati eomunall è tanto più nééés^rià » 
che dovranno eglino riconoscere » a nome dèlta Gt/ardia lìa- 
zionale de* loro Òomuh! , il Comandante ìhteHno delle Itfli- 
zle Civili del Distretto , eletto à tal0 dffizio qUèàt'Oggi stesso 
nella persona del sig. Ó. Carlo Campagna. 

Sicnro della premura con cui sarà per disimpegnare gPin- 
carichi sopraddescritti , H Comitato V accerta della sua sin- 
cera stima* 

lE COMITATO 

C. ^cciardi , Ùeputato al Parlamento , t^résidenCé — tìome'' 
nieo Mauro , Deputato al Parlamento — Stanislao Lupinacci — 
Francesco Federici — Giovanni Mosciari , proprietari — GiuUo 
Medaglia , Segretario, 



1S2 



ANNUNZI IMPORTANTISSIMI 



la Nìeastro trovavasi di gi^ stabilito un governo provvi- 
isorio 9 il Presidente del quale è il sig. d* Ippolito. 

Siamo lieti di potere annunziare che nel Distretto di Ca- 
strovillari si è già operalo un movimento lodevolissimo. Un 
ufficio del Deputato sig. Pace di questa data annunzia essersi 
già posti in marcia verso Cosenza quattrocento uomini, i quali 
saranno seguiti da altri ancora. 

Sia lode a' generosi che cosi efficacemente cooperano alla 
santa impresa. Il loro esempio possa servire di sprone a quei 
che ancora dubitano o temono , o non conoscono che è bella 
gloria servir la patria e aiutarla ne* suoi perigli, e che Fab- 
bandonarla è onta* 

— Leggiamo nel nnm.^ 5 di un domate che si pubblica 
in Teramo un caldissimo articolo inmfi^jlo II Tradimento^ che 
noi per brevità non riportiamo » mà^ ch^è pruova inelutta- 
bile del fermento di quella Provincia /e dell'immenso desio 
di vendetta per gli atroci jfalti di Napoli. 

-*- Ricaviamo da lettere di peisone degnissime di fede che 
Potenza, Bari, e Molfetta sono già insorte, e attendono con 
grande ansietà notizie di Cosenza — In Ariano ove la rivolta 
era già scoppiata un battaglione di linea fu interamente di- 
strutto , un' altro si salvò con la fuga. Ciò da lettera di un 
soldato Hossanese che trovasi ferito in Ariano. 

— Sono consolantissime le notizie che si hanno da Rossa- 
no — Quivi si è già istallato il Comitato , e quella popola- 
zione ha esternato il più ardente desiderio di combattere per 
la patria libertà. 

Lo abbiamo detto , Iddio è con noi — L' ora della ven- 
detta è suonata , e il dispotismo non più oserà combattere 
coi popoli che unanimi e tremendi sorgono al grido di 

Viva la libertà l 

— II sig. D. Giuseppe Mazzei , eletto dal Comitato a rac- 
cogliere tutte le Guardie Nazionali del Distretto di Cosenza , 
giunse qui ieri matUna colla prima banda di 300 persone. 
La liBce schierare in bella mostra innanzi al Palazzo del Co- 
mitato • e chiamando ad alta voce il Presidente Giuseppe 
Ricciardi , e i Deputati, Domenico Mauro e Raffaele Yalen- 
tini questo grido unanime scoppiò dal petto di quei vaio- 



rosi. Vira Ricciardi! Vira ti tk)mitato! Vira rindipendeiua 
Italiana ! 

— n 5 di questo' mese verso lè ore' 23 d* Italia • e ieri 
alle ore 24 dae elette schiai^ di valorpiii, /r^* gnali molti gen- 
tiluomioi di Cosenza, mossero da qui per unirsi alla colonna 
sMdHlite mila ^postagaa, di Saol^i. Qaei grodie^Ao^ .anip^i^ 
dal più ardente entusiasmo, e salutati da cento appUin^ if 
iATiavano a dar iNrufva di calabio T^loie. 



M ' , .V i t « . > 4 






«ettÉTrmò *.• i. 



iste , il giorno jS ffinj;no , li^ Cosenza all^ ore ' 
u m. il Comitato di Saliìte Pubblica 

aeriti della pàtria che toIgoit 
' armamento , perchè 



V anào 1848 • il srioroo iS eiusno . . iu Cosenza alle óre 9 
e mezzo p< 

Ha deliberalo. 

i. Far invito a tutti i tieneméi 
tariamente aveano offerto somme 
si compiacciano versarle . in mano del sig. D. Stanislao Ln- 
plnacci , di ciò incaricato. 

2. Nominare una commissione composta dai signori Pasqua- 
le Mauro e Gaspare Marsico , con Y incarico di occuparsi 
positivssiiiieKite della enzbm^ d^tt arr^tv^U.dd ds|j||a.f(N|d^- 
rio ; e di presentare un progetto intórno alle riforme da po- 
tersi operare quanto al sislenia daziario. 

3. Volendo questo Comitato^ a nome della provincia onda 
ò solo rappresentante > onorar la memoria dei martiri ca- 
duti in Napoli ai 15 maggio , ha risoluto procedersi ai pub- 




ca^o mierino sig. 
, 4. ti programma per là dettai C^rilmónlà h&U c8ini^àiii' 
dallo stésso sig. Campagna. ! , 

5. Nominare il slgTt). Sav^i^io kìioiatÌTé & i(ittii\ni^^ H^j^; 
aerale di tutte le forze mobiti della proViii<ii2l coll^ tnèUrìm* 
delP amministrazione di. ogni genere di ittniùj^iohé da^uérrà. 
(• n sig. Francesco Valentini coiiiandante la siécòiiìlà òbiti- 
pagnia è partito alle ore 24 d' Italia per il caifipo formato' 
a Paola sotto gli ordini del sigf. D. Pietro ìOììkÙ. 

16 



BULLETTIlfO M/ 8. 

COMITATO DI WnVLKJk SALUtl. 

Nella toniatt del 7 giugno si mm prese la tegaattii deli- 
hemioni : 

1. Che il 8ig. FMerico Anastasio parta per quel paese cha 
meglio crederà con incarico di reclutar gente* 

9. Che si ponga in disposizione del saddetto Anastasio la 
somma di dnc. 50 da servire per arra a qaelli che assolderà» 

3. Che il sig. Giuseppe Mazzei parta di qui con una squa- 
dra per la volta di Calabria Ultra 2.* con impegno d*ingros- 
iarla cammin fiicendo. 

4. Che il sig. Mazzei sia inoltre incai^cato di Teiificare la 
casse comunali dei paesi donde passa , è servirsi delle som- 
me che troverà, rilasciando iMni. Se stringesse il l^isogoo può 
ancora elTettnire degl* imprestiti a di tutto darà poi un ren- 
diconto al Comitato. 

5. Si son posti in disposizione del sig. Ifazzei D. f 00 , a 
100 mazzi di cartacei. 



■«^1^ 



« • 

( Dair Indipendente » gioraalé periodico di MessiBa ) 

CRONACA DI MESSINA 

{7 Giugno) 

La operosità 4ei Deputati a) ^Parlamento napolitaoo, da qui 
partiti nella decorsa settimana » il vivo desiderio di liberarsi 
da un lotifo» servaggio , che minacciava r annichilamento to^ 
tale 9 la collera accesa in tutti gli animi degli abitanti della 
groviiicle di Napoli per la strage della capitale , sembra , 
dfit preparino una grande catastrofe. 

Sin da domenica mattina scorgeasi , per mezzo di cannoc- 
chiali 9 sventolare in Villa S. Giovanni il. Vessillo della Ri- 
generazione » custodito da un distaccamento di Guardie Na- 
zionali. Altre due tricolòrate bandiere osservavansi sul vasto 
piano dalia Corona > tra Bagnara e Palme , punto stabilito 



ti» 

ptr la riaofoQt dagli innati, éba t moDiénti debbono mar- 
ciar» dai distretti di Mootaleone e di Ni€astro , onda aairsi 
a quelli delle altre comuni della prò? incia di Reggio^ 

Ieri gli ilendardi tricolori contlDuayano al loro posto. Ver- 
so le 9 a. m. quattro soldati di linea » foggiti da Scilla » 
quali presero servizio nelle nostre file col grado di caporali» 
davano contezza , che quel paese era già sgombro di soldati^ 
regi , se ntHn cbe il castello trovavasi presidiato da deboti 
distaccamento» sotto gli ordini di un capitano. Tutto in som- 
ma fa sperare , che i nostri fratelli al di là dello stretto noi» 
tarderanno a dar mano all' opera della loro re^nztoiie. Noi 
resi già liberi , non possiamo accogliere nel nostro petto al- 
tra iH^ma 9 cbe quella della liberti^ di tutti i popoli » e la 
dislrozione della tirannide. * 

Questi simultanei morimentt nette Calabria Indttssero il 
generale comandante là piazza di Reggio'» ad uscire con tut- 
te le truppe dalla città » • Irinc^rarsi su di un' altura vici-*^ 
na al Camposanto di quella comune ,. iniantocbè i regi bat- 
telli a vapore perlnsttaaa giorno e notte il canale » non seur- 
za arrestare qualche barca ». 1« quale tenti di valicat la 
stretto. 

Ciò ha dato aMtf va » che le nostra artiglierie del Faro ti-» 
rassero dei colpi di cannone sui piroscafi nenUei» alcun dei 
quali ha riportato del danno.^ 

Frattanto ieri dopo pranzo cofenpartva una grossa ftegata 
a vapore > avente a bordo quantità di truppa , che approda 
^Ua dttadelia. Sbarcato nn distaccamento di bersaglieri » ve- 
deasl metter pjede a terra un personaggio distinto » cui gli 
astanti salutavano , scuoprendosi il capo » e i più vicini gli 
a^ Inchinavano » baeiavangli la nano. M congettura , esser 
quegli un membro dei reali di Napoli» spedito a mettere in 
caeeBzione un piano strategico» macchine^ ndrhifernala ga- 
binetto di NapoH » In cui cospirasi sul mezzi d* illudere i 
popoU » di dividerli » di arrestare ogni loro progresso civile» 
e naeienere quel giogo di fetrro » che 11 dissangua ed ab- 
brutisce. Tale con^tora * cangio^ In certezza » dacché àl^' 
P Imbruttir della sera un soldato del ref^ » • evaso dalla clt-« 
tadeHa » cenlèrmò questo particolare. 

Come era ben naturale » F arrivo di rinforzi » e di un' 
emissario del re bombardalere dovea dar luogo a qualche 
seria fiizione » e non ci siamo ingannati, infatti alle 9 p. m.' 
I primi eolpl di cannone ci avvertivano , che i regi satelliti' 
▼olea» tentare nh assalto. Si chiamò iinndaótinenti alle ar- 
mi 9 e tutti gli armati eraa già ai lor poslo^ Fareva inlen-^ 



aiope dei reati t di aiialin ie noi tre bat(|5rie naarao^enfc 
cosirutie sili lido del mare-grosso / una ali* iniboccatarà ilei 
'^cò santa Cecilia 9 e 1^ altra di là a un miglio vicino la 
chiesa di S. £ramo.Si avanzavano essi in due colónne» una* 
per la porta saracinesca » e F altra per avvicinarsi ai nostri 
Avamposti di Terranòva « e AdlV arsenale. 
' ' Ma le nòstre mitraglie , ed nn f adco l)en nndrito di mo- 
ichetteria li fecero rientrare bentosto nei loro covili. 'Si ti* 
:farono da canto nostro più di 20 cannonate f e bisogna pnr 
confessare /cbe' il fuoco per plutoni del nemico era ben so- 
i^enato ; contnttociò dovettero cedere il campo , lasciandovi 
non pochi morti é feriti. Con la veduta d' impadronirsi delle 
móstre batterie s^ì lido , lino dèi regi piroscafi traeva contro 
le medésime , ma tatto ta vano. 

Non iscoragffiati da qi^ta prima ripulsa , le regie trup- 
pe f alle '3 I2I dopo la mezza notte 9 tentavano una nuova 
sortita con forze maggiori » ma furono nuovamente respinti 
dal Ta)lore e dallo ardire dei prodi cittadini e militi. In que- 
8^ seconda azione taluni bersaglieri , i quali nel primo im- 
]pétO| eprìa che i nostri li avessero avvertiti , si erano' mol- 
to* inoltrati t' noti fidandosi dì retrocedere 9 temendo di e^ser 
colpiti ^allB jmìtraglie o dalla mo^chetteria ,^ si stesero al 
suolo, per farsi credere morti ; e quindi , cessata la pugna , 
fi portarono 'carponi alia easina iael centro di Terranova / 
niia Toltij occupjata dal generale comandante le armi ; e si 
sfippone f che siansi ritirati nella scors^ notte, protetti <[alle 
tenebre* * 

~ In séguito, di questa fazione gloriosa pei nostri , il slgnor^ 
Commisario del Pot!ere Esecutivo ptibbticava ieri il seffuéntè 

proclama:' * . ' ' ' ' 

-•>♦..'• • 

MESSINESI. 



ìioìk vi ^ pàs^ « cb^ possa adeguatamente appi» 
per encofniàre V ardire magnanimo , la prontezzi^ , V. 
tà , 1^ concordia » la perseveranza 9 che foiripan di voi un; 
popolo invitto , un popolo di martiri gtori/opi della liJ^pctj^: 
(V It^Ma f deU* indipendenza di SiciUa. 

Spn quattro mesi , che un nemico fratricida vjgUai^umiipnld* 
ii^9nidato denM^ ai baluardi dell' infame cittadella tenta ad 
ùrà, ad ora di molestarvi , pooiendo a dura e.gl9riocia prova 
il vostro coraggio e la vostra longanime spfierenza — ma voi 
cooff mata col vostro esempio > che il volere ^ei popoli li-r 



m: 

beli è mille volte più potente delle torri dei despoti » delle 
Imionette dei vendati satelliti. 

Appena ier sera lo squillo delle campane e il rimbombo 
del cannone avverti che la patria era minacciata t voi » ge- 
nerosi 9 a cui Tanima è ferma nei periQoli cpme in spo luogo» 
con qvellà intrepida alterezza , ondSe gli eroi sfidano i cimentin 
accorreste da per tutto armati , concordi , solleciti , operosi], 
tanto che in meno di due minuti il nemico fu costretto a rim- 
bacarsi in quegl' infami covili » donde per un istante avea 
osato di rimuovere il piede. Con<prgQgUoj9icitifU[)0 e patfrioC* 
tico ógni cittadino dovette lodarsi dells^ qobile intrepidezza, ^> 
dacrìtà,/ con cui la Guardia Nazionale, la Muoipipal?!» If» 
squadre, ed i corpi del Genio , e deirArtigli^ria anima^U d^* 
uno stesso pensiero , trasportati dal n^esìmo entn^asmo » 
ihossero colla rapidità del balepo dpy^ giù minàt^aya il pe- 
rìcolo, 

fo non posso, o miei fratellini ch& rim^n^re a^im^^^to di. 
tanta invitta costanza , di tanto sen^rosQ ardimento p e prA- 
fondervi quei giusti elogi ^ cl^e (utto ^ mo^dQ mafavigliatqi 
vi tributa<t 11 merito i.e\\^ vostra jperse^yei^anza ^oo JÌiap9in|^ 
gone in tòlte, te storie de^ mon^q. Bea si può n^l priipfì ip-* 
peto d'una insurrezione preodef* le arn^i , ed a^a^ece }ept% 
agguerrite fisilangi -^ ^aesiì nìiracóli spo propri d'qn popplp 
che sorge ; ma durare una lotta contiùmi ^ insistente , leroco« 
ma sóttoporst volontariamente ai replicati sacrifìci d'una guerra 
combattuta, da un tiranno esecrato col più selvaggio accani- 
mento , è tale èroisino ^ che supera qualunque elogio , è tal 
virtù the sbalordisce e sublima. 

Seguite , o generosi , a mostrare quella perseveranza ma- 
gnanima f che reca al compimento delle più difficili imprese; 
seguite a coltivare quella nobile concordia , che forma l'en- 
comio più grande della Siciliap^ rivoluzione » la sconfitta dei 
tristi , la disperazione del tiranno » l'ammirazione e l'esem- 
pio di tutta l' Italia ; seguite a mostrarvi pronti e valorosi , 
come la siete siati in iulti i tempi,, e la storia italiana del 
1848 non potrà fare a meno di non consacrare una delie più 
belle sue pagine all'immortalità ed alla gloria della magna- 
nima Messina ! 

Massima 6 %imif¥> 1S48. . ^ 

A ronimti^raa • 

P. PlAiJKiO. 



IM 



69 



* Comando dOia Ouàrdia Na^<nuié 4i XoiMmo ^ tiii9mmkv ~ 
Jlofiano y Gtnyiio 4848., 

Sicifomi 

Neir accusarle ricezione del di loro presevol foglio del 7 
andante qai gianto eoa espresso alle ore 2 1)2 di notte » le 
manifesto che il Gomitalo di Salate pobUca è stato qui Istal^ 
lato dal Collegio elettorale , cui si è aggianto i Capi d* ar-* 
te » ed i più inUnenti popolani. I Membri Elettorali al nu* 
mero di 7 de^ quali uno son' io , sventaratamente non sono 
tutti attaccati alla santissima causa* Nella prima seduta di 
oggi mi sono accorto della divergenza di opinione sui di-- 
versi punti che riguardano il buono andamento della prelo- 
data causa. Ad ogni modo io m' ingegnerò a tutt* nomo à\ 
Isr subito giungere un contingente qualnnq[ue per costà , sé 
non altro formato di volontari , che son pochL Vi sarebbero 
altre misure di prudenza d* adottarsi per diradare gli oscu- 
nndistl di che vi terrò parola con altra mia. Mi dò per in« 
leso di tutt'altro che racchiude il foglia Mi rassegno con ri-* 
spetto. . 

A Comomé. ìa /.* Camp. 
Ooaauaco Palopoù* 



d» 



CoflrtvaiaH 7 Gimfm 4949. 



Aeuciu 



In vista del suo gentil foglio de* 5 andante N."* 89 , ho Éta- 
bilito in questo Capo Distretto il Gomitato di Salute Pubbli- 
ca f ed ec^e V antalogo Ufficio del medesimo che comincia 
a mettersi in corrispondenza con cotesto Comitato Centrale. 

In pari tempo poi ho fatto correre pressante invito ai Ca- 
pi delle Guardie Nazionali dei Comuni più popolosi di qne- 



m 

■lo Diiiretto , per far «areUm «nel naunera di Gnanlto 9h^ 
|K»a estere dispensabile alla partenza , e mi spero che to- 
giiono i»n pieno entusiasmo correre cast* al sostegno della 
Cansa Comune. ^ 

É.i??n^ S^^^^V®*? *^ dornto glniigere in cotesto CapiC 
We deUa Proyincta le forze civiche di questo CireondarioT 
di Lni«ro , CateW» ed altri luoghi. 

n Cmmmd. déttm Guardia Naxiam^ 

M figner Pmidinte del Co^ 
mituió di Salute Pubblica #f 
Casenxa» 



64 



IVeeiiicAi*dl CrtiMa COrv — «oimm# df HM^ ^ n$ireth 

éi. C asati o » :'■>;- 

■ .. 

* ■ 1 

Oggi chQ sono U sette del mese di Giugno, alla ore dicias-> 
fwtte dell'anno 1848 » in Rende. 

Noi Salvadore Pastore Sindaco del Comune di Rende su- 
bito ricevuto V Uffizio del Gomitolo di Salute Pubblica arri- 
valo con questo corriere alle ore 17 lj2, giusto to circolare con- 
tenuto nel medesimo uffizio della dato sei corrente , onde far 
to verifica del sale, abbiamo invitoto tre cittadini piùrepn- 
tott di questo Comune» aignori D. Alessandro Marea%allo , si-, 
gnpr D. Giuseppe Stelto , e signor D, Frmcesco Maicavallo » 
e riuniti in Commissione dietro fattagli ostensivo T uffizio 
suddetto, e lettone U contenuto, cmi ijuniti siamo andaU^ 
nel botteghino del , venditore privilegiato signor Michela Mi- 
surelli , per osservare , e verificare che qpantito di sale esi- 
^ fiMidaeato a grana 8 , ed inUmato al venditore suddetto 
di presentorci i buUetUni , abbtomo osservato che il sale afon- 
daeato a grana 8 era terminato to sera del 6 corrente» e che 
qMsta mattina avea cominciato a voidere 11 sale levato dal 
Fondaco di Cosenza al prezzo ribaanto di gfuoa 6 u rotolo. 

Quindi la Comm^ione suddetta giudica pon esservi luogo 
a rlseoasa alcuna non avendo trovato sale al prezzo di gr. 8. 

Di tutto ciò ne abbiamo formato il presente in triplice spe- 
dizione , uno per rimanere al venditore privilegiato , Tal- 



é * 

Irò intiflrsl ài Cottittàto A! BfliAe piibbil4a , • X ultimò ri- 
iMnère pefr éi^rico di CbMììiissario. , 

'ftta^M Md^ataXtò — £rftflep|M SMlà ^ JÌlÌM<an<ln> ^or- 
laootto -* JR Sindaco Sdvadan Fùitorc -7- Ketfo VercOlo Cm^ 
wHUere. 



lU ^11 lU 



69 



Comitato di Saiut$ PiMUea «-* Coitroeittari 7. ffiugno 4848. 

SlOIfOBS. 

Invitati, giusta il pregevol foglio di Lei n. 89 a compor- 
re il Comitato di Salate Pubblica di questo Distretto , nel- 
r atto che .acetttimo rono^erole iocArioo» ikA ttSliBclinBò di 
significarle , che tutte le nostre forze, e tutto il vaktmvSLi^ 
saranno adoprati a prò delia causa comune. 

Le assicuriamo che dietro gli atroci fatti arvenuti nella 
€af itale, gli abitanti di Ernesto paese elevarono unanime un 
grido, e si dimostrarono prontissimi a niargere il lóro san- 
gue per là tut^ de' nostri Aritti , e delle nojstté franchigie. 
Mcito si confida nel nuovo Gomituto Cosentino , la cui voce 
IroTa eco hi tuttM cuori. Noi he Seconderemo i nobili divi- 
samenti ; etae Topportaniià del bisogno potrà richiedere. Già 
si è provveduto perchè le famiglie povere di Tolontart ab- 
biano soBsi^o in tutti ! Qonium dalia generosità de* ciitadi- 
ni i che sia compMato T arttiaÉàenio, é provveduto alla nie- 
llo «ilef istruzioni milIfàH. ^ 

A ifoniplBccia intanto Armi petVettfì^ al più préstb possibile 
tutte le disposizioni emesse fhiorà da codésio Comitato, e tut-. 
le le altre notizie , che crederà opportune. 

' Il Gomitato distrettuale di Gasffrovfllari Cario Maria Latèà-- 
to Piresldente ^Vtoìlktuto SMHitò Menibiio ^ Tintensiò Principe 
Membro ^ Ai^'eo 0Ufo -2- BsgreCài^bl 

M S(0wré PtBÉidente dH 
Cmmato di Sali»9é AiòWeér 
di C&Hnxa. 



461 

66 

» • • 

BULLETTINO N/ 9. 

COMITATO DI SALUTE PUBBLICA 

Tornata del giorno 8. Si son rese, le seguenti determinaxionu 

1.* Si è aggiunto al Comilato il sfg. Benedetto Musolino 
Deputalo al Parlamento qui giunto nel corso della notte. 
2.^ Una colonna partirà per la volta di Calabria Ultra 2/ 
3/ Che si aggiorni al 17 stante la celebrazione del fune- 
rale , e la rassegna della guardia nazionale , che il Comitato 
avea disposto per sabato dieci corrente. 



.67 



Cosenza 8 giugno i848. 



SiGHOBi. 

Ella certamente non ignora che in questo, Capoluogo siasi 
istallate un Comitato di Salute Pubblica con pieni poteri ad 
oggetto di promuovere un armamento generale de* prodi abi^ 
t&nti della nostra Provincia » onde tutelare la sicurezza in- 
terna non solo , ma difendere energicamente la gjà largita ei 
poscia conculcata Costituzione , ed ottenere a mano forte 1b 
debite guarentigie per lo dignitoso ìstabiiimento delia Rap- 
presentanza Nazionale. A raggiungere cosi nobile ed imporr 
tante scopo , di già un grosso contingente di guardie nazio^ ' 
nati imbrandisce le armi » e corre ad arroliarsi sotto le ono- 
rate insegne della patria libertà. Fa d* uopo pertanto che ai 
provveda subitamente per le necessarie sussistenze, e per al- 
tri bitogni i corpi armati e adunati delle milizie cittadine. 
Laonde devesi attiviure a tutt* uomo la esazione del contri- 
buto fondiario » impiegando a tal* effetto il di lei patriottico 
zelo 9 affinchè assista T Esattore comunale nel disimpegno di 
tale importante e troppo ritardata esazione. I versamenti do- 
vranno farsi , secondo il solito» nelle mani de*riiH[)ettivi Ri- 

17 



162 

cevitori Distretloali , de' Distretti di Caslrovlllari , Paola , e 
Rossano » e qnindi versarsi presso il sig. D. Odoardo Gian- 
nuzzi Savelli , confirmato nelle sue fanzioni di Ricevitore 
Generale, 

Spero che a riguardo delle attuali condizioni della patria, 
ninno contribuente sarà restio pei suoi adempimenti , e non 
si esporrà allo scandalo delle coazioni » le quali verranno 
rigorosamente adoprate « nel solo caso di ostinato ritardo. 

Jt CommiBsario del patere esecutivo 
Raffaele Valentina 
À*iignori Sindaci 
della Frodncia. 



68 
Sammareo 8 giugno 484S. 

SlGHOBE 

In esecuzione del mandato affidatomi in data 6 , corrente 
mese mi è riuscito di raggranellar qui trenta indivìdui ar- 
mati pronti a marciare in difesa della libertà nazionale. De* 
videro perciò che ella mi faccia sapere se dovrò «oadurli 
costì 9 o pure spedirli al Comandante sig. Mileti nel pviito 
che si compiacerà designarmi. 

La prego inoltre di Tarmi tenere i bullettiiii e qualche al- 
tra carta che il Comitato ha dato fuori dal dì 5 in qua, del 
pari che desidero mi dia qualche notizia nel generale non 
solo per mia soddisfazione y ma per rassicurar pure questi 
abitanti del felice andamento delle cose , mentre non man- 
cano de* tristi che vanno spargendo delle notizie allarmanti; 
cioè arrivo di vasceUi » disbarco di truffpa espressioni che per 
me suonano cavalli alati e monti d' oro. 
Mi onoro di tanto e la saluto 



M signor Presidente del Comitato 

di Salute Pubblica 

in Cosenza. 



V incaricato 



163 

69 
Ciro kd jUUto Figlio. 

Riscontro due tue lettere ricevute una ewt qnéì brìeeono 
di TricoDo , e V altra con tari 12 con il figlio del Vapore p 
ma non ti fidare mandar danaro con questo. •••(!) di Tri« 
cono , ventre si aveva rubato li tari 18 che tuo frate Santi 
aveva rimesso in due volte , e ieri avvisato dal cennaio tuo 
frate dopo diciotto giorni che non aveva suoi riscontri , si 
è svelato questa bricconata , e così ricevei In colpo ».^ ^ 
lettere dne di tuo trote a cni risposi , e due tue , e eoa 
minacce mi feci pagare , mentre per potere innanzi tirare , 
e sostentare tua Sorella avea bisognato pignorare i tuoi cai* 
zoni i>er tari 18 / e stamane me Pho ritirati in casa aven^ 
dogli fatto il pagamento. 

Tao frate mi fa sentire che per li quindici del corrente^ 
si porterà qui con te. 

Sento che avete presa la paga > e che il signor Miktro 
ti fece r nnìforme » e tatto ciò che hai scritto , percìò^ se 
puoi venire con tuo frate dovrai venire montato delia stessa- 
maniera per non sfigurare. 

Taa Sorella sta meglio » scHio giorni otto che non ha più 
fetfbre , e ti alibraecia , la mamma ti abbraccia , e desidera 
la veste di colore oscaro , e palmi sei di fodera come scrisse 
a Santi. Qui avendo fatto ricerca per cottone per le calzette 
non ve n^è , per cui pria che vi portate in questa, rimette- 
rete il medesimo » che troverete le calzette finite. 

Trovandosi qui il Maggiore signor Pisano tuo cugino, Pa- 
dre Proto gii diede nna memoria da me scritta , ed egli gli 
disse ohe scriveva al signor Bliioro , ehe al signor Bricanieo^ 
e raccomandava si V uno che , r altro. Maneggiati sempre 
per potere avere la compagnia , e tienici informati del tutto. 

Mentre oonchiodo con abbracciarti , come pratica Mam- 
ma f e la Sorella , la Zia ti salata f ed io passo* a segnarmi. 
tklazxo 8 ^'«uffio Ì84S. 

Tm PMre eh» t'^na.- 

P. A fle pool rimettere un poco di carta che costi non. 
pia di (noa fi il qatoternolo , ed un poco d' ostia per 
lettere. 



(1) Si sopprime r epiteto per decenza. 



Ì64 



70 
( CmiUU0 ài StduU PuMica — Sanffinita 8 f ttf^no 1848. 

8IG90RB 

Iq «secnzione di qnanto Ella si è corapiaciata manifestare 
ooo la sua circolare del 3 andante » ed il verbale jdel 4 dello, 
piatto r altro incartamento che ci ha presentato questo Co- 
Riandante la Gaardta Nazionale , questa mattina si à unita 
alle sei buona parte di questo popolo » al quale fatto inten- 
dere Togato a trattarsi, cioè della nomina di un Gomitato 
locale 9 è venuto a destinar me per presidente , ed a' mem- 
l^i componenti lo stesso. 

Nel mentrechè mi onoro di farle tale partecipazione » la 
prego di restarne intesa , npn mancando da nostra parte , di 
eseguire quanto si è ordinato , e quanto anderà di ordinarsi. 
Ài signor PresidenU del Comitato 
di CoHnxa 

li Presidente 

GlCS£PPS GlCHTI. 



71 



Cornatolo àistrettuah di Salute Pismiea •- i^,"* 4. <-* Guerra — 

urgente -^ Paola 8 giugno 4848^ 

SlMOBt 

M replica al di loro venerato foglio del 7 andante N/ 168, 
A onoriamo rassegnare alle SS» LL. .parecchie cose impor- 
tanti ) sulle quali si degnino delle pronte » ed energiche di* 
sposizioni 9 non che della di loro autorizzazione. Ed in pri- 
mo luogo 9 dobbiamo umiliare alle SS..LL. che quantunque 
Ira i componenti questa Guardia Nazionale » vi sono delle 
persone di niun valore / e poco aite allo armi > pure sono 



utili , per essere addette alla custodia deirinterno di questa 
' Citta ; e più ancora che il solo manifestare il dover cederò 
le armi y spargerebbero il malcontento , e la diffidenza nel- 
l'universale 9 e quindi , se non crederanno diversamente nella 
loro saggezza , noi crediamo lasciar le cose nello stato attuale. 

Qui non vi è modo di fabbricare palle di cannoni , che 
perciò , se manderanno i due cannoncini è necessario cjbo 
spedissero pure la munizione da guerra. 

Il telegrafo d' Intavolata è slato interrotto , e piA tardi si 
spedirà una forza a Capo Cetraro , onde praticar lo stesso epa 
qneiraltro telegrafo. 

. Ieri si è qui stabilito il .nostro Gomitato di guerra , com^ 
posto da noi qui sottoscritti , chiamati a tal posto dal voto 
pubblico; nel domandare la di loro superiore approvazione, 
si degnino restare intesi che al momento spediremo espressi 
corrieri per tutto il Distretto , onde centralizzare tutta la forza 
Cittadina » e conoscerne il numero preciso. Intanto crediamo 
necessario, essere da loro istruiti immediatamente, se tal 
forza deve riunirsi nei Capi Circondari , e mantenersi pron-» 
ti , o pure chiamarli qui , e con quali fondi si dovrebbero 
pagare gl'individui che ne faranno parte , e preghiamo la di 
loro bontà , per gli ordini convenienti , con la maggiore sot^ 
lecitudine. Ed in fine sarebbe utilissimo spedirsi pel Distretto 
delle Deputazioni , onde spingere per quanto è possibile la 
percezione di tutti i diversi rami : come pure preghiamo , 
acciò si prestino alla degnazione spedire da costà circolare 
per tutti i Comuni di questo Distretto , per ottenere dai pro- 
prietari di questi luoghi delle offerte volontarie; e le somme 
yersarsi a questo Cassiere del Comitato D. Domeniqp Ercole 
Clausi ; attuale Ricevitore Distrettuale. 

Attendiamo al più presto possibile le domandate disposi-. 
;rioDi. 

In attenzione dei di loro comaiìdi ci soscriviamo : 

I componenti il Comitato — Benedetto la Costa — Vincenzo 
Molinari — Antonio Barone --*- Giuseppe Uaraviglia «— Giuseppe 

Miceli prop. 

« 

M signori componenti il Comitato 
di Salute Pubblica della Calabria 
Citeriore 

Cosenza 



166 



72 



( Dair ICaliano delle Calabrie , giornata nfllziale del Co- 
mitato di salate pubblica N/ 2. ) 



NOTIZIE RBCENUSSIME 



8 giugno 



— Il CapitaBo del vapore il Polifemo , giuoto ieri a Pao- 
la 9 Ila assieorato. 

1* Che tatti gli Abrazzi sono in movimeato* 

2. Che r Intendente .Mariano di Ajala ha battuto il |jene- 
ni Landi , che comandava due reggimenti. 

3. Che le Provincie della Paglia sono anche insorte. 

— Il general Nunziante con Salzano e Guerra , come si 
dice* è sbarcato al Pizzo con circa due mila e 500 uomini , 
ed è entrato ki liQnteleone , ove è stato accolto con un si- 
lenzio di tomba. Il Comitato di Nicastro ha subito chiamato 
a raccolta le milizie cittadine del Distretto , ed ha già for- 
malo un campo di osservazione di tre mila uomini , i di 
coi avamposti son quasi alla presenza delle truppe regie. 
Per corrieri giunti questa notte al nostro Comitato sappia- 
mo y ehe il Comitato di Catanzaro ha spedito un rinforzo ai 
valorosi Nicastrési , ed ha ordinato che si occupi subito il 
passo di Tiriolo. Noi manderemo ancora i nostri valorosi 
montanari , che sotto il comando di Giuseppe Mazzei , già 
sono in marcia verso Nicastro , e spingeremo le nostre co- 
lonne fino a Tiriolo. 

— In punto il Comandante sig. Mileti fa annunziare per 
Telegrafo da Paola di non avere egli bisogno di altra forza, 
in quel punto. 



167 



'j 



T3 



A' aTTADINI PIÙ' FACOLTOSI DiEIXA PROVINCIA 



Qnando un governo oppressore per tiemmegflio riuscire nei 
SQoi pravi disegni » non solo stava indifferente ma tenev^anA 
mano co* suoi perfidi agenti , perché masnade di ladroni in- 
festassero i nostri campi e depredassero con arte infernale le 
nostre sostanze ; voi che più degli altri eravate segno alle prave 
loro mire , e che soventi volte per scampare la vita doveste 
ingenti somme sborsare 9 amaramente vi dolevate , come col 
pagar balzelli ed imposte enormissime non dovessero poi star 
sicnre le sostanze, l'onore e la vita. E questb pensiero si ren- 
deva più acerbo in veggendo con i vostri danari impinguarsi 
gli scrigni di quelli sfessi che dal governo si spedivano di 
tanto in tanto a vostra salvaguardia » di quelli stessi che £ai- 
cendo sembianza di perseguire i perturbatori » aveano invece 
causa comune con essi , e cercavano in tutti i modi farli au- 
mentar di numero e di ardire ! ^è fu men grande il Vostro 
rammarìco allorché giunse a tanto l'impudenza da veder non 
solo tutedarsi le vite di alcuni che dopo tanto scandalo si erano 
mossi ad allontanar dalla infame scorreria » ma dippìù for- 
nirli di mensile stipendio onde ei vivessero agiatissimi e liberi^ 

Non son lontani di molto tali fatti per non venir da voi. 
rimembrati in tutta la loro pienezza e veridicità ; latti chò 
empirono l^uropa di orrore , e noi tutti della più giusta e 
jdù grande indegnazione ! Voi che più degli altri ne provaste 
le amarezze » imprecando contro gli autori di tanta abbomi- 
nata perfidia ne giuravate vendetta ; ed anelando l^istante di 
poterla compire vi doleste più volte , che le grandi masse 
della nostra popolazione non ci porgessero forse quella mano 
possente e necessaria alla magnanima impresa. 

Ecco ora uti popolo intero , che non s(^o vi disinganna , 
ma dee piuttosto muover lagno contro alcun di voi , che 
mentre tutto e per parte sua specialmente cospira al nostro 
tene 9 alla nostra grandezza » alla nostra gloria » vi ha pur 
taluno che sordo a questa chiamata nobilissima» non affatto 
o troppo a malincuore vi accorre. 

Io non so come così di repente possa accadere tanto stra-«' 
no mutamento nelle idee di taluni ! ^ Nel 1844 » allorché 



168 

la cradeltà più efferata inondava que^a terra del sangue di 
tanti eroi » la vostra esecrazione non giungeva forse al col- 
mo ? — Non foste voi che nel giorno del loro immane sa- 
crifizio vi teneste chiosi a segno d^ immenso cordoglio » non 
foste voi che ne ^ivraste vendetta ? Ed io accenno queste cose 
soltanto non come le sole T nasi 1® maggiori che spingessero 
la giusta ira vostra sino a cooperarvi ardentemente finora 
con gli altri popoli di Napoli e di Sicilia * onde si avesse 
alla fine il guiderdone meritato/ chi fu cagione di tanti no- 
stri malanni y del nostro più crudele servaggio. Ed ora ? 

Io non vò indagare » ne indagate » rivelare le cagioni del- 
la vostra titubanza » del vostro torpore. Ma per onor della 
provincia , per onor della nazione nostra , che possiamo eoa 
orgoglio cominciare a chiamar illustre » debbo però candi- 
damente palesare , esser pochi pochissimi tra voi che si ten- 
gono appartati del gran movimento Calabro per la sospirata 
intera libertà nostra; imperciocché ve ne ha poi molti molr 
tissimi nobili , e doviziosissimi tra voi ^ i quali vi han dato 
e vi dan mano possente » sia colle sostanze , sia per magr 
gior gloria di loro con esporre la vita ove fia più grande il 
periglio. , 

Pochi dunque pochissimi son tra voi gP ignavi : scuotete- 
vi per dio ! La causa n' è giusta , santa , necessaria » soccorr 
retela » e se non volete o noi potete colle vostre braccia » 
che già non evvi bisogno « lo potete e lo dovete con altri 
mezzi y con quei mezzi che non dovreste spendere per più 
nobile e più gloriosa cagione ! 

Son certo che voi pochissimi — giova replicarlo — se foste 
dubbiosi dapprima , e quando incerto ne potea sembrare Ve^ 
vento , non lo sarete più adesso , adesso che la mano di Dip 
si è mostrata evidentemente nostra proteggitrice , adesso che 
tutti abbiamo giurato di viver Ubèri o morire. Che se noi 
Date v(^ correrete l'alternativa o di guardare i cadaveri di tutta 
una provincia , che non vincendo vuole la morte, o di esser 
segno alla nostra giustissima indegnazione, al nostro disprezzo, 
ed a quello del mondo intero , allorché sarem vincitori ; e 
sempre però avrete a soffrire il pungolo del più amaro ri- 
morso! 

M^ noi vinceremo I — trionferemo dell'oppressione della tir- 
rannìde^ imperocché la misura delle iniquità ò già colma» ed 
il calice delle amarezze fu dà noi vuotalo sino all'ullima goc- 
cia ; trionferemo perché Iddio lo vuole , e se non ci aiutate 
Jiei di dei periglio sarete anche voi maledetti da Dìo. 

£ spettacolo vl^ramente sublime quello che da più giorni 



t69 

premiti ikm die fioflemà , la Provlneia* tlitfa« Nm vlm tf» 
Mn V? ba.ora > non. y' ba moià^to; eh^ da fatte parli non 
giungaiio qui nnmerofie colonne di armati, die raccolte sotto 
il. magico. vessillo tricolore corrono a combattete per la 11- 
])ertà — Sono pc^lazioni intere che si muovono i è tatU nmi 
gente die sorge tremenda contro il. dispotismo. E vedi preti 
e frati arraolati sotto le armi; e* vedi madri, spose, sorelle^ 
amanti incitare alle armi i loro cari ; e vedi vecchi Titocnar 
giovani per entusiasmo , ragazzi addivenir grandi per senti'- 
mento». Aà si ! -^ & il popolo che si. muove da se » si muove 
pei suoi dritti , per le sae giustizie , per le vendette sue. Et 
è pure mirabile come in mezzo a questa generale commo»^ 
adone l'ordine pubblico sia conservato, la giustizia fiieeia re^ 
"golarmente il suo corso , e gli ordini dd Comitato vengano 
acrupolosainente adempiti. 

Tutto dò dovrebbe assicutrare talune timide famiglie , le 
guali si affannano per pericoli che stanno sdo nella loro im- 
maginazione , o credule tn^po danno peso . alle diceria di 
ppdki. tristi nemid della causa pubblica. Basti a conltataria 
la. indterata tranquillità di questi primi giorni , e sappiano 
die ne^ rivolgimenti o quei pericoli di che loro temono hanno 
luogo sul principio , o più non' avvengono» Facciano, quindi 
animo queste poche famiglie e piuttosto che lasciarsi vìnoeru 
dal timore, s^ inebrino dalF entusiasmo onde tutti son presi. 



74 



( Hall* Haliano ddle Calabrie , «ornale uffiztale dd Comi- 
tato di Salute PubMica del 9 giugno. ) 



Cosenza 7 giugno. 

Bii bullettini dd Comitato di Pubblica Salute di Catania- 
irò ricevuti finora » rileviamo le ottime disposizioni di quella 
Provincia , e gli energici provvedimenti presi dal Comitato 
a vantaggio ddla causa com&ne , Ara* quali ci piace di no- 
tare il movimento di due colonne mobili di 500 uomini ognu- 
na pé* vari campi di osservazione ; l' esazione dell' arretrato 
fondiario : la mobilizzazione pronta da- parte della Guardia 

IS 



170 

.Mazfoiiftte étìHA provkicJa : 11 rfchiano dei eohtìBiàU: IkUn^ 
lifiorld In Calaniar o di aelte peni di caonoDe esistenti in Qwh 
«seria e Caiioèiifero ec 

Non erediamo poi snperfloo di insirìrtf il prodama diretto 
4al Comitato a' Popoli della Calabria Ulteriof^ atoonda. 
j « A oopft^rtare i popoli contristati dalle scenn di latto e 
/i* ignerainia clie fnnestarono la lietropoli del nostro Beame 
^nditt IS maggia 9 provvidamente, accorse 11 governo eoi ri- 
^gori dell* òssidlope e della poUiia » con lo sciogliinenlo della 
€«iai4ia Nazionale , e la violenta dispersione: delia Rappr^ 
aentania Legislativa t col ridiiamo di amministratori dalla 
^ pubblica opinione dannati» e con alti in somma mnUHdiei 

« svariali cbe dalle fondamenta sconvolgono e rovetóian lo 
6laìi,fìo» Ora noi , facendo eco fi grido nnaninie d' indigna** 
rione , e di sdegno alta levatosi per latta Italia Uè vista di 
oasi. enórmi attentati^ ialti esortiamo i fratelli noatd, emas- 
ainie le milisie cRtadine, muovere volonUerosi» e een qnanto 
il aslo e di fersa poossi a difendere i sacri dritti del popole 
nanoiiMssi ^ e sostenere V onore , e la dignità della Nazionale 
Rappfesentanza, alla qoal^ commelllamo la latela della santa 
canaa , slrattamente tenendoci a qnanto fa proclamate dai gè* 
nerosi nostri fratelli Cosentini. E perchè natia mancbi aeem* 
pìere nn' opera di cosi aita importanza esorliamo Inollva 
tatti i contribaenti fondiari a satisfore 1 bimcetii a tétie 
aprile scadati » anticipare lo scadente prossimo , e la patria 
sovvenire di più generose profferte a seconda dei beni che 
loro largì fortuna. Le benedizioni dei presenti e futuri popoli 
compenseranno largamente così tenui sacrifizi. » 

— Ieri sera (7 stante ) è partito il sig. Nicola Lepiane con 
una terza spedizione per Paola> 

^ Alle ore 33 d'Italia dell' istesso giorno arrivò qui il ca- 
pitano deUe Guardie nazionali di Paterno con bnona matto 
di eletti individui. Il Comitato a nome ddla provincia ha 9l^ 
testato la sua riconoscenza a tutt' i Comuni ed individui i 
quali finora si aon cooperati al trionfo della causa della li- 
bertà. 

-^ Il sig. Federico Anastasio in punto che sono le 11 a. 
m. reduce ^a vari paesi è tornato con 1$ aamini« Sia lede 
al benemerito cttladino che sì bene ha qieso il tfif patripti-. 
tico zelo^ 

>— Ieri (8) alle ore 24 entrarono in Cosenza le itande del 
Distretto di Castroviilari t in numero di 400 , e questa mat- 
tina al sorger del sole è giunta ana reUrogaar4i2| di cento 
Cassan^sj. Era cyettacoj|p ammirabile e iflm»w<l<> contemplar: 



taiU j^ioii Mi ctfpillo lÌHUlo , fià tmotù Im Itali»» o^^ 
y^Uotmo auto calalwfiie » ffltar maeftoiaiaeQlA par la ¥ié 
dalla vaiaita Ommak\ tìm glA rltoroa ai cdebraU giorai 
dalla aaa gloria^ Coofàsi in maaiQ a quella file mi miraiii*. 
mo piangendo di gioia i nostri più eospical giofanit e <i Uw^ 
U anom spadalai^nle la vista di nn uoaaoQ a dae ^ac^- 
doli* ClosI fra lanto apparalo di guerra, si pi'osentava al pan^ 
staro » aome rsgina , la nostra santa religione» nemica irfa-t 
coneUiabila del dispotismo , a causa a proteggiirice deUa li-, 
berla da' p<hMI* 

«— Al nomeoto altre bande entrano In Cosanaa. La rlslrat-<i 
lassa di questo foglio non €i permette per pra di parlarne t» 
BMi eoi prossimo namero dareaM> il notauBiento dei Comuni: 
che banno già offerto il loro contingenta » afilna di venire 
raceomandatl alla pubblioa grallludinei 






76 



Al SOLDATI DEL R£ DI NAPOLI 



ttjLtBLhU 



Dopo gli onerosi latti a cui Ibsle fbrse vostro malvado « 
sospinti; dopo le carneflclne » le violenze 9 I saccbeggi » noi 
non dovfefennra donare a voi questo nome onorato ; ma il pen- 
'siero di non esser stata tutta opra vostra la barbarie com« 
messa ; bensì eomandata Imperiesamettlé da obi eravate voi 
costretti obbedire ; ma il pensiero di non esser stato sinora 
cbi spendesse una onorata parola onde voi rientraste al con^ 
vindmento vero dei vostri doveri » lasciando quella via che 
vi ha portato alla maledizione dei fratelli ed all'ignominia ; 
ma la Ji^eransa die voi alla fine cbnscl di voi stessi vogliate 
deporro quelle ire malnate che vi furono insinuate finora dai 
cmddli nostri cbe vi comandano, e che vogliate pur sentire 
la voce delFonoro conculcato non solo» ma quella. deU'umanìtà e 
della giustizlat ci rende fiduciosamente lieti di poter dire che voi 
se per poco foste costretti a dimenticare di essere uomini, or 
vogliate pienamente con^vind'ervi di voler essere 4^itlallini f 
soldati onoralissimi di una nobile nazione. Ecco peichfr uo} 



èM MOTO tfoMe «fraterno Y'iàirikUmio a voler prendere ana'tia 
epiendidiéima'» la ria della gloria e dell'onore; gloria ed 
onore elle nel petto di nilllB onorato non deMiono tacere 
giammai i ma che voi forse obbliaste attorehò vi forano co- 
mandate le rapine e le stragi. .. 

Or vi si apre nn campo splendidissimo f e voi certo non 
▼mrrete abbandonarlo. La salate della patria perielllante ha 
■piato i generosi snot figli a quei meazi che soli rimangono 
per poterla intieramente forsatva.o per sempre. Gii animosi 
abitatori delle Calabrie nel sentir conoalcati iloro dritti dopo 
essersi orrendamente sacrificati i fratelli i hanno alzato un 
grido santissimo, e son già tatti corsi alle armi. B qael 
grido ha trovato un'eco nelle Provincie sorelle « le qaali hanno 
Unitalo il nobile esempio. E voi intanto fratelli nostri , voi 
che potreste mettervi nella via delia grandezza e deH'onoret 
cotttinaerete voi a segaire in vece qaella dell'ignominia e della 
Infàmia ì Continaérete à brandire il ferro fratricida 9 a rice- 
'Vere Fesecrazione del mondo intero e la maledizione di tatto 
lie generazioni ! Caldi deiroQor vostro , perchè è onore della 
patria» è onore dell' Italia, perchè nostri fratelli v' invitiamo 
a seguirci* Voi troverete accoglienza gradi onorificenze , e 
qnel che più vale una gloria vera ed infinita , se ritornate 
ai seno di quésta madre patria che vi protende le braccia 
■anguinanH per le crudeli ferite che voi stessi le avete pro- 
dotte. Ella le dimentica sol quando voi stessi correrete a risa- 
Mile , e col dolce nome di figli vi prepara tao monumento 
launortaleto 

Oosiii j a Q.iiugno 1Si8* 

Jt (kmitaio 
. di Satuu PMUea 



^0tÈ^itÈ^m^m^mmm>mèt^mmÈmmmti^mmà>*^m^»amma^mm^^immmm^ 



7« 
Cùmando GmimiU déUa CóUmna MoMs in PùoUh 

fiieifoti 

Si 6 nnioedata Ieri dia organizzazione completa , ed alla 
nomala a$ffU nfizidi e iotto-M^f^ziàU della 1.* Compagnia par^ 
tita il ffl ft giugno I i quali son questi s 



tu 

Capitano D. Vinoenzo IforélD — 1/ Tenente p. Rodolfo 
Mazze! — 2.® Tenente D. Francesco Mazze! — Alfiere D. An« 
tonio ]^arisio «— Sergente Maggiore D. Alessandro Gatti — 
Foriere D. Francesce Miccialll — Sergente 1 D. Fortunato 
Goffredo — 2 D. Gaspare Dodaro — » 3 D; Francesco Monaco 
4 D. iGaetano Lepiane — Caporali 1 IX Giacinto Tacci — 2 
D. Gaetano Gabriele -^ 3 D. Giuseppe Cristiano — 4 D. Gae- 
tano Benedittis — 5 Fedele Malito — 6 Giuseppe Trunzo i— 
7 Luigi Altomare — 8 Gaetano Martin! — ? Jiialante portaban- 
diera D. Pasquale Manzelli. 

It Conumiante inC^ipo 
épUa CóUmna Mobik 

P. MlLKTI. 

À' Stpiori MmOH del Comitato 

di SabiU PuMiea. 

Cosenza 



JméU. 



fMa 9 niugno 1848. 

8i6H0« PuainKiin 

• 
' 'JA fefdlea al suo venerato fegUo degli 8 (torrente N/ 172 
Gaerra » mi onoro asiieurarla che la nostra corrispQndepai^ 
per Tia telegrafica sarà rira, e continuata» ad ogni .weno^ 
■a aoTità le aarà làsaegnata con tal mezzo. 

Circa il bisogno» qui» di rinforzo, mi pregio umiliarto 
eaere riunita in Paola tanta forza » che spedirne altra^ oltre 
die aarebbe iuperitna » non offrirdAe . il paese locale per 
conleneria. 

Di tutt'i paesi di questo Distretto accorre gente in buon 
numero^ ben diretta» e bene armata» ma mancante dime- 
ntzioni« 

' £ pronto aempie a* suoi de^derali ordini con sentita stima 
mi ioacrlvo 

Il Comandante la Guardia KazionaHe 
Vincenzo Vjllitutti. 
Al.Sipunre 
\§. Pmid$nte di Caiabria CiUriore 
' t'fi Coeenxa 



tu 



76 

» 
Mio ciao viglio 



Dal tao Colonoéllo ebbi tne Dnove» e parCicolarmeDle 
dèlia Itia olttma eóndottaj la qaale intesi con sommo piacere. 
Io vivo siCQTO cbe ti renderai vie più meritevole » per mia 
e tua consolazione ; lo stesso mi disse cbe tanto ini i^e il 
Generale Ribotti » U fecero dei certificati ; io avrei deside- 
rato cbe gli stessi fossero in mie mani , per qnalanqua 
evento , giaccbè mi persuado cbe bisognerà agire presso il 
Ifinistro di Guerra» per attenerti nn grado» tanto più cbe i 
vagabóndi sono molti» e le loro pretenzioni sono all'infinito» 
4i modocbè i meif tevoli van quasi sempre esclnsi. Grazia 
al Cielo io spera cbe ta non sarai in questo caso , stante la 
tua merifovote posinone, e ti rtieeommd» ine $U9 m i mm m , U di 
esser sempre vicino all^ ottimo tuo Ckilonnello » come ancora 
più die Tpoiirai ni €remrdd Ribotti ; ò necessario cbe gli sii 
tempre presentOi si, sempre presenUf seava fanportuiarlo, ciò ci 
s^lntende. 

Da parte mia ^ wóàm àssfeurato d drt Hm» coraggi^ » oafne 
di Ina condotta « e bod mi resta clie desldware*che più fwern^ 
e^/èaetf e più accoralo netto «iodio , io ciò pccofal^ • Je ta^ 
lettere me ne fiuino fède; ma lo spero lotto da aua figlio» « 
ÉOft tradire la speranza dei tao caro f^dce* 

fi knrral al consiglio di4oo coglao cbe troverai anUaso» 
MCera qol aeoblosa » foale si ò di aoeettare il grado di il.^f 
Tenente, lo sei molto giovine , e 'potrai progredire detristeaso 
modo f almeno aMa fine della campagna ti troverai In gra- 
do di avanzamento e non dovrai incomiociare per. ottenere 
nn posto minore a tool meriti e forse pregar molto per avere 
M eba et è rifiutato t bada ebe tutto il tao bene età io Far- 
della e Ribotti ; ma per ottenere qoanto si desidera liisogna 
tolto meritare ; lo ti preferirei mendico « e non on grado 
die non meriti. 

11 nostro Regolo è perfettamente ristabilito; Il braccio è 
come prima. Ciò ò devoto alla somma attenzione» non cbe 
aOa ^rox^a di Dio. 



17K 

Tatti siamo buoni di satarte e 4iiill ti aMiracciam di oMra 
b dandoti la mia paterna feenedlilone» mi auguro di akbmN 
~ prode itaflano. 



T. S. Fai spladato che non profltfastt dell'oeeasione di 
nire duQ giorni In seno delia taa famiglia » e ni daole an-* 
Cora di v^ermi da due corrieri privo di toe lettere. 

Bada che il Giudice LUI» trovasi in Reggio, se ti occorre 
gli scriverai; ma non gii parlerai di politica per non com'» 
prometterlo; lai è liberale nell'anima ma timoroso. 

il siffMT CùóUU Kè mj irci 



Coienta U 9 giugno iS48. 
Smnoat 

In cofitinaazlone di qnanio ho esposto aHe Signorie Loro 
con' altro mio rapporto , le rassegno che dietro gli ordini 
ricevati ho percorso rapidamente molti Comuni del nostro 
Distretta , ed ho recintato vari di^ccamenti di gente arma^ 
la t ciie sabito ho spedito in Paola : il numero totale di 
qnesta gènte ascende a 450 nomhil in circa. Intanto dal fo- 
glio pubblicato oggi in Cosenza ritevo che il Comandante 
signor Mileli ha annunziato alle 88. LL. di noa aviar agli U>* 
sogno di altra forza » e però osservo che tetta la forza che 
attaalmente ratlrovasi riunita in Paola non ammonta a mil* 
le nomini \ ed io crede che questa forza si deve colà lascia-* 
re ; beninteso però che il Campo di osservazione si debba 
fermare nella montagna » e* propriamente nel punto detto le 
Grooelle , da dove in caso di bisogno si potrebbe accorrere 
CBicilmente e nella marina e nel Vallo di Cosenza : in Paola 
si lascerebbe una compagnia di 200 uomini che unita alla 
forza che potrebbe fornire quel paese * sarebbe sufficiente a 
sostenere un primo incontro, sino a che non scenderebbe la 
gente dalla montagna. 



1» 

. Nella brève dimora. cbe^ bo, fatta> pe^ diYèrri paetl he cer-* 
ttto anche verificare le Casse pabMiclie ed bo trovato che 
desse non sono veramepte esauste come si dice; ma la mag- 
gior parte hanno de- fondi , sebbene il deqaro rattrovasi nelle 
mani di diversi, proprietari che A dovrebbero forzare ad 
eseguirne i pagamenti. Sono di avviso che per tanto prafl- 
care vi ò, d'uopo di somma energia ed inoltre si dovrebbe* 
To spedire de' Commessart conoscitori di contabilità » onde 
yerificare le Casse » mentre è indubitato che in tutte le Co- 
muni esistono delle ipgenti somme addette per la costruzio- 
ne de' Campi Santi. Inoltre il Comitato può avere delle 
forti risorse attivando l' esazione dell* arretrato fondiario t 
Incaricandone i Comandanti delle Guardie Nazionali. Le fo 
conoscere che in S. Marco mi ho preso due. 200 dalla Men- 
sa vescovile, e due. 200 dalla Cassa di beneficenàca » cioè due. 
300 in fedi di c^redito e due. 100 contante» de' quali ne ho 
consegnato due. 30 al signor D. Matteo Caracciolo in Ifon- 
talto» il' quale domenica prossima partirà con un drappello 
di gente armata per Paola con fucili che mi ho fiitto con* 
segnare dà contadini di diversi Comuni. 

In Raggiano gì' individui risoluti a partire si hanno preso 
ducati 100 dalk Cassa Comunale » che perciò la gente da 
quattro giorni non è stata pagata da me. 

In fine le prevengo che non tutti i paesi sono a conoscei^- 
za degli atti che emanano dal Comitato» e perciò da per tutto 
ho trovato lagnanze, ed in qualche paese , se non fossi stato 
più che conosciuto, avrei dovuto venire a fatti d'armi. Pre- 
go dunque le SS. LL. di mettere tutta la cura possibile per- 
chè si adempii a questa parte di servizio; 

L' inearieato degli affari di Gwrra 

GlOVANHI MOSCIARI. 

Ài Hgmri PreiidmUi e UmbH 
da ComiUao a tMUea sanu 
Sannxa 



177 



80 



BOLLETTINO N. 9. 



L' anno 1848 , il giorno 9 giugno , in Ckmnza. Il Comi** 
tato riunito nel nnmero legale 
Ha deliberato. 

1. t:he il Ck)mitato si divida in qnattra Dicasteri, cioè 
della Guerra , delUInfBtM , della Ginsttxia , e delle Fiaan- 
ae, rimanèodo. affidati gli à/Kvi della GuelPra ai signQri Ric- 
ciardi e Mnsolino , quelli deU'ialanie al slg. Mapro», quelli 
della Giustizia al sig. Federici , e quelli dalle Fpanw al 
aig. Lnpinaoci. r 

2. Che il slg. D. Ignaiio Ranieri e D. Gaetanp Bofa fer- 
mino la Commissione incaricata per gli alloggi. 

3. Che U sig. D. Lelio GatU sia addetta qqums Ufficiala al« 
Pimmediazione del Dicastero della Guerra* 

4. Che il P. Luigi Mauro da LuQgoroUnidQ rimanga no^ 
minato CappeUaao Maggiore della 1* qwdteion» che partirà 
per Tiriok). 

5. Che il Comitato di ciascun Distretto nomiai nn Cpmmis** 
sarto con T incarico di attivare il pagamento del dazio fon- 
diario. 

6. Che alle ore 24 di questo giorno rnm cotoana parta per 
tirlolo , onde unirsi ai fratelli di Nicastro. 

Fatto e deliberato il giorno» mese ed anna cauM sopra. 



GiuHfpe Ricciardi > Presidente — Domenico Màuro — Bene^ 
detto Muiolino — Fraucesco Federici — Stani^ao lApine^ci -- 
Domenico Campagna , Segretario. 



19 



//« 



Si 



Comando della 



¥8i8. 



SiGIVOftK 

9pediieo il p 
carmi il fiomo 
naif , e per dove 
6 corrente mi 
con D. JauìUù 
recarmi in 
di Benedétto la 
Antonio 
degU S mi 
ad opA loro 
mi t e t 
che costoro 
cidarmi 




accia indi- 

Gnardle Nazio- 

m affitto datato 

agire d'accordo 

T ni premora 

di Paola composto 

Ginaeppe Miceli» 

di loro uffizio 

mia ibrza 

più atto air^r- 

Sembranti 

Lei » e perciò dela- 

di Lei ordine. 



Amstdn» Fascetta. 




« 




nel loogo Minislalla» 
gag fa Oaiodità dei sottoscritti » 
ì CMMBdanti delle Gaard ie 
Gimeppe Migaldi di San- 
ati S. Donalo , D. Pasquale 
IK. UiMii.^^ Sa««lo ^i Malvito, 
«^ :k J^am t. Tenente Delegato 
oè Onan^ di S. ' 



179 

^nlla proposizione del CapiiAiio Migaldi si è da tutti con^ 
siderato: Glie stante la concentrazione delle milizie Cittadine 
in Cosenza i e V occupazione, della montagna di Paola , ani- 
co punto che potrebbe essere di comodò ad uno sbarco di 
regi sarebbe il luogo detto Crete vicino Belvedere. Cbe da 
colà superate le creste della Serra del Lago una truppa ,di 
Linea con Artiglieria » ed attrezzi potrebbe facilmente dival- 
lare , e correre contro Cosenza. Che il punto Serre del lago 
è 'una fortezza naturale ove un pugno di uoniini possono fac 
fronte alle migliaia. Considerata la topografia del luogo per 
la prodezza degli alpigiani adattatissimi alla sola guerra di 
montagna. 

Unanimamente si è deliberato di doversi da loro formare 
un Campo 4' osservazione nel punto detto Serra del Lago. 

Che detto punto debba essere occupato da tre in quattro* 
cento Guardie Nazionali del Circondario ripartiti proporzio- 
natamente fra le sue diversi Comuni. Che si chieggiai, al Co- 
mitato Provinciale un Ulfiziale del Genio per dirigere la for- 
tificazione in quel punto , che lo stesso indichi il modo pre- 
ciso per provvedere alla sussistenza. 

Che questa deliberazione sia presentata personalmente al 
Comitato dal nostro Collega D. Pasquale Sevérini » e D. Ni- 
cola Migaldi y che per i loro principi politici godono l'in- 
tiera fiducia deli' astsemblea ^ quali potranno schiarire mag- 
gior mtmie le cose. 

Fatto e deliberato oggi dietro detto giorno , mese , ed 
anno. 

Gius^fpe MigiBMi Capitano — Nieola Campotongo Capitano — ^ 
Pasquale Severini Capitano — Domenieo Cuparelli Comandante — « 
Frameesco Bisignani 4^ Tenente Bekga^o — Arean^lo Sutgulo, 



^^ 



aa 

Comanio Nazionak -^ Numero — Oggetto — Guerra. 

& Sitto 9 giugno f84S. 

SlGNOftS 

Ricevo l^onorevole suo foglio in data 8 corrente, e ùttò adem- 
piere l'esecuzione di quanto ella m' impone , prevenendola che 
ier la sera passet da qui rornatissimo signor D. Giovanni Ma- 



1S« 

e<rt addisse ti piccolo ampciro ch6 ai natrà damili e S. Ma- 
ria la Cffitagaa , eoo Faltro contingente che formerà D. Mat-^ 
teo Caraoclolo di Ifontalto « ed al pia Urdi recarsi in Paiola 
laneM 13 andante meas. Le manifesto pnre che trovandom*io 
impedito fisleamenle sarà questo ptccolo nomerò comandato 
dal selantisiinio eitCadioo signor D. tìiimfpe Caracciolo e di- 
pendere egli da A JKomo Caracciolo^ ginsta l'afficio cbe l'ha 
eottinaieato qnesta mane U pedodato signor Moaciari. 

Mi proteisto pÀrttnente ehe se qnalclie indlvidao non Torrà 
priBsentare P arme attenente alla Gomme ^ le ne farò rap- 
porto per dare i dovnii espedIenUr 

Mi sottoscrivo con stima 



M Sifnar 

PmUMB M Constato di 8eM$ 

PaWicà di Coanza. 



n Comandanic 
Aghiuk Sgaefblli. 



84 
OOMMISSARIATO DEL POTERE ESECUTIVO 

Ì>KL TALLO ni KBSSINA. 

Dai Signori Sanderson , e figli negozianti dimoranti in 
qnesta ci vien resa ostensibile la seguente lettera > che noi 
rrediamo importante p^ ano coiMntilD Midere di pubblica 
ragione. 

Ik$9ina fO Gtagfi^ 4848. 

Il Commissario del P^tcre csscutino 

D. PlRAJRO. 

Pùkrmo 9 ^M^^no 4848. 
MessiflP Signori W. Sanderson e figli 

Caio Signore 

« Vi confermiamo la nostra delT altro giofnio ed ora abbia- 
mo il piacere di annunciarvi r arrivo del 5idon , portante 
imiMwtanii dispacci pel sìg. Goodurin che ha avuto un'udien- 



za col Presidente del Governo provvisolrlo , ed In consegaen«« 
za di ciò il ministro degli affari Esteri annunciò alla Oimer: 
ra de* Deputati , che la Gran Brettagna ricomMie la sefNira- 
zione della Sicilia da Napoli » e che il Governo di S. M. 
Britannica era pronto a riconoscere qualunque Re che que- 
sto paese possa creder proprio di scegliere. È molto soddi- 
sfacente In verità che ciò sia stato fatto e noi siamo oltie^ 
modo contenti del poter annunciarlo. 

Vostro OJB^^^&MHuimQ 
Pbior Turheks ahd TaOHAS 
E. B. Thomas. 



85 



BULLETTINO N. 16. 



L'anno 1848 , il giorno IO giugno &a Gosanza. 11 Gomita^ 
lo riunito nel numero legale 

Ra deliberato. 

1. Di nominare D. Bmno De lUmoM « e D. Bniieo Fm- 
giuele a membri aggiunti della OemmtiBleiie inaarioita degtt 
alloggi. 

2; Nominare il tltg. D. Luigi Gervasi ad nflkiale addetti» 
al Dicastero delle Finanze col carico d' introitare le somme 
dal sig. Giannuzzi Savelli Ricevitore Genende deirantlco go* 
verno e passarle alle mani del sig. D. Stanislao LupteaecI* 

3. Nominare D. Vincenzo Grisoiia a Qmu^t Mastro Ge- 
nerale della Provincia. 

4. Nominare a Gommissart poliliei i dgaorl D» Giovanni 
Mosciari per Paola , D. Luigi Praino per Gastrovillari , D. 
Raffaele Mauro per Rossano » e D Rocco Gatti per Co «nza. 

5. Scopo principale del Gomitato essendo lo spegnere gli 
antichi abusi» e volendo ancora ciie dalPamile Ooseoza si dia 
alPItalia V esempio dell' abolizione del giuoco del lotto, sicco- 
me quello che fondandosi sulla Ignoranza del popolo ne ali- 
menta la immoralità» lo abolisce nella Provincia di Galabrir 
Gitra. Questa determinazione però non avrà forta di legge 
se non dal giorno 14 di queaio mése la poi» 

€. Incarica il sig. D. Gaspare Marsico di presentare al 



182 

più presto an rapporto intoroo alle tasse che possono essere 
scemale o abolite. 
Tatto e deliterato il giorno , mese , ed anno come sopra. 

Giuseppe Ricciardi , Presidente — Domenieo Mauro — Be^ 
nedetto liusdino — Francesco Federici — Stanislao Lupinacci — - 
Domenico Campagna , Segretario. 



86 

Ikpoeito Oeneraie deUe UUizie Attive — Cosenza iO giugno f84S. 
SiGRoa Presidbmtb 

Prelntendo che ella ò per disporre una spedizione della no- 
stra forza ih taluni Casali che vi è sespetto di qualche mo- 
vimento. 

Io che più d'ogni altro conosco Findole della gente dé^ paesi 
di questa Provincia » mi permetto sottoporre alia sna veduta 
non esser condnoenle un tale espediente y poichò sarebbe mo- 
tivo più concitare gli animi di quelli abitanti ; tanto più che 
la loro, mossa 9 per come estragiudizialmenta mi vien riferito» 
può dipendere da rancori privati » ed è più condotta vedere 
il risultato del loro movimento, riserbando la nastra forza 
dia difesa ddla comune causa. 

A Cmnademle U Depoeila 

PiBTto Salvi. 
M Signore 
n Signor Pmidmie del Cosnitata 
di Cceonxa^ 



87 

Ikpoiitù Generede dtìU MAixU Aitive -^ Cosenza 40 giugna t&i8. 

Sianoa PaisinKiiTa 

Dal Gomandanto la forza delle prigioni mi sono stati spe« 
diti quattro individui per far parte della Colonna attiva, lo 
debbo farle osservare che il servizio delle piigioai potrebbe 



18S 

benissimo eseguirsi da ogni uomo che non fossepriro dulie 
facoltà dell'udito e della risia; all'apposto le bande armate 
che sono destinate a sostenere il peso di una; guèrra di tnon-r 
tagna » nel caso avrenisse , debba con più accuratezza aisU 
darsi ad uomini armigeri validi di salute , e disposti a so- 
stenere i disagi che necessariaoiente ne ranno a derivare; 

Posto ciò 9 io non trovo che questi quattro individui che 
io conosco da vicino perchè miei paesani , possano riceversi 
per il succennato servizio» e gravare cosi la cassa di una inu- 
tile spesa. 

Ciò in discarico del mio dovere , e per la causa del pub-, 
blico bene. 

Jl Cmnanémae dèi Skpoiiio 
Pietro Salvi. 
M sig. Presf dente del Comitato di 
Cosenza 



■^ 



88 

Da Raggiano 40 giugno 4848. 

SioKoft Presidente 

Non appena qui giunto con la Colonna che forma Paranr 
guardia del BattagUone diretto in Tiriolo » mi son recato 
dal Signor Morelli , cai ho presentato il di Lei veneratissi- 
mo foglio data ieri , riscuotendone in risposta nessuna forza 
potermisi dare per le ragioni che troverà espresse neli' uffi- 
cio che il detto Signor Morelli con questo le fìirà tenere. 
Quindi • se lo crede» potrà favorirmi con più precisi ordini 
il dritto di rilevare la forza che pronta a marciare trovasi 
ncAle Comuni circonvicine, di Marzi Bersiti e Parenti, a cui 
è stata proibita la marcia dal Signor Comandante Altimati » 
come ho rilevato da un uffizio da lui diretto a questo, colf 
lega Signor Morelli. Nel tempo istesso la prego ordinare con 
foglio circolare a tutti i eapt delle Comuni y ove debbo Uran- 
sitare , di unire a questa Colonna la di loro forza v unita- 
mente a' mezzi per alimentarla , compiacendosi se lo crede » 
unire a tal foglio circolare, un simile del signor AUimarOy 
giacché le notizie che qui trovo , d' essere Tiriolo ia aliar-» 



t84 

ma « teneste cke le frappe cbe da qui mnovonsi , cela di^ 
lette t doT€Mero eiegeire U «ecco ; che perciò trovandomi 
ddMe di feria» potrei toffriie qualche molestia; ad evitare 
la quale * lo mt attendo i di lei ordini » per sabito ripiglia- 
le il oaaiailiio. 

Dal oorriere del Procaccio poi » ho rilevato che in Uonle* 
leone vi sia una forata Regia di circa qaattromila indlvidai, 
eltre doe vapori che bordeggiano nella marina dei Pizxo » 
e ebe tanto» V una « che r altra Città , siano perfetlameoie 
di accordo con le stesse » e che tutte le Truppe di Catanzaro 
hanno oee^Mlo le montagne di Maida. Tale nuova benchò 
da me stimata assurda , pure mi sono stimato nel doyere di 
partadpaineia per P usa convenevole. 

Gradisca intanto gli omaggi del mio rispetto. 

A CoMondaiils il 

Stakisuìo La Msnsa. 

Ài $ifMr FruiémU dd Co-' 
miiaio di PubUica Sdveuxa in 
Co9m%a. 



89 

ÀmmMiiraxiam Cmmtndi — Célkara U 40 giugno 1848. 
SiuHoas 

L* Imperiosa ciroostanaa deir alteraxione della fiintasia po- 
polare , mi obbliga esporvi quanto slegue. 

Questi abitanti tutti, esclusi li pochi galantuomini» suppo- 
nendo di non esservi fék leggi , gmmreniigia alla «Ma ed alle 
sosCoMS ét^ cittadini , minacciano continuamente dare a que- 
gli eccessi perleolosi ad ognuno, e precisamente alla vita ci* 
vile ed 1^ Impiegati mualaipall. Pcelendono pure, che tutti 
I beni si appartenevano agli espulsi ilònasterl , e che ven- 
nero vendati in tempo della pceupazlone militare, sieno beni 
d s mo n t' a i i' ; quindi cbe ai appartengano alla classe povera , 
e che gli attuali poewssori ne possano esiere qiogiiati per 
via di Ditto , e senza formalità giudheiaria » tanto ò vero 
cbe sono andati a fn ni $rm pomsia linda tempo addietro con 



là bmdkMéiéMm^, for»pd» i fMài |abii*mlÉiaiie piwll 

un manifestò ciroolara stalnpat» a f jilDi B* «àlwl^l , la «piè^ 
:|iaM .al ptfNilè iate:lé 4eigÌM> mmé «el Ino ^iaà»^^ ilgore , 
«he le Aatorilà costituite debbano amministrai» f é waWlIi > 
«m/IMliflÉ' MriMiMKÉte 4^ farti ^» fli òMcidU , e Mtl ^H al^ 
4ìri M^OMÈ y. Ma ifeolMn« l' aIspDflÉaloM' di «me proiiite v 
resa oca' f an s i a io.»^a alie*é'»eiii ilqfli *giii»lsl IMsHtéi*» non 
^«M* Mila' dial» da' Mmttiiydl OmiuìééH ^ ia*>èbè qìiAndi la 
fistoaiMl MMMfeM siiwnériÉlai Mia '«psàà fsinwwii qMrta 
iitté l^ebfa aé iat^ònÉsoiisiiiiiÉ.* 

Pd Sindaco impeàStb^^ll Stìméda lEMi» 
-> 't^ '. •' : ft^MAÌiur ilautoal 



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. ( pali' IMIiano .delle Calaiirv», fioMala uflteiiiia.deL£t>aÉl 
Caio 44 ^^te .Puf)14ìcl 4d 1^ ii<i(«o« ). 



CRON.iCA CALAbftX 



.,1 • . 
». • 



— 10 giug;no -- La notte scorsa è partita per la volta di 
Tiriolo una colonna comandata dal sig. Lamenza , non già 
In soccorso de* nostri frateliii (della Calabria Ultra 2/ , che 
non né hanno bisogno^ ma ^ler testimoniare ad essi la nostra 
simpatia. 

^ Il battagNone di ^stròviAarf , di cui' nel iiirìhen» pre- 
cedente abbiamo fatto cenno ^ si compone di cinque compa- 
gnie j dk^ie 4|mli Iknoo paHe le diverse forze di S. BasHe,, 
Frascineto , Porcile , Saracena. « Lungro , Altomonte^ Acqua* 
formosa > Firmo, Spezzano» Albanese» S. Lorenzo é Cassano* 
Stanno al comando i signori Baratta, ^.amen.ifa, Damis» Luci» 
AIgdrii V « IK ^^iuseppe 'Paoé eomfi^dtinle in dipo. ^ 

Fra le file di tal battaglione 'notiamo con' Vera soddisfa^ 
alone i «ignori Merlati » Pt-ineipi? , Salerno , Baratta » éfra- 

20 



lieo], De MMeo , FruciM « Ruo > Frega , Tanl» v RiMldi » 
Maida, Gafasi, Samengo , Nola, Campiìeiifo^ fralelll Gonpele, 
•Franeo > Mattane » BasUe > Laerftlo t Craiiiie» Monaco, >OQa- 
glU^eoM 9. fi^nillaoe, Breti ee. ecJ - ' ■ 1 < 

— Il Mie Piitiello di Nkwlro ba f ià peM Hi «noe piò 41 
3A0O sohiìbì 

. ^ La itapaU» , • l'ealasiaitteL* dei CvaMII* de SioHia > vme 
diiflDi è flonpve craaMUa^ 0. le iboreo di eal mIM Celabrlè 
è immiiwale » m'p^te a fnert'ém Mir'Sia )airfeB«ie. • 
. -T- L' eftUo predelle la. Nìipoli 4dye MNaie dUGeiakilB è 
ddal» ieuMMo^ il pppei* ce Ma eo i i e imm p e l eede fiir-ailro 
correva alle ftiifiin onde. iapietaM dal Qiele là henedMone 
jer'Jajieelftì inipreie. 

— Ia Conume di Aeittafomum ai è obbligaU di mante- 
nere 10 volontari a proprie spese per dne dÉssi. 

— Simile tratto di generosttà si è pnre veHieatn pel Co- 
mune di Altemonte , e disUngaonsi fra' veionlart i sig. Cop- 
pola , Salerno » Franco , Laterza , Rende ec. 

— Le Comuni che finora hanf^ offerto i loro contingenti, 
oltre alle sodelte » sono Cosenza 9 Pedaoe » Spezzano grande. 
Figline , Piane , Allilia, Ceiioo, ApriglianOt Bialito, Mangone, 
Trenta » 8. Pietro » Lappano, Carolei, Rogllano, Carpanzano, 
Domanlco, Donnici, Aprigliano, Dipignano» Morano, S. Gior- 
gio , S. Sofia , oltre a quelle clie s' ignorano ancora, avendo 
disBflo i lofe oentintfseli aopra Paola , e deMer quali alien* 
diamo il notamente. Fini componenti la forza si trorano I 
più distinti gentiluomini , de' quali faremo conoscere il nome 
onde raccomandarli alla pubblica stima- 



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et 



I •• . 



Comando Gm^oìU mitav drl Felia ii MoHm — N* 423 --. 

MmiM li H fiugno 1948. 



SlfiROU . 

Le significo di averla scalta a far parta dello Stato Ma^* 
giore del Corpo di Spedizione, 
li Capo di dello Stato Maggiore è ii signor Colonnello di 



Artiglieria Direttore del Biinlstero della Guèrra e Marina D. 
Giaeoano Longo. 

Il Comandane Qineràlé 
RnoTTi. 

D, Giovanni Pisano, 

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Comando Gemràk Militare del fM>diia^ina'^ Jt.^'MtF-^ 

•^ , , • /. 4J. .- . .'* 

SjeHORK^ • i 

Giusta le facoltà accordatemi dal MinisCro » Fa nomino a 
Capo dello Stato Maggiore Generale del Corpo di Spedizione. 

L'avrerfo pure avefe scelto ad Uffiziali addetti allo Stalo 
Maggiore il signor Maggiore di Artiglieria D. A. Scalla , il 
signor Maggiore Carlo nsano ébìV 11.^ di Linea » ed il Ca-- 
pitaao di Artiglieria sig. Giovanni iHsano. 

A Omi^ndunte Gep^x^}^ 

fttBOTTJ. Vv 
M ii$. CoUmneth di Artiglieria 
Oireiiore dei Minietero dèlia Guer- 
ra e Marina D. (r. Longo, 

Capo dello Staio Maggiore Ge^ . .« * t 

neraXe del CorjHf di Sgedizione. . . 

in questa. 



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Camanio GeiuràU MiUiare d4 fM^ di tbmHHM -^'M* ^ 

Messina 11 |tef|M^ 1848. 

Signore 

tei Qttes t* oggi £l(a ti porteti nella di ccwilro Calabria j 
ove al porrà in relazione col signor D. Antonio Rutino. 

Il Comandante GeneraU 

RiBOTTI* 

AM§'$irdim4AÌhii^ùi9r9 

delta Guerra e Marina Cafo 
dato SlmèMt99fme ÙenmdeéBt 
Corpo di Spedizione 8ig. Qia^ 
corno Lonffo, 



in questOé 


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ÒoMiiùto a ÈdnU PuSèlica -^ N.'' SO. -^ Cosenza 11 giu^ 
uno ^848. 

SiOHoa Gfe!iiBajtt£ 

la prego leggere l'acchiosa^ (1) quinidi farla leneré ttóm^e'^ 
diate , ad una delle sUe istruzioni. Aspetto in giornata sue 
lettere , e desidero sapere in ispecle due cose : iJ* Se il Co- 
mandante Mileti sia giunto a Spezzano Albanese : 2/ Se ella 
desideri cbe io le spedisca rinfor:^i di qui. Ho scritto a Mal- 
vita di riordinare quivi immantinenii la compagnia che si 
sciolse in Tavemanova , e ricondurla senza indugio veruno 
a Tarsia , dove sono certo che ella vorrà pernottare. Aven- 
do scritto ai Sindaco di Tarsia per preparare 3000 razioni 



(1) Vedi il documcolo num. 42i 



per kf MMlre truppe di» arriveranno eelà àumo numo) e cir* 
ca 2M^ P9IIÌ li'ovaaidei in TaTemaiiova, non farò paHlm 
per Tai3»ia slaaiane , so boo una oUaptina di pnte -41 Amt-^^ 
maggio. ^ ^< 

Piacciale «imi ogni fcistifiKr 41 coteite féiitl y é iurft iiiia 
cwa tt soiéisfilsla prontàwealr. 

If PreiMefH» tfel €)Mitiralò« 
Gw Ricciaa^i; 

M signor Comandante in Capo 
VEsereifù GéUra Sioulb Qmmrale 
BOotti. * 



95 



BULLETTINO N/ 11 



L'anno 1848, il giorno H giugno , In. Cosenza. 

Il doAifUtto di Salate l^trbMicà ha preso le seguenti dèlibe^, 
razioni. 

1. Nondnara. il jrig». VMqaale Mauro a Comandante inte- 
rino in secondo delle Guardie Nazionali del Distretto » al- 
r iaiMtdiaDióBe del sig-* Cario Campagnii. ... 

Sw Nainifltore il si|r. Pietra Conforti » Capa CammdaUta l«r 
Goucdia NtfzkMHili di S. B^edeHo UUano. i 

Si Cha ii CotHanélaale di quasio BisUvilo slgC Caibiipliglia' 
oa« aaa oalomia di 300. tiomin» parta da Coaenm -alk» orai 
93 di oggi per Rogito.,, dbnda la matiina dei id si m«i(a fu» 
viaggio f e peroarsi i paesi di CeiifOy ^petsano piccoio ^i 
Spexaafip glande , Madoliidy Pedaoei e 8crni > Henéri ià. Co- 
45enza. Ciò nella vadala di reprimere pocltl sediziosi y ^< «> 
me^ia strtogere i nodi di fralailanBa fra Albanesi' e Casa- 
Jesi » affiodhà da tulli, si eonconrà vnitaoieBie a stabilita mi 
farme basi rindipaddétiza nazionale. 

4. Glie vaa* oalonna farle di 300 uomini comandata dal 
beneaierito o valoroso FranccìBoo De Simone parla per Paola 
alle ore 3 della nolta , in aiuto deità intrepida s(|uadra M^ 
Mi » cbe al primo ravvisare 1 legni > corse alle armi , e 
volentieroso aspettava Fora dei crniento. 



t90 

. !$, Cbe dpniaM 12 de] corrente la Gastdia NaviMOÌa éì 
qa«6la «ittà coovenga Ivlta in ami nelte scialiate dteff ia^ 
leipilenaa alla 6 p. ». per attere. passuta i» raaief oa^ ilal Ca-' 
nitato. 
; A. pfd»b)icara- la fine il iegaeiitè h*egolaimiit9 : ' ' 

» Il mantenimento delP órdine p«l»tilic(i riebiede,- cbe nen 
sia.peroieso a rerano individuo della Guardia Nazionale di 
mostrarsi armato di facile nello interno di questa eittà » 
meno Quando fosse di servizio. » 

Fatto e deliberato il giorno mese ed aimo eome* so^ra. > 
€iuHpp$ Ricciardi^ Presidente — Domefitca Mauro — Ah- 
nedeito MutoLino — Francesco Federici -*- SkmUla» Lufinae- 
ti — Dfmenico Campagna , Segretario. 



96 



Il Comitato di Salute Pubblica 

Sf affrcilta a pubblicare li segpenta rapporto pervenuto da 
Paola ieri alle ore 24 d'Italia. 

« Qnasta mattina il telegraio anminzlava a vista dm» ▼a-' 
pori da f«orr« , ed wia conretta , dirette per Paola , ove 
giunti ban gìttato Tanoora. Non appena lieeVvta la'natliia ,' 
e baUHU dai tamburo la generale , qimii «abitatiU ban^ dato 
praova di aa entusiasmo indeserirlbite , e in un baleoo aòn* 
ceni alle ararf. Tutti gareggiano di amor di patria t e-fiòi^ 
proatl mille volte a morire per la santa ^eansa. » 

« Il Gomatidanle in Capo sig. Mileti , ba subita preso il; 
suo posto alla testa della forza Cittadina* » 

« Moaeiari è eorso aUa montagna per mobilizzare la foiv 
za colà esistente. -^ Si è spedita immantinente una bar^a par- 
lamentaria per conoscere Pintenzione deHa flotta^ -^ Il prode* 
dUadino (ìioacebinò Gaudio , accompagnato dal paohmd sig. 
Parrotla , baano assunto P incarico. Giunti a -bordo dal Co-*' 
mandante , ed inlenrogalolo su quanto di sapra ^ ba rispo- 
sto : aver disbarcato nella Provinola di Basilleala , ne* punti 
limitrofi alla nostra ^000 «omini («cosa cbe noi non credta'* 



tM 

• 

■o aCilto ); e più di avero ordtM, o che gli *MUqU 111 qui 
pMgealatMni le mani ^ a te conlririo di ipotoiÌMnlare FMd. 
A. tale propaaàz&okie 11 8%. Gaudio la nome éà Pafoia « e tféi 
Cosuiadaiile Mlleli ha ritpoalo , cA« t CoMrmi nmum» tm- 
faci ài ««ttòy die nm tue awni6ògr<icfu^a < a-ie'ahn<» fi<tiuii 
itofM» d» ^niffv oia ic ìiii «tllodtsio loM^ola la «to; #A# ffftàÈUtmiH 
diWimierm tromneia aiempiréééet^ al moùtq éoten M éMémt 
U di: loro 4Mimioi^i.€^ i frmlM fookHUi. » • - < 

« Dopo tale rispósta ^ cdmaolcsiacl tella depulaBione fl^ 
CBlrata^ i lcfoi'cóMliouaaD.ariiMHMi« qui' anenvati» erilor- 
naade al nodieBla il Téporo-niMaatilé II WìH&mo éal Mfr- 
ao» il Gonaodasta della spiyiizioiie . vi luileaiilo fln*abhoc«d- 
•Moto*, e. oiediamo «litt aMiia fedite In Napolt «i sao-tfap* 
porla* » ' . "Y» . I i i • • . .. '• l 

« Ficmati^ BeMdotto La Costa-^ Vlncanio Vaìltottl^ Gta^ 
Mfpe Mavaviglia.. Gosenta 12 Giugno iS^9i ^ FL (COMITATO 

G. RIGCUHDI , Prmiému , DOMENICO MAURO « BENfr- 
DETTO MUSO^INO ^STANISLAO LUPINACCl ^ 
SCO FEDERICI — GIOVANNI MOSCIARI — Gwuo 
DJGiité , Segretario. 



97 



Ctmofklo Milikare deH // 4p»di^£^M 4tf{ MedUenianeo — 
iVio/a y/ yiujjfiio i848 ^ ad ore 20, 

Sio:foai 



lo era appena givnk> in questo capoluogo, quando da un 
rapporto del oapo-poslo telejgTafico di qnl al sig. Mileti,' ap- 
presi la notizia del prossimo arrivo di dae vapori da gacr- ' 
ra ed un 1)rigantino a vela in rimorchio con qaelli. 

È Indlscrivlbiie rlmpressione che universalmente eccitò 
negli animi II semplice appalesamento di .quella nuova. Non 
s* ialese dappertutto , che mio scoppio prorompente e con- 
fuao di sdegno pel re , di entusiasmo per la difésa de'nostri 
politici dritti , e di ansietà per la fahto desiderata vltHoria. 
Si suonò air armi ; ma ciò fu fardi a paragone dol precipi- 
lante lelo e deli' accorrere subitaneo delle civili milizie at- 
torno ai sacro tricolore vessillo. 



«90 

» F^lo nolaUle ; taenkre che eraii sCaliif ito nel Akegiio 
«liratagico elm il aeiuieo éovwa aéfta«carii> Mila noBlifiia boI- 
.tMlo , lOal doppio panciere à'ìngmnate la tnippae 41 lA- 
«aiaM iltosa la dilà >» t #a^laal i^okì da ftUntaiieal risata^ 
sian» giMarooa » cte d Aei^ ^awean aaittìficirel sul IteUafiB 
4ri paeaa : fooanéo cosi aacnifisio « delia teao vile elicale a 
iMgglor fieHcote » a dcf ^atoMl lari. Qnaala Idea età pieii»^ 
meute di accordo €Ott fF ipilaMi deaiAetl 48* MaM t«lli^ peir 
.avi la aobilpk cooiwBiito siil.4aiar8L 

Ti» « ciaaipaf«èe di qnaala coionna nabéle eransi apedile 
aalPiedeiikwBotìiia saUa BMotegna e le nostre Carae Jierei^ In 
Paola » heachè valorose » omo poche» Stimai quindi' spedii^ 
.m Vawaldn >. ove atlepéatia ^tm, «Mno di AUianeai' e- di qawl- 
la Guardia Nazionale. In poco d' ora , quaninnqae casaala 11 
Wnagno ^ ci ragginnse In 4xibI padoMao Mitnera ohe olire- 
ipafsaraiìo fra gli noi e raltra ben 600 paraone. Lode a^qua^- 
ale anlnie fenefose, al Capitano fieni , « al ••Ig. Modtesaoot 
Capo deMa goardia Nazionale dlFteoaklOy per Foper^altà 
aMimosUrata. 

In quel mentre, i vapori ed il legno a tela ai fernUMno 
a piccola disianza da questa spiaggia. 

Il sig. Mileti intrepidamente mostrandosi uscì fuori con 
piccolo drappello a veduta del mare. 

Si riunì un Consiglio , e fu stabilito di mandare a bor^ 
do una deputazione » con V occnlto disegno di spiare le for- 
ze , e le intenzioni de* regi. Furon nominati il signor Per- 
rotta e D. Gioacchino Gaudio , M qnate spontaneo si soffrì 
per tal missione. 

Il risnltamento pala mentano fu questo : Il Comandante 
marittimo intimò o la presentazione delle armi o il totale 
bombardamento di Paola. La deputazione rispose che le ar- 
mi sarebbero rese quando tutti diventassero cadaveri ; che il 
p|ke^, si bom))ardasse ,, . s<9 si volea ; i Coaentiiii avrebbero di- 
vido le loro abitazioni iCO^^Paolaoi. Alle riprese del Goosan*- 
dante ». che sulla costa, di Sapri in BaaiUcata avea «barcata 
tre mila uomini , la di^utaziope soggiunse » che i iCaUbreai 
poco li temevano* Finalmente il Coiaandante, avvedutasi della 
nostra; fermezza, dichiarò, oh' egli non avrebbe a neaaaa 
conto molestato il paese i desiderare però che c^i Iraaaa- 
zione , se volea inlavotarsene , era.d* uopo dirigersi dal Cor 
mitalo di Cosenzsi al G#n^ral Coqiaìqdante Ja Pivisione abarr 
(*ata in Sapri. Egli attenderi^bbe. 

Si è marcato poi che i legni da guerra 9 abboccatisi col 
Pulifemo , che allora veniva da Reggio , a poco a poco sgom^ 



19B 

braroDo. Oie sopra q.no de' legni • il più piccolo , era al- 
quanlo nnmeTo di eaTàlU e gente che atea sembianza di 
soldati- 
Si è giudicato che la momentanea dimora de* vapori non 
avea allro oggetto che la esplorazione del Inogo, e dello spi- 
rito pabMioo. SslPecceteo ponto della Palombra una forte no- 
stra Compagnia si fé* vedere in bella ordinanza. 

V entusiasmo de' volqotart al mantenne sempre ogi^ » e 
se alcun dolore si pati fa il .vedere paxUr» i regt » e doliisa 
la speranza di pn attacco. 
I legni si dirmero ad Ostro. 

Le precauzioni . prese da iioi eraa baiJevùU. il neail(;odo- 
vea attaccarsi dalle case « e nn corpo, di riserva- erìfi sulla via 
della Montagna. Kon si son Ia;5clale lo ami % ami si sta ip 
vedetta per non esser sorpresi. 

il CoimnUuariQ Civile 
CV Mosci ARI. 
Ài Signori / 

Presidente $ Ifemòrt del , 
tcmiiaio di SduU PUbbUra. 
Cosenxa. 



98 
BALLETTINO N.^ 12. 

t » . 

» l'I , * • 

L'anno 1848 il giorno 12 giugno te Oosanis. 
. 11 Comitato di Salute Fubbilsa , rtunito in numero legale 
ha deliberato quanto segue : 

U Di nominare i slgliori D. Saverio Toseamn , e •• Gae- 
tano Romano « entrambi di Hcasano^ a Commessavi onNnatari 
4i quel Distretto » ìm luogo di Db RafiMe. Mauro « il tuaio 
INnr importanti motivi non può addussatui tal carica. 

2. Ole i ajgueri tìaeUno Rimc^ ; e Michele Grisella aiem» 
Investiti del cataHere di Elei4 comunali incaricali in iapecie 
4lelia sorvegliama sui panettieri » e de onde far eeasare^ i con- 
tinui redami ani. peao del pane. « 

Fatto e deliberalo il giorno mese ed anno come sopra. 

Giuiteppe Ricciardi , Presidente — JhmenUo Mmro *^ Bene^ 
àHto Muiolino -*- f'rem€e$ce Federici ^ Sfautslao ÌA^naen — » 
Domenico Campagnù » Segretario. 

21 



IM 



S9 



S. Stefimo 43 giugno 4848. 

m 

Cari Pelano , Raffaele , Giacinto , e Ificola. Si prenda 
ciascuno di toÌ' la parte che le rigsard^é 

Stasera circa mezz' ora di giorno ci ò pervenuta la taa 
consolantissima per le assicurazioni del vostro ben' essere la 
generale , recataci per mezzo di Luigi Errico Merenda. 

Ora una di notte in punto arriva Alessandro Parlsio * da 
Cosenza ed assicura che domani muoverà a questa volta Mu* 
soiino con genti di Cosenza. 

L' annessa di Gaspare vi manifesta Poprato in Paola. Qual- 
che suscitata in Lappano > e Gasoli del Mongo, ha 

reclamato una spedizione di truppe nostre colà , poiché una 
banda di masnadieri , tra quali uno di Buonfiglio aveano 
operato in senso opposto al comun bene. Tutto è represso. 

Ci piacciono le ricevute acclamazioni , e sia lode ai bravi 
Nicastresi , eh' efièttivaiyente operano pel godimento futuro, 
se pur lo raggiungemmo. 

Scriverò ad Urtai» per mezzo di Carmine Tueei^ che at- 
tendo 9 e che forse ti spedirò con una sua Squadriglia » be- 
n' inteso che tu devi lor pagare dal di che da qui muove- 
ranno : dimmi se pensi diversamente in riscontro. 

Noi scriveremo per via di Catanzaro a Nicola , e per 
espressi , o altre quaisisiano occasioni. 

Vincenzo che ti abbraccia tjl rimette quattro camice, quat- 
tro paia di calzette , due calzooetti , due fazzoletti eli seta 
ed il calzone , più una tovaglia da fàccia. 

Ba Paola scrivono che T inerzia li rode » e che vorreb- 
bero correre al Teatro che forse costà dovrà aprirsi. 

Ore 3 di notte. Ho dovute sospendere, perchò il passaggio 
di coloro che vengono a codesta volta » ha prodotto timore 
al nostro paese y sondo ancor tutte serrate le porte ec. per- 
ciò ho pnerduto V idea di ciò proponeva dirvi. Altra annessa 
a Giacinto. L' acchiusami nella tua ò già partita pel suo de- 
stipo. Raccomandarvi cautela sarebix» superfluo, bisogna però 
conservare la vita , non perchè necessaria , ma per poter 
fodere dei malanni dell' oppressore. 

Tutti abbracdano tutti rispettivamente » ed io vi stringo 
al cuore , ossequiando tutti gli amici della Compagnia. 



fmm 



19» 

Si assicaira che i Siciliani netti poMono vehife per la.cro«^ 
clera nel mare — * parlatemene. 

TOHIf ASO Mazzei. 

A. cf» S% 

J>. Oiuseppé M^Ui 
Viewtro j o do90 $i ircva. 



100 



Ck)IIPlTI5SU10 $0. D. GlUSBPPB 

Essendo assente di qai il Signor Rizzo ^ sento tttt(o il do- 
vere scrivervi io in sua vece , qnal custode del Gabinetto. 

Resta Tassociazione rinnovata per un quatrimestre. Per cui 
potete per mezzo di Ottaviani gravare il mio Direttore Rizto 
dei due. 16. 

Vi ringraziamo però delP attenzione di averci mandato i 
giornali pubblicati questo corrente mese. 

La vo«tra scritta la ho già inviata al mio Direttore, onde 
vi fornisca delle notizie bramate. Iixtanto io vi acchiudo co* 
pia delia risposta fatta al proclama d^ll^ amabile Nunziante. 
Se non rifiutate altre copie che il Comitato andrà a stampa- 
re» io mi reputerò fortanato.^ ,Soil cèrto che di questa copia 
ne avete avute costà. ^ ■ - 

Onoratemi di qualche vostro comando, mentre co» tal de- 
siderio mi soscrivo. 

CaiMiaya 42 gti»<jpa 'éa4S. 

JhnoU OW. Serva* Vero 
Feahcbsco Albano. 

2>. 5. Nel n.* f 3 delllndlpendenza e Lega di Palermo era 
inserita una lettera del signor- D« Giuseppe Mazzagano di 
Honleleoney colla quale si dava ragguaglio di alcuni fatti in 
quel paese avvenuti dopo le notìzie , e le carneficine di Na-. 
poli il dì 15 p/ p.* consistenti in emblemi e stemmi regi rot- 
ti ed infranti; inscrizioni ed eifigie reali lordate e peste, ed 
altri fatti di simil natura. 

Poscia diceva che circa 900 individui tutti armali scesero 
precipitosamente al Pizzo nel vedere spuntare due vapori Na- 



/ 



190 

poUlaai, €iiKlMdoH partaiorl di Irappa leiia» e che pel tvo* 
varooo essere mercantili ; non cwi pi s^b diportali coi H%r\ 
pori ebe porlavam il^generale Nunziante e la sua soldatesca ; 
perocché sappiamo che questo Generale stia in MiMitéleooe ed 
alberga in casa del retrogrado ed osdwanttsta Marchese Ga- 
gliardi. Sarebbe perciò cosa buona «he il surriferito foglio 
Inciti i Mooteleonesiy ( fra quali ti sono molti liberali ), a vo- 
ler disfarsi della soldatesca e del loro Duce, ora specialmen- 
te che 5000 ealabresi sono la posiziono milHare sopra Maida 
ed attendono ansiosamente Udì della pugna. Scrivete acerbi 
rimproveri contro il Ga^fdardi, ed altro del suo stampò. 

Desideriamo sapere se I bravi Messinesi possono effettuare 
la sbarco di tOOO uomini con artiglieria, come non ha gua- 
ri ci era stato annunziato^ oppure siano impediti dalla cro- 
ciera Napolitana — e ciò per norma del nostro plano d' at- 
tacco.. ^ 

ALVARO. 



■^■^ 



101 



Ilio CARO GBNSAJUIIO 

V amico del higllelll della f Ulte , % fratellQ di quello coi 
ultimamente scriveste , vi dirige la presente ( senza firma » 
perdiè dubiia Mia posta ) che dovete ritenere i^&m» un se- 
condo evaogeio ; amare i progetti • che essa vi presenta pter*- 
quanto amore, ed interesse avete per la causa oomMe, e ri- 
spettarla per quanto rispettate l' onore del vostro Distretto » 
mentre lo sperare «he dal Capoluogo venisse dato il sanctus f 
è impossibile. Qui ad onta del chiasso, che fanno i buoni fan 
trioni j ad onta, di una deputazione £he preseptossi al Presi- 
dente del Circolo la sera de' 10 portando la voce di i7 paesi, 
parte di questo IMstretto , e parte della Marina di Matera , 
pure si dorme, e si trovano mille ripieghi delatori — m^ 
quello che vieppiù ha indignati molti stamane, lo è stato la' 
non spediaiione a MUfetta per rilevare cito pezzi di cannoni. 
Infami ! E non può essere diversamente , mentre il D. Fin- 
cenzo d'Errico pieno di buona volonià , viene trattenuto da' fra- 
telli , dubitando uno di perdere la Carica di Ispettore contro^ 
loro, e l'altro di Conservi^ore. Tutti i Fratelli poi dubitano 






perdere il Direttore Manfredi , eònie Queflo su éi cut poggiane^ 
la genesi delia loro forlnaa. Con essi hauAo vn partilo^ sor- 
tito da alcune voci che haano fatto spàrgere dagl* impiegati 
delia Direzione » e molto più dagf impiegati dulia Conserva- - 
zione, 1 (piali per essere |atti Pottatint hanno chiamato à 
loro i parenti ehe poggiando I loro ragionamenti sa di lina 
dimanda di Macera diretta al Re per mezzo dei Ministro Boz-^ 
zeliiy colia quale si protestavano essere obbidienti a' volerr 
del Re> da'^ctti attendeano la miglioria del tempo, hanno' 
fatto sorgere il sospetto che ! Materani intendono profittare 
ddla circostanza, per svellere il Gapolnógo da qui ^^ questa' 
voce porta la eon^ktzione^ dH spMti » e deUenim^iiamo. A que- 
sto partito non manca' Teco dei realisti » dei proprietari che^ 
dubitano versare somme per la causa ddHa libertà, di alcuni 
impiegati Pot^Uni , ehe dubitano compromettere la oarlca , 
che godono nelle proprie case, ed anche dèi basso ceto, che' 
intende stare nella sua miseria , purché pacifica , e perchè* 
così , e non altriitienti è stadio ioslnttalo; ^iu^^ ^^o^^ ^^ ^^^ 
prima dei 29 gennaio era pronto eoa noi a fare causa co^' 
mane ; qud basso celo ehe dopo il 15 maggio éiceta e voi » 
galantuomtoi avanti e nói appressò , ed ora vuoisi disertare!! 
Come tutto questo ? Aggiungo a quanto vi ho detto di sopra, 
che molti proprietari dubitane the il bosso popolo potrebbe 
aorgere in massa e dimandare la divisione de* Demani , che 
si posseggono da poche faml^ie; tebitnoo che elevand^l gli 
affitti dei beni Comunali , per diminuire le eontribnzidni Co- 
munali medesime si «nellano nella posizione (& dlmiiHiiìre le: 
loro làdnstrie, thentre è a podii notò Tintrigo che ftssi per* 
rastare gli àfiltti in «ano di coloro che qtii prendono il nò-' 
me di noUUriit , senza riflettere che queste cose verranno re-*^ 
golàrm^nte denunziate se la bisogna richiede; diibitai^itf 
fine , tacendo altre cose , che il basso jpepolo movendosi" pév' 
Ift causa generale, potrebbe dappoi trascendere sulle parlici-* 
lari proprietà. 

In tale stato di cose che si pretende da Potenza ? Be si 
volesse agire , i quattro Capilani delle quattro Oomiya- 
gnie potrebbero; opporre la forza. Uomini di parola ; e 
non sapendo ragionare , rispondono da non farsi IMemle^* 
ro; ed in tale stato, balbettando, « spruzsàindo saliva, ti 
lasciano soli in mezzo le strade , ti licenziano dalle rispet-' 
live case. CJie plA , che più volete? ? T^oi altri forestieri 
qui domiciliati ci mordiamo le braccia , fremiamo per tante* 
infamie , ed . io particolarmente stamane , che ai sentire le' 
minacce di Bernalda , Pisticci > Montaibauo , Laurenzano , ed 



198 

altri paesi , bi «on dato alla disperailoM , ed ho leniato di 
parlare con uno di coloro che si dice influente » e di rispo- 
sta mi lia détto f qnel clie io conosceva » cioè essersi spediti 
gli emissari per la Provincia per Tarmamento , al che aven- 
dogli detto « come si chiama Tappello senza pria spedire a 
Moiretla per rilevare gU 8 cannoni ?? » mi lia conchloso co^ — 
Quante chiacchiere che hai — pensi a star bene — Ditemi 
quindi di grazia » che possiamo fare noi altri forestieri ? 8e 
CPtestQ Distretto ha buona voglia, potrà chiamarci a far causa 
comune coi prodi Fratelii Càlabri , e Siculi , che anzi stimo 
opportuno qui accertarvi» che. stamane erasi sparsa voce che 
da cotesto Distretto era iglunta una dichiarazione di emanci- 
pazione , che non voleva dipendere perciò da questa Autorità» 
q che in fine si associava a Cosenza in tutto e per tutto -— 
Da* retrogradi si ^ corsa tutta la Città » ed in fine questa di- 
ceria si è spenta colla disposizione della vece primitiva ed 
originaria*. . 

Non d menzogna però la voce essersi spediti degli emis- 
sari per la Provincia « ma dà tanta dappocaggine per mille 
altri versi, argomento» e con me i buoni e molli» che ci(^ 
siasi fatto per prendere altro teaipo , per dar luogo alla ve- 
nuta di un battaglione, come dà Napoli si scrive» e se noo 
avrà luogo» lo sarà forse per la ^^ Spedizione, latta inCa^ 
labria la notte dei 10 pel buono trattamento Catto all^ truppa 
della Compagnia Calàbra capitanata dal valoroso Mileti, giu- 
sto le notizie di stornane. Non manca però l'unione deli' ex 
gendarmeria » per lo che va aprirsi altro locale — In tote stoto 
di tradimenti., e di generale avversione di questi abitonti alla 
causa pubblica » mostrandosi co^ , [come si mostrarono nel 
1820 die bassi da sperare » che bassi da coqchindere?? ho 
lascio alla considerazione dei buoni e de^ Calabri » e Siculi » 
che trovansi voloqtoriamente nelle Calabrie. 

Cotesto Distretto è bastantemente prodigo a concorrere alia 
causa della libertà » come io vengo assicurato non solo da 
particolari lettere, ma benanche da verbali de'Circoli Comu- 
nali spediti a questo Circolo inetto » che si dà il titolo di 
C$ntr(iU. Non bisogna quindi attendere tanto ardore, e con- 
viene scrivere per espresso in Cosenza» far conoscere colà la 
verità delta cosa » e senza perdi to di tempo prògettorgli 
quanto siegne su'seguenti dati. 

Siccome Chiavomonte , Moia , Senlse » e tanti altri paesi 
di questo Distretto hanno estrinsecato voler concorrere , e 
dubitando che facendo soli non trovano corrispondenza in al- 
tri Di8trettì> anche perchè non essendoci nomini istruiti nel- 



19Ì» 

la strategica e nel comando , sarebbe di bene che una Co - 
lonna di mille nomini s' inoltrasse terso cotesto Cape luo- 
go* munita di qualcKe pezzo di Artlgliertat e se ne conosce- 
te per certo l'arrivo del sig. Carducci nel Cilento, ed il mo- 
Timenio di quei luoghi , basterebbero soli 500 Calabri di 
unito co* Siculi -r- In qnesta Cassa Provinciale vi sono oltre 
a Due. 22.000 che ffie|)pure ^ait%iTaxi,no col Procaccio che da 
qui muòve per Napoli il di 17» in modo che dopo aver prer 
venite qualche sbocco come Maratea , Libonati ec. ec. ec. 
s* imboccherebbero nel centro della Provincia ». e demandar 
conto del denaro — In pari tempo che spedirete per Cosen- 
za» è necessario un espresso per CJiiaromonte, éhé sdirete a 
D. Vtf^giwÈ Giura » chiamandolo dostà» e col Aiedbsimo con- 
certare tutto» come di tutto partecifiarmene a rigore , che 
da quel che fo io siato sicuro; il sig. Giura basta a condur- 
re in cotesto Capo luogo molta genie armata ^ Io anche son 
pronto » e la mia famiglia potrà dare altr' iiodividui — Non 
è più tempo far versare solo il sangue de^nostri fratelli Ca-^ 
iabresi pel modo oscurantista di pochi di quei che si hanno 
voluto mettere in mano la somma delle cosii per trovarsi bene 
con ogni specie di Crovemo » e come essi agiscono attuai 
mento giurerei che sono, agenti segreti del Governo» e pel 
Governo acquistano vittime. Sarà costà forse contemporanea- 
mento VmùtaHo Pttruceeìli che fu in Cosenza. Fategli osten* 
81 va la presente » e vedrete che forse la buona sua voglia 
r inganna; ma ditegli che i coanont' sóno^ e saranno sempre 
in Molfetta » e ciò lo persuaderà di tutto , e di quanto gli 
dissi non era poco di partire domenica passata» 

Si approssima la partenza della posta — Io non so che vi 
ho detto» ma per quanto ho potuto vi ho narrato quel che 
qui vi è — Voi avete altro tempo per poter pensare alle de- 
terminazioni e risoluzioni da prendere; che anzi trovandMi 
PetrucceUi ne' dintorqi chiamarlo » e concertare l' occorrente. 

Caro Gennarino — Sono più giorni convulso per tanta in- 
Camia credete me » e, non vi &te ingannare da altre lettere» 
mentre nessuno può essere più legale di me > e lo giuro : 
altri agiscono per particolari vedute» ma io non ho che spe-» 
rare. Se spedirete questa mia a Cosenza » i Cosentini pren- 
deranno le anologhe risoluzioni per svegliate una Provincia 
tradita da pochi , che vi hanno formato un forte partito , e 
non sappiamo se questo partito servisse loro per la causa 
comune» o per resistere a'progressislié 

Fate» agite e vi abbraccio. 
Potenza i2 giugno 1848. 



h 



ititit 



200 



102 



' Camitaio iéBa Gfkordia Nazicmle di Lago. 

14^0 42 gi^tgno 184S. 

SlMORB 

. Le faccio tenere pel messo speditomi le dae palUere del 
calil>ro iodicatomi. 

..L'importo ddie stesse è groh'i • Spiaremi che npii poaso 
ad altro » ma OTe mi erede Talerole mi oomandi » clie mi 
reputerò sempre onorato. 
Mi prendo la libertà d'infbrmarla di quanto sienfue : 
. Nel Forte di Amantea vi è dispopibile una Golombrina spa* 
gnuola da 18 , la quale posta in essere potrebbe tirare ai R<^. 
Se le piacesse disporre che si approntisse , io conosco che vi 
sarebbero necessari pochi ac^uiodi. Mancherebbero le pallo^ 
ma le potremmo avere dai nostri Fratelli d'oltre il Faro* 

li Comandante 
GiovAMiri Caeuso. 



10» 

PresMontiuifna ^ Coitrovittari i2 giugno 4848. 
SiGKoas 

. Alle ore 4 p. m. mi arriva T annessa lettera da Rotonda 
dalla quale si rileva che 4000 nomini sono sbarcati a Sapri, 
e che questa sera saranno a Laurin* In tale stato di cose io 
stimo darle pronta prevuniione, acciò conosca il pericolo in 
cui siamo e provveda urgentemente al bisogno. 

H Depulato 

A. Pagr. 
ÀI Signore 
Signor Presidente dd Comitato 
Centrale di Cosenza, 



2ai 



104 



Sulla insurrezione éMU Calabrie 



Se noi imprendessimo a dimostrare che gli atroei av veni-* 
menti del 15 maggio in Napoli faronó la consegaenza di un 
nero tradimento ordito dal governo j eerlo faremmo opera 
Inutile f imperoccliò non v* lili chi non ne sia pienamente 
persuaso. Noi sappiamo cìie all'annunzio di qaei* fotti un 
fremito d^orrore / un odio profondo , e una brama ardentis-^ 
sima di vendetta vincea gli abitanti dellMntero regno; e sap- 
piamo ancora qua! grido d* indegnazione abbia levato ¥ Ita- 
lia tutta contro il tiranno di Napoli , che accoglieva i Rap- 
presentanti della Nazione eoi eannone , e che condannandoli 
ad assistere al suo banchetto di stragi , di stupri e di rapine 
diceva loro — questa ò la felieità che io riserbò a' miei po- 
poli y cosi coronò le speranze ch^ essi aveano riposto in toì ! 

Noi solo vogliamo mostrare la giustizia e la necessità della 
Insurrezione delle Calabrie, e come consegaenza di essa debba 
essere necessariamente una Tittoria assoluta della libertà so- 
pra il dispotismo. 

Ed in fatti ninno vorrà porre .in dubbio che la libertà 
era un àrdentissimo desiderio deli* intero regno , e che so 
r atto costituzionale del 29 gennaio non fosse venuto a sod- 
disfarlo in parte , i popoli sarebbero surti tisemendi per re- 
vindicarsi a libertà. £ ninno negherà del pari » ehe alla 
prima efTervesoenza di gioia onde gii animi furono invasi al 
risnonare della magica parola Costituzione, succedeva un im- 
menso voto 9 imperocché ognuno chiaro conobbe, ohe le gua- 
rentigie su cui la libertà poggiava erano fallaci troppo , e 
tali da poter divenire In mano di principe tiranno strumento 
di tirannia novella. 

Da ciò r ostinato richiedere de' popoli , e del principe le 
sforzate ed efimere concessioni ; da ciò i tanti Ministeri o in- 
compòsti, eterogenei, inetti sempre; e la farragine tli leggi 
improvvide , e d' inutili decreti ; e i' avvicendarsi continuo 
d' atti , d' imperio , e di governo ; e la cosa pubblica ab- 
bandonata ; o in mano di amministratori inetti, e di satelliti 
del governo ; e la finanza esàusta ; e la miseria né' popoli ; 
e di questi V agitarsi , il temere , lo sperare ; e l'anarchia, 
che in tanto caos si facea gigante ; e in mezzo a cosiffatto 

22 



202 

laberinlo le occulte mene , le vjliwime (rame » le fleduzioni 
del governo , che apparecchlàvasi a un (radimenlo Inlqao. 

E !1 tradiménto compivasl. 

1 fatti del 15 maggio sono Inelattabile pruova della mala 
fede 9 e delle prave mire di chi sperava ricingere nuovamente 
i popoli di catene più dqro. 

Ora se tatto questo è vero , com^ è veriissimo , ninno certo 
ardirà negare, che la Insurrezione contra il dispotismo' è 
santa. è giusta , come santa» e giusta è la causa della lìbera 
là , come santo e giusip ò rabtecrimento al servaggio. Podio 
alla tirannia. 

E dopo, le inaudite atrocità del i$ maggio, dopo là mani-- 
festa violazione dello Statuto Coslitozionale , dopo gli atti 
con cui il governo ricordava i tristissimi tempi del tristissi- 
mo Del Carretto , dopo che. la libertà individuale più non 
era inviolabile , dopo che la libertà delia stampa, era negata, 
dopo che la Guardia Nazionale era minacciata di totale di- 
scioglimento , dopo che alia rappresentanza nazionale altro 
partito a prendere non rimaneva, che odi servire al dispp- 
tismo , o di esser dispersa la seconda volta dalle baionette , 
dopo tutto questo , dicevamo, che altro rimaneva a^popoH , 
senonchè piegare avviliti il collo a nuova, e più dura schia^ 
vitù 7 Ah np per Dio no ! Qnaqdo tutta Italia , tutta Europa 
si è levata in armi contra il dispotismo , quando tutt' i po- 
poli si sono rigenerati al grido di Viva la lÀbertà^ non dovea 
più questo regno Infelice , e tante volte tradito rimanere op- 
presso dal ferreo giogo di un principe tiranno. 

Quale spettacolo sablime presenta in questi giorni Cosenza! 
Dal languore io eui, si era caduto, da quello ubandone mo« 
r^Ue in cui ci avea spinto la politica d' un governo perfido 
ed imbecille , slam passati come per incanto A una vita pie- 
na di energia e d* attività. Un contento insolito , un raggio 
d* inusitata allegrezza brilla sulle fronti dei generosi citta- 
dini , ed ogni cuore calabrese prova un secr^o compiaci- 
mento che no|i provò finora, poiché ora solamente sente ch*è 
ridesta la virtù calabrese. Ai di passati vedevi le popolazio- 
ni dei casali piombar, tutte P un' appresso delP altra in Co-, 
senza , od all' on^bra della bandiera tricolore reclamare i drit- 
ti sacrosanti che una mano di ferro loro avea tolto. Attual- 
mente la scena è cambiata : non vengono più col ramo d' o^ 
Ilvo alle mani , ma essi hanno brandito le armi , sulla loro 
fronte sta scritta la minaccia; e un lampo di nobile vendetta 
brilla su quei folti e neri sopraccigli. Si ascolta a quando a 
quando il suono del tamburo ora vers' oriente , ora vers' oc- 



203 

cidente , ora dà settettirioney ora da meiszogioriio , e ( mirabi- 
le a vedersi! ) dai monli e dalle foreste escono come leoni 
mettendo grida di gioiat è cantando inni di guerra i giovani 
calabresi , e tra questi figli dell' Albania , che vanno nella 
loro lingaa ripetendo le canzoni che cantavano I loro padri 
quando alla guerra li conduoeva il éivlno Scanderbeek.'^ I 
faggi e 1 pini della montagna al scuotono sotto ai lor pledi^ 
e la terra ripercossa manda' un fremito orrendo. Mira o stra- 
niero quei giovani nerboruli jl cui volto come II core, ha 
ben d$t monte , e del macigno ^ e di poi se la Calabria non ha 
ragione d' andar superba di sé ! Non guardare nei palagi do^ 
rati : guarda negli umUi abituri , e In quei nÀscondigli di 
l>elve più che di uomini , troverai 1 cuori calabresi 

Ostinati nelPodIo e nell* amore 
Osservanti gli ospizi , e le vendette f 

Ma mirate , mirate nuovo e porlentofio prodigio \ Sapete 
TOl chi sono quelli che vestiti a nero, hlin> ra«a la barba , 
e Ineolti i capelli ? stupore ! o meraviglia ! aono- gli hnti 
del Signore > sono i segnaei di Pio IX » i ministri- deli' al- 
iale , eher alla protesta fatta dal lóro gran Pontefice «he colla 
Croce y e eolla spada avrebbe difeso P Italia , tean brandite 
le armi \ e son venuti anch'essi a mettersi nelle file dei ca- 
labresi! Ma a meraviglia succede meraviglia : escono -dal 
loro conventi quegli uomini che riounziaronò al «eèole ; e 
volainono la lor^ vita a perenne penitenza ; barn, calalo^ It cap- 
puccio sulla frónte , e stanno chiurt nelle armi \ Oh ' bene* 
detti ! Non mai come óra il Dio che spirò sul Golgota» màr- 
tire aneli* ^gli dell' amore « e della eguaglianza » non mai 
•osi si compiacque dei suoi ministri ! Oh ! spettacolo subli- 
me ! E chi potria temere i;i mezzo a tanto entusiasmo » a 
tanto fervore che la causa nostra potesse fallirò ? Oh! popolo 
Calabrese ! la politica infame dei despoti credo e vuoìq far 
credere, chele libere istituzioni siati doni, favori^ concesì^ioui 
del principi ; tu insegnerai ai tiranni delta terra, che i po- 
poli e i soli popoli le impongono ai principi , e che quando 
questi non vogliono sentir la diritta ragione , I popoli si ri^ 
serbano di far loro rintronare alle orecchie quelle tremenda 
parole : Ì troppo tardi I 



204 



IM 



Cùmiiato éU Sdwie Puòèliea netta Pnmimia di €$Mria UUra 
Seeottda — n."" 96^ CinoUum. 

Caianxaro 12 Giimno 1848 

SlGKOEK 

A Goiuegaire con sicnrefia la ylltorla nella ginstUsima 
causa delle nazionali franchigie, fb mestieri di soggiacere vo- 
lentlerosi a momentanei saisrifiit. Epperò vien aatorlzzato 
li Comitato f ed il Capo della Guardia Nazionale di clascnn 
Comune a prendere dalle rispeUiTe casse coqianali > e da 
Qaalunqne ramo d* introito , ninno esclnsOf le somme ocooc*^ 
renti alla diaria dovuta alle rispettive loro colonne mobili. 

8e non dm in rilasciare a* Cassieri ragolari ricevi , dovran- 
no trasmetlero a qnesto Comitato nn ootamento distinto , • 
della somma tratta « e della forza nominativamente indica<r 
la f alfiacbò in riceversi silTatte somme , sia cura di questo 
Gomitato larte tosto pervenire là ove riovengonsi gl'individni 
che vi hanno diritlo» 

Io mi angneo che nn tale essenzialissimo provvedimento 
incontri energica eseonzione , e di che ne attendo solleciti fa-^ 
vohsvoli risnltamenti. 

// PmiàmU 

Barane VurcBNzo Massico 

// Segretario 

Rocco SoSAMlf A. 
Ai SigfMri 
PrMidiHti e capi deUe 
Guardie Nazionali dèi Comuni 
detta Provincia. 



20S 

* 

106 

Xh GOMITATO DI SALUTE PUBBLICA 

Ai popoli deUe CcMri^ 

r 

CoDsegneoU alla professioiie di fede fatta nel nostro manU 
feste de' 2 giugno , ed in vari bujHettioi da noi pubblicali 
in appresso , a tranquillare l' animo di quei Cittadini^ i qu$iii 
potesser supporre in noi altre mire da quello che abbiam 
palesate » ci piace dichiarare di nuovo essere nostra mente 
il non dipartirci in nulla dalla professione di fede anzidetta^ 
cioè dal volere commessa al Parlamento , quale esisteva ai 
15 maggio» lo accertare su tesi saldissime la Libertà Nazio- 
nale 9 ottenendo , oltre il ristoramento pieno ed intero della 
Costituzione , tal guarentigia , da evitare per sempre ogni 
sopruso della poteste regia. 

C^OMUM ai 1S f iiffno ed 4848. 

I 9IEMBRI DEL COMITATO 

Giuseppa Ricciabdi ^ Presidente 

Domenico Mauro 

Beivedetto MusoLiito 

Fraivcbsco Federici ' 

StanisiiAO Lupinacci 

Giuseppe Vetere , Segretario. 



107 
ISTRUZIONI PROVVISORIE 

* 

AI connssARii dietuttuali (1). 

ll.(U>mitato centrale di Cosenza nomina quattro Commissari 
ordinatori» i quali hanno facoltà di creare in ogni capo luogo 
dei Distretti e in ogni Circondario un Comitato. 



(1) Nel corso della stampa ci è pervenuto quesi* altro documento 
che dovrebbe essere situato al n. 52% 



206 

Ognft Comitato carerà manteiMre rordioe pubblico e la i^- 
ciirezza y comandando a tal uopo la Gnardia oazionale ; prò- 
mvoverà con ogni soUecitodine V esazione deli' Imposte fon- 
diarie ; farà la verifica delle casse dei ricevitori distretlnali 
e doganali » di privativa t e delle casse comanall; corrispon- 
derà se circondariale ^ col Gomitato Distrettuale , tranne i 
casi d' urgenza » nei quali potrà dirigersi col Comitato di Co- 
senza; se distrettuale,' terrà uùa voa interrotta e diretta cor- 
rispondenza con quesi' ultimo* 

I Gomitati rappresentano nei capiluoghl dei Distretti e nei 
Circondari il potere esecutivo provvisorio ; ma ogni Com- 
missario , durante la sua missione , avrà' raccolti In sé tutti 
1 poteri d^i Gomitati distrettuali , e ciò per lo spedito anda- 
mento degli affari y e per la sollecita organizzazione delle' 
Guardie nazionali e di altre forze armate che vorranno ser- 
vire la patria. Quindi dividerà in ciascun paese la Guardia 
nazionaTe in mobile ed in sedéntaneà , comanderà la prima 
a seconda dei bisogni , e degli ordini ch^ gli verranno del 
Comitato Centrale , e avrà Ihcoltà di deporre tutti quei capi 
e sotto capi delle Guardie nazionali , che non hierìlano la 
pubblica fiducia ; lasciando nondimeno la scelta dei nuovi al 
libero voto delle Guardie nazionali Istesse. Egli potrà ancora 
sospendere ogni altro pubblico uiliziale amministrativo» giu- 
diziario 9 finanziere ed ecclesiastico , riferendone al Gomitato 
di Cosenza pel rimpiazzo. Attesa la grandezza del suo ca- 
rico ognr Commissario è autorizzato a scegliersi due o tre 
coadiutori a suo piacimento* 

Gotenza 5 Giugno i848. 

A;i Comiaìo 
DoWHioo Mavbo 
DoKfiKiGo- Geraasi» Segretario 



j 



ao7 



IM 



BULLETTINO N.* *. 
Il GoiiiTAto CtifnutB di Siiotb Pcbbuca della Calabria 

UlTBA SbCONOA 8BPBKTB I» Gatauzaro, 

Ha ftninaio oggetto de'kmori M giorno sei al tredici deleor^ 
reiUe meee ed ha emesso k aeudoghe driiberazioni su quanto 
negus: 

1. Si è occupato neir invio dei c^onlltìgenti diversi della 
Guardia Nazionale di questo capo*-lnogo al Campo da prima 
In Maida al presente in Curinga. li primo i^bntingenlè è 
partito il giorno nove. Il secondo il giorno dieci* n terzo il 
giorno tredici. Si sono provveduti di armi <»loro clie ne 
mancavano , ed a tatti poi si 6 somministrata corrispondente 
quantità di cartacei. 

SL Si è formata una Compagnia di 200 nomini armati di 
lunghe picche. 

,3. Si sono prese delle misure , onde ciaschedun comune, 
adempisse air invio del rispettivo contingente di forza atti* 
va : il che furono I primi ad eseguire. vol/enterosi i comuni 
tutti del distretto di Nìcastro che han già inviato al campo 
una forza di 3000 uomini. Capitanata da D. Francesco Stoc-^ 
chi qnal Comandante in Capo* I nomi degli altri notabili cit-^ 
ladini facienti parte di detta colonna saranno resi di pub* 
blica ragione con altro buUetUno. 

4. Si è provveduto il Campo di copiose munizioni rattrez- 
eI di guerra , e di mezzi pecuniarii onde pagare la diaria 
stabilita a ciaschedun cittadino che ha imbrandite le armi 
in sostegno della patria. 

5. Si sono richiamati tutri soldati congedati , onde in* 
corporarsi nelle milizie Nazionali. 

6. Sono stati autorizzati i rispettivi Gomitati comunali i 
e Capi delle Guardie Nazionali a prendere dalle rispettive 
Casse comunali » e da qualunque ramo d' introito , ninno 
escluso 9 le somme occorrenti per la diaria dovuta alle ri- 
spettive loro colonne mobili. 

7. Si è inculcato a ciaschedun comune di versare la ri- 



■t. 



908 

spelttva quota cbe va dovendo alla Cassa proWnciale per Io 
{lattato e correnle esereizio. 

8. Si sono formate appoaile Commissioni per promuovere 
)e sottoscriaioni volontarie » nonchò per il pagamento del 
contributo fondiario per i reddenti morosi. 

A Pruide^Ue 
Baioni Vuccbiio Marsico. 
li S$gr$fario 

BOGGO SCSAHIA. 



i99 



BUUETTmO N.* 13. 

L'anno 1848 > il giorno 19 giugno in Cosenza, 
il Comitato di Salute pubblica , riunito in numero l^le » 
ha deliberato quanto segue : 

1. Che avvenuto essendo uno sbarco di 1200 regi in Sapri» 
muova alla volta di Castrovillarl parte del battaglione di quel 
Distretto qui convenuto , insieme ali^allra colonna comandala 
dal signor Francesco de Simone. 

2. Che la colonna arrivata ieri sera da Iformanno muova 
ogigi alle ore 23 anche per Castrovillari. 

3. Che sieno nominati ad alti Commissari con pieni poteri 
nel Distretto di Castrovillari i signori D. Muzio Pace» e D. Do- 
menico Mauro , assistiti dal Segretario del Dicastero deir Ins- 
ieme signor Giuseppe Maria Viola. 

4. Che il signor Benedetto Musolino jiarta in giornata pel 
campo di Maida , rivestito del carattere di alto Commissario 
di questo Comitato. 

Fatto e deliberato II giorno piese ed anno come sopra. 

Giu$eppe Ricciardi » Presidente — Dmninieo Ma»fo -* Ben^-* 
detto MmoUno — Francesco Federici — Stanislao Lupinaeci «- 
Jhmenico Campagna f Segretario. 



'S09 



ilo 



BlfiOtàlttlfTO 

Co$^%a ^$ gingilo 484S. 

Il giornale ufltzfale del Comttato è lotto la dfipaiideaea ilél« 
1* incaricato degli Aifori Interni. 

L* uillzio del giornale è composto di mi Direttore e di dM 
Ufiltiali di carito. 11 Direttore è Èiàgio Mir&fiié t ÌAW Uf^ 
flziali aono Ihmenieo Pari$io ed AUtionérè CmflefvHv 

Qoesti tre icrittori rispomloiio <ii tutti gii artieoi! inceriti 
Mi giornale. 

Lo stampatore non può ricevere artieolo alcuno seiitt fa 
Arma del Direttore , o in mancanza ^ di un ÙMlziate di ce^ 
rieo. La stessa approvazione è necessaria sia per oomptgi^ 
narsi , sia per pubblicarsi il foglio. 

V inearictti^ éègli Àffmi Intehii 

DOMEfkIGO I^ÌACJ^. 



ili 

J Calahvegi ai loro fratelli al campo, di Guringa 

ClTTA»|1fl E FRATELLI^ 

♦ 

La minacciala libertà ha annuneiato appena il suo peri* 
glio f già voi v|i trovate pronti sai oimpo della pugna % o 
della gloria. Ginslameute alteri per la saera causa cbe difeii* 
dete , il prode aiiimo Tosiro palpita di santa gioia , anelan- 
do il momento di farla trionfare : e trionferà, siatene certi t 
cbè Iddio protegge sempre V innocenza , e la libertà de' po- 
poli — Pieni il petto, di virtù cittadine , non fta per voi 
grave sforzo rimmedesimarvi colle virtù del soldato ; pazien- 
za a* doveri imposti dalla disciplina , cieca sommersione » e 
pronta esecuzione agli ordini dei Comandanti , sono gli eie* 
menti che uniti alla prodezza vostra, ed al vostro amor pa^^ 

23 



trio , attfcureranno il vosfro trionfo. Qae^ìì mercenafrt , efat 
or cercherebbero mettersi a fronte vostra , indegni del nome 
d' Italiani , indegni del nome di uomini 9 nulla han rispet- 
talo 9 nulla rispetteranno , e la loro feroce bralalità , non 
anela che il momento di sfogare le tarpi loro passioni : non 
basta ad essi il sangue de* fratelli , de' mariti , de' padri ; in- 
tendono ad insozzare le spose pudiche , le vergini inleme-^ 
rate : n<»n basta ad e6si la nostra vita 9 agognano al nostro 
disonore. Imbrandite le vostre armi : tutti i vostri interessi 
vel 4ettaBo 9 la Religione ve lo impone ; il Cristo ha parlalo 
per la bocca del «uo Vicario , e la voce potente . dell' ifù-i 
mortale Pio IX ^ ha, scosso le Nazioni del secolare lor son- 
nOf le ha indicalo la via di rivendicare i conculcati ina im- 
perscrittibili loro dritti.; e queste han risposto alla i^ùa pa^ 
rola p come Lazzaro alla parola del Cristo — Imbrandite le 
vostre armi : la morte del prode , che soccombe In difesa, 
della patria sul campo della gloria e dell' onore , è la co- 
rona invidiala dei martire, h la palipu sempre verde che uà 
posto .gli assegna fra' beati cori della celeste Sionne — Im- 
brandite le vostre arnii : lo schiavo prezzolato 9 colui che ha 
venduto se stesso, per servir da strumento onde opprimere i 
suoi fratelli * non oserà affrontarvi ; e se pur V osa , suo 
danno. Il vostro braccio sarà fulmine struggitore contro il 
nemico resistente ed armato , ma sarà scudo sicuro , e di- 
fensore potente del cittadino inerme 9 e delle private pro- 
prietà : generosi voi siete 9 generosa cagione vi muove 9. da 
generosi combatterete. Vostro scopo è difendere i Costituzio- 
nali dritti della nostra patria 9 tanto ingiustamente attaccati, 
ehi questi oppugna , sperimenti pure il duro peso della san- 
ta ira. Vostra; ma pél cittadini inermi, per le proprietà 
private 9 rammentatovi che quelli son figli di una stessa ma- 
dre 9 B che queste ai vostri fratelli appartengono. 

Fratelli , combattete , vincete , fate uso magnanimo della 
Tittória. Questo si attende da voi. la minacciata vostra pà- 
tria ; questo si attende l' Italia , che fra le gravi cure di 
più grave guerra 9 tien fisso lo sguardo su vpi. Rispondete 
degnamente , come avete fatto finora , a cotanta fiducia « e 
la gratitudine della patria 9 e la benedizione de' vostri fra^ 
telll sarà immortal pramio al rostro valore » ed alla vostra 
Tirtù. 



bl 



iti 



Ciri li i3 Giugno f949. 
Mio Ga&o OoitticicO' 



Io serif^ • rìsertvo , e non iole lei 9ordO ttr-, m» aem^ 
meno i tuoi- fralelH sr conipiaccio»^ risponderniF. Non cre^ 
éele che v«i tulU^ sapete , e potete coi solo idiealismo. t fai-* 
H sono y che non gH Albanesi soli compongono ie Calabrie ^ 
e il Regno/ Persoaditi che CòrigliaBo è appestalo ,; e paò ap-^ 
pestare ; Cottone è quale me la trovo descritta d& fgoaziò 
Ranieri , eoi ho spiccato un Corriere a eavallo 9 d non l' ho 
dlrelto a te > pérchò sou sicaro che o non mi avresti rispo- 
sto affirfto^ a mi avresti fatto mi sol rigo per picetol segno 
# oBore. Mi dimetto adnnqae a quanto Ignazio ti farà legg- 
iere. Ti abbraccio, eoiao foa Mlraglia, e iono in tutta 
fretta. 

Tutto tuo e delta Patria. 
Emilio Pvguess. 
M Cittadino Ihpuiat» 
Jhmmico Mauro» 
Coienxtu 

P: S» -^ Provvedete subito subito aT fttti » a noit aUé 
1»aiole , e le armi di qui som tutte pronte per la patria — 
La guerra della montagna dev' esser vostra , e quella sulla 
sponde del Ionio nostra.. Del Tirrena nolla ne sappiamo ^ 
come^pure deH*" Adriatico. Per cut noD ci tenete fra le tene- 
bre. Diteci tutto y perchò il corriere ve k> tenete pes quanto 
tempo stimerete. 

Santo Diavolo ! Fa rioaimars ti diemaltsma di costì sopra pie 
targhe àati dell' Indipendente di Messina ec. ec. ec. Non ti 
disperdere ne' pensieri , opra fatti , perchò se muori non sa- 
rai benedetto che da pochissimi , sendo che alcuni de* paesi 
del tuo Distretto ti stanno bestentmtando , ed io mi arrabbio 
spiegando a tutti V ottima indole tua, che non & quella diella 
repobblica di Platone » non quella del 1783 , ma qval la 
predica Pie IX portavoce di Gioberti — Che non hai fatica 
vaoir qui Miraglia y onde esaminare Io spirito pubblico di 
4iit \ se pure eoa la sua mistica poetlà sa cosa vuol diia 



2ÌÌ 

fnòi 9 urbs civiias in tuffa la loro esCensionf, e poi fare a le 
decidere? Per quante famiglie lo conosca da Colrone a Cori- 
gliano lango il Ionio , ve ne sono liberali in tutte y in altre 
vi è realista II padre , ed i figli no y e viceversa. La masSK 
del popolo grida legge di SHddiviiione dejnanide , sbarro di 
Saline eseguHo , dazi indiretti aboliti tutti , Viva ìa Costituì 
xione t morte a* realisti. Abbatte le regie insegne ^on fdettre e 
fango ; mentre la sola Gotrone ha li 30 maggio scorso fé* 
aleggialo V onomastico dello spergiuro lazzaro biambardatore* 
-£ qne$U sono i fatti nostri -» Attendo lettere dell' Arciprete 
Angkerà da Catanzaro « ne attendo da Reggio 9 ae attenda 
da te 9 perchù muovendomi non voglio morir da e. * • . per 
una palla di tradimento , ma ho la brama di morire in un 
fatto d' armi degno di me ^ che anelo occupare, uo picciol 
rigo nella storia. 

TI raccomando Uurgia da Corigliano che sai esser Correte 
lioiMi spietato 9 ed ele.llo tuo collega per gV intrighi di Caoi- 
fogna genero del Marchese 9 e per SoUazzi genero di Gmtani* 

Fabiani da Maida intrigò pure -per esserti al fianco^ Moi^ 

Sia pei Atale giorno 15 sostelte in Salerno, e ripatrìò* Fab- 
iani si finse e fingesi etico ! 

Benignati firmi la nota di tutti i Deputati 'convenuti co- 
tti 9 e maiylami mi sacco di stampe ad hoc. Non ti occupar^ 
del passato » occupati a dirmi cosa pcesenti 9 e fatti yt e dei 
futuri fattibili con buon successo* 



llMMfr^i«M^Ì[b«ia«MMM«M 



• ■*•■ 



113 

I 

ì\xfiia i3 giugno i8^. 

<ÌU affari di questo Distretto can^minauo lodevodmeute; ogni 
euore nutre il desio del patrio riscatto, reutuaiasmo i« ogni 
classe si estese* Financo i fanciulli brandirono le armi ia 
disusa della pairia libertà* Acaiò gli animi vivano in questo 
divino parosismo » è d^uopo adoperare i mezzi che sono più 
tiiì all' uopo 9 e che sa dettare la Saggezza sua. Qui evvi 
a8iM)hito bisogqo di numerario a cagione degli attras^ in ogni 
ramo flnaoziero : io non trasciuvi^ì mettere in opra ogni mio 
potere onde appianare il vuoto àffliggeote delle casse; a tale 



213 

oggetto ho spedito und Circolare^ ^regàifdo, ed invitando tnt-^ 
ti i proprietari e possidenti 9 di cootribuire^ ai trionfo deila 
pubblica salvezsa colla puntuale solvibilità degli attrassi , e 
attuale decade del dazio fondiaria » ed esortandoli ancora a 
nooie delta patria minacciata di servaggio » di anticipare no 
bimestre fondiario, come lieve sacrificio in confronto deTutu-- 
ri vantaggi che emergeranno da questo loro lieve sacrifizio :- 
agftugnendo che parecchi proprietari, regnando il passato di- 
apòliyno aveano anticipato un semestre* Farmi che questo 
mio procedere non debba meritare la censura del Comitato; 
elle anzi mi dò lusinga che la sua saggezza avrà praticato 
lo stesso in tal momento di strettezza numeraria. 

Il sig. Altimare giunse qui ieri sera^ ed al momento pas- 
sa In rassegna la forza armata' del Campo d'osservazione. 

Questa mane in alto mare si vide uea fregata a vapore 
che a mio credere toccherà Reggio ; se etò può giudicatsi 
dalla sua direzione. Altre novità qui non occorrono. 

Non tralascio ripetere il bisogno che momentaneamente sen^ 
lesi di denaro» In prosieguo tredo non darle! molestia avenéci» 
dato energiche disposizioni per Fesazione degli attrassi ^ che 
ascende a circa dncati ottomila. 

Mi aocnsl rio^zione del presente » e mi suggerisca i suoi 
fanlsslml consigli. 

il CammUssario degli afftari eitili e militari. . 

GiovAjiiri MosciAiii. 

A Signor Pr99iimi$ dH ' 

CmiéMo di fWMnra Solato 
Cosenza. 



tu 

JU Siffnor D. Felice MirabMi. 
Malta. 

Cosenza i3 giugno 1848. 

s 

Mio Caro sn ottimo Cittadino. 

Vi ho scritto altra mia con data di ieri, e questa vi per- 
verrà per mezzo del primo Vapore che toccherà Paola. Colla 
«tessa vi ho accusato il ricevo della tela » e vi ho inviate le 



2U 

gtainiK» cfae furono pub^Hcal» da questo Gomitalo. C^a par 
aviiare rilardc vi rimetto qaeata per mexzo del signor Oria-* 
wiani di Messina , e yi ripeto l^invio de' tre primi numeri del 
giornale uffiziale di qui, da'qnali rileverete i veri fatti dello 
Calabrie , ed ora tocc& a voi di fare rilevare con pia frn- 
ehezza Tentusiasmo e Tattlvità di questi luoghi. Chi non vedo, 
ocularmente quésti fatt) non se ne potrà persuadere : in otto 
giorni si sono uniti pia migliaia di Nazionali • e cinque soli, 
proprietari hanno sborsato ducati 50^000 per Deumlfroi^all» 
^pese della goerra. * 

Quest'attitudine dovrà fare decidere le cose Ara podsi gior— 
ni f e spero di darvi boone notiaie al più presto possibile*. 

Colia cenoata lettera vi ho pregato spedirmi dodici fazzo- 
letti di tela 9 cioò sei Irianchi e set di colore > eoo belli di-^^ 
segni 9 e variati uno dall' altro» Per li dacati 6^.40 che vi 
debbo ne ho scritto ai mio congiunto in Paola per farveli 
arrivare, ma ora avete il mezzo di ritirarli dal signor Ot^ 
taviani di Messina ; vi prego farlo , avvertendovi che la detta 
oasa tiene qui no suo ia^iricato che potrebbe facìUtaire dettei 
invio» ) 

Se vi riuscirà favorirmi vorrei un tagliò d'abito da donna 
di mussolinetlo in lana di nn bei disegno ed ottima qnaMtà. 

Quando avete occasione sicura per Paola » o per . Messina^ 
per la casa Ottaviani dovete profittarne,, con pregare que- 
st'ultimo di spedirmi le vostre cose col Vapore che tocca Pao- 
la 9 o colla posta indirizzandole a mio nome f al signor Mar- 
za! Direttore della Posta di Villa S* Giovanni. 

In somma non mi defraudate do' vostri comandi^ e di tuttt» 
k notizie che vi riuscirà darini. 

IHvofiisinìO Àmieo vero^ 
RoSAato Akistasio. 



2Ì$ 



- US 



9ULLETTIN0 N.* 5.* 

Il Comitato Centrale 4i Salate Pabbllca della Calabria Ul*' 
tra Sacoada rende di ragion deiraoirersale i dae seguenti bul7, 
telUn^ipervenali dal. Comando Generale del camiM). ^ 

Ccm&ndo Gmunak déUe Guatdie NMUmali mobili 

della proiPifictA. 

Da tìnringa li 42 ^imgno 484S. 
SioHoaa 

« Ieri con molti ofllziali.deilo Stato Maggiore feci ana esCe^ 
ta rìconoscenEa. 

Questa mattina ho appreso che ii|ia 'foi'te colonna sotto gli 
ordini del Generale Nnnziante era uscita da Monteleone ^ e 
portata nelle vicinanze del Pizzo 9 laonde senza perdere un 
momento di tempo ho fotto partire due compagnie sotto gli 
ordini del signor D. Sebastiano Fabiani stendendosi fino al- 
l' Angitola ; dopo un* ora mi sono messo in campagna con 
una colonna di 2500 nomfni che ho condotto fino al casino 
Bevilacqua > ove sono venuto nella conescenza che Tanzidetta 
colomui nemica a vista de' nostri avamposti è rientrata in 
Monteleone. 

Ho stabilito questa sera qui il qnartier generale. 

Le nostre compagnie di mal genio si sono fatte qui con- 
durre , perchè avrebbero voluto s^bilirsi nel Pizzo , se a 
tanto lo non mi opponeva. 

Questa mattina ò giunta V avanguardia della prima spedi - 
zlone fattasi da Cosenza 9 fòrte di 130 uomini sotto gli or- 
dini de' signori Giuseppe Mai^zei e Ferdinando Bianchi. 

Sono pur giunti i contingenti di Borgia e Girifalco* Tanto 
queste -che V antiguardo di Cosenza , e due altre compagnie 
che nel giorno innanzi erano state di avamposti , sopo stati 
da me rimasti in Maida 1 per retrognardo. 

Ad ora una di notte. 

Jn ciitadinp 
Gio: FaAifCBSco Gairt 0. 



2ie 

116 

Comando ÌMm$ral$ delle Guardie Naxionaii mobili 

della fprovincia* 

« Dalla strada consolare Innanzi al fondaco BeTflacqaa 
sotto Carinea alle ore 5 di notte del dì 13 giugno. 

Ad ore 3 di nòtte, mentre io con tatto lo Slato Maggiore 
e diversi Ufliziali dèlia Guardia Nazionale stavamo fir^en«* 
do un ristoro nella casa de* signori Bevilacqua in €aringa » 
un coliM) di fucile , partito a caso , da un nostro Guardia 
agli avamposti sulla consolare , diede luogo ad un falso al- 
larme , ed in meno di un quarto di > ora tutta la forza qui 
presente di circa duemila uomini si è trovata pronta , ed in 
ordine DeMaoghi indicati nel caso di allarnie, e nel momen* 

10 che spedisco questo buUettioo tutti sono in posizione. 
Immediatamente aveva fatto spedire dal signor Fabiani un 

corriero al di lui fratello Sindaco di Maida per partecipare 
al stgnor^ D. Giuseppe Mazzei di mettersi alla testa di tutta 
la forza rimasta colà di circa 1000 nomini, e marciare pron* 
tamente lungo là tonsolare. 

In questo rioconlro bo avuto luogo di assicurarmi vlém-^ 
maggiormente che lo spirito della Truppa è ottimo » e cba. 
si anela il momento d' incontrarsi col aemteo*. 

Firmai» 
Griffo. 

« AI momento che sono le ore 1^ di mattina il signor ÌIaz- 
zei è qui giunto colla fòrza rimasta in Maida. 

Più, porzione de* contingenti di S. Vito e S. Floro » ed al- 
tra quantità di forza da Girifalco. 

Sono informato che in giornata 197 nomini dì Gortale , 
ed altri sessanta da Borgia raggiungeranno questo campo. 

. Curinga ad ore 14 del 13 giugno 

Grippo. 

. Onesta mattina è giunto in questo Capo-luogo il signor La 
Menza proveniente da Gpsenza Capitano Comandante la colonna 
spedita da Cosenza torte di 404 uomini da lui rimasta in Ti* 
dolo , e che marciava per raggiungere li campo in Curinga. 

11 relroguardo comandato da D. Francesco De Simone forte 
dì 200 nomini è per via. 

Il Ptesidente 
Barone Vincenzo M^aSKO* 
. Il Segretario ' ^ 

BOCCO SUSAIVNA. 



217 



ItT 



( Itair Italiano «Ielle Calabrie , glorpaiè afflziale dal Comi-' 
tato 41 Salute Pul>Ulca del 14 giugno }848. ) 



CRONACA CALABEA 



12 GlogiiQ— Al far del giorno di oggi è rientrata qui la 
§qiiadra eomandata dal signor De Simone iiarlita feri per 
Paola • giacché alle ore 4 di noUe incontrava la staffetta por- 
tatrice della naova , che i legni Regi levale le ancore osci- 
vano dalla rada di Paola facendo rotta verso scirocco , forse 
dirèUI à\ fino. Bi i vélantt giii¥aal ^ peas^à iesióai 41 non 
Interporre indugio alcuno ad offrire i loro petti in difesa 
della patria , ritornavano onde essere più vicini ad accorre 
fci aiuto del loro fratelli nella vicina GaMiria , 4|oalore sa 
ne avvertisse il bisogno. 

— In punto giunge un dispaccio Telegrafico concepito co- 
me aigue: 

« U iaiegrilb di ftaàla ieri atta ofie 17, if4 seguatela che 
il Vapora II ikdilémo 4ava fondo in i|«alla rada. Alia ora 
19 , If 4 aagglnngeara dio delio Vapore ne Jalpa^a , Aiiigea- 
deai «Amo, nmaslraii «Ila «olla di Napoli ; aegnalanda • pra*- 
clsando oim i Vapori aonveiil pria acano « tu» la ffiaegala ti 
Sannita « V altra ti PacctaUo à Vaporo a Vatiofro « « r nl- 
tteM -nn brigantino da trasporto ; i quali iagnl al «mnlena- 
vano in oaoeiera la («naila aafna •• 

Bn esaa pblaraamnta al mide In AMià dall*aaieniiona falla 
dal Capitano del Sannito al Parlamentario Gaudio , di aaem 
cioè sbaraali 3Mi» uoìririni in jMilicóla; giaoèhè sian naa af- 
fiyio idalln oapacitÉ 41 lidi lagni lannp éiflÉUo oiiaiteo di 
genie ^ boaia. 

IS Giugno — Ieri alle ore tS te «nardla Haiionnie di 
fnaiio eépalnnia eanvanlvA mA Itargo dati* InlanAenaa ora , 
npiagain in biMa. «noalfu , fa fMMnta a raitagaa Mt eomlta*> 
to. Qnailn idlsposa ebe da*xapl 4alla lé spelt iée «oippagnle 'Si 
psaoadmar orti' alto ad «n «WslanMttto aaatlii^itt inni ^inr 
divèdmi presenti» onAs prorundare suMto ad una ircgolara or** 
ganixiaziane ^ La cittadina mlUzià nan snaaìfè in qneata ac^ 

24 



218 

fawffir di moslrare al solito il tao eotosUimo per la lanla 
eaasa , e il ano atlaiacaiiiento al Gomitalo. 

13 Giagoo — Qaest* oggi alle ore 20 , è rientrato II bravo 
tetlaglioiie di Caslrovillarl » il quale d^ ano giro pe' nostri 
qmIÌ ba rioevuto ovunque dlstintiaslmi segni di simpatia, e 
di alMIo. Sia lode a' nostri leali Gasatesi , che ricevevano I 
loro fratelli siuirgendo la via di fiori » e prodigandoli la più 
generosa espiti IIA. (Essi hanno aggiunto un altro titolo , a 
quei tanti che ce li rendono carissimi. 



tlB 



JMa «Us 3 étfo mxMamon» M giorni 13 Gingt^ 494à. 



Mìo Caio Amico 



Io son qui giunto col sig. Generale Ribotti ali* una e mena 
In unione di seOeoenlo ftlciliani , sei pezzi di campagna, do- 
dici mule , e corrispondente nsunlikme ; eoa me è calato al- 
tresì Peiracoelli , Miranda e Porearo , tutti assiemi venuti 
da Eoma • ove abbiamo ricevute lettere di Ayala , che ne-» 
gli Abrani si sarebbe posto alla testa del movimenlo , ed 
ove si sono portati Giuseppe del Re , e Garbonelll. Noi sia- 
mo vcmitt eoi Vesuvio , avendo spedito il Giglio delle Cade 
a Messina a rilevare altri seicento Gatanesi. Giacomino Loogo 
si è portato In Gatintaro per poni alla lesta di qoel movi- 
mento. 

Senio calati in Sapri , Gomune deHn mia Rravlnda da 
9000 regi, che senio già attaccatt dalla nostra genie colà da 
me latta muovere : mi ci vorrei portare , ma aawrai prima 
con voi aveie un abbecsdmento. 

Plutino nella Provincia di Reggio, propriamente in Gerur- 
ce , e Romeo In Bagnerà con cirea 3000 pe rsone sanasi nn- 
che memi ; sembra ohe la «astra caam avrà piena villarla. 

Qualora appravata la mia parlena per Sapri , proeurale 
di dispom per pasie drt Gomilato* che on venisse data aaa 
fona a mia dispoairione di uà centinaio di persone , 



ti» 

■OH ricevera qtfdcht iiMottfre ptr la ilcada ; 11 4iipiù col 
yivo dttlla troiie. 

VoUro Ami€^ 

CoiTABlUI Ga«»U€CI 



Mn'g. G(^ufp$ Cank Hicciwrdi 



» 



119 



Una «lAN HCOTÀ ! 



I nostri fratelli di Sicilia fono sbarcati in Paola. Esaltato 
o Calabresi ! Qaesto amplesso santissinio di dae popoli , die 
poca acqua divide, farà fremer di gioia ogni caore Malkiio', 
e farà tremare sol trono insaneainato e TaoHlaate II sovrano 
di Napoli. 



1*1 ■■ 



1^ 



lao 



2UULETTIN0 N*. 14. 



L'anno 1M8 il giorno 14 giugno in Gosema» 

Il Gomitato di Salate Pubblica^ rianito in nomerò legale» 
ha deliberato qnanto siegne* 

1*. Che nna colonna mobile composta di Pedacesi, Lappa- 
nesi^ ed altri sotto gli ordini di D. Celestino Cava s' incam- 
mini per la Sila, onde reprimere alcone tnrbolenaé. 

2*. Che altra compagnia composta di Rovitesi, ed altri del* 
la Serra di Pedace , e comandata dai Signori Lappano , Ce- 
lesllfio ed Atella, moove alle ore 24. anche in colonna mobile. 

3*. Che Sabato si proceda alla ceiebraiione de' funerali di 
col al parla noi Bollettino n."* 7. ed aggiornati con disposi- 
zione del giorno 8. 



^^^ 



t% CM s' lovlU tt beMOMf ito HieBfMt A. Gtiltqw« Mi- 
celi a recitare W orazione lìiiieliie lo onore éif Martiri dal 
15 naffio. 

fr. UÈé II ii(. Braiiè De Simone Tcglt lo qualità di «m* 
ziaie alla gnardla del Gomitato con on disticcameoto sotto I 
sool ordini. 

Fatto e deliberato 11 giorno meee ed anno come to^. 

Giumppe Aieeiardi , Presidente — Dommieo Ikmro ^ Ème^ 
d§no MutoUno , Frmceèeo Feàni€i , 5|«i^«lao iMfinatci , 1^ 
mmieo Cqmfogtiat Segretario. 



mm 



ma^m^ 



121 



PaaoiAtisftiio AMICO 



. Ite tnttooeiò che può oooorrerle , tanta di cose che riguar- 
dano l'arligUerìa » od altro , EUa potrk con fidacia Calersi 
del signor Domenieo PirrMi, nomo probo » fiatrìottit , e cfao 
ha molla Inflaenza nel paese « e nelle cose di coi va Ella 
ad occnparsié 

SI' compiaccia gradire <[iie8Ìa atienzloney e I senlimenU della 
più alta stima » col qoali passo a segnarmi. 



JM bordo del Fesnviò in Paola 

Di le» 



A'Mor ÈUbolti GhutoU 
della Éieula §pedixioac in 
CoMMa. 



1848. 



Aff. Amico vero. 
S. Gastiolia. 



221 



122 



», 

ìmiim PBniMmrB 

111 onoro farle tenere la posizione della forzaglie ignra in 
fAgamenlo In questo Deposito nella gfiornata corrente : dalla 
stessa rileverà che Tesltò è di docati 21 e grana 79. 

Coir ofdinaiivO di questa mattina Alto al signor Grlsolia , 
ha messo alla mia diiqNMizione per dame conto ducati 20. 
Vi è un dlppiù neU'esito In ducato 1,75. 

Or occorrendo altre spese pel trasporto del casermaggio da 
questa ónerma a quella di S* Maria in Porta piano da ser- 
vire al Battaglione di CastrovlUari , giusta tt di Lei foglio 
de* 14 corrente N/ 381 , oonchè per olio ed altro nelle due 
caserme « Io la prego disporre che sia messa a mia disposi- 
zione altra somma $ e poichò pmdendalmente ho Atto il cal- 
colo che mi potrà abbisognare la somma di ducati 10, così la 
prego bfo rordinativo per tal somma. 

r Dgixidié da ìkpoiito 
F. SAtri. 
M iipimr nresidmU M CmUai^ 
di CoMfiia. 



123 



iMàfie 42 fiu^m 4849. 
Mia Caba, bd Amata Mahioccia 

Dopo 1* ultima mia lettera scrittati da Mesrfna cdla^ quale 
non potetti avere il piacere di avere tue nuove » non ho avuto 
più Tagio di scriverti , perchè rotte le comonicaiioiii. Non 
saprei sigoillcarti quanto mi è doloroso resserti lontano » e 



222 * 

quel che più mi aogintia é il non poter ricevere tue naov», 
e quelle M cari figli* Il Signore sia quello che benedicendo 
la salila causa possa presto farci riunire, il mio proponi- 
mento lo non poiea dirtelo , mentre qualche parola sfuggita 
un poco più forte « mi avieMpe fallo conprwneilere, mralre 
tutti gii infami ch'erano costà mi avevano tessuto un pro- 
cesso del quale io non .(e ne aveva parlato , ed il cui esito 
fu quello che io andassi In Cittadella. 

La presente te T ho scritta da Melam • ow siano arrivati 
un* ora ia , cioè le 12 di Francia , ovvero mezzogiorno » ad 
qggetlo di rittoirci col resto della Spedtzioqe ,. e sbarcare ìf^ 
P^oia. 

N iO saprei abbastanza significarli , V entusiasmo , la tran- 
quillità , rordioe che trovasi in Messina. Le batterie sono In 
otliiuo stalo 9 e c^n tutta la regola d*àrte costrutte , e fui ac- 
colto con gran festa» e mi* si olTii di prendere servizio fra 
loro , ma io mi ricusai , dicendo che il mio obbligo era di 
servire la patria* 

La genie tranquillissima , ed entusiasta alT estremo , tanto' 
ch*eranvi dei Battaglioni' di donne. 

Questa sera partiremo per Paola.' La gente ammonta al' 
numero di 1000 nomini con 7 pezzi. Io sono stato invitato 
a pranzo dagli Uifiziali di AfUglieria. 

n dio 
• • llAaiAffa. 



Ab IMa 44 giugni 4849, 

Partiti da Me lazzo ad ore due di notte, fummo alleorv 
7 1;2 del t3 atta vista della costa dt 9. Eufemia, e diri- 
gemmo sopra Paola , quando vedemmo due Vapori in dista»* 
^^ » pensammo quindi indietreggiare , ed appoggiammo a 
Stromboli • ove rimanemmo tutta la giornata; e passando tutti 
su di un Vapore a 24 ore pigliammo la rotta , e felicemente 
i^iamo sbarcati qui fra gli evviva , ed i plausi della gente 
iutta di Paola. La colonna si ferma , ma io ed altri Napo- 
litani, che trovavansi in Messina, che sono deputati del Piar- 
^mento partiamo con una carrozza per Cosenza, onde pre- 
sentarci al Comitato. Vado a prendere un boccone. Eipreu- 
^*^ la lettera in Cosenza. 

^^'fl Signora Maria ddli Franti 

Kfggio, 



S2S 



li« 



C€miiat0 Distr^ttuak di Solfito F«»M{iVa— SeaUmi 4* Guer- 
ra — n*. if4. — PresMontmima. 

Pàda li i4 giu(inai¥èM, 
ad tt»* ora di noùe. 

SiGKOR (ÌEVElAtS , 

• Per le analoglie dispastaoni mi onoro fréseriirerle nn ofll^ 
ciò del-fiig. Presidefite del Comitato di Salute Pal^lica deiU 
CalaMa Citeriore , Sezione Guerra n\ 763 , del tenor ae«, 
gdenle. 

« Immensa è stata la nostra ffloia in rìeevere ravviso del-^' 
» Tarriro costì de'noslrl bravi fratelli Siciliani, 1 quali sono 
» desiderali, qui vivamente, se non che urge che trecento fi^ 
» loro uniti a dagento de* nostri , marcino immedialamente 
» per Capotenese direttamente , recandosi cioè a quella vol- 
» ta per Fnsoaldo e Tarsia. Crediamo sarebbe alile che .ii 
» Generale RiboUi guidasse egli stesso la ^edizione , il pe- 
» ricole (se vi ha pericolo) essendo in questo momento da 
» quella parte. Gli altri 5<M) Siciiiani verranno qui dovn tut<« 
» io è preparato per riceverli degnamente» 

» Quanto air artiglieria sarà bene il farla venir qui , la 
» via di Fuscaldo é Tarsia essendo tale da non permettere il 
» trasporlo da quella parte. Spediremo gii ordini necessari 
» a Tarsi} ed a Spezzano di Tarsia per provvedere gli allog- 
» gi e i viveri necessari alla truppa. 

» Una colonna di tSO uomini partì da qui per Castrovil- 
» lari ieri sera verso le dieci, manderemo ordini quivi, onde 
» la detta colonna si ponga sotto gli ordini del Generale Ri^ 
» botti. » 

Si pcesti alla degnazione accusar ricevo di questo foglio , 
che si spedisce con Istaffetta * avvisando Torà che le arriva. 

Il Presidente 

BCTIBDETTO SaLOSTA. 

Signor JKihoiU Gemrtie in Capo 
in S. Fili. 



2U 

ftamiie càe fu^-ono pnl^Hcat* da questo Comitato. Ora p^r 
«vitnre ritardo- vi rimetto quaita per mezzo del signor Orto- 
9iam di Messina , e vi ripeto l^invio de* tre primi numeri del 
giornale uffiziale di qui» da^qnali rileverete i veri falli delle 
Calabrie, ed ora tocca a voi di fare rilevare con pia fran** 
ehezza Tentiisiasmo e raitivltà di questi laoghi. Chi non ved«. 
ocularmente quésti fallì non se ne potrà persuadere : in otto 
glornf si sono uniti pia migliaia di Nazionali « e cinque soli, 
proprietari hanno sborsato ducali 50^000 per farsi froi^ aita 
qiese ddla goerra. W 

Quest'alliludine dovrà fare decidere le cose fba pochi gior-* 
ni , e spero jdi darvi buone notiaie ai più presto possibile». 

Colla cernia^ leltera vi ho pregato spedirmi dodici UztO" 
letti di tela , cioò sei bianchi e sei di colore > con beili di-^ 
segni , e variati uno dall' altro. Per li ducali 6^40 ehe vi 
debbo ne ho grillo al mio congiunto in Paola per fervei» 
arrivare , ma ora avete il mezzo di ritirarli dal signor 01^ 
laviani di Messina; vi prego farlo » avvertendovi che la della 
easa tiene qui im suo inearicalo che potrebbe facilitare dettai 
iavie» t 

Se Ti riuscirà farorirmi vorrei un taglio d'abita da donna 
di ranssolinello in lana di un bel disegno ed ottima qnaHlà. 

Quando avete occasione sicura per Paola » o per . Messioac 
per la casa Ottaviani dovete profittarne^ con pregare que- 
at'uìtimo di spedirmi le vostre cose col Vapore ehe tocca Pao~ 
la 9 o colla posta indirizzandole a mio nome , al signor Mar- 
za! Direttore della Posta di Villa 8. Giovanni. 

In somma non mi defraudale do' vostri comandi^ e di Ittita 
le notizie ehe vi riuscirà darpii* 

JHvofissinìo Amico ver& 
RoSAfiio Anastasio. 



21$ 



- Ii5 



9ULLETTIN0 N.* 6.* 

11 Comitato Centrale di Salate Pubblica della Calabria U1-* 
tra Secoada rende di ragion deiraniirersale i dae seguenti bul7, 
lettia^i|Iier?eniiti dai Comando Generale del campo. 

CùmmUù GeMraie dèlie Guardie Nazionali mobili 

della provincia* 

Da Gnringa U 42 giugno 484S. 

SlGHOBB 

« Ieri con molti nfliziali.dello Stato Maggiore feci una aste-* 
ta riconoscènza. 

Questa mattina ho appreso che n^ia 'foi'te colonna sotto gli 
ordini del Generale Nunziante era uscita da Monteleone ^ e 
portata nelle vicinanze dej Pizzo, laonde senza perdere un 
momento di tempo ho fatto partire due compagnie sotto gli 
ordini del signor D. Sebastiano Fabiani stendendosi fino al- 
l' Angitola ; dopo un* ora mi sono messo in campagna con 
una colonna di 2^00 uomtni che ho condotto fino al easino 
Bevilacqua , ove sono venuto nella conoscenza che Tanzìdetta 
colonna nemica a vista de' nostri avamposti è rientrata in 
Monteleone. 

Ho stabilito questa sera qui il quartier generale. 

Le nostre compagnie di mal genio si sono fatte qui con- 
durre , perchè avrebbero voluto s^bilirsi.nel Pizzo » se a 
tanto io non mi opponeva. 

Questa mattina ò giunta V avanguardia della prima spedi- 
zione fattasi da Cosenza , forte di 130 uomini sotto gli or- 
dini de' signori Giuseppe Mai^zei e Ferdinando Bianchi. 

Sono pur giunti 1 contingenti di Borgia e Girifalco* Tanto 
queste -che 1' antiguardo di Cosenza , e due altre compagnie 
che nel giorno innanzi erano state di avamposti , sono stati 
da me rimasti in Maida , per retroguardo. 

Ad ora una di notte* 

n ciiladinp 
Gio: F1A5CBSC0 GiirrO. 



sae 



127 



PaOCLÀHA (1). 
Cittàdihi ! 

Ferdinando II , con i fatti scelleratissimi del 15 maggio , 
scriTeta r ultima frase del suo regno , metteva la pietra se- 
polcrale sa tutta la borbonica dinastia deiritalia. Questa ve- 
rità riconosceva Europa tutta » le città italiane eomentavano 
oltraggiando l' impudico stemma e le immagini del re Laz- 
zarone in diCTerenti guise, sanzionavano 1 Parlamenti di ÌPa- 
lermo e di Torino. È il clamore delle nazioni , è la senten- 
za della storia che ha gettato nel fango questa dinastia in 
ogni maniera di eccessi , di codardie , di vituperi intempe- 
rante : è la coscienza di tutta Europa che sente la incompa- 
tibilità di Ferdinando col secolo^ con iltalia, con i liberi drit-* 
ti dell'uomo. Che si aspetta dunque di' più, o cittadini » che 
si aspetta di più? Ne avete forse poco di diciotto anni di tirannia 
invereconda, degli atti osceni e sanguinosi di re Francesco , Ti- 
berio dei tempi moderni ! di Ferdinando I che fu frivolo ed 
inetto altrettanto che, feroce e codardo? Ne avete forse poco 
degli^ avvilimenti , delle spoliazioni , deir ignoranza che que- 
sto figlio di adulterio vi ha gittato a piene mani sul capo , 
delle piaghe che questo re da teatro vi ha inflitte , della de- 
pressione in cui vi ha tenuto? Ne avete forse poco, se nep- 
pure i fatti del 15 maggio vi hanno messo nella persona 
una scintilla di anima ? Che aspettate voi dunque ? Aspet- 
tate che vostro malgrado , quasi infingarda razza d' Iloti , 
la libertà vi apportino gli altri popoli dell' Italia , e quel 
dono sia per voi lo incubo di tutte le ore , lo spettro orri- 
bile vi sorgerà d' innanzi incessante per gridarvi : codardi , 
codardi , schiavi infami dello infamissimo Ferdinando Bor- 
bone ? Voi farete fremere tutti i buoni, farete arrossire Id- 
dio di avervi largito un'anima di nomo, pentire il Cristo di 
aver versata una goccia di sangue per redimere quella che 
credette purissima stella ed era lucciola immonda , che cre- 



i}) Questo documento e il 104 vennero pubblicati nel gioroaU 
il Tempo in agosto ; come pure gU altri che in seguito avranno 
in piedi questo segno SS 



227 

dette gemma ed era molecola di loto ? Oh Tergogmi ! voi » 
voi per Dio vi farete dispreziare da qaello stesso Tersilo 
scetlralo che servite. £ ooù sentite che tutta Italia impreca, 
che la massima parte del régno si commuove e si leva;, non 
sentite il grido di vendetta,, che si spande su questo paese co-. 
me lenzuolo funerario ; non sentite che le ore di quel mo« 
stro sono numerate, che la mano di Dio l'ha raggiunto, che 
resterete soli, soli in mezzo a gente che avete insultata del- 
la vostra apatia , . della vostra fedeltà , della vostra panra ; 
che vi perderete con l'empio ; che non troverete angolo del- 
la terra per asilare il vostro capo imprecato. , una mano 
pietosa per seppellire le vestire carogne sgozzate , una zolla 
per sottrarvi alla rabbia dei cani , che , come Jeai^belie , 
sbraneranno le vostre membra ? Riscuotetevi, riscuotetevi cit- 
tadini, è tempo ancora, siete ancora redimibili, potete ancora 
insorgere ardimentosi, ^ gridar sul viso al Borbonet abbasso 
infamot abbasso, tu che hai bevuto il sangue della gente che 
Dio ti aveva dato a custodia; abbasso vile che dietro mura di 
bronzo osi solo fare attaccare gl'inermi e le femmine; abbassò 
strumenta esoso e collaboratore del tedesco ladrone; abbasso 
inetto che ad un frate e ad uno sgherro desti ad usufruire i tuoi 
popoli; abbasso tu che ti sei fatto socio di un Nunziante, di 
uu Pronto , di un Filangieri , di up Bozzelli , di un Yial 
ed a lazzaroni e sgualdrine lorde di sangue hai stretl,o la 
mano ; abbasso figlio di Messalina ; Napoli , Italia , Europa 
tutta non può contenerti. All'armi dunque cittadini, all'ar- 
mi. Basilicata , Cosenza , Catanzaro , Salerno s' hanno riscatr- 
lata la libertà , riscattatela tutti , tutti , che uno più non vi 
sia sulla santa terra d' Italia ejhe fosse bruttato di affetto e 
di fede pel Borbone. Dio T ha condannato , 1' ha condannata 
r Italia ; lo condannino tutti e lo abbandonino ad errar so- 
litario e ramingo come Caino , ad esser straziato come Pro- 
meteo, come Buoso da Doara esecralo. All' Armi , ali' armi. 
I deputati alla camera i cittadini al campo. 

F£aniNAli|>0 PBTRUCCftLLI. 

QìMZì' aratolo non è séato $criÌio doUa Compiiaziene del Gior- 
nale : ne risponde dunque innanzi al pubòiico V amtore signor 
Ferdinando A/rticreWi* 

( L' llaliaHo delle Calabrie ) 



$29 



m 



• Crii eccidi del 15 itin^^o commossero Sf citta po(enfemeiìf<*- 
Onànime sorse un i^ìdo di maledizione e di morte al re fer 
rocissimo, e le torbe si fevnrano per muovere alla volta deHff 
èapitale desolata. Il provvido governo di l^alermo concepì al^ 
)ora la spedizione di Cafabria , come fa più sollecita e 1^ più 
5(iciira. Per{y iniziare la {ruerfa non volle. Langamente si va-^ 
gheggiò quindi Tidea di sbarcare le sqnadre a Sieifia o Villa 
S. Giovanni , ed alt tfopo grosse torme si urrlfono a Melazzo* 
Aspettavano cbe qite' di Keggìo avessero risentila la vergogna 
di servire infame e codardo padrone f e la sventof-a di Na- 
poli ; aspettavano che avessefo dichiarala la guerra e scono- 
i^ejato II Borbone. E forse q ne* Calabresi si sarebbero risoluti 
a ciò fare , dove Antonio Plulino istigati e eaptianati fi aves-« 
se. Platino oscillò, dubitò deiresito forse; venne meno al ci-« 
mento « e stette. Per ridestare lo spirito pubblio noi dirige-^ 
yamo a quei Calabresi an proclama che riporteremo qui ap- 
presso : ma la parola , e fosse pilr parola é\ Dio , sui cadà^ 
tèri avrà forse potere / ma non sui codardi. Non potendo 
quindi più ildare sù quella tiepida provincia , non potende» 
più contenere le squadre cumulate a Melazzo che presta e 
risoluta guerra domandavano, e di grave dispendio tornava-* 
Vano al generoso governo siculo si mutò piano , e si risolse^ 
alle nostre caldissime inslanze, venir sabito sopra Paola. La 
mattina de'l 2 giugno la bellissima squadra di quéi di Tra- 
pani , condotta dal Colonnello Pardella , Imbarcata sul Gi- 
glio delle Onde, a vista dei regi vapori che fuggivano s'Im-* 
harcò per Melaz2o. Si passò quivi il giorno, e sul fare del*« 
la sera si pensò al partire* Il Maggiore Bruni che guidava i 
Palermitani suscitò dissensione fra quella gente, la quale fa 
prossima a venire alle mani, e che infine' si ricusava a par- 
tire. Da tioi scongiurati per i sensi più nobili e generosi, si 
persuase infine a partire , e quei bravi Siciliani casi borrivi 
air ira i come fratelli abbracciandosi , si recarono a bordq 
del Vesuvio^ Parecchie fatalità rilardarono la partenza : alle 
due del mattino del dì 13 si perdette di vista il pittoresco 
Campo di Melazzo, e verso le sette eravamo già nelle acque 
del golfo di S. Eufemia. Allora ci avvedemmo che laggiù 
presso la costa , altri regi vapori ci appostavano e verso di 
tioi si dirizzavano. Il Comandante Castiglia onilnò di ripie- 
gare sopra Stromboli f non e$^endo i nostri legni da gnerrH 



22Q 

o perciò Fprov veduti di pnnnoni. Fa obbodìfo p tornammo. 
Quivi f clamori delle| squadre rìnarquero. Il Vigliacco Pa- 
squa te Bruno li eceilava per voci sinistre e tentava seco a 
I fascinarli al ritorno. Il {i^nerale Riboiti si recò a bordo 
del VesQvio, e tutto fu calma. 11 Bruni e taluni de! suoi 
s'imbarcarono sul Giglio delle Onde, e tra gli urli, i fisctii, e 
le imprecazioni di quei prodi isolani fuggirono. Noi restam- 
mo presso Stromboli il giorno intero. Sul far delia sera sor- 
se fortissimìo il mare > e per un momento si parlò di fitor- 
no: ma Iddio che la causa della libertà protegge e seconda, 
quasi per Incanto fè^ cadere il Vento e bonacciare il mare , 
e ci mettemmo in rotla col coraggio avventuriero e freddo 
dei Siciliani la flotta del re di Napoli bravando* Alle 2 del 
maltino del giorno 14 eravamo à Paola* Insicuri delle dispo- 
sizioni del paese ci arrestammo fontani , e si pensò provare 
le determinazioni politiche di quei di Paola. Ci offrimmo noi 
al cimento , ed accompagnati dal comandante Gastigtia , dal 
Colonnello Laudi e Carducci discendemmo. J^ guardia che 
faceva a dovere il suo debito si approssimò al lido , e dopo 
esserci dati a conoscere , tra le grida di festa ed i fratelle- 
Toli benvenuti ci fu permesso sbarcare. Il sig. Altimari e 
lifosciari accorsero, edalle sei del mattino nomini, equipag- 
gio , artigliere , bestie , e le molti provvisioni da guerra , 
liitto era dentro Paola. Il vapore ripartiva. I ciltadini dt 
Paola ci accolsero con entusiasmo ed espansione di cuore, e 
nei rendiamo loro i più distinti ringraziamenti , e del loro 
estro guerresco e del loro accorgimento grandemente ci lo- 
diamo. Per quei bravi Siciliani poi non vi sono lodi che ba- 
stano . • . Sono nomini provati col fuoco e passati per tutta 
la forte e gloriosa rivoluzione Siciliana , sono uomini che 
anelano la guerra come festa e bravano il pericolo. La vil- 
toria è con noi, quella vigliacca canaglia della milizia bor- 
bonica non potrà reggere la vista dei noslri , perchè quella 
ciurmaglia usa a ballerai con femmine e con inermi dietro a 
parapetti di castella , non oserà vedersi di fronte guerrieri , 
a cui tiro non falla, polso non trema, cuore non batte. Co- 
raggio dunque o ciltadini , concordia , perseveranza : quesia 
Calabria che come un razzo in polveriera si è messa nel cuo- 
re del paese, questa Calabria trionferà ed avrà la gloria per 
secoli non peritura di avere riscattalo lo stato di Napoli. l>io 
^i benedica , o Cosentini , per voi non ci sono parole di lo- 
di che bastano: la redenzione di Italia a voi si debbe. Con- 
fidate in chi vi governa ed il trionfo è con voi. 

FERDIF(A1«nO PETRrCCKf.Lr. 

Cosenza ^S giugno* '{ $ 



230 



129 



HIOCLAMA 



Calabi ssi 

L'opera per noi incominciata j ò santa » è giasta » è subli- 
me. Noi ci slamo accinti a redimerci dalla schiavitù, e colfa 
coscienza de' nostri dritti , e delia nostra forza primi nel re- 
gno abbiamo innalzato il grido di guerra. Quel grido è stato 
ripelulo da luogo iu luogo , e pari a^ elettrica scintilla ha 
destalo \ popoli avrilili — Quel grido ha trovalo un'eco nel 
cuore ù^^ generosi figli di Sicilia « ed essi sono corsi a divi- 
dere cou noi ia gloria » ed .il periglio. 

Calabresi! nouchè l'Italia , ma l'Europa tutta ci contempla # 
e noi dobbiamo dare non dubbie pruove di quei Valore onde 
la nostra terra è classica. 

Calabresi ! fra le nostre file pugnano quegli eroi che lian 
saputo compiere la più gloriosa delle rivoluzioni , e noi in 
faccia ad essi dobbiamo mostrare che ne' petti Calabri sta pure 
il Siculo valore. 

Noi vinceremo , o Calabresi ! poiché abbiamo giurato di 
viucere o morire: noi vinceremo perchè l'onore e la gloria 
della Calabria nostra sono un sacro retaggio che dobbiam tra- 
mandare intero ai nostri nepóti ; noi vinceremo perchò per 
noi fa libertà ò vita. 

All'armi dunque all'armi — la vittoria è nostra. 

Viva r Italia! viva la Calabria! 

Cosenza 4S giugno i848. 

Ferdinando Petrcccelli. 



231 



130 



AI SiCiLIANI 



APPRODATI IH PAOLA. 

Nei giorni del vostro sapremo t)eriglio , quando le rostro 
città più angosle infestate da soldatesca ignorante e crndele, 
yeniano sconquassate e decimate dalla mitraglia, noi ansiosi 
ascoltammo il racconto delle gesto gloriose che yi han resi 
ammirandi per tutte le Nazioni. Compressi da ferrea mano 
non potemmo correre a dividere , come era nostro ardente 
desiderio , le vostre sciagure, e la vostra gloria ; ma un fuo- 
co non men vorace del vostro appiccammo noi purè, il qua- 
le valse ad allontanar da voi i vostri carnefici , insienie aita 
memoranda disfatta che si ebbero per parte vostra ricevuta. 

Credendo poscia leali le promesse di una stirpe che giam- 
mai ne attenne , sperammo chetarsi colle nostre le vostre 
sorti benanco , ma il disinganno più orribile ora giustaroen- 
le ci ha persuasi , che mal ci avvisammo in por fpde alle 
magniloquenti invocazioni dei nome di Dio Uno e Trino^ che 
tanto sagri lega mente or s'insulta e calpesta. 

Gli avvenimenti del 15 maggio han resa convinzion vera 
ed infallanle quel che pria si tenea per dubbiezza soltanto , 
e noi che non più ci piace esser schiavi depredati massacrati 
e derisi , abbiam dovuto invocare la ragione delle armi , 
dappoiché altre ragioni non valgono con chi non ha mente 
né cuore , e le armi abbiamo brandite per non cosi facil-« 
mente deporle. 

A questa giustissima nostra insurrezione , voi magnanimi 
fratelli , dopo tanti afianni durati , siete venuti incontro a 
nuovi perigli > siete accorsi veloci come a piropria contesa ^ 
che propria ed una è senza dubbio la causa di un popolo 
solo , di un popolo unito per tante gloriose vicende e lun- 
ghe sventure , e quindi voi liberi non poteste , o siculi eroi, 
esser sordi alla carneficina degli oppressi vostri fratelli. Ed 
or che siamo uniti , or che V ardir sicano si è aggiunto al 
Calabro ardire « chi fia che attenti più contro di noi? Forse 
i pochi satelliti del dispotismo, che usi a conculcare anch'es- 
si I sacri dritti dell' uomo , usi a guardare 1 popoli come 



SS2 

buoi da giogo , rorrebbero ancbe oggi opporsi alla santa re- 
viodicasione dei drilli oostri ? -- oh! jBon ben poclii coslo- 
re , e già la pubblica ira e la possenle forza dell' opinioao 
Il flagella ;- e con i loro cenali impolenti non fan cbe accre- 
scere sdegno a sdegnò * furore a furore , e lungi dal contra- 
stare la nostra, causa maggiormente la favoriscono. 

Noi dunque possiamo 4i già intuonare , o fratelli Sicanl • 
il cantico della viitoria , aù onta pure dei le dillìcollà che ci 
presenlapo forse costoro ; imperciocché un popolo come li 
nostro , che ha giurato di viver libero , difilctlmente soc- 
combe. Ed in questo cantico sulHime avrà prima un rendl- 
meolo di grazie il Signore per averci ricongiunti a voi • 
prodi^ fratelli , ed avrete voi intere ed eterne le nostre lodi 
e la nostra riconoscenza» 

tt 



131 



BULLETTINO N/ 6, 



Il ConàUUo centrcde di Pubblica Salute deUa Calabria Ultra 
Seconda sedente in Catanzaro. 

Manifesta al Pabblico. 

1.^ Che Con una staffetta giunta ieri sera alle ore tre della 
natte spedita dal Conte Ricciardi è stato partecipato il fausto av- 
venimento del seguito sbarco ih Paola di una colonna di no- 
stri fratelli di Sicilia, che accompagnati da vari pezzi di ar- 
tiglieria animosi vengono in nostro soccorso a sostenere le no- 
stre franchigie Costituzionali , già distrutta ed annientate da 
parte del governo. 

2.^ Che con altra staffetta gianta al Campo di Cnringa è 
stato informato che avendo il Generale Nunziante fatto im^ 
barcare il giorno tredici del corrente, mese la polvere tutta 
esistente* nei fondaco di Pizzo in 50 barili su di un legno 
( Bove ) che stanziava nelle acque del Porto S. Vennere sito 
sotto Mofiteleone poco discosto dalla rada del Pizzo , nel men- 
tre i^be questo legno attendeva, il tempo opportuno onde. far 
vela per Scilla , nel di cui castello quella polvere dovea de- 



yoiitafil , U f «omado U mtU 1M tZtil U , wwJUIo 4à 
«aa igiuidia di 18 Gwrdif nMhwmti «»d»tjUi 4a| ypfiie pHf* 
ladiw» p. PMjpale Miia^Uno » cti9 dJ89ir|iia|o 1« icMirmi ft^inn* 
padroftiroiio di «wif ro $ f iiciU, 41 l^rW 41$ 41 poliwet mon 
poteod<p« «ontoBeBB pi^ UpioBolofcliifaf» 4i 4»t omOfiiiiH 
tercati. Il hm^mt dal «iomo ì|D||b# polfinU «ittafi «eUt af^r 
qia la riMaoDota qnaotttà di ^UaM « polfuda il iriirnki 
dìraMiello ener aovarohiaia 4t fi«a «apeiiari » sia didl« porv 
pokzioaa dal fi^xo , ai« dorila triippi aiwiimale te Mpidt^ 
leoaa , con pariaolg di iwdapp le ppniiioni feMPiptalp. 

I poitri frodi si gnadj^aarQUo il «CanpQ 4H Qiripga dMi 
lacaM» U vplvm» in ìm^ W » ^ i «ìimi«« AicìH» 

Mmpi9M Ymsmm IMm# 

Rocco SUBAHlEa 



■••■ 



<83 



I CALABRESI 

Soldati 

Il terreno die ora ti ti ISi calcare in aM^tto di gnaraiy è il 
loolo della vostra patria; il petto contro il quale si TOglio- 
no appallate le vostre taionatte^ è U peUq dtfvo4r| lirafel-* 
li ; scopo de'oioviadaoti che a voi imvwtfmi^ h il spTuer- 
timento totale 4i qnello Stat«lo CofitU«aiofiaÌ#» che apicB|»ra 
doTea Im comune libertà ; la ONnane vita poUticn ; gndln 
patria , qnei fratelli « quella libarU jcbf9 ?oA » sono epp^iui 
tre noest » giurasle di difeodora e sosteoeire* Cbi va^fa^do ^ 
larga mano il sangpa dttadinot Uadivii le pia saoe promas*- 
se, col aaofne si affretta a ooeipiere iì soo ppeisioro! ? voi 
presterete il vostro braccio i ^ocordacet^ U f astia 9Pef« ji 
silbtia vituperevole infamia t Cambiecaie voi il notule qIt 
tdo del soldato » in qnello di vile carnefice? t4 vostra pa- 
p i vostri DratelU , non vi credano capac) di ttntg. ;Kss1 

26 



9Si 

tmifldaiic» na^fbUrl onorati iMMIneiitt; ìnm^i^rU tlia non tà^ 
pTBlo dtMDdtiisare t roitrt cittadini dorerl ; fidenti Ti attèn- 
dono ttu ]• loro file , onorati sostegni dei sacri dritti ehé a 
tttlfi noi comtmenienle appartengono. Il florno 15 ntaggim 
tdte a tttttMa benda » e spàrse piena Ijoce sai nòstri desti-» 
nl't fa dai^ala soaola; fratto lagrime « sàngne ; ma pam 
ne ftbè cliltti inttà nostra yera posizione: ttagghià^noiiè stinte-^ 
no^pròlittoi SoMati iM appartenete* alla patria , la rostm* 
▼Ha' y 1 fòstH sodori som ad essa 'votati ; ^stro 'sAtito do- 
▼ere 'è di' versarli per lei; infamia a cb{ li sporge' eonirof 
di'lei, 6 la' maledizione degli nomici e di Pio lor ne'dirà 
gniderdone. Soldati, la ' vóce- della pafria vi cliiaknà, aMÉan^ 
donate an> vessillo che non vi appartiene, e the vorrebbe 
gaidarvfflfd nna gnérra fratricida, ^ventola già air aura lo 
stendardo'dcHla; vostra patria, accorrete ad esso: è quello die 
▼oi giorasté ' d) riiantenere ; è quello che assicura i dritti 
vostri ; i dritti dei vostri fratelli; ò quello che i vostri fra- 
telli seguiranno decisi ed Imperterriti finché li regge la vi- 
ta. Rammentatevi che foste , è siete cittadini di questa di- 
letta comune Patria ; eh' è vostro interesse sostenere la co- 
mune libertà, che tanto la ragióne , e Tamore espressamen- 
te v'Impongono. 






133 

: t / 



! f * •. • ' 



P<|PpI.I mU CALCIA in.TRA, ! 



'^1Ì'iÀió|nonief non è nuovo per vói, e nella vo^ra métifé^ 
so bène / th^ -déìssò si' presenta accónipagnàtò dalla idea della 
ftbértft; dè'saét'ifiet deironesto cittadino a prò della patria^ e 
deirestremo odio per la' tirannide. ' . . 

' Ora lo* Vi fRtìà'in nome della mia latria comimé, 'di'^ellat 
patria théf tiitA voi siete obbligati' a ^difendere colle vòstre 
lbfi!è;;i^r'Vbstrb sahgné, colia Vita stessa. Armatevi; nnl- 
levl à iìoì , e òòrl;ete a porvi sotto* gli ordini del Generale in 
(bpo di' qtielDesercito che solo 9I biondo' offre l^e^mpio della' 
pi* virtnosa fràtéllansBà. 

Guài! (fu^'a colóro che ài ìiostri nemici si sonò imiti, e 
cercano pei lor^ bene individaàte di sagrificare la patria! là' 



toro iei}lwxA.v& dJLcMifWPaMk;. b* ìaoMBo potori .44 iMrà 

a.coloi^ iche' rkasaop 4i fytv qìkàkìf»mtji£uiìQ, p^lL'ulìl^xo-^ 
fnpio» , e io vece di. armarsi ftfsl soslegoo di)i,GQjpfifti djrtl,(i^ «i 
ixaacpndoDo » e si trafogana f uìd^ ^^l^faniisfl) terpored^l vili» 
• * ^v^W^t tfi:a..ro|jpriE|wre à gli oppr#sì; nftfi, y'jjìa ii«atca«- 
liià ; ui^ v4 ha meazo termUm , o amici , o; «omfci ; . ^ ^fiijr*' 
ci, ramplesso fraterno debbo stringarci ^ a ci strii^^jì, 4pilif:t 
i^lubiii ai danjaf del,tiiraitta;.89 nemici^ l'unica leggia «noi 
di goida sarà U ì^endjetta,, e , la. più completa v^eodetta. \ , 

,, .p«Mo Hv»?;^». 






134 



5. Shfano ti i5 Giu§no otta jmnto 4fl jr^orfi<r. 
Ciaa Pbfpinou 

I41 presente serve $ farvi conoscere elie le jfkiiìigtlè Vài- 
zei 9 Farisio , e Varsico^ si portano' i)ene ; 'egnalmedte'cba 
Crocco , e Zampano stanno ancora bene. La famigli' dl'CÌrocco 
Cappellano desidera vedere i caratteri di Giacinto. 

Come sapete la yenvita de^ Sici^ii^ in Paola Jori -pvodass» 
un eerto piacevole trasporto » (in faccia anco ai retrogradi » 

feQlodo che n^olti vorrebbero ora J^arUre per la spedizione, 
màoi perciò a rigor di ri^ikistà , sé j^òssò spedirtene* dna 
Iquàdrà direttanìenfe a te» e che tu 11 pagherai fe([iòniat0 
Oàì dì che da'^ni mttoVànsi, fa sàbito se il vtiof. ' ' 

I nostri Paolani nel mentre che corrévàdèl à sei ok^ di nòtte 
alla marina, credendo sbarco dl'regte troppe, tròvàroto 800 
iSlcllianl. Imtnaginati gnanti furono gH ample8$i; sòamblevoli. 
' Si corriere vi dirà come saran ricevati in GofiM^iiza v tnen^ 
tre sono con' loro un Genéi^àle , ó quattro DepMafi del Pan- 
lameùtof", tf nóme Petmccelii ; Catdvcd, Miranda / ed unr al^ 
tre didii ignora il nome. .. ^ ...... .. 

Una lettera di Carducci ftssfcura avere concertato con Aj^ala 
p movimento di Abruzzo , del quale Arsale é alla tekta. 11 
Cilento ò pura insorto » e lo stesso si dice di Foteiìziu . , 



W ^aoéDittMdo nMHkfttm te ^w H aé ^ pie «dod Tanteigfoio 
iMoiteèUtòb Y«i tutu ftfcitte IMipiertl alla ttialeria. lefirele 
i^esso f e vi ^rego^ dimil ^ffedsànieiile ome d«P R^ In Mén^ 
teleone , iel loro niodo t <> «lit peMa la carne Tendati del 
atte Capo. Hi doole della niffa poalfeioBe » *a noi> poter dtrl^ 
de^ eoa voi f dteagl del trapaiaio , eonsMerate iinl vn infelìoe 
i* diétto ad iWBattaglfone di donne fln&lofe.Pazienzat san- 
to ÌMavol6! paziente I 

ABMieelo 'Nicola » Rafliele, Giacinto, e D« Prancesco» e 
lo ringraaio Ai atermi fiitto Caneellfere » qaeslo mi maocatra t 

A tatti gli amici , e compagni salati , ed abbracci — TI 
attinga al cnore con tatti qneati. 

ìTonnASO Mazzei. 
À, S. E, 
H. Oiuteppe Mazui 
Maida 



1S5 



iSM» HbW^ Oeneraìi dd CorpQ ^ $pfiix4afi^ in Calabria — 

' J ' ■ $ 

.' Or ora ona ^ailbita s^iia da Catanzaro mi la conosòef^ 
esieisi già cs^qUo I9 sbarco della nostra divisione in J^aolai 
, ed io mi attirato a scriverle,, onde sì premura ^. marciare al 
gi^ presto/ verso di noi, 

IfocQ intanto lo stato delle ^ose« 

Ù nostro, qoartler. generale ieri iera gianse in fììadelr- 
fia» (1) ovei abl^amo riunito circa 1300 fanti » e 3S cavalieri, 
tra aflIaìaU di Stato. llaggiore» guide, guardaboseU ec. ec. 40Q 
Wiù^ <ira seno partiti per <)ccupare Ìionlero680> ed il Co-, 

(1). Cl»Vo sì scorge clie Fitadelfla era sède degf insord. l'ec- 
chò dudqué tàgharsi qèiiA éT^usta lezione che m truppa diede a 
quel ^aeséf 



itoaDdinto di ^Miia Iòni «ito ipitafeire. li«o1 {MI a €af*^ 
•tiMio , 9. Nicola e Maiomno » liafcraaaddii wil I» gaartla 
nazionali di questi paetfi , salla diipatiaiòtia M«Éail fomite 
mo coniare. 

400 nomini occapooo Francatine , e questa forza mantie- 
ne MNBpre 900 iloaiini al bivacco nelle boscaglie salla drit* 
ta , fino alla via postale sul penta all'AngidcAi. 500 uomini 
accampano a Curinga » e questa fòna aecapa la via peaMa 
al posto di Bevilacqua. Per ora la mia idea. ^ di nuiMvraril 
sempre per la nostra sinistra verso i monti , e così unird 
alle guardie nazionali de* paesi del Distretto di Monteleone » 
i quali sono tutti pronti ad insorg§re. Per V attacco di Mon«- 
teleone , dobbiamo necessariamente attendere le artiglierie 
nostre. Oltre le forze sopra indicate, abbiamo in marcia ver- 
so di noi circa 1000 di Cosenid , ed altri 500 nomini circa 
del Distretto di Catanzaro. 

Abbiamo saputo lo sbarco del Generale Busàcca con un 
SOOO uomini a Sapri; ma io penso non dobbiamo cambiare il 
nostro piano : le forze rimaste in Cosenza sono sulBcienti a 
respingere qualnnqae attacco , e d'altronde per noi il punto 
capitale è quello di battere Nunziante. Qa^to Generale se- 
guita a starsi a Monteleone ; le guardie nazionali di Coiai-' 
nuovo , 5. Angelo , Arena 9 PoUetena ecc. ecc. ecc. (1) non 
hanno voluto ubbidire alla chiamata di unirsi agli ordini del 
Cienerale , il quale è venuto a rimatore l' ordine , e a far 
rispettare la Coetitustioine gter^ (2). Ieri abbiamo sorpresa 
vaa barca con pel¥efe ^ e ee ne siamo impadroniti » e si 4 
mandata sohito a Cataaiaro r ove si cosUruiranDO cartuccie. 
Questo fibtio le mostia in dm modo i} gemico & ^ sisryiziQ. 
a come ha obhliato stabilii^ de' posti avaaTati sulla via del 
Pinzo» Qaesl' ultimo paese seguita a mostrarsi assai f freddo* 
Speriamo in giornata .sapere rocciqNiziona dello Slabilin^enfo 
d'Artiglieria in Mongiana 9 (aerazione che dovrà essere esor* 
gaita dalle forze de' paesi vicini al detto Stabilimento. Noi 
per ora non abbiamo potato estenderci tanto ; d' altronde it 
nemico non sarà mai padrone di apq^e. le .sue comunicazio- 
ni coi punta per noi importantissimo di Mongiana. Doven- 



(1) Fu perciò che il Generale Nuariame saggiamenle dispose lo 
scioglimento di quelle guardie naiionali, le fuaK non adempivano 
il loro mandalo. Questo sia di risposta a quanto il deputato Mura- 
tore impunemente asseriva dalla tribuna parlamentaria. 

(2) La Costituzione giurata si ò fatta rispettare 9 ed i fatti lo tiaa 
mostrato. 



vsa 



iè«k aprite il teoco , aUitemo Uwg» 
4|^wè lei édvrobbB forai legnire da tnUa la nmnialooa por^ 
tfta df IfefllaiBo av Mmiaa . 
Ho FoQora d' essere coq tatto il rispetto. 

i II Cmpo idio Stato MaggtaM 

Gucoxo LoHoo ColmeUù^ 
i.. Al Si§mim ' ■ ' ' 

f Jifnm^io iBikotU €mmm4iimté 
€k»wdk M Corpv Siemno, 



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... ; tS gtngn& HSéS: 



SicKoag 



rr e. r>. 



- Al momento cfi^ ti écrito ' la tmppa Rftgia - moore alla 
èplcoiolatà da RótoMà , peir venire come ^ralbtn a quei di 
Ca^ròvillarl. Km»' è cèinpotta di 500 cafvam e 700^di tnt- 
lérìa. Batté là strada della Terra rossa ,. ed aadramio a sbu*^ 
care tra Horuno e VrteelMo. Kói eliMamO goentìto ìcMie 
s! ò lX)tato Mewritfantìo. Si guarda^ il ponte del Oomttl»; e 
la schiena òrienlale dtìUi Valte di «. Martino, itlrè mano- 
vW non possfamo fare per mancanza di troppe. Senza per- 
dita di tempo , attaccate qaiadi dastroTtllsfri^ o vigilatene 
]e mosse /finché coi imori -Tenuti rieongtuotl nbbf ci venga- 
no ad attaccare. 1 moménti sotio imperiosi \ e non <xscorre 

In^iangere solerzia e efleritài 

■ li Generale 

FlETAO MlLETU 

Al $ig. Ribatti Generak dmumdm^c 
éeH' amata C<Mlft0^SimaM 



137 

Giu^àa Kàxi<m<Óe\- Mitcè ti f!^''Gin^ . 

SroffoR Presidbktb. 

In glungfefé li T^tefri' òrfllnf per tutto traiHìilfllizzàTirciJlle 
vte bonarie prfà^ di usare' qtte^itMisi pretffpttM' cti« ti' po> 
trebbe iiienate a mali maggidri , qtMtft'mdtiina ben 'presto' 
abbiamo al capo della eolonba nfobiVe' Signor Cava spedilo 
corrieri pel Circondario acciò > la fòrza che ci attendeaatessor 
so^p^sa Ogni mossa fino a* ndStrt ordini ;-d(^- di etò didnfto 
al diello Cava » ci siamo conferiti nel GMéme-dl ^nra, t>Tè 
risiede il Riamerò maggiore degl'insorti* ed invitato il Par- 
roco d^ Ippolito , Sacerdoti , e baoni Cittadini in vostro no- 
me siàìtì conierìii nel ìnogo oye erano riuniti parte de' sa- 
detti mainr«li » coi^qaatt abboocaticft^ «diateo «joatlte pèrsia- 
sive abbiamo tolto dalla loro testa {alte qiiel|e fdse massi- 
me di cai sono siati imbevuti da^ CarìrtfiiiU, convinti di' ciò 
sono diuniti a noi rientrati in Patria' , il si sono annotali d^ 
voler far parte della Colonna mobile : li stessi si' sono com- 
promessi di fare nel corso di questa settimana rietrare , e 
tranquillizzare , non solo gli altri loro paesani cbe si trova-» 
vano più distanti , e precisamente nel timpone della Stilla , 
ma benanche tutti gli altri latitanti di Spezzano piccolo » 
Trenta ed altri Comuni per aggregarli alla Colonna mobile, 
facendo parte al numero di 120» giusta quanto ordinaste, 
scegliendosi indi altro Capo. di loro, e nostra j|di^cia. 

Per quanto ' posslanlo conoscere parò / che neX corso di 
questa settimana tranquillizzeremo tutti questi Casali coi soli 
mezzr bonari « è qualora p^i ^ Nocelle non credesi ) questi 
non riusciranno , daremo in opra tutti quei che fossero più 
atti a rientrare V ordine e la pace. 

Tutto ciò che occorre in prosieguo le ne terremo avvisato. 

ìi Capo 4^Ua Gufirdi^ fitizionalf 

FiRDIIffiNQO' Ba'iCA. 

.j4(. figliar PtnHdemU M CmnUaÈQ . . 
éi SduH Pubblica. « 

Comnza. 





ISS 



Cmmiaio ii SdMii tMUem ^ Spxìmm iélh Knmu — ««vi. 
JSf — Spixxtmù iUkMifi ^5 giufftM 1848. 

SmmmB 

lfM9<lwi rimitto «1 «oiMigUo di Uittf I Capi 4dle iimtm 
CovHePM qni staniiAteifKiàa «a mpporlp che abbiamo tpa- 
4ilo al ^iffipr Ribolli Conapteite dell' armata Sielliana , si 
^ rIioUito rivolgerei io Fermo e Langeo. Vi prefeoiamo tolto 
dd per preodere le medeiime mimre , ove ooo vi trovale 
già ioUo te dlpe«den« del Sig^Nr Eibetti» dal qoale dipeiH 
diaoio. «-^ La latotteno. 

/ CemmUtari CitiU 
DowBiaco lUirao 

CoiTlBIUB CAUHJCa. 

Fi S. Nei partiamo verso le ove 4 di Qoesta ooHe. 

M$i§» JFaee CmnmiafUé détta 
Guardia NazUmak formata in 
CsmjMgoéà «olomorfa 

Tania. 



13f 

CamHdto di SUMi FMliea — KT.* 24^ Cosmi 

%iiwio JOeosss 45 f^ofoo 4848. 
Aonoax 

Moveodo Ella eoi Siefliaol a qomta volta per rlcongloiH 
gersi a ooi, noi abbiamo l!taore di farle ooooscere la oostro 
posisiooe ed il partito ebe abbiamo psnmlo di dover prendere 
ad onanimltà di voti in on CooolgUo di fotti 1 Ciyi dello 
Compagnie che sono ^i slanziate. 

La nostra posiziene locala è la ssgoente: A destra abbia-- 



24t 

• • » . 

mo gli Appenalni , di fronte abbiamo una (^ola che si apra 
Ira gli Appeunlni « ed il Moiiìe Pollilo a deslra il mar io- 
nio ed un'altra catena di monti • alle spalle abbiamo la strada 
che Ella percorre parteiido da Cosenza a questa volta. 

Nel mezzo dei sudelli monti si apre un immenso Val/o 
che continaa, salvo poche prominenze , ognor restringendosi 
più sino a Cosenza. Le Truppe Regie che sono in num. di 1800 
accettando ie->potizie meno incerte » partendo da Morano ove 
oggi sono giunti alle ore 20 non percorrono' una perfetta pia- 
nura.t e possono giungere a Spezzano nel cono di questa notlo 
senza che noi potessimo far fronte ad esse con speranza di 
buona riuscita, sì per la posizione che l'abbiamo esposte » 
come per la scarsezza del numerò, polche non oltrepassiami» 
i 400 individui. Se la Truppa Siciliana e gli altri Calabresi 
che partano da Cosenza a questa volta avessero potuto giun- 
gere oggi gli sarebbe stato fiicile altaccare e respingere 11 ne- 
mico ;' ma poiché ciò non è avvenuto il pericolo di esser colli 
in tempo di notte, sacrificati da un numero maggiore quattro 
volte più di noi abbiamo preso la seguente deliberazione. 

1/ Di non attendere li nemico lungo la strada maestra ma 
ripiegare a sinistra verso I monti Appennini i quali ci do- 
sano ropporiualtà di circuire 1 Kegi alle apalle e di gnuda- 
gnare l' islessa bellissima posizione di Campotenese che essi 
han lasciata. Più di riguadagncare i paesi pei quali sono passati 
i Regi e rialzare lo spirito delle* popoiazioni alquanto abbat- 
tnlo, così operando noi chiuderemo ogni sfuggita tfl nemico* 
e formeremo alle sue spalle una truppa di nostri che andrai 
ogni giorno più crescendo. Il punto nrveno difeso e meno ca- 
pace di esserlo ò nella nMra Provincia per le ragioni sudeltei 
Il Vallo di CastroVillari di Speiztfnò, é quindi abbiamo ere-; 
duto evitare ogni conflitlo. Ella che 'viierne da Cosenza ha gilt 
esaminati i luoghi e nella sua saggeìEbf'ha fermato sed^ba 
o no dare battaglia coli sicurezza di ^Uiicesso in leccia alito-* 
mico del numero che sa, 'ma' aVendo' abbracciato un siste- 
ma di stancare e chiudere 'il néiìiSco sàretoimo di avviso chu 
Ella dovesse ancora evitare un^ coiifiitto; ma solo impadronirsi 
delle posizioni più favonivf^i rillyahdfosl sempre verso Cosenza 
e chiamando da là , da Paola- e dai Casali il maggior con- 
corso di gente, salirò che' la ^aalta^ intelligenza le mostri 
quella via che è solito menarla aHa*' vittoria , crediamo cìs» 
il Distrstto di Cosenza , di PaOia siano così forti da non -potere 
essere occupati da genie cosi brava corde^ quella* di* Ella co- 
manda, e che il nemico sarà spaventato nel vedc^r^i gettalit 
ia un vallo donde a tergo ed a fronte non vede che popola*^ 

27 



242 

,zioiii nemicht a il tao antico sparenta, la Irappsi Siciliana. 
Qaeata ragioni che le abbiamo brevemente esposte fanno pren- 
dere nna via che ci conduce al paese di Langro e di Firmo* 
Noi le ne diamo avrlso sì |ter lei come per le Compagnie di 
CastroTlIlari se con la sna frappa si accompagnano. 

Noi partiremo nel corso di questa notte ed avremo cara di 
prendere tatti i mezzi perchè una non interrotta corrispon- 
denza passi tra noi » come ancóra saremo sempre pronti ad 
accocrere dove il pericolò ci chiama. 

i Canvnissart Civili 
DoMBNico Maueo 
CosTiBiLE Carducci. 
ÀI iignor General» RiMU 
Comamdante V Armata Siciliana 
Tarsia 



140 



( M giornale «IBzIale A Gosenct 1* lUHano Mk UMrie. ) 

. Ieri a mezz* ora di notte , precedoti e corteggiati da no 
popolo immenso .* entrarono fra le mora di Cosienza » i gè-» 
oeroii firalelli della Sicilia. Contemplando quei giovanf ar- 
denti Y le glorie di nn popolo famoso, che ha pieno r£iiropa 
della ana ftma • venivano qiontanee nella nienle di ognano; 
ed ona lagrima di gioia spantava sul ciglio di ogni cala- 
|>rese » e mille salati agli eroi della Trinacria scempia vana 
da' caori commoasi ed esaltanti. Era ano spettacolo che a noi 
siiseri mortali poche volle è dato goder nella vita ; era , 
eoaae dicemmo , l' amplesso di dae nazioni « che an feroce 
dispotisipo , avea eoa tante arti » e da tanto tempo dia- 
giaole. 

Le pagine di qiesto foglio non permettono per ora oa 
esatto raoconto : come descrivere minata mente tatt' i balcqni 
coperti di serici drappi , fatta la città illaminata a gran fe- 
sta » e le nostre doone. avvenenti che saiata vano i naovi ar- 
rivati , e le nostre Guardie Nazionali taUi schierate io bella 
mostra , ed il grido ripetate ed incessante — Viva la Sici- 
lia ! Viva r Italia T Noi riserbiamo le nostre parole per più 
bella occasione ; cioè qnando i Calabresi e i Siciliani , in- 



248 

-w 11 

Èìeme uniti , disperderanno I vili loldati del re di Napoli , 
che già fi arvicloano^ e che han già profanala quésta clas- 
tica t«rra. 

Il Generale della Spedizione Siciliana è ti signor Ribottl « 
accompagnato dal valoroso Colonnello Land!» Capo dello Sta- 
to Maggiore^ e d^'coloonelil Fardella, e 11 principe di Grani' 
monte. 

Onesto matllaa il Generale Blbotti ha diretto al. calahreti 
U segaenti parole: 

CALABRESI 

Il aentimento della fratellanza ci ha guidato nelle Cala^ 
brie. Un eco potentissimo ci rispondeva ieri sera che com- 
prendeva r Intera Cosenza, e sorgeva dai petti di questa ge- 
nerosa popolazione. 

I Siciliani non dimenticheranno giammai la sera dei 15 
giugno 9 come non dimenticheranno i vicini giorni • in cu i 
uniti al Calabresi mieteranno palme di gloria sulle rovino 
delle tkamiide. 

Cmmta i6 fiupm 4848. 



IL COMITATO 

PI SALUTB PUBntlCA PI COSBlltA 

^1 CiHaàini inuritU Mm'UwéU 



Be Ferdinando con Decreto M 2d aprile ultimo , tteB* or« 
dittare un prestfto forzoso di due milioni di daeatl , fissò 
là rata sugf jmmpobili die con posteriore MHiiMeriele Tenne 
determinata alla metà di un bimestre, e questo DlrcUgre; 
de) Dazi Diretti ebbe r Incarico della etocuzione. 

Ora al medesimo sono giunti \ certlilt^ti , che lian le w-' 
ci di avvertimenii , onde mettersi in riscossione ta soprad- 
detta rata , come pure ordini pressantissimi dal Ministero' 
medesimo per pagarsi dai proprietari tutti gli arretrati. 



sa 

n Comitato di Saloli. Pubblica » rifuggendo da ogni proT- 
i^tedimentp inleso a recar molestia ai cittadini , non chiede 
il cennato prestito forzoso; aenoncbò * essendo imperiosi al 
aommo i bisogni dei paese » esorta vivacemente i Cootriboentl 
di questa provincia a pagare senza indugio alcuno i soprad- 
detti arretrati , e pagare puntualmente il bimestre che va a 
maturare dimani , onde non vedersi a suo maf incaore ol>- 
blicato ad adottare misure di rigore per ottenere l' intento. 

Giui$fp$ ÌUceiardi « Presidente , Domenieo Mauro , Benedet^ 
tu MuwoUmù » Fnmee$€o Federici # Sumi^iao iMpikàcei , Hi»-' 
mmmieo Om^agHa^ Segretario. 



148 



PROGRAMMA 

Ad onorar la memoria dei nostri fratelli csrfntl sotto iL 
ferro del dispotismo nel giorno 15 di anggio in Napoli , 11 
Gomitato di Salate Pnbblica di questa città ha stabilito pel 
di 17 corrente mese la celebrazione di aolenni esequie , per 
In qoali ora al danno le segnenti 

DISPOSIZIONI 

I. La pompa funebre avrà luogo nella chiesa maggiore 
ove da Monsignore Arcivescovo sarà celebrata la messa di 
requie con gli altri ufllzl consueti, alle ore 15 dltalia. 

8. Tutta la milizia cittadina che in detto giorno si trove- 
rà tra noi , inehisa qu^la degl* altri paesi della provincia , 
e la Stenla , che prenderà il primo posto , eonverrà allo 
ara 14 4* Italia ionanii al palazzo del Gomitato. 

3. In qnel palazzo si riuniranno tutti gì' impiegati civin , 
e militari , dm il Comitato islesso ha nominati sinora o ri- 
conosclnll. 

4. Sfilerà quindi il corteo accompagnato dalla cittadina 
millsia , ed entralo in chiesa occuperà i segnenti posti. 

1. Il Gomitato di Salute Pubblica coi Deputati del Parla- 
mento , ed il Commisaario del Potere Esecutivo. 

5. Il Generala Comandante la milizia cittadina di Sicilia* 



%* 



24S 

td n Colonnello Comandante quella del Diftretto di Coienza. 
3. Il Sindaco e ii 2/ filetto della Città. 
4M Componenti del Giornale. 

8. Gli ufliziali del Comitato » e fV Impiegati tutti con sua 
nomina o da esso riconosciuti. 

La milizia resterà schierata sotto le armi durante la fun- 
zione , terminata la quale ricondurrà il Comitato al suo 
palazzo. 
Sarà da tutti vestito V abito bruno. 
Goanza i6 ffiugno 4848. 

n Colannello interino 
détta Guardia NazionaU del DisfrAfù. 
Carlo Campagna. 



143 

C^ienxa 46 giugno 4848. 
SnifORi 

La indiseiflina de^ Volontari Messinesi comandati dal signor 
Scotto t nonché quella de' Volontari Palermitani comandati dal 
signor Scalia » ottimo Comandante » come ancora motivi di mia 
debole salìite , che mi rende inabile a sopportare le fatiche^ 
e le cure che richiede il comando di tanta gènte , mi spin-- 
gono a caldissimamente pregarla a volermi lasciare il comafido 
delle mie squadre Trapanesi solamente » essendo lo pronto a 
correr con loro • e dividere i maggiori pericoli , e non af-- 
fronlarli con gente che non ubbidisce a* superiori , e non so 
quanto valore se ne può sperare nelle battaglie. 

La scongiura ad esaudire I miei voti , e ne vivo sicurissi' 
mo 9 essendo impossibile che io restassi con quel comando , 
che mi si è reso assolutamente insopportabile. 

A Colonnello del 9.\di Linea 

Domenico Faedella. 

M Signore 

Sig. Camand. le Armi Siciliane 

in Calabria. 

Cosenza 



246 



U4 

DIARIO 

DBLLB OPERAZIONI DBL OBNERÀLB RiBOTTI 

fSf Oiu§nù — > Partenza da Messina alle 4 a. m. Viaggio 
felice; arriTO a Milazzo alle 11 a. m. Caso di insnbordinazione 
di on dei militi sotto Pasquale Brnfto e il Comandante Cai- 
figlia* Partenza dà Milazzo del Giirlio delie Onde a ore 9 e 
•uo ritorno in Milazzo perchè il Yesnvio non scorgendosi si 
Yolle verificare quale motivo il trattenesse ancora impedito a 
salpare — Parliti indi a ore 11 p. m. di unita. 

/5 Gif$ffno — Viaggio felice a ore 6 circa a., m. A distanza 
di circa 14 miglia dalla costa di Calabria si scorge dal iato 
di mezzogiorno un Vapore che dalla rotta fa giudicalo Na- 
politano e regio; la distanza fa credala di 20 miglia quindi 
ai giodleò f;h& il noslip sbaroo^ se non nel personale, nel ma- 
teriale d* artiglieria poteva renire impedito, con perdila cer- 
tis^'ima dei due Vapori. Quindi ritorno ratto sofirz Stromboli. 
Chiamati a consiglio i capitani dei due Vapori , affacciala 
r idea di un tentativo di sbarco pel mare Ionio e risultato 
ai decise pel foM^ di Pcifeastro» GìubIi m- Stromboli 1 ve- 
loRlarl del Vesivl^ ▼oHero 11 Goaiandante Ribotti a bordo « 

Etdaaio moM, ainf I pid, MIlasMl Milazzo ! Salitosi kme 
no intendere i^ Al avesse velato andare in Milazzo lo 
avrebbe potof» ftre » giaechò imprendendosi di fare la spe- 
d«z*oiie col solo Testvto » fi Giglio delle Onde sarebbesi dl^ 
retto a quella voHa -*- L* accompagnamento del Comandattle 
Ribolli sili bel Tetvtio» I malconlenU dtminuUi in numero 
da* incili che aeeompagoav«iao i primi recatori sul Giglio 
delle Onde si ridnseni al nomerò di 15, e fra questi il Go« 
lonneìto Pasquale Brano ( talli però Palermitani ). 

Gtarnli a «re 6 lj8 p. m* Partenza di nvovo p«- Paola ^ 
Viaggio felice. 

¥4 4!imgn0 ^ Giontf in Paola alle 2 a. m. Sbarco efifót- 
tulio coanpietamenle «ile 6 a. m. 

Per mancanza di mezzi di trasporto t partenza della sola 
1.* Divisione per Fili. 

Giunti alli ... il Comandante e accompagnamento composti 
dal signor Maggiore Pisano e Segretario. 



247 

4S Giugna r^ ÌA lUvisiooe glailU alle 9 a. nu . dei 15. 
Parlema dd Comandaal9 • accompagaameiito dei legDù • • . 
per Go99oxa a ora • • • , * Partenza delia 2/ Divisioiia 
a ore 2 1j4 p. m* Arrivo alle 8 p. m. Accoglienza maravi^ 
glioia* Partenza alle 9 lj2 p. m. del Comandante accompar- 
goaio dal Colonnello Laudi t e dall' niflziaie di artiglieria di 
Spezzano Altiaae^e r onde esplorare ed esaminare le località 
che sono per Cosenza f e i ponti occupati da Bosacca e Regi 
intenditi A Sapri / ÌS Gi^kgno J Provincia di Sasiiicata. 



145 

« 

Dal Quartier generai» di FUadfif/la 16 ffiugno 4S4S. 

Mio C4BI8SIM0 COKTZ 

Dopo le tanto lettera ufiziali che tI ho scritto wllo Steno 
oggetto , vi dirìgo la pr«»seote conidenziale , e ▼! dico che 
è della più alta urgenza spedir ^iia tatti 1 Siciliani , od al- 
meno lutle le artiglierìe. Senza di queste noi non possiamo 
aggredire If mizianle. Questi intanto si rinforza ; giacché 
aspetta altre soldatesche , e questo animato , la nostra posi* 
zione divento orribile. Il tealro su cui deve decidersi la lita 
è questa provincia » e non la Calabria CItra. Le milizie no* 
sdre sono animate dal migliore spirito , ed impazienti di com* 
iMiltere ; ma senza arlìglierto il nostro assalto non che in- 
fruttuoso potrebbe essere esiziale. Noi dovremo aifrontore I 
regi in campagna rasa ; ed in un cimento di tal genere non 
basto il solo entusiasmò senza disciplina , e peggio senza 
cannoni. Aifrettoto dunque , F invio di questo artiglierie , e 
noi marceremo subito contro Nnozlanto» il quato ne rimar* 
rà schiacctotp. 

Un* altra ragione potentissima deve spingervi ad aifrettore 
con un attocco la soluzione della nostra lite con Nonzianto. 

Io ho dovuto penare , e peno assai ancora a mettere un 
eerto ordine nella ctmfutUme , e negli Bcandaii che si osser- 
vono in questo Campo, ^on posso dirvi qaal è V eifettivo 
delle nostre forze ; perchò non ho potuto ottenere ancora , 
che si faeesM una rivista generale per un ruolo generale di 
latte le milizie. Ho la più grande certezza che li denaro si 



248 

$eiu^ eon ana negHgentii terameiile rlprovevote — I Dqii* 
tani deHe rarie Compagnie xioevono gioroalmente la paga di 
una fona che redmenU nen hanno* Dae mali orribili da qne» 
sta condizione di cose : incertezza della vera forza su cai 
un Comandante debba e poma contare : spesa doppia del ve- 
ro effettivo delle milizie. Doto andremo noi se questo slato 
di cose si prolunga 7 Poi ninna amministrazione pel baoa 
governo del soldato. Il prest si paga pantnalmente , ma nina 
provvedimento per assicarare le sussistenze militari : non pa- 
ne ; non carnaggi ; non alloggi ; non mezzi di trasporto* 

Il soldato si annoia , e si disgusta ; i disagi sono grandi ; 
rentnsiasmo si raffredda; le diserzioni non tarderanno a 
ridurci ad una computa distoluzione. > 

Per carila della Patria riparate ad una crisi che io preve- 
do dolorosa , nò Ti è altro mezzo che affrettare almeno .rin- 
vio di tutte le artiglierie , giacché con esse sole noi potremo 
dar subito battaglia al nemico* Il nostro collega Deputato 
signor Sacchi viene costì anche per sollecitare le stesse cose. 
Voi secondale le comuni premure « e non mettete tempo in 
mezzo perchè noi possiamo essere in grado di decider presto 
la qnistione. Il Colonnelle Longo freme al par di me» Usate 
di queste particolarità eon riterba , e non le óomunicate che 
al solo Comitato di Cosenza. Il Colonnello Loago ha scritto 
al Generale RitMtti mostrando la necessità di tutti i Siciliani 
e di tutt0 le artiglierie. La presenza di Riboiti potrebbe lyni 
evitare ogni male. Vogliate leggere la sudetta lettera di Lour 
go a Ribotti ; e cooperate con tutta quella energia che vi ò 
propria a condurre a termine con ogni prudenza. I miei affet- 
tuosi saluti a tutti gli. onorandi nostri colleghi del Comitato. 
A voi tutto il mio cuore ; protestandovi che sonQ e sarò 
sempre con sincero animo.. 

. Il vostro amieo e s$rf>o. . 

. Bbredetto Musolino* 
Signor Conte Giuseppe fieeiardi 
Cosenza 



H9 



Hi 



atti» Magftan ikmré» ÌU Cor^o 4« $peémi«tf a* CaU' 
^9*8 «Ne /ft «k w. 

t 

« 

SiMoH GoteAHiùLirtli <i»ttiAtfc. 

• ' .# . . • • . ' , , . ' • 

Il nostro campo s* ingrossa senwfii iUfi ^ V mtmtmm^ f^- 
ìm ausse «è HnaMnso » im non .paiiaftlo n y4i(laii9 anicmure 
la tiBooa rilucila deHa caiaia Jiip^gna affrallank Alsagaa »(i 
taooar soMlo f l.naaiiiio» kUafM ki «a ffiavo saootma finoaiiN 

Psr tanta otlenora è InAtopiNisabila tcha la iioptm Artif H»^ 
via flunga al ^4 pìMto » asi t>iil i , è iadispeufaMla fihd lai 
FtaMlemto U aaknanda di Inita te fona la iaàcia aiaaviHa fm 
f aeU' tasieaia tanta iaipovlanla nalla anttìteFl opacaiipni^ 

GMna avara ranbfa 4i. scrlvarla liel min fagMo«di tari ìi% 
k non MsQgna aanrtiiajna .per nieqta le ao^fte prilM aUalii^ 
xioni ; il ponto importatUe è JMmffleaaay ava il MPiifO < i^ t l% 
Ift mano la Calabria • ova riOMa saovpfia 4a i^aÌNU par lo 
nana del Piato» 

Lo fllMtfco'dl Basaaca n Saprl con 4n^ a tira mila wmial 
nan d dave angqsUara i se maaeia par tat ta. snpia 4CpaM«a 
saia arrestato faaihnwita alltetraaen^^a Froifinaia 4a pochi, 
noninl ten diretti a pestati nalla hpllissiiaa posixiana datta 
Talte S. Martino «, né par leaeiai farmi in qaasla yonUlMa 
▼1 è biaqgno di Ariigttaria ) sa per lo 4X)atrar«ia BcMcea tor- 
na ad imbarcarsi» loochò d'altronde. nop. è ,da pansaaei,^. 
ad portani taqaaai Fida aaak yeipintai aaaasi giìi avvmme 
•dUi pr«aia m<* >»i a M » KH dm poi la a W i U pt o tpawdaa (afpa 
al Piaaa. 

Jfd danqaa aiaam asrii^rike latta UGaigp^ 4a lai aamaan 
4aia non maHerli ta^pa la amaca par fafgiaaiam i; am aA 
evitare qaalanaaa aanAreap t a wdapa amalie a^maaa 4a; 
riuscita dèi nostro piano, in questo momento parte d san in- 

WUlXv II 9WgmUw IHUIlrV , VS^Wiaiv IH TVrlBMPItiv » ^^aa* TI^WI^ 

lo daiOa qaalit* m Coaunismrip Ciaila ^mia ftroviada 4i<¥- 
labria Ultra 2*. appresso il campo qui niaaila » eA i|^ ad 

(1) Qtimto fatto non esiste, 

28 



suo 

prtMHtarl» quello nio loglio I§ farà maglio intenderà il bi- 
sogno della saa ioliecila vennlA. 

Intanto io proseguo ad agire nel modo come le Indicai 
nel mio primo rapporto dato dal qnartier generale di Curin- 
ga il 13 giugno^ Ieri seca ubMarn* rinlòccat» il posto di 
IfciilqrosBo ? oggi io etesao psiHo pev iifsesto paese aon «Uri 
400 uomini e domani* spero occupare Mongiaeat « mia volr 
ta padrone di questo impcrttmU Staòilimmlo, (1) avanzerò so- 
pra Arena e Suriano per ,c^ì strii^r^ sempre/pìì^ Nnnpan- 
te e dar la mano alle guàrdie Nazionali dei paesi clie circon- 
dano Monteleone. 
'* <Mg||io 'tìesmina nuova. ' 

MH lessi té lettre prete ni eorritre^ ▼! erano tolteméeW 
la Cilfi^tollii <iel 13 , si parlavk 'del fatto della notte 5 al* 6, 
nt$mm fnèréó iàUa p&lrt» -M fi«flNl«a, (t) « aolo' ferito; SI m««< 
naebla ' Iféssina- di no ilèro^ bomiiardafBento , e pòi hilllé e 
mille' fituperf per- noi'^e rfBgraitaknentl al Sotrano per/le 
puliicolirrl care elle l^éiidepSrtutii gnndifidui delta g«ap<< 
nlgione, a eul mabda • Sapori caricM Don pura del nocessarip 
ma anche- 'del snperftiò ì^ frutta , rósoli , spiriti j. vino gè- 
neroso^ eo. ee. ec. iii'^tutti gli offlei delle autorità siamo 

* i St^'àddeuè iMoè te' mia speiltloiie' spero 'rttoi^nare qui tra 
tre giorni ^ appunto quando fo conto che lei Uòvrà gìaoge-. 
fé. 'Ha Bcrtlto' 1^ CaCanharo ' per avere M nraU o cavalli da 
kasto per<ll>trfi!90Hb'MIe nostre munisloni edel'noatny ka-^ 
gaglii/ eoine pure* per sèi i^avalK da iMsMa per lei e I tre ufll« 
alali 'dl< Stato Ifagglore fi. e Gì Pisano e Scalia, « I due^^o*- 
IMMIH Tardella eQrammònte. leH si ebbero M,000 carluc^ 
eie; ^aette^sbaieate a Yifla S. Giovaiini H di 11 , e alti» 
3000 ctoHueiile >da GaCantaroj- ^ • 
' In vtf biillélllno orofH •flMlo da Cbsenaa» bo isapoto dio 
M}é iilM»<aétte^'}lltol annoi sbai-eul» atpaeiai4oeeftè non ml'# 
gran .fotte piaciuto. Si parla pure nel buUettino di>nfe;^m« 
ctMiinm impUH" fmrUcmfi^^t^) 'tsbe • venga u' metimil lilla le- 
ài «Ulak^nValMi» per bene Mia «oso, per >rcNMio:cbepo^* 
Irtbb» fino ;; aaffsbb» me g li e^dUre * obo lo mma mu 'U$iMU appara 

i f >' K II I "!. '' ' ♦ i ■ . 1. ll i W^ U f V ' " 1 "" '* . " ^ ," ' ' ** ! »■" " ■' ! I " • 

(^>otil!fehe '<AièiU''saAltb^Bbandoiiafi^ dll^^i^vinnarsl di soli 

(2) Nel bullettino di Messina si portano centinaia di morti dalla 
parto** oefio 'KtwriMgioBe oetta ^twanetta* 

(3) Questi sono princìpi liberali; si dica piuttosto essere tutta 
ambizione! . ; . < 



iinent$ ad un •ignito di un governo stabilito , a ciu per or- 
dioe del mio governo sodo ai campo Calabrese. 
Ho l' oQore di essere eoa Mito ii rispeUo. 

Il Capo dello Slato Maggiore 
GucOMO JLoneo GolonnéUo. 

Av à^nà^ ideili khkttì i^' ^ "^ -'^^ "•• "^/r''-'> 

éa$kdante GeneraU ù 4K49:4knwf'l \'l 
( Scigliano ó Coeen%a. ) 



i^fc»w^h»wi IMI ^i^m^mmmtÉmm^n^m \ \ iCì g ^U ' 



t • 



m 

Cornane» ' 9u fèr io f è iktt* Ètiàf-^'à Pfàztonat niobitt! ' ''^. '-* 

,,, FilaMlla ^6 giugno H^.". " 

COQ sommo piacere ho Inteso che la Guardia Nasrtonale di 
cotesto 'Comune » e degli allrf del Distretto non che di quelli 
della Provincia di Reggio , si è rifiatata somministrare 11 oon- 
tingente richiesto. ,, 

lo nel mentre me' ne dichiaro: grato rassicuro che la Na^ 
zìone non dimenticherà questo tratto di patriotismo. 

IttCinlolo partecipo f«feia*U ««Ui|.lifwtTPÌMa»4!knt|iala- 
anù^ forte 4* »*è vigliala ne» fucili • fMnomt nafll^oaiM 
éa'Siìdillanà nel nunf^m di mUle stiarsali ia .Paelir <^ motM 
fMiai di eannonl ohe«sl attfBdpno^ la q«esia paestitr^ danunlt 
•<9eÉ domani ( «.mallerà «otto U ma. gmfetM^ì^ -ìikiifbmiif» 
ileisoelaiuie.de!GiMadiQÌ| aromfa^^clie.nAn f raodwtroihi ^jnéii 
étléoden i a iii' aemtey. -. -•>'»','' t. ■. i* .*> < ; ' .-;t 
• ifilanfeo iis poMessotdsUa polvem di Nana.ianto.iSorpnMi «im 
sMuno^ ardimtf to. adi ouva » dri .nemifeo •. gManteto , da <qiÉir 
diel de' BQStii della Gempagiiia de*'MaQefal* .'\i i* 

V. Scroeeo..' « 
ÀI Sègnor 
Comem ée m lè la Guardia JKazUmal^ «• 

Éi Tr^a^i ••• f ; . ; ,. . . i,' . -• o-i 









ss* 



IM 



COlOTAtO OtetlTUZfOIfM>l^ 0feM<4 PIPVIMCU 

DI BAHUCATAi. 

V 

I 

U. CIIGOLO CD8T1T0ZIOHALI LVCASO 
con BIBBI A UBO 

Ole obbligo di ogni onesto , e libero cittadino «la gsello 
di dlfendeie 1« i^trk v^ moineiiU mpreini Ia obI più si Ira- 
ti la pericplo ; ^ -t ' 

Lette fe dcterlniiNizioni emene dal 16 corrette finora ; e 
Considerale le attoall coodlsiool del Regno » e la proba- 
bilità di una spedizione di armati , cai le felews polilicba 
tontingenae poirebbero Istantaneamente esigere 






% L 



f. KiBB>i> pntfpttameBin affidila aMa Gaai^la MMo- 
SMilB la tniélB dM* ariim pvbbHso^ e dal ragion <>islll»4. 
«tonai» 9 11 €AmoIo Lnoano Infilata tt paMollmimo di essa 
■ S n nrt H e ^ ed I aoioi Capi di praaedeve alla mobMIianlmia 
«i n» filanto mt Miro ^piadro rlsullante dalT nNlatoaimilB 
«a^gifil» al larrt iè to eam p ag n in Tameto aomposla. Ed an aal 
ripetere lo stesso appello , cbe venne già eniosiartieHBaaaia 
«saoHn ^ » telnggUto, rtodiè migliala di liberi aHtadWfa- 
MÉ.aolleoitt di aiwfnra per la Giqillale éella Provinota, mtHk* 
la i provredimeny spaetoM di ail nvà obietta Balie delifu 
Bdmnribal qol appresso. 

% Nel quarto mobile come sopra sarà* compresi tulli co- 
loro ebe pel caldo sentiero di difenderò la patria tf tMt^nm^ 
Bo Tolontarl a marciare. ▲ tal* effetto la lisln dte verrà ra- 
datta conterrà : 

1. n numero d'ordine. 

9. Il nome della Gnardia Nazionale mobile* 

%. La sua età. 



2tt3 

k. liti mùk.eaaàMooèé 

5. La Ma ^ualilè > ae eeWie » fé niirilBto ^ la aòii Agli ^: 



o 

6* La R«a soMrialoMv se sayÉà foili«rt» 

Il rìmaoente oamero ino ad arrìtare al fa^rle ouina se« 
pra 9 fi cetnforfà éf foci fieìnanl dK oon eHendo nnki a»- 
telali aÙftiaiie^ le niglievi iliipotiiioiii a servire la patria.* 
in <jig9À oDalo la catrosiofie a sarta defemnoeià 1 nomi iei 
nebiliazali y e mareiaMU 

' 3; ri qoarte da anobillizavsl osi «sedo lodkalo di sopra f 
aTiè Ufflslali » e soMa Dttiiaii eocrispoadenti per «aaiero m 
Qoaale si rielilafgeM per teleffii «Ifenti ma eoHKindo dalla 
Guardie Nazionali ; salvo al Circolo Costilnzionale di aggian* 
gercl altri giovani generosi ,. cl^ più che altri dian sicuro 
pegno di rispondere alla conlàdènza » ed alle speranze della 

patria. 

4. I quadri suddetti saran Armati in triplice spedizione , 
di cui una copia sarà inviata al Presidente del Circolo Co* 
alttaaianale , uoa seconda sarà consegnata air ilfRiiala sape- 
riore in grada che comanderà la eelonaa mobile ; ed una 
leria rimessa 9i jSegretario d^bt Gomawsione di sieureziqi 
pubblica comunale. 

f . lo seguito éfàV i^llstamento » dj cui si è parlato agli 
artlàoli pr^:edQ|ìU » la Gaardie Nazaoaali mobili si térranna 
faonta ad ogni chiamata > per recarsi ove il bisogno sari 
maggiore , snll' inyUo dell' IJIliziale Superiore di grado , cui 
il Circolo Castitiaìanale t^erà V iocarifo oaorevple ^L di- 
fendere la paAria» . 

6.. AVr kivito che» to Guardie Nazionali mobilizzate yer- 
aanio a riceverei • cp«^ . nejr articeto precedente , esse r^- 
Spooderamio » mjqovendo immanlinenli pel luogo die verrà 
loM .gMagnato » e nel mnovere parleranno seco du0 paia di 
amrpa ^ tre camice « tre pnia di oalae , ed un abito U plìli 
che sia pcsMàblle wiifprpine. |i nfiodelli bielle Guardie Nazione* 
H^ atvaffo consisleaiL almeno In calzone di cotone bigio coq 
striscia rossa , a giaooa dello slessa tessuto con oollarq rosso* 

7. M dì della parteaaa ogni Guardia Nazionale riscuote- 
va grana venti ai gponio # ed ogai Ufflziala sino a Capitano 
«rana sessanta , che saran pagati dall' Uffiziale appoderato. 



blicò inviolato, né manchi in alcun modo una forza che lo 
fuetaltea^ la Coannàmoni di sicnrazia pubblica procederan- 
no un* era dopo V arrivo, delia presente all' organizzazione di 
■na ikiardia di aaslaifti > di ^ai faran parte gU Ecclmastici ^ 



Mi.dl T«flJror9er. acccirreKe alla 4iflMft delk loto fiiiìgUe; 
dovendo sdegnar» di servlr^tcontrai flcaielU» che aamy^niono 
fer vendicare Ja fiatrla dai MprniL.de'defpDli» 

11. Sioiilmente* il Gomitato. di Gaerra Provìoaiale.ch'èijra 
I eompcpìeiti il Cireolo. Coati tusionale Lucano t - 

il# PnHT vederà xlie aian. fkltiifaU per. ora hqbmmì aM^ 
carlnooe./ uguali a 3000 nia?ai» adibendo a «io aneka le pitt 
gentili fra le nojbili donne della CapHale della Frovincia* i 

2. Inviterà Artefici ooelruUari di. cannoni di conferirai- In 
qneito ilapeliiogo per eaegniia gnnttm peiai dlicampagna, «o 
vn maggior miunero, e fornirU dicocrispondeoU.affneti* 
i 3« . Rl^lìiederà cbe.i £om|in| o^'eeifiteno i^aippane . inadatte 
perchè rotte , o altrimenti inservibili.» : cavino f inviai^ in 
Fetenza, il melÉlln^i cui sono oonpealev^e die «ava pagato» ove 
non piacela ai praprietar! di>far«e dono, alla patria comune. 

4.: Rnfniveeà Fìutìo in Polenaa.di qnei congedati cannonle-* 
ri V che per avventura ai (rovino ne^Gomiioi della Profincia^ 

S.'Unrà opera ohB Ufficiali abili vengsMo, a prendere il co*« 
mando ideile- colonne. da mc^ilizzarsl «ome^ aopra. . 

6. jàdofleià ogni altro eapedienie cbe ponui. mettere la. Pro-, 
vineia in formidabile statò di guerra , e pror vedere ai tam^ 
ed alle vicende della stessa » Cuce pei feriti» filacce» amteìK 
lanae » ec. ec 

7. Inviterà per mezae delle Commissioni di sicurezza pnlM 
Mica 9 cbe dal Fondaci di privativa non sia smossa. la qnan-i 
tìlà» benché mlnim», di polvere da aparo> e di nitro» da ora 
dealinati al bisogni delia nazione, . 

. Bw Avrà cura che fabbriche .di polroie si attivino nella 
Frovineia intéra, e 

9. Promuoverà la manifattura delF armi oe'.Comni^i ove 
esistono. 

$. ni. 

Mbzzì Finanzieri, 

12. Ba oggi In poi safà ira le enre delie guardie' Na)Ao* 
nati di dar braccio forte agli agenti delUi percezione dei pub^* 
bile! trìbnll » afilnchò riscnolano le somme dovute dal con- 
tribuenti 9 e le versino nelle easse pubMiciie atlualmeiite 
ritonosdnte. 1 eontribnefiti vorranno perciò versare fuanto 
debbonOf votentieroei « e senza p«etesU. 

13. .Pervenuti i fondi in dette casse , i Ricevitori del Di- 
stretti, e Provinciali invieranno, nel lunedi di ogni setlima-r 



ibis 

ttn^, al tcMldeftto -dér Comttàlo 41 ioMStfi f roTiMteltf . il 
qMditi itile fonme tietfoBse neMa telliinani^ icona. Inlaato 
i fondi medesimi mictaAMi Intangibili, yev naarae Jiai caif 
in col la ^latria ala In i^ioalo iiagraata^ 

Ogni invio di danaro in VtLftM è vMalo «alto la penate^ 
la reapoaiiMlllà dal RIeevItava gaiioaala dalia PMiWnoia; e del 
Rtaevllwe DisèmUóiladl LagofiagtiK Le (kiardia Nazionali «»* 
reranno la piena aseonaiané di ituaata diflpoiìsione. 

14^ A aonreggera* per om alle apaia orgenti dall'annaraen- 
to « ogni Gnmmiaitona di atonraaia pnbMIca apHrA de' fogli 
di oflMa volantaria ia eiaaeun Comune. Le aomrne che m 
ne otterranno , iaMn versala pcnMn 11 t]as«iem del Gomilato 
di Unaaaa Provinciale. 

Allo alesib Cassiere aavnn 'wrsala le mnmm slnera xiseoaie» 
sia per Imprestilo velonlarlo, sia per impreaiito faraaso z salvo 
sempre ai prestatori il dritto ad e^lenere 11 Hlolo di «radila nello 
alalo» A tal effetto il ClnBoloGosUlaflfonale prende qni l'occatìonà^ 
il patrlalUsttia ed il traon tolere del etUadioo ilraanffié^Ftltt- 
poMi di Anzi , elle im offerta due. lOO , e diohkim fihe meUi 
lerà^ a stampa oon onorevoli meiaioill I nomi di qnegli Ar* 
denti Lucani , che più si faran degni della pnMilica esttnm^ 
liane «on gran generose OCRM'Ia. 

15. I fondi che col mezzo delle offerte volontarie perfer«« 
ranno nella Gassa spedale del Gomitato di ^maie Terranno 
rimpiegale alle prime spese daM'argente armamento » ed alld 
vestiaiooe di qnelle Croardle , che non poiranno provvedersi 
degli effetti , come neir arlioplo 6 ; il lutto sopra motMraU^ 
rapporto delia Commissione di sicurezia poòbiiea oomanale, 
ed ordìnalivo del Presidente di detto Gomitato, e qoietimcarsl 
dalla fiarte prendente. 

S- IV. 

J*«4sras»on€. 

Id. AifiM «edaM aammio to viali per slriigaae ona le- 
derasione Ira la Basilicata , e la altre Pro«rtncto del ing09# 

La basi di qaasto eonfederaaicne fimmeranno oggeUi di $per 
dati articoli da 4»nveokBi d' aimrdo fra i rappresentanti i 
diversi Glrooll Nazionali. Da essi sé f«rà pnbMicaBioue offi- 
ciale per intelligenza » e norma della universa Provincia* 



stm 



il I 

Premi 9 e Pene* 

IT. Le Gnardie Nazionali , che avran rtej[M»io generosa- 
mente allo appello della patria, redaci dal campo di batta- 
glia^ prenderanao nnà doppia quota n^le Divisioni delle Terre 
Bemaniali Comanali. Ove alcuno di essi perisca OBoratamenlOf 
sol campo , i figli , o i genitori di lui prenderanno tre quote. 
Inoltre i detti di loro figli saranno adottati dalla nazione , ed 
educati come figli dello Stato. 

18. Pei Comuni ove non vi ha Demanio, il premia sud- 
€etto sarà accordato con assegno sui fondi , vendite , e spe-^ 
se comuni , e speciali provinciali. 

19. Il Circolo straordinaria da ora dichiara, che le fami- 
glie povere delle Guardie Nazionali mobili come' sopra , rit* 
ceveranno assegni sui fondi Comunali , e su quelli della be- 
nificenza legale , a proposta delle Commissioni di sicurezza 
pubblica. 

20l Coloro che chiamati a marciare si negassero di cor^ 
rere ove il dovere li appella , se IJfilziali saranno di fatta 
destituiti 9 e se Guardie semplici depennate dai quadri della 
stessa Guardia ; e tutti, dichiarati indegni dà ogni aUro im^ 
piego civile, riprovati colia pubblicazione de' loro nomi per 
mezzo della stampa » a perseguitati come nemici delhi patria. 

S. VI. 

CkMtcla finale* 

21. Ogni altra misura di sicurezza, e salvezza pubblica , 
Terrà concertata , e di^ussa con altro deliberazioni del Cir- 
colo; il quale confida nel patriotismo , e nel senso Lucano ^ 
e si augura che un dolo non sarà per mancare allo appella 
della patria rioraosceute. 



S9 



VS9 



149 



BULLBTTINO N/ IS. 

L'anno 1848 il giorno 17 Giugno in Cosencai» 

Il ComiUto di Salute Pabblica » rianito in numero legale^ 
ha deliberato quanto segue : 

1* Che il generale Ribotti» Comandante le schiere siciliane 
sia eletto a Comandante in Capo di tutto l'Esercito Calabro* 
Siculo. 

2. Che il signor D. Mariano delti Franci , antico ufiiziale 
di artiglieria sia eletto a Capo dello Stato Maggiore Generale 
col grado di Colonnello di Artiglieria. 

3. Che un'ambulanza sia stabilita sotto la direzione del si- 
gnor D. Gaetano Gallncci. 

4. Che il Deputato signor Ferdinando PetrucoeÙi e il slr- 
gnor D. Giuseppe Miranda facciano parte dello Stato Mag- 
giore col grado di Capitani. 

5. Che il signor Francesco Bartholini sia eletto ad Inge« 
gnert Topografico nella 1/ divisione. 

6. Che il Deputato signor Coslabile Carducci Colonnello 
della Guardia Nazionale della Provinola di Salerno sia messo 
a disposizione del Generale RiboUi. 

7. Che la^ truppa Calabro-Sicula acquartierata a Cosenza ^ 
quella che si aspetta da Paola parta immediatamente contro 
i Regi stanziati a Castrovillari. 

8. Che il signor Michele Rizzuti sia incaricato coi signori 
Gabriele de Rosa « e Giacinto Gaudio della Polizia di Cosenza. 

9. Che tutti i mezzi legali sieno adoperati al più presto ad 
attirare l'incasso della tassa fondiaria. 

Fatto e deliberato il giorno mese ed anno come sopra. 
. Oimeppe Ricciardi^ Presidente -r- Domenico Mauro — Bene^ 
iiUo Muiólino — Francesco Federici^ — Stanislao Lupinacei — - 
Domenico Campagna, Segretario. 



/ 



150 

Comitato di Salute Pubblica — K.'' 484. 

Cosenza ti 47 fgiugno^484S. 

Desiderando giovarci del suo zelo e della sua mililare pe- 
rizia la invitiamo ad incaricarsi della formazione in Compa- 
gnia , de* contingenti che andranno via via ad ammassarsi là 
Cosenza. 

Desideriamo poi ch'Ella disponga nna sessantina di nomini 
a completare la compagnia tomandata dal signor B, Franeeseo 
Yaientini. 

Pel Comitato 
G. Ricciardi, Presidente 
Signor D' Giuseppe Mgaria 
Cosenza 



151 

Comitato di SatuU Pubblica -^ n\ W2. 

Cosenza 47 giugno 4S48. 

Questo Comitato desideroso di giovarsi del valor militare 
e della singoiar perizia dei Generale Ribotti Comandante in 
Capo delle forze Siciliane venate in ainto delle Calabrie , 
piacesi nominarlo a Generale in Capo di tutte le forze attive 
di questa Provincia , con questo però che dipenda dagli or^* 
dini di esso Comitato. 

Il Comitato 
Giuseppe Ricciardi 
Francesco Federici 
Stanislao LupiiiAcei. 
ÀI Signor Ribotti Generale in 
Capo di tutte te forze attive di 
questa Provincia. 

Cosenza. 



CbmOoto a ScM» pMUea — N.* SSS 

1 

Catinxa 47 giufpM 4848i 

&6II0ftB 

C!oiniiiettiaiiK> al suo zelo , e sna nota perizia Pordioaro 
In Compagnie i contingenti che ardreranno via via in qoe^ 
ata Città. AI. qnale oggetto le eonferiaino il grado di Mag- 
giore. Dipenderà dagli ordini del ^^. Saverio Altimari Co- 
mandante te armi di qoeAa Provincia. 

Per a Ccmitato 
6. RiccuRM, Presidmté 
M Sig, Maggiùr9 Vito Forcaro 
CoHnxa 



ISS 
ORDINE DEL COMANDO GENERALE ^ 

DELL'ESBRCITO CALABRO-SICULO. 

II Comitato di Salote Pobblica rianito in questa città , 
avendomi conferito il comando superiore dell'Esercito Cala- 
bro-Siculo 9 cosi cxA presente ordine vengo a disporre quanto 
#egue : 

Il sig. Colonnello di Artiglieria Giacomo Longo assumerà 
11 comando della seconda Divisione. 

Il sig. Colonnello di Artiglieria Mariano dell! Frand assu- 
merà il carico di Capo dello Stato Maggiore Generale del- 
l' Esercito. 

Il sìg. Maggiore di Artiglieria Alfonso Scalia assumerà lo 
incarico di Oipo dello Stato Maggiore della prima Divisione. 

Il Capo dello Stato Maggiore della seconda Divisione sarà 
a scelta del sig. Colonnello Longo Comandante la Divisione 
stessa» 



261 

Il tiff. Ilaggiore Carlo Pisano ed 1 signori Capitini Ferdì- 
juando Petroecelli e Giovanni Pisano saranno addetti allo Stato 
Ifaggiore Generale dell'Esercito. 

Il sig. Capitano Giuseppe Miranda sarà addetto allo Stata 
Maggiore della prima Divisione. 

Il sig. Colonnello Errico Farddla comanderà la prima 
Brigata. 

Il sig. Colonnello Tommaso Land! comanderà la seconda 
Brigata. 

Il sig. Colonnello Carlo Gran Monte comanderà la terza 
Brigata. 

Il sig. Colonnello Contabile Csurdacci comanderà la quarta 
Brigata. 

L'Artiglieria sarà comandata dal sig. Maggiore Francesco 
Bnrgto deirarma stessa. 

La suddetta tmppa si terrà pronta a partire a seconda del- 
l'ordine che verrà dato dal Capo dello Ststto Maggiore Generale^ 

Son persuaso che l'amor di patria » l'ardente brama di ve- 
dere purgata questa terra dal peso che l'opprime » e lo zelo 
alla causa più santa » la redenzione deirit((lia , per la qualo 
di gran vantaggio è la campagna che va ad intraprendersi y 
faranno sì che i miei sforzi non riusciranno vani , e che i 
nomi di Calabro e Siculo formeranno una luminosa pagina 
nella storia dell'epoca presente. 
Cosenza 47 ffiìt^M 4848. 

n OeneràU Comandante^ 

iGNAZiO ElBOTTI. 



1S4 



MILITI CALABRO-SICULI 

Eccoci alla fine riuniti sotto uno stesso vessillo » noi ven- 
dicatori di tanti oltraggi si a lungo e barbaramente sotTertì, 
noi propugnatori del più sacro diritto dell'oomo, la libertà Y 

Mentre il settentrione deilllalia è tutto in armi per fugarne 
Il comune oppressore » Vemjrio che s'intitola nostro monarcaf e 
che ha educata l'anima e il cuore a tutte le nefandezze di 
che l'oligarchico Gabinetto austriaco è stato fucina » cercò e 
ancor cerca in queste parti d'Italia più meridionali , di por- 



/ 



262 

gefe alato a quella stessa causa » che » ora, sia lode all'Ha- 
lieo valore , è sai sao morice» 

Se noo che le arti infernali del Borbone superarono di gran 
lunga i dettami di quella iniqua scuola del dispotismo. A il- 
ludervi f disse di concorrere alla santa crociata in Italia , e 
porte armati con perfida oUentazione ^ ordinando ai iuoi capi 
la lentezza neUe maree , mentre nascostamente porgeva oro e 
mezzi aW Austria » e insieme coi sostenitsri della tirannide or-- 
diva a rendere Ancona un ammano di rovine. — A farvi odiare 
la Sicilia e i suoi figli » predicò che i Siciliani intendevano 
col proclamare la loro indipendenza » di dividerei da «oi , e 
Ai voler spargere lo spirito della discordia, mentre Tiateresso 
dltalia vorrebbe l'unione. 

A questa infame accasa la Sicilia non ha risposto, perchè 
non sentiva, come non ha mai sentito il bisogno di una dis«- 
colpa , allorché alia soa generosità , alla sqa gloria nota a 
tutta la terra , si cerca da un tiranno imprimere il marchio 
Tilissimo deironta. Ma se pure vi fosse cld avesse solo dubi- 
talo delle intenzioni della Sicilia , ecco la miglior prova atta 
a cancellarlo. L'Europa, il mondo tutto ci vede riuniti a etrap-- 
pare dalla mano più lorda di umano sangue uno scettro^ dalla 
fronte più carica di delitti una corona. -— Un solov effetto ci 
muove , un solo desio ci anima , un solo vessillo ci guida- 
Forti del vostro ben noto valore , o falangi Calabro-Sìculi, 
ricordate che l'unità e la disciplina soltanto ci possono ren- 
dere invincibili. Io vi sarò duce, ed insieme compagno. La mia 
voce , voi l'udrete ove più calda ferve la pugna. Mi vedrete 
insieme con voi nelle prime file ; e là dove ci spingeremo , 
sempra avremo a compagne la vittoria , e la gloria. 

Coeì^nza 47 yt*ti|jrlio 

RIBOTTI. 

i: 



va 



155 



eamiUUo di SaMe JPMNfea ^ N. . . , . — Gmrra. 

Counza f7 gfuffM 4848. 

SfGllOU 

Riceviamo i rostri offici di stamane. V è stato scritto poco 
fa per istaflètta. Or vi diciamo che qai si opera tutto quanto 
è possibile a prò della causa» U cui trionfo non può fallire! 
Questa mia vi sarà porta dal Generale Ribotti , li quale 
si reca costì col signor D. Mariano delli Franci, Capo dello 
Stato Magfgiore , a riconoscere i luoghi , e pigliare le debi- 
te risoluzioni. Ponetevi d* accordo c(» lui. 

IVI Comitato 
G. RicciABDI« Pre9U$nU 
Jd SifMH JkputaU Cofta- 
Ms Carducci , Dom$nieo Aifs 
# Muzio Pace Mi 

Spezzano Àìbanesa. 



156 

i KontOeone U 47 giugno 4848^ 
Anco Dolcissimo. 

Nel mio volontario ritiro che serbo dal 2 febbraio costan- 
temente» i fogli di Palermo mi han fatto sapere che voi era- 
vate ritornato in Catanzaro. Vi lascio considerare il mio pia- 
cimento , dopo di aver tanto sofferto per li torti che yì han 
commessi. Ma questo è il destino de' buoni ; e vi ricordo il 
bel detto di Manilio — Quia etiam infelix vt'rfuf , ex noe in- 
faix. 

Il Signore vi conceda lunga e prospera salute , ed ogni 
contento pel bene della vostra famiglia. 



' 984 

lo sono qui pronto a' irostri comandi , e pregandori della 
continnazione . della nostra amiciziat riverisco la Signora, an- 
che per conto dei miei , e mi .ripeto abbracciandovi. 

Divai^. r*. Servo ObUig''. « Amico 
Tito Capialbi. 



Signor D* Àngdo Mon 
CatanMTO. 



^tmmm^m 



157 



Coicnxa /7 giugno 4848. 



SlORORB 



Il giorno 12 del corrente secondo gli prdini ricevuti da 
codesto Ministero di Gnerra e Marina il Corpo di Spedizione 
per le Calabrie fa raccolto in Milazzo , ove ad effettuire lo 
sbarco nelle Calabrie erano stanziati ,i due Vapori di ban- 
diera nazionale il Thuvìo ^ ed il Giglio delle Onde, I volon- 
tari facilieri farono ripartiti in due divisioni , la prima 
delle quali fa affidata al signor Colonnello D. Errico Far- 
della , la 2/ divisione fa destinata sotto il comando del 
signor Colonnello Grammonte. La formazione di uno Stato 
Maggiore ebbe luogo il giorno antecedente «essendo io ancora 
in Messina » e fa composto dal signor Colonnello di Artiglie- 
ria D. Giacomo Longo » al quale ordinai che nella stessa 
sera 11 corrente si recasse a Villa S. Giovanni , e di colà 
a Catanzaro » indi porsi alla direzione delle forze di quella 
Provincia. Ad Ufflziali addetti allo Slato Maggiore dissi i 
signori Maggiore di Artiglieria D. Alfonso Scalia » Maggiore 
dell' 11.'' di Linea D. Carlo Pisano > ed il Capitano di Arti- 
glieria D. Giovanni Pisano. 

La sera de' 12 i due Vapori nazionali già precedentemen- 
te carichi del materiale di guerra furono imbarcati, le due 
divisioni d' Infanteria , e il personale di Artiglieria sul Ve- 
suvio ; gli Uffiziali addetti allo Stato Maggiore insieme con 
me sul Giglio delle Onde , comandato dal signor Capitano di 
Taseello D. Salvador^ Castiglia. La partenza già troppo oltre 



26S 

rilardafa da un'avviso TelegnifltD..ilel sigjior Commissario 
del potere esecutivo in Messina » c^ mi ordinava di atten- 
dere fino air arrivo di una 8(affelìjà( /da lui^ inviatami eon 
un $uo UfliciOf fu protratta alle 11 p. m. per caasa d'im- 
barazzi che il Vesuvio ebbe a subire nel salpare V ancora* 
, Per questi motivi nel giorno susseguente ( 13 corrente ) 
ci trovavamo a quattordici miglia circa dal punto fissato per 
lo sbarco , ad un' ora alquaalo tarda (circa le 6 1|2 a, m. ) 
allorcbò dal latp di mezzo giorno si . vide uà Vapore ^ il 
quale dal Capitano di due piroscafi fu giudicato napolitano, 
e regio sì per la rotta che faceva » . dicevano essi , per Na- 
poli ^ sì per la cognizione che aveva di stanziare nel golfo 
di S. Eufemia due Vapori di Ferdinando. Raccoltisi meco 
in consiglio in ciò che doveva operarsi in quella congiun- 
tura , si determinò di far rotta per Stromboli , ove si sa- 
rebbero prese quelle più savie misure che sarebbero <Mnedute 
necessarie. In fatti ci dirìgemmo a quella volta $ e sempre 
intenti ad esplorare i movimenti del piroscafo giudicato na- 
politano y dopo circa un" ora non lo scorgemmo più affatto* 
Cammin facendo sembrò non eattivo partito il tentare C$sn 
^auo nel golfo di Policastro , il quale coraechè ^bbasliuiza 
distante da quello di S. Eufemia sitp di ancoraggio di Vapori 
napolitani ci fanno credere esisere. 

Giunti a Stromboli una porzione di voUmtart manifestò eoa 
^ida il desiderio di ritornare a Melaxzo. Ascesi dal Giglio 
delle Onde sul Vesuvio , ove mi adoperai a for sentire il 
bisogno di esserci diretti in Stromboli , e cbe si sarebbe 
nella notte susseguente tentato nuovo sbarco » alle cui parola 
molti ^ si rassicurarono. Intanto giudicando (^portuno di va- 
lerci del solo Vesuvio per eifettuire lo sbarco , disposi- ohe 
personale , e materiale fossero pner intero raccolti nel Veis^u- 
vio ; e il Giglio delle Onde destinai per Melazzo, ove alouni 
tramavano far ritorno. Pochi , e circa 15 furono quelli» che 
dando mostra della più vergognosa viltà vollero imbarcarsi 
nel Giglio , e fra loro il loro Capo Maggiore Pasquale 
Bruno. Forse il numero ne sarebbe stato maggiore , ove ai 
primi » che dal Vesuvio si recarono nel Giglio non fusser» 
state fatte urlate di dileggio dal resto deWolontari. 

Alla sera ( ore 6 p. m. ) il Vesuvio muoveva da Strom* 
boli 9 e a mia volontà tentava di nuovo la rotta per Paola» 
li Vesuvio vi giungeva in fatti alle 2 1(2 a. m. del 14* » e 
dopo fatte le debite riconoscenze nel paese , ci accingemmo 
allo sbarco che effettuissi con mirabile celerità prima daU» 
cinque a. m. 

SO 



266 

Per difficoltà di trovare I debiti mezzi di traqiortoi ordi-- 
nai ehe a wra partirebbe alla Tolta di CkMenza , a propria- 
mente per S. Fili la 1/ Divisione. Aspettando cbe la S/ Divi- 
aloae » e Tartiglieria avesse Qttel tanto di mezzi di trasporto 
ebe si rlcbiedeva » ciò cbe credei sarebbesi fatto nel reste del 
giorno 14 ^ o nella mattina del IS sossegnentè. lutatilo alle 
6 p. m. in circa del giorno 14 partiva colla 1/ Divisione » 
e affrettatomi per 8* Fili, onde averne gli alloggi per i fdci- 
lieri i vi giiffijieva Bd ore 11 li^p. m. Là 1/ DIvisiMé ar- 
rivava tre ore dopo ( il i\^ a, m. del tìàtM Hi j 

Oionli In Paola si ebbe nolitia di tino sua A» dt l«gl in 
8apri lm)go Drel goUb di Policafttro, tìù%ìl^ MttféMilatdmi éà 
Qfflst direttimi flao a Paola dal Gomitato di Salate Pubblica^ 
e èonllrmalami a viva voce dai compoiiebtt 11 detto CMMlato» 
allòi^bè giunti in Goseiua sia reallà , àia glfióiié di fantasia 
non oonCbrtala da lotto qaeH'ordine cHb MlM attmaità si H^ 
cbiederebbe , credmi ehe i|«Élla Goloaba di règi ^ gaidatA 
dlootto da Bnsaéca , abbia fcitto mossa alla tolta de' limiti 
della Pitivinela , e già francatogli sf Irò^l in «dàlcbé paese 
della PMviÉcla Messa; motivi per cai mi ftcèvano lavilo ad 
accettare M grado di Génefale la capo della £ie#cita Calabro 
te i9rÉ0 dalla Provincia « alle quafi f edono batte èssate dl«* 
fatto assolato di persone al folto delP atte miiitàre-. 

€i6 cbe io accettai per la importattia della wsài a pttrcliò 
tecatdmi appasitamenta lii quelle vicimiaaB ^ e precisamente 
a tartla , oslervai cbe per dilètto dlMiae , a di rMsmnca 
oall'oocnparvl luoghi m^llofl, I paebt pie saitentHóiiali della 
Provincia si lasciano sorprendere dalld ipdfébto» quindi tioil 
#ana^ opporre resistenza al passaggio della t^egm trappci Pai 
bene delk comune causa tomo A ripetere per sestebére lo 4pl-* 
rito t^nUviico > cb'ò eccettaato « e Mio ba bisogno di persona 
In atti avere tinà guida militare, ho accettato l'incarica, an-** 
BAaziànéole però cbe ov* Ella giudicasse dovermi lo contéM 
ìwre diversaméoie , non saprei non obbedirla^ Frattanto per 
la Provincia di Catanzaro Ella può vivere aelfa massima si-^ 
carezza » avvegnaché da un ufficia del Golomielto Longó 
datalo da Garlnga < e del giorno 13 bo una relationé di 
fatti rassicaranti fì-a i quali quello che il Generale Ndi^ 
ziaaie mèsse dalle sue positlonl verse di noi , non appana 
vedati i nostri primi movimenti si tmròy é ài trinoerè nel 
Castello di Mbnteleoile* 

Appunto per Ui necessità di avere qaetla fòriià un uomo 
deirarte a capo , ho destinato 11 saddetto signor Longo fino 



a67 

a4 or^ eapo dello Slato Maggiore» come (>>fiHiiidaiile d; quella 
Divisione di forze Calabresi. 

fi Q^ncroìLt in (Tqpo 

lì Miniiiro detta Guerra e Marina 



fi» 



17 Giugno — La fanebre cerimonia. per i martiri del 15 
maggio , annqnziata coi programma del 16 , si è celebrata 
con la maggior possibile magnificenza. Tatte le persone con- 
nate nel programma istesso intervennero , e la nostra cbiesa 
mugiQre «ro^na PQlò Wfix^ la in^nieiiMti dwU sppttatqri — 
Si Qei?brò Ui inem 4a1 nostro ArcivesQOvo » e le movtQ^rif 
salmodia ^l w^w di welta prQh^rtra -^ W- «awrdf^ia aignor 

QI«4aPPP MicaUt prouoq^iiò elfsgiiqte p «anliwima orfiiioqe f 

Ti«poodeot« ip tattp alla aircotfan?» » cha la nitrettei^zii di 
anaitP pagtnp wm <^i permtta per pra IqpprirQ ^r^ TavniiDa^ 
t9 r awwto rito i} prpde «aneraie Riluti «oq gU altri Mf- 
fi^f li CalaimrSi^iiiU « U CQi«ìtatQ d^ Fabhiiaa Mate ed al- 
tri «Htadi^l Al p(Mrtar9no in ^ì^ Cappi^Ua (^Ir^sonti^ta ova 
milla aaadalabrl riwbiaravana m manspi<y» vaaerato rt^ oh ! 
fìntigli bandiera ! od | papiri t9tU dal 4* ^ M predaste 

esKir ili vlUml forfè cbe na ferro vaadalico apagoeiafi , a.i^ 
mò ! altre ed altre vittime aoepra eran segnata dal vostro 
carnefice » e voi dall' altezza ù^ Cieli donde ci piirate » o 
spiriti. alptU t versate pure una lagrima salle nostre sciagu- 
re. Pur verrà dì , e non è forse lontano , che il vostro san- 
gue sarà vendicato e voi esulterete o spiriti eccelsi in rimi- 
rar questa terra , da voi sì prediletta , libera forte gloriosa ! 
Non r udiste voi questo giuramento che sul vostro avello 
scoperchiato proflèrirono brandite le spade i valorosi Cala- 
brcHSiculi ? oh ! sarà certo adempiuto. 

Fu momento veramento sublime , e non tentiamo descri- 
verlo perchè qualunque parola non potrebjM mai raggiqn- 
gere il subietto. Diciam solo » che dopo quel giuramento la 
cittadina milizia ricondusse il Comitato al suo palazzo , e 
pervenuti all' atrio dello stesso , i bravi ulDziali incrociande 



268 

le spade ripeterono il giaramento di vincere o morire ^ cai 
fece eco la folla ivi accalcata. 

Taùto ce ne impone la milizia di Ferdinando che ci è così 
da presso ; ed alla quale già abbiamo spedito una elegan- 
tissima deputazione Galabro-Sicula per riceverla convenien- 
temente. 

( U Italiano delle Calabrie ) 



159 
PROCLAMA 

POPOLO DELLA CiXABBIA ULTRA S.* 

Appena f Siciliani posefo il piede nella Calabria y V am- 
plesso fraterno ^el Popolo di Cosenza fu sufficiente guider- 
done alte Ditiche ed ai rischi della loro intrapresa. Guider- 
done del pati sublime ne riceveva da Yoi , che per ripetuti 
inviti avete mostrato , e mostrate di anelare il momento di 
arerei fra Voi. — Desiderio vivissimo ne hanno pure 1 Sici- 
liani ; ma la comune eausa li forza ad un breve indugio di 
tempo , che sarà consacrato allo stermìnio di una ddle fa- 
langi del tiranno , la quale dal lato settentrionale cerca di 
penetrare in questa provincia. — Noi combatteremo e vince- 
remo ; indi accorreremo fra Voi o generosi , e compieremo 
il più sacrosanto giuramento di popoli sulle nostre armi an- 
cora fumanti di sangue de' regi. 

Cosenza 18 giugno 1848* \ 

RIBOTTI. 



269 



160 



Comitato di S<dut$ Fumica nunu S2S. 

Cosenza i8 giugno i848. 

SiGNOU 

Le do conoscènza che questo Gomitato ha già aderita alia 
ina proposta » avendo nominato D. Francesco BarthoUni a 
Ingegfnere topografico presso lo Stato Maggiore di cai ella 
è il Capo. 

Pel Corniolo 
G. RiGCUROfy Pmiisnts. 
' Al sig, CdUmnsUo Capo deUo 
Stato ^ Maggiore Generale. 
Spezzano Albanese. 



161 

Comitalo di Salute PuMica num. S97, 

Cosenza Ì8 giugno i847. 

SiGMOB GBMEBALB 

Le partecipiamo aver nominato a Maggiore il Sig. D. Ft- 
io Porcari , ed affidatogli il carico di organizzare 1 contia* 
genti clie arrivano mano mano in Cosenza. 

JR?1 Comitato 
6. RiGCiARPi, Presié/ente. 
Sig. Generale Comandante in Capo 
VEnreito Calabro-Siculo sig. Rijbotti. 

Cosenza. 



870 

162 
Comitato di Salute Pubbtiea num. SS7, 

Coienxa 18 fiugno 4848* 

SlGNOBB 

Ricevo In questo momento nna lettera del signor Domeni- 
co Mauro da Lungio t lettoni , ehe erado «liliiiimi brle 
canujieere« Attesa T argensa Im) tosto spailo «in corriere $1 
dello signor Manro eoir istroaioiiB di tener Ceraio in Lun-* 
f ro , ma di non trascurare i debiti provvedimenti » Ofjide le 
gole di Gampolenesd fossero tosto oocapate. Credo imitile il 
racQamandarle di «pediiv w oorrlere a Lungro non cosi to- 
sto sarà giunto domani col suo f nartiero Gonevato a Tarila* 

diacciale appena letta b qni acclusa HiModarmela* 

Ar U CmiMo 

G. Ricciardi, Presidente. 
P. S. Il Signor Mauro ha ordine di non indugiare a por- 
si in comunicazione eon Lei. 

Signor CineraU Ribotti Comandant» 

V Esercito Cahhro-Sicuto^ 

Cosenza 



16S 

Comitqfo M 9^^ IVWUra «im« SXf* 

CoffUK» »uiinQ ^848. 

Ricevo i suoi fogli segnati odi iHimevo Staffa* aaall 
rispondo per ordine. 
1. Non posso dare disposiiione alcuna relativamente alla 



271 

banda t componendosi essa di dilettanti » i quali si presen- 
tano gratuitamente. Potrò solò pregarne i compokienli a riu- 
nirsi oggi , onde accompagnare i nostri fratelli Siciliani fino 
alle j^rle deità Città« 

2. &e nomine fatte da questo Gomitalo , sono quasi tutte 
Tegi8tM« n«ir órdine M giolno tet Generale Ribotti , meno 
quelle delF Ingegnere topografo ^gnor Bartliolini , e dei 
signor Vito Porcari a Ha^giore ordinatole ée' Contingenti 
occorrenti in Cosenza. 

3. Troverà qui acclusa la Mmina ad aiutante di iknteriaj 
del Foriera Cario Genise* 

M Camiiato 

Cr. iUcGiàWi^ friMenu. 
M $i§. CciimmUo d$Ui Frmci 
(kfo dMo Sua» Moffiore. 

Sf$ZMitM0 /IfèflìlflS 

con pvfiiNinci ' 

f 

èsirriLittiKO SioHoa Baiohb 

La prego sul momento che ▼! giunge questa mia» mandare 
alla marina una vettura, e fare caricare tutti gii strumenti 
di architettura , non escluso lo scatolino de' compassi , tem- 
perino , la pistola : le quali cose le farete partire subito per 
Tarsia , o pure se non trova colà la truppa , le portasse in 
Spezzano Albanese , ove troverà me , e non trovandomi , le 
potrà consegnare al Maggiore D. Mariano delti Franci. 

Io sono steto nonUnato dal Gomitalo Ingegnere lopo^litfò 
nel Campo di Tarsia — Vi ossequio. 
dm^um 18 fruffie 4848. 

Fastro Afezianatissimo Amico 

PlAKCeSiàO BAttHOLINl. 



272 



165 
Comando dOa Guardia NazionaU di Cidabria Cétra. 
ToicenMmova 48 ^uqao i848 ad ore 9. 

SlGliOU 

Secondo gli ordini rieemtl {eri da cotesto Gomitafo con 
r Uffizio N.* 495 per occupare Tarsia , e Spezzano , con Io 
doe Compagnie cbe si trovavano qui chiamate, diedi a 
doe Capitani V ordine di partire : il Capitano La Costa mi 
rispose che la soa Compagnia non era disposta » giacché non 
vedea arrivare altre nostre truppe , e che qoalche porzione 
si sarebbe disertata, per cui dovette sospendere la partenza. 

Qoesla m9ttina non si ò trovata più l'intera Compagnia, e 
nemmeno i Capi della medesima. Qai non vi è altro che la 
Compagnia Morelli , e nove persone con otto capi di Rag- 
giano. Che in tutto non sono che ottanta persone. 

Queste sono pagate solo per ta giornata d'oggi, perchè non 
vi è più moneta. 

Ve lo partecipo a mio discarico. 

A Comandante 
A. Altoiiarb. 

Al Signor Cónte Ricciardi 
Presidente del Comitato di 
Cosenza 



16G 

Stato Maggiore Generai^ deU' Eurcito Calabro-Siculo — i\r/ É. 

Cosenza i8 giuqno i848. 
SiGKOR Capitano 

Trovandosi ella rivestila del grado di Aiutante Maggiore 
della Guardia Nazionale , cosi assumerà il comando di tutto 
il contingente che trovasi in questa Città , e che partir deve 
alla volta di Castrovillari. 



27S 

La sttddeUa tnippat ^à pronta a, partire, ed ella d^jtta- 
dora da questo Comando Generale. 

Il Cdlonn^h 

Capo'deUo SuOo MoQghn 

'Ù. Dblli Fbasci, 

M Signor CoijfiUmo Giumppe \ ■ ' . 
Àlf^ria Aiutante JCa^'ore diUa : ' 
Guardia NazionaU. 
Cosmza 



167 



SiGmB PmuDENTE 



La pallia In peritolo per leasgressioni del tiranno, ri- 
ckiede V nnioiie di tatil , per dimanderò la sanlisHma causa 
ddla l^rtà. , 

liontalliano e Plsticci dae paesi gittati in un angolo della 
Lneania sulla sponda del Jonio , vantando cittadini pieni di 
caldo amore patrio, neiratUtudine di benfare, mainipedit\ 
perchè ignari delle neoe^sarle notizie , mandano a bella po-^ 
ita nn Delegato X>. Carnido Ferrara, Commesso di Regia a ea- 
Tallo , per assicurare a* prodi C^labri , che noi non siamo de-« 
generi degli aviti nostri padri ; che siamo prontissimi a ri* 
spondere al gddo 4ei bravi Fratelli., ch'esporre vo^o^ 
■o i loro petti per. la sacrosanta Causa della nazione ; cba 
divider vogliamo con voi la gloria ed i perigli. Benignatovi 
quindi accettar di buon grado le nostre dimostranze per la 
difesa della patria , prevenendo , che -se qualche poco di tempo 
ci si concede , sino a che si mettano in buon piedq le fati* 
che della messe , . qui con gli altri paesi di questa comarca 
saremo al caso di mobilizzare un buon numero di scelte Guar-* 
die nazionali , e recarle con noi provviste di munizione per 
reggore agli attacchi con Fabominevole presidio regio. A tale 
uopo ci è indispensabile una viva corrispondenza p per.essera 
' a giorno degli avvenimenti di costà , onde prendere nomia 
per le nostre decisioni, dirigendo le vostre lettera con ppr^ 

SI 



rtori , die ttren te noi loMkiitti, al fui sottonotati citta - 
dinint , e furesidenti di Circoli. 
MmUdkmù 48 gtu^iiD 4848. 

ViHGBifzò DI Leo PnHdmU 
dd Circolo di MmtoUMmo 
Nicola Rogges VruidénU 
del CimUo €o$HhMm$U di KiUcei 
ÀI PreudenU del Cmnitato di 
Co§$nxa 



^^■•■■«^■■■«■Wl 



168 

m 

CRANACA CALABRA 

Cimnxa 47 giu^ 4848. 

Mentre i noetrl i^oranl ralorori , eseguendo f 11 oMkit' del 
Comitato , corrono in Tart pnntl deHa PA>vineia per op^. 
porsi alla mar€ia de* regi , crediamo ormai delitto del ixh 
ilro Giornale apendère nna parola sa i tart movimenti delle 
nostre bande » e presentare ai nostri lettori , sotto il irero 
pùnto di Tista 9 lo staio attnale delle «ose. 

Per varie notiate ricevute sappiamo ebe 11 g tomo t S gflit* 
gno nna colonna di regi era accampata a Rotonda. Il iM^tvo 
Comitato ordinò snbito cbe il battaglione di CastrovIUari » 
aflèrcato dalla compagnia di De Simone e dalle bande >dl 
Rossano e Gorigllano » occnpasse Speziano Aibaneaa , o spin^ 
gssse i sooi avamposti fino alla vaile di San Martino , cbe 
ti evedeva non ancora occnpata da* regi. Fndato a Dome^ 
nico Manro il sapremo comando di qnesle §ont rinnite « 
ed il giomo 15 mille nomini e più occnpavano le alture di 
Spettano* 

ISInnse allora la nnova cbe I regt avean già passato le 
altnre di Campotanese ed incedevano verso Càstrovillarl ; 
nnova non ben fondata * ma cbe intanto è corsa rapida e 
evednta. Domenico Mauro cbiamò f capi delle bande a con- 
sigilo , e intese il parere di ciascuno. Due erano le decislo- 
fli da prendersi. O aspettare i regi a Spexzano » occupare 
le dtnre di Tarsia , e batterli in questa posizione ; o gii-- 



tarsi sa i monti dell' Appennino , nscilre alle spalle del ne- 
mico y oocapando le altare di Gampotaoese. Fu adottato a 
maggioranza di voti il secondo partito» e noi crediamo mol- 
to saviamente. Delle doe ana. O i regt vedendo le nostre 
mosse si arresteranno oltre i confini della Provincia , e al- 
lora VL «Mftro soepo è raggianlo ^ o si. spingeranno sopra Co- 
senza p e allora ogni loro ritirata d preclusa , avranno a 
fronte 800 Siciliani , oltre le nostre colonne ^ ed an nemico 
che ino cenUvii^rsi ad ogni passo ai fianchi. In qnest' ul- 
timo caso il nemico sarà chioso in an cerchio di ferro , e 
immancahilmenta diatratto. 

48 ffiu^no. — Qael che noi prevedemmo è avvenuto. I regi 
trovando sguarnite le altare di Campoteoese han pensalo 
scioccamente di spingersi Hmanai « e oasi han ^eililaln essi 
medesimi V esecuzione del nostro piano. I règi sono a Ca- 
strovillari , e son chiosi , come dicemmo , in un cerchio di 
Aro. QU avao^osti di Domenico Ifaaro girano alle spalle 
del nemioo ^ ad oecaperanno €ampoianese : U grosso delle 
bande Albanesi si distende sa le colline che dominano Ca-r 
alffoVlUari dalla parie diXaogro;e in Itasdnelo^ dalia par- 
ìe onosta , son già nanati altri prodi » «he al primo «se- 
goale piemheranno <sm1 nemico, intanto Miieii -coila sua han-^ 
da ha igftà •ooopale Slpeszanq Albanese,» ov^ h^ l' ordine di 
n ttoa de r e i iSicHiani e le -eompagnie di Valentini , rdi Movel-* 
M 9 '6 di Lepiane. U sig. MoràUi .» c)ie .pel santa amor delibi 
patria ai è tolto , faasi foggendo.» ai ficchi osi itella «u« 
iimifiia, ed affreota coraggioso lialti i penicoli. dei. soldato.» 
è gMi peata da ieamaiino « « i benemeri^ JLopiane e Yaten-* 
Uni pavliramio poesia sera insieme al SiciUaiù -^ Andate o; 
genetosl 4ìfensoii della patria nostra , Siculi « X^alabresi , 
andata a sperdere oneste onde di vili Croati ^ ehe hanno 
avuto (f a^dimeato di penetrare entro 41 oerchio delle iMìsIre. 
sacre montagne , reggia inaccemibiln della bragia libertà. 
Rompete » fulminate codesle abborrite falangi » che aii'a^et- 
to tremendo de' nostri montanari , .già son vinte dalla pau- 
ra « miad idtro non anelano che ad una fuga ignominiosa; 
Andate , vincete » tornate : tioi già prepariamo gli allori dei 
«fftonfiit 

. ( L' Udiat^Q Ml4 Calabh0. ) 



snv 



169 



Jttafo Ka§gior9 Gnméà ditto JHvititìm itOa SpUMim in 
Cakèriù -^ n\ 7» 

ToOébmga 49giugno 1848. 
oM» 9. a. nu 

ilfillOa GOHAHBAIITB GEHUàJLE» 



Ieri veno le 23 giungeninio io ^ueito iiaewlfo, ove pre»* 
demino rMasro per ftr riposare li notlra genie soverelil»» 
meote stanca. 

Come le seriali col mio foglio n^ ^ il di 16 con 400 no^ 
mini agli ordini del signor De Riso partimmo dal Qnarlier 
Generale di Filadelfia dirigendoci a Monterosso * ove giunti 
la sera lasciammo la Ck>lonna , prendemmo con noi 1 406 
nomini » cbe da dne giorni riposavano , e continuammo la 
marcia verso Mongiana. Giunti il dì seguente verso mesa» 
giorno In Serra venne a noi una Deputazione di nfflziali éi 
Artiglieria , die il Comandante di Mongiaia spediva onde si 
fosse trattato un accordo. Si proponeva , prima » restare lo 
Stabilimento neutrale » conservando la truppa le armi , e se 
non era possibile ottenere la prima proposizione, proponeva- 
no la seconda » cbe la truppa potesse colle armi passare in 
Montdeone. Noi non accettammo , e daramo la risposta. 

l^ Si consegnasse lo Stabilimento. 

2*. La truppa deponesse le armi. 

3*. Conservassero la spada i soli uffiziali. 

4^ Tutti gP impieg^U civili , e militori dello StabUimea* 
lo con i soldati fossero prigionieri di guerra. 

La Commissione ritornò in Mongiana per riferirne al Co* 
mandante» e noi avanzammo. Dopo due ore a vista di Mon- 
giana ritornò un uifiziale » e disse si accettavano le nostra 
condizioni ; ma cbe i sotto ufllziali » e soldati non volevano 
cedere le armi» non volevano ubbidire ai Capi» volevano bat- 
tersi. Allora io feci avvanzare la mia gente» ma inutilmen- 
te » mentre i soldati fuggivano in direzione, opposta lasciao- 



277 

do libero il paese. Intanto una colonna de! nostri vi enlnnra 
con De Riso» ed io cercava inseguire i fqggiaschj. Gamminanir» 
nio più ore> ma .inuUlmente» salle coste del barrone» scam- 
biammo nn cento fucilate senz'alcun frutto: in fine si dovet- 
te abbandonare ogni pensiero di catturare questa stranissima 
truppa , che s' internò nei Wcbi » ove la sera ne caddero 
molti tra i nòstri ivi appostati. 

In MoAgiana fummo bene accòlti; prèndemmo due canno- 
ni da 6 in ferro assai pesanti , ma senza affusti , e senza 
palle » non danaro , non polvere ; e tutto il nostro profitti^ 
si riduce a due cannoni , un Tenente CiOlonoello , due Capi- 
tani y un Tenente , alcuni impiegati civili fatti prigionieri , 
e Tequipaggio trovato nella Caserma della truppa. Restare in 
Ifoogiana non era possibile, quando i nostri non agivano coq 
vigore contro Nunziante, e cercavano di tagliare verso Are- 
na, e Suriano la colonna che necessariamente sarebbe partita 
da Monteleone per soccorrere Mongiana , io stimai opportuno 
ritirarmi; e di fatti il giorno seguente ci mettemmo in mar* 
eia verso il Quartier Generale. 

Intanto debbo dirle che nelle lunghe marce la truppa non 
si è mostrata tanta ordinata per quato in sulle prime avrei 
potuto sperare, e il difetto viene principalmente dai Capita^ 
ni delle compagnie. Tentare colpi di mano, concertare mar- 
ce di più colonne, è quasi impossibile. £ più che necessario, 
riunirci tutti di nuovo nell'AngHola, ed attendere per attac- 
care , riunito ai nostri e sostenuti dall'artiglieria, il nemico 
in Monteleone. 

Io ho acquistato un poco d'influenza con la truppa, segna- 
tamente che in questi giorni è rimasta con me; ma non per- 
tanto senza i nostri, senza Fartiglieria è impossibile fare aU 
euna cosa; opperò che io la pregò a sollecitare la sua mar- 
eia , e spedirmi innanzi uno , o due de' nostri ufliziali di 
Stato Maggiore per informarmi meglio dello stato delle co- 
se nella provincia di Calabria Citra. Qui ò corsa la voce che 
lei con la sua gente ò andata a Campotanese: io non lo cre- 
do; ma ove fosse ciò avvenuto sarebbe stato una grave sven- 
tura. Le ripeto prima di tutto bisogna cacciare da Monteleo- 
ne il nemico , il quale ieri ricevette un rinforzo di aliti 
4 a 500 uomini. 

In ogni modo spero npn sarò lasciato più lungo tempo 
lontano da lei , anzi io credo indispensabile la mia presen- 
za nel nostro campo , e sé più si tarda» Caccia di subito per 
richiamarmi. 

Quasi' oggi partirò per Filadelfia. 



2178 

1f(Ni ni lafld leota me miOf»> «tfcndo la tedia dirmi \ 
rtefcMe gli altri «dM ira|yporti. 
fio l'oiiore di cnera ikm lutto 11 rtspello. 

A C<ipo Mio Atala Ifi^ari 
<iiA€atto liOMO Momiiilaà 

it 5ljfiiol^' liffMttiù ItotolM Co- 
nioiuiafite fifiMrab la 4$Ua di^ 

Saverio . a firMa 



Comifolo di PàèVUea SduXe num. OSO ^ ttuerra. 

Cotmxà f9 gii»sn9 4848. 
Sieaom GoiiOiittLi.0 . 

UloeTo ID |»mto la pregMÉ sua 41 ttaam» « «dia quale 
ni affretto Tlq;HHidete. 

Approrlaiiie ipleMitente ia diipeabloot del Cenerale. 

II Signor Bartholkii eanado parlilo di qna da hq peno 
non mi d dato soddisfare al di Lei desideiio. Bomani Ciro 
partire in Terso osali toee pani. Ho mandalo T3 Cormette 
di formaggio air Indlpiaao del Signor Vinoomo Serpa y e va- 
ri oggetti attinenti nU' ambnlanza. 

Ifando «abito due Gnatdie foreatall a eavaHo , di cai vna 
itaiarrà a Ditsmanafa , e V altra a Tarsia ; per modo che 
le mia Ihcile taaMarci ilafiètte dna volte al giorno. 

Domani dem Arò paMira 4a qni tOO nomini. 

6. HiQciAini» PruiémU. 
Mig. CUoMello Capo éMo Suao 
UagfMo Mbtkmo óM VroMeU. 
raMfUonoaa* 



27d 



ITI 



CùmiMo a SiM$ AiUUmi «• ». S37. 

CoBmxa i9 g^igM 1848. 

Tatto la Aatorlli aella Provisela di Calabria Citra, si ci- 
Tili che miUlari ^ rUneMeraono , e faranno rispettare il sig. 
D. Glò: Batta: Paloiàei del fa Bernardo 4( Scalea > Distretto 
41 Paola • Il quale dovri qai coqdac^l nello 4l»axio di sei 
giorni per la difesa della patria # e de' 9aoi servigi se ne 
ferri eonlo per qnanto aaift di ragiona , ed a sqo tempo. 

fM ComiMo 



^iVWV*^P«W^Pi«V^**^lf^ 



171 



Comiuao ài ScimtB FMUea — telane Mlf Knaa^ -f- 
II/ ùffé. 

€c9mm 4SI lAvao 4948. 
ftimoiB 

n Comitato di Salute Pabbllca ordina al Cassiere Coma- 
■ale di Harano Marchesato , di consegnare al aig. D. Gin- 
teppe Stinca la somma che trovasi in cotesta cassa addetta 
per la astrazione del Camposanto t ritenendo la presenta 
come valorct 



La aalatiamo di oaora 



Il CmiuUQ 

G. Ricciardi, Presidente 
Staviblao Lupinacci 

FSiAlfCKSCO FSDBRICI 



il Sig. Ca$$iére Comunale 
a Jfarono Marchesato. 



980 



«73 



IfiD Eoftiato Siosros GiumLAW 



Noli ^os&o esprimervi colla penna V ansia crudele in etti 
lìoi stiamo per avere vostre nuove. Fin da venerdì scorso 
non glonge la posta delle Calabrie, e ci angariamo ch(^ a qae- 
fit' ora avrete fatto gustare ai sgherri di Nunziante il sapore 
delle palle siciliane , maritate con quelle calabresi — Nod 
bavyi anima che non &ccia voti per tntt' i nostri fratelli » 
per voi in ispeeie » che sedete in cima dei nostri pensieri. 
Stamane abbiamo avuto nuove del nostro egregio Longo » il 
quale si è impadronito della fabbrica della Mongiana, e della 
marcia pel piano della Corona delle Squadre AMa bassa Ca« 
labrìa. È giunto un Vascello francese con istruzione d' im- 
pedire il bomliardamento della <^Utà, In caso si attaccherà il 
fuoco /ed il Generale tirerà nelle case ; e di rimaner neu- 
trale, se il fnoco sarà sopra le Viterie. Si dice che S. Btar- 
Uno sii^ statò messo giù dalla Guardia nazionale, porche fie- 
cea proposizioni di pace coli' Austria; attendiamo altri gior- 
Ali per vederla conflrmata. La Francia ha regalato al Va- 
pore PaUrmo due cannoni da 80 , e quattro piccoli can- 
noni di rame. 9ono giunti in Palermo 5400 fucili da Malta. 

Qui tutto procede collo stesso ordine , e tranqiiillità* La 
Cittadella tenta distruggere il Forte di mare grosso ; dopo 
una giornata di fuoco ne lasciò il pensiero. I nostri rispo- 
sero con freddezza » e con maestria, e smontarono due volte 
I cannoni di D. Blasco -— Abbiamo perduto un Artigliere, e 
due feriti — I regi 3 morti , e 6 feriti , secondo le nuove 
recateci da Reggio da* notstri amici. Ogni notte il Forte del 
Faro b. fuoco contro i Vapori regi , i quali rispondono al 
solito, tirando da mille miglia distanti. £ stato danneggiato 
un Vapore , ed ha avuto tre marinari feriti. Vi è stato unr 
allarme al bel chiaro di luna a' nostri avamposti con quelli 
di Terranova , poiché 1 nostri ebbero il coraggio di uscire 
dall' Arsenale due pezzi di cannoni da 36 a suon di banda ; 
ora sono situati al Fortino della Grotta — Niun danno da 
parte de' nostri. In Italia prosieguono le cose di guerra al 
solito — Abbiamo avuto il trattato della resa di Peschiera. 
Tutte le munizioni rimasero in potere degP Italiani. £ arri- 
vata in Palermo altra polveoe , ma non ne conosca la qùan- 



281 

ttfè. Miloro ha fuso le prime palle di 36 , é sono magnifi- 
che , ed escono , come se fossero di cera » senza bi^no 
di lima. 

La nostra Segreteria va bene , ma con vn poco di confa- 
fiione per tanta gente che viene a romper la testa al nostro 
bravo draconico — Stasera giungono le sqnadre da Catania , 
si diee 500 armati. Che dice D. Tommaso ? abbracciatelo per 
me di caore. Dateci presto nuove, che sarà quello un giorno 
di festa per noi — Ricevete mille saluti da tutti gli amici » 
ed un addio dalla mia cara metà. Il sig.Poulet , e La Rosa 
vi 'Salutano. Ricevete i miei omaggi , e mille miei auguri » 
e quei trionfi che I-anima vostra italianissìma , ed il vostro 
coraggio possano meritare* Perdonale lai fretta , e di cuore 
credetemi. 

M$s9ina i9 giugno i848. 

Vostro affezionatiis, Serw^ ed Amico 
M. Casmelo Allegro. 
Un vero affetlnosissimo saluto del 

Suo affezionati^. Servo ed Amico 
Liborio SA«ATnii. 
M Sig. Generale Ribatti 
Coeenza. 



174 



Coiiumdo (ielle Guardie nazionali mobilizzate 

■ 

& Caterina i9 giugno i848. * 
Signor Presidente 

Riunita novella Compagnia ieri stesso in Malvilo , si mo&- 
se nella notte alla volta di Frassla attendendo li Siciliani. 
Alla testa sono due miei fratelli , Raffaele e^ Michele; ed io 
mi sono portato 1i\ S. Caterina da questo Comandante per 
riunire le Guardie , e ricondurle meco; Alcuni dei disertori 
eransi ritirati » altri do ; per cai si rispose negativaraeuta 
alia partenca. 

32 

9 



282 

1^ mille voci , proclami , e lettere pailicalaTì mSdte da 
Castroriilari , portavano la diffidenza e la ▼iliorìa. Final-» 
mente « è riascilo a radunare molle Guardie disciolle, cte 
dissero partir solo per prasenlarsi a Lei ed nnirsì a Milcti ; 
!• riferire , e diseolpacsi , e dare ad allri ed a noi il carico 
che ioro gravita. Ed è qaindi cbe all' altoale mio rapporlo 
debbo aggiongere qoanlo altro siegne , indicando i motiTl 
deir allarme e diserzione. 

La Compaftnia era composta di IfailTllani , ddle Gvardio 
di S. Caterina e loggi spediti da qoesto Comandante sotto la 
nostra direzione e d* uno da S. Sosti » chiamato D. Gaetano 
Joselliy in camino del figlio domicilialo in Malrito. 

I primi a dare V esempio della diserzioBe nella sera del 1^ 
che si ebbe Tordine di marciare da Cosenza sopra Tavemanova 
furono molte Cnardie di foggi col loro caporale Raffiaiele Ame- 
riso •— D. Gaetano Joselli si rese oratore della diserzione 
con voci allarmanti , che fece inquietarmi positiTatnente , 
rimproverandolo pubblicamente nel campo di Tavemaliova. 
D. Francesco Casella caporale della Guardia di Malvito spie- 
gava i medesimi sensi ; D. Luigi Coppola antico sotto-Capo 
Urbano , ora mutato in Guardia nazionale che ai t)ffri Yolon- 
tariamente di unirsi a noi , seminava il malcontento. I ca- 
porali Manuele Antello di costui fratello , Luigi Bisignano , 
ed altri secondavano per restituirsi al loro domicilio. Ognu- 
no era divenuto un gazzettiere , e le parole non avevano pia 
il loro proprio senso« 

Altre Guardie di S.Caterina si videro mancare. Il Guardia 
signor Cappellano, si fé* coraggio , e voleva tirare delle fuci- 
late verso coloro che si allontanavano per disertare ; ma Giu- 
seppe Capperelli Lelio , altro sotto-Capo della Guardia di S. 
Caterina di nuovo inquietudini , dicendo : eeca le truppe re-- 
gie che ci circondano , ed indicava le colline di Lattaraco. 
Joselli non volle altro per compiere lo spavento, ed io ed i 
miei fratelli eravamo stanchi a sedarne r inquietudine. 
D. Francesco lombardi che si univa alla Compagnia reduce 
da costà rinfacciò al suo paesano Capperelli la sua stranez- 
za. In seguito quattro Guardie di Malvito , di cognome Ve- 
tere disertarono ; qui dicesi ad inrìaoaziooe di D. France- 
sco Casella t che disse : partite che vi seguiremo , e furono di 
parola. ' 

II signor C(H>pola finalmente si pronunziò che doveansi ri- 
tirare 9 ed egli non era nello stato di rifugiarsi in SijCilia » 
neir evento contrario cbe vedeva come effettuito. 

Altri dicevano sentire i colpi di fucile; come se i regi da 



283 

GastroviUari avessero aitaccato Tavernanova. Si era veramen- 
te nella stanchezza a contenere le Guardie. Si diceva da me: 
che Napoleone aveva perduto la battaglia di Russia , perchè i 
Generali si ricusarono di eseguire i piani dello attacco di Pie^ 
iroburgo , e preferirono ritornare in Parigi. Perde quella di 
Waterloo per un falso aUarme , che non potè contenere . benché 
il nemico era infoiti oMe prese; ma noi che V abbionto a^ Castro-* 
9iUari come possiamo tenute in Tttvemanouat Volete ritirarci?,, 
resterò solo con i miei frateUi^ Ed avete coraggio di 0660^^ 
marci? L'allarme qoielò (1). 

Ricevuto r ordine di marciare sopr^ Spezzano , e* incanir 
miniamo ; ma giunti nel . territorio di Tonano , D. GaeUoo, 
loselii 9 noo so se ad arte , o per concerto , si prese a fitg- 
gireu Giuseppe Pasquale lo inseguiva col fine di disarmarlo. 
na io aa momento si disse : agguati di truppe f e si fi|ggi- 
va. Cercavamo di riassicurarli » e ricondurli vicino a Fras- 
aia, nelle eosl dette Pagaie , e colà riposarci ed «^Iteadere ie 
altre Compagnie. 

Si diceva che i signari fratelli La Costa volevaqo condurre 
le Gvardie ad una morte certa ; fu inutilie ogni persuasiva 
par Tol^hffobrio, per l'infamia ili cai ci covrivasQ* p. Lui- 
gi Coppola diceva : noi ci ritiriamo » ed afferrava le rediui 
del «avallo di mio fratello Raffaela. Io diceva n^ avressimo 
fatto rapporta f e si replicava : fatelo. 

Fa allora che invocato da Dio un fulmine per incenerirmi 
col fratelli , onde non sopravvivere al rossore , ci sentim- 
mo peli' obbligo di radunarne altri patrioti , e partire per 
Frassia 9 come le anntmziai. 

Io cercherò avere altre genti e spero raggiungere i miei 
fratelli » o spedirle agli stessi. 

Giuseppe La Costa. 

ili Signor Conte !>• Giuseppe 
Ricciardi Presidente del Comitato 
di Sahsle Pubblica. 

Cosenza 



(f ) Prodigiosi effetti dell* eloquenza ! 1 L, . . 



28i 



BULLETTIIIO N.* 17, 

L'hanno f84S il giorno 20 gfagoo in GoaeDza* 

11 Comilato di Salale Pabblica , riaoito nel namero kgalv 
la emesso le segaeoti deliberazioni : 

1/ Cbe saranno dicbiarali dimissionari tatti gì* impiegati 
di qnalanqne ramo , i quali per vani Umori , e per iSlrl 
notivi abbandonassero I loro posti. 

2/ Cbe ogni cittadino incardinato alla Gnaidia nazionale 
non possa allontanarsi senza regc^re permesso del Gonian«* 
dante superiore ; ed ove vi contravvenga sia cassaio dal 
molo. 

3/ Gbe a fiir cessare i reclami del delenoti na stretta 
vigilanza sia portata solla qualità del cibo cbe ad essi si 
somministra , e salia polizia Interna delle prigioni* 

4/ Cbe il signor Gaetano Rimola sia nominato farmaclstar 
in capo del corpo d^ ambulanza ; Il quale dando praova dei 
suo patriotismo adempirà gratoitamente l' incarico* 

Fatte e deliberato H giorno mese ed anno corno sopra. 

Giuuppe Ricciardi , Presidente -— Domenico Mauro — Bène^ 
ietto MuMoUno -* Francesco Federici — Stanidao Lupinacci — 
Domenico Campagna p Segretario* 



176 

Cosenza SO giugno ^849. 



Sic 5011 



la nome éel presidente del Gomitato di Cosenza al qnal» 
elleno si sono dirette con loro foglio del 18 giugno 1848 da 
Uontalbano, nella mia qualità di Generale in Capo della for- 
za Calabro-Sicula me le rivolgo col presente per congratu-- 
larmi prima di tolto dei patriotici sentimenti cbe nutrano 
Montalbano e Pisticci « da loro degnamente rappresentali. 

Servendomi poi dello stesso sentimento nel suliodato lor 



, ' usa 

foglio posto in capo , tale a dire f che fa d' uopo sacrifica- 
re tutto pel bene della patria f non posso non accettare le 
dlmostranze e le offerte generose che elleno mi fanno. 

Qaindi sarà loro cara il raccogliere 4&anta ^nte potran- 
no , e inviarla sabitantente a questa voUa, ove già sta pre-» 
parata una prima vittoria che noi desideriamo dividere- con 
cotesto popolo. 

Trattando a rendere consapevoli i valorosi Lucani del no- 
stro aggradimento ai desideri manifestatici, le accladiamo un 
proclanaa, del quale saran compiacenti curari costi la stam** 
pa giacché qui non v' ha mezzo a poterlo fare. 

Sono colla più alta stima. 

Umilissimo serto 

U Osneràle in Capo Bell'Esercito 

Calabro-Sicnlo. 

I. RlBOTTI. 

Ài Signori Vincenzo di LeOy 
e Nicola Rogges Presidenti dei 
Circoli di 

MontàUMno è Pistieci. 



17T 



COmHISSÀRIATO DEL POTERE ESECCTITO 



IfXL TALLO JU MESSINA 



Dal Ministro della Guerra e Marina in data del 17 cor- 
rente nun».* 5116 mi viene comunicata la seguente Mini- 
steriale. 

Siguoib 

La diserzione nella truppa è il danno più grave che pos^ 
vedersi ; desso mentre addimostra il poco coraggio dei diser- 
tori y è una istigazione e un contagio per gli altri. A ripa- 
rare ult^ori inconvenienti , e mostrare che la Sicilia vuole 
Ulfiziall di coraggio , questo oggi stesso sul mio rapporto 
S. £• il Presidente del Governo del Regno di Sicilia "ha di- 



/ 



cblarato la dimissioDe di tulli quegli. Ufficiali compreso Bru- 
tta e Leone j ^h/^ vìlagMeote irìbraaroao dalla s^ftediziODe di Ca- 
labria. 

Serva ci6 di esampio a qualclie UiBziale che potrebbe in 
dmil moda pensare » ^ di compiaceoza ai booai e corag- 

vosi* 

Il MiniSiro firmato — Pàteehò. 
JU Comnimario M ]M^$ 
SMcutiìifi di Messina* 

MI affìretlo a portar tale éisposIzioDe a conoscenza del 
Pubblico. 

Ueuina li SO giugno Ì84S, 

U Commissario del Potere Esecutivo 

D« PilAJMO 



178 
Spezzano 80 giugino alle 4 del tnattino. 

SioifonE 

Credo opportuno inviarle questa staffetta. L*nonio che ab- 
biamo incontrato per via con novelle allarmanti del prossi- 
mo» anzi imminente arrivo della Truppa, menliva. Qui tutto 
è in compiala icaiiqiilUUà« Si aono prese le dovute precau- 
zioni. Mileto ancora non è giunto. Elia non muli perciò dal 
suo piano per cagioni non esislenli. 

Il Capitano 

F. P£TRf7CGELLI. 

M signore Oenerate Ribotti. 



287 



179 

Comitato di Sdute PuòMea -^ N."" . . . 

Campotenete SO diugno Ì84A 
Signore 

Il porgitore è un gio¥iiie caldidAmo della nostra causa » 
ed io invfaiMiolo a lei bo desiderio 41 mettere la €i)rrfspon«' 
denza questo Campo col suo. Le ho inviato vm ìnio foglio 
eòli corriere apposta , avvisandola déHe Mosse clie avremtno 
falle» e delle ragioni die oi«pingevaiio ji farle} ma hob aveMo 
avuto nesavn riscontro non so se vi sia glatito. fi foglio aveva 
la data del 17 -^ li nostro Campo è forte di circa 1000 in^ 
dividili, nondimeno io desidero cheqoesta gente non si m^ova 
dalla posizione cfeie ora oocnpa, perotiè è impo^taùtissrma per 
tenere in soggezione le frappe regie , come ancora per in- 
finire fàvòrevoimenla mila BtuiHeùia^ e «opra una parte ilellit 
inoatra Provincia. In ialti sinora se ne sono vedati i grandi 
effiBlti , petohè alla giornata ci si promettano nnovi contin- 
genti , e ritornano a noi quei paesi clie hanno lasciati pas- 
sare liberameiilte la Tran». Io «pero che la di lei Troppa 
vada anche ingrossandosi ogni giorno più , e che a capo di 
altro poco tempo saremo tutti, s) forti» da|K>ler dare una hat7 
taglia decisiva » se pure il neo(iico non cederà senza colpo . 
tirare ; e per questo » io desidererei che si prendesse ancora 
qualche ghimo pria di venire aite mani; tini sarebbe biso<- 
gnevoie solo denaro » e munizione ; V ho chiesto con insi- 
stenza al Comitato » ma non ricevo risposta ; e però prego 
lei a scrivergli , perchè fon^ a lei riesce più facile la co- 
municazione. Pregandola di riscontro la saluto distintamente. 

il CmnmBBMrio CMU 
Dr Mauro. 
M Signor Generaie RibatH 

Comandante in Capo deWÀrmaia 

Caiabro^SicHla 

Spe%iano 



288 



180 
AI HONTELEONESI 

t 

CiTTABiKi E Fratelli 

Voi primi a seatirB frai calabresi la soma dei mali , che 
tina knano di ferro vorreblie. far gravitare sulla infielice to- 
stra iiatria ; voi , ai quali toccò la darà sorte di dover pre-r 
stare ospite tetto a fratricidi soldati» voi abbiatevi i voti be-» 
nevoti , e le simpatie di tatti i calabri vostri fratelli. Se una 
forza superiore , idla quale non era certamente ia voi il po-t 
tere di opporvi , ha occupalo le vostre mura» siate certi che 
Ofpiono ha reso e rende giustizia ai vostri onorati e patri sen-* 
timenti. Tutti i buoni calabresi deplorano nel fondo del cuore 
la dolorosa non meritata vostra posizione : tatti anelano il mo*- 
mento di potervene rilevare. Monteleooesi , costanti durate 9 
da generosi agite » da virtuosi sperate. L'occhio aifettuoso dei 
vostri fratelli non sa dipartirsi da voi ; forse non è lontano 
Torà felice e. desiata cotanto di poterci riabbracciare fortunali 
all'ombra delle costituzionali libertà. 

Ifonteleonesi, riscuotetevi e siate pronti ; il braccio dei vo- 
stri franti è per vai. 



*9W 



181 

• - * 

Comitato di Salute Pubblica di Calabbia Ultra 2/ 

Catanzaro SO giugno 4848. 

Il €k>mitato di Salute pubblica della 2.^ Calabria Ulteriore 
invita i due suoi componenti P. Rocco Susanna, e P. Angelo 
Moretti recarsi immanlinenti al Campo pe' disimpegni che 
seguono. 

1.^ D*ispezionare tutte le Guardie nazionali presenti al Cam- 



39» 

pò 9 e di qualsivoglia comune sieno , ed organixzare la oou- 
tabilità del Commessari^to di Guerra. 

2.^ D'investigare riservatamente salla condotta di ogni In* 
dividno qualunque ne sia il grado » non esclusi I Comandanti 
Smìeriori del Campo medesimo. 

3.^ Riorganizzare un Consiglio di Guerra » prescegliendo 
tra* Comandanti i più idonei. Prendere inoltre conoscenza delle 
operazioni miiitari finora eseguite , e su* progetti ulteriori » 
salve sempre le modifiche dettate dalle imprevedute circo- 
stanze. 

4. Stabilire una giornaliera corrispondenza tra il Campo » 
e il Comitato in Catanzaro; interessare il signor Stocco* ad 
assumere il comando in Capo » sq .tanto credesi da! due dele- 
gati predetti « e fino .a che non giungerà il Comandante in 
Capo Ribotli ; e da ultimo s'intende ai Delegati medesimi ac- 
cordare pieni poteri , ed i più estesi , e come se il Comitato 
tutto presente fusse al Campo. 

n Comitatù 
y. Marsico iVaftienle 
GiOTANiii Scolpano 
Tommaso Già&diko 
EvGKKio Db Riso 
Giovanni Mabino 



182 

Comitato di Salute PubMiea della CdaMa Ultra 2*. 

Catanzaro 20 giugno 1848, 
Signore 

A secondare le sue premure le si spediscono le due vettu- 
re da sella che le terrà a sua disposizione » é che le giun- 
geranno a cura di Fabio Paparazzo proprietario delle stesse. 
Sarà compiacente assicurare lo adempimento per parte del 
detto Paparazzo. 

Il Presidente 
V. Marsico. 
Il segretario Provvisorio, 
Tommaso Giabdino. 
Al sig. D, Rocco Susanna 
Membro del Comitato Centrale in 
Filadelfia, 

S3 



290 

183 

CotmMo di SaMe Pubblica -^ N\ 54f. 

Cosenza 20 giugno 494S. 

SlGHOAB 

Receviamo la rostra di ieri, e ci affrettiamo a risponder* 
vi breveinente, cong ratnlando^^i con esso voi deiroccapazione 
felicemente eseguita. Quanto alle vostre lagnanze relativamen* 
le al difetto d'energia per parte nostra , massime per qnel^ 
lo che aspetta il danaro, che dice essere indispensabile, dob« 
bìamo dirvi che ve ne avremmo spediti in baon dato , se 
avessimo avolo comodo di farlo con sicurezza, e se non aves- 
simo creduto bastevoli pei vostri primi bisogni i 1000 ducati 
che vi demmo ai vostro partire da qui. Ora mandiamo due. 
1300 al sig. delli Franci, aifìnchè ve 11 faccia tenere nel più 
breve spazio di tempo possibile. 

Lascio al CoIonn«*llo delli Franci il darvi le debite istru- 
zioni , e lo informarvi di tutto che possa giovarvi ,'e pre- 
gandovi di non lasciarci senza vostce nuòve , vi salutiamo 
distintamente. 

Pd CimiitatQ 
G. Ricciàei^i, Presidente. 

D. S. Badate che il Re ha paura , e vorrebbe indurci a 
patteggiare. A qualunque vi si presenti rispondete: Andate dai 
Comitato; ed intanto continuale le. vostre operazioni milita-' 
ri. Guei a noi se presteremo orecchio a proposte d'accordo ! 

ÀlV Ornatissimo sig. J). Jh- 
menico Mauro, 

Campotenesi. 



291 



184 



Cmnitalo di Salute Pubblica — ìf.'' 542 — tìuerra, 

Cosenza SQ giugno iS48. 

SlQirOB COLOMHBIXO 

Prima di lutto mi permetterà di farle rimprovero del suo 
sileuzio. la momenti tanto solenni pel nostro, paese ella, dee 
bene intendere V aito interesise che dà noi si pone alle noti- 
zie del Campo. 

Le accludo aperta una >>' lettera pel signor flialiro che la 
prego spedir subito subito al suo destino cof ducati mille e 
trecento che le consegnerà il latore. Pregherà al tempo stes- 
so il Generale Ribotti di mandare a Campotenese i due uf- 
oziali con g.ran premura richiesti dal detto signor Mauro. 

Lettere di Napoli ci fanno sapere che nuovi rinforzi di 
Cavalleria in ispecie , saranno spediti in Calabria. Urge 
quindi il dar sopra al nemico. Ma per farlo a colpo sicuro 
è mestieri che il movimento da farsi da costà sia in perfet- 
to accordo di quelli di Lungro e Campotenese. Le manderei 
volentieri alcun rinforzo ; ma oltreché riesce impossibile 
lo sguernire Cosenza, a causa del pericolo che potrebbe ve- 
nirle dai Casali $ le nuove che i'iceTiamo da ogni parte del 
pessimo stato e scoramento dei regi e' inducono a creder inu- 
tile r accrescimento delle nostre forze costi. 

Yi si aggiunge la presenza del Comandante Miletl tra Sam-* 
marc^ e Spezzano Albanese. A proposito del Comandante 
Mileti f desidero che il Generale gli faccia nn aere rimpro- 
vero intorno al seguente fatto. Il Mileti giunto in Sammar- 
co si fece lecito ieri d' imporre toste forzose di parecchie mi- 
gliaia : ciò di sua testa , e quello eh' è peggio senza esservi 
spinto da yerun bisogno , trovandosi in cassa duecento trenta 
ducati. Noi non permetteremo mai alle autorità militari di 
taglieggiare il paese , tantoppiù poi che questo Comitato ha 
provveduto e provvederà diligentemente a tutti i bisogni 
delle truppe. La nostra causa è santa e non bisogna conta- 
minarla. 

Mi viene riferito che il signor Vincenzo Morelli non sia 
disposto ad accettare V uiHcio di Quartiermastro. Bramo sa- 
pere se ciò sia vero. Bramo pure conoscere la sua situazio^ 



292 

ne di casn. GII dica aneora che ad an lao primo avviso 
gli mandereiDO altri mtUa dumUL 

Godo iK>tere annunziare ai Generale il facile sniarrito es- 
•ere stalo trorato. Glielo manderemo allorché partirà di qui 
la quarta Compagnia* Oggi ho spedito a cotesta volta numero 
mille pani. Atlendo ricevo tanto dei pani quanto del danaro* 
Le acchiudo un piego per D. Domenico Mauro , che si com- 
piaccia mandare ad uno coi mille e trecento ducati e la 
lettera di cui fio parola in principio della presente. 

M Comitaio 
G* RicciABOi, Prtsiàmk. 

ÀI Situar CoUmnsUo Capo déOo 
SUOo Mofgiarg deU' Et$r€ito Co- 
UbrO'SieuUf. 

Tgnia 



185 

Cemtmdo Superiwrfi drilo Bèercilo CaUbrq Sicuio 

SO QiuffM Ì848. 
SionoMB 

Terrà fiermo in Gassano con tutti gli armati disponibili » e 
cercherà anzi di cumularne quanti altri potrà , perocché per 
la vicinanza di codesta a Castrovillari, i regi potrebbero di- 
rigervisi , e valersi del braccio di strada che da Cassano 
guida in molti punti della parte di ponente della provincia. 

Il Generale in Capo 
^ Ridotti 

ÀI Siffnor Saverio Mgaria 

Caseano 



293 

^ 186 

COMMISSARIATO DEL POTERE ESECUTIVO 

DEL VALLO DI KESSIlf A 

I 

Buìkiiino deUe co$e di Caiabriaf pei giorni i9 e SO giugno. 

Da alcuni raggoagli efllciali pervennteci da 8. Eafemio ri- 
leviamo le seguenti notizie: 

Parecchi Comuni dal Distretto di Reggio han mandato a 
8. Enfemio uomini armali con provvisione e denari^ Seguono 
il nobile esempio con pari alacrità ed ardire gli uomini d'ar- 
me di altri Comuni del Distretto di Palme. Pei giorno 21 si 
tenea certo di essere a Casalnuovo con for^e imponenti per 
Istabiliryi^ il Comitato di Pubblica Sicurezza della Proviofeia 
di Reggio* 

Il comando di questa divisione è stato affidalo al signor 
Ferdinando de Àngelis alla cui immediata dipendenza trovasi 
Il Cavaliere G. Andrea Neici. 

Di tutte le operazioni delia suddetta Divisione sarà dato 
preciso ragguaglio al signor Longo , che è alla testa di un 
numero considerevole d'insorti. Il Generale Ribotti deve an^ 
che trovarsi ben avanzato in cammino da Cosenza verso la 
Divisione Longo. Nunziante. è sommamente scoraggiato: egli 
spedi dei messi per ottenere dei pronti rinforzi , e diede fa- 
coltà che si assoldasse gente per conto del suo re. La pic- 
cola Guardia nazionale siciliana decorata del suo uniforme 
ò stata accolta da per tutto con dimostrazioni di gioia e di 
entusiasmo. Ieri alle 3 p. m. si fece la marcia per Vasi con 
800 uomini preceduti dalla banda nazionale, elio vi ò vo- 
lontariamente associata ; di là ingrossati da nuovi rinforzi 
muoveranno per Casalnuovo. Conchiude la lettera con que- 
ste parole : 

a La Mongiana è nelle nostre mani. I soldati fuggirono 
> smarriti per ricoverarsi in Reggio. Contate sull'energia di 
» tutti e d'ognuno. Pochi giorni ancora e la vittoria sarà pei 
» Calabresi, pei valorosi Siciliani venuti al nostro soccorso. 
» Noi abbonderemo di gente e de' mezzi pecuniari. Ognuno 
1» si offre a difendere il paese. Ogni possidente volontariamente 
» invia delle sommo per mantenimento delle nostre genti. Che 
9 si sappia da per tutto, che i Calabresi della 1. Caiabri- 



294 

» Ullerlore corrono spontami a r$dimer€ la |»alria dal più or- 
» ribile dispotismo. » 

Lode agl'intrepidi Ferdinando de Àuffelis Comandante in Capo 

della Divisione » Stefano Romeo , Antonino fiutino , Casimiro 

de Lieto , Cav. 0, Andrea Nesci^ che coD€orroi|D nella santa e 

gloriosa impresa ponendosi a capo delle nazionali Squadre. 

Messina , 21 giugno 1848. 

lì Commiisarto 
D. PimAJHO. 



187 



BULLETTINO N.t 18. 

L*anno 1848 » il giorno 21 Giugno in Cosenza. 
il Comitato di Salate Pubblica , riunito nei numero legale 
ba emesso le seguenti deliberazioni : 

1. Che nessun capo militare si faccia lecito imporre tasse 
forzose , un tale diritto essendo devoluto unicamente all'au- 
torità politica 9 ove il bisogno della pubblica causa chieda 
l'uso di mezzi straordinari. 

2. Che Ifonsignor Arcivescovo sia pregato di non allonta- 
narsi dalla sua residenza» e presieda in ispecie alla sacra fun- 
zione del Corpus Domini. 

3. Che il sig. Gaetano De Roberti Ispettore Generale de' Dazi 
Diretti sia incaricato di perlustrare il Distretto di Cosenza» 
onde attivare Tesazlooe della tassa fondiaria* 

4. Che la corrispondenza postale. sia riattivata da Cosenza 
al Campo di Filadelfia ; con questo che Catanzaro , Coirono 
e Nicaslro ricevano d'ora in poi esattamente le lettere. 

5* Cho il pane trovato cattivo o scarso di peso sia confi- 
scalo , e distribuito agli asili di beneficenza. 

6. Che il sig. Nicola Lepiane sia nominato Quartier Mastro 
pagatore per la Colonna calabra al campo di Spezzano Al- 
banese. 

7. Che nessuna Guardia nazionale possa discorrere la Città 
in armi , se non in servizio. 

8. Che nessun colpo di fucile possa esser tratto in Cosenza 
o ne' dintorni , se non alia distanza di un miglio. 

9. Che attesa la negligenza mostrata dalle Guardie nazionali 



29S 

di questo Capo-laogo nel disìmpegnare il loro dovere, misure 
di rigore dovranno essere usate a loro riguardo dal sig. Carlo 
Campagna , Comandante interino della Guardia nazionale del 
Distretto. 

10. Che il Commessario Civile sig. Rocco Gatti possa eligere 
a suoi coadiutori i signori Nicola Bartholini» Donato Adamo» 
Giuseppe Stinchi , e Tommaso Lepera* 

11. Che il sig. Rocco Gatti sia nominato Direttore Generale 
deirOspedalé militare cittadino. * . 

Fatto e deliberato il giorno mese ed anno come sopra. 

Giuteppe Ricciardi , Presidente -^ Dommieo Maura ^^ Bene^ 
detto Mutdtino — Francesco Federici -^ Stanistao iupinacci — ^ 
Domenico Campagna , Segretario. 



188 



NOTIZIA IMPORTANTE 



Da notizie pervenutici da Amantea per telegrafo ci si as- 
sicura , che una rivoluEione sia sTiluppata in Reggio alla 
testa della quale sarebbe Domenico Muralore ; che uno 
sbarco di Siciliani sia avvenuta in quella Provincia ; che Si- 
culi e Reggiani marciano alla volta di Casainuovo. 11 Gc-- 
nerale Palma che trovavasi in Reggio è partito alla volta 
di Napoli col vapore il Polifemo , è vuoisi che sia fuggito 
accompagnato da qualche ufflzlali . e bassi uffixiali. 

Cosenza 2i giugno i848. 

(L' Italiano delle Calabrie.) 



296 



/«' 



189 



dmUfato di Sdute Pumiea — Seziùne deW Interno. 

CassaiM 21 Qiuffno i848. 

SiGKOlE 

Con sommo mio gradimento mi giunge avyiso dal signor 
Presidente del Comitato dell* arrivo delle nostre forze sul 
territorio di qaesto Distretto, e del Comando generale a Lei 
conferito dell' intiero esercito Calabro-Siculo. Io onorato dal 
Comitato suddetto della carica 4jlì CommU$ar%o politico di que- 
sto Distretto , metto a di lei disposizione tutti i mezzi che 
sono in mio potere pel servizio della causa che difendiamo, 
ed in vantaggio di tutte le operazioni che ella crederà ese- 
guire. Mi adoperi dunque in qualunque modo , e ponga fe- 
de nella mia gran volontà di fovorire il trionfo sollecito del 
nostri santisiimi desideri. 

Profitto intanto di questa occasione per chiederle , signor 
Generale , ordini onde far muovere la Compagnia mobile di 
questa Guardia nazionale , e gli altri contingenti di vari 
Comuni che aspettano mio awiso ; prevenendola , che lettera 
del signor Mauro m' invita a spedirle in Campotenese. Le 
partecipo che le forze colà raccolte presentano la cifra efiet- 
Uva di 1500 Guardie nazionali, eminentemente decise a bat- 
tersi ; e questo numero aumenterà immensamente ad ore, 
per r arrivo continuo di altri volontari. Sarebbe però ne- 
cessario che colà si spedisse qualche uomo di guerra , essen- 
dovene assolutamente difetto, in quella gente. E questa man- 
canza potrebbe essere di gran detrimento in caso di combat- 
timento , per le diflSceUà di disporre una gran massa, quan- 
do non si hanno cognizioni militari; 

Gvadisca signor Generale i miei cordiali saluti , e mi creda. 

Il Commiss. Politico del Distretto 
Luigi Piraino. 
ÀI signor Generale Comandante 
D. Ignazio, Ribotti, 



297 

Di €o$en%a ^ ai 2^ giugno del 4348/ 

Caro Colonnello 

' * 

Profitto , per scrìvervi queste linee, della vemit» copti *del 
filgnor Rimoia , -da noi nominato Farmaeitia in Capo di co- 
desta àmbaianKa. Pregovi accogliere bene la ma persóna, e 
la sua dimanda. 

Molto ci daole del vostro silenzio e di quello del Gene* 
Tale. Sappiamo intanto ciie i regi sono disposti , dispostissi- 
ini a deporre le srmi , e che d' altronde Re Ferdinando spe^ 
dis:ce rinforzi da Napoli. Urge quindi: il bisogno d* attaccare 
Biisacca. 

Vi mando per mezzo . del Signor Rimola il facile smarrir- 
lo — Vi rimandai ieri il facchino che avea riportato qai la 
roba di due Ufllziali siciliani. 

Spero abbiate ricevnto e rispedito snbito i dae. 1300. 
. Neir attenzione di vostre nuove -e dei Campo , mi dico 

VoéÈro 



ÀI Signor CoUmneUa Beili Franci 
Capo detto Stato Maggioire 
Generale del Campo 
di Tartia. 



G. RlGCIAEDI 



^1 ^*» 



191 

Comando della 4*. Brigata — JV*. 4. — Guerra. 

Spezzano Albanese 21 giugno 1848, 

^IGNOa PfiESlDENTE. 

Le fo conoscere il felice arrivo in questo Cornane della no* 
tira armata forte di 1200 persone tra Siculi e Calabri « ca<<- 
piinnata dal Generale in capo sig. Ribotti , come pnre che 
siamo alla vigilia di eseguire un movimeoto per attaccare il 

31 



288 

nostro nemico io CastroviUari , onde riportami quella tìU 
loria da noi taiti desiderata. 

Mi permetto osservarle di non trovar regolare , come co-* 
testo .Gomitato finora non ha fatto arrivare ai tre GoloDDelIi 
Siciliani t{ brevetto di Brigadiere , avendo ciascuno avuto dal 
prelodato signor Ribottl il comando di una delle 4 Brigate 
dallo stesso stabilite per menare la guerra innanzi in »]a- 
slroTillari contro i regi , giusta quanto leggesi nel bullettino 
dal medesimo signor Ribottì emanato. 

Vado a credere che tale oscitanza sia nata dalla calca de- 
gli affari, ohe tuttora gravitano in cotesto Comitato di Salu- 
te pubblica, non polendo mai supporre che ciò non si fosse 
fatto, credendo che nel conferire a ciascuno dei tre Colonnel- 
li il grado di Brigadiere avesse potuto ferire V amor proprio 
del sig. Generale in Capo; conoscendo benissimo ciascuno che 
•nella milizia nel novero de'Generali , sooovi i gmdi di Bri- 
gadiere y Tenente , e Capitano , motivo £he tale cot» cóno- 
aoendosi da maestro dal sig. Ribotti, son certo che piuttosto 
gli farà piacere , sicuro che detti brevetti colpiranno l'amor 
proprio di detti Colonnelli , e sono ancora persuaso che sa- 
ranno di jKisitivo utile alla nostra causa. 

Sono con tutta stima distintamente salutandola cdllntierò 
Comitato* 

R Colonnello Comandante 
CosTABiLB CAmtucei. 

ÀI sig. Presidente del Comitato 
di PuhUiea Salute. 
Cosenza» 



192 



MEMORIA 



Francesco Saverio Gueragna, supplente al Giudice di Verbi- 
cara proposto replicate volte dalia Commissione Censoria a 
Giudice, e notato nel Ministero nell'Albo degli elegibili, prega 
l'onorevole Colonnello Signor Carducci per fargli ottenere la 
fiaxMa di Giudice del Circondario di Sealia. 



20» 



tn 



€Qmmiuariat0 Civik ion olii pói$ri — N.* Uff. 

ValU di S. Mattino ff pugno /MT. 

SiaifORi 

Serivo ancara «enza staiM^rmt , ifiiaotoiiqiie abbia di!)retto 
alle SS* LL. uffizi langhissimi che non hanno neritata Qua 
risposta. Le mie parole oon mandano ehe lo stesso suono : 
denaroy e munizione. Tatti i paesi di qaa e di là delle fron- 
tiere della nostra Provincia si VUnno destando e ci mandano 
contingenti v; questo campo risolverà non solo la rivoluzione 
Calabrese , ma del Regno ; è mestieri che divenghi impo- 
nente ed immovibile per ora» non mancheranno soldati se non 
mancheranno denari e munizioni. Di queste ci bisogna molta 
quantità , dell' altro potete mandarcelo a riprese , ma che la 
prima somma non sia mlnpre di ducati settecento a otto- 
cento 9 e venghi immediatamente. 

Le notizie che avete avute da Salerno e da Basilicata sono 
esagerate. 11 vero fatto è questo. Un trenta persone stavano 
sul ponte di Gampostrino giorni fa ; alla Polla si è veduta la 
Guardia nazionale di quel paese nel numero di 400 circa » 
che era passata a rassegna ma non sì tratteneva là in atti- 
tudine ostile ; perchè , come han dette elleno stesse , atten- 
devano che la rivoluzione scoppiasse per correre ad occupare 
il posto del suddetto pónte con gii altri. 

La rivoluzione dunque deve scoppiare in Stdemo, ed ia 
BatiHeata; attendono nuovi fatti Calabresi, e si muoveranno 
solo, io credo, quando conosceranno V imponenza del Campo 
che qui si sta formando. 

Qui si ò arrestata la posta sui ponte di questa valle che 
abbiamo rotto. Le lettere nffiziali del governo non oonteogono 
nulla d' importanza. Le lettei'e particolari sono state spedite 
sin da ieri per la via di Lungro } siccome io qui oon mi 
trovava, alcuni soidateseamentc violarono la santità dei se- 
greto delle lettere ; ma ciò non avverrà altra volta , sé la po^ 
sta vorrà tornare. Il postiere GuideUi mi ha fatto coiisegiiare 
due lettere, una diretta al signor Presidente, ed altra alsigkior 
D. À€hm$ PariHf che fo pervenire costà alle SS. Lii. 



300 

Pensiamo di mandare oggi in Potenza persola alla a rap- 
^reseniare codesto Comilato, ma per ciò ci conviene fare* uiv 
salasso doloroso alla, nostra povera cassa, salasso che la farà ca- 
dere in pieno lapgooce se non manderete un pronto conforto. 
Ho pregato più volte le SS; LL. che mi mandassero qualche 
UiB2iale organizzatore , ed ora ne ripeto la preghiera. 

Con-i^lra mia avrete uno stato compipto della forza che 
si trova in questo Campo. Faccino te SS. LL. che non sia io 
solo a scrivere e mandar corrieri , e le saluto. 

Il Ctmìmissario CiviU 
Domenico Mauro. 

Ai Signori Com^munU éei Gomitai» 
di. PubUiea Salute in 

Coàenta 



194 



Commissariato Civile con Alti Poteri — n. 57 — 



CampoUné$$ 21 p\igno Ì84S. 



SlGICOHB 



\A rispoata al di lei Id^ìo, la tengo aimisala che i suim de- 
sideri erano stati da noi posti in atto fin dal piino moDMMVto 
clw oocu{)amnM> la Valle di S. Martino. 

Spero che gM avvisi , ed i consigli che. mi verranno daUa> 
df lei aogffezaat saran cempre degni di essera esegmiti; ma vo- 
glio augurarmi che vogliate liberamente accogliere la Iran*- 
chézsEa calla ^aale le dwo» che come Commissario Civile con 
fimi poiiri ài condurre le cose nel nodo più favorevole al 
fttlioa esito 9 ho ^eaa sopva di me tutta la tespontaèiìità di 
questo Campo ; e come membro del Coraitalo » non opererè 
ciecamente dietro uo di lei foglio ; ma piegherò sempre alia 
fona della riMgtoae f e d^la diseussioaab Le ho mamfestato 
q«esli miei seniimenti , perchè la ^oaoacenza dei liiaglii » e 
dvèripdale degli ahitaniì che a lei nòti è cash manifesia come 
a me ^ lai volta può iageneiaiie una qfuahrh^ cMfferefiEa aeiha 



301 

noslre opinioni , quantunque io riconosca ia aoperiorità dei 
di lei cenni niililari. 

La forza che occupa queste gole di S. Martino ed il pon- 
te del Cornuto ascende fin oggi a mille persone , come re- 
sulta da nno stato fatto alia meglio, né questa forza è molta 
se si guarda airimportanza» e grandezza dei luoghi cheoocapa* 

A momenti riceviamo uh foglio del Generale Busacca, che 
ci spedisce il Sindaco di Marmanno^ col quale gli 91 ordina te- 
nersi pronte per questa sera 2000 razioni ^ nonché i foraggi 
per l'artiglieria , ordinando aticora che la Guardia nazionale 
si tenesse sotto le armi all'arrivo della Truppa. L'Istesso ho 
inteso aver disposto per Morano per la sola Guardia natlo-> 
naie. I^ saluto 

H Cùmmittcttria Civik 
DOMXlflCO Mauko. 

Al signor Generale RiboUi 
Comandante dell'Esercito Caia-- 
brO'Siculo. 

Spezzano 



^••■■^■^•••i 



195 



Comando Superiore dello Esèrcito Càlabro^Sieulo — iV/ 2f, 
— Guerra. 



Quartier Generale di Spezzano 21 giugno 1843. 
SiGiroAc 

Aggregherà alla Brigate di suo comando i 3i armati pro- 
veuienti da Rossano che le saranno presentali da RalTaule 
Rizzo. 

Il Generale in Capo 
RiaoTTi. 
Al Signor Colonnelio Comandante 
ìa 4. Brigata della 1. Divisione Si- 
gnor CostaòHe Caréucci 
Spezzano, 



902 



196 



Comando Superiori dillo Barcito Calabro-Siculo — ' JT.* S4. 

SpiXBano 2f Giugno 484B. 

SlGlfOflK 

I 

A volerle parlare eoo latta qndla schiettezza che mi è 
pci>pria » e d^Ua qaale sento il dovere nelle altoali circo- 
stanze 9 le dirò in risposta di quanto Ella osserva e riflella 
in proposito de' movimenti che Ella vorrebbe effettniti , che 
non è militare il tentarli ove non siansi antecedentemente 
praticate le debite ricognizioni de' luoghi , ed ove non siansi 
radunati in questo Quartiere generale y tutto quel numero di 
armati , senza del qnale ci si potrebbe far rimproverare di 
azzardosa intrapresa. 

£ anzi su quest'ultimo proposito che io la premura d'in- 
Tiare a questa Yolta tutta quella forza » che da Cosenza e 
da' vicini paesi » potrà ratcogliersi ; . molto più che il resi* 
della Provincia, meno queste parti, trovasi nella massima si- 
•urezza. 

Il ComimdanU Supirioro 
RiaoTTi 
M Èiffnor PraidenU da Comitato di 

Cosenza 



197 , 

CoMituio ài SaiuU PiMlita -- N. Ò67. 

Cosenza Sì giugno i848. 
SiGHOK Gehualb 

Mi affretto trascriverle il dispaccio telegrafico seguente che 
tjcevo al momento. 

« Q Capo della Guardia Nazionale di Behnonte al Comitato 



368 

di GoièDM. Il raporc il Polifemo alle ore l(t ha tocca to la 
{piaggia di Amantea ed ha abareato il fi^o di Ocaiìgei dt 
OosenEa prov veniente da Tropea, dQve era Direttore delia Po* 
fUk , il qaale assicora avere abbandonato la officina .pcarchè 
Reggio è in piena rivolta — Alla testa è Muratore con 12 mila 
uomini, e con 12 mila altri SicUianl colà sbarcati. Tutti questi 
si dirigono a Gastelnuovo a marcia sforzata per battere Nun- 
ziante. Il iGenerale Palma si è salvato sopra il vapore iPo- 
lifema. » • 

Così è rimasta interrotta per le notte : dimane la continaa- 
cfone. L'uillziaie telegrafico , di Ferrante, 

Ricavo poi da una lettera di Campotenese quanto siegue: 

« Un contingente di circa tremila nomini ci siamo qui 
d* avamposti impostando tutte le falde dei monti che menano 
alla strada consolare ed in diversi altri punti — - Abbiamo ta- 
gliato il cammino pel ponte dei Cornuto e si sono fatte in- 
numerevoli barricate in modo tale che anche se venissero.li 
truppe regie , loochò non credo , i nostri potrebbero disfarle 
aenza ninna perditaé 

« Quelli che si trovavano già passati, al numero di 1800 circa 
sono tilttavia in Castrovillari, e non si sa che risoluzione pos- 
sano prendere. Solo però vi dico ohe tengono molta paura, e 
che il Generale Busacca è ammalato. Corre voce poi che siano 
disertati questa notte cinquanta soldati. Si dice ancora che i 
Siciliani ed i nostri siano arrivati a Spezzano Albanese , e 
noi stiamo anche attendendo gli ordini del nostro Generale. 

)> li signor D. Pappino Pace è il Maggior Comandante. Ciccio 
de Simone è anche Maggiore; io Capitano della 1.* Compa- 
gnia ed altri sei Capitani. I signori di Mormanno ci stanno 
provvedendo di tutti t viveri e con molta gentilezza ci for- 
niscono anche di caffè. Il signor Galizia Capo della Guardia 
nazionale di detto Comune fa venire appositamente il man- 
giare nel Campo. Tutta questa truppa è entusiasmata oltre 
ogni credere. » 

La lettera suddetta ha la data del 20 giogno 1848. 

Credo doverle dare un estratto di due lettere , V una del 
signor Mauro da Campotenese , l'altra del signor Piraino tla 
Cassano. 

» Qui siamo in numero immenso (scnve il signor Mauro }, 
ma abbiamo assoluto bisogno di ufiìziali ordinatori , di da- 
naro e munizioni. Evvì d'uopo inoltre di una corrispondenza 
tra noi ed il Campo del Generale Ribotti , altrimenti^ sare- 
mo in una perfetta ignoranza di tutto , nè^ potremmo <^on- 
correre alle operazioni da farsi, a 



9M 

» Ho rioevuto tntfto ( icHve il signor Piraino ) dal Com* 
iniisario Ma«ro di far pervenire a Gampoteneie tutte le fone 
che tengo qui dispoaibili ; ma aiccome conosco esservi colà 
UD numero esorbitante di anuati molto superiore ai bisogni 
Ili quel Campo, e che d* altronde i grandi latti di guerra si 
sarebbero qui compiuti, non bo voluto aUohtanare la minima 
fonai da queste vicinanze. 

» È necessario che a Gampotenese si rechi alcun uomo di 
guerra essendone al tutto difettoso , nò potrebbe in caso di 
attacco muoversi con ordine quella gran massa del nostri. » 

Da tutte queste lettere ella rileverà facilmente la situa- 
tiooe disperata dei regi e la nostra rara fortuna. Tocca a lai 
il profittarne senza iudagio alcuno , e la vittoria sarà nostra 
sicuramente. ' 

Dal numero 7.* del nostro giornale nffiziale rileverà il fatto 
d'arme successo in Bfongiana. Non mai rìvoàusione fu più 
fortunata di questa nostra. 

M Comiiato 
G. RicciAum, Ffiiéenti. 

Al Signor Genertìe iffnazio 
^iboiti C0mmì4ant0 in Capù 
d4U*E§ifeiiù Cakttro-Sieidù 
SpeMzamo Albanet» 



198 



Coìnandù Superiori d^Uo Egretta Calabro Siculo — N-* 22. 

Spezzano 21 giu^fne 184S, 
SianoRE 

Porrà a disposizione del Signor D. Pietro Mileti num.* 20 
uomini ed un Capitano , i quali sotto gli ordini del signor 
Mileti debbono eseguii^e una importante operazione. 

Il Comandante in Capo 
Ribotti 
Al siffnor Costabile Carducci 
Comandante la 4,^ Brigata in 
Spezzano 



SOS 

199 

Comando di GuardU naxionali mobiUxzate 

Ualvito 21 <fi^gno 1S48. 

SlG!«Om PsEBIlHSrtTS 

Avfiata la nuova Compagaia riordinata nel 18 Ai questo 
mese per la volta di Tarsia sotto il comando dei due miei 
fratelli RafTaele e Mlcliele , io restai per unire altre guar- 
die» e ne spedii la sera del 19 ai delti miei fratelli che già 
i primi uniti alla Compagnia di Morelli si trovavano aver 
oceupalo Tarsia suddetta , ed ieri mi scrissero da Spezzano 
«ssere colà tutti con i Siciliani. Le cose vanno bene. 

La mia stazione qui si è creduta necessaria e di contro- 
|>eso alle notizie che pervenissero contrarie. 

Il mio rapporto del 19 di questo mese dato da S. Cate- 
rina viene a lei, spinto colla prosente. Esso contiene i parti- 
colari deir avvenuto scioglimentOt nò saprei abbastanza dira 
se i fatti abbiano corrisposto alla nostra innocenza , ed 
onore , porche in quel giorno stesso dello scioglimento della 
Guardia , si è colla massima attitudine piombalo in questo 
Comune , raccolte le altre Guardie , e partito per Tarsia. 

& da dirsi poi che le rivoluzioni non si fanno con mante- 
nere le medesime cose. Né Capi , né sotto Capi urbani furono 
dimessi^ ed avversi ad un dato ordine di cose, non è così fàcile 
cambiarli. Onore , ed infamia suona l' istesso per essi , come 
per le truppe mercenarie « le quali fkon imo state riformate 
da che si pronunziava la Costituzione » e ne sentiamo i tristi 
effetti. 

Mentre scrivo il presente ufilzio corre Y una della notte • 
e mi giunge staflelta spedita da* miei fratelli dal Campo di 
Spezzano. Mi dicono che le truppe regie sono tenute acquar- 
tierate in Castrovillari perchè non disertassero; che duecento 
delle ste^ si erano pronunziate a depositare le armi per 
non battersi. Queste erano le voci che correvano nel Campo 
di Spezzano. 

Mi hanno scritto del pari , che erano di nuovo addolorai 
per essersi disertate sette Guardie di Malvito , facendome 
noia, ed altre ti*e ne chiamarono che nop li raggiunsero. 

Noi non intendiamo di scomparire ; se V esempio dei pri« 

3!) 



m 



3M 

mi disertori , che fu indolenza del Capo , e sotto Capo ddit 
Guardia Nazionale di questo Comune , quelli stessi che di- 
cevansl Capo , e sotto Capo Urbano » e che quest'ultimo ebbe 
il bene di disciogliersi coU' antecedente Compagnia » faran la 
causa permanente della diserzione » noi non intendiamo por- 
tarne alcun carico e peso. 

Ella potrà ordinare che questo Capo e sotto Capo si por- 
tassero colla Guardia sul Campo 9 se non vorrà altrimenti , 
e di ogni diserzione soggettarli ad un consiglio di guerra , 
e disporre la punizione per le Guadie che si denegassero , e 
che dlsertasiefo» 

La nostra influenza ra decrescendo per colpa e causa della- 
male organizzazione delle Guardie « e dei senlimentall , che 
In apparenza si muovono, e poi tanno r opposto* Siamo ad- 
dolorati ; e i miei fratelli sono Delio slato di chied^e . il loro 
rimpiazzo per non essere esposti a continui raiieori » ed a que- 
al* ora avranno fatto la loro dimanda al Comandante signor 
MiJeti colà nel Campo , ed è pur troppo ragionevole. 

È mio dovere darle ragione esatta delie cose in nostro 
perfètto discarioo. 

Ho (atto ordinare questa sera medesima al detto Capo Guar- 
dia di riunire i dlaertori e spedirli» ed approntare in rimpiaz- 
zo coloro che ai trovano nello statò di onestamente servire. 
Non so ae re cose avranno il loro regolar corso. Vorrei a^pa- 
frioff ^ e uon diaai che sia noi^oo di Malvito, per questi av- 
venimenti degradanti. 

GiWBPFB La Costai 

M $lg. CmU D. Giusenm RitHardi 
fr$$idmt0 dd dmiialo éi F^MUm 
&aul$ 4i Colékna CUr: 

CoMiiza 



200 
SrcfroR GzifcaALB 

% 

Avrei adempiuto ad un alto mio dovere » ed avrei soddi- 
sfatta alla più cara gioia del mio cuore col tenerla avvisata 
ove mai altri fratelli Siciliani fossero qui giunti , ma In vece» 



307 

come può accertarsi dalla -segnalazloDe telegrafica che leac* 
carto 9 àpprodanmo in Reggio. 

Ma se il cielo seconderà il desio di rederli fra le nostro 
braccia mi forò uq pregio di comuaicare ai medesimi i suoi 
Yoleri. 

Non avendo in questo capo Distretto che solo quattrocento 
armati » la pmdenza esige non dover staccare da questo punto 
Importantissimo alcun corpo di armati. D' altronde non ha 
guari il signor D. Leopoldo Campagna capo della Guardia na- 
zionale di S. Domenico si spiccò da qui con un distacca- 
mento di duecento uomini per raggiungere ^il Corpo di Ar- 
mala capitanato dal signor Mauro nelle gole di Gampotenese: 
onde la prego tenermi per iscusato, se per ora non posso 
aderire alle sue brame. 

Da persona degna di fede fui cerziorato che iu Lagonegro 
si ammanirono foraggi per un Corpo di eavalieria ed artiglie- 
ria di nemici, che si spedisce in rinforzo del regi acquar- 
tierati in Castrovlllari ; In tale Ipotesi stimerei esser condu- 
cente, se pur la sua avvedutezza Io accenni, accelerare razione 
col nemico, pria di essere raggiunto dall'atteso rinforzo che 
potrebbe essere di grave detrimento alle nostre forze, sì per 
la doppila azione in cui sarebbero impegnate , e sì ancora 
per essere prive di cavallerìa , e sufficiente artiglieria* 

Avrei a caro essere avvisato con altra staffetta dei suoi mo- 
vimenti , e di tutto il meglio che la sua prudenza e somma 
perizia sanno operare in quest'attuale campagna, dal buon'esito 
della quale dipende senza dubbio l' assicurazione 41 ^^ P^^ 
Uéio avvenire. 

La prego intanto gradire 1 sensi della mia più profonda 
devozione » nell'atto che io mi pregio di essere. 

Il ComandaiUe il Campo d^oiservaxim^ 
Giovanni Mosciaei. 

Sig. Generah Riboiti 
Spezzano 



SOS 

■ 

« 

OMOKErOLISilttO SIG. GElVUAtB 

Non appena ho ricevuto i saoi venerati comandi , mi so» 
data talta la premura di riunir gente armala , e di questa 
Guardia nazionale, e di quella di questi dintorni , onde es- 
ser prónta a muovere per ì luoghi di questo territorio ch« 
abbisognano di difesa, in caso che i Regi vogliano muovere 
per di colà , ed ove ella col grosso della gente da lei coman- 
data non potrebbe accedere. Il punto preciso che da noi si 
Cerca occupare , se non lo è slato occupalo da* Regi , si é una 
gola alle vicinanze di Porcile e Frascineto : questa occupata 
staremo un poco più vicino airabitato di Cassano. Signor Ge- 
nerale , questa mossa si é concertala da me , diunito a que- 
sto Commissario politico , il quale si trovava di averte scritto 
un suo officio che riceverà di conserva alla presente. Non 
essendo a stia conoscemea il luogo che abbiamo creduto oc- 
cupare, si dia ella la pena di esserne informala da mio fratello. 

MI do Tonore di ossequiarla con tutta stima , e di segnar- 
mi per la vita* 

5»i# Umiliti, $ DèvotiÉ^^ Serwo 

FtA!fCl£SCO SaV. ALQJlMJl. 

M* Omatitsimo Sig. GmeraU 
D. Ignazio Ribatti. 

Spezzano Atòamu 



902 

Comando n<tzionale 

Grimaldi 2/ giugno 1848, 

iSlGHOR PRESI0ENTE 

Ili onoro porger riscontro al di lei uffizio di pari data , 
col quale comanda di essere io risponsabile della vita del 
signor D. Francesco Anselmo \ ed in riscontro te manifesto 



509 

di essere nelF impossibilifà dr garantire i( sudeUo Ansel- 
mo , mentre la mia voce qaal Capo nazionale non è ubbi- 
dita ; dappoiché tutto il popolo freme contro lo slesAO. In- 
fatti circa le ore 22 di qn^l'ogf^i » an forte namero d-iNa-. 
xi^nali , 9ulta credenza » che Y Anselmo fiis^ sulle mosse di 
fugare dalla casa del signor D. Salvatore Silragni , imbloe** 
co la casa dello st^so , ed il summenzionato di Anselmo 
tirò Tari colpi di facile , che uccise la persona di ÀnioniQ 
Amantea Gioacchino.- 

Intanto la popolazione desidera che I* Anselmo veìigbi as- 
iicurato alle liiani della giustizia , ed io non posso rtechiar-» 
tni a condurlo alta di- lei presenza colla forza di mio co- 
mando che i Nazionali V opprimessero nelle mie mani. 

Quindi la priego di voler ordinare che altre Giiardie na- 
zlon'ali dei Comuni limitrofi qui ventino subitamente , 
per rilevare il surriferito Anselmo; per così impedire ogni 
altro inconvenlenie, che non è- in mio potere allonlanarlo. 

Il Comandante Nazionale 
Francesco Silvagiivi. 
( sig. Presidente del Comitato di 
Cosenza 



à 



203 



Al SiGiroRET 
Sio?roR Presxoepite del Comitato 01 Salute in Cosiù.tzt. 



Ujoomo onesto e fornito deiramor patrio , e di quella 
giustizia che deve essere innata al cuore delle persone bene 
educale , si dirige a voi , signor Conte , che siete adorno di 
quelle cognizioni savie e giuste 9 perchè degno figlio del no- 
stro Giureconsulto gran Giudice , e che il suo nome è stato 
registrato in carattere di oro nel nostro Regno. £ ora che 
dirigo le mie suppliche air uomo grande qual slete Ydi , 
onde salvare là vita ad un gioTine degno di esistere in so- 
c'ietà , e Vi ancora per salvare dieci persone di sua tenera 
famiglia » che ritraggono miserabilmente la sussistenza dalle 



810 

fatlclie dell' fnfeliee notar D* Francesco Saferio Anselmo che 
a foda di popolo , e par Inimicizie ed aderenze private » 
logliono lo gtame ad una persona necessaria per la società 
civile e per la soa lunga ed infelice famiglia. 
■ Signore t i vostri mezzi conciliativi adoprati inora » sono 
disgraziatamente riusciti infruttuosi > dal perchè i nemici si 
sono maggiormente inferociti. Armatevi di fuoco « per cari- 
tà 9 e disponete una forza almeno di venti persone. « diri- 
gendola al Capo nazionale per consegnarsi il disgraziato no- 
taio Anselmo che trovasi in casa mia assediala continuamente 
da* suol malevoU 9 che per mia moderazione » e per non 
compromettere la mia iamiglia 9 il mio onore 9 ha- soflTerto 
tal* insulti. 

Finalmente la sentenza dt fueilaxione pel notaio ò appun- 
tata per domani a sera» giorno del Carpui » ò perciò che vi 
prego spedire a mie proprie spese la suindicata forza » per 
salvai^ una vittima ianoÌDente » che sarà da me , e miei di- 
pendenti accompagnata e condotta innanzi a Lei per dispor- 
re il convenevole. 

In ultimo con le lagrime agli occhi vi prego scrivere for- 
temente a questo Capo nazionale signor Dm Franeesco Silvagnf^ 
non solo di prestarsi , ma d* accompagnare personalmente 
sotto la sua responsabilità V infelice Anselmo. 

GrimUU li 2f giugno 1848. 

U tuppUeante 

SALTATOAB SlLTAGMI. 



a04 



iMngro 2t giugno 4848. 



SlMOlS 



Grida di allarme 9 amici che domandano aiuti per Spez- 
zano ci sollecitano a partire. Si teme i r^ non abbiano 
assaltalo la città. Mandiamo a pigliarne conto , e doman- 
dare di che maniera dobbiamo condurci. In ogni modo h» 



311 

fallo vseirc le t^adre staachiflaNne da Langtro * «4 accani-^ 
parie a Fermo , per attaccare il aemieo alle spalle. 

U Capitan0 

FKamvAirBo PnaoccsLLi 

Al tig. Cohnnetto Deìli Frwci 
CapQ éHIo Skao Maggiore 
Spexztmo ÀÌbaneie 



20$ 

Fermo 22 giugno 4848. 

SlGffOEB 

Storta la novella della venata proMima del nemico ho fatto 
aonare la generale e passare le squadre in rivista. Avev^i con 
ne dngento cinquanta nomini tutti sprovvedati di muniEiune. 
Fer Purfema della posizione ho traii|^iti gli ordini del tie^ 
aerale dati al tenente Basico ed ho divisa parie delia mani-*- 
alone. Quindi , arringata la gente da Basico e da me , caldi 
di entusiasmò Siam partiti da Langro e ci slam recati su Fer- 
mo» malgrado gli sforzi dei Maggiore Serra che per ben Ire 
volte li ha scoraggiati ed invitati a retrocedere. Le squadre 
hanno udito le mie parole « ed ardono di palrioUici sentii 
menti. Aveva credalo occupar Fermo come il sito a Spezzano 
più prossimo in caso di richiamo * più prossimo a Castrovil- 
lari in case di attacco, <Ae tagliava la Klirata al nemico , 
vicino Camerata , ed Unpedivagli lo sÌNindamenlo. Per leC-^ 
fere Intercettale » e i»er interrogatorio btto sobire al figlio 
del sig. Muzio Pace, ho cangiato disegno. SI assicura che una 
Colonna^ di soMali marcia sopra Campotenese. Mi resllluisco 
a Lungro con la mia gente; dopo averla fatta iiarricare e 
rinforzare llirò venire sopra Morano un corpo di cinquecento 
uomini 9 e se ne sopravvanzano , dopo i settecento da lei de- 
stinati a Campotenese , caso mai fossa falsa la diceria dell'at- 
tacco de' Begi* li fiirò venire sopra Lungro onde averli pre- 
sto ad ogni chiamata. Se poi l'attacco a Campotenese si ve- 
rifica 9 terrò tutti colà , e resisterò. In una parola ella conti 
sopra trecento uomini a Lungro , settecento a Campotenese , 
se non ci dovremo battere , e cinquecento a Morano. Se ella 
ha ordini In contrario a comunicarmi lo faccia subito : io 



3M 

mi disertori , che fu indolenza del Capo « e aolto Capo della 
Guardia Nazionale di questo Comune , quelli stesti che di- 
ceTansi Capo , e sotto Capo Urbano , e che quest'ultimo ebbe 
il bene di dlsciogliersi coir antecedente Compagnia f faran la 
causa permanente della diserzione » noi non intendiamo por- 
tarne alcun carico e peso. 

Ella potrà ordinare che questo Capo e sotto Capo si por- 
tassero colla Guardia sul Campo 9 se non vorrà aitrimenli , 
e di ogni diserzione soggettarli ad un consiglio di guerra , 
e disporre la punizione per le Guadie che si denegassero , e 
che disertassero* 

La nostra influenza va decrescendo per colpa e causa della- 
male organizzazione della Guardie « e dei senHnentall » che 
Sn apparenza si muovono, e poi fanno 1* opposto* Siamo ad- 
dolorati ; e i miei fratelli sono nello slato di chiedere . il loro 
rimpiazzo per non essere esposti a aonUnui rancori » ed a que- 
sV ora avranno fatto la loro dimanda al Comandante signor 
Mileti colà nel Campo , ed è pur troppo ragionevole. 

È mio dovere darle ragione esatta delie cose in nostro 
perfetto discarico. 

Ho latto ordinare ques'a sera medesima al detto Capo Guar-* 
dia di rimiire i disertori e spedirli, ed approntare in rimpiaz-» 
zo coloro che si trovano nello statò di onestamente servire* 
Non so sa fé cose avranno il loro regolar corso. Vorrei $$pa^ 
triwr$^ e non dirsi che sia nativo di Ifalvito, per questi av^ 
venlmeotl degradanti. 

GiWBPru La Costa» 

Ài tlg. ConU D. fiìHMn^ Rieciardi 
pre$iému M Comitato ài FuòòUea 
&UuU di Cotokria Ciira. 

CoiSMf o 



% 



200 

Paotm Si giugno 1848. 
SfGtroR Genbaalb 



Avrei adempiuto ad un alto mio dovere , ed avrei soddi- 
slatta alla più cara gioia del mio cuore col tenerla avfisala 
ove mal altri fratelli Siciliani fossero qui giunti * nia in vece» 



313 



*^i 



SlCNOII Presidei^te 

Di riscontro al suo venerato «iISeìo di Ieri , lo cai erano 
acchiase due lettere una diretta al sig. Rotti f « V altra al 
sig. Aloe 9 ho r onore rassegnarle che la prina è stata di 
▼oip spedita al sao destino, e l'altra mrà quanto prima di- 
rizzata Ofe conviene ; dietro cbe avrò il risultato di una 
mia diretta al sig. Aloe , giusta le primiere disposizioni del 
Ck>mitato. 

In quanto alla determinazione presa dal Gomitato di vie- 
tare ogni misura economica» posso francamente asserire elie^ 
durante la mia breve gestione nei Distretto di Pfiola , die- 
di l>astevoli pruove di moderazione anzi che nò, e se ho de* 
siderato la cattura di due individui perniciosi » pria di ve- 
otre air eseeueiooe , aon omisi chiedeme U d^Mto fgfcrooitro 
ai Comitato « la ooartaU dei medesitto quindi «m aafrei a 
che voglia alludere. lotanlo dehbo rasaeguaue all' avvadatezi^ 
za del Gomitato , clie lasciare impunila la petulanza di al?« 
emii esseri perversi in tu' epoca così difficile » sanebl^e- lo 
stesso che accrescere lo stuolo de* nemici » ohe ora staa nui^ 
scherati , e ciie potrebbero reagire liist^hè vedrebbero che 
il loro mai fare non fosse colpito da «leun castigo. U rap-^ 
p€>rto del Gomandante della Ouardia nazionale dei Diaoiaai»»- 
che mi acchiuse, servi a for la discolpa delia mia delicatez^ 
za : pare dunque che a buon dritto si è desklarato l' arnwto 
del prete Leporini , dalle sedizioni dei quale derivareoa la 
scissure e le pettegolez^ di qttel Comune. 

Farmi che nessuna mia sia dispersa» come mi accenna nel 
soo gradito foglio » mentre il sig. Anastasio ed il sig. Con- 
sole le ne consegnarono tre in vece di una. 

I carboni, di cui avea fatto inchiesta nella mia preeadeo«« 
te , servir doveano alla fusione delle palle di calmane nella 
Ferriera di Fuscaldo : ma ora può fanaae a meno dei mede* 
simi » avendo lo provveduto diversamente. 

Non saprei a che attribuire il ritardo dell' incasso dei du- 
cati 3000 del sig, Quintieri: a momenti, seri vero ai sig. Zopi 
sul motivo di tanto procrastinare» premurandolo al sollecito 
adempimento delle sue promesse. 

A norma dei suoi comandamenti farò circolare im InFila 

36 



3U 

4i ogèrU vóUmiatie a*proprietarl di questo Distfetto » na aU 
tflfo la ficaneiza del nnoierario parmi difficile poter racco- 
bnoD frutto* 
Accdga intanto il Comitato gli attestati della mia reraco 

stima. 

•Il Conwitiiarfo 

GioTAVKi Hoscuai. 

Jl H§. Fmidimk M CamiMo 

di PMUca SaluU 



MS 



Mio Caussimo D. Pbpfiuo 

Qoaldie oomponente il Gomitato pare chiaramente che non 
ìTOglia lasciare il suo antico stile* perdonate quindi se con 
Tetoprafo avete rioeruto qualche mia risposta irruente; per5 
giusta» e da toì non comprensibile. Cotesti signori sono sem- 
pre di un modo f buoni a fare i dittatori benché stupidi ; ma 
quando poi gli è spettato di prestarsi si sono fatti sempre 
da fuori basta me la vedrò con loro dimani mat- 
tina. Io questa sera mi metterò in viaggio per costà ; per 
qui non dubitate , perchè sono talmente stabiiite le cose Ha 
non temersi se anche Ferdinando tp8dii$e un E$ercito ; per- 
donale dunque» replico» il mio modo di scrivere» essendo tatto 
diretto a cotesU imbeeOU. 

Vi abbraccio e con tutta stima mi 4ico. 
JMa 22 fiugno 1848. 

Voitro Àf$%. Àmeo $ Sert^ 

GlOVAUHl HOSOAUI. 

A^Mor Oiumpp$ Mitfkardi 



3i]> 



20d 
Quartiir gimrdé 4i FiUMfia 22 ffiugno 4848. 

SlGNOlE 

Fedele ai miei doTeri» ubbidirò tenia ritardo ai comandi 
che EÌI4 mi dà richiamaodomi in Coseoia» per riprendere !• 
mie fanzioni in cotesto onorevolissimo Comitato. 

Io dunque mi metterò in viaggio tra due ore. 

L'alio Commiiiario 

BaNfiOETTO HOSOURO^ 

M Signore 
n Bifkw FrtHdenU M Comi'- 
talo 4ì PiMUea Salute. . 
Counza 



210 

JPtUMfia 28 giMftiM 4848. 
SiORoas 

Hi dicUaro grandemente tenuto per V incombenze addos^ 
fatemi , e spero corrispondere alla fiducia che il Comitato di 
Cosenza abbia riposto su di me , assicurandola che non sarò 
per piegare una pagina a danno , e disdecoro della santa 
causa- 
la saluto con distinzione 
» Il Commessarie Civda 

GirssFFE Mazzbi. 
M iig. Pr€$idenie M ComMo 
a Saluta ^bbUea di 



3M 

mi disertori , che fu indolenza del Capo « e sotto Capo della 
Guardia Nazionale di questo Comune , quelli stessi clie di* 
cevansl Capo , e sotto Capo Urbano » e che quest'ultimo ebbe 
il bene di disciogliersi coti* antecedente Compagnia » faran la 
causa permanente della diserzione i noi non intendiamo por- 
tarne alcun carico e peso. 

Ella potrà ordinare che questo Capo e sotto Capo si por- 
tassero colla Guardia sul Campo , se non vorrà altrimenti , 
e di ogni diserzione soggettarli ad un consiglio di guerra , 
e disporre la punizione per le Guadie che si denegassero , e 
che disertasseroè « 

La nostra influenza va decrescendo per colpa e causa della • 
male organizzazione delle Guardie « e dei senHmentali » che 
fn apparenza si muovono, e poi fanno 1* opposto. Siamo ad- 
dolorati; e i miei fratelli sono odio slato di chiedere.il loro 
rimpiazzo per non essere esposti a continui raiieori , ed a que- 
sl' ora avranno fatto la loro dimanda al Gomaqdante signor 
MiJeti colà nei Campo , ed è pur troppo ragionevole. 

È mio dovere darle ragione esatta delie cose in nostro 
perfetto discarico. 

Ho fatto ordinare ques'a sera medesima al detto Ca|io Guar- 
dia di rimiire i disertori e spedirli, ed approntare in rimpiaz-* 
zo coloro che si Irovatio nello siatb di onestamente servire. 
Non so se le cose avranno il loro regimar corso. Vorrei mjmk- 
Irtors» e non dissi che sia nativo di Mal vite « per questi av- 
veuimeiiti degradanti. 

GiiHiBPV£ La CostAp 

Al sig. Conte D. Giuseppe Rieeiardi 
pre$iémt$ dd Comitato ài FuòUioa 
SqIuU di CaMria Citra. 

Cosenza 



200 



Paola 21 ^ugno iS48. 



% 



SiGiròR Generali 



Avrei adempiuto ad un alto mio dovere , ed avrei soddi- 
sfatta alla più cara gioia del mio cuore eoi tenerla avvisata 
ove mai altri fratelii Siciliani fossero qui giunti , ma in vece. 



307 

come può accertarsi dalla segnalazione telegrafica che le ac- 
certo f àpprodarùno in Rtg^o, 

Ma se il cielo seconderà il desio di vederli fra le nostre 
braccia mi farò un pregio di comunicare ai medesimi i suoi 
Toleri. 

Non avendo in questo capo Distretto che solo quattrocento 
armati » la prudenza esige non dover staccare da questo punto 
importantissimo alcun corpo di armati. D' altronde non ha 
guari il signor D. Leopoldo Campagna capo della Guardia na- 
zionale di S, Domenico si spiccò da qui con un distacca- 
mento di duecento uomini per raggiungere ^11 Corpo di Ar- 
mala capitanato dal signor Mauro nelle gole di Campotenese: 
onde la prego tenermi per iscusato, 'se per ora non posso 
aderire alle sue brame. 

Da persona degna di fede fui cerziorato che in Lagonegro 
si ammanirono foraggi per un Corpo di cavalleria ed artiglie- 
ria di nemici 9 che si spedisce in rinforzo del regi acquar- 
tierati in Castrovillari ; in tale ipotesi stimerei esser condu- 
cente, se pur la sua avvedutezza lo accenni, accelerare l'azione 
eoi nemico» pria di essere raggiunto dall'atteso rinforzo che 

rrebbe essere di grave detrimento alle nostre forze, si per 
doppila azione in cui sarebbero impegnate , e si ancora 
per essere prive di cavalleria , e sufficiente artiglieria. 

Avrei a caro essere avvisato con altra staffetta dei suoi mo- 
YimQnti , e di tutto il meglio che la sua prudenza e somma 
perizia sanno operare in quest'attuale campagna, dal buon'esito 
della quale dipende senza dubbio l' assicurazione 41 ^^ P^ 
Uéto avvenire. 

La prego intanto gradire i sensi della mia più profonda 
devozione, nell'atto che io mi pregio di essere. 

Il Comandante il Campo d'oisermxion^ 
Giovanni Mosciari. 

%. Generde Riboiii 
Spezzano 



S12 

partirò ptr Campotentte a meuMÈOlde. 11 Mgaire Busico mi 
lia aiulCiwiino giovalo kn guasta opensiooe, ed ha meco di- 
visi i disagi per aoiaiare la genie scorala e stanca. Si ri- 
chiami il Maggiora» che per aenUmeBli codardi invilisce i suoi 

uomini. 

n Coplmo Mia Stato Magf^on 

FBaBUCAHOO FSVaCGCBLLt. 

Al %. Ca«mnHh DM Fnmd 
Capo éeUù Sioio Ji^gfiorv 
Spfzwmo MktmtM 



d06 



(Uai^siMO CàitAt'cci. 



Dopo la nostra pncf^Usso /«fa éà Napoli ci rivediamo nel- 
lo C^lahrio : ora sj^Mream iir vendloune il saagne spano dei 
noalri DraMli o goccia a goccia salle vili Inippe regie. Noi 
«aremo glorioai coi «pslrì fcnlelli siciliani » io non ne dnhf- 
lo ; e so Ycrreaio wconiali nella ribellione dalle altre pro<- 
vliicie« o paHicoInrmenle da snella di Salemo, non avremo 
di nulla e temere. Spero che i Inol nasici Avomn, Lamherti 
e gli altri ti manimfsns la pnmt$m. 

lo ti assi«Mro che seno nrid» di sangne ngio» ed aade il 
moasento di vesnre olle esami. Credo che hai pensalo di 1»- 
si*iar ràcimminditn a «inet dei CiiTaSs C«nlralr tf Napoli » 
rhe aoitto M pretmtai érUa fn«vra d» I>nJnrdia» san facesse- 
ro ritornare le Imppe > e ne ^■■'■im'ì isaprdire In risohuio- 
ne tanto presso il vile Minislefo * qnnnh» bciìmmés diretta- 
al general» Aepe e H. Girelaaao Ulkm, per non Avis 

agli ordini. ^ ritnntMM la tmppe 
ed il n aiOg iptane mima nnllo. 

A rivedsfci Ira hrevn ai rimps Adiia. 

Mi mo ^i 

^iKTno 3iii.m< 





SIS 



SieNOH PRE5ID£KT£ 



Di riscontro al suo veneralo olHtio di ieri , in cai erano 
chiuse due lettere uua diretta al sig. Roisi f «' V altra al 
sig. Aloe , ho r onore rassegnarle clm la prfflM è stata di 
volo spedita al suo destino, e l'altra Ark quanto prima di- 
riziata ove conviene ; dietro che avrò il risaltato di una 
mia diretta al sig. Aloe , giusta le primiere disposizioni dei 
Comitato- 
In quanto alla delarminazione presa dal Gomitato di vie- 
tare ogni misura economica» posso francamente asserire che^ 
durante la mia hreve gestirne nei Disiretto di Pf&ola , die- 
di bastevoli pruove di moderazione anzi che nò, e se ho de* 
siderale la cattura di due individui perniciosi , pria di ve- 
nire ali' eseensione , «on omisi chiederne ii deMio fmiuriiio 
al Cemìlato , la coartala dei medesimo qnindi ma aafrei a 
ehe voglia alludare. Inlanlodehho rassegnane air avveda tezi^ 
za dei Gomitalo » che lasoiare Impnniia ia petulanza di air 
cimi esseri perversi in tu' epoca cosi difficile » sarebbe- lo 
fitesM che accrescere lo stuolo de' nemici ^ ohe <^ra staa ma*^ 
ficherati , e che potrebl)ero reagire luetDchò vedrebbero che 
il loro mal fare non fosse colpito da «leun castigo, ti rap-< 
porto del Gomandante della jGuardia nazionale dei Diaosante^ 
che mi acchiuse, servi a far la discolpa della mia deiicate«* 
za : pale dunque che a boon dritto si. è desiderato l' arresta 
del prete Leporini , dalle sedizioni dei quale derivareoa 1# 
scissure e le petiegoiez^ di qttel Comune* 

Farmi che nessuna mia sia dispersa, come mi aocaeana nel 
suo gradito foglio , mentre il sig. Anastasio ed il sig. Gon- 
sole le ne consegnarono tre in vece di una. 

I carboni, di cui avea fatto inchiesta nella mia preeaden'* 
te , servir doveano alla fusione delle palle di cannene nella 
Perderà di Foscaldo : ma ora può faneae a meno dei mede* 
simi , avendo io provveduto diversamente. 

Non saprei a che attribuire il ritardo dell' incasso del (fu* 

tati 3000 del sig. Quintiori: a momenti, seri vero al sig. Zopi 

^ul motivo di tanto procrastinare, preoaurandolo ai sollecito 

adempimento delle sue promesse. 

A norma dei suoi comandamenti farò circolare un invila 

36 



312 

visi l dis-s-» 
cUamt *■. 



il Sfa - 
Capo dt-tf ■ 





A 



iiH 



20d 



Quartiir gimrdé 4i FiUM/ia 22 niugno 4848. 

SlGNOlE 

Fedele ai miei doTeri» ubliidirò tenia ritardo ai comandi 
che £il4 mi dà richiamaodomi in Coseoia» per riprendere !• 
mie fanzioni in cotesto onorevolissimo Comitato* 

lo danqne mi metterò in viaggio tra due ore. 

L' (Aio CmmiMtario 

BSNBDETTO HOSOURO^ ' 

Al Signore 
n Signor Prdiideni$ del Comi" 
tato di PiMUea Saluto. . 
Coienza 



210 



Filadelfia 28 giMifi^ 4848. 



SiORoas 



Mi dicUaro grandemente tenuto per V incombenze addos^ 
aateml , e spero corrispondere alla fiducia che il Comitato di 
Cosenza abbia riposto su di me , assicurandola che non sarò 
per piegare una pagina a danno ^ e disdecoro della santa 
causa- 
la saluto con distinzione 



M $ig. Presidente del Cernitolo 
di .Sdute v^MUea di 
Cosenza* 



Il Commeesarie Civile 
GirssFFE Mazzbi. 



Ite 

21 X 

Cùmiiafo di Salute PuMica — ^/ 3SS. 

Cosenza 22 gttiyno f84». 
SiGifOfi Geubbalk 

Kel dimostrare 1^ urgenza A pfombdre aMossif a' regt > e 
|K)rre itt cirto fttotfo fine afta guerra eoo un ardito coij^ di' 
nano , io non intendeva pretendere che Ella irasearasse an-' 
zitratto il rfeonoscete 1 Itioglii e te fbrze (9el nemico. 

Le aveva detto oltracciò essere nonché Btiie , necessario , 
èombinare I soot movimenti con quelli delle truppe ac- 
campate in Lungro ^ in Cassano , ed in Campotenese. Da 
ultimo le diceva per mezzo del Colonnello Deili Tranci , che 
tatti i nostri rapporti , rappresentando i Regt catfne scoora"^ 
fissimi , e però pronti a deporre le armi ^ ed una forza di 
4500 uomini essendo passata intorno a loro , per parte no- 
stra ci sembrava soperfluo , il mandare di qui nuovi rin- 
forzi 9 il che non avremmo potuto lare , senza sguernire af- 
fatto Cosenza. 

Ora che da Lei , e dal signcr Delli Frane! s* insiste di 
nuovo per aver gente , farò partire per Spezzano Albanese 
lutti i contingenti che mi si annunziano pronti in vari Co- 
muni Circooterkill, oltre la 4." Compagnia di 100 nomini 
circa V comandata dal signor Donato Morelli , la quale non 
potette partire ieri sera , ma partirà stasera sicarameoie coi 
mille e cinquecento ducati di che le parlai. 

Stamane ho fatto partire 10,000 cartucci , de' quali man- 
derà 2000 aln^eno a Campotenese. 

Ove accada quello che deve certamettte atctt4orè i «ttesò 
gli ultindi avvisi da me ricevuti , eroe che Fa frappa di Bif- 
Sàcca sìa vinta da Lei , o ceda le armi volontariamente, vo^ 
gliamo che Ella si regoli nel modo seguente. 

Gli UlHzIali tutti saranno fatti prigionieri di gtlefra , e 
spediti qui prontamente. 

I sotto Ufllziali i tinaii voglion prender servizio a favore 
della Nazione saranno fatti ascendere di un gradò. 

I Soldati tatti che sapranno leggère e scrivere è i qna^t 
vorranno passare al nostro servizio , saranno nominati Ca- 
porali. 
. 1 sotto-Udiziati e Soldati i quali domanderanno di tornare 



517 

alle case loro » saranno disarmati , e riceveranno fogli di 
via pe' loro rispettivi paesi , con questa clausola ^ che ovq 
deviassero menomamente dalla via loro tracciata , saranno 
passati per le armi. 

Farà fare nn inventario esattissimo delle armi ed oggetti 
militari di ogni specie cadati in nostro potere. 

La massima moderazione sarà usata da lei verso i vìnti , 
spettando a noi soli ogni misara di punizione * e perciò la 
Invitiamo ad impedire con ogni cara le violeaxe , e le ven* 
dette che i nostri potessero mai volere esercitare contro gli 
abitanti di Gastrovillari. Fido abbastan:za nella di Lei gene- 
rosità per esser cerio , ohe sUm ronà ODaCamlÉm èa Modo 
alcuno il trionfo della nostra santissima caosa. 

Proibiamo in modo assolato ogni tassa fòndbaa f & speria*-. 
mo che abbia indirizzati savori rimproveri al Comaadanta 
Milell pet la coadotta da lui tornita la S. Marco; a qaajtan***' 
que bisogno de* nostri sarà da noi prorvedaAo jmmaotirtMi 
temente* 

Ci vien èoafirmala la ntto>va ddla foga di Fatma da Reg-r 
glo/ Ci viene scritta óltre a dò dal Campo di Filadelfia « 
Nunziante non altro desiderare f se ilon di veidre a patii 
eo^ nostri. Le ripeterò quindi essère argenta il finirla eoi 
Generale Basacca , il che aoo toglie » bea' indeso » che EUai 
debba usare neir assalirlo , le debite precauzioni di gaerra«« 

Ove Nunziante fosse seonfitto ^ siccome è probabilissinfè , 
Ella non dovrebbe far altro , ottenuta vittoria a CastroviUa-f 
ri , se non ispingersi innanzi con tutte le Ibràe f e qaesto 
Comitato , cambiatosi in Governo provvisorio delle Calabria^ 
si recherei^be in cotesto Quartiere Generale , onde marciar 
sopra Napoli. Attendiamo coti ansietà grandissima sue lettere 
anoanziatrici d* una compiuta vittoria. 

Pel Cofiìiiaio 
C« RiC6UBDi> Presidente. 

ÀI signor Generale Rièotti 
Comandante in Capo V eser- 
cito Calaàro^Siculo, 

Spezzano, Albanese, 



31S 



91S 
emiMo a Sdute PiMUca — N.' S87. 

Coie$ua SX giugno 4848. 

Sf«90R COLONIfÈLLO 

Nqb 80 oafÉre la Boipraui da Lei provata in ricevere la 
mia di ieri i' altro. Sono io in vece sorpreso della rarità e 
brevità di sue lettere la momenti si gravi e solemii del no* 
atro paese. Due soli offici ho fioora ricevati da. lei. Neiral* 
timo, a coi rispondo, ella sembra volermi Cair la scuola, di"* 
eendo non aver lo ad entrare nella messe altrui. 

Rappresentanti il poUr^ politico deH Paese , noi abbiamo il 
diritto , e il dovere di sorvegliare tutte le azioni militari , 
e di dare i eormgH , e bisognando gli ordini cbe crediamo 
neeessart , al trionfo della pnbblica causa* 

Troverà qui acclusa la nomina del nuovo Qoartier Mastro 
nella persona del sig* D. Nicola Lepiane Capitano della 2.* 
Compagnia. 

Questa sera partiranno 150Ò dueatt di cui parld al Ge- 
nerale. 

Spero abbia spediU subito al slg. lianro i due. 1300 iu 
Campotenese. 

M Comitato 
G. RiGcuEDi, Presidentei 

M Mg. CoUmnetto Detti Franai 
Capo dello Stato Maggiore al Campo 
Spezzano Aìòaneee. 



IIS 

Quartier generale di FrancaeiUa 22 giugno 4848. \ 
SiaRous. 

Di riscontro al di lei foglio del 31 volgente, le manifesto 
I4 mia gratitudine per Fallo incarico datomi di alto Commes^ 



319 

sario Civile » e Tassicaro che per quanto debolmente poiio» 
mi presterò pel bene della impresa. 
Mi dico con istima. 

n Commi$$ario Civile 

FbBDIHAWDO BfAKCO. 

ÀI ngnor Presidente dek Cam- 
iai0 di 

Cosenza. 



214 



Cmnitato di Pubblica Salute déUa Provincia di Calabria Ultra 
Seconda — JV/ 28. 

Catanzaro li 2S giugno 4848. 
SiGVOR Presidente 

Onesta mane alle ore 11 a. m. è approdato alla rada di 
questa marina il legno a Vapore denominato il Palinnro, co^ 
mandato dal Capitano D. Nicola Rocco. La popolazione prese 
sabito le armi « e le Guardie nazionali dei vicini paesi sono 
accorse e continuano ad accorrere aniipate dal più vivo en« 
tnsiasmo. £ 

Si è però conosciuto che il legno non pia a bordo truppa 
da sbarco, come ocularmente hanno osservato taluni paesani 
che andiedero a visitarlo, e si crede eh* è oggetto di esplo- 
rare Io spirito di questa Provincia » e la sua attitudine avesse 
determinato l'approdo. 

Il Capitano disse che si sarebbe fermato per attendere altro 
legno proweniente da Giuliano va » e col quale doveva incro- 
ciare verso Eeggio. 

Sia comunque, qui si starà nella massima attitudine e con 
forze preponderanti atte ad ogni evento. 

Colla massima ansietà si attendono i risultati dello scontrc 
che crediamo a quest'ora fausto tra i nostri ed 1 Regi. 

Il tempo e le circostanze .incalzano , e sempreppiù rendono 
necessaria la sollecitudine dell'attacco , mentre ogni momento 
per guanto k dannoso per noi , è utile pel despota che può 



320 

t 

ingrofdare le sae forze eoa quelle ritornate dalla Lombardia. 
Spediamo perciò la presente staffetta che parte alle 9 p. m. 

n Presidente 

V. MAB8ICO 

Jl Sep'etàrio provvisorio 
Fbbdiii ANDO Giardino. 

ÀI SifHùr Presidente del Comiiaio 
di hikòlica Siduìe di Calabria Ciira. 

Cosenza 



-•r 



215 
Spezzano Albanese 22 (fiugno Ì84S. 

* « 

SiGNon Comandante Generale. 

Le nmilio nnovaroente la preghiera di compiacersi ad istitni- 
re in qoesto Comune , giusta la di Lei orale promessa , un 
Comitato di Salute pabblica> onde meglio provvedérsi ai mol- 
tiplici bisogni della Patria, e meglio servirsi la Nazione nella 
presente epoca del riscatto , vedendomi io solo impotente a 
ben dislrapegnare il tatto con piena soddisfazione superiore, 
come ardentemente vorrei poter fare. 

In compraova A ciò mi onoro manifestarle i più conside- 
revoli ihcoDvenienn. 

1*. Questa cassa comnnale non offre veruna sommai dispo- 
nibile, quantunque sono da esigersi più di due. 2000 in at- 
trasso per le ricende politiche. 

2*. La detta cassa ha somministrato due. 100 alle Guar- 
die nazionali di questo Comune mobilizzate per Campòtene- 
se , oltre di altra somma presa dall' esazione fondiaria. 

Óra in questi giorni si sono sommiaistrate alle Truppe na- 
zionali di suo comando dieci Vaccine, incluse due del signor 
Gallo, e delle 3000 circa di razioni di pane non si fornirò* 
no finora che 250 , rimandando le ^Wvò Inutilizzate. Dei 
prezzo delle vaccine e delle razioni di pane, non ebbi fino- 
ra né l' equivalente, nò i corrispondenti boni. Intanto i pro- 
prietari che somministrarono le vaccine , nonché i panettie- 
ri , si rivolgono a me per esser soddisfatti , in opposto non 



sai 

fi presteranno piì^ per altre lomminiel razioni, fé io che son 
ilo nò i boni , né denaro in cassa mi veggo perduto. 

Prego quindi l<a di Lei bontà di riparare a sitTatli ineon* 
venienti , e di costituire subilo il Gomitalo di cui le tenni 
parola , essendo questo il solo mezzo energico • pel roigliors 
andamento dell* amministrazione , e per riattivarsi i* esazio- 
ne de* cespiti Comunali in attrasso. 

La riverisco con tutta stima * e le ne anticipo i miei più 
vivi ringraziamenti. 

il Sindacò 
.Francesco Candrbiu. 
M Signore 
Il Siffn&r RiMti ComandanU 
GimraU in 

ipezmno Àlbanei§ 



216 



Comando dMa 3,* Compagnia della Guardia nasionaU me6i'- 
U — iV.* 4. 

Spezzano Àìbaneie H giugno 4848. 
Sioifons 

In esecuzione de* di Lei ordini contenuti nel pregevoi foglid 
de* 21 corrente disposi che il 2.* Tenente D; Giovanni Mar- 
rone fosse dipeso dagli ordini del signor Mileli, per eseguirà 
una sorpresa nella casina Gallo ; eseguita quindi dal detto 
Marrone la operazione in parola , nel ritorno mi ha indrlz- 
xato un rapporto che mi onoro qui trascriverle. 

« In esecuzione de* di I^ei ordini mi son recato nel laogo 
> detto Cammerata » e precisamente nelki Casina del sig. Gal- 
» lo, ove giunto mi trattenni per attendere il Tenente de' Si-^ 
» ciliani « quale arrivato dopo pochi momenti » di concerto 
» fecimo aprire il portone della detta Casina — In seguito 
» perchè i domestici del sig. Gallo furono renitenti a por-- 
» gere le chiavi delle altre porte , ordinammo alla foczii 
» di scassinare. Eseguitosi ciò alcuni ^e* Siciliani salirpno va- 
» lorosamente per le mura » di cui ne ignoro i nomi i fino 

37 



S22 

^ al qaarto nobile » cbe rilrovammo che prendei»amo degli 
» oggelH, oonsistenU in diversi fannamenti, po$aie, ferri » eth- 
» ciocavaUif terraglie , cristaUi e rame , che uniti coi nostri 
1» soldati si continuò , e nel bollore porzione delle terraglie 
>> vennero lacerate — Quindi ci posimo in viaggio col citato 
» Tenente , e con porzione de* nostri soldati , e de' Steilianf 
» condussimo alcune giumente , otto bovi , sei de' quali erano 
» addetti a' carri, in riitoro detta truppa^ come ancora -furono 
» presi due asini dal nostro sergente Stefanizzi •— Itolo sonò 
» a Rapportarle in discarico del mio dovere. » 

€lielo partedpo in adempimento di dovere per di Lei in- 
telligenza y ed uso di risulta. 

JR Capitano 
Nicola li PiAni 

M Signor Colonnello Comandante 
la 4.^ Brigala della Guardia na-r 
Jfionale 

Spexxano Àlkanese. 



•^^m 



21T 



NOTIZIE IMPORTANTI. 

Ci affrettiamo a pubblicare le notizie pervenute ieri ad ore 
4 di notte dal campo di Spezzano Albanese. 

« 22 giugno. Questa matlina un* ora dopo giorno suonò il 
tambuft) annunziatore deirarrivo dei regi in num^ di 120Q. 
Èrano a un miglio da Spezzano Albanese. Fu ananime il 
grido di gioia , ed in men che noi dico ci riunimmo tutti , 
Calabri e Siculi , ed ardenti n'andammo all' incontro del ne^ 
micp, che si avanzava baldanzoso a passo di carica, creden- 
dp di trovare debole resistenza. Trovò invece non uomini, ina 
]éoni« — Si appiccò il fuoco, che durò un* ora e mezzo; ma 
ben presto la vittoria fu nostra. Circa venti colpi di canno- 
ne trasse 7a tipstra artiglieria, e i regi si dettero a precipi- 
tosa fuga. Noi gf inseguimmo oltre il fiume Coscile , e pas- 
sammo à guado il fiume Esaró dalla parte sinistra per ta- 
gliar loro la ritirata. Ma il nemico parea aver le ali ai pie- 
^i » e non fu possibile il raggiungerlo. Pare lo Inseguivamo 
«ol itia&simo ardore , quando giunse il Generale Ribotti il 



92» 

quale e* hopoM di. ritornare a Speszaoo , il cbe fàcaoMsio « 
tnalincuore. Nod puossi god precisione affermare il numera 
dei regi morti o feriti , avendoli eglino trasportati; per par- 
te nostra vi farona due soli feriti della Compagnia clie por- 
ta il soprannome dei risolutù Tracce di sangue abbiamo tre- 
Tato lungo la strada da noi percorsa al tornare. Ora i nemi- 
ci si soo rintanati in Gastroviliari , ed avendo guardato col 
d^anocchiale non abbiamo veduto anima viva. Domani au-* 
dreno noi Sk salutarli. Le ferite de' nostri sono leggiere. » 

CATANZARO 

Dopo it fatto della Monglana i nostri occupando jMisizionl 
vantaggiosissime hanno stretto più da vicino i regi stanziati in 
lionteleoue. Nunziante pare che voglia venire ad accordi ; 
ma ben potrebbero esser queste arti fraudolenti, dalle Qua- 
li 1 nostri certo non si faranno accalappiare. 

{ V Italiano delU Calabria. ) 



fil8 



S^nixiù di Guerra N.* 43. 

Lungro SS giugno 1848. 

SlOIVOR GfilfERALK 

La qui annessale significa 1 movimenti provvidenziali credu ti 
opportuni da adoperarsi dal Generale Miieti. Essendo a Cam- 
potenese da 2300 uomini » egli ha opinato esser troppi alla 
difesa di quel sito , sia che il nemico attaccasse , sia che » 
battuto , tentasse un passaggio , sia che volesse dal lato di 
Basilicata osar penetrare. Lascerà, lì la forza maggiore che 
potrà 9 e condurrà seco o invierà a filorano un cinquecente 
uomini per custodire 11 passo , se il nemico vdesse gittarsi 
su Campotene^ , o attaccarlo , quando Ella crederà oppor- 
tuno ciò fare di consenso con altri corpi nostri. 611 è quello 
importantissimo luogo , e meriierebbe essere ben munito ^ 



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325 

truppa , ed osserTar insieme con Basico lo flato di quelle 
noslre frappe ; ed osservato (y^alarmeate Io stato delle cose ^ 
e se sarà proficao, distaccherò un numero di armali dairan- 
lideito campo, onde aumentare la forza in Morano onde re-» 
fisterò alla forza nemica , mentre essendo io ben cognito di 
quei luoghi crederò analogo rinforzare quel sito tanto utile 
a noi ; cqsI operando porterò meco con Busico il residuo* 
delle munizioni e '1 danaro ancora. 

Il Comandante la Colonna mobile ecAobréur 

PlKTRO IllLSTI. 

M 9ig, Capitano detto Stato mag^ 
gior$ D. Ferdinando Pttruccelli in 

Lungro 



220 



Al GENEROSI OTANZERESt 

lb xilizib gittabinb 
Fratelli , 

* 

All'annunzio che la regia soldatesca minacciava celesta ama- 
tissima città y tutte le milizie cittadine di queste campo pal- 
pitarono per Voi , ed avrebbero voluto correre subitamente 
per dividere insieme i pericoli della battaglia , e la gioia dei 
trionfo , se un più forte dovere non ci tenesse qui uniti e mi- 
nacciosi contro l'accovacciata belva di Monteleone, che del 
suo alito appesta le nostre belle contrade. Ma è indicìbile lo 
giubilo che in tutti i petti si è destato alla novella che Voi 
lutti pronti 9 e numerosi accorreste alle armi per respingerò 
qualunque aggressione del comune feroce nemieo. La vostra 
manifestazione armata ha pienamente sgannati coloro che cre- 
devano il fatto della nostra grandiosa e giusta rivoluzione fossa 
opera di poibhi sventati faziosi. Noi in campo sottoposti ai di- 
sagi per noi gratissimi e gloriosi della vita militare , e Voi 
dalle mura cittadine sapremo costanti e concordi difisiidere 1^ 
conculcate e sacrosante franchigie nazionali , e riconquistar» 
i dntll, e la dignità di uomini liberi che dalla forza bru- 



326 

l«]e si vorrebbero canoellati dalle noslre fronti per Impri* 
mervi novellaniente U marchio ^di schiavi. Ma Iddio dai suoi 
tabernacoli ha suonata già V ora della nostra redenzione ; e 
aggiungerà vigore alle nostre menti , e forza alle nostre brac- 
cia per dar raltimo colpo alla moribonda tirannide. L*opera 
della provvidenza 6 manifestata a segni visibili quando scor- 
giamo tra noi tanta universale concordia » ed operoso e fer- 
vente entusiasmo. SI , o fratelli ^ vinceremo ; e la nostra vit- 
toria sarà accompagnata dalle benedizioni deir Italia , della 
Europa tutta , e di I>io. 

Cmnpo di FikMfia 23 sUtgno 4948. 

Il ComandatkU gineràU in ucond^ 
Fmarcbsco ST0C€0 
A Capo deUo Stato Maggiora 
Giù: FaA9CB8G0 GniFvo. 



S2I 



Ctmitato di Sah$t$ PMitta delia Frwineia di Calakria Ut-* 
tra *.• — if.* S90. 

Catanzaro S3 gingno 4848. 

SlGHOU 



Questo Comitato ptega loro per II momento non dar ese- 
cuzione air ordine del i^orno del 21 andante, stante che noo 
ha potuto ancora decidere sul medesimo : intanto, si fa os- 
servare die il sig. Stocco pare debba occupare il insto di Gor 
mandante in Capo la Divisione tutta ; che il sig. Longo es- 
iimdo piazzato nella 1. Divisione di Cosenza» non può nello 
stesso tempo esser Comandante della seconda ; e che in fine 
non avendo il sig. Tocchi accettalo il carico di Commessario 
# Guerra • o debba rimanervi il sig. AndreotU , o altri in 
sna vece , s' egli assolutamente non vnol continuare. 

Manifestino qnestQ osservazioni allo stesso sig. Tocchii e ci 



»27 

facciaiio conoAcere svi proposilo qmrl sia'delte SS. LL . r tv* 
viso. 

// Pre$idetue 

V« MORSICO 

// Segretario provvisorio 
Tommaso Qi^mBiiKo 
Ài eignari Commeitari IM0- 
foli a< Campo di 
Filudelfa. 



222 

ComiMo a SaluU pubblica di Calabria Ultra 2*. — IT. »§. 

Catanzaro 23 giugmo 484S. 

SlGNOII. 

* 

ÌAoi eravamo più dbe certi della solerzia , e di loro ope^ 
rosile ; ci alteodiamo con ansia il verbale che ci promelio^ 
no , onde renderlo di pubblica rafione. 

Il Gominissario di Guerra Tocchi non ha aderito a prèn- 
dere servizio in codeato caiopo, quindi l'aauninistrazione def 
medesimo sembra che debba conUnuarsi dal signor AndreoU 
li , e se la medesima si crede incompatibile al novello gra^ 
do concedalo allo stesso 9 di che {)er altro qaesto Comilato 
iion ne vede la sussistenza 9 può delegarsi ramminislrazione 
medesima a qualche altro soggetto , che non manca in co- 
desto Campo , d' ialelligenza , e di conosciuta esattezza. 

Il signor D. Adriano Rossi si reca costà giusta le loro ri- 
chieste. Al medesimo sono stati consegnati due. 4010, non 
che N.* 5600 cartucci , non avendone potuto al momento 
spedire maggior quantità , stante ieri se ne sono distfilMiill 
molti in questo Capoluogo , ma stiano certi che si sono 
dati gli ordini più precisi , onde proseguirsene la manilal- 
Inrazìone colla massima sollecitudine , e su tal proposito li 
ricordo di dare gli ordini, onde la restante polvere esistente 
in Maida 9 venisse immantinenti qui trasportata. 

Gli si rimettono canne 21 di saio per la confezione di car- 
tucci da cannone. 




«to — — : «f * 



i^ ìmul <Mfe mm-i^ 




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*» -**, rS 



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329 

Cmil^Q di Pubblica Salute della prowncia di Ctàabria Vltra ^.* 

CiUaHxara 25 giugna .f849é , 

* • ' « 

Siuom 

• • • • » 

GimU le richieste fatte dà codesto Ornipo gi reìi^ c(M^ D^ 
Adriano Rossli antfco Uilìziale di Artip^lferia , OÉde impie- 
garla nella medesima, a seconda de' snòi talenti # e grado. 

Al medesimo si sono consegnati ducati 4010, canne 21 saio, 
e cartacei 5600 in bariti <iaattro. Egli viene scortato di no- 
ve nomini della Comiiagnia diGimigliano,,ai qaali si è pa- 
gata la diaria fino al loro ritomo in questo Capolnogo : 
quindi non deve questo Campo nulla a' medesimi corri- 
spondere. 

H Pre$idenU 
y. Maisico 
Il Seffretariò prowiiorio 
Tommaso Giàsdiko 

Ài siqnori Commiisari Delegati al^ 
Campo di 

Filadelfia 



225 

Comandò Generale delle armi della Calabria Citeriore — iV*. . , . 

Cogenza 23 giugno iS48i ' 

■ 

I « 

SlGllOUE. 

Avendo esaminato e discusso il bilancio delle somme cjia 
si accreditano dalle, qualJ.ro trombe dtolla.Gtiard.ia d'onorii , 
da lei rimesso » trovo che le m^df^ime giustamente debbano 
ripetere le seguenti parlile. 

38 



I " 

« . i < 



330 

1/ Dacali 36,00 di massa per cadaano. 
2.* Ducali 45, 70 esistenti ia cassa da dividersi egual- 
mente tra loro quattro. 

^ 3.* Ducati 282,00 antica cdssa nascente di risparmi su I 
foraggi e abbigliamenti che fin da dicembre 1846 dall'ex 
Capo signor Grfsolia fu paasatà e consegnata ali^aitluale Capo 
Squadrone signor Gaudio. 

Non trascuro poi insinuarle che sarebbe HtHé, e CQpdu* 
Gente chiamare a lei il detto signor Gaudio per produrre le 
piDpfi9 .giiMlificaiioiU ae ne aveaie. 

Lp «espivi r HiBcio del signor df Rgea. ed.il bilancio ^ 
prudoftlo dalie Uombe. 

Pel Ccmanda9d^ Generah. 
U Uggire QrgeMi%z(^^e 

., , . . ViTO,PoacARP 

JU fr'fliiipr. PrMidente de\ Comi- 
iato 4^Ha. Prpvin^ii di Calabria 
atra 

Co§^fidaa. ^ 

'. t f.ì' n 'i ■; 



286 

Controllo a Regìa dei Salif Tabaechi^ e Pólveri da sparo — N* 7/4, 

4 

Cosenza li 23 giugno 4848. 

SiGHORE 



fn pronto riscontro al di lei gentil foglio del 22 stante 
N/ M relativo d>es^ alla conoscenza quotidiana che desidera 
della forza di kegìa sotto i miei ordini, sono a manifestarle 
che cinque di essi a piedi , ^d uno a cavallo s^h9 sotto la 
dipendenza dei ca?a]ierl D. Gabriele de Rosa » e D. Giacinto 
Gaudio per oidìne ricevuto da Qpesto, Comitato di Pubblica 
Salute. ' . ^ 

Gli altri iridi vidut da me chiamati d^rblsti-etto di Castro- 
villari Iloti sonò ancora iA questa residenza piérvenuti. 

In fine gli altri due da Belvedére vengo assictiraio essére 



331 ' 

^taÙ flisarmati» come lo è$\^to ancora Tallro a nome Paolo 
Projelto 9he si ixoy^,fjx\^fì^io in quest'Ospedale Civile. 

/ L'Incaricato 

/ ' G. I^^RIMISERR^L.. 

ÀI Signor 
Porcaro., . .. , 



1 1 ^* ■ » • « • 



927 



Al SipnoRK 

j^IGflOR GCK^RAI'E RlBpTTI COMANDANTE L\ COLONICA AOBILE 

... . . • . ., 

Signore 

Airuoiiio liberale non ò permesso farsi rimunerare de'servizi 
che presta alla patria , onde togliere un infame tiranno , e 
rendere lìbero ógni Cittadino. Domenico Pezzleri, figlio della 
rivoluzione* come potrebbe attestarlo Finterà Calabria, come 
ancora Palermo, ch*è noto a tutt'i valorosi della santa impre- 
sa , che l'oratore fa nno de' primi ^eì giorno 12 gennaio, che 
Tenne affidato allo stesso 11 comando del 1/ Quartiere Fiero- 
vecchia. Lo stesso era puntato nel numero di coloro che do- 
vea oocapare un posto maggiore » ma Tintrigo di ateant avidi 
di occupar grafli > tolsero all'oratore un frutto delle sue fa- 
tighe. L'istesso Colonnello Grammonte , ed il Colonnello Lon- 
go , come ancora tutt'i Palermitani che qui si raltrovano po^ 
trebberò avvalorare questa verità; ma siccome là nazione non 
potea lasciare l'esponente dimenticato , ne venne riconosciuto 
col grado di Teqeole , e siccome l'oratprQ non è stato mai sog- 
{^Ì9gai9 41 ^imbìMifH», , aocettO con piia/cere t^ po^ io ^ pf^r^u^^ 
e eof^Qlo cbo .la nazioqe Vabb^ f)fe$eate. 

$if iKmr jG^^nerak) l'esi^ueute aina /clie i suoi ^rvjgi jasm siano 
dionìoikfUi.dal viro librale RibutU^ a\ qii^le J^uila ^uggfs; 
pevQiò si ivedn il ||^Ate nMirobi)ligo pacare» alla di Lpì co- 
nu^cen^a che ieri mattina eravamo al i^im^ro di circa cento 
persone , argioammo e so^pin^imo i regi a non uvviciuarsi ai 



à32 

nostri Ire cannoni ch^erano situati sopra al moAte , e Longo 
u'è testimone del disimpegno 4|Bl nostro dovere; dipptà il 
giorno {stesso, lo slesso supplicante^ o^n altri oUo individui ap- 
partenenti alla spedizione del Colonnello Graroipofite » fu- 
rono uniti coi valorosi Trapanesi ad attaccare coi regi sotto 
Castrovillari , e sostenemmo con tanto ardore Y attacco , che 
fu un miracolo come st^ampammo la rila , e particolarmente 
Foratore che trova vasi ne' primi posti, che veiraè salvato da 
nn Aiutante di Artiglieria che lo mise dietro al suo cavallo; 
lasciammo ì nostri posti quando viddimo sfilata rArtiglieria, 
il prode Colonnello Fardella , e Longo , che furono ancora in 
mezzo a quella grandine di palle attesteranno questa verità. 
Credo giusto, signor Generale segnare qui sotto gUin^vidui che 
furono presenti air attacco , afllnchò Lei non dimentica i ri- 
spettivi nomi , ed altro non si brama. 

Circa sessanta Trapanesi bravi patriotti. D. Vincenzo Meii- 
nclli Tenente , D. Agostino Bosco Volontario , D. Gaetano To- 
zio Volontario , D. Lorenzo Cappello Cerusico , Rosalio AIoì 
Volontario , Giovanni Sanguedolci ^ Giuseppe Argento , Sai- 
vadore Meraggio » Ignazio e Domenico Pennini. 
Cassano 23 giuifno 1848. 



l'I' 
Ah SiGfioaE 

, . . ! . 

ih SmnbK €UMAlfDAt«TB GeHKRALE L'AMIÌATA IflIZtONALK • ' 
BELLA PHOVIIICIA IM CaTANZAKO. 

Sighome 

}l noto Cittadino di nome Ferdinanda Arene fu Domenièo, 
lungi di aver sofferto delle sevizie di cinque mesi di prigìò-» 
nia » nell'aver dimostrato la vampa che nel suo cuore hiflam-^ 
mava per la giovine Italia , quantunque capo di una forni- 
glia di 14 Individui, e padre di sei minori iigl^ , appena ot- 
tenuta la libertà , volendo esser conseguente a* silol liberali 
principi , senza addirsi alle cure domestiche , vieppiù si ac- 
cese dei fuocu della libertà per la santa causa, in fatU venne 



sss 

i 

egli dal Comitato centrate spedito per organizzare le Guardie 
nazionali nel Circondario di Chiaravalie , ove non solamente 
a tanlo si occopò , ma facendo delle aringhe in pùbblico ,' 
ha cercato animar la gioventù scootendola dal letargo del re-> 
Irogradismo , e con ciò ottenne diversi giovani distìnti volon- 
tari 9 che alle Guardie non si apparteneano , quali esibì al 
Gomitato sadetto. 

Il giorno 1 1 di questo cadente mese * venne spedito colla 
Cassa militare nei quartiere in Curinga , da ivi nel seguito 
dello Stato Maggiore , colla qualità di Uffizlale dello Stato 
sudetto , fu all'assallo di Ifongiana , e dei come Ivi si distin- 
se , lo potranno accertare , non solo i due Colonnelli signor 
Longo e de Riso , ma pure il Maggiore signor d' Elia , e lo 
masse che in Mongiana furon presenti. 

Atteso tuttociò , si vuole inabilitato per mancanza finan- 
ziera seguire di vantaggio gP impilisi che lo spingono natu- 
ralmente al conseguimeolo dello scopo , pel cammino del quale 
ha affrontato le più acute spine. Se Ella vuole che la sua 
gloria nop l'abbandonasse per via t disponga un fondo ove at- 
tingere una proporzionata diaria conveniente al suo grado, e 
io provveda di un cavallo, e così coronar possa la nobile 
impresa sul campo dell'onore per la santissima causa » ove 
intende spargere il suo sangue. 

IHo vede il suo euofe oon qnal ripugnanza estema 11 ano 
priegOy ma qualunque virtù scolora venendo a eonlraato colla 
uecessità / 

Jjiddove poi la nazione non lo creda |iià necessario » si 
cumpiaccùa provvederlo di un onorato permea» per poter» 
riojilrare in famiglia 

. Nei Campo GeneraU di FOaMfia U 23 f/iugno iS48. 

FBKOiiiAifDO Aanns. 

« 

2^29 

Cottìondo della // Brigata dallo Esercito Calabro-Siculo -^ N' ••• 

Spezzatho Mbane$e li 23 ytnyno fSM, 

SiGiioaB 

Di risposta al di lei ulllcio di oggi stesso N/ 32 bo 11 bene 
manifestarle rimaner lo inteso che la 1/ Compagnia della 
Guardia nazionale Calabrese farà parte della mia Brigata, e 



9S4 

^he Ifl CofnfiagQìe dei signori Scotto » e Scalia faraiyio par(e« 
qaella d^l primo deU4 ^-^ Bri«;a(a > e lauditi dt^l ^coudo 
della 4/ 

/( Colmncllo Cmnandmt^ 
Enjliqo FAf^P£i,.LÀ. 
Sifn(fr Oen§rah in CQfO,d^U9 
Eiercito Calabro-SiculOm 



>«#M^ri«V«««**i|ÌM«B«M»«i^»«^-4Ì 



930 
8p$%3umo Alòaime SS giugno 4948. 

Siat QSVXBAUP nf C4FQ 

La prego éispune nq* aaldoa robda di itrmati per entro 
F «Mtalo di qtuMlo Comiioe , oode proyredèfe ^lla pabirtica 
IraoqailUtà , ovviare ai possibili disordini presso le beltole 
de* venditori^ da «èbiigarsi A far onovi provvedimenii per le 
ImppQ nasionali » a^sìaCeve allo smercio delle carni e dusUa 
neve per Feqaa dislribazione , nonchò a tuU'allro aba.oe* 
corre ; in opposto è impoaiUbila sperare no ragolare anda- 
mento delle cove , e la soddisfazione delle trappe di suo co- 
mando. 

La esterno 1 sentimenil dri mio profondo rispelto. 

li Sindaco 

FaAKCBSCO GANnREEA 

M 9ig' Generole in Capo Ribotii 
Spezzano Mbane94 



33!> 
331 

> 

domando Supiriolm ddlb SitMto CgUbro-SHuto M* 491 

Spetum» Àibmme SS ^ugno 484S. 
9ii}i<r<mE 

Le riflessioni che 1^ mi fa con suo officio per la IsUtn- 
zione di uo Coinitato al ^dbblica Salute in Spezzano , sono 
giusllssinie » e dimostrane! i Tanfaggi che un tal Comitato 
può rendere alla causa sacrosanta che difendiamo* Quindi 
per ordine e disposizione , la invito a dirigersi in giornata 
a questa brava popolazione Spezzanese » perchè nel più sol- 
lecito modo , ed oggi stesso potendolo » passi alla elezione 
de* componenti detto Comitato. 

Il Comandante in Capo 

AlBOTTl 

M Big. Franeeseo Candrera 
Sindaco di 

Spezzano. 



232 

Comando Superiore deUo Eeereito Calabro Siculo N."" 3f. 
Ouariier Generate di Spezzano Albanese 

23 givgno 4848. 

SlOMORt 

He éndttto èpporCnm disporre delle <i«iattro Coihpagnie di 
GluirMB nazIomiU «MalweBl teme segue : 

y.* CoihfOjjffiia 

Gafrttartò sigtior Morelli alla 1/ Brigata comandala dal Co- 
lonnello Faldella. 



S36 

S.^ Compagnia. 
GapiCaiio signor Valentini alla 4/ Brigala che Ella comaDda. 

5/ CompagniGi 

Capitano signor Leplane alla 2/ Brigata comandata dal 

Coloonello Laudi. 

• • 

4.^ Compcignia. 

Capitano signor La Costa alla 3.* Brigata comandata dal 
Colonnello Gran Monte. 

Ne farà intesi i detti signori Capitani , perchè pel buono 
ordinamento del nostro esercito , si uniformino a queste di- 
sposizioni. 

Il Generale in Capo 

A, , ^ RiBOTTI. 

Al itgnor Cdondto Comandante 
la 4.^ Brigata signor Coetabile 
Carducci. 

Spezzano 



m 



Stìto Maqgiork Gcnerali d«i,l* Esa^ciTo Calabho-Sicvlo 
Ordine del Comando Generale del SS giugno ia4S. 

Di guardia allo Sfato Maggiore dimani sarà il sinior Mag- 
giore D. Carlo Pisano. ^ 

Giorno di festa e d'immenso compiacimento fii per noi ieri . 
quando alla vista dèlia Truppa F entusiasmo e Fardora del- 
la pugna si manifestava nel più alto grado per la cenerosa 
gara tra tutti i Calabri , e Siciliani ; precisamente negli 
abitanti di questo caro paese, ove anco le donne armate di 
epttdi , di bastoni, di aAtéHa con aria marziale giravano an- 
cor esse alia volta del nemico. S' attaccava la Truppa colla 



./ 



SAI 

iMii M Aantne » oolto fnloiOlPte grida di nva la l»è#rlà » 
vlia to /raliliansm morie irf tfraiifM; s' iocaliara , ili fugava 
iaygnapdola fia dentro Caslrovill^ri eoa esiremo e iodìciU- 
le calore. Giorno veramenle dì gioia! 

B im è caro il naoife^re coane i Siciliani levavano a cielo 
Il «alofe de'Caiabrèsi » ed i Calabresi esallarano i veri Sici* 
Uaai già nsi alle pogae. 

L' impareggiabile generosità ! Sia lode dunque ai bravi 
combaitenli » a v^ valorosi dc^ni figli d'Italia ringenerati ; 
yi, per cni si paò vagheggiare il ii4ù lieto avvenire di li- 
bertà » e fratellioaa di giusto amore palriottico. 

Si »a<;colga questa manifestaaione.diqoeslo Comando pene- 
aerale Y <oaie il più vivo attestato di stima , e di ammira- 
zione f e una parola di afletto a q\iesii buoni e cari abi* 

• 

U Coimmeilo Capo d$Uo 5Mo Maggioro 



234 



AXATO Ameoi 



In preda a qual dislarbo io mi trovi non. è agevole Te- 
tprimerlo ^ imperocché lungi da voi , non ignorando i peri- 
gli ai qvLsAì vi trovate in braccio, e non potendo manco di-^ 
viderli per tanta distanza che ci separa, è cosa per verità in- 
sopportabile ; aggiungasi al fin qui detto, che ora si manca 
dei tutto di vo^re nuove , poiché ogni maniera di coma- 
nicaiione è interrotta, sì per terra che per mare, e noi vi- 
viamo ignari degli avvenimenti che vi riguardano. 

Noi saprei però nella circostanza, astenermi dal raccoman- 
darvi somma vigilanza » e risenra nel dire e nelF oprare « 
poiché ogni causa , abbeoché santa , non lascia di aver la 
sua sorte «— Debbo altresì nei rincontro forvi nòto, che ebbt 
sempre in vista i grandi obblighi di Cittadino , phe abbiamo 
verso la comune patria , per i quali con duolo considero di 
essere marito e padre , ed impossibilitalo perciò a correre 
gli eventi di voi altri , che le slesse mie aure respiraste ; 
pcocunla ialkinlo che ogoaao de' vostri fratelli sia termo , 

39 



93» 



' "1 

935 



I 



5. Stefafìo SS pugno Ì949ì 



ClKO FftAfBLlO RODOLVO^ ' 



i 



Come Iddio ne lia Minato dal primo pericolo» coti vorrei 
dalla provvidenza in prosieguo. Stole peri IMN aeeevfi e vi- 
gili per ogni mossa, e cercate di ammalarvi il meno pedai-l' 
bile in tanto bisogno. 

Peppino sta bene » e si trova in Filadelfia , e scrive piut- 
tosto fiivorevoli nnove. 

La presente è venata per istrada di Anianteà » portata da 
Rocco Moscari , e sao padre Gaetano. 

Bateci sempre naove di voi latti , cbe con tatti vi al>- 
bi^accio e salato. 

ToMiuso Mazzbi. 

M fraidìo Rodolfo. 



S36 



%* 



Mofporio al CépUtmo ééHa tHonéa tompofiUa ài Cklanzaro^ 



FiUMfa 2$ f^«ri« iS48.^ \ 



BieiiOBs. 



Dana 9è GoÉipagiite 41 CMansani è mapealQ D. Nicola 
MMoaffiM di teiHa, Caperai Botiere detta stessa, e 9.* Te^, 
■Mia della 6Mi«a naBleoala di SeUia. 

L» slamo ODO oidina del Gomamlaata II. Eageoia de Riss^ 
pavé dal foartiefe geoerala col permealo di ina giorni per. 
tatimare a trenta oonnolatA individui della &iardia nayioua-i 
l0 M SeHia di isr subilo parte dell' Acmala «a^iotiale , ^ 
^■kidi raatiluirai al Campo. Ad onta di una fowervbia d«ii- 
dofoa tornare llaiwpuriao per non siiaiware .i^ Mfcjfriq 



340 

éovert. Un nfliziale della Guardia nazionale dt fellia , ed 
logg^i basso Ufllziale della Compagnia t avendo disonorato sa 
flesso, qaale indégno della patria ne' suoi bisogni, dopoaelte 
giorni cbe parti domanda il Capitano che lo stesso fosse se- 
veramente ponilo da nn Consiglio di Guerra, e che arresta- 
to venghi condotto al Campo nazionale per esempio dell'Ar- 
mata. ^ 

Il Capitano della 2*. Compagnia 
DOMEUKO PAimmiAi. 

M Signor C$mm 4 a m U détta 
PiaxMm di .< 

FOodilfla. 



237 

Guardia nazionde 

TiriOo 23 iiiugtko ^849, 



SlOHOKK 



A Tista del di lei venerato foglio di ieri , ho scrlilo al si- 
gnor O. AntotUo Amnis sotto Capo 41 questa Gai|rdii| oasish 
naie di subito Ingiungere di disarmare i quattro ex Gendar- 
nii dimoranti In questo paese, per quindi rimettere r.armi 
nel Campo di Filadelia. «>»lni in esecuzione di tali disposi- 
Sion! si conferi subito nel Quartiere , ma non rinvenne arma 
Ternna. Chiamati i menzionati ex Gendarmi , e chiesti di pre- 
sentare r armi in parola , costoro sulle prime risposero per 
raffermativa , ma non l'hanno adempito. 

Premesso elò la prego dare qaeUe d isp o a h itoa l cte cMlerh 
analoghe soll^ggetlo, ed lo mifarC^ «n dovere eseguire il lulM 

Relativamente agli altri ex Geottarml hodtapaOo ptor meaa» 
di detto sotto Capo di Dirli aoorlare Hmànai at Gonfiale di 
Catanzaro. Mi si è fatto sapere che parie dei metelni aoao 
spariti , e due si trovano qui , I fsall carichi di mnnerosa 
famiglia , privi di ogni mezao di snssialenca , non aono nallaf 
circostanza di poter viaggiare. Mi premurarono di suppHoar» 
la di lei amanlià pei mezzi di tni^pofla. IjbìcIo alla aoa oen^ 



Sii 

•ideraztoDei e rat attendo il fatore éei dt Lei onieolt. inni- 
timo }e assicaro di essere partili nella «corsa notte circa M. 
Gnardle nazionali in Catanzaro per prestare ivi servizio. 

Il Capo detta GmarìUa nax4ùMÌ$ 
Michele Alemahiii. 
M ii^XomandanU la J?/ JHtitiom 
deie Mstreito Cdabro-Sicuio. 
CoKnxa 



238 



( Dair Italiano delle Calabrie giornale Ufflziale del Comitati^, 
di Salute PubbUca n."" 9. ) 

CRONACA CALABRA 

In conlinnaziope di quanto abbiamo detto nd numero pre-. 
cedente sul fatto di armi ;tra' nostri e i regi nelle vicinanza, 
di Spezzano Albanese , aggiungiamo le seguenti particolarìtiu 

La mattina del 22 1 nostri erano tuttavia in preda al sonno 
quando venner desti dalle grida delle donne di Spezzano » 
cbe accortesi dello approssimar del nemico correvano dì uscio 
in nscio picchiando , gridando , e chiamando all' armi. In 
un baleno foron tutti pronti a dare Y assalto al nemico che 
ai era fermato a breve distanza. Se nonché stettero un mo« 
mento in forse sul cammino a prendere , perocché pareva 
che una zuffa si fosse impegnata tra regi e paesani. Ma Tac* 
corto e prode Generale Ribotti , dotto della sua lunga espe- 
lienza , conobbe chiare che quella era una bassa malizia per 
trarre 1 nostri in inganno. Onde dato subito l' ordine di as^ 
saltare » Calabri e Siculi , con 1! impeto del turbine » si sca- 
gliarono contro quella vile malvagità , che impaurita si 
diede a precipitosa fuga. Questa fazione ha dimostrato di 
quanto coraggio » e di quanto entusiasmo sieno capaci i Cala- 
bresi » e che i nostri fratelli di Sicilia son sempre i prod^ 
del 12 gennaio. 

Un fatto poi che attesta la somma perizia degli Artigllert 
Sicllfani è questo : cbe di risposta a un colpo di cannone ti^ 
rato dal nemico , un altro colpo dalla parte nostra 18 saliaré 



342 

io aria fMir«^ »eno eka «ni poiieda?wp. Nel «nwtieii 
ìb ne oonMnraiio i fraalaini. 

Gli flggelti lasciati da^ nemico ini luogo della pagaa tono 
nm barile di carinoci , alcana seiable » ed una bisaocia con 
man$U$ / • ♦ • , 

I regi in prosieguo tentarono di avviarsi Tono Cafisasot 
ma anche questo tentatilo tornò. lantUet poicbò il bruito Mi^ 
leti tagliando loro il cammino li respinse in Castrovillari » 
dove sono stati circondati in modo da non potere aHalto sal- 
varsi. 

— PnbbUcUamo un brano di lettera diretta da un gio- 
vane a suo padre » e notiamo che questa è la prima volta 
che egli si diparte da* genitori» T. affetto pei quali è stato 
meno potente nell'animo suo del desiderio di combattere per 
U Ubertà. 

^ « Da Campotenese li 80 giugno Ì9M -r Domenica .scot;sa 
gtoùslmo qai f«^licemente » dopo un allegrissimo viaggio, dan- 
zando e cantando sempre al suono del tamburo , ^osi die ìt 
lungo cammino ci è sembrato un felicissimo volo di tenero 
augcUetto. Vi scrissi, oon altra iHia che da Spezzano ci era- 
vamo dirètti per Fermo e Lungro sopra Campotenese in nu- 
inerp di circa. olt(H^nto« Non $ possitiiledescri vervi mio c^ro 
padre l'accoglienza ricevuta da tutti I paesi. Da AUomonte, 
dfa fermo , da'Lan^rb ,, da Saracena , da Sforano , da Mor^' 
Inanno , da tutte le parli insomma correvano a riunirsi cotf 
noi torme di persone armate , fra le quali la più parte di 
civile condizione. Giunti qui ebbimo notìzia che si sarebbe) 
avvicinala della cavalleria » e noi pieni di gioia ci avanzam- 
mo air Incontro del nemico » ma più tardi sepplmo ch'era 
stato disfatto in Salerno. Ciò non ostante tagliammo il ponte 
Cornuto , ed abbiamo preso posizioni tali , che da quàlun-* 
q ne parte sia per venire 11 nemico noi lo distruggeremo — * 
Caro padre statevi di buono animo : io qui sto contento é 
colmo di gioia : la vita non mi ò cara » e. se morrò non mi' 
piangete ma vantatevi di avere avuto un figlio che ha .com- 
battuto per la patria. » 

L'altro brano che segue lo ficavlaino anche da lettera per-' 
venuta da Campotenese. 

« Ora vi dico che circa tremila uomini ci siamo" 

qui accampati , Impostando tutte le falde de' monti che me- 
nano alla strada consolare. Abbiamo tagliato il cammino pel 
Snie del Cornuto » e si sono bUe innumerevoli barricata / 
modo tale che ancorché venissero delle truppe regie noi 
peMamo disfarle fàcilmeQte ». 



' « n lig* (HoB6p]è Pieé è il Miiggtòtti iNMIiiiéHftto , ''9è 
filÉiofie è amUo Mtggtdre » ìik QttfrtUmo dèlia prima Qotni^. 
giiia ea » 

te I Mgdori di Murmanno d prdrredòM di tatti i viveri 
9tm molta génUletza » flfianoo del oaflè ^^ H fif^f. Galizia Cap<> 
della Gvardla mtìùùBàe di detto iiaeM fa teitire il mangiare 
Mi oam^» ed invita tutti gii nfflìsiali >». 

« L* eotaslasmo della truppa è grendiAsimo ». 

Questo praove litelattabiii dovrebbero fkr tacere Qoel ma** 
Ugni che dieono estere la tlvdatìoiie opeMi di poehi seMH 
giirati« Noi ritoroiamo 1* aeoiisa $ e dieiamo che pochi seia-» 
garali aiMi qael ehe si Iknào aneora soslegiio al dispotiiuio ; 
ma i popoli r abbatteranno « perchè I popoli non sono plt 
cleelil f e pia non soffrono, di esser servi. 

Sebbene ateastaso già parlato ne* nnmerl precedenti de^Ciltl 
della Mongiana pare crediamo utile riportare nn rapporto 
fitto daf tigitorl Cotonnelle Longo , e De Riso al Gomandania 
deUe Colonne nel campo di Filadelfia. 

m FiladelAa 30 giugno 18M --^ Signora ». 

« Radaci dalla spedliione'di Monglada giosta gli ordini tir* 
covati , crediamo nostro dovere darle ragguaglio idegll awe« 
idawnH > e loro risaltati* 

« Partiti da questo campo vei^erdl Id corrente eolla Co» 
kmia comandata dal Maggiore d'ippolllo, giugemmo mi Mon- 
lercsso alle ore S della notte , dopo una marcia di ore 4 o 
ifi. —» Lasciala detta Colonna in quei quartieri , siamo ri«- 

CrttU alle ore 4 col battaglione formalo delle Compagnie di 
lida , Filadelfia , Cortale , e fl« Pietro di Tlrloto in tallo 
nel ndmero di SM naaionali comandati dal sig. Sebastiano 
Fabiani **- Dopo una marcia di dieci ore , per la maggior 
fotte setto la sferza di cocentisslmo sole « arrivammo alle 
ore 14 lf3 del glomo 17, lo Serra -^ NelFav vicinarci a quel 
Comune varie deputaiionl vennero ad fbcontrarci * 6 fra la 
altre una composta dal Sindaco e capo della Guardia naslO'* 
naie « che congratnlandosl del nostro arrivo » dichiararono 
volerà quella popolaiioae liir causa comune con noi ^ Viì^ 
posata alquanto la truppa partimmo alle ore 1& da Serra 
dirigendoci sopra Mooglana -^ In mozzo al cammino fummo 
Incontrati da una depntasione di tre nffiziali spediti dai Co^ 
mandante di quello Stabilimento , forse perchè prevenllo dal 
precitato Sindaco delle nostre mosse , e domandò venire a 
patti ^*^ Le condizioni da noi imposte furono : 1.^ Consegna 
dello SteMlimenlo. ^'^ Disarmo di tutti i soldati e sotto uffici 
BiaU ivi stuaionati > che sarobbero steli da noi aecomi^agnatt 



su 

ftl» agii afawpoill nrailel. 3/ -Coloro ini i^ nfltiall thè 
MM avfetbero volato rimaaare in serviiio della oaiiqne te* 
▼or sabire la aMdesiaui sorte de* primi — Ritoraò la dep««* 
lailoae in Mongiana asticaraiidocl che si s^reMie adeaipito 
alle nostre domande » e noi marciammo avanti. Traversala 
la montagna e dividi in due Colonne per occapare le poai*- 
zioni convenevoli nel caso di assalto « fermammo la nostra 
prima colonna nel n/ di 100 circa, che nvea percorso la via 
pi^ breve , sulla campagna libera a circa 400 passi di di- 
alaaia dallo Stabilimento per attendere il risultato delle io^ 
Tiate trattative, e noi accompagnati da due nfflziali dello Stato 
Idaggiore ci spingemmo avanti. Dal poggio che domina la 
Ifongiana , c)iiamato il Faghicello , fu da noi veduta la sol* 
dalesca nel n.^ di 76 artiglieri schierati sotto le armi assle«> 
•MI a 24 Guardie nazionali dello Stabilimento; ma rassiciirati 
dalle promesse della depulazione aspettammo il suo ritorno^ 
{kipo pochi minuti un uifiziale a cavallo , il Tenente Gue^ 
eione , venne di galoppo verso di noi dichiarandoci clie tolti 
gli nffiziali aderivano alle condizioni da noi imposte» meno 
1 aoldatl ariìgUeri , i quali si" negarono a deporre le armi 
ginngei^o firn a minacciare i loro superiori. Da noi fniono 
ripetute le medesime domande, senza alcuna modifica» In qoe* 
alo frattempo a' intesero due colpi di fucile dalla parie dei 
soldati , che come ci ai disse dopo furono da loro tirati ^aoth- 
Iro i nazionali di Mongiana , che agli ordini degli 'offiziaU 
al voleano ritirare 9 rimanendo di questi uno morto e V al* 
Irò ferito » ed Immantinenti dopo gli artiglieri preseco la via 
che conduce al burrone contiguo al connato poggio. , . scom* 
parendo dopo brevi istanti dalla nostra vista — Fu da noi 
congedato V nfflziale» protestandogli che avremmo attaccalo I 
Begt , e si qiedì un ufflaiale del nostro Stato Maggiore per 
Dire avanzare la nostra prima Colonna , mentre la seconda 
per la via tortuosa e lunga che dovea percorrere non era 
ancora giunta. Intanto una nostra vedetta ci annunziò che i 
sciati avean già preso la fuga dirigendosi per le colline 
della Fabrizia. Dividemmo in fretta la nostra milizia in due 
drappelli , correndo per dar la caccia ai fuggitivi da due 
diversi punti ; ma inutilmente perchè questi avean prese le 
allure , e la nostra gente de£aitigata non potè loro tener die- 
tro per lungo tempo — Dopo qualche colpo di fucile» scam** 
lilato pia per spavento phe ad oggetto di offendere , ci riu- 
aimmo eolia seconda Colonna allora giunta » e lasciando uà 
picchetto di osservazione nei sndetto poggio, marciammo sulla 
llongiana, dove pervenati funia filiti prigionieri lutti coloro 



US 

fra uffiziali ^ impiegati ^ke non. rollerò totloserivera la di* 
chiarazione di cai le soccartiaino sette copie. 

« Le nostre milizie entrate in Mondana vi presero quar- 
tiere per qaella notte. 

« La mattina seguente mentre^ eravamo intenti a visitare 
qnello Stabilimento e dare qna' provvedimenti che T occupa* 
zlone fatta ci dettava , alle ore 10 d' Italia si sparse voce 
del prossimo arrivo di nn Battaglione Regio. Non convenen-» 
doci rimanere in quella posizione sfavorevolissima nel caso 
di attacco , fatti caricare su' carri i due cannoni di ferro del 
calibro uno di sei , e l' altro di quattro colà rinvenuti » ci 
mettemmo in marcia col prigionieri. per la Serra e oolÀ at- 
tendere gli avvenimenti. Ivi da due nostri esploratori fum- 
mo assicurati che i Regi ne( numero di 40Q circa » già scen- 
devano dalla montagna della neve verso Mongiana. Non po- 
tendo attaccare tanta soldatesca con le nostre milizie in nu- 
mero minore e già stanchi da due giorni di sforzatissima 
marcia» fummo obbligati a prendere posizione, e dopo breva 
riposo lentamente avviarci per questo quartiere generale con 
i cannoni e prigionieri. » 

. — Le notizie che riceviamo dal campo di Paola sono buo- 
nissime : l' entusiasmo della truppa è pari a quello de' paesi 
circostanti , i quali anelano di pugnare coi regi. Ma questi 
non ardiranno di mostrarsi in quei luoghi , e se pure i* o* 
sassero manderemo a disfarli 1* eroiche donne di S. Fili, che 
insieme a tutta quella popolazione corsero già ardite al ci- 
mento f quando de* legni regi si mostrarono nelle acque di 
Paola. » 

— I fatlgatori della Salina di Lungro si sono prestati vo- 
lontariamente ad atterrare il pónte Cornuto , ed hanno ri- 
nunziato alla indennità , contentandosi dei solo cibo giorna- 
liero. Il Gomitato ha disposto che quei generosi sieno pre- 
miati largamente. Noi manifestiamo che essi sono Albanesi, 
e quindi degni di quella lode che meritano tutti quanti so* 
no i discendenti dell* immortale Schandefbeck. 

— Dobbiamo al patriotismo di D. Filippo Gallo di Bisi- 
gnano un contingente di circa trenta nomini , e là so/nma 
di ducati 125 c^ ha raccolta da vari benemeriti suoi con- 
cittadini per contribuire al mantenimento di quella gente* 
Egli è già al campo di Spezzano Albanese. 

— Altri dodici ne ha fomiti la comune di Belsito , fral 
quali D. Paolo Basile , Capo della Guardia nazionale » e D. 
Emmanuele De Bonis Guardia d'onore a cavallo, che si man*, 
tengono a proprie spese. 

40 



346 

— Dalla Oomuiie di Cerisano i»no partili finora trenta no* 
miai pei diversi campi. 



239 
I CALABBESI 

DELLA PROTIIICIA DI GALABBIA ULTERIORE SBCQUDA 

M generale Nunziante Comandante la CóUmna mobile 
di Operazione nelle CakibrieM 

m 

SlGl^OR Ge?ieriub 

§ 

Lode al Cielo avete parlato francamente una volta ; avete 
smesso qnella maschera ipocrita che tanto male vi stava ap- 
piccata sol volto; vi siete mostrato finalmente in carattere! 
Mercè al vostro ullizio del dì 11 giugno « siamo finalmente 
accertati che l' oggetto della vostra pacifica missione non era 
quella che con melata dolcezza ci esprimevate colla procla- 
mazione del 7 , ma beasi V altro di farci senza remissione 
subitamente giudicare e condannare/! Grazie » grazie ripetute 
alla vostra sincerità , signor Generale ; sebln^ne delle vere 
vostre intenzioni noi giammai dubitammo — Ed invero qual 
mente strana poteva combinare in uno missione di pace , $ 
Generale Nunziante ! E questo poi nelle Calabrie ! ! Chi igno- 
ra che Calabria Ulteriore seconda confina con Calabria Ul- 
teriore prima » e che il Distretto di Monteleone tocca quello 
di Gerace !!!•*.• Ma , da parte le recriminazioni ; e sian 
volte a scopo più «nobile le nostre parole — A voi è piaciu- 
to « parlando di noi , regalarci a piena bocca i predicati di 
Briganti e di Ribelli. In questo avete mentito , e calunnio- 
samente mentito. Noi non siamo né Briganti ^ né Ribelli^ voi 
lo sapete, tutta Europa, tutto il Mondo Iosa, od il saprà: 
noi siamo uomini civilizzati e leali , che stanchi ormai di 
esser trattati da schiavi , e da bruti , abbiamo impugnato le 
armi a difesa de* nostri dritti più santi ; di quei* dritti , cha 
accordatici , e garentilici alla presenza di Dio , invocato coi 
giuramenti più sacri , ora ci sono stati ingiustamente ritolti. 



347 

Non ne duole V ingiuria , polcM ben è sapslo t che q«esla 
fa torto a .colui che malignamente la dirige ^ non a coloro 
coniro i quali indebitamenle ed immeritamente è diretta. Ma 
non iKMsiamo poi con quel Tirtnoso comiMtimenio panarce* 
ne silenziosi salie conseguenze » che voi potreste Intendere 
di ritrarre da tali qnalifiche , che tanto gralaUamenl^ ci di- 
spensate. La Tostra ostinasione ad opprimerci , provocando 
in noi nna giusta e neoe§sarla difesa apre il campo * e con 
dotor sommo il diciamo f ad nna guerra fraterna* Or fa»* 
sta guerra sotto quaU principi Intendete menarla innansl ? 
Credete forse , che dandoci il nome di Bri§mUi e di RibeUi 
appianerete cosi la strada a* rostri soldati a francamente e^ 
impuneniente commettere quei nefandi eccessi che fama si 
tristo gli hanno assicurato? O supponete con ciò dir riviva» 
re te già vostre predilette commessioni militari , o altri si* 
mili tribunali ? Badateci bene signor Generato. La civiltà ha 
&tto passi da gigante » e fra te Nazioni oramai a civil li- 
bera vite risorte » non reggono pia que' canoni di Dritto 
Pubblico I che circa cinquaoV anni ia proclamava Lord Nel* 
son nella baia, di Napoli suite cattedra imponente de' suoi 
Vascelli a tre ponti. — Rammentatevi» che il Dritto de' PopoU 
ora non posa più sul variabile capriccio di un uomo solo ; 
ma siede sicuro sull'eterne immnteblU fondamente» che han 
nome Giustizia e Ragione^ Rammentetevi » che per avere 
voluto sconoscere queste verità » vide il Nelson miseramente 
inaridire sulte colpevole sua fronte gli allori dt Àbouhlr « 
né i trionfi di Trafalgar » uè la stessa eroica $ua morte fu- 
rono sufficienti a cancellare dalto severe Imparziali pagine 
della storte quel funebre velo che gì' infranti patti , ed i 
martiri di Napoli aveao disteso sulla sua gtorte » sull' onor 
suo. Rammentetevi , che queste qualifiche arbitrarie di Bri^ 
^anti e RibeUi produssero in Ispagna fra L Costituzionali ed 
I Cartisti quella guerra senza quartiere che destò l' indigna- 
zione di tutte Europa » e tutte Europa sospinse a forte nel 
più breve termine cessare. 

Signor Generale l Guerra» avete voluto ; e guerra sia. Bla 
queste almeno si conduca da uomini civili , non da selvag- 
gi » o d' assassini. Rispetto alle propriete ; rispetto all' ono- 
re dette donne ; soccorso e sicurezza a' feriti ; sicurezza al 
prigionieri ; non una slilla di sangue da versarsi fuori com- 
battimento. SI faccia te guerra » ma con tutte quelte nor- 
me • e con tulli quel dettemi che le leggi di guerra » dal 
Dritto Pubblico riconosciute, prescrivono. È queste te nostra 
ferma risoluzione » e pruova patente ne avete nelte maniera 



— Dalla Oomnoe dt Cerimio tono parliU floora innli * 
miai pei diversi canpi. 



DELLA raOTIHCIA DI CAL&IIIA DLTBKIQBE SECOHDi 

il fnurole Nunziante Comandanlt la Colonna tnebiU 
di Operazione nelle Calabrie. 



Siti>OK GenEitiLE 



T.iiilff III Tiiio 

BDlCWitl ql 



vplc parlalo Tronca mttn te una 



volta; atéto 



'Ila maschera ipocrila che tanto male vi ^'^" ^"T 
piwrara wnl vollo; vi siele mostrato finalraenle in S^*^^™"^ 



Mercè al vosim iimjiio dpt dì 1 1 gìugnr» , siamo "'^'"""^i 
acrorlali che 1' ofr^i^Ilo della vostra pacifica missione "v^i,, 
quella che con mflata dolcezzn ci psprinievale '"'^ *^fatvn* 
roazione del 7, ma bensì l' allro di Tarpi *"*"" .'rf»»!'»'" 

alla vostra sìnceritit . signor Generale -, ^'''**^'*iJSt« i" 

vostre intenzioni noi giammai dubitammo — Bd *'* . 

mente strana poteva combinare in uno mijri"**,, 

Gtnertde Nunziante! E qaesto poi neUe Calabria 

ra che Calabria Ulteriore seconda coiidna c*^" 

Irriore prima , e che il Dislrello Ai Moniel'" 

di Gerace !!!.... Uà , da parte le rc«' 

colle a scopo più .nobile 1» nnslt-«^ purnV 

tu , parlando Oi nuì , regalarci a v'»' .^^^ÈÈ 

Briganti e di KiòfUi. In qUDiAj» 9,\^ _^^^^^^ 

sanieiile DieiitHo. Noi BOO «tamo xr -^^^^^ -^ 

lo sapete, lUlla £liropa - l»i*io ì' -^ 

noi Maino «""' 





jr- 
sla , 
iprl- 
fa mi- 
ormato 
; di Lei 



'gì in ca- 

H*tri perdita mag- 

tn attitadlne di 

3P\ non merite- 

cui siamo tenntl 

_ _ . che non essendo 

^^ .^T— 1~ ,_ ,, " ^ , ^ vuridicameDte , vie- 

versi aggidnjjere allro 

l'er le cose di qui no» 

precedenlemunle si è 

ancoralo in questa rada , a 

, all' allro se ne alU'iidano ai- 

„iiiova colle Irnppc redufi Wto 

,alo nella nucessilii di ilchlamara 

e formare due Campi di OBseF- 

/; presili mie 





corlBM , mnaoa , e talta fraterna , con la quale fono stali 
da noi trattati gli nflHciaU fatti prigionieri In Mongiana; si, 
qnesla è la nostra ferma risoluzione » né da questa ci dipar- 
tiremo , ove le operazióni vostre a tanto non ci costringono* 
Badate bene 9 signor Generale ; fermi nel nostro proposito « 
noi saremo inesorabili ad esercitare il tremendo , ma neces- 
sario drillo di rappresaglia , quante volle da voi ne sarà 
data r Inisialiva. Ogni goccia di sangue sparso fuori com- 
batltmento » sarà scontata con torrenti di sangue ; ogni in- 
sulto , ogni rapina avrà a mille doppi il suo compenso sii 
voi y e su i vostri soldati. Se volete guerra di esterminio * 
guerra di esterminio sarà. Ma le d^lorabili conseguenze ri- 
cadano tutte sui vostro capo ; come sul vostro capo peseran- 
no tutte le orribili responsabiKlà , che la condotta vostra 
avrà cagionato. Nel modo come agirete , vi sarà pienamente 
corrisposto ; e se la vostra idea » e de' vostri soldati , ò di 
fare nelle Calabrie quello che fece lo Spagnuolo Generale 
Zurbano , di triste memoria or sono pochi anni in Catalo- 
gna ; o ripetere qui quello che co' vostri consorti faceste in 
ffapoli nei 15 maggio : non perdete voi » né perdano essi di 
vista « con quale supplizio > i supplizi da Zurbano ordinali 
finirono , e che ora non si è più nella strada Toledo » e di 
ìionte Olivelo il sotto cannone protettore di Sani' Elmo » 
e del forte Nuovo; che mm si è più nella proporzione di cento 
contro uno ; che non si hanno a fronte donne ,. bambini , o 
cittadini inermi , ma buone arme » valide braccia , e forti 
petti ; e che il suolo Calabro ha di abbastanza terreno pec 
fornire agli oppressori della patria una tomba, -ove potesse- 
ro i posteri tributare alla memoria di essi il meritato pre-^ 
mio di esecrazione e d' infamia. 

Catanzaro 23 givgno i848. 



349 
330 

Constato di Pubblica Sdute dtUa Provincia di Calabria Ul- 
tra A* — if* san. 

CalauMoro 24 giuffno 4848* 
Signor Pre8idei«tk 

« 

t veramente dispiacevole il silenzio serbato da codesto Co- 
mitato } e in qnesto momento eli* esigono essere posti a gior- 
no delle benché minime cose. Non parlo più della posta » 
mentre altro argomento più doloroso di questo è vederpi pri- 
vi di qnalanqae notizia « e financo delle relazioni di fami- 
glia con qnelli che dimorano nella Capitale; poiché formato 
oggetto di altro precedente uffizio , si ^)erava che le di Lei 
assicurazioni si sarebbero mandate ad effetto. 
• Lettere venute da costì a qualche particolare , assicurano 
di esservi stato uno scontro tra i nostri , ed i regi in Cà- 
strovillari , e che i nostri avessero aVuto una perdita mag-^ 
giare , in seguito di che Busacca si ò messo in attitudine di 
uscire in aperta campagna. Tuttoché tali voci non merita- 
no piena credenza » pure nella oscurità in cui siamo tenuti 
non cessano di portare un certo allarme » che non essendo 
noi al caso di smentire o di pubblicare veridicamente » vie^ 
ne ad accreditare il male inteso. 

Da quanto si ò detto pare non doversi aggiungere altro 
in sostegno delle giuste dimostrarne. Per le cose di qui non 
abbiamo che aggiungere a quanto precedentemente si ò 
scritto. 

Il Vapore si mantiene tuttodì ancorato in questa rada , e 
fa credere che da un momento ali' altro se ne attendano al- 
tri due provenienti da Giulianova colle truppe reduci dalla 
Lombardia , per cui si è stato neiià necessità di Tìchiamare 
una forte mano di armati , e formare due Campi di osser- 
vazioni. 

// Presidente 

V. JMarsico 

H Segretario provvisorio 

Tommaso Giakoiho. 

M sig. Presidente del Comitato 
Cosenza. 



aso 

S31 
Ikfc$U$ Mk Maixi0 aiUve 

CoMUxa 24 ytnìpio 4S48. 
Sianoti Maooioxs 

Dw MclielB GaglUnU del Gomme dt Ifolito , eh' Ella qae- 
eU maUioa ha dispoeto di metterai in nota della forza , ee- 
aendosi qui presentato ha sumifestato che per ordine del Co- 
alitato f io stesso dee prestar servizio ali* immediazione del 
Gomitato medesimo. Se ciò è vero pare che dehba br parte 
della forza addetta al servizio del ridetto Ck)mltato> e non 
già di questo deposito ; per tanto la prego dirmi l' occorren- 
te sai proposito. 

Il Distaccamento di Pedivigllano.al numero di sette che si 
presentò ieri ha chiesto il pagamento della giornata medesi- 
ma. Si compiaccia fiirmi conoscere , se ddbba nello etato di 
pagamento di stamane tenerne conto» oppure lo farò pagare 
separatamenle dal Carniere. 

P. SAi.n 
Ài iig. Vito Porcaro Uan^ion 
Org<mixxQiar$* 

CoiMum 



232 

rom^Mo « adulto. PiMHc0 «^ /T.* 62S. 

Coiemza 24 y lu^riio 4848* 
SiANon CoaemfBii&o 

Ci vien riferito dal Capitano D. Donato Morelli aver ieri 
r altro nel suo passare a Tavemanova , menati via vari ca- 
valli di posta , ad onta del vedersi esibito un nostro ordine 
espresso a qiiel maestro di posta » di non fornire cavalli » 



sst 

se non con nostro permesBo. Si compiacerà verificar subito 
il fatto , cìiiamando d' innanzi a se il sifi^or Morelli ; ed ove 
la cosa stia come ce P hanno riferita , gli f^rà in nome no« 
stro la più severa ammonizione , essendo stranissimo , che 
chi dovrebbe dare V esempio della subordinazione , mostri 
così poco rispetto agli ordini della Suprema Autorità della 
Provincia. 

M Comitato 

G. Ricciardi , Presidente 
Al signor Colonnetta DOli Fremei 
Capa dello Stato Mmigiore Generale. 
Spezzano Mbaneee 



[233 

Catnitato di Sdiètf^abbliea — N^ 624^ 

Cosenza 24 giugno- 184S. 

Sl65Òa COLOVIIELLO 

La presente le sarà porla dal signor D* Diego BoecarMi di 
Bisignono, il quale si reca costi con altri 10 volontari a com- 
battere per la santa cansa. Desideriamo che siano aggregati 
alla Compagnia di D. Vincenzo Morelli , e vogliamo che il 
Boscarelli siavi ammesso In qualità di UflSziale. 

Aspetto ricevo delle due somme mandate , una di 1300 , e 
raltra di 1500 ducati. 

Ptl Comitato 
G. RicciAKOi , Pretidente. 
Al signor Belli Fremei Capo 
dello Staio Maggiore e ColonmeUa 
di Arti^ieria* 

Campo 



S34 
OfmitiOo ài SaMé PMUica — iV/ 62S. 

Cottmxa 24 ffiugmo 4848. 
SiGMOR Colonubllo 

La presente le sarà porta dal 8ì|^or Ealfaile Ginnari di 
ìlaratea (1)» il quale si reca costi con lo $copo di penetrare 
in Basilicata^ dietro di aver Gonvenientemente concertato col 
iipMr PetrueeeUi (2). Si compiacerà giovarlo nel suo inten- 
dimento 9 in tatto elle sarà per dipender da Lei. ^Bisognando 
danaro al latore pei suo viaggio , potrà porro a disposiziono 
di lui la somma che crederà necessaria. 

Ptl Comitato 
G. RicciABOl. Presidinti. 

ÀI signor Cótonnètio Dilli Franci 
Capo dello Stato Maggiore dell' E$er^ 
cito Calabro^SicuUK 



f35 



Gwurdia moiionak'^ 2.* Compagnia mobile del Circondario di 
Bof^iamo. 

Spezzano Albanese S4 giugno 4848. 

SlOHOltB 

In adempimento de' suoi ordini le passo in conoscenza lo 
stato della forza xìxe sino a quest'ora, clie sono le ore 22 dita- 
Ila, si è rìantta in questo Comune. 



(1) Costui si voleva far credere da qualclie giornate che inyo- 
ctutemente si recava in Napoli con Carducci e Lamberti^ quando 
sbarcarono ad Acquafredda. . 

(2) Altra opera degna del deputalo' Petruccellì. 



33» 

1. La mìa Compagnia composta di 81 uoriìai , compresi 
gli Uffiziali. 

2. Un Dislaocamento del Comune ili Bisignano comandalo 
da D. Filippo Gallo composto di .10 uomini. 

3. Un Distaccamentb del Comune di Acri, comandalo da, 
Yiooenzo MoUnari » composto di 15 uomini. 

i. Un Distacca;ueii(o di Cassano sotto gli ordini di D. Gac-y 
tano Toscano , D. Domenioo Dolapaii , e D. Vincenzo Greco 
comx)06io a 20 uon^ini. Questo Disiaccamenlo siccome Tiene 
pagato dal soprascritti. Capi , vuoi d^re il nome di Distacca- 
mento Franco* 4 

Le compiego una lettera d( D. Giovanni de Eosis a suo ni- 
pote D. Raffaele , per Pincàrico che l*avea dato l' Ordinatore 
civfle signor Furgimele. Gradisca i sentimenti della mia sen- 
tita ^Ima. 

li Capitano 
Dojuato Morelli. 

Signor CoUmneUq Detti Franti 
Capo 4eUo Staio MagguNre. 

D. 5. Mi attendo da Lei ulteriori schiarimenti per la con- 
dotta che debbo tenere tanto colla giunta eh' è venuta , che 
quella che potrà venire , cioè in caso di uu qualche caso 
che potrà avvenire. 



«^ 



> « * I 



236 



Comando ddla Guardia Nazionale 

S. Caterina S4 giugno 4848. 

« 

SlGNORir 

Rispondo al suo foglio con la data di ieri e le fo coiio- 
scere che'fn ricevere un ullizio con la data de* 21 di questo 
corrente mese, direttomi da S. Lorenzo dal Maggior Coman- 
dante signor Serra « col quale uffizio mi premurava a far 
subito partire le altre Guardie nazionali , onde spostare 
coleste che trovansi sotto il suo comando. In ricevere il det- 

41 



SS4 

lo affilio t io solIeclUiriiente feci partire le altre Guardie na- 
zionali , In circa trenta » per la volta di detto S. Lorenzo , 
e non avendo ivi trovalo il ripetuto signor Serra , si presen- 
tarono al Comandante rignor La Costa , il qaale immedia- 
tamente li presentò al €olodDeIto signor Carducci. 

Ieri poi feci partire altre Guardie per la volta di Fermo» ove 
mi si diceva esser le Guardie che desiderano lo sposto. Stan- 
te le ripetute ragioni , lo prego lei far spostare le dfoiotto 
Guardie di mio comando die sono sotto di se » e nellMstesso 
tempo si compiacerà scrivere in Spezzano al detto signor 
Carducci onde inviarle le Guardie colà accampate. 

La prego accusarmi ricevo del presente. 

n Commdimte 

RilPPAmBLLI. 

M iig. Capitano PBtruecéUi in 
Lungro 



237 

Comando della Guardia nazionale 

Fermo 24 giwfno 4848. 
Signore 

Ieri sera questa Guardia rondando il paese per il mante- 
nimento dell'ordine pubbiioo, vide impostate tre persone in 
un punto , alle quali avendo per ben tre volte gridato : chi 
viva , non risposero , ed invece aveano incominciato a fug- 
gire. Questa loro condotta niente regolare insospettì detta 
Guardia , la quale fermati i tre individui li frugò rigorosa- 
mente , ed avendogli trovato sopra de' plichi con le direzio- 
ni al Generale in Capo signor Ribotti in Spezzano Albanese, 
mentre i latori al contrario erano diretti per costà, vieppiù 
accrebbe il sospetto di qualche clandestina corrispondenza a 
danno de' nostri ; ed è perciò che si determinò ad aprire uno 
de' plichi suddetti , dal quale avendo rilevato la regolarità 
della cosa , si astenne dall' aprire gli altri. 

Intanto sig. Comandante la prego gradire l'ingenuità del- 



SIS» 

V opralo della preiata Guardia » M io pari tempo perdonar- 
mi i' Involootaria mancanza. 

il Capo iella Guardia nazionale 
RirrAiUE Freoa. 
ÀI sipkor PglruecMi Capo deìlo 
Stalo Maggiore» 

iMngro 



226 



Lungro 24 giugno 1848. 

SlGlfORE 

Le compiego on alBzio del Tenente Basico reduce da Cam- 
polenese. Ne avrà quel conto che crederà tene. I^e impiego 
pare un ricevo del Commissario Maaro per dacali mille. GII 
altri dacali trecento li tolse 11 General Mileti » ed obbliè farne 
ricevo. Sarà mia cara ripeterlo e laiglielo tenere. 

Le domando eon Istanza inaniziene. La scarsa gente che 
qui giunge ne viene senza compiatamento. Le domando pare 
denari per passarli al signor Maggiore Serra che paga la sua 
e la gente che capita. Qui restano pochissimi aomlni. 

Al momento, ricevo la sua del 24 corrente N.^ 2$ e la co- 
manico al Tenente Sala. Ai momento si batte la generale, e 
fra mezz'ora ai parte per Camerata. Resto qui quasi solo. 

Il Capiiano dMo Staio Maggioro 

FERmNAllJDO P£TftUCCELLI 

M 9ignor IMU Fron^t CoUmneUo 
dtUo Stato Maggioro deW Sierciio. 
• Caseano 

P. 5. Le accludo la giostifica della leltcra aperta a Fermo. 



239 
Servizio di gu$rra — A'.** 2f, 

r 

I 

Langro 24 giugno ÌS48:. - 

SlGIIOfi COLOIilfELLO 

Innanzi tallo le compiego attera del Còmitai» dì GosenaEft^ 
il Fermo hanno osato aprirle, ed io lio falminantemente 8«ritto> 
ai Capitano delia Guardia naaienale di colà per pigliar conto 
deli' aotore di qaesto attentalo ed inviarmelo qoi^ dove lo 
fard mettere in carcere aspettando che £Ua deliheri cosa debba^ 
làrne. 

Ieri ho mandalo il Tenente Sala ad interrogare il- signor 
Muzio Pace e le signore della famiglia di Gallo evàsi da Ca- 
strovillari. Ho rilevato che i regi ebl)ero cinqne o sei morti 
e parecchi leriti : tra i primi nn CapHaoo» tra f secondf un 
Hagglore ad ima coscia (1)^ I soldati sono scoraggiati ed irritafi 
ad nn tempo , e decisi a battersi » perchè bed pagati- e iosin- 
gati di mille maniere. 

Il Generale non credeva » o fingeva per non ferlo credere 
ai suoi 9 la presenza de' Siciliani tiel nostra campo "; osò per- 
ciò di attaccarci' 9 e smaniò fieramente al vedersi tornare l 
suoi battnfi e fogatf* Gli UffiziaH sono irritati contro il Ge^ 
nerale , perchè non ascolta alcuno , e trascurò lasctare un re»- 
troguardo a custodia diCampotenese^ ed occupare Spezzano' co- 
in' essi avTisavano. Desiderano finirla, anche. con ]& morte; 
per uscire di sotto al comando sciocco di Busaoca » vecchio 
caparbio , ubbriaco , e mahgiamondi. Hanno occupati quat- 
tro punti più- elevati della Gitlà ai quattro lati : si risolvono 
a battersi nelle case se sono respìnti. I viveri eoniiociaBO a 
mancare. I notabili del paese esulano per tem« delia raina 
della lor petria y ed alcuni qui ricoverati e da me esaminati 
hanno confirmato lo slesso. Aspettano rinforzi per via di mare. , 
Angariava i Cittadini che compiangono la loro trista sittia- 
zione. 

Dei movimento del Campo qui non si sa nulla, ed io non 
rapprendo che dai suo uflizio. 



(l) Queste notizie sono delle invenzioni is^ratuite del Petruccelli, 
poiché nessun capitano ò morie , pìi vi ò staio alcun maggiore 
ferito- « 



3SV 

MileCI non è di ritorno da Canrpotenese. Scarso è il nn^ 
mero della gente che giunge dal vicino contado. Qui non sì 
potrà contare dentro oggi che da 280 uomini circa. Tutti bru- 
ciano vederla terminata per ritirarsi al ricotto delle messi e 
qualcuno deserta e tutti sono malcontenti , e finiranno per 
andar via presto. 

Ho mandato ad ARotnonte 11 Tenente Sala per fiirst con- 
segnare le armi da taltinl reahstt / tra i quali il carnefice 
de* Bandiera: più Id cassa 'commnale dal(^isslere che Va ve va 
in serbo per 1 regi, le riferire deireslto della spedizione. Ita 
sorpreso un corriere di Busaoòa': le mando le lettere Interes- 
santi, le altre inutili ritengo. 

Tttttaf lar notte fo dal Tenente perlustrare la campagna' è 
guardare te vte , per evitare sorprese. 

fi difficile Uovare staflblte a eavallo. Assegnatemi una sóm- 
ihia per pagare corrièri » non avendlo 11 sin4aGo di qpi mezzi 
a eiò fìMre. ' 

' lì pei^lòda delta sua lettera «t spero ehe it messo sia sta- 
li mane giunto a tempo d non comprendo. Messo non bo ri- 
cevuto, ir. 

Non mi tenga Inutilmente qui: non mi privi delTonore a 
della gioia delhaltaoco. 

A Ourtrovillari , giorni sono , giunse il figlio di Winspeare 
nffiziale del Genio. Questi è la senttaiella che galvanizza la 
Truppa. 

Quando si sarà raccolta la gente da' prossimi villaggi ri- 
scontrerà il Generale che me ne domandava il computo. £ 
impossibile però averne molta. Sarei di ,avviso , se essi non 
consigliano diversamente chiamarne un pò da Campotenese f 
dorè 600 o 700 uomini son anche superflui. 

Per recarci a CastrovIUari non ci consigliano che la strada 
di & BcuHBf la quale conduce al posto occupato da' regi detto 
S. Lucio. Essendo però ^sl accampati alle spalle del monte 
(Ordinaljepi di unirci con quei di Morano. al vertice del monte 
sless9 e; piombar, loro addosso di conserbo » ogni altra via ci 
,nieo0rel)^ ^ sito dai soldati sovrastalo ed ^ai pericoloso» fif 
qui al culmine della montagna ci vogliono sette ore di mar- 
cia* La strada è, difficile ma sicura. Lo sia ciò di norma. 
. Si compiacerà di pagare il corriere con carlini cinque. 

it Capitano dello Sialo MaggiQm 
F£AniMAHj>o Pktruccelli. 

Ài signor Cóhnnelh dello Slato 1 1 

Maggiore delti Franti in 
Cassano 



sss 

2240 

Ilio Camo Domiicico 

Abbhmp «vi tt Generato Rlboltl «ol «no Slato Maggiore , 
fiA ana forltalma Golomia di noilrl» Bifogoa operare , ed 
oooorre forse la cooperaxioiie di parte di aoleste forie, pia iper 
la posiaiooe nella quale Irovasl , che per s^ptAiie al nume- 
ro. Air oggetto »i reca costà il Coloonetlo Delti Franci Capo 
deUo Stato Maggiore Generale e dpvrA dirigere nn movlmeo- 
to. £ necenario che abMa V Intiera fidncia della gente che 
deve segalrio , e perciò è necessaria la Ina cooperazioiie. Ta 
comandl.coteslo Campo e ne sei ranlma, fi dnaqoe pel tiene 
della caasa » lutlo ciò che vuole il sndeUo nostro amico » e 
secondalo di hoooa voglia, lo poi te ne prego molto in no- 
me mio e di tao fraleUo Akssandn^ Il quia è qnl con me 
no poco incomodato pel soverchio canm^no. TI ahhraccio e 
spero rivederti. presto. 

Coafono 9f fftnyno f9t& 

ÀféiUomaUssiuèQ 
L. FiaAiao, 
Ji Migmor Bomenieo Uauro 
VaUe S. JKirItno. 



241 
Caro Dojisiiìgo. 

Stamane Terso le óre 15 Italiane abbiamo osservato col 
telascopio una colonna di famo dieci miglia fuori la punta 
di Roselo* Gli esperti nelle case marine assicurano essere un 
legno a vapore. 

Da nn ulBclo del Comitato di Cosenza , qui giunto al mo- 
mento, che corrono le ore 24 , siamo avvertiti, die nel lit^ 
forale di Catanzaro era comparso il Palinuro , e che 11. Ca- 
pitano Rocco avea assicurato quella popolazione ( pronta a 
respingere ogni aggressione de' regi ) di attendere altro le- 
gno per mettersi in crociera. Quindi siamo obbligati di sorve- 
gliare il lltloraie del Ionio per garentirci dai tradimeuti. 



359 

Noi quindi coDgettariamo , che il Vapore da noi osaerra- 
to in Roseto poteva contenere Ibrza da sbarcarsi in qualche 
punto , e con più prohabililà era diretto terso Taranto per 
rilevare il battaglione di colà » e portarlo a qneste parti. 
Fofse da Speziano e Cassano si sarà con precisione scorto 
il legno in parola » ove mal gli esperti si fiMsero bene op- 
posti d' essere vn Vapore; ciò non ostante ho credulo neoes* 
sarto spedirli a beRa poirta il presente nlesso > amnchè par-' 
leeipassi con maggior cderità tal cosa a chi conviene. Far- 
dono lo scrivere perchè in fretta. Mandami buone notizie ; 
li abbraccio cordialmente » e mi dico. 

Al JlsiMMio Sé tiitguo ¥948. 

AtmLLÈ. 



242 

Caio Ciccio 

In vece di compiere la mia missione ho seguito la truppa 
dietro la scaramuccia di Spezzano. Ora sono qua , ma che 
posso dirti ? Ili sono Ieri sera attaccato col Generale per qne- . 
sia posizione presa t e non ho putnto vincerla. Veggo bene 
che a tanti sbagli' provvede Iddio. Intanto bisogna riparare , 
e perciò seconda Delli Frand e non perdiamo pie tempo *- 
Io dubito de* takiM di fUMU , ma per carità no» dirm mUm 
— Aiutiamo la causa > come Dio aiuta noi -*- Addio , tntti i 
nostri stanno buoni ; ^addio. 

Cosemm 4d 24 giupio 484S. ìi ¥tò 

DOHEltlCO 

M iipwt Frmaseo Ite Stmon» 



960 

243 



• I 



Cmi^Mo di SdàU puMt'ea -^ Sezione àelVintemo — i^.* . . . 
' Camimiseanaio ciMe con (Ati peneri 



•• . • « 



Cqmpoietse. S4 giuifi9-tS4A 

' ! . . • • • ' 

. Sl«lfOft£ 

Il signor D. Pasquale Lamberti è aotorizzalo con v^ati per- 
sone della Compegofar, del ponte di recarsi in Rotonda per 
albri iraporUoti di servizio* 

U Còmimi99ùrio eivHe 
D. Mauro. 



244 

• Commissione del Buon Ordine del Comune di Rossano 

Rossano 2i giugno 1848. 

Signore 

Mi premarQ riscontrar «abito i di lei fogli del 20 , e 23 
GsrreBte mese rioerati quasi contemporaneamente il primo 
eella^ posta* per coi non poteva rispondere prima , il secotido 
con espresso* 

Sono quindi a rassegnarle che gravi disordini nell* interno 
di questa Comone richiamarono V attenzione de* buoni citta- 
dini y onde vederli frenati p ed indussero il Sindaco , e «Io- 
mandante nazionale del Comune medesime^ a convocare il 
collegio elettorale per provvedervi. Riuniti gli elettori , a vo- 
tazione segreta nominarono una Commissione di sette Cittadini, 
affidando loro tutte le facoltà necessarie pel mantenimento 
del buon* ordine intemo » e territoriale del Comune pel re- 
frenamento di qualunque eccesso che turbar lo potesse. Que- 
sta Commissione , della quale fui io onorato della presidenza 



361 

prase II titolo di Commissioiie per Y ordine pubblico dei Co- 
mane di Rossano $ e quindi ella rileverà elie le sne lAtribo- 
«iooi non si estendono al di fdorl del Ck>maoer e Territorio; 
perchè non vi presero parte gli altri Collegi elettorali dei 
Comuni del Dislreito* Ciò stante, in rapporto sempre ait^n*- 
daoicmio di cose in questo Cornine » bo 11 piacere di accer- 
tarla cbe la esaaione fondiaria cammina con bastante regota*» 
rilà n e tanto V Esattore , quanto gli altri impiegati Unan'- 
xieri si attivano ali' oopa eon lodevole sBelo» Cile I cittadini 
più agiati ai premurarono vc^ontariamente di formare m 
fondo di cassa di cùeea d acati 2000 , quali furono versati 
pelle mani di Z>. Saìoeri^ To9eaw » e. con qnesto mezzo potè 
mettersi la forza ehft attiialflienle trovasi incardinata fera le 
fila di Nazionali in Spezaano » e Campotenese. Cke i giovani 
volontari da qui parliti finora sono al di là de' 150 , con- 
iingente ben' sapériore a quello ricbiestoy e tuttavia ne par- 
tano alla giornata. Diiaitt una spedizione si avviò Ieri sotto 
gli ordini di D. Gaetano Toscano* In fine relativamente a 
qualche possibile sbareo nel littoraló di questa marina n* 
starà nella massima sorveglianza , e qnaninnqaè la forza 
locale trovasi indebcrfita per la partenza del volontari ebe 
rattrovansi a servire in^ Spezzano e Campoteneae, pur non- 
dimeno non si mancherà* nella oircostanza di eccitare io zelo 
di luti' i buoni cittadini. 

Gradisca i miei distinti rispeitL 

lì Presidente 
Fabio Martucci 

ÀI ngfwr Prestd^nte del Comitato 
di SaiuU Pubblica. 

Coienza 



245 

Utngro 24 ifiugno ^848 
SiONoa Capitalo. 

Mi dò r onore manifestarle che non appena giunsi in Cam- 
poteoese consegnai al signor Mauro il danaro, ed il residuo 
della munizione , consistente in cinque barili col n."* di 2440 
cartucci. 

42 



362 

Dopo ciò esegailo chiamai alia rassega quella Troppa , e 
r ammoiitare di essa era di mille e duecentocinqnanta. La 
stessa avrebbe udo stretto bisogno di un pratico UiBziale 
che la oiganizzasse in qualche modo. 11 Comandante signor 
Mauro per notizie sicure e certe , gli è stato assicurato che 
in Lagonegro di Basilicata trovasi giunta già una Colonna di 
dugeoto uomini come avanguardia di altri mille e trecento» 
compresa la cavalleria — Tutta però Truppa regia nemica — 
Lfò lettere dei liberali assicurano al sig. Mauro che domani 
sera i regi da Basilicata giungevano in Campotenese — li 
signor Mauro amerebbe rinforso » o pure Terrebbe che i no- 
stri dassero 1* assalto in Castroviilari » onde, poter fugare , e 
passare a ili di spada la Truf^ di Busaeca » onde non es- 
sere preso nò di spalla » né di fronte , e nò dai lati della 
montagna. 

Dopo la resa di CastroTillarl , e di quei codardi militi , 
vorrebbe da noi il signor Mauro rinforzato il campo. Per ri- 
guardo a Murano sono pochissimi gli armati, anzi sono con- 
tro ai liberali ed amici del governo monarchico. 

La cavalleria che sarà per venire da Basilicata potrebbe 
soltanto offendere i nostri dall' alto della montagna verso la 
parte sinistra , la quale trovasi tuttora scevra di nostri , e 
senza la minima guardia t mentre di fronte troverà un osta- 
colo f cioò il ponte tagliato — 11 signor Mileli rimase nel 
campo , onde imporre colla sua presenza a qualche pusil- 
lanime e insubordinato. Tanto do vea rassegnarle per mio 
dovere » e discarico. 

Il Tenente 

DOHATO BUSIGO 

ÀI sigfMT Capitano dello Stato 
Maggiore D» Ferdinando Fetruc^ 
celli. 



363 

Comando Superiori à$Uo Sitrcito CaMaro'Sioulo. 

SlGMOBE 

* 

La mattina del 29 corrente ad ore 5 a. m. faninio ayTer- 
titi essere le regie truppe a brevissima distanza da Spezzano 
Albanese e sulla strada consolare ebe da quest'ultimo Comune' 
guida al capo Distretto Castreviilari — A questo avviso ci 
conducemmo su tutte le alture cbe dominano quei braccio di 
strada « e ci fiancheggiammo colle nostre artiglierie di mon- 
tagna , e di campagna — L* ultimo tratto di via cbe giunge 
alle falde dei colli di Spezzano Albanese resta quasi perpen- 
dicolare alla linea che essi colli descrivono. Le artiglierie vi 
furono postale in modo da dominare per intero. 

Intanto il nemico accortosi forse delle eminenze da nei oc- 
cupate f inviava alcune Compagnie di Cacciatori sulla sua si- 
nistra , forse neir intenzione di proteggere la ritirata della 
Colonna éte direttamente si avvanzava per la via consolare » 
ogni qua! volta fosse stata necessità pei regi il respingere. 

Ordinai allora cbe un drappello di volontari si spingesse 
su quelle alture cbe più dappresso stavano a* luoghi d* onde 
le due Compagnie dei regi Cacciatori cercavano inoltrarsi. Fra 
i nostri avanzatosi nei campi circostanti alla via consolare, 
e le Compagnie dei Cacciatori superiormente designate» s*aprl 
il fuoco. 

Le nostre artiglierie sebbene a distanza non vicinissima co- 
minciarono il fuoco, tanto che dopo due o tre colpi di arti-^ 
glieria sparati dai regi in diflEsrenli direzioni ( stando i punti 
da* nostri occupati ) questi soprafTatli da* tiri de* nostri can- 
noni si ritirarono precipitosamente per la via donde erano 
venuti , inseguiti da' nostri che accompagnati da due pezzr 
di montagna giunsero a Cammerata. In questo luogo si diede 
il fuoco alle proprietà dello infame Gatto. 

Intanto che i regi fuggivano inseguiti da quelli deirEser- 
cito Calabro-Siculo , le donne del paese di Spezzano accorre- 
vano quali con vino ed acqua a porgere ristoro a* nostri prodi 
combùllenti, quali armale di coUello, di spiedo e di altro ar- 
nese rurale o domestico — La gioia ura in tutti i volti, tutti 
animosi accorrevano al Qìano , grida festose rintuonavaiio da 
ogni Iato. 



364 

t 

Lo gpf rito del paese si è manifestato con (uUe qaelF e- 
spressioni , che mentre ci assicuravano delle loro intenzioni 
per la santa causa , promettevano agli empi satelliti del ti- 
ranno lo scempio il più completo > la più sangQioeaa ven- 
detta per tanti torti , e tanti affanni barbaramente sollerti. 

Ricevo appunto ad ore 19 Ifi il suo uffizio , che mi di- 
rige da Fermo» 

Ha latto benissimo a ritornare a Lnngro dove Ella si man- 
terrà fino a nuov' ordine , e cercando di aumentare, il nu- 
mero degli armati da latti i paesi eiroonvicini , e dei quali 
ni manderà uno stato numerico preciso. 

I regi questa mattina iolendevano di coglierei alila aprovvf<^ 
sta, ma i nostri bravi gli hanoo con un fuoco ben nutrito 
costretti alla fuga fino a Castrovillarì. 

Sarà compiacente dare informi e ragguagli del Maggiore Ser- 
ra di che mi fa parola. Non chiamerà armati né da Campote- 
oese, né da Marano» né d'altro luogo > il quale per la sm 
importanza » o vicinanza a. CastroTillari ci polesso fiir «re* 
dere che i regi vi si dirigessero; questa misura ò neeessUata 
dai differente piano che per i fatti di questa mattina iio 
yuto adottare. 

U tìmareie im €aip9 
ifiiuaio RiBOiTi. 

ÀI $i§iiùr Calumo ddlo 
Suuo Maggiore D. Fer4i^ 
nando PetruecdU. 
Lungro, 



247 



BULLETTINO N.' 19, 

» 

L'anno 1848 , il giorno 25 giugno in Cosenza. 
Il Gomitato di Salute Pubblica ^ riunito nel numero legalo 
ha emesso le seguenti deliberazioni : 

1. Che la squadrìglia di Pedacesi, destinata a mantenere 
il buon ordine nel Casali , si rechi a Grimaldi y onde rista- 
bilirvi la quiete gravemente alterata , e che la Guardia na- 
zionale di Dipìgnano cooperi a tale «copo. 

2. Che si avverta il Comitato di Pubblica Salute di Ros- 



36K 

lane di Tigilara w tutta la costa del ionio » a lulélaita «ea- 
Irò «B po§Bibiie sInutgo di regi. 

3. Cbe ila ordiiMiAo ai beceal di ^elider la carne al presco 
di frana tO il vololo qietta di agnello , e df grana S9 « ^ 
qniila di vaccina > fino a die non si conittmino le t acckie 
già «ompeinie* 

4. Che sia neoettata la rinimzia del CkNnniisMnlo del fiotem 
esecnliiro «ig. B. RafllMle ¥alenfinl , ed in sna reca resti in- 
caricato ad eMPcitarne le finzioni pfovTisoriamen(^ il isignor 
B. GaqMira ìlarsiee. 

5. Cbe il sìf • D. Pasquale Falnrterl sta nominalo elette di 
polizia in luogo di D. Gaetano Rimola 9 partito pel campo. 

d» Cbe il 8^. D. Oioaockioo tiandio , io ricompensa della 
beHa condotta toanta in Paola coi messi di re Ferdinando , 
aia nominato Maggiore. 

7. Che «gii nflOziali inora nominati non fila concesso ' per 
ova 9 atleaa la ristrettezza delle finanze > altro soldo , faori 
fnello di grana sessanta afl giorno* 

8. Cbe eia fermato na Consiglio di {[oerrà a giudicare qna-* 
kmqne inditidno venga aeensalo di atefe «parso vt)ci atlar- 
manti , ed operato in qualsiasi modo contro la pubblica causa. 

9. Che il 8ig. D. Franoesco Lattari fila incaricato di veri- 
flcate le pubbliche casse di questo Capotuogò » e fame esatto 
rapporto. 

10. Che il Big. D. Luigi Gerrasi ^a nominato coadinlore 
del sig. Lattari. 

11. Che il sig. D. Bruno Renzelli sia nominato Conlroloro 
della Tesoreria Generale. 

Fatto e ddiberato li giorno mese ed anno come sopra. 

Giuseppe Rieeiardi , Presidente — Ihmenieo Mauro — Bene- 
detto Musólino — Francesco Federici — Stanislao Lupinacci ^-^ 
Domenico Campagna ^ Segretario. 



248 



La mattina di sabato 24 stante si seppe , che il latore di 
nn plico qui diretto dal Campo di Spezzano Albanese era stato 
fermato la sera di venerdì nelle vicinanze di Tavcrnanova da 
quattro persone armate f le quali impadronendosi del plicu io 



366 

laceravano. Tal fatto de^tò giaslanieiite t* iodegoazioie gene^ 
rale » e ^1 Gomitato non fa tardo a dare pravvedimenti ener- 
gici per la persecuzione de' colpevoli , e per la-perlnstraziene 
della sU'ada chq nieoa al campo. Sai far della sera del me- 
desimo giorno si sparse la notizia , che già uno de' eolpevoli 
era caduto in potere della giustizia ; irò andò geari che il 
credalo reo veniva qui condotto -— La presenza di lai destò 
r ira del popolo , che tantosto trasmodò io sfrenato furore.- 
Noi fummo testimoni di atti che non vogliamo descrivere » 
ma che altamente condanniamo come indegni di on popolo^ 
Hbero, e civile. Lodiamo in vero l'interesse che ognone prende 
per la pabbiica causa^ ma vorremmo che ntano dimenticasse 
mai 9 che un colpevole qualunque ei siasi , è sacro alia giu- 
stizia che solo giudica e condanna. RitenghiaKio ioflne che le 
offese dirette contro uomo incapace di difesa , e carico di 
ceppi sieno tali villa che degradano la dignità umana» 

Noi siapio sicuri che non vedremo pUt ripetere atti simili 
a quelli che ora riproviamo» imperocché sappiami» hene che 
se il nostro popolo , vinto da giusta ira , Imi potuto per un 
momento dimenticare il suo dovere è però buono* onesto e 
civile» I 

. Intorno al delitto di cut ruolsi ree rarresfate non si hanno 
poi iiruove sicure , ma semplici sospetti : è però indubitato 
che con lo arresto di lui siasi renduto un graa servigtoa^ia 
società f delia quale era il più infesto nemico» 

( Doli Italiano deUe Caiaòrié n. 9. / 



^— r 



249 

Comando Superiore MVEsereito Cahbro^Sieuh — If*^ . • agh 
getto , sutta posizione dette nostre truppe in Cokeria. 

Quariier Generàie dì Cassano y addì 2S g^uffM i84& 

Signor Hihistro. 

■ 

Quando il popoto di Palermo domandava al governo che 
sì fosse spedita una forza in aiuto de'fratelll di Napoli, quan- 
do il governo cedeva a queslo generoso sentimento e con ala^ 



367 

crltà straordinaria apparecehiara con' infinite spese la prò- 
gellaUi apedlcione, il popolò e 11 governo stabilivano nn fat- 
to, quello della- rivolta nelle Provincie ove i nostri si sareb^ 
bero presentati per combattere; Disgraziatamente questo fatto 
II4WI •eyi'^le , e secondo tade le probabilità/ non potrà esistere 
fér moUo tempo» Si era promesso nn movimento nella provin- 
cia di Catanzaro , che segaito subito da'paesi limitrofi della 
irnvlncla di Reggio avrebbe potato mettere in cattiva posi- 
lioae le truppe regie in Reggio occupando con forte mano 
di armati la posizione de* piani della Corona » ove i nostri 
avrebbero dovalo raggiungere i Calabresi. — 17 giorni $! at- 
tese lA Milazzo Tarrivo de'Calabresi» ed in questo intervallo 
i Gomitati di Cosenza e .Cat|mzaro si sciolsero, il nemico oc- 
cupò Ifonteleoney la rivolta per dir così si soffogò da se Sles- 
ia. In seguilo la lentezza del Governo di Napoli fece sì che i pò- 
eM Uberali ripresero il di sopra , costiluirono nuovamente 
i Comitati , ed allora fu cbe noi muovemmo da Milazzo , e 
a traverso a raille pericoli giungemmo in Paola , nel tempo 
cbe il eolODnelto Longo per altra via si portava nella pro- 
irineia di Catanzaro ove raccoglieva nomini per opporli a 
Munziaitte in Monteleone formando un campo in Filadelfia. 
' Giunta la nostra Colonna in Cosenza » si cominciò a capi- 
va lo .stato del jNiese quasi simile a quello in cui fu trovato 
da* Bandiera e compagni. Si doveva marciare sollecitamente 
per unirai a Longo e attaccare Nunziante , ed invece aven- 
do i Calabresi fatto passare il generale Busacca con la sua 
gente per le gole di S. Martino , m dovette cambiar propo- 
sto e correre contro il nuovo nemico. Si promettevano 10,000 
«omini e se ne trovavano appena 2,000 mal disposti. Si tar- 
da marciare verso Filadelfia ed il corpo di Longo si scema 
ogni giorno di uomini cbe disertano, di Compagnie intere di 
tìuardie nazionali cbe con gli uiSIziaU in testa abbandonano 
il campo. Tutti i paesi per dove si passa non si trova cbe 
Ik^dezza per la causa, e paura per l'avvenire ; scarsi mez- 
zi di trasporto ; usciti da Cosenza non si è più in nn paese 
in armi per difendere la libertà ; tuta spauriti , tutti avvi- 
liti e financo I ladri che infestano armati le pubbliche vie. 
Bi giunge in faccia al nemico , il quale credendosi forte ci 
attacca ; è respinto , ma non si può profittare della vittoria 
mentre due corpi calabresi ben postati per prendere Tlnimi- 
oo io fianco restano con le armi al braccio. Vn comandante 
di questi corpi prima protesta di non Teiere ubbidire , poi 
dice chiaramente che non può guidare le sue genti. Dopo il 
piccolo vantaggio il campo non si accresce , e forse scade in 



»9 

moralee si scevui, ed il perchè sta che le tnwpe mio finir^ 

die éuaioMU Mli^e a marciare enan pertoue deeto» ad te- 
pannare le armi per la difesa della patria» 

fi nemico forte e trincerato in CaslroviUari ;. | nesUi- sana 
marcate simpatie , inleFìori dèi teczo alle fone-.avvcpae, esis 
caffi non ubòidienti e con scarse munizioni^ seoaa la aperaaaa 
di iroviirne in paesi in rivolta. A Coseosa va Comilelo fiao-v 
€0 e che non comanda. I distretti di B<»aano e Getrone Ira»* 
qniin. konteleone e tutta la provincia di Bieggio nelle mani 
del nemico. U campo di Filadelfia che sceoie di) forse ogni 
l^omo è messo a 8 lunghe miglia da- noi. La viein» BaaiUr- 
cata tranquilla. Le truppe di Lombardia già riénirala nel w- 
gno: ecco lo stato delle cose nel teatro della guerra « da do- 
ve ella può capire qnal' è la posizione della nostna iUTlsione. 
Si voleva attaccare il nemico in Castrovillari , nui,nen tulle 
le truppe vi si prestano , ed essendone l' eÉite pie oontrn 
che felice per noi si è deciso attendete ;^ ma l' attendeae per 
noi è un male maggiore , mentre il nemico' eresca hk fona» 
il partito retrogrado alza la visiera , i liberali paveolaM » 
e noi non possiamo attendere soocor^ di Sieilia* 

£ però troviamo indispensabile .ritirarci ; nò s» può diiO 
che abbiamo mancato al nostro impegaOir Nei dovetaoMi ap- 
poggiare la rivolta cominciata e non rivoltare il pseaa» ami 
conquistarlo , ni si potrà .mai preÈendare che SOO mmeini eenh" 
%a disciplina , 7 cannoni senza mezzi di tffasperto e aom soli 
70 tiri a pezzo fossero bastevqli per conquistaBe un paese* 

Ammessa la necessità di ritirata sorgeva i'aUra éiflloollà 
del come effetluirlà. Ritirarsi in Cosenaa, per poi passare a 
Paola impossibile : 1.^ perchè la ritirata sopva Cosenaa fa* 
rebbe sciogliere il Comitato , portierel>be F allarme # e prima 
del nostro arrivo il nemico ci attaccherebbe lalle spaUe ed il 
paese non ci difen(ierebbe ; 2.^ perche le craeiefe papolitane 
non permetterebbero ìt nostro imbarco. &itiraroi fino a Villa 
S. (Giovanni e passare in Jtiessina a pochi per volta* salle bar^ 
che, impossibile; 1.^ per lo slato delle due prò vineie a tra- 
versare, 2/ per la lunga marpia a fare, 3.* per la pestsio» 
ne del nemico io Monleleone ed in Reggio e ScìUa* Un sol 
partito restava , qnello d^ imbarcarci alia marina di Cpif** 
gliano nel golfo di Taranto e a pochi passi dalln nostra- po«? 
sizione di Gassano. Mentre due vapori facendo il lungo gire 
della Sicilia vengano a prenderci dalla parte delF Iodio , nei 
faremo il possibile per sostenerci innanzi Castrovillari , ed 
hi ultimo ci salveremo nella Sila restando sempre a portata 
di imbarcarci atta marina di Corij^ianQ. Se^^retezza nei mor 



~ ^ 90» 

vìmesào de' vapori e soUeciiadiae ei fanno certi- delia, liuona 
rinseiia del prof^etto. Ad ogni jnodo tair i nostri spn pronti 
H BMirire con le arni alla mano senza v abbandonare le arUr 
glierle se il soceimo cbe si domanda non giunge in leaipo. 
Le eose aniaiMlg male noi faremo imbarcar e. eaiandio iutV i 
capi principali della rivolta onde spararli alTii^ del despo* 
la cbe impera, sn Vieste beUe e straziate contrade. 

Il Generale in Capo 
L Risotti 

^« S» Em *\ 

li Ministro della Guerra 
fakrmo 



249 



Comitato di SaluU Fumica — Sezione dette Finanze . 

.' Cosenza • • • giugno 4848. 

SlCNORB 

La massima modéraailone sarjà osita da lei verse i vinti » 
epettando. a noi soli ogni misura, di punizione > e perciò la 
ipvitiamo a impedire con ogni cura le violenze » le vendette 
cke i nostri potessero mai volere esercitare contro gli abi- 
tanti Ai Castroviilari. Fido abbastanza nella di lei generosità 
per €KKer cei^o. ^be non v<Nrrà contaminare in modo alcune» 
11 trionfo della nostra santissima causa. 

Proibiamo in modo assdute ogni tassa forzosa » e speria- 
mo dbe abbia indirizzato eeveri rimproveri al Gomandanla 
Mileti « per ia condoùa da lui tenuta in & Marco. A quakin* 
quB biscjgao dei nostri >arà da nei. provveduto immediala-i 
mente. 

Ci vien confirmala In nuova delta fuga di Mma da Beggio. 
Ci viene scritto oltraceiò dal campo di. Filadelfia » Nunziante 
non oiliv deeidera M nen di venire. a ponti ooi.noeta* Le ri-i 
pelerò quindi essere urgente il finirla col Generale 'Busac^ 
ca f il cbn qon toglie » ben' intesa » ebe la debba usare nello 
assalirlo le debite precauzioni di gperm. Ome Vunzianta 
fesse sconfitto, siooome ^ probabiUasimp ^ non dotrebbn 

48 



far dtfo t otteDuta littoria a Castrotillarl , a non {spingersi 
Imuinzi oon tatte le ione , e querto C€m(Mo eamèiatoH tu 
tìov$mo fnmi9oriù dm CcUbrU A recherebbe In codCBto 
Qnarlier Generale ùnde mateian wfta Naptdi. 

Attendiamo con ansietà grandtolma sne Mlere anmnuia* 
trici éi nna oompiata Yittoria. 

Q. EicciAMM , PnMimU 
ÀI Big. Generde D. Ignasdo KbUH 
CùuumioHU in Capo 4M Esereilo 
Caiaòro-Sieulo in 

Spixxano Àibantte. 



350 

MiiovaliiHma 

Co$enza 2S giv^gno 4848. 

SlOXOR PaiSDIRTB 

la esecHzioBe degli ordini contenntl nel pregeTolissimo Ah 
glio di lei» di questa data ^ mi son qnesta mane recato al- 
F Ospedale delle prigioni di S. Agostino, tonde esaminare 11 
detenato Michele Mazasel ; e prendere delle indagini sul fatto 
di coi va egli imputato. Óra le vengo rassegnando ciò che si 
ò da me pratiteto per raggiungere lo scopo , e i risultam^ti 
avuti. 

Le manifesto fuindi , che ho stimato prudente Interrogare 
pria di ogni idtro , il capo Custode Giuseppe Cosentini » per 
napete se a lui fosse slata iktta qualche rivelailone dal de- 
tenuto. l(a non a lui dkettamente » bensì a taluni Infer- 
mieri t secondo 11 custode assicurava , U MazzeI aveva detto 
alcun che. Onde io Atti chiamare afla mia presenza gV in- 
fermieri sudelti , gli ho Interrogati separatamente l'uno dal- 
l'altroy e le deposizioni sono quelle che mi onoro acchiuderle 
originalmente. 

Aggiungo avermi I testimoni dichiarato ancora» che areado 
richiesto il MazzeI del luogo ove era stato ferito » e del per- 
chè ^ ha risposta, che avendo cercato d'impadronirsi 4elfa- 



371 

Cile di uno deT saoi eonvigtil » ateva rkeTiito un colpo di 
facile. 

In «gaito bo Alto eondurre innanzi a me il detenato» ed 
Interrogato , mi ba dato quelle' risposte che rilcYcrà dall'ac?- 
doso foglio* 

Non ho mancato poi di adescare gl'infermieri perchè area* 
•ero cercato di aver dal Hazzei altri Ditti e notizie; e sono 
stato largo di promesse verso di qnesti per spingerlo a pa- 
lesare la verità. Io voglio sperare che in nn secondo inter- 
rogatorio mi sarà dato di approfondire meglio i fotti. 

Credo intanto mio debito di coscienza manifestarle pel bene 
della nostra cansa » che il Giudice Golia ( ora col Daitto in 
Bende ) da piò tempo va indicate ceaiie eperàlere a favore 
del partito Regio » e si sa che un suo nipote » Pasquale Ca«* 
▼aliare» che adesso Ignoro ove sia , fu quella che cercava di 
sollevare i Gasali a nostso danno. 

Né* diversa filma suona di Antoni» de Lise » ricco colono » 
il quale fu tempo dietra arrestato per gravi sospelU» final sia 
poi il modo di pensare d^ signor If agdalone , e lo spirito 
degli abitanti di Rende » non occorre che io il di»» solo ag- 
giungo che già si susarra sia per scoppiare una cQnisorivoi» 
Inzione in quel paese. 

Gradisca i senttmenU deH^dtissima mia sUma. 

Doumco PAamo.. 

Ai iigmr PruiémU M Comt'WQ 

Ccitnxa 



251 



Nel loeafis déUe prigiimi ti S. Àgoiiinù^ Catenza Slfgiugm 



Fatto trasportare in luogo apfiartalo il detenuto Mieliele 
Mazaei di Rende ; 

lalenrqgaip sul latto della staffetta. 

Ha risposto di non conoscere nulla. 

Ha dichiarato di essere stato quattro mesi alla Taverna di 
Stocco a guardia dell' acqua » pagjBito da Francesco Spizzizzi ; 
lebe ciò lo può contestare Antonio Brasile : che il colpo di fa- 



eile io ha rieetuto da due Albanesi vbbriacbi ai quali ne-^ 
gaya Tacqnn- 

Fra le paròle sfoggiteglf ho notato queste -* Meorh non i 
tempo di pcarìare. . . 

DoBEinco Pakism^ 



«MHMHM 



m*È 



i«MM^M» 



àSsi 



L'afido 1848 il giorno 35 giugno nel cafvserd di 8. Agoitl* 
no t chiamaio il testimone Francesca de Fraudila infenniere* 
. Intemgaelo ae il detenuto Masiei gli avene rivulata qMW 
ehe cosa suiraffare della staMta ha di^osto* 
. Che il detenuto liazìei gii dichiarava qaesta notte mentre 
lo amisleva. ehiamanl Michele, natUo di S. Fili, dimorante* in 
KendOi 

.CI» è ataio nelle galeie , ed è venuto il mese di mara»^ 
iTrovuvasi ài hSDgo Gaqrilo , dove ricevè imhasciata da D< Sai- 
Tadore Magdalone per recarsi da lui. Cerili trovavasi , nel 
luogo detto Seggio» Il Gindiee €k>lia , Il qmde'eon vm tale 
D. Feppino gli dava la commissione di recarsi sotto la chie« 
aiuola, dove avrebbe trovato altre persone per eaeguira wi^>pe- 
Tazione , promettendogli di farlo uomo se fosse rinsdto. ibidals^ 
al luogo designato rinveniva le persone , fìu le quali Antonio 
de Use. ,Di là partivano, e si recavano al di là di Taverna- 
nova dove rimasero impostati. Quando passò la staffetta, egli 
rimase dentro delle querce impostato , gli altri fermarono il 
corriere , lo presero , stracciarono le lettere, e lo batterono. 

Le parole che il detenuto di tanto in tanto diceva innanzi 
al testimone sono : À mannaio 5. Beppino ehe nei eulpfu Non 
ha poi voluto assolutamente dire il cognome di Peppino. 

Letto al testimone ha sottoscritto. 

Francesco db FnAiiCHia 

11 testimone Bartolo Caliginri infermiere è uniforme al pre- 
iedente. 
Ha dichiarato non sapere scrivere* 

Doamnoo Famsio 
Il testimone Nicola Marruca infermiere è stato uniforme 
a de Franchis. 
Ba dichiarato di non sapere scrivere. 

BOMCIIICO i^ARisie 



37» 



253 



Comanda Geturah deUa 2." JhvitUm dctt Xnréi$o CtOabro^ 



SiGRORB 

r 

QiMta matUaa sì sono avvicinati alla rada dd Pizzo ^(m 
grossi vapori prorvenienti dalla direzione di Nàpoli » ed al- 
tro vapore è pervenuto dalla direzione di Reggio. Sono star- 
cali ài Pizzo dai predetti irapofi quattrocento Carabinieri. Vìi 
la troppa di Mopteleone è in jaóvimento. S quindi facile cbe 
la detta truppa si diriga costà o in Tirtolo* tt quindi di 
somma urgenza cV Ella cooperi jcon tutti i mezzi in suo pon 
lere che sia occupato Tiriolo o HanDéllìnara , sostenendo 1* 
posti più difensjbiU. t superfluo che le raccomandi proo- 
lezza» ed eneigia. 

n Capo ietto Staio tbggioré 

GlOVAH FÀAlf CESCO Guwwo 

» 

Psr copia conformo 
ti Segretario Ptoovieorio 
Tomuao ^MMtNr 

M iig. Pretidente del Camiiato 
di FMUca SaèuU di 
Catanzaro 



««i 



S54 

Servizio détta (htardia nazionéo 

5. Giovanni in Fiore.SS ffiUffiM 4Sif8^ 

StGHOM 

, Slimo mio dovere in prosiegua del primo corriere spedirle 
quest'altra i rassegnandole che D. Domenico VeraUi ha estrin-9 



974 

iecato p^bblicamenla die II dioMiM parte, da qui per codetta 
città con quante persone lia potato e paò rianire , ignoraa- 
do6Ì il namero , perciiè assembramento nascosto. Egli ha fio^ 
to portare liandieni tricolore » dicendo Toier difimdere II Re 
e la Gostitaiione , ma ciò tatto è faiso t glaccliè sappiama 
aversi fktto altra bandiera bianca » che Ci portare nasoosta* 
mente da ano del sao àegalto ; e persone che V accompagna- 
no hanno vocilerato , che domani a sera giungeranno in Co- 
senza 13,000 pedoni e 0000 cavalli delle regie troppe, e tatto 
questo per animare la gente che lo siegae. Dippiù» tali per- 
sone sono pagate » poA egli ha detto , co^ saol danari^ ma 
le sae finanze limitatissime non permettendolo , si sospetta 
da ognuno aver avato denari dal governo » tanto più che ò 
lednoe da Monteleone dietro esser partito da Napoli , ed è 
ancora pensioniate Cavaliere» 

Sarà compiacente intento antorizzare la spesa del presento 
corriere, nonchò di quello spedito in date di Ièri, in carU- 
ni venti per ciascuno , perchè ambo a caTallo. 

Il Capo d/ftìa Guardia naxiwMÌa 
Salvatorb Biuaaio; 

M iifiior PruidmU dd Co* 
wdtaio di SahéU tuMUca 
Connsa. 



■I i 



ai5 



Cammdo dd /.* Sqmdrom dette Guardie Naxi&naii a €^ 
Milo ddXa ftùtineia di CMMa COra — IT.* !ff. 



Coemsa S5 giufpko 49t& 

SfOMIE. 

In riscontro al di lei distinto foglio sotto queste istessa 
date N.* 633 , debbo per onor del vero rassegnare alla di 
lei Antorite che io mai mi ste ammosso dalla propria resi- 
denza , nò tempooo era ora in pensier mio abbandonarla ; 
per cui mi sorprende non poco come alcun siasi tetto lecito 
a lei asserirkK 



S7S 

In rapporto poi al blhnci che ella mi ha fiitlo tenere » 
prego r esperimeotata saa bontà ad accordanni un pò di 
tempo 9 acciò potere analogamente rispondere sn di essi; an- 
che in riguardo alla confalescenza in cni mi rattrovo per una 
aoflèrta malattia. 

II Capo SquadrùM 
Paolo pu Gavmo. 
M Mig. CmiU tUeeiardi PresidmU 
éH ComiUao di Salul$ FuMiea. 

Coienxa. 



S8B 
Ùmmiiimrio dM Polm Bticuiivo — Dglzio «- Segnkria 

4M OMMlfOf. 

Cotemxa 2S giufiHo fS48. 
Smiioai 

Non con?enendomi continoara V esereido della carica di 
Commissario del Potere Esecntivo » sUmo nssegname le firn-* 
stoni. Baderanno pertanto a destinare persona cni debba con- 
aegnare le carte tntte , ed «Uri <«|etti relatiTi alla stoma 
carica* 

Sono rispettosamente. 

itt i^inor IVMdMifi ^ JKmòH 
del CùtniMo di SaMe JVMitco. 
Ca$mxa. 



87C 



9S7 
Comtmio ietla Guardia ttatioiuie di Som. 



S. JomU 2S gitt^ 484S. 

8IGNORB 

I 

In punto che corrono le ore 94 mi arri?a nn avTiso del 
telegrafo di Rendieri , che si fono corso al littorale , onde 
non avere pratica alcun Vapore , e ciò per ordine del Ck)m«- 
miflsario straordinario di Paola. 

Io mi sono sabito recato colla mia Guardia nazionale in 
8. Janni , ore dimorerò sinché non mi arrivano ulteriori di- 
sposizioni. 

. nehbo prevenirla phe^per deficienza di armi la fona che ho 
con me è molto poca « e per mantenere un posto di oamrv»« 
zlone t vi bisognerebbe il concorso di tutto li Circondario » e 
in Ul modo .sareUie meno disagevole , potendo cambiare la 
guardia ogni due giorni 9 o quanto più cederebbe comodo pel 
servizio , avvertendola che un posto di osservazione è di as- 
soluta necessità che dimori , o a Rendieri , o in S. Janni^ si 
per gtardariB questa qMiziosa nuirina , che vi discende il An- 
ne Oliva» si per il largo suo letto èhe offre una comodità: per 
viaggiare migliore della strada reiabile , e con «no sbarco m>t<* 
lanio potrebbe la. Truppa essere «• giome sopra Goseaia , 4 
pure che in caso di bisogno soccorrerebbe immediatamente 
Amantea. 

Vi è neemsità che un Capo guidi le operazioni di tutte 
le Guardie nazionali in questo Campo, è che abbia le facoltà 
di poter domandare forza secondo vede il bisogno t e sia 
d'uopo che vi si provveda. 

Accoglie intanto questa esternazione de' miei sentimenti » 
come parte dei leale amore che porlo alia patria » non ri- 
sparmiandomi, la prego, dove mi crede abile di poter servire 
la santa causa. 

n Comdndonls la Guardia 
Agostino Fascktti Lxojvi. 

ÀI PmidmU da ComiUOo di 
SiOute PuMiea di 
Cosenza 



877 



2S« 



Smta Caterina 2S Giugno 1848. 

SmNOR MaOOIORE GOMANDAIfTK 

Appella « dietro di lei permesso , e del sig^. Generale Mi- 
leti , arrivai qai, ho fatto premara a questo Comandante la 
Qaardia nazionale, il quale poco premara si prende per soc- 
eorrere la difesa della santa causa , di spedire il contingente 
di Guardia che dar dovea questa patria per sottoporsi al di 
lei comando, unendosi a cotesto invitto Battagirone , e già a 
mie forze si spedì un numero di' trenta individui, che parti 
da qui per unirsi al Battaglione eh' Ella comanda , ma sic- 
come lo spirito di prepotenza ancora regna nelle persone che 
▼Ofliono acquistarsi onore senza merito » così la Brigata da 
qui partita per riunirsi al Battaglione snccennato > il signor 
La Costa V ha sottoposta al suo comando senza dritto giuri- 
dico. Quindi trovandosi la cennata Colonna nel num. di 30 ap- 
partenenti a questo Comune e Rione di Joggi partita appo- 
sitamente per unirsi al Battaglione eh* Ella comanda , ag- 
gregata alla Compagnia del signor La Costa , la prego , ri- 
chiamarla, non conoscendo questa Guardia nazionale per Co- 
mandante che a Lei, e perciò che riunendosi al Battaglione» 
grinfelici che stanno servendo da 15 giorni , cioè Costantino 
Novello , Saverio Santella , Costantino Ippolito , Vincenzo 
Salerno, Michele Oli veti, e RalRiele Rosello rientrassero nelle 
loro famiglie , perchè soli nelle stesse , rimpiazzandoli nei 
servizio del di lei comando gì' individui già spediti , e che 
per inganno stanno servendo sotto il signor La Costa. 

Sono con tutto rispettò alla gloria d* Italia , dell' Immor- 
tale Pio IX , della Sicilia , e della nostra Calabria che vi- 
va sempre , gridando morte all' nomo scellerato Ferdinando 
Borbone. 

Faxncesco LoyaiADi 

AL signor Maggiore Coman^ 
ionie il Battaglione Albanne» 



U 



878 

259 

Castano StU giugno i848. 
Caro Domenico 



HI (rovo ìa Cassano col coDtiogente degli Albanesi, esdaso 
S. Demetrio , eapitaoaU) da me. Il Generale Baaacca vilissi* 
ma persona , sta fortificandosi neU' inlemo ; V alluogaBiefilo 
della stanza della sua troppa potrebbe divenir pericoloso: ò 
d* Qopo dunqae che Castrovillari si assalti. Infamissimo pae- 
se » neir nllimo conflitto farono i nazionali in/amissinu di 
qiìel paese. Tutti aspettano la decisione di questa causa » 
per cui io unisco il mio al sentimento di tutti , che vi si 
presenterà dall' amico Dell! Franci , che appositamente parte 
da qui dopo un travaglio estraordinario che si è fallo oggi 
dalla truppa cittadina, da Cosenza fino a Cassano; e viene a 
voi con la divisa di qual vero amico^ per subito uniibrmarvi 
sui sentimenti. 

Dopo questa vittoria vedremo miracoli nella 1.* Provincia. 
I nostri di famiglia stanno tutti bene — Ti abbraccio 

AuBssAinnao Madjio 

M'iig. Domenico Mauro. 



260 



Comitalo a SduU PubtUca -^ N."" . . . 



Cosenza U SS giugno i848. 



Mio Caro Domerico 



MI trovo in Cassano In unione di tuo fratello Alessandro 
che ti saluta , e di Eugenio de Risi » che anche si trova 
costà ad assistere la nostra battaglia con Busacca; e son certe 



379 

di poterli con de Rial nei prossimo «ttaciBo «bbraceiara. ti 
saluto eoa MUeti , e ti abbraccio 

Il tuo aff€%, CciUga 

€03TJLMLX. 

Al 8ig. Domeniee Mauro. 



261 

Coitane ti 2S ffiugno f848. 
Mio Caro Peppino 

Primo di ogni altro , ti dò conoscenza del mio ottimo 
stato di sa lo le, come pure che dopo la nostra divisione dei 
legni Francesi , non polendo recarmi nella mia Provincia * 
non avendomelo permesso la polizia fot costretto recar- 
mi il 29 del caduto mese in Roma , ed indi il 4 del cor- 
rente in Sicilia cioè a Messina, da dove con una troppa ben 
forte Siciliana , animata da selle pezzi di cannone , mi sono 
recalo In Paola , ed ora a Cassano, ève mi trovo In qualità 
di Colonnello , funzionante da Brigadiere . della quarta Bri- 
gala 9 che ci rechiamo òot Generale in Capo signor Ribolli ad 
attaccare Busacca in Castrovillari , ove dopo un attacco avo- 
lo alle falde di Spezzano , che lo posimo in foga si è bar- 
ricato ; ed ove ci portiamo per alta^^carlo , per indi portarci 
in Motiteleorne ptr attaccare Nunziante. 

IntarirCo (rovo vergognoso che dopo le tante ptomegse fatte 
In Napoli , te ne paoi restare in(ìpcroso netta tua Pn>vrncfa, 
e Un'ora non ti^sei posto in rivolta. Qae^o ti assicuro ch6 
li fa pf*rdere tutto lì tao presti'gio » e qneMo^ def tuo degno 
zio D. Vincenzo, Presidente del Comitato , ciie sch)«se quel frt- 
mo buHettino , (f)cfae io ricevei in Messina ; ed in Cosenza si 
parla molto male della tua Provincia , e della tua pi^rsona» 
Che sai quanto ti stimano i tuoi amici e liberali. 

Dalie premesse , mio caro Peppìno , eonoscondo qoawlA 
stimo il tuo nome , e quello di tuo Zio , ti scongiuro a 
muoverli subito; e qoalora non li credi forte di poterli so- 

(I) V. documento num.** 148. 



S80 

stenere odia tua Provincia , portati «fai , fkt»vando Manro 
aAla Valle S. Martino che tiene con Ini iM)00 nomini , vit- 
ni con f tuoi bravi a dividere con noi i travagli di render- 
ci liberi f e veri figli deli' Italia » e sii certo della noatra 
vittoria. 

Ti abbraccio 

Il tuo amico è 8. v* 
CosTABiLB Carducci. 

P. 5. Nel momento il Generale ba disposto, portarsi nella 
Valle S. Martino il Colonnello di Artiglieria Signor Delli 
Franci , uomo peritissimo nell' arte della guerra » e cbe an- 
derà a comandare quella Divisione ; motivo cbe ti racco- 
mando colà portarti con tutta quella gente potrai riunire. 
Fa questo se vuoi vincere i tuoi nemici. . 
A, S, E, 
Sig. D. Giuseppe d' Enrico 
Potenza 



Sioxvoar 



262 

Spezzano Albanee» 2Sf giugno 4S48 
ore 49 d' Italia. 



In punto m' arriva il di lei ufficio col quale m' ordina di 
mettermi in marcia con tutti i Distaccamenti cbe qui tro- 
vansi per la volta di Cammerata. Io subito adempirò a tale 
ordine pigliando quel tempo cbe assolutamente è necessario 
per riunire i suddetti Distaccamenti » e per appareocbiarli 
alla partenza. 

Il Capitano 

DOKATO MORBLLI. 

ÀI sig. CoUmnello Belli Franai 
Capo dello Stato Maggiore Generak 
Cassano 



S81 



26S 



Staio Maggif>r§ G$neral$ dell' E$$rciio Cataòro-SiCulo ^ N.* S7. 
Quarti$r GeneraU di Cfmano SS giufgn» /^^. 



Bueado stato ordiaato sottoporgi al Consiglio di Gaerra la 
persona arrestata dal signor Colonnello Carducci , co^ nel ri- 
metterle le carte riovenote sopra , la prego volersi dare fci 
pena nominare i Giudici » per darsi comincio alla processerà. 

M Capo deUo Stato ]Uagfiar$ Generàk- 
M^aiAifo DajULi Fkanci, Colonnello* 

Le acdado iMnanche la serie dei santi per gli ultimi giorni 
del corrente mese. 

\ Dilli Fainox 

M $ig. CóUmnéOo di Artiglieria 
D. Giacomo Longo Comandante la 
y/ IHviMiosM deU'Eeereito 
Coieano 



264 



Comando Saperiore detto Eeereila Calabro-Siculo — N,* • , 
Quartiere Gennai» di Caeeano SS Giugno i848* 

Al Spieizano JXhaneeo 

SlGHOa MlVISTBO 

La notte del 21 corrente le truppe regie accantonate In Ca*- 
strovillari staccando una Colonna di 1000 uomini con ud 
pesio da 4 di montagna , passando il ponte a Cammerata , 
si presentò per la via consolare ad attaccarci. Avvisati dai 
nestri avamposti , i quali eseguivano tutte quelle operazioni 



3S2 

che ad essi si addicono , (uUa la nostra truppa ha preso la 
armi , e ci conducemmo sui panto di attacco. 

Beilo era ìi vedere 1' entusiasmo che regnava in tutti , e 
non saprei , volendo precisare > se maggior fosse nei Galahri 
o nei Sleali, li paese tatto correva atte armi , e commo- 
vente oltre ogni dire » era il vedere drappetH di donne che 
armate di spiedi , di coltelli , procedevano verso V inimico , 
e debbo manifeslarie essere pienamente contento dello spirilo 
patriottico , e della esecrazione al tiranno , ed ai suoi vili 
sgherri mostrato da lotti gli abitanti di questo paese. 

Giunta la truppa sai punto d' attacco , una porzione fu 
disposta sulla diritta e salia sinistra pet gaardarei da qual- 
che sorpresa che rinimico petesse farci, il rimanente fa spin- 
ta sulle altare che dominauo la strada battuta dati* inimi- 
co 9 e che a noi coaduoeva , e eomechè il nemico OMivea in 
Colonna per file raddoppiate le nostre artiglierie furono piaz- 
zale in modo da batterlo d' infilata , ed altre per molestarlo 
su' fianchi tirando a sbieco : nella prima posiziona (a a pre- 
ferenza piazzata V obice ^ onde maggiormente sentiti si fos- 
sero i suoi micidiali effetti. Giunta la Colonna nemica poco 
al di là della passata del fucile spiccò in a vanii due Com- 
pagnie di Cacciatori in ordine aperto; altrettanto fti da noi faClo'« 
spingendo i nostri tiragiialori in avanti sino a poca di^anza 
dell* ultimo tratto di via che giunge alle fatde del colti di 
Spezzano Albanese, che resta quasi perpendicolare ^alla linea 
che essi colli descrivono. — Avea benanco Toste nemica spe- 
diti dei Cacciatori sul fianco sinistro della sua Colonna ad og- 
getto indubitato di proleggere il fianco della Colonna. 

Vivo fuoco fu impegnato tra le due parti dei Cacciatori , 
ed in tale alto , ordinai tosto il movimento di una brigata 
da piazzarsi giifp«mdìo delle colline onde al ritirarsi dei Cac- 
ciatori potesse cominciare V azione , la quale pqco dopo di- 
venne generale ; il cannone nemico tirò alcuni colpi a pal- 
la ma veruno eflbtto ne ritrasse , la nastra Artiglieria tirò 
un colpo a palla contro di essa e indi due colpi a mitraglia 
che arrestarono la marcia dell'inimico , il quale al colpo ti- 
rato dairobice caricato a granata , ed al fuoco micidialissimo 
che dai nostri si facea , si diede a precipitosa fuga rompen- 
do i ranghi, e correndo alla sbandala. Immediatamente or* 
dinai di avanzare sul nemico che incalzammo sempre fino 
ad un miglio da Castrovillari ; ove credetti far battere la 
rilirata rientrando ia quesio Quartiere Generale — Veruna 
perdita si è sofferta dalla nostra parte ; da quella dei ne- 
mico cinque morti fra i quali un UllìziaJe e moltissimi fé- 



l! 



383 

rili ; cosa che si è potalo anche rilevare dalla lava di san- 
goe che 8i è osservata da Itili Mtlo 1 colli di Spezzano (1). 

Il Genirale in Capo 
A S. E. h R1B9TT1 

Il Ministro detta Gnerra 
Pdirmo 



265 
Sammano SS giu^o i848. 



SlGlfORE 



Nel pajssaggìQ che da qui fece il sig. Mileti Oinandante 
la colonna mobile residente in Paola » avveralo nel di l1S 
del corrente mese > questi cittadini proprieCart animati da 
patrio amore gli offrirono volontariamente la somma di du- 
cati mille e cinqaecenlo circa » onde servire al mantenimen- 
to della colonna affidata al suo comando. £ poichò i citta- 
dini donatori nutrono il bel pensiero di non ripetere mai 
qaanto iiao largito per causa tanto nobile, pregano per mez- 
zo mio la di Lei compiacenza affinchè si degni far registra- 
re negli atti del Gomilato « che la comune di Sammarco non 
è r ultima a mostrare i sentimenti del suo filantropismo. 
Perchè ella abbia presente i nomi dei Cittadini e le somme 
offerte gliene tengo registro in niargiae del presente, mani- 
festandole pure , che oltre alle somme offerte, furono in quel 
giorno medesimo passate alle masse condotte dal sig. Mileti 
docati veototla a titolo di owiplimento per solennizzare il 
giorno deir arrivo. 

^ Il Sindaco 

Lui<»i Gaxpagna 

Al tM. Presidente dd Comitato 
ài Smu PnbMca 

Cosenza 



(1) Qaanto sia cootwidiuorio questo rapporto con i*aItro spedilo 
al Ministro Paterno sulfo spirito delle Calabrie, di leggieri si co- 
nosoe (Docam. N. fM. ). La morte detrUffizìalc e de* Soldati ò 
fidsa. 'Con taM aieatog«e venivano poi foggia» in Sicilia i famosi 
buUettini. 



M 




<• ' 




é. 



l»«C 




387 
( Risposta ) 

* 6M1I0MB > 

Secondo fa comandalo Ieri sera » lo non ho fatto cho ava»** 
aarmi fino a FraKloeto, e per^ eredo di non essermi alDilfo* 
appartalo da' di lei ordloh Ho aralo f ià Tonore di farle co-^ 
noioere la mia pesiaiòne : Il nemico è .rimasto fermo af ponM^ 
deMa virlA. Ove non ricevessi attr| ordini, e per le 23 l[2 
non vedessi giangere altre forze » allora mi ritirerò nella po-^ 
Bilione oro abbiamo passata la notte. Da Frascineto avremo 
I viveri per oggi. 

81 sono aoel» picaentate SO ihiardie nailonali di Frasct- 
nelo, ed io le ho planato al di là del barrone sulla mia* 
dritta* AUra 40 G«ardle di qaesto paese sono al campo di* 
Domeniaò Mauro. 

Il Cmmdmt$ la ^^ Biviéioiìe 
' • Giacomo LoHeo.- 

M 9ÌfM¥ UèHii 60n$Hte in Capo 



Ì6» 

SiMoa tamonn 

Id nèisan hsogo della nMra Pi^¥laola la .legittima rivo^- 
hRloiie del S giugno oorreote ha frnttato cosi iataolaiieo sac-« 
ceflo quanto nel Distretto di Paola. Sono beri lontano dat 
dirlo per Cirne merito a me , poichò è troppo nolo 11 ino 
sentire delle varie popolaiioni di qaesto paese In fatto di 
vita civile : egli è un obbligo » nq grande obbligo. di ginn 
stifela che mi corre con esso. 

Paola è divenuta quasi una fortezza inespugnabile: per 
r animo deciso della forza onila che vi dimora, Ibrte per la 
posizion topografica » ed insormontabile poi per le sue Xof^ 
tlficazloni. Dalla marina fino alla città , le larghe strade 
che vi conducono son traversate da spesse e gagliarde bar- 
ricate ; e in tutta la fronte di essa una non spregevole arti- 



S86 



I 



M7 



5faip JhffìofY Gen$rak Ml'Sareiio Caiabro-Sieulo — J¥.* SS. 



er Gffienili iK» Catitmo 26 (fiugno 484A 



S16IIOU 



I^ prego volersi compia<^re » focendo luo della sua lacol- 
tà » a cooperarsi oode si fiaoisca dal paesi circoovidnl la 
maggior quantità di gente armala» 

Il di lei zelo patriottico 9 e la di lei immensa. alacrità» mi 
fanno essere sicaro del risaltato. 



€$mmisiorio Civik. 
CanwM 



n Càlo^ìMo Capo ééOo SMo Manim 

MAftlAHO DELU FHAIICI. 



908 



emmié Skpiriare ddl'Oeniio COabro-Sieuh — Jf/ ... 
Quariiir GemrOe di Cassano 26 ftugna 4848. 

SlGIfOtK 

ìjn Hfaardo responsabile del movimento che Ella questa 
^Aàtlinn te fatto contro i miei ordini. 

il Gemmai in Capo. 

RiBOTTI. 

wi^tfMttfiiacoimol/mgoGmerciU 



387 



( Rispoita ) 



Smhomb 



Secondo fa comandalo Ieri sera , lo non ho fatto cho ava»*' 
larmi fino a Fraaeineto, e per^ credo di non asserral sflàì%& 
appartalo da' di lei ordini. Ho arato fià Tonore di farle co-^ 
noioere la mia pealalòne : Il nemico è rimasto fermo af ponli^ 
deUa virlA. Ove non ricevessi altr| ordini, e per le 23 1^2 
non vedessi giangere altre fone , allora mi ritirerò nella pò ^ 
siBlone ove abbiamo passata la notte. Da Frascineto avremo 
I viveri per oggi. • 

81 SODO anche preiantate SO ihiardie naiionall di Frasci- 
neto f ed lo le ho planEato al di là del burrone sofia mia 
dritta. Altre 40 G«ardle di qaesto paese sono al campo di* 
Domenleo Mamo» 

Il CommdmU la 1^ Biviéioiì^ 
Giacomo LoHeo.- 
M 9i9r^ BièMi €$nmi$ in Cofo 



^p"^ 



à69 



• 1 I 



iMa sa git$§m i94A 



SiMOB tamonTB 



fa néssttn hsogo della nostra Pi^¥laoia la .ìegHUaia rivo^- 
ImEfone del S giugno corrente ha frnttato cosi Islaataneo snc-* 
cesso quanto nel Distretto di Paola. Sono beit lontano dat 
dirlo per farne merito a me » poiché è troppo nolo il ino 
sentire delle varie popolailoni di questo paese In fatto di 
vita civile : egli è un obbligo » nq grande obbligo. di glon 
stiria c^e mi corre con esso. 

Paola è divenuta quasi una fortezza Inespugnabile: per 
r animo deciso della forza nnlla che vi dimora, Ibrte per la 
posizion topografica , ed Insormontabile poi per le soe Xof^ 
tificazlonl. Dalla marina fino alla città» le larghe strade 
che vi conducono son traversate da spesse e gagliarde bar- 
ricate ; e in tutta la fronte di essa una non spregevole arti- 



388 

glieria è postata a vomitar la morte sopra chiunque abbia 
r audacia di ravvicinarsi* 

Oltre alla tre picciole colobrine , ritirale da Cetraro , e 
che hanno V ordinario tiro di ben tre miglia , • siamo pure 
provveduti di un grosso obice » di un pezzo di montagna 
da otto» e doe altri del calibro di Ireotasei e quarantotto — ^ 
tE^aesU ulUmi due pexzi. son destinali ad occupar V estreme 
ali di Paola » e situati a fior di acqua difendono a 5aO pas-. 
ai tutt^ il perimetro della rada da Fnscaldo fino a S. Lucido. 

Con tali preparativi si può temere il nemico? Noi ne fi<^ 
diamo* 

Da quattro giorni una Fregata a Capote da guerra ^^ ora. 
eola ora seguita da altri minori legni anche a vapora « don 
pò il meriggio viene avvlcioandosi dalla parte di Pizio verso 
questa marina — Robusta in sembianza e veloce nèl> corat» * 
come si accingesse a fiera pugna * percorre il mare in di-- 
rezione di Paola; ma non appena è prossiaia al Uro. della 
nostra artiglieria « e vede le nostre truppe fermamente di- 
aposte f muta la rotta f si allarga » ed uscita di pericolo si 
accoscia torpidamente sali' ancora a mu 4^ miglia di martt.. 
Di là ci guarda col cannocchiale, poi suona il tamburo» al- 
za bandiera , e quando le tenebre si fanno cosi dense da 
covrire la sua vergognosa ritirata, rinnova fl^rnoco è va via. 

Sul principio noi T accogliemmo festosamente » poiché ve- 
devamo in lei la certezza di un attacco e la cessazioìie dal- 
l' Inerzia cupa in cui siamo da lungo tempo gettati pier non 
poter eorabattere. Quindi si disponeva sotto le armi la for- 
za » e si faceftn aventetar le bandiere — Da un poco lu qua 
ella non fa che destarci sdegno e disprezzo ; e se avesse buo- 
ne orecchie avrebbe di che maledite la Mi mliiiòae in que- 
sto porto — Io già ho ordinato che il suo nuovo arrivo sia 
aalttlato eoa itnat salva deH^ artiglieria ^ oad'tBsere.pift «erta 
che qui Siam; vivi «i^ Perdio! ei anmaaaa.il.dòlMe di non 
Urare una sola fucilata, e <^i sa fin quando ci ammazzerà l 
« La forza: di Paola ò al di là del biadano -^ Credo, qqin* 
di inopportuno il racoogUervena di pi^ t- Viva sicuro deUa 
mia stinut.' 

M CQmmii$mrio CinUe > 

fi* MOSGIAHI. 

.. M sigé PrfÈidenU dd Comitato 
di Salute Paòbliea 
Counza 



t • 



.270 



t • 



^ • 



!.• anno 18*8 H giorno 2(fr giog^no -in Paola. • ' ' * '^ 
' i\ Comilalo Mslretlaaie di Salate Pabbtìca , riunito nel - 
qamerp legale : .»• » . 



• « t 4 > >• 



' 'DBLIBBirA • 

^ •. . .. • I . • I M, • . ♦ ■ . , l M » 

.>•* • • > • ? ■ w .. i 

, 1^» stabilirsi IqpgQ U, Uoqh^, di «iiesto intero Distretto ri- 
goroso GordoDQ iK«ritiwo. 

2.> Che le barche da pesca escano a giorno » e riimtrino 
pria delle ore 24 » e che siano sempre a vista, -onde impe-. 
dire il contatto con qualunque legno , o disbarco di p^rso^ 
ne 9 che potrebbonsi introdurre. . \ 

Ciò a personale responsabilità de' Comandanti delle -QwiK'- 
die nazionali. .... 

il nostro Segretario è incaricnto della diramazione in gior- 
nata della presente per questo intero Distretto. 

Fatto e deliberato il giorno, mese, ed anno come sopra. 

Benedetto La Casta , Presidente — F. Valitutti — Giuseppe 
MiceU — Gius9pfe Jlhraoifftéa — ÀntmiQ Baroni — Fron- 
eeseo Cataianif Segretario. 



« . 4 •.♦ 



371 



. i 



Gnardie nazkmaii -^ N."" 34. 

, , Naturo affpnp^o 4848,, 

SiÀNOas 

, ' ' •fi 

• iDiettO di avormiqiMalo 2.* Eletto funzionante, da Sindaco 
dalé conotDenBui di quaoto Ella ha disposto con uffizio del- 
l' otto andante circp la novità di questi t guarda**boeehi , me 
1^ ho chiamali , e dopo di aferii ricordati i propri doved 
rho Ingianla che non partendo subito per la voita di.que«* 
«lo Cai)o Luogo , avrei proceduta ai loro disarmo , come ho 
disposto coli* ufficio sopraNttuociato. ■ Signore di' tepLjca :a 



Ri- 

Fa 

ci. 

(1. 

a- 

< 





29S 

Cùmandù della fqrxa riunita per la Custodia deUe prif^ioni 
CentrM. 

Counta 26 giugno i848. 

Signore 

> 
Il Capoposto di Guardia alle prigioni dì S. Agoslioo eòi 
rapporto della Diana mi scrive quanto appresso. 

« Signor Comandante. Mi dò V onore rapportarle che cir- 
» ca le ore 3 e mezzo della scorsa notte , la fazione di N.* 
)» 2. secondo piano vide nel Vallone di Rovito un aggruppa- 
si mento di molte persone , e chiamando con se un altro suo 
» compagno a nome Luigi Martire con lo stesso ad alta voce 
» percondò con dire alto chi va là per ben tre volte » ma 
yt veruno v«lle rispondere , che fu obbligato tirarle un col- 
» pò di fucile, che nessun male ha prodotto. In seguito di ciò 
» nelle ore 4 ed un quarto la fazione del 3.^ piano che 
)» sporge sopra il portone d' ingresso 9 vide una moltitudine 
» di persone , ed avendo di nuovo percordato come dietro , 
» nessuno rispose , fece fuoco , e chiamò all' armi , e tutta 
» la Guardia impostatasi nei rispettivi finestroni , non- si 
» rinvenne nulla. Dopo scorsa un' ora in circa corse una 
» guardia che V imposi a donarmi il Santo » che lo diede 
>i esattamente 9 e si portarono di pattuglia verso il Vallone 
» anzidetto. Glielo partecipo per adempimento dei miei doveri. 
Non tralascio però dargliene conoscenza per ogni regolarità. 

Il Comandante la forza riunita 

G. Alf ASTASIO. 

Al signor Comandante in Capo 
la Guardia Cittadina del Distretto 
Cosenza 



«S 



394 



275 

Filadelfia 26 giugno 4848. 
Mio caro Padre 



Sento che state bene , ed io mi sono consolato nel sentire 
che state bene , e conie lo slesso vi assicuro di me. Mi dita 
se ho veduto Cesare Crispo , esso non è venuto affatto» per- 
dio nel suo paese lo hanno fatto Sergente , e perciò non 
può %'enlre ; quella donna V ho veduta , come pure ho ve- 
duto il marito , ma mi hanno fatte delle cerimonie , ma io 
indifEerente , soltanto un bicchiere di spirito mi ho preso , 
perchè esso tiene la botteghella , o sia bettola che vende 
tutto y fin* anco pasta. Mi dite che siete stalo in agitazione , 
mentre nella Marina di Catanzaro si scoprì un Vapore, e mio 
fratello è andato cogli altri ; ha fatto bene , perchè si dee 
difendere la patria ; flntanto che dura un osso sempre di- 
fendo la patria per onore , e per coraggio. Voi non ci do- 
vete pensare per niente a noi , j[>erchè noi dobbiamo com- 
battere fintanto che non esistono più questi assassini , e do- 
po ci ritireremo. Mi dispiace che siete dispiaciuti perchè 
sono ammalato , questo mi dispiace , che vi hanno raccon- 
tato che sono ammalato , vorrei sapere chi ve V ha dello » 
quanto lo prendo a schiafli. Ah «aro padre! vi giuro che io 
sto bene , e non sono ammalato , che se fossi caduto am- 
malato non starei ai campo. Fatemi questo piacere non state 
a credere nessuno. La mattina di sabato a Francàvilla vi 
fono slati tre morti , e questi erano di Ciriialco. Dovete co- 
noscere che nn Capitano , ed un Sergente si stavano acco- 
modando il salvietto per mangiare , e quando stavano man- 
giando , se ne va un altro compagno loro che gli era pa- 
rente » ed uccide uno con il fucile , ed un altro colla pisto- 
la ; dopo carica di bel nuovo il fucile si leva la scarpa , a 
si attacca li grillo a un dito del piede , e si spara solo. La 
«era quei due furono messi in un carro » e condotti a Ciri- 
falco , ed a quello T hanno lasciato in mezzo alla strada. 
Non altro vi dico , e sono ululando tutti di famiglia , e li 
dito a Giovanni' che lo saluta Giacomino Monlesanlo. Saluto 
a Mammà , e le bacio la roano , e lo dite che Cabitino non 
mi ha dato i calzelti ^ me n% ha dato un paio lunghi , e 



Uva al giiK>€cbio , e sooe un pò v«6c)U ; ma alito. Mi c[i«o> 
e sono 

Vostro /igtìo 
^ N. IIbnÌniti 

A, ò» E» 

3, Giacinto Minniti 



276 



Quartitr Generale di Coesa/no JP7 qiuffno i849. 



SlGxXORjC. 

Nel giorno di ieri ci siamo recati. da questo qnartier Ge^ 
aerale verso Castrovillari airoggettò di fare nna ricogniiion^ 
del luogo per le successive operazioni di guerra a praticarsi. 

In questo incontro fummo attaccati da' regi 9 e dopo un 
conflitto di circa due ore , venuta, la notte ^ ci ritirammo di 
bel nuovo in Gassano con la perdita di un solo uomo e due 
feriti, mentre i regi hanno avuto 40 o 12 morti e moltissi-» 
mi feriti. 

A Generato in Capo 

U RlBOTTl. 

Signor Presidente dèt Comitato 
4t Sùà^U PuòMea 
Cosenza. 



277 

Comitato di SaluU Pubblica — N^. 682 — Guennu 

Cosenza 27 giugno 4848. 

SlOlfOB CObOimCLLO 

In verità non so a che attribuire il suo. silenzio e quello 
del Generale Ribolli; adonta delle promesse falUci di amen- 



396 

due di mandarci ogni giorno una slaffeUa. Siamo qui in un' im- 
pazienza indicibile delle nuove del Campo, nessuno avviso es- 
iendocl pervenuto dopo quelli di salMito, arrecatoci dalla staffeila 
cui venne lacerato 11 plico — E nessuna lettera abbiamo nep- 
pur ricevuta da Longo e da Eugenio de Riso. Per Dio ci seri- 
Yano subito e a lungo, e ci dieno in ispecie la nuova di una 
compiuta vittoria! Ogni indugio ti uccide. Spero cbe le nostre 
Istruzioni sieno giunte al Generale» e non dubitiamo ch*egli 
le esegua esattissimamente. 

Pel Comitato 
G. Ricci AHDi , Presidente, 

P 5. Troverà qui annessa la copia di una lettera di S. 
Ifarco , dalla quale rileverà il Comandante Mileti avere ri- 
scosso varie somme importanti in quel Comane. Lo cbiame- 
rà iuMo a rendere strettissimo conto di questo danaro, e mi 
risponderà tosto airoggetto. 

Speriamo abbia fatto al Mileti i rimproveri di cui le parlai. 

Al Signor CólonneUo Capo dello 
Staio Maggiore in 
Cassano. 



278 

Comitato di Salute Pi^ldica — N.* 70S. 

Cosenza 27 giugno Ì84S* 
Signore 

Essendosi da questo Comitato stabilita una Commissione 
straordinaria per decidere vai reati di Puòldica Salute , ed 
Ella facendone parte come presidente » ci compiacciamo dar- 
lene comunicazione. 

Ella nello esercìzio della sua carica farà uso delle norme 
stabilite nelle istruzioni ali' uopo compilate. 

^ Il Comitato 

G. Ricciardi , Presidente 
Benedetto Mcsolino 
Stanislao Lupinacci 
Francesco Federici 
ÀI signor D. Vito Porcaro 
Cosenxa 



397 

Giudicalo Regio di. . . Spezzano Grande 27 giu^a 1848. 

SlGllORK 

FraDcesco , ed Aiilouio Judrìeri di Casola , di cui forma 
oggetto il pregevol foglio di codesto Gomitalo de' 19 volgetita 
n/ 554, che trovavansi complicati nel fatto d'armi av venato ira 
Casoie , e Pedace nel 24 aprile ultimo , nel quale moriro- 
no Pietro Lapinacci da Gasole , Pasquale Serra , e Clemente 
Saratino di Scairati, questo giudicato non si è ancora potuto oc* 
cupare dell'istruzione del processo e dei gradi di reità che eglino 
hanno, attese le difficoltà che si presentano ne' teihpi attuali» 
lauto per avere i testimoni » quanto per indurli a deporre 
il vero. 

Indipendentemente da ciò , armati di tutto pento , e gi- 
rovagando per le campagne , e per gli abitati diedero $«»- 
apetti di dovar cospirare cogli altri , che dopo poco insorge- 
ranno contro r attuale regime costituzionale. Atteso quesU so- 
spetti » e perchè , tranne Francesco che avea il permesso 
della polizia generale di asportare soltanto lo schioppo per 
uso di caccia , non erano facollati gli altri a portare delle 
pistole e coltelli lunghino vennero nella flagranza di sifiTallo 
reato , arrestali dalla Guardia nazionale dei rione di Macchia 

Giova ali* oggetto manifestarle, che informali i dietro emar- 
ginati individui (1) dei di loro arresto , allorché venivano 
daHa Guardia nazionale tradotti in Cosenza* unendosi a que- 
sti , sotto veduta di rafforzare la scorta , tentarono in istra- 
da ogni mezzo per procurarne l'evasione; sino a tirarsi dai 
primo contro i Compagni un colpo di fucile , percui fu dì- 
sarmato y ed arrestato » ed in tal modo presentato al signor 
Intendente » trovandosi ora escarcerato , non so in qual mòdo. 

In seguilo di quanto di sopra ravviserà di leggieri essere 
utile , ed importante la loro restrizione , essendo punibili 
per reato alia giustizia ; neli' intelligenza che non è da spe- 
rarsi da costoro una devozione alla causa attualo, perchè ge- 
neralmente dal boiio popolo si pretende alt' assoluii$mo , ondo 
trovarsi in opposizione coli' odiata classe civile. 

k . ■ , 

(1) Tommaso Greco , Rosario Scarceli di Spezzano piccolo. 



400 

le eircostanzA relative aHa tua mofiga , allo sbarco ia Paola, 
e dalla direzione per Cofieoza. 

Il latto mi sembra eoo sommo accorgimento » e con sagaea 
^odenza disposto 9 e preordinato. 

Mi recò non poca consolazione l'intendere con qnanfa pre- 
videnza e fortuna ba evitalo lo scontro de* piroscafi napole- 
tani , e le accoglienze festose cbe ricevè a Paola da' bravi €a- 
labn^l , e lo spirito pubblico di qneste parti, cbe si mostra 
animalo dal più fervido entusiasmo , e dalla più decisa incli- 
nazione e fiducia per noi , e su di noi. 

Trovo ragionevole ed approvo cbe ella abbia preso il co- 
mando generale delle armi ; grado cbe conveniva a' suoi me- 
riti , ed era necessario per organizzare , ed infondere moto^ 
vita e disciplina io tutte queste bande disgregate e poste in 
luoghi diversi. Io ne darò parte al nostro governo , il quale 
son sicuro approverà quanto ella ba praticato. Non occorre 
rammentare a lei 9 generoso Campione , cbe la Sicilia , cbe 
le Provincie del napolitano attendono grandi effetti dal nolo 
suo valore , dairardimento de' Siciliani , dalla bravura, dei 
Calabresi^ 

Questa causa cbe Ella sostiene tutta d'interesse italiana , è 
eollegala principalmente co' destini della Sicilia , cotta tifa di 
Mes$ina via patria seconda di predilezione e d^amore 

Riguardo a quei tali cbe vilmente diedero indietro nella 
spedizione , e macebiarono la fama del nome Siciliano , le 
fo sapere cbe banno trovato la pena meritata nella indigna- 
zione dei pubblico , e nel rigore del nostro governo. L'an- 
nesso decripto glielo farà manifeste (1). Amo cbe ella lo faccia 
lojrgere a* nostri per isprone e per esempio. 

Desidero poi con la più viva bramosia , di essere giorno 
por giorno ragguagliato di tutte le operazioni e mosse che ri- 
guardano la nostra squadra , e quella de' Calabresi al di lei 
comando.* Ciò servirà per darne parte al governo, e per ap- 
pagare il giusto ed ardente desiderio de' nostri fratelli Mes- 
sinesi e Siciliani tutti , che prendono un Interesse così vivo 
per la sua spedizione , nonché per regolare in conformità de- 
gli eventi le nostre, operazioni. 

Qui si è avuto notizia d'una completa disfatta toccata da 
Busacca , per opera de' Cosentini e de* nostri sótto il di lei 
coniando . — Si è avuta notizia delia Monglana per opera del 
Colonnello Loiigo. 



(1) Vedi^ documentò num. 177. 



39» 

Cmnitai0 di Pi$Mi€a Mute deUa Pnttineia di Caiabria Ultra, 
Seconda — N»^ • . • PreuanUsima 

Catanzaro 27 giugno i848* 

§ 

SidifOB Pbisidxiite \ 

Questa nattiaa «odo prineipiate le oslililè, poiché Nonzian* 
le ba fatto avanzare le aae Goloone lungo la Consolare » ed 
un tattagiione di Carabinieri avea oltrepassato i nostri avam* 
posti , dirigendosi verso questa Città » per come un ufficio 
del Comandante di Filadelfia ci previene. 

La nostra Truppa si è messa sotto le armi» e siamo pre- 
parati a ricevere il nemico » la cui Colonna ò forte di quat« 
tremila , e dagento uomini. 

Credo mio dovere di prevenirla e semprej^iù a farle co* 
lioscere la giustizia delle osservazioni fatte coVdue uffizi 
precedenti , pregandola in pari tempo di sollecitare ij^uanto 
più sia possibile la spedizione della Colonna Siciliana con 
r artiglieria. 

li Presidente 
V. Maksico 
Il Segretario Frowieorio 

TOIIMASO GlA»D19rO 

M signor Presidente del Comitaio 
di Salute Pubàliea di 

Cosenza 



283 



Commissarialo del Potere esecutivo nd YàXlo di Messina — 
ir iS99. 

Messina 27 giugno 4848* 

Signore 

Col più vivo piacere ho rieevnto il di lei ufficio del 17 cor- 
rente 9 dal quale con somma soddisfazione ho rilevato tutte 



402 

4ala de' 26 corrente perreirato col corriere postale di questa 
naltiiia» senpre più si ha la cerlena cMe il piano di eotesla 
armala è di tener bloccalo il Geniale Busacca ed obbligarlo 
a capitolare* 

Senza entrare al disamo di nn tal plano , ehe essendo 
stato da lei ideato , non poò essere che otUmo ; ma discen* 
dando a' fatti parziali deir armala che sta a fronte a Non- 
ziante » non posso che' ripetere quanto con lo slesso nfllzio 
di Ieri a nome di questo Comitato , ebbi V onore di espor- 
le 9 e quanto ano de' componenti del Comitato istesso, il cit- 
tadino D» Giovanni Scalfaro scrisee al Big. Colonnello Longo 
per tenerne con lei proposilo. 

Non solo Ì9, circostanza di vedere iniprossala Tarmala def 
Generale Nonziante, ma tante e tante (dire rifteesioni che sa- 
rebbe imprudenza avventurare in un foglio , fon conoscere 
eempreppiù la necessilà di venire a fatti decisivi coll'armats 
di Nunziante ; ma ciò non può farsi senza V ainto de' Sici- 
liani « e massime della di loro artiglieria. Per tener bloc- 
cato Busacca dovrebbero essere sufficienti le sole milizie della 
Provincia di Cosenza , e perciò potrebbero le truppe sicilia- 
ne marciare a riunirsi col Campo di Filadelfia» e colà pren- 
dere le determinazioni , che la di lei prudenza » ed avve- 
dutezza possono suggerirle. 

Signor Generale — I nostri sono animati del migliore spi- 
rito del mondo. Ferma e decisa i ia vdonià di ognuno di ve^ 
tire, anziché eedere ignominiqsamente ; ma non dobbiamo il- 
luderei , il tempo nuoce , e grandemente nuoce alla nostra 
causa, ed interesso il suo cuore, ed il suo patriottismo a fare 
opera che gf inconvenienti si prevenissero. 

Si compiaccia riscoatrarmL 

// Prendente 
V. Maiisico 
Ji Segretario Pratvisario 

TOMNISO GuROIlfO. 

M eig. Genende RièotU 
nel Campo di 

SfeMMano Àlbaneee* 



:rj 



m 

285 

FrauiMio S7 giugM 4S48. 



Signor Gembralx 



Dielro la prima azione del faoco cercando di voi , né 
avendone notizia , non sapea che pensare sai riguardOr 
Dopo mezz' ora d' incertezza i Regi assaltarono di nuovo 
le nostre posizioni nelle vigne sopra Castrovillari ^ e il bra* 
>o Ufficiale Tommaso Face dopo aver sostenuta V azione per 
un* ora , ferito nella mano ritirossi , e il nemico pariro^uiti 
eessò di , molestarci. La posizione del monte S. Angelo che 
domina Castrovillari ben' occupata » sarà dai nostri difésa ^ 
ma però la sete , e la fame è di tale ostacolo , che se i Sit 
cillani non si decidono di trovarsi a prima alba a soccor- 
rerci 9 saremo rovinati ; mentre il nemico ha posto in mar- 
cia delle Colonne per accerchiarci , e co$ì tutti rovinarci» 

Io ipi sono recalo in Frascineto per correre al Campo del 
Siciliani a domandar soccorso , quindi ho saputo il vostro- 
passaggio 9 e la vostra direzione per Cassano. Vi premuro 
dar pronta risposta a quest' ufficio ; e dai vostri suggeri- 
menti o farò ritirare la gente per dove m^ indicherete. , ^ 
^ndrò ad attendere r indispensabile aiuto dei Siclliaui*^ 

A Maggion 

GlU|£PP£ tÀCM^ 

AU* OMrevck Generata 
WUtro MiUU. 

Cassano 



286 
CmpapUa ÀUHm$s$ -^ IL'' 39i 

Cassano S7 §iu(fHo f848i 
Smhme 

Con questo mio uffizio mi don^ Tonore di rassegnarle ioi- 
le le mosse della mia Compagnia e 1* abbandono & Cament- 
ta av velluto per una mera accideotditju 



404 

Prima di tatto Ella deve conoscere ehe questa Compagnia 
fa la prima a rlanirsi , e venne sempre trapazzala con mar- 
ce e contromarce senza scopo e privo di alcuno effetto. 

Piazzata in JPascaldo la si 'fece correre qaasi ogni giorno 
In Paola ; dopo otto giorni sommessa al comando del signor 
Generale Mileti , ebbe ordine di recarsi in Spezzano Alba- 
nese ma il Gomitalo Generale la fece fare an giro lunghis- 
simo per molti paesi ad oggetto di raccogliere danaro. Sen- 
ia un giorno di riposo venne condotta in Spezzano da cai 
si fece retrocedere in S. Lorenzo : neppure un giorno di ri- 
poso in questo luogo^ Mileti la volle condurre in Lungro 
dove arilvò la mattina in cui successe il primo attacco iiì 
Camerata , ed in continuazione , dopo un cammino di una 
notte 9 Sen:ta fòre alto , scese in fermo , e la sera tornò ìù 
lungro aofnandata sempre dal Capitano, Peiruccelti, In Lungro 
dopo due giorni si ebt>e ordine da Mileti di marciare per 
Campotenese ; ma avendomi io pari tempo il Capitano Pef- 
irnccelli mostralo un di lei ufficio col quale si ordinava 
alla mia Compag^nia di muovere per (Camerata , io mo^i per 

?[uesto luogo dove dopo due giorni mi ragginosi Morelli col- 
a sua Compagnia^ teri dopo di avere barricato il ponte del 
Cornuto, e trincerato' in qualche modo il palazzo di Came- 
rata f e fatte delle feritoie giusta gli ordini di Lei » di con-* 
senso col signor Morelli unimmo le Compagnie e dividemmo 
le forze in tre schiere , perchè tre erano i punti ìiiteressan-^ 
ti. Una Schiera fu affidata at TeneAte sig. Musicò, il quale 
inveee di star stretto agli ordini superiori e di mantenersi 
in Camerata corse air attacco di Castrovillari. L' altra schie- 
ra comandata da un altro tenente siciliano andò a guarda- 
re la barricata ^ la tera^ condotta dal signor Morelli ed alla 
quale erano aggiunti venti uomini della mia Compagnia mos- 
se nelle vicioanze del Casino prendendo posto nei punti ove 
corre la strada Consolare ; finalmente I' altra schiera da me 
condotta prese posto nel punto S. Lorenzo. Questa mattina 
mandai a domandar Morelli del da farsi, e questi maodom- 
mi a dire che già movea per Castrovillari o per Gassano. 
Intanto nella mia, Compagnia mancavano' circa cinquanta 
condotti dal Tenente Busico , e che non si rinvengono più f 
altri teùtiquattro che starano col signor Morelli , ed altri 
condotti dal Tenente Sala ; così la Compagnia rimase com- 
posta appena.-4f-Hina settantina di uomini. Poteva, io con un 
nomerò così misero restare in Camerata ? che avremmo noi 
ùtto ? Pensai di seguire la mossa di Morelli e mi recai io 
Cassano dove attnali^^te mi trovo* 



Debbo infine fSirlo conoscere che la mia Compd|;nià essen-- 
do stata sempre trascarata nella somministraiiooe del soldo 
con centinai attrassi > e vessata con marce e contromarce 
conta moltissimi disertori. Io versai il mio denaro per man- 
tenerla ; ne domandai a Pelruccelli , e qaesti partendo per 
Campotenese dlssemi di lasciarlo al Sindaco di Ltangro. Con 
qnesta prevenzione , io lasciai la mia valigia col denaro » 
e cosi non essendosi avverate le fromesse di Petroccelli » la 
Compagnia ebbe quattro giorni di attraesse sol soldo. 

Per tutto ciò cbe io le bo. esposto» e per i travagli so^ 
ferii in tante inutili marce 9 io le domando un permesso 
per me e per altr| della Compagnia cbe sono malati. 

Mi sono diffuso per giustificarmi con lei circa la nrossa 
di Camerata. 

Il Maggiore del i."" BaXia^itme 
Domenico Sarri 

ÀI 8ig. RiMli Generale 
in Capo. 



287 
Cortde 27 giugno aUe ore 23 ilciiane, 

SlGNOBB 

Secondo la prevenzione che iersera ricevere le troppe Re- 
gie ingrossarono fino al N^. di 5000, dietro uno sbarco av- 
venuto ieri in Pizzo di 1800, ed altro di 450 Carabinieri nel 
giorno antecedente. Si previde un attacco al quale atieso la 
tenuità delle nostre forze non si poteva resistere. In ctTeKi 
questa mattina alle prime ore del giorno è stato attaccalo il 
nostro avamposto ali' Angilola. Sostennero i nostri il fuoco 
per circa un* ora » ma non potendo resistere soprattutto ai 
tiri dell' Artiglieria nemica sono stati costretti di retrocede- 
re. Le Truppe Regie sonosi quindi inoltrate lungo la Conso* 
lare dirigendosi forse verso Maida. Però al Ponte di Torri- 
na è avvenuto altro attacco con altre Compagnie de' nostri » 
ma i Regi sostenuti da un vivo fuoco de' loro Cacciatori bau 
proseguito ad inoltrarsi continuando sempre il fuoco. La 
cassa militare che a me era stata affidala si era inoltrata 



«OS 

sino a Carioga * ina peiebè i Caeciatori nemici minacciava- 
so circondare delto Comnoe mi è conveanlo itolire la hioii* 
taglia, e acortalo da vartydirtaocamenti Mmo ginolo in Cor* 
tale. Si Torrebbe che io proeegaimi il cammioo per Catan- 
sarò onde mettere al sigaro la cerna » nui preferisco di at* 
tendere o di ritornare in dietro per uiirmi al Comandante 
Stocco net caso siasi ritirato né* nmnti* Non tfovandolo nei 
monti prenderò qnello espediente che aarà dettato dalla ri- 
correnza. I pensieri di Regt possono emere dne , o dirigersi 
In cotesto Capoluogo » o per Tiriolo a Cosenza , amraeno- 
^lò non' pensassero sottomettere Nicastro* lo non mi sono 
inoltrato per Tiriolo perchè la forza che mi accompagna ò 
pochissima , ed anche perchè se la Colonna di Stocco cale 
ne* monti io posso esserle di ville con i soccorsi pecnniarl. 
Dalle notizie che corrono pare che i nostri non abbiano 
sofferto danno. Intanto credo condncente che non solo code- 
sto Capoluogo si metta al coverto , ma ancora che una co- 
lonna occupi per tutto dimani mattino ben presto Tiriolo ^ 
avvertendo di richiamare le cohume di StalettI se colà ve ne 
sieno. 

U Ccmtmdamt$ éK èriyote 
Feihgbsgo Akbrxotti 

A 5. Per mancanza éi Corriere per Cosenza » prego Lei 
signor Presidente spedire on espresso da costà per quel Ca- 
poluogo onde istruirlo de* fatti presenti , ed avvertire quel 
Comitato che se tarda la espugnazione di CastroviUarl ed il 
soccorso a questa Provincia, la causa sarà perduta» 

M stg. FreiidenU del CmitiOa 
a Pubblica SaluU 

Cakmxara» 



407 



MANIFESTAZIONE 

BELLA DV^DTAZIONE KDlllCIPALB DELLA CITTA* 

DI BARI 

A TUTTI I CITTADINI DELLA PROVINCIA 
atMini 

Conittnqae la prodamazione del di 16 nagglo fatta a no- 
me del Re dal Ministero Cariati protestasse sitamente il man- 
lepimento della Gostiiniioae del 10 Febbraio , pare tatto le 
.altre gaarantigie erano violate con atti snccessiYÌ, minaocia-* 
ta k libertà individuale , circoscritta la libertà della stampa 
con promulgare là legge repressiva prima che la rappresen- 
tanza Nazionale fosse legalmente costituita» il principio ma- 
teriale del censo sostituito al morale della capacità con una 
nuova legge elettorale* Tanto è vero che giustamente è pa»^ 
saio nella coscienza di tutti che i spaventevoli ed abbomi- 
nati avvenimenti del 15 Maggio eran stati preordinati a di- 
segno di manomettere ogni diritto del popolo i o ricondurla 
sotto il potere del dispotismo* 

Quella larva di libertà scritta nel decreto de'16 Maggio la 
era per tenere in bilico la nazione sbaloidita dall' uso im- 
preveduto della forza. Quindi dedieavasl a collocare nelle 
Provincie , e nella Capitale Reggitori politici e militari, di- 
atribntori di giustizia qne' che avean cooperato al felice suc- 
cesso degli avvenimenti del 15 Maggio , o conservare quelli 
che non dubitavasi accogliessero con avidità il «Aite inca- 
rico di' aiopermm mdi§ em m$%xi imàireUi acciò neirelezio- 
nl novellamente ordinate riuscissero Deputati gli nomini più 
ligi del potere assoluto , e così far oonsumare colle nostre 
proprie mani V eccidio della Nazione. Non ostante però la 
più efficace coc^razione degli Agenti Ministeriali nel dì 15 
giugno tutte le Provincie come se fossero state un sol nomo 
con coraggio civile impareggiabile sventarono tutte le mene 
preparate » e proclamarono aUa unanimità Deputati quelli 



408 

che il loro libero voto area eletti, e che sono stati disciol- 
U , dispersi , e minacciati nella loro libertà individuale » e 
forse anche nella perdita del capo. 

Dopo questa vittoria riportata senza uso di forza o di vio- 
lenza ad altri subdoli modi rivolgesi il Ministero ; imper- 
ciocché da per ogni dove veggonsi i facinorosi più tristi , 
congiunti air abbietta plebe, dar segni non equivoci di esser 
pronti a prorompere contro l'unica guarentigia rimasta nelle 
Provincie, comunque orbata di Capi, contro la Guardia na- 
zionale, per attentare alle proprietà de'pacifici cittadini sen- 
za che per tanto gli Agenti del potere esecutivo si affrettino 
a preservarci da tanto immane flagello. Chi non vede che si 
tenta la dissoluzione sociale per subentrarvi colla forza e ri- 
condurci in ischiavitù spietatamente ? Chi non vede che il 
Ministero non ci governa più ?* che non tutela di vantaggio 
né le nostre proprietà » né i nostri commerci e che ci ha 
abba^ndonati al furore deHrlsti, che anzi senza Iprse sono da 
esso medesimo agitati , e sospinti ? 

In tanto pericolo . rimarrem noi neghittosamente indifferen- 
ti ? non ci unirem noi con fraterna concordia per non far 
turbare T ordine sociale e sostenere i nostri diritti reelama- 
ti pacatamente e solennemente ne' Comizi elettorali del ca- 
dente mese di giugno ? 

Siam certi che ancor voi animati del santo diritto della 
conservazione , il quale non si ottiene che col mantenimen- 
to dell' ordine pubblico , sostenuto dalle forze morali della 
unione , della concordia , e dal ponderato e prudente uso 
dei propri diritti. £ però la Deputazione Municipale di que- 
sta Città oggi sottoscritto giorno ha deliberato invitarsi tutti 
ì circondari della Provincia ad istallare senza indugio simili 
Deputazioni Municipali avvalendosi del diritto di libera asso- 
ciazione , e componendola dei "più probi ed onesti Cittadini 
di ogni classe esclusi i proletari , prendendo norma dallo 
statuto di questa deputazione , salvo le modificazioni che 
r urgenza del tempo può suggerire. E quindi inviando con 
special mandato ciascun circondario in questo Capoluogo un 
Deputato eletto dalla rappresentanza de'Municipi del Circon^ 
dario pe '1 giorno 2 luglio prossimo per poter erigere una 
Deputazione Provinciale , che rappresentando il popolo di 
Terrà di Bari , con mezzi legali ed opportuni si dedichi ad' 
allontanare ogni divergenza di opinione, si adoperi a por fre- 
no alle malvage intenzioni de* nemici dell' ordine , col con- 
corso e perfetto accordo delle Autorità costituite» facendoci 
scudo della forza della Guardia nazionale , o di altre forze 



409 

* 

che potrà creare per non far tarbare V ordine pubblico , e 
sgominare i nostri diritti politici goarentili dalle leggi an- 
teriori agli avvenimenti del 15 maggio prossimo scorso. 

Cittadini , ricordatevi cbe la concordia politica nasce» dalla 
uniformità delie opinioni politiche , che questa uniformità 
non è effetto della forza » o della legge, ma del Ubero eser*- 
cizio della parola aiutata dalle opportunità. Quale occasione 
più opportuna per concordare i nostri sentimenti ed indiriz- 
zarli misuratamente alla conservazione dell' ordine sociale , 
ed al so&tegoo de' diritti del popolo ? 

Di Bari il 27 giugno i848. 

I Componenti del ComiUUo 

Giuseppe Avella 
Giuseppe Milella 
Nicola Gnarnierl 
Gabriele Anielli 
Cesario Fresa 

II Segretario del Comitato 

Pietro Cavalieri 
H Vice Presidente dd Circolo 
Vincenzo Contieri 

il Segretario 
Carlo d' Addosio 

L' Oratore 
Giuseppe Bozzi 
Gli Scrutatori 

Giovanni Starila 
Romualdo. Starila 
Emroanoele Signorile 
Pietro Cavallieri 

1 DUPUTATI 

Pietro Porcelli — Giuseppe Padol^cchia di Paola — Ferdi- 
nando Porcelli — Nicola Bozzi — RaQaele CoguetU — Viu- 

48 



410 

ceniQ L'onelti — Ermenlgrildo Camirarofa -—Mario fiimma — 
Filippo Traversa — Vincenzo U' Add «lo — Alessandro Agre- 
f;ti — Giacinto Preile — Lorenzo Fallgalì — Pìelro de Nic- 
colò — Antonio Cammatano — Splridiooe Catalano — Lnìgt 
Damiani — Martino Traversa — Angelo Vischi — Francesco 
Scalerà ^ Tommaso Porcelli — Stefano de Salvatore — Fran- 
cesco Saverlo Sforza — Gerardo Slrone — Francesco Saverlo 
Favia — Giuseppe Favla di Francesco — Francesco Antonio 
Camarola -* Saverlo Favia di Giaseppe — Francesco Save- 
rio Camarano — Francesco Paolo Troccoli — Giaroballista 
Lionetti — Lorenzo di'Micliele Mileila— - Giovanni Riegler 
— Litierato Altieri — Innocenzo Gambescia — Giuseppe Pa- 
vone — Giovanni Qnistelli — Francesco Santoro — Lionardo 
Maurantonio — Giovanni Erriques — Francesco Favia di Gia- 
seppe — Michele Cassano di Nicola — Nicola Toslo — Gia- 
llo Petroni — Giuseppe Diana — Nicola Cavaliere — Giu- 
seppe Padolecchia di Nicola -^ Giambattista Sagarriga -- Pa- 
qnale de Cagno — Martino Introna — Giuseppe Favia fu Sa- 
verio — Nicola Introna — Luigi Bozzi — Nicola Trizio — 
Francesco Smurro -^ Giovanni Diana — Benedetto Favia — 
Giuseppe d'Amanzo — Luigi Aicardi — Giuseppe Rocca — 
Filippo Glribakli — Giuseppe Signorile — Filippo Trojani — 
Domenico Bozzi — Ferdinando Anelli*— Nicola Introna — 
Filippo Settanni' — Venanzio Trigiani — Sacerdote Antonio 
Tedesco — Nicola Contieri — Nicola Introna fu Giuseppe — 
Giuseppe Guarini — Nicola Rossi — Mauro Armenise — Ni- 
cola di Raffaele Galvani — Domenico Traversa — Pietro Pi- 
rolla — Nicola Smurro — Onofrio Murro — Vincenzo Smur- 
ro — Francesco Zeuli — Nicola Vito Colella — Vito di Geso — 
Francesco Favia di Giuseppe — Gaetano di Giuseppe Favia — 
Francesco Paolo Battista — Michele Santoro — Francesco Ca- 
labrese — Francesco di Tullio — Nicola Viesii — Onofrio 
Ferrara — Raffaele de Stefano — Paola Majulli — Nicola Ca- 
pòrelli — Giuseppe Favia di Francesco Saverio — Felice Ga- 
ribaldi — Sacerdote Francesco Colucci — Giuseppe Paolan- 
tooio — Giuseppe Sagarriga — Francesco Sav. Abbrescia — 
Michele Nilli de Rossi -* Domenico Palruiìò — Nicola La- 
disa — Francesco Saverio Camraarano — Saverio Favia di 
Giuseppe — Leonardo Diana — Severino Cammaróta — Pie- 
tro Antonio Rocca Giacomo — Giuseppe Zonno — Sacerdote 
Gaetano Amodio — Giuseppe Girone — Donalo Mileila — Ste- 
fano Sproviere — Michele Mondelli — Vito Nicola Tomasic- 
chj — Malteo Favia — Domenico d'Addiego — Francesco Ma- 
nodoro — Biagio Diana — Giuseppe Stancarone — Franca- 



AH 

SCO Tomasicchio — Giacomo Bruno — Giuseppe Santoro — 
Nicola Santo Arciuli — Saverlo Marino — Domenico Durant — 
Francesco Saverio Pavia — Giovanni DepU^o — Francesco 
Cappelli — Emmannello Fino — Michele Santoro — Saverio 
d'Elia — Domenico Sagarriga Visconti — Tommaso Nicoli- 
ni — Vilonìcola Brandonisio — Stefano de Romito — F. As- 
senso — Giuseppe Sforza — Michele Tìsci — Federico Cai- 
vani — Ferdinando Dean^lis — Vito de Maggi — Alessan- 
dro Bozzi — Giovanni GalibardÌN— Giulio de Marinis — Gia- 
como Massarelli — Giuseppe Patella — Carlo Russo — Mi- 
chele Faiigati — Pietro Miueccia — Nicola Cnsman — Am- 
l>rogio Introna — Innocenzo di Saverio di Tullio' — Giovanni 
Scanni di Gaetano — Federico Marstaller — Giulio Zubiin — 
Luigi Fughiera. 



289 

Comando del Battaglione di Castrovillari 

Marano 28 giugno die ore 8 a. m, 

SlGIVOlUB 

. ■ t 

leit fuvvi un conflitto tra questa Forza , ed i Regi $ dalla 
parte de^ quali furonvl Tari morti, e feriti; de' nostri duq 
soli feriti leggermente, e un prigioniero. Voi partiste , come 
ancora il maggiore Pace , ed il Capitano Gardena , né sap- 
piamo per dove — La gente di Basilicata non h^i un solo 
cartuccio — Tutti slamo stanchi. Quindi pensammo di ripie- 
garci sopra Morano per rifare le forze , da dove crediamo 
non muoverci , se prima non incominciano 1' attacco i Sici- 
liani ; facendo però guardare i posti a noi vantaggiosi — La 
gente non puole muoversi per 1' estrema stanchezjui. 

Altendiaikio gli ordini solleciti , e vi saluto. 

Pel Maggiore Assente 
G. Salmone 

ÀI signor Generale Pietro 
Mileti, ed in assenza al Ce- 
nerale Ribolli ai 

Campo Siculo,, 



412 

» 



Guardia nazionale 

CasHgliùne li 28 giugno i848. 
Signore 

Questa maUiaa verso le ore 16 si è vedala transitare per 
le vicinanze di questo abitato una Ganupagnia di armati, ma 
perchè camminavano di tutta fretta., non fu possibile sapere 
che gente era , nò il motivo della loro Incombenza. 

Circa due ore dopo si è avuto la notizia che una Compa- 
gnia di arnqati avea aggredita la Torre di prestioi y e la 
aveano posto a sacco , notizia che funestò a tutti, ed obbli- 
gò a me, qual Capo della Guardia nazionale, a riunire quel- 
la forza che mi riuscì di riunire verso quel luogo, onde sa- 
pere come andava il fatto, e quindi impedire ogni saccheg- 
gio , ed inconveniente qualunque. 

.Giunti a mezza strada incontrammo detta Compagnia co- 
mandata dal sig. Tommaso Corrado, che ci presentò un fo- 
glio contenente disposizioni d' arresto date da Lei. E per- 
chè il fattore del signor Grisolia che veniva con essi ci as- 
sicurò che i medesimi aveano dato sospetto di commettere 
degli abusi , hanno pure fatto sospettare a noi di essere 
qualche Compagnia che avea abbandonato il Campo di Spez- 
zano , o qualche altra , e si era data a predare ; tanto più 
che il foglio presentatoci è di un carattere novello ed incognito. 

Si è creduto perciò trattenerci in questo Comune , e spe- 
dire a Lei il presente ulUzio per sapere , se col fatto sleoo 
slati da Lei autorizzati, o camminano per loro vedute. 

// Ca^ della Guardia nazionale 
Pietro Pistoca. 

Ài signor Presidenie del Co^ 
mitaio di Calabria Ciira. 
Cosenza, 



4J3 

291 

Counza 28 giugno 1848. 



Signor PitESiBircrfi 



IT nominato Vaxqaakt Pdlazsa qui domiciltato sf è fa(to le^ 
cito pubblicamente dire » che fra altri pochi giorni sarebbe- 
ro giunte le Truppe regie , ed avrebbero posto al dovére tutti 
iMi , che senza base ci eravamo di mollo gravitali. Io , es- 
sendo stato dì ciò informato , e non polendo tanto soffrire , 
mi son permesso assicurarlo alle mani della giustizia, con- 
segnandolo al posto di guardia della Piazza piccola. 

In compruova di quanto mi sono onorato rassegnarle , le 
segno le persone cbe possono deporre il vero. 

D.* Carmela Tammaino, moglie di D. Saverio Milone. 

D.* Carolina Bellingieri, moglie di D. Gaetano Benedetto. 

Filippo Esposito, allevato dalla Signora Tammaìno. 

Antonio Stampo. 

Al sig. Conte Ricciardi Presidente 
del Comitato di Pubblica Salute. 

Cosenza 



292 
Comando d* Ativxntea 28 giugno 1848. 
Signore' 

Al momento ricevo notizie degli avveaimeoti che ebbero 
luogo in Napoli fra la Truppa ed i nostri. 

Persona che colà trovavasi il giorno 27 del corrente mese 
ci assicura delle segueuti notizie* Che la Truppa di Monte- 
leone essendo rinforzala di altri 800 Regi sbarcati ai Pizzo» 
avessero fatto una sorlila passando per Amilo dove ritrova- 
rono una resistenza da 1000 Nazionali, che si batterono per 
due ore di seguilo. 1 Regi ebbero molti morti, i nostri nes" 
suno ; ma siccome la forza dei Regi era forte di quattro 



414 

milN Homliii , cosi i nostri dovettero far faoco di ritirata ^ 
e s* impostaroDO al Fondaco di Bivacqaa, dove per la situa- 
zione del laogo, i nostri non poterono far molla resistenza. 
In questa azione la perdita dei Regi fu poca , ma loro seni- 
pre infami, preso il detto Fondaco lo bruciarono. Di là i no- 
stri si ritirarono al ponte della Madonna, rinforzati di tutta 
la gente del Campo di Filadelfia e si attaccò il fuoco : la 
pugna fu sanguinosa ; i Regi soffrirono moltissimi , i nostri 
niente. Dopo questo folto i nostri andiedero ad occupare, il 
posto del Càldaraio dove fecero allo per attendere la Truppa 
del tiranno. Questa posizione è molto vantaggiosa » perchè 
taglia ai Regi il passe per le vettovaglie. 
La troppa dell' infame si è fcrnuta a Campo Longo. 

X' Aiutante Maggior:^ Coman^ant^ 

la forxa d' Atnantea- 

Gavrizlk Gatti. 
Al signor Presidente dd Comitato 
di Salute Pubblica in 

Cosenza 



293 
Comando di Amantea* 

Jmantea 28 giugno i848. 

SiOKOAE 

Eccomi di riscontro al foglio comunicatomi in data del 
25 del corrente mese Num.^ 643 , oggetto interno ; ed ho 
r onore di dirvi che malamente vi hanno informato , per- 
chè l' incarico avuto dal signor Mosciari , non è stato quel- 
lo d' impedire il Commercio , maestro dei popoli , ma ben- 
sì di sorvegliare i legni mercantili a Vapore , aflinchè 
non prendessero pratica in questa marina , ma invece in 
Paola, dove sarebbero stati protetti e rispettati. E si è ordi-* 
nato ciò appunto per impedire che qualche amanteoto at- 
taccato airantico governo avesse corrispondenza con lo slesso. 

La prego dunque a non mica temere nelF adeniplmenlo 
degli ordini di cui la patria mi onora^ 



41 



%4 



5lo faticando a iuiiV uomo onde conoscere dove si ritro- 
sa il signor Quintieri , e forse fra due giorni saprò tolto. 
ìli slò occupando ancora per la carcerazione di una co- 
«niliva di ladri che si fa vedere in quesle montagne. 

V Aiutante Maggiore Cernati dante 
la forza in Àmantea 

GaBRIBLB GlTTI. 

Al signor Presidente del Comitato 
ài Salute Fumica in 

Cosenza. à 



294 
Commissariato straardinano del Distretto di Aiolà-— NJ* 54, 

TaicHa li 28 giugno 1848. 

SlANORE 

In conrormilà de* desideri da Lei manifestatimi le mando 
la forca che io momentaneamente ho disponibile qui , cioò 
%^ Compagnia comandata da D. Giambattista Tocci» e 6/ Gom-- 
pagaia comandata da D. Matteo Caracciolo, li sig. Maggiore 
D. Gkiacchiiìo Gaudio V accompagna. 

li Commissario straordinario 

GlOVAKJfl MOSGIARI 

D. 5. Se vi ò bisogno di gente, disarmate i nostri nemici 
cioè i n*1rogradi de* Comuni limitrofi» come sarebbe Rende, S. 
Sisti, Montalto, ed armate i carcerati. Non vi spaventate: estre^ 
mi malif estremi rimedi. 

G. MOSCIARI 

Al ^ig. Presidente del Comitato 
4i StiMt P^ibbliea 

• CoHnza 



416 

295 

G¥aràia nazionale 

Sozzano Grande SS giugno iS48. 

SlGKORK 

Sai tnomento che sono le ore 24 ho domandalo «n Forese, 
che giungeva daUi Sila , onde conoscere , se vi erano per- 
sone armate , coltive , o altro ; lo stesso mi ha riferito es- 
sere egli venuto a rapportare al suo padrone D. Antonio 
de Franco di questo Comune , qualmente questa mattina 
ad uscita di Sole , sono andati nel Campo di Pizzirilli sei 
persone a cavallo , tra quali ha riconosciuto Nicola Rende 
nativo di questo Comune , ed ammogliato e domiciliato in 
Serra ; più Biagio Zicarelli , alias Vrasiano di questo Co- 
mune 9 ed altri quattro che alla fisonomia « voce , ed inter- 
calare gli han sembrato del Comune di Trenta , ma che non 
sapeva individuare « i quali avevano con loro il mulattiere 
di D. Scipione Giudicessa con le due vetture , ed il mulat- 
tiere di Grisolia con altre due vetture , sulle quali andava- 
no a cavallo , ed altre giumente. Giunti nel citato Campo » 
ove vi erano a pascolo delle vacche » le hanno fatto radu- 
nare éhx Foresi » ed hanno cominciato a dare delle fucilate 
a detti animali, del quali tre sono morti, tre erano per mo- 
rii^ y e molti feriti , e dispersi fuggendo per i Campi. In 
seguito di ciò sono tornati a cavalcare , e si hanno preso 
pure una mula , ed un cavallo dello enunciato de Franco ; 
e giunti In Migliano vicino alla montagna ne hanno mandato 
1 mulattieri di tliudicessa , e Grisolia , dietro di averli com- 
plimentati con una piastra per ciascheduno» e le vetture del 
De Franco se le hanno portate , e le hanno ancora con loro. 

A mezsf ora di notte llmulattiere di Giudicessa ha recato 
un biglietto senza firma a D. Michele Casole , rimessogli da 
Zicarelli alias Vrasiano. 

Tanto per mio discarico, e pure per averne conoscenza la 
Colonna mobile , colla quale bramerei segreto abboccamen- 
to , onde manifestarle altre notizie , che questa sera non ho 
potuto attingere^ Gradite con tutta fiducia i miei espressi sen- 
si y e credetemi. 

Il Comandante la Guardia nazionale 
Tommaso RAinERi 
ÀI sig. Presidente del Comitato di 

Cosenza 



417 

296 

• - * 

CcmtfOo di PiMitca Salute deUa CalaMa Ullra Seetmda. 

Catanzaro 38 giugno 4848. 

SlONOBS 



Non debbo tacerle che le lettere ricevute ieri la ser^, d^Ue 
quali colla precedente nostra titafièlta le inviammo copia, avean 
portato nn qualche allarme , e scoramento in questa città; ma 
con piacele debbo annunziarle che Tessersi inoltrata la Go* 
lonna de' regi da Monteleone lungo la Consolare nel giorno di 
ieri 9 fino alle fiumare di Maida, non dee addebitarsi a man- 
canza di coraggio , b debolezza delle nostre Cittadine milizie, 
ma invece ad imperizia » o a tradimento M Capo del nostro 
Stato Maggiore , il quale per altro, abbenchò avesse procurato 
rineltramento della Colonna de' tegìf questi lo han pagato a 
caro prezzo , mentre i nostri avamposti nel numero non più 
di 250 , li fecero fronte per lo spazio di due ore e più ^ e 
parte delle altre nostre Milizie uscendogli avanti nel Ponte To* 
ulna fecero un fuoco vivo di oire 7 1[2 e più , in guisa Che 
di regi ne morirono da circa 400 (1) : de'nostri non più che Va 
feriti , e due morti , e fra questi ultimi con dispiacere ùove- 
rasi D. Federico delSfobili del fu BonaTentura Cesare, giovine 
di anni 19 , e di Coraggio estremo , ed appartenente a patri-' 
zia famiglia. Tra i le^ noveransi diversi Ufflziali , e que- 
sroggi la prima Compagnia di questo Capo luogo rientrata 
per prendere alquanto ristoro dei durati travagli , ha por- 
tato in trionfo l'uniforme , e le armi. 

Questa mattina tutte le nostre Colonne han ripiegato sulla 
Tnofìtdgna detta dei Calderaio, che domina il ponte del ^ Amato 
già rotto , e si vuole , non avendo avolo ancora notizia uffi- 
ziale, ehe una Colonna di 500 si arrese prigioniera volontaria- 
mente con armi e bagaglio; e questo fallo per quanto ha 
inanimato i nostri , aitrellanto ha scorato il Nunziante. 

Non ostante tali vantaggi , essendo noi privi affatto di ar- 

^1^— ■— «II. — ■ ■— ^i^Wi»— ^— — fci— ■— >»»^*.»— «^ ■■ «iiwi « ■■■— ^^ I I . 

« 

(i) Rimandiamo il lettore ai ri^porti officiali de' Generali Co* 
mandanti le forze regie. , L*£. 

49 



418 

tiglleria , noo che di UfHziali deirarma stessa , eos) qaeslo 
Cooiitalo noQ desiste dalle sae antecedenti premnre per Tin^ 
vio sollecito di qaalche parte almeno de* nostri fratelli di Si- 
cilia « e loro Artiglieria in Tiriolo , pnnto fortificato, la di cui 
perdita molto nuocerebbe , ed esporrebbe questa Città ad aa 
colpo di mano. 

JI BPnsiéinte 
y. Mabsico 
Il Segretario prowiioriù 
ToHXASo GiÀROiiia. 
Signor PreeidenU del Cornitelo 
di S(duU FMdiea. 
Coeenza 



297 
BULLETTINO N.* 20 

« • 

L'anno 1848 , il giorno 2S giugno in Cosenza. 
Il Comitato di Salute Pubblica , riunito nel numero legale 
ba emesso le seguenti deliberazioni : 

1. Che la carne di vaccina sia venduta fino a nuov' ordi- 
ne a grana 22 , e 24 il rotolo» attesa la rarità dei compra- 
tori , e la difficoltà di aver le vaccine. 

2. Che le Guardie nazionali le quali ricusino di obbedire 
a' cenni de' loro capi siano disarmate , e le loro armi affi- 
date a cittadini vogliosi di portarle a prò della causa. 

3. Che chiamato il Sindaco di Carolei sia ammonilo, per- 
chè pelle sue ordinanze per affari relativi a' fondi privati , 
non si permetta più di citare alti del Comitato che non sono 
mai esistiti , non avendo mai inteso di autorizzare lo spoglio. 

4. Che il sig. D. Gaspare Marsieo Commissario del potere 
esecutivo provvisorio sia incaricalo di presentare, un naovo 
rapporto sulla quistione delle gabelle , giovandosi delle os- 
servazioni spedite da ogni parte dg' Sindaci di questa Pro- 
vincia. 

Fatto e deliberato il giorno mese- ed anno come sopra. 

Giuseppe Ricciardi Presidente — Domenico Mauro — Bene^ 
detto Musolino — Francesco . Federici — - Stanislao Luptnacci — 
Domenico Caq^pagna Segretario. 



\ 



Ai9 

298 
BULLETXINO STRAORDINARIO 

Il Comitato bi Salute Pubblica »blla Pbovincia bi 

Calabria Citba , 

Volendo provvedere all' immediala ed esemplare repressio- 
ne di tHlii gli allentali tendenti a rovesciare il presente or- 
dine di cose , od impedirne il rapido sviluppo „ ha risolato 
d'istitoire per tutta la Provincia una Commessione straordi- 
naria su* reali contro la pubblica causa. 

!• Tale Commessione procederà a' termini delle leggi pe- 
nali in vigore con rito speciale. 

2. Le decisioni da essa emanate saranno eseguite tra le 
24 ore. 

Sarà composta da' Signori 

i . D. Vito Porcari , Presidente 

2. Avvocalo D. Gaetano Bova , Relatore 

3. D. Domenico Frugtuele 

4. D. Carmine Mazzei 
* B. D. Gio: Battista Zupi ') GitMci 

6. D. Antonio Anselmi 

7. D. Gabriele Ammirata 

8. D. Francesco De Bartolo , Cancelliere 

9. Coir intervento dell' Avvocato D. Ignaaio Ranieri, nomo 
di Legge. 

3. Come Tribunale di eccezione, e però incompatibile .colle 
libere istituzioni Costituzionali , la Commissione straordina- 
ria non durerà se non quanto la guerra , lo stato in cui il 
paese si trova richiedendo provvedimenti straordinari. 

Giuieppe Ricciardi , Presidente — Domenico Jlkn^w — Mene-* 
detto Mugolino — Francesco Federici -^ Stanislao Lupinacci — 
Xuigi Miceli , Segretario. 



420 

d99 



Siamo autorizzati dal Comitato di Salate Pubblica a faro 
al paese le segoenti dichiaraziooi. 

1. Le Domine ad Ufliziali civili o militari finora pubbli- 
cate non sono provvisorie. 

2* A SQo tempo si provvedere definitivamente a tutte le 
caricbe nelle varie branche di amministrazione o per ele- 
zioni popolari , o per concorso scientifico , o per nomina 
del Comitato » previo parere di un Giuri da crearsi col Co- 
mitato stesso. 



( V Italiano deUe Calabrie } 



309 

CamiUao it ScMe PMKca -- N. 743. 

Co$en»a 28 giugiM 4848. 

SlOnOR GufEBALS 

Mn^nMT neceasario trascriverle t segfuentl due nifict, rono 
Tenuto dal Comitato di Catanzaro , V altro dal Commissario 
•Ifiortiiiaffio dei Distretto di Paola : 

CaìUmxaro S7 giup^ Ì848. 

^SlCmOR PMMDKIira 

« Onesta mattina sono principiate le ostilità » percbò Nun- 
ziante ba fatto avanzare le sue Colonne lungo la Consolare , 
ed m battaglione di Carabinieri aveva oltrepassato i nostri 
avamposti , dirigendosi verso questa città , per come dice 
vn uflicio del Comandante del campo di Filadelfia giunto qui 
alle ore 21 ci previene. 

« La nostra truppa si è messa sotto le armi, e siamo pre- 
parati a ricevere il nemico , la cui Colonna è forse di 4200 



42i 

uomiiU. Credo mio dovere di prevenirla e scmpreppiù farlo 
conoscere , la ginstizia delle osservazioni fatte con i dae uf- 
fizi precedenti, pregandola in pari tempo di sollecitare qqan* 
to più fia i^ossibile , la spedizione de' Siciliani eoa V Arti- 
glieria. » 

Firmati — // Presidente^ Marsico 
Giardino, Segretario provvisorio. 

Commessariato siraoriinario del Distretto di Pùola. 

Pada 29 gfugrio Ì84S. 
Signore 

« Crescenti diserzioni avvengono nel< campo di Casfro* 
villari per parte de' nostri. lu ne credo ragione principa- 
lissima il poco discreto trattamento de' rispettivi Capitani , e 
poi sovrattutto il prolungarsi inaile di un attacco con le 
frappe regie. Pel primo riguardo è possibile ottenere con la 
di lei autorità da' Comandanti maniere più miti verso i 
soldati ; per ]' altro è inùtile a senso mio ogni sforzo , so 
non si risolva far attaccare il campo di Busacca al più pre- 
sto 9 sia qualunque ( per dir così ) V evento che ne sortirà. 
Se si trattiene per avere una vittoria compiuta sopra di lui, 
questa ci fuggirà per la mancanza della gente che deve as* 
saltare 9 perchè » Io ripeto , i disertori fono innumerevoii , e 
piombano tutti qui , dicendo che amano far parte di queste 
Colonne mobili. Ne ho fatto arrestare ieri tre di Fuscaldo ; 
ma penso di non ripetere più questa misura , la quale ap- 
plicata troppo spesso riuscirebbe di nessun vantaggio , men- 
tre che indispettirebbe tutti. Non posso far altro che riman- 
darli nel Campo. La prego sig. Presidente di prender di mi- 
ra quest' oggetto » essendo dispiacevolOi che dopo tanti sforzi 
si abbia a tornare indietro. » 

Il Commessario straordinario 
Firmato — Mosciari. 

Queste dae lettere non hanno bisogno di commentario » e 
noi fidiamo troppo nel di lei valore e nella di lei periicia 
per aver d' uopo di aggiungere altre parole. 

Essendoci stato riferito il signor Ifaoro esser stato finora 
renitente a dipendere al tutto da lei f e volendo che il co- 
mando^ sapremo fosse nelle sue msuii in cui posa ogni re- 



422 

spoDsabllilà 9 scriviamo al dello signor Mauro la qui accia* 
sa che ella spedirà immediatameDte , facendogli trascrivere 
copia delle due lettere da me comunicatele. 

Non le raccomanderò mai abbastanza di scriverci al più 
presto possibile. 

Al Comitaio 
G. RiGGiABiN , Pmidet^ 

P. S. Lasciamo in di Lei facoltà il trascrivere o no a Mau- 
ro le due lettere comunicatele — Forse la lettera di Paola 
potrebbe esser olile a fiur oonreggere gli abusi di coi vi è 
parola. 

IVI CmniMo 
G. RiGGiÀRm , Preiidint$ 

M sig. Generak Comandami tu Capo 
i' Eureito CtOabro-SieOo. 



301 

Commiitariaio CMle con Aiti Poteri. 

6wnpotenese 28 giugno 4848. 

SlGIfOEB 



Essendo stato nominato. dal Comitato di Cosenza Commes-. 
sario Organizzatore di Rossano il sig. D. Saverio Toscano, il 
quale non ha potuto prendere quest' incarico trovandosi in 
via con la sua . gente che ora ò in questo Campo , sarebbe 
ntilissimOy che il di lui fratello D. Gaetano che trovasi sotto 
i di Lei ordini, partisse immediatamente pel suo paese preur 
dendo le veci del fratello ; poiché ivi avendo grande influen- 
za, potrebbe giovare a noi più che non fa nel Campo , sin- 
golarmente perchè ora in quei paese esistono de* mah' umori 
che bisogna acquietare , e perchè si è disciolto il Comitato 
che vi esisteva. La prego perciò di voler permettere al si- 
gnor Gaetano Toscano che si ritirasse in patria, mentre i 4^ 
individui che formano la sua Con»pagnia possono rimanere 



423 

agli ordini éi Lei » o venire 9 oonginngersi alla Compagnia 
RosBanese cho ò qoi sotto gli ordini di D. Saverio Toscano. 

La salato- 
li Cmumessario CiviU 
D. Mauro, 
^ ÀI 9ig. Generale Ribotti Cornane 
dmte deU'Àrmata Calabro^Sicula 
Mormanno» 



302 
Comitato di SduU PubMea — N."* 7SS. Guerra. 

m 

Cosenga S8 GiufpM 4848. 
SiGHOR Gxherals 

Appena giunto qui il Maggiore Scalia, ho fatto porre a sua 
disposizione una carrozza da posta e disposto per via tele- 
grafica elle una barca scorridoia sia pronta in Paola al suo 
arrivo. Ho dato pare le debite disposizioni onde le robe da 
lei desiderate le fossero spedite costi. 

Abbiamo letto con vera soddisfazione la copia del primo 
rapporto intorno al bel fatto d'armi di giovedì scorso, e quello 
relativo air altro fatto de'26. 

Ci duole soltanto cbe le riesca impossibile lo investire a 
Gastrovillari le truppe del Busaoca ricevendo continue premu- 
re da Catanzaro perchè cotesta Colonna Siciliana parta con 
rArtiglieria alla volta di Filadelfia. Non debbo lasciarle igno- 
rare Nunziante aver ricevuto un altro rinforzo di 400 uo- 
mini ed essere però nel grado di assalire i nostri^ se non 
eoa certezza almeno con probabilità di sopraffarli. Corre voce 
d' altra parte che i nostri di CaUibria Ultra 1.* siano pa- 
droni del Piano delle Corone, e che buon numero de'Siciliani 
siano sbarcati in quel luogo. Se ciò fosse vero , Nunziante 
ritroverebbesi tra due fuochi. 

I vapori regi sono in continua crociera tanto sulle coste 
del Ionio , quanto su quelle del Tirreno ; ma le popolazioni 
vegliano in ogni parte^, e siamo eerlissimi di non aver nulla 



424 

a temere dal Iato del itaare : solo sarà difficile che no ria* 
forzo di Siculi possa glun^re a Paola. 

Molto ci duole che i nostri di Campotenese non siano cosi 
namerosi siccome ci era stato scritto, e che in vece di man- 
dare rinforzi a cotesto Campo , chiedono rinforzi essi stessi. 
I passi che essi denno difendere essendo fortissimi, io credo 
che dae o tre buoni Uifiziali messi alla testa di 400 nomini 
scelti sarebbero snfficientissimi all' uopo. 

Abbiamo notizie che da molti Comuni di questa Provincia 
partano volontari per cotesto Campo , il che lo porrà forse 
nel grado di stringere Busacca prima dell' arrivo di nuovo 
materiale di guerra. 

Non avendo avuto risposte alcune ai miei vari uffici dal 
signor Delti Frane! , ignoro completamente se siano giunti a 
cotesto Campo i duemila cartncci ed i duemila ed ottocento 
ducati da me spediti in due volte, cioè 1300 pel signor Mau- 
ro e 1500 per cotesto Quartiermastro. Le dirò a tal propo- 
sito essere io nel dritto di lagnarmi della poca esattezza per 
parte loro nel rispondere ai mìei uffici , e nel darmi conto 
minuto di tutto che riguardi V Esercito Calabro-Siculo. La 
prego quindi ad iscrivermi un pò più spesso che pel passa- 
to ed a confortare il signor Delti Franci a tenermi informa- 
to giornalmente di quanto sia fatto per interessarmi , accu- 
sandomi ricezione in ispecie di ogni mia lettera; precauzione 
assai necessaria dopò il dispiacevole fatto del plico lacerato. 

Pel Comitato 
G. Ricciardi , Presidente. 

Al signor Generale Rihotti Co^ 
mindtmte in Capo dell'Esercito 
Calabro-Siculo, ^ 



303 

Morano 28 giugno 4848. 
' Signor Geiverale 

Le condizioni del nostro Campo di Valle S. Martino ben- 
ché felicissime potrebbero riuscir fatali , poiché siamo privi 
di munizioni , e poco o niente secondati da' nostri fratelli Si^ 



42S 

riiiimi' Proftflale deh! ve ne fsfiongitirn , di questi momenti 
a noi propìzi. Ogni rilardo* li uscirà fatale, e allora nella 
di^azìa confi,une , da parie nùstra eerto non vi sarà vergo- 

ai Regi vi^|«i^^.^^iMnuftfejHlT^i*^|itWlJ^ .ttl?!^ impresa 
•^ Aiulate 4 vostri fratelli , credetelo , aiibiamo d' uopo di 



• :, 



r.. / I •', -rP^^^.<ll|^'f I l'-'i» ol.^'M./J I- ^' «] ' -l *.t» •VRjf.M, 

r» 'i, •>-« tj '•.!> \ / r-w (I .j'f..'[i /.» ,u, 1 f «o.jl'.jir» «'li' •»! 

I "•' < .r.M ■><■' ■'••!> I! .'*•'«• ^•^' -.,r r.:>»Tr»'.| • t' •♦ ^ 

-i-ii :» .•.*!/ *{ , 'il^ iN«.' ) '1.1 :.•; il: Ij;».»/» >'j .1 'i"T.>l' i)f', .'-t 

.•)"♦•; i:ili'.-' •.''•».? iMtt-» *HÌ'^ .••III»"',' ;l; .•>. •' 

. » 'I !f 'ì-^'i^ 1*; ì •• •»'c-i li «il 1-1' 'il, -iX'O Hi P'. « .»• •'^■.0'» J! 

. Ci iMHN^iajWudi arasfliellerls lli^iéitolèideli'iittàllaiziMe dtf 
nostra .ComitaiOsie^iyaifei «iUie qarle. >£e! tìtisinet«l|iipo!! eitoal4 
mente delle kààiBiBB pf nJ^ì.a. odi fliccaiiiipUialè dai^ potori eiw 

, Ci 4iaim.i«(la le piwli^kll piMi«rd dì<ra9Mg*aitè tB|irqli»*< 
4f Un^^m. sacanporsòfQpril adottila la . ila «flonoarla fcoii :Ja «1* 'e tth 
J^ivisione deirarmaU GalalioS»»£HcilaSaè dt iei: ociÉilnMloi . ^ 

*A^ pmgMamftrifMfe 4» «««Àflttlè J« noalra'4is4iiita:>6oiiside^ 

•».'♦.« I .,. • f) «• , jAiw .*/'»/, ).. f ««fsAiMÉleintrsi^vte'Mnio. *. 

••li I Hi.i )•) .('• « I ii>l<|r>.'.i> i\ uti I i:. CUantiRa/DsiLifQTo * •> 

iH> •..' > i. 'Mi iiiWMi.i#«-ift '9 1 i'ì^ ^ $9 nà è n JPraftitaoriai - • 
->-Kj ..f:, .- , .. , .•',».,♦ '»h r.'i'iMi #.' oAWOWW Pw(r*wo 

^Smor yt^ax%o Um. fw^T; ,. , ,... ,». ^ p. .: s ,.. .j 

CMÌO'Calabra» r . . 

' ' ' .p:' ; 11,;» 'ivii»'.- -I i t i < l>i.i j ■ < .. • jir. •« < .«n 

.5P 



42C 



OlMUC BftL COVAWttO Wtttk I* DtYlSlOKB ]>ttt*EiSftClTO 



QoMl^ogfi aUe ore 7 1 {2 p. m. la Brigata comandala dal 
signor Colonoello Landi si metterà in marcia per occupare il 
vicino villaggio di 8. Lorenio ore pfeodelè qasHIere. Dalla 
detta Brigata sarà stabilito un posto verso la dritta per stare 
in comonicaiione del posto avanzato della Divisone sulla via 
posiate che conduce a Castrovillarl. 11 servizio de* posti avan- 
zati della Divisione per questa sera sarà dato dalla 3* Bri- 
gata ( il Colonnello Granmonte ). Il detto servizio si comporrà 
di 50 nomini, comandati da un Uiilziale , e vi sarà il trom- 
betta per avvisare con i toni della generale la troppe , In 
caso di allarme » che sono neiraccantonaiiienlo* 

Ricordo ai sgnori Comandanti le Brigate ed al signor Có- 
mandanle le artiglierie 4i spedise ogni mattiiia alte 8 a. m. 
in casa mia un Ufllziale per ricevere le disposizioni del giorno 
e la parola d*ordine ; restando a cura de' signori Comandanti 
le Brigate comunicare la parola d^ordine a* posti avanzati della 
Brigale di servizio. 

In cafo di allarroe le tre Brigate si formeranno In Colonna 
lunga la via che attraversa il paese pronte a dirigere verso 
il ponte; sull^Esero l'Arliglteria starà in coda alla Colonna <— 
La 2* Brigata In S. Lorenzo prenderà te armi e resterà feT'* 
ma a guardare la sinistra della nostra pesldone. 

Ogni sera negli accantonamenti» alle 23 dltaNa, al rimiraano 
le truppe In Annessi chiaaseià llsppello e si l egg e ra nno da 
nn Ufllziale di ogni Brigata gli ordini del Comandante in 
Capo e del Comandante la Divisione^ 

La scorsa notte, ho eoo diapiaoere aisctvalo lliNaariine 
con cui si marciava, e però avverto i signori Comandami le 
Brigale di usare la massima sorveglianza , e d' ingiungere 
a* nostri bravi volontari che la disciplina , gli ordini che 
strettamente si serHan» , sia ne^ movimenti militari che nei 
combattimenti non apno da meno del coraggio necessario per 
ben riuscire vitttfrioel nelle imprese di guèrra* Tulli mi vol- 
lero dare un pegno di loro fiducfà He! modto come mi accol- 
sero dopo che dai nostro generale mi venne monM^ntaoea- 
mente affidato il Comando della Divisione qui riunita ; ora 
mi attendo le pruove «^ggìori dell' attaceameolo de* /miei 



427 



fraftNi 4* armL latlt, Catàbrcsi • SfciUaol, siamo udili, 
striamoci sopra tutto uhbidiéati , ed allora la vittoria sarà 
nostra^ i fatili patimenti che dorate» te langlie inarce che so-' 
•leAete ti JMniTiiio largamente compensate coir onore^ acqai* 
stalo di aver dato la libertà a questa terra taote volte san- 
fllkàta dal sangne déteartirt, che senza ambizione si sagri- 
llearono peila redenzione delia patria. 

ir Cormméaktéla Ùivi$im$ . 
Giacomo Loitdo 



l^llllll H llllt»! I >■>■!■■«■■■ i - ♦' 



m 



( Dair llaìiano delle Calabrie f ioaiaUi «flizialo dd Comi«- 
tato di &ikite Pobblicatn.* 10. ) 

Sono nella nostra Provincia 9 come In tatti I luoghi det 
Bostro Regno » alcani uòmini abbietti , Ignoranti , stranlert 
ad ogni nobile idetf , nemici della patria e di Dio. Vedendo 
costoro il movimento ampio e maestoso della nostra rlvplu- 
zioiM^ smaniano cqnitt per propria svenlora , e con mille arti 
a' ipgagaano di fcaftporre.4ìghe al lorrenjle , . ohe. già preci^ 
pilà.èft allaga*, Miserabili l Noo compTeodooo lo alato aueala^ 
di tuUà ^lU'Wa' f Doo saooo. ohe conico la forza di una idea* 
dominante ogni i^ra iprza si frange » noa veggono, che sul. 
carro della livóloz^o^a già vola regina è dominatrice la li-»* 
Iiertà de' pqpoU,. 

Udo di questi stopidit e forse II piùàhbieHo Ira questi», 
un tal lerardi di S* Giovanni in Fiore^ ikUo Cavaliere per«- 
che taroefice dei fratelli Bandiera e .r^ompagni », ha tentato 
ia jQiiesti uUiml giorni ana eootrorivotaainne. Redofie da 
Napoli ^U ha avuto segreti coiloqat eoo Nanzianle , e giunto > 
appmft.nella sua patria» per impadronirai della plebe» censo 
di apipgerla al saccheggio e iplia rapina » eoo aaspia e ridi- 
ooto promesse di premi e di danaro. 
. lotaaio quei giorao medesimo erano spediti dal nostro Gé« 
niitato j^ S, Giovanni ia Fiore dna delegali straordiaari p» 
Biagio Miraglia e Pasquale Amodei » . I quali saputi per via ^ 
griniìinii (eótativi 4el Berardi» pensarotto di avvicinarsi 
quasi fino alle porle del pa0se» onde eonosoeve il vero stato 
delle cose. E seppero^ che quel tristo, vile come tutti quelli 



fili' lo .wmiglbno , all' ^i\nnzio.^«- nn|i,.fcrU Kftqriilfi^l 
comitato rni già alle pi^le Ai §• (Giovanni , ,credJi.ta|.v«i'»L 
collidendosi in uba casa. }t é'Wil?. segaenip , «fict A\ «hoko i 
tenUt sedurre le ntoltilu^ini , qt& con più iobUH wcociio,^ 
poiché appena dioci pt-r.^ione et/in iisp^la « ««gairiQ. QiwMa 
v.in dunuuL' il grandiusu t-sen^Io ,, c^L 4ju1« Btir«n}i.s|Hc<«lA 
ili piomDarp su Cosenza f. ;.■.,;,.. . ■■ i. , ■ ■ 

Onesto (atto ^..di^bstralp ctie il partito retrogrado non 
ha potenza*, 'poicM iton Inva eco nella coKienza de'popoli. 
Rappresentato in ogni luogo dai piti spregevoli nomini, esso 
non poò gittar nelle menti quello idee luminose che Irasei- 
nano le popolazioni , o tàaaa il f^ro del -mondo. 

Concbindiamo qoeRle parole dando le meritale lodi ai be- 
nemeriii clltadiDl Arnedos di Kovito , Ranieri di Spezzano 
brande , Zapi di Cerisano , 'tnpinaccl di Caule , e Scozza- 
fave di Spezzano Piccolo , i qnaH colla rapidità del fulmi- 
ne, per tutelar Cosenza in ogni evento, si recavadO ,qfli <^li(! 
rt«p«inivè Itoif^giité 4t'CM]ti<dfe hailtAiàìl.'' ' 

In qnesU occasione il Uag^Orc 'Vito 'Cartàri OTr^éVa le' 
cegueirii parole: ^ 

';!'■..!; *„' '^' utr4Pi3i,i,DÌ'cgs^NW> '.'.' . .- ' >■■ 

■h'atóat^ ed' il Mra^i* '(ion'clte'tv«t''nèIM'Mor^'ftt)lt« 
■vi' eravate ap^reslaU a' drfehder q«e«(k' CIM ; Mririatldaiai , a' 
qnel'Che 'pttbblicsmènte ditiesi, da ntift manotfllrfstl,' rquall' 
corrotti dair oro re^o , avrelfber O&ntò AsSaftatla t Unttlo--' 
nellerla , mi in rtpleno-ad tftì' tempo' féno Af voi di ant-' 
nlrniione « tlÌ<.ricoaos«mMii ref qtimKf l 'fiflTM' iti lai eon^, 
giuntura si sarebber manifestati figlinoli degeneri di Questa' 
efoiea leml, ^p'MlrMMntò 'Tdl'aVeltf'rHiJ^tU'a ttn^ll'lhf'i- 
diabile non» 4i cM MM'giaBta«rtiit#'4a''aRera. neDa'g'^rS' 
Gtmonr t«tti, .KenWMeezieiri! éifftttàrtìoile',' seitea' attetnt»- m' 
arico llnlo irtrilo siete 'BeMrfri ioifo Itj'afml ; -iHUi 'fltfmart^ 
dariin.sol pensleiwt IMesT'lrittl ad' airSOlo'lieòpDV'tI Èobte* 
gno vele>a di'oiittDa'noef^a t5a«s!l'Hkero<iaMa','avHtrAdntnò-' 
Mralo eb« «Wib 'no p(^lD \eranì«ii(« -Amatile é dtgti»' di li-' 
berta. Lode a voi adunqtte' '0 -v^rts) CbMnlttil 'ed"ll)''ca'pò' 
delb vMlm 'Ghaiidla':ftntoftaI<! t^norCftrfO Omt«gM ;' hMi 
flgiait: Meno ai 'toitrt^Fraletli de' Cauli eorrtiefni ed'af loro 
i-iBpettiivj Connmdmti'.'i.^xldtl nelT^^preiAltìfe' ì Mrkoll tbtl 
da ^<of si xoraevano' iodO irni^tedlataméfite '' tslaM fn'voslnr 
MMxOrsoi 'Pfosegvkc lotti'rt)! AtedCEimó arMréc'coraggìo a 



4«% 

Mslenere la éaiiaa cai vi siele nobilmente consacrati, quella 
da cai dipende la sorte d*llalia 4atta , e siate par certi che 
la nostra rivolozione trionferà. Quando an popolo combatte^ 
Iddio è con lui. — ftva la Cataòria , Viva f Éudia. 

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SionoR CoLouMtttMJ ' "' 'J »■' '-^ 'i' ; • '^ •♦ • - • '«'» 

t'ìdando mollissiino nelr Immenwr aja^imUfidtift^flIaiiba 
lier la causa santa, nonché pella di lei solerzia, e potenivi«ML 
ha nella provincia di Basilicata e Salerno, S9irAi.f»0ipiacente 
mettersi in movimento per quella volta , onde promuovere 
lo spirito patrio » accordandole perciò ptent poteri. 

n CóUmnetto Capo deUo Stato Maggiore Generale 

Maaumo Dblli Frangi 

Al eignor Colonnello CaitiAie^^. 
Coitabile Card^eeiy Comandante la 
4.* Brigata deU' Eeereito Cakn 
brO'Siculo 

Spezzano AlJbaneHé 



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'Mùrmann(f li S8 giùpxò 4849. 



StGNOIt €OL0TCNELtO 



Appenu che ci divisjmo nellfi Capitale,, .io. mi portai nel 
Cileiilo per eseguire il piano da vqì daloniii e4 avendQ fer- 
malo in V^lot m casa del sig. D. Slefano Passa ro dove si 
|^0tHli..lin CaipUalo Hi' ordine, dove a pieni voti furono scelli 
i sottoscritti rappre^ntanti D. Stefano* Pa^aaro Presidente, 
D. Ottavio Valiante Vice Presidente ,^ D* Raffaele Paasar^ila 
Segréterio , D. Marcellino Scarpa Componente , D. Cristofa- 
ro Ferraro , dove si decise , che il Cilento allora era sotto 
le armi, quando il Distretto di Sala e Potenza si fossero ac- 
campati a Campestrina , giusta il piano , e gli ordini da voi 
ricevuti , così immantinente mi portai nel Distretto di Sala» 
e propriamente nella casa dì D. Peppino de Pelrinis , con 
lettera 4? voi ricevuta , dove col braccio dello stesso « mi 
riuscì il giorno 12 del corrente , di attivare il Distretto , e 
stabilii un Governo provvisorio , che. a pieni voli » riuniti 
nella Casa Comunale il numerò 17B proprietari e Capitani 
Nazionali del Distretto, con giuramento siiir Evangelo della 
Spada , si elessero i sotioscnltì rappresentanti — ^ ti signpr 
sottintendente D. Michelangelo Bovi \n qualità di Presiden- 
te , D. Peppino Giuliani Segretario , D. Peppino de Petrinìs 
Cassiere , D. Geronimo de Petrinis Sindaco , e Cohiponenti 
'D. Angelo Boschi, D. Peppino Romano^ che heirlstesso giorno 
decretarono, che il Distretto si fosse riunito 'sótto .le armi il 
giorno 19 , dovendo giungere da Potenza un contingente di 
'200 individui, giusta il compromesso fatto dal sig. D'. Vincenzo 
d' Errico presidente di quel Circolo; Ma il fatto si fu che 
T istèsso d' Errico prezzolato dai Governo , e compromesso 
col signor. Bozzelli , il giorno 18 invece di mandare il suo 
contingente, spedì tre individui nel Distretto di Sala, e pro- 
jiriamente io Polla , riunendosi co* signori Palmieri , il Ba- 
rone Curcio figliò di Scarpa , ' e tutti' i Bi^ehzesi fecero una 
controrivoluzione , facendo avvicinare sul ponte di Camper 
strino, punto che da noi doveva essere occupato, il numero 
di 1200 Regi, composti di JiOÒ cavalli e 700 pedoni "con itutf 
pezzi di Artiglieria , con un pezzo da 12, ed un òbice. 



434 

Gr fodlYldai da d' Errico spediti furono D. Peppino d* Er- 
rico , D. Micbele Pillato , e D. Nicola Giliberti , (1) , clie 
hanno rolaalo quanto si era praticato , ed hanno dato il 
paMagglo a^Regl che si sono inoltrati fino a Rotonda. Io 
per salTarmi da*Regt, e dalla ferocia de* oontrorivolazionart» 
fili costretto a rlfogglarmi il dì^, circa le ere 21, in qaeslo 
Campo di Canipotenese» ore fai hene accollo dal nostro ami- 
co Maaro , e che per rianimarmi , mi ha posto in commis- 
sione , dove attnalmente mi trovo ; e non avendo altro che 
dirvi , fuorché dandovi mille abbracci , consolandomi dello 
stato di vostra buona salate, come ti partecipo di me ed at- 
tendendo riscontro , mi dico. 

It Votirò Amfto 
Pasquaik LAMBRarr. 

A f idMor CóUmmUo 
Cat. CiiiaMi Carduèeei, 



»» 



91ft 



fi pid tempo che alcuni vapori ragt Incrociano ndle ac- 
que del Ionio e del Tirreno , e che avvicinandosi ora in un 
punto ora In un altro , vogliono far credere che sieno per 
sbarcare delle milizie. Noi diamo a queste sciocche spaval- 
derie quella importanza che meritano; ma ad ogni modo sia- 
mo apparecchiati a ben ricevere il nemico in qualunque pun- 
to sarà per mostrarsi. Le marine del Distretto di Paola sono 
hen guardate, e dobbiamo alla infaticabile operosità del sig. 
Mosciari la formazione di un ben* ordinato cordone in tutta 
la linea. Le marine di Rossano e CSorigliano non sono neanco 
sguemlle/e Catanzaro ha formato altri due campi ad oggetto 
dMmpedire lo sbarco che i regi aveano forse in mente di ese- 
guire in quelle vicinanze. 

Le popolazioni hanno ormai compreso che tutt'i mali , ik 
cai finora furono oppresse , ave^o origine dal cieco. dispo- 
tismo , e che la vera felicità , U ben-essere reale di esse sta 



. (1) Fu tati* altro lo scopo della missione di costoro | come ri- 
levasi da altri documenti. 



nella libertà* ODd*è che sorgono inanimamente, gpontaneamenle, 
e piene di entusiasmo, per correre incontro al nemico ovun- 
que tenti mostrarsi. È la coscienia del dritto^ ò Famore della 
libertà , è rodio aHa tirannìa ^ è 11 desiderio della fwdelta 
che spinge tutti qnapti sono ^i abitanti delle due provincte 
ad Imbrandire le armi. 

( DaU'UaliWM detta Calabfie ) 



■»"*i 



313 



Mio caho bo àMiXQ Pauhib 



Non conoscendo se slavi giunta altra mia direttavi da Mes- 
sina , vi formo la presente onde Informarvi dell' esser' io' fra 
le Truppe nazionali col grado di Colonnello di Artiglieria » 
Capo dello Stato Martore Generale , e qui v' accludo F or- 
dine del Generale — Due attacchi abbiamo avuto colle truppe 
Kegie a ed in ambedue volte le abbiamo ridotte a vilissima 
fuga — Quello che mi addolora si ò il non ^ver nuove della 
famiglia « mentre le comunicazioni sono interrotte — Io nel 
partire dovetti non dir niente » mentre sarei stata scoperto , 
e quindi avrei potuto passar guai ; qqindi con maggior pal- 
piti. Spero che il Signore voglia far abbattere subito li tir 
ranno , e cosi rivedere ta mia famiglia — Io sto bene, e mi 
«Ugqro lo stesso sia di voi e della ftimiglia — Mi auguro che 
Luigi non sia tra qu^' infami che hanno htto ritornò dalla 
Lombardia ; se ciò fiòsso , sarei dolentissimo» perchè gtavls- 
aimo intacco riceverebbe il nostro cognome — Fate che io 
Teda vostri caratteri , e dirigete la lettera al signor Giovanni 
Aldinia Ricevitore distrettuale di Lagonegro. — Io sono fa- 
ticatlssimo , e se non fosse il pensiere della famiglia » non 
avrei cesa in contrario — Vi bacio la mano , e cercando la 
8* B. vi abbraccio e sono. 

Ikd quartier Generale di Spezzano Jlòo- 
ne$e S9 ffiu^Hi ^848. 
Yoitro af. /ig^io che «' ama 
Muiuiio 

Ài eipm CoionneBo MU 
Fremei 

Napoli. 



tu 

ai4 

* 

€miiMt9i4i, Sa^té PuMiea — N.^ 719 '^ Guerra. 

^ . Cosenza 29 giugno i848. 

SiGTCORB 



Abbiamo ricevoto i suoi vari ufllct segnati coi segaenli 
nnnieri 30 , 36 , 37 , 38 , 39 , 40 , 41 e 42. 

Non possiamo tacerle alcntie' parole di una saa lettera es- 
serci tornate stranissime. Elia antico militare non avreblie 
dovuto mai dire a proposito deli' ino^liedieiua di D. Dome- 
nico ìldiixvoi in diverio caio muoveremo j^r Caianzai;o^ l soldati 
ricevono ordini , e non mioacciano* 

Slamo maravigliatissimi'di quel che Ella dice di i>on es- 
servi più danaro nella cassa dei Siciliani , mentre ti -Generale 
Kibòlti ci disse delia cassa essere beò guarnita » ó che ci 
avrebbe prevenati i5 giorni prima di essere esaurita* Del ré^ 
stQ domani manderemo aUre mille ducati ,(1), Aspettiamo in- 
vano ricevo delle due somnió spedile per mezzo di D. Do- 
inalo Morelli. 

.Nulla mi dice se il signor Nicola lepiane abbia accet- 
tato la nomina di Quartiermastro. Resto inleso di quel cbe 
mi dice relativamente a Mileli. 

Il Generate , per altro , non avrébie Tatto una trista fi-^ 
gura j ove gli avesise chiesto ponto dell' uso iCalio delle, som- 
me riscosse a S. Marco. ' ; 

Slamo ceri! che la nostra lettera al signor Mauro ìQ abbia 
ridotto al dovere , e che il Gt^neralé non così tosto avrà ri- 
,cevuto alcun rinforzo da quella parie si risolverà ad inve- 
stire Busacca. Ogni miauto che passa è, una rovina per noi^ 
una viltorfa pel nemico. 

Spero che voglia persuadersi di questa capitale verità ; ci 
sembra tanto più urgente il venire ad uno attacco definitivo 



» ■ ■" ■ »» 



(1) Ecco in qual modo si estorquivano i proprietari , e^ si vuo- 
tavano le casse provinciali l 



437 

contro Basaooa, In quanto che neirnltimo sno nfllzlo Ella ci dice 
reotaslasmo di codesti Calabro-Sleali essere grandissimo, e sa- 
rebbe doloroso il vederlo raffredare. Al quale proposilo non 
dobbiamo tacerle essere! sfato riferito , ^be già si momiorct 
dagli iUni SicUiani contro Vinazione del Generale , e cbe uà 
momento potrebbe destare una sedizione , la quale riusci- 
rebbe fatale alla causa. 

Pél Comitato 
G. Riccunoi — Presidenie* 
Signor CotonnéUo delti 
Franti Capo delh Stata 

Spezzano, Albanie. 



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3t5 



Cosenza 29 giugno Ì848 



SioriORE 



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Nel moihento mi' viene rapportata daA tufo ffglto DomrCò* re- 
sidente in Mendicino » di essere passati ieri sera p«r quel 
territorio una cinquantina d'individui armati » g^aidati da uii 
naturale del G<Noiane del Lago , cbe banno subilo cambiato 
con altro di Mendicino y onde essergr insegnati la strada di 
Paola — Si fece subito suonare il tamburo , e si riunì molta 
Forza , pronta ad acjeorrere : si mandò ancora un esplora- 
tore » onde conoscere , se veramente prendevano la v(àta di 
Paola , e questo ritornato ha riferito essere ciò vero , sog- 
• giuDgeodo avergli detto che irebbero «obitQ p^MIi per la 
volta di Castrovillari y senza però . aver potuto conoscere a 
quale Comune , o Circondario avesse appartenuta quella Forza 
— Glielo partecipo. 

jR Comandante 'Vistrtf^(de 
Cktk*Lo Campagna 

Al signor PresidenU' dei * ' 

Comitato di SoXute imòMi- 



ea tu 



Cosenza, 



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3I€ 



CmmiimMo Simordiimi^ ifil DiUntto a IMa -r X* 40L 



Aiote U SS giupto 1848. 



SiGHOft PftBSlBBHTft 



CorreaDO le ore 90 tf qvesto florao , quanio II le tofrefc 
aoDODiiò , e ciascnno videli co* propri oeckl , qwitUo legni 
a vapore che Korrendo molto vicini a terra si dirigevano 
per qoet ta spiaggia Da quello che si è poscia saputo i va- 
pori erano il Ferdinando li.* » il Polilìrmo » il Duca 4i Ca- 
labria , e la Maria Cristina. 

Tosto fa chiamato sotto le armi latta la foraa qol dlqio- 
nlblle f la quale colma di generoso entusiasmo si è divisa 
spontanea per gli avamposti » e per gli altri luoghi a di^ 
fendere. 

11 Ferdinando II non aliena comparve in queste porto 
tirò un colpo di cannone a polvere per chiamare alF obhe- 
diensa, come poi si seppe, una barca Siciliana che veleggiava 
nella rada , e poi presa e rimorchiata da uno di quei liyui. 

I nostri ^presero mine una sfida quel colpo di cannone. 

Al PmiimU M Cùmitaio di 
Cosenza. 



317 



SuaviZlO HAllOllAlB BULLE PaiOlOllt CERTBALI 

DI COSBUBA. 

L*anoo «illeotlooeolo quarantotto il giorno ventinove giu- 
gno in Cosenza alle ore 14 e mezxo d'Italia. 

A noi Giuseppe Greco Caporale del Distaocavenlo nazionale 
del Comune di Rovito addetto alla custodia delle prigàeni centrali 
di questo Capoluogo, ci è venuto in conoscenza che alcuni indi- 
vidui dei Comune di Castiglione trovavansi in Cofcnu» e preci- 



4St 

8amMile alottai ii 4mI ii ieri «te ebbero ptrle il AiMriMdel 
Distaocamento da me oomandalo , e colà ipedilo per attiri éi 
servizio importante pel bene della Nazione > suonandosi le 
campane a martello, che dietro an tal segno la popolazione 
Gastigiionese si scagliò lotta assieme , armata da Aicili, sca- 
re , pali , e coltelli contro il detto Distaccamento con strap- 
parle le armi dalle mani , bastonarlo ; ed infine obbligarlo 
con itainaccle di liiorte a gridare : FtiMi H Re. Noi dietro tal 
prevenzione , accompagnato dalle Guardie nazionali Giovan- 
ni , Fedele , e Francesco Liippaai » Vincenzo Corrado • Gio- 
vanni Greoo, e Gaetano Donalo, ci siamo recati nella Piaz- 
za grande di onesta CiUà, aMlamo col fallo tinvenato e co- 

noseiato il «mmiIo Francesco aUas Bano del OonHiue 

4k Casliflioiie, qbell^esso che fece molta resistenza, e mi-" 
nacce al Dlstaecamenlo di sopra citato » gli abbiamo impo-^ 
sto in nome del Gomitalo Parresto, e Tabblstoio condoni» 4m* 
nanzé al Comitato medesimo per r vso di risalta. 

Fattoi e diloso in Cosenza nel mesOt giorno, ed anno 
come sopra e da noi sottoscritto. 

ScfffM di croce di FBBttMt Ìaffàhi 
Idem. di Fbahcbsco Lappahi 

Jistoni. éi ViTiCBHZo GoaaADo 

Idem. di Gabtaho Domato 

GiovAwai Lappahi 
Giovamui Gbbco 
GusKPPB Gasco , Capordi. 



S18 



L'oaiio nUOeaitùceniopmnmlMo 4848 U gtomo «enliaoes 29 
gttf^No im MoniaUo. 

Rianlto spontaneamente II Deearionalo del Comune sudelto 
in numero opportuno in questa Casa Comunale preseduta da 
uno di essi pie anziano Decurione in nomina si è fatto pro- 
sente air assemUea , il volo g e ner al e di questa popolazione 
di doversi togliere il dazio della gabeila di carne » e vino 
per essersi repressi «oHi , e diversi esMI Comunali sUblliti 
nello sUto discasso , ed allr' Inttoili dm si sono otienati e 
si oliB Uf sn a » t qurii non figurano nel connato stato, per cui 
jmila te dell' eseicliio si ha sicnrameole uno avanzo di 



444) 

CdMi idM«l>tDiflilno si può ter ftonle agit eiili^Uittti ùtUmir 
fi y ohe stivordinacl 



.#•!•• 



IL D£CUU0NAIO 

Letto ed esaminato con tà^a pooderanza lo stato discusso 
di questo corrente esercizio 

Inteso il voto generale di quésti Cittadini \ quali a brac- 
cia aperte reclamano la soppressione di questo dazio 

CONSISBRANDO 

Che la somma di dqcati dueceot^k lienlolto natta dell' im- 
porlo che per i venturi .s^i. ipesi di ^joesto aouo^ non forma 
deficit alcuno , dal percliè il Comune è tntCora in possùi- 
to del vasto fondo S. Antonello, di cui se ne percepisce Tan* 
mui itndUa di due. 322, decalcato il peso fondiario ; quale 
somma nello stato discusso; si è riportala idemlro colonna sul- 
rinceriezza che il Qoouioe pò tea «oocomhere alia causa pen- 
dente 

CONSIDERANDO 

Che gli esiti disposti in detto, stato si andranno molto a 
restringere , in consegnenza nella fine dell* esercizio si osser- 
verà avanzo di Cassa » e non deficit , 

m 

DELIBERA 

Di annullarsi e reprìmersi il dazio della gabella di carne 
e vino a contare dal di 1 luglio corrente anno , atteso la 
miseria di questa infelice popolazione. 

Fatto e deliberato oggi sudelto giorno , mese « ed anno 
come sopra. 

I DECURIONI . , 

« 

Vincenzo Turace 

Vincenzo Molli Decurione 

PiETao Sacghini idem 

COfKTAVTf W CHIHONTB .ttfSM . 

Gautano Leone itiem . . < 
Gi4JfiEFjPE Hosai idem* 
Fedele LoNGOBAEDittfem 
Feaucbsco Avajllone ildem 
Feancbsco XiAnAii tiinii 

MrCHfeLE d^Amstiuo 
. . CtmceUierB eoeiiMo Sefreùrie. 



441 

319 



Guardia NazionàU 



CoioU 29 giuffno 4848. 



SiGKOR PrE8X0KII(TE 



Di replica al mio riscontro di pari data le sommelto di 
essersi verificati i miei sospetti , avendo eseguito i di lei or- 
dini a volo. 

Unii le mie premare al battere del tambdro a raccolta, ma 
ho atteso sino a quest'ora e non ho potalo aver sèguito > e 
corrono le ore 16 italiane. 

Taiga il presente per mio discarico, e perchò non ho cre^ 
dato prudenza avventurarmi solo. 

li Capo deUa Guardia nazianaU 
Giuseppe Lupixaccx 
ÀI Signor Presidente del Comi^ 
tato di Salute PuMiea. 
Cosenza. 



380 



Guardia Nazsonak. 



Pedaee li 29 giugno 4848. 



Signor Prbsidxhtx 



HI è spiaciato oltrémodo la rìcasa fatta da qnesta Sqoadri«- 
glia a non voler esegolre i di lei ordini, giusta qaanto parteci- 
pa rulAiio del\a data di ieri n. 745, ciò è derivalo per la m^in- 
canza del Capo che si trovava in paese ammalato , e perciò 

52 



44SL 

la soldalesoa non fa il suo dècere. Questo alto però merita 
mortificazione , e noi useremo quei mezzi opportuni. 

Mi adoprerò a tolt*aomo di poter trovare gente e partire rer* 
so Tiricdo »ma spiaoeml che siamo in un Campo ch'è diffici- 
lissimo rinvenirne f essendo imminente la raccolta. Ho pen- 
sato quindi di far partire questa notte la Squadriglia verso 
la Sila , ove si annida un'orde di malviventi , e farle fare 
una scorsa per due giorni , onde fugarli, e condurli alia pre- 
sentazione se si puoie riuscire , dopo di che faremo partire 
la stessa Squadriglia per Tiriolo. 

n Capo déUa Guardia nazionfà» 
Notar FaasuiAxiDO Barco. 

Al. Presidenu éel Comitato di 
StOuii' PiMtiea. 
Cosenza. 



321 



Servizio NazionaU 



Piana 39 giugno 4848. 



S16HQU 



Dal motnedfty ehe il signor Giudice di questo paese orga- 
nizzò dietro la Gosiiluzioue la Guardia naziopale , l'ex Sin- 
daco Abl^nante y volle nominare sotto Capo suo figlio Fran- 
cesco. I nazionali a malincuore lo soflTrono , e non lo vogliono 
affatto riconoscere qual'impiegato delia nazione , perchè an- 
ticostituzionale y • mal veduto dai cittadini. La patria kà ne- 
cessario bisogno di OH cittadino , per cui priego lei ad au- 
torizzarmi di seeglicire col consenso de' nazionali 9 un uomo, 
Che influisca al presente Governo , o pure eligerlo lei , die- 



tro QD mio quadro di soggetti più idonei ch'esistono nel Co- 
niane predetto. 
Ho Tonore di salutarla con stima. 

li Capo della Guardia nazionai$ 
AiiTonio (kt^viifLQ 
M Signore Presidente del Comi^ 
iato di Salute Pubblica. 
Cosenza 



322 



ÀmminisiraKione del Comune di Costinone — V.* 06. 



CoiUgliùn^ 29 ^'ufiip 4^^. 



Signore 



Kell' accasarle ricezione del venqratissiitio foglio di Lei d| 
qnesta data col quale ci fa sapere la destituzione di questo 
Capo della Guardia Nazionale signor Pastore , le manifesto 
che il novello nominato signor Tasi A domiciliato nel Rione 
di S. Benedetto, Comune di S. Pietro in.Guai;ano , e non 
già in questo Comune , percui gli si è spedito 1' uQclo da 
lei direttogli nella sua residenza. 

12 Sindaco 
Benedetto Feaeari 
M signor Presidente del Comitato 
di Salute Pubblica di Calabria Citra. 

Cosenza 



444 

33S 



Amminisiraxiéne dd Comune di Catti^otu -* N* 67. 



CofliyioiM U S9 9t'««iio ^848. 



Sjahobs 



Un certo Fraoceico Leone di qaesto Cornnoe , questa mat- 
tina veniva in (knenza , e non appena gianto fa arrestato 
dalla Gnardia nazionale di cotesto Capolaogo , sai motivo 
perchè si voleva d'aver tolto lettere oiUclali ad on corriere 
qui spedito , e lo ave* disarmato. 

Il Leone veramente era incapace di ciò commettere, man- 
candogli non solamente le forze fisiche , ma benanche le 
morali ; essendo una persona non solo attaccata alla Nazio- 
ne , ma benanco di bnoni costami. 

Essendo poi un miserabile carico di numerosa Caimiglia, 
sarebbe una prova di somma giiistizia e carità , di cui la di 
lei autorità è adorno , il liberarlo ; assicurandolo io della 
sua buona condotta ed attaccamento. 

n Sindaco 
Bensaetto Febrabx 

M iipMr Presidente del Comitato 
di Saliste Fumica di CtAaJbria Citta. 
Cosenza 






Uìi 

324 



Comando Nazioncde. 



Àprigliano S9 giu^o i848. 



Signor Pussideute 



Le I)elie parole indireUe a questi signori Cosentini dal si- 
gnor Porcari (1) sono soese gralissime nell'aoimo nostro, e le 
lodi ben meritale compartite da cotesto rispettabile GomitaU» 
ai Capi della Guardia nazionale di Rovito , Spezzano grande, 
Casole , e Macchiesi , ce Than pure colmo a ribocco d'entu- 
siasmo per la santa e giusta causa che difendiamo ; però nei 
rincontro debbo dirle che meritavano si fosse fatta men- 
zione di noi altri, che abbia m fatto più. di quello che altri 
lecero , e non per semplice vanità , ma bensì per incorag- 
giare sempre più questa brara Guardia nazionale , che d'al- 
tronde è invasa del più santo ardore all'annunzio detrattela 
lato buffonesco , e ridicolo ^ per quanto criminoso, del signor 
Serardi. Quanti eravamo suscettibili a prendere le armi, non 
esclusi i Parrochi e Sacerdoti , le prendemmo , e ci por- 
tammo a bivaccare in una di queste altezze, spedimmo delle 
vedette per le falde delle Sila , onde spiare dove lo stesso in- 
tendeva dirigersi e tenercene informati , aifinchò noi avessi- 
mo potuto correre, ad incontrarlo , e piombargli addosso a se- 
conda se ne sarebbe a noi offerto il destro. 

E può Ella signor Presidente viver certa che noi eravamf> 
decisi di non far toccare la volta di Cosenza al Berardi, per 
qualunque lato l'avesse tentalo , senza che prima passasse per 
sopra i nostri cadaveri : pruova ne sia che una delle nostro 
spie venuta a riferirci che dalla parte di Pedace si sentiva un 
conflitto di fucilate , colla celerità del fulmine , ed animosi, 
come si andasse a festa , corslmo verso il punto indicatoci ; 
ma avendo trovato Tattacco terminato , ed appreso di che si 
trattasse , ce ne tornammo nel luogo d'onde eravamo partiti. 

Lungo la strada avendo incontrato il Corriere che da S. Gio- 



ii) Vedi documento 306. 



446 

vanni in Flore veniva diretto a cotesto Comitato , ci facem- 
mo leciti , ad oggetto di regolare la nostra condotta » a se- 
conda de* casi , di aprire, e leggere il plico; ed avendo ap- 
presa la ridicola fine del dramma Berardesco, acquietati rien- 
trammo in patria. Signor Presidente non solo rinetlo Berar- 
di , ma qualunque altro malvagio , e perfido al par di lui 
volesse tentare da questa parte di approssimarsi in cotesto 
Capoluogo^ dovrà persuadersi cbe gli Apriglianesi lo andranno 
a combattere come leoni , e gli faran pagar cara la nefanda 
nequizia* Noi siamo poclii , è vero , perchè molti de' nostri 
trovansi sparsi in Spezzano Albanese t in Cosenza , nelle ma- 
rine e in Campotenese , ove tra questi sono due miei figli , 
cbe prima dettero 1* Impulso alla partenza degli altri , ma 
pure bastiamo a distruggere , o a mantenere gl'iniqui se ve 
ne sono, che volessero attentare ai disturbo della nostra 
quiete. 

Concludo signor Presidente cbe se io non mi recai costà 
colla mia gente , giusta i di Lei ordini , fu appunto perchè 
un' ora avanti di arrivarmi il suo uffìzio , essendo stato av- 
vertito delia sommossa » e del disegno del Berardi , stimai 
che la mia presenza sarebbe stata molto più necessaria e 
utile in queste falde della Sila, come concertammo con que- 
st'ottimo Sindaco , cbe ci ha da per tutto e sempre accom- 
pagnato , e come umiliammo al Gommessario del potere ese- 
cutivo signor Gaspare Marsico. 

JB Capo ièUa Guardia naziwMiU 

fflCOiLA LOVITO. 

ili sigmor Presidente del Ccmi- 
iato di Salute Pubblica. 
Cosenza. 



447 

325 



Guardia Nazionale 



Paterno 29 giugno iS48. 



Sv6i«on< 



In ricevere ìt dì Lei venerato foglio del 26 volgente 
1)/ 641 rigaardanle le vertenze che passano tra D.* Harianto- 
mia Capali e D. Giaseppe Grandinetti , mi ho fatto chia- 
fhare qaeslo altimo , ed avendogli dato conoscenza delle di- 
sposisieni di giustizia da Lei prese , lo stesso mi ha rispo- 
sto che a inaila cede , ed è risolato compromettere la pro- 
pria vita in faccia alla forza. Anzi nel vedere transitare per 
una pubblica strada D. Giov: Battista de Bonis » sposo della 
detta B/ Utariantonia » l' insegai col facile in mano, e dap- 
poiché io era. inerme e senza forza y non potei proeararne 
r arresto. 

Signore » questa forza con dispiacere potrà essere obbli- 
gala a. prender Tarmi in particolari affari di paesani» sai 
giusto sentimento poggiando di non inciampare a far nascere 
particolari inimicizie , che potrà essere in segnilo aaa cate- 
na di funeste conseguenze. 

La prego perciò disporre in altro modo , e come la di 
Lei saggezza crede , per non far nascere livori tra paesani» 
che si potrebbero in prosieguo accendere in risse. 

Accolga I miei sentimenti di stima. 

Pd Capo nazionale in servizio 

Il Sotto Capo 

FiiAifcESino Napolitano. 

Al signor Presidente dd Comitato 
di PiMlica Sicurezza di 
Cosenza 



US 

326 
Comando della y. Compagnia della Guardia nazionale Mobile^ 

Spezzano A^anen 29 giugno i848. 

SiGKORE 

Riscontrando il di Lei pregevol foglio del 27 spirante , le 
sottometto , che cosa utile por troppo sarebbe Tadottare mi- 
sure di sommo rigore a peso di coloro! quali si rendono di- 
sertori in una circostanza cotanto importante per la posizio- 
ne in cui gli uomini sono necessari alla patria, lo prego il 
Comitato voler spiegare tutta Tenergia possibile, onde atter- 
rire questi nomini vili , che langi di sentire il santo affetto 
per la libertà, fanno uso di speculazioni, con mangiarsi senza 
profitto grana 25 al giorno , ed abbandonarci poi quando 
slamo nel caso di difendere col sangue il nostro riscatto. 

Mi spiace però vedere coloro , che , abbenchè resisi di- 
sertori, come per esempio il Caporale Pietro Staffa, e la sua 
squadra da luì subbornata e sedotta , siano tuttavia incari- 
cali per servizio della patria. 

Gli individui notati in piedi de] presente appartengono ai 
Comuni in fronte notati , e mi riserbo quindi farle pervenire 
uno statino per altri disertori posteriormente disertati. 

1. Pietro Staffa , S. Lucido 

2. Francesco Staffa , idem. 

3. Camillo Ranghi , idem. 

4. Francesco Ranghi , idem. 

5. Camillo Lo&so , idem. 

6. Giovanni Antonio Monaco , idem. 

7. Michele .Sganga ni , idem. 

8. Angelo di Ciancio , Montalto 

9. Giuseppe Sina , Piane 

10. Gaetano Piane , idem. 

11. Federico Cristofaro, idem. 

12. Filippo Serra , Piane di Marante in Cosenza 

13. Gaetano Sommario , Donnici 

14. Francesco Bisceglia , idem. 

Il Capitano 
Nicola. Lepiane. 
Ai fignor Conte Ricciardi 
Presidente del Comitato dì 
Cosenza. 



440 
327 ^ 



Conrnutioriato Cévik con alti poteri» 



Cmàpotenese 29 giugno 4848. 



Signore 



Le partecipo come ho fallo pel passato » 1* nlUroe notizie 
che riceviamo importanlissirae. Ieri, ancora prima di mezzo- 
giorno, sono spnntali alla pania di Dina quattro Vapori pro- 
venienti dal golfo di Policastro. Altre'notizie avute d* altri 
luoghi ci assicurano che uno sbarco di Regi sia avvenuto in 
Sapri , e ciò spiegherebbe V apparizione de'delti legni ; altre 
notizie , che a me sembrano poco fondate • sono » che un 
rinforzo di truppa sia giunta ieri a Castellacelo , il quale 
cercherebbe unirsi , e il potrebbe anche oggi , alle truppe 
Regie « che abbiamo a vista a Rotonda. Un nostro amico di 
S. Domenico ha mandalo una sua persona fidata a Sapri per 
verificare la notizia dello sbarco ; ma da ciò che abbiamo 
scritto ella conosee la necessità -di fortificare queste gole di 
Campotenese « non solo con la gente che vi abbiamo rac- 
colta 9 ma, se è possibile, con altra gente. Ella non creda che 
noi p06Sian(io difendere agevolmente questo posto importan- 
tissimo , che anzi io V assicuro , esser noi più obbligati alla 
panra ed alla indicisione de* Regi « se finora non ci siamo tro- 
vati in un pericolo decisivo , che a* mezzi di difesa che ab- 
biamo. 

La prego di non far più venire in questo Campo il signor 
Hileti « uomo coraggioso e di buonissimi sentimenti , ma 
quanto capace di battersi vtflorosamentè da soldato , tanto 
Inetto a comandare. Oltre a ciò ha un fare milHaresco che 
demoralizza la nostra gente^ che finora si è unita pe' senti- 
menci più generosi e disinletiessalt , ed è corrivo al sangue, 
che sarebbe stato sparato anche innocente , se lo non Ta vessi 
inpedUo. Ella noii fìirà più vt^fré 11 signor Mileti , ed in 
vece , come 1* ho pregata più tolte , manderà un Ufflziale 
qualunque * con I* incarico d* organizzare in qualche guisa 
queste nostre masse. 

Le partecipo che questo Campo è pcrDettamente abbando- 

55 



450 

nato dal GomiUilo , e cbe i npslri tìvoiio noa da soldati , 
ma la ?lla disagiata delle belve, io ho rlpetate le mie pre- 
ghleie a Cosenza » perchè ci fornissero di monisionl e di 
denaro , ma tatto invano. Dopo V attacco di ayant' ieri , la 
nostra gente si trova generalmente mancante di cartocci ; 
laonde interesso lei a Riedite in questo Campo quella quan- 
tità che paò maggiore di manlzioni : ed a quest' oggetto 
mando nna vettara» pregandola sempre a mandare una qoan- 
tità maggiore , se paò » di qaella^ che la detta veltora ò 
adatta ad asportare. 

n Cùmmiuario CììbUU 
D. Mmao. 
M iig. Generale KòotU CcmandamU 
V Armata Calabrù-Siiula^ 

Cassata 



3S8 



Caiimimriqio CitlU am aUi po$$ri 



CcmpaUmu S9 giuffM 1948 



SioiiemB 



Si è avata lettera da S. Domenico con la quale ci si dà 
avviso che ieri 28, un'ora prima di mezzo giorno, sono apuo* 
tati dalla punta di Dina quattro Vapori provvenienti dal 
golfo di Policastro» che si dirigevano verso Paola. Essi eraoo 
poco luQgi dal lido. 

Lettera pervenutaci da «no de' paesi di Basilicata ei diee 
che sia scesa gente Regia in SaprL Altra lettera vor/ethe 
farci credere che un rinforzo di Regi sia giunto io Castellaci 
ciò , e se ciò fosse» oggi sarebbe unita alla Truppa che noi 
abbiamo a vista a Rotonda. 



4St 

Saremo In breve accecati della verità , o falsità di que- 
ste novelle; ma sempre più taanifesto ai rende il bisogno di 
tenere fortificato questo Campo , ciiè nessuno ancora degli 
Uffiziali superiori Sidliani ha voluto visitare, e di cui in- 
tanto ognuno vorrebbe disporre a suo piacere. 

lo però che conosco l'importanza di qaesto luogo, mi op- 
porrò energicamente a tutte le domande che non mi sem- 
brano ragionevoli. 

Avanti ieri notte giunse qua Eagenio de Riso , e ci an- 
nunziò che si era impegnato il conflitto tra i nostri e i Regi 
di Castrovillari , e domandò un rinforzo di 500 persone ; il ' 
niomimto era critico , e fu mandato con alla testa il signor 
Bfiieti, ma questi con temerario coraggio non prese nessuna 
delle precaazioni che dovea, e fece marciare i nostri per la 
strada maestra. Ad un miglio lontano da Castrovillari si tro- 
varono colti in una imboscata , e so non era T entusiasmo 
de' nostri ed anche la paura de' Regi , avrebbe potuto essere 
quello un momento fatale per noi ; ma la nostra gente so- 
stenne il fuoco per due ore , non ha perduto alcuno « ed i 
Regi suonai^ la generale si rinchiasero In Castrovillari. 

Mileti non fìi veduto nel conflitto, ed i mtstrl rimasti senza 
capi fecero mollo . a disperdersi con calma per le diverse 
colline circostanti. Àncora non si sono riuniti tutti , ed' io 
bo dato ordine che ritornassero in questo Campo. 

Aggiungasi a quel che ho detto , che i nostri credeano , 
dietro r assicurazione dei detto de Risb, di trovare 1 Sicilia- 
ni e gli altri Calabresi iotomo a Castrovillari , ma qaestl 
erano in Cassano; cosicché i nostri si trovarono nel perico- 
lo di affrontare tutte le forze Regie. 

La mancanza de'Siciiiani provenne perchè, nell'attacco del 
giorno precedente , il signor delti Frane! ed il signor Longo, 
rimasero colpiti dai calci dei loro cavalli , e quindi il giorno 
che i nostri marciavano per anìrsi ai loro non erano in ista- 
to di riprendere l'attacco. Questa imprudenza ci debba ren- 
dere più attenti , ed io credo ch'Elleno debbano richiamare 
dal comando il signor Mileli , polche in qualunque ponto 
non farà altro che succidezze , e comprometterà la nostra 
causa. 

Qui recandosi da Lungro si mise avanti a una gregge dei 
signor Gallo di Castrovillairi , e la condusse in questo Cam- 
po. Io non la volli ricettare perchè era stata pre^a fuori di 
questo Oimpo, e perchè si diceva che i Siciliani siànsi com- 
portati hpila stessa guisa con Gallo ritrovandolo come nostro 
nemico. Non vorrei però che questi esempi si ripetessero , 



4S2 

ma «ino a quando sono tra noi nomini come IBleii » questi 
avranno sempre la virtù dì demoralizseare la massa» la qua- 
le dopo uno esempio ò inf tenia bile. Né solo l'avvezza al furio, 
ma il signor Mileli iu un giorno fu sul punto di far fucilare 
Ire » o quattro individui , se lo non lo avessi proibito. 

Al nDK)mento che io scrivo siamo assolutamente privi di 
danaro , poicbè dei ducati 1300 che mandaste , ducali 300 
furono rilevati arbitrariamente dal signor Mileti in Lungro» 
• gli altri si sonos spesi, per spese puramente necessarie, come 
rileverà dal conto che le sarà reso. Se ella tarda altri due 
giorni a mandarci lina considerevole somma io lascio il Cam- 
po, ed avvenga che può« 

Si è fatto tutto da cotesto Comitato perchè le nostre gen- 
ti sbandassero » ed il nemico entrasse vittorioso, fioa potete, 
immaginare il disagio , e le privazioni a cui ci avete con* 
dannato, e che se non fosse Tindole di ferro di qualche Com- 
pagnia , come quella di De dimone, e Tentusiasmo di qualche 
altra ,| non avrebbe potuto trovare una occasione migliore 
Iferdinando per riJDursi di tutte le ingiurie riceivute. 

Voi avreste dovuto provvedere! di tende, e noi dormiamo 
sopra 1 nudi sassi come gli uccelli di rapina, e là dureremo 
ancora sino a che non viene la pioggia; allora addio salute, 
munizione, e facili. Voi avreste dovuto provvederci di scar- 
pe, ed 1 nostri soldati camminano a piedi nudi. Voi avreste 
dovalo provvederci di utensili da cucina, ed i nostri soldati 
ma possono prepararsi quei ben di Dio che hanno ; avreste^ 
dovuto provvederci di ihuniziooi , e se il nemico vedesse le 
nostre cibeme , getterebbe le armi t e. ci. vincerebbe con le 
sole braccia. Voi ci avete fatto mancare di tutto quello di 
cui non manca un campo di selvaggi. Direte che questo è 
debito nostro ; ma il vostro debito ò darci 1 mezzi per prò-, 
curarci tali cose, lo vi chiamo responsaàiili di tutte le nostre 
possibili sciagure. In questo tempo di mietitura in cui tutta 
la nostra gente va occupata , la cui ciascuno ch'è nel Cam- 
po deve provvedere alla sua raccolta , è impossibile tenere 
la nostra gente unita, se non la lasciate contenta. Se si avesse 
danaro , per questi giorni dovrebbe alzarsi il prest a grana 
40, poichò più di tanto hanno i mietitori, ed i Regi promet- 
tono sei carlini ad individuo. 

Prendete dunque il partito che solo vi conviene, mandate 
danaro , munizione non solo qui, ma in lutt'i Campi , altri- 
Uienll il Comitato resterà solo , come il prvno giorno dell' I- 
slallazione. 

jl quadro che f<> non ò per nulla esagerato , e voi se mal 



4KS 

non ci agglasterele fede , lo vedrete coi propri ocelli piì!^ 
terribile che io non V ho descritto ,■ e fra breve. 
. I Regi che sono in Rotonda par^ che non ardiscono assalirci/ 
forse attendendo il rinforzo di cui vi bo parlato, o sperando di 
mettersi in accordo coi R^gl di Castro villari. Dieci de^ nostri 
auaggiosissimi si sono inoltrati sino agli avamposti del nemi- 
co» ed nn pezzentello albanese, di anni 14, si ofil con loro» 
• salito sulla cima 4i nn albero sfidava i Regi , I quali si 
avvicinarono nel numero di 100 Cavalli^ e 200 Fanti. I no- 
stri tirarono , i Regi ancora , prima, coi fucili , {K^cia coi 
cannoncini» ma non produssero nessuno scoraggiamento. Di«-« 
tro le querele i nostri tirarono di nuovo » si videro cadere 
da cavallo de* soldati , la Canteria dieireggiò » dopo un mo- 
mento rimasero i soli nostri , che per la posizione che oc- 
cupavano non potettero numerare il numero degli uomini 
uccisi f ma si vuole di 15 o 20 (l). 

Più volte vi ho scritto che in ogni paese* senza ecceziobdt 
ifjgnora ciò che fa il Comitato , e s'incomincia a dubitare an- 
che della sua esistenza , poichò non ricevono né giornali, nò 
l)ullettini y né altra ^notizia. Voi conoscete V importanza che 
il publico sia a conoscenza di tutto quello che operale ; ma 
il maledetto sistema di non far danaro , ci mette nella ne- 
cessità di non attivare la corrispondenza con ciascun Comu- 
ne, e cosi operando perderete anclie Topinione. È tanta giu- 
nta la lagnanza della nostra ^ ed altre Provincie , che noi 
Messi siamo perfettamente allo scuro di quanto ci converreb- 
be sapere. 

Signori, v'invio l'egregio giovane Angelo Harcioni per in- 
durvi a mettere un termine a questo stato di cose insoppor- 
tabile , assicurandovi ch*è dell'interesse non solo della nostra 
causa f ma della nostra meritata opinione , e delia mia stessa, 
che mi spinge a tanto fare. 

Fateci conoscere a che numero sono montate le nostre forze- 
in Paola, a Castrovillari, e alle frontiere di Catanzaro, e qua- 
lunque sia il numero cercate di aumentarlo ; perchè altri- 
menti la rivoluzione rimarrà a mezzo. Qui vi ò stato mai 
riferito ( poiché non credete a' nostri uffizi ) il numero del. 
nostri , il quale è giunto a 1200 circa , e che aarebbesi aa« 



(1) Oh! miracolo! non più che dieci armati ed un peiumUeikP 
ebbero l' ardire d* infondere scoraggiamento e ' far indietreg-' 
giare un corpo di cento cavalli e duecetito fanti ! 1 ! uccideu-* 
done 16 o aoil . , . , (Nota d§W£d.J 



W4 

mentato di molto dai eonlingenti cbe mandava la Basilicata» 
^ nel ponto di mezzo non si fosse collocata in Rotonda la 
Truppa Regia » la qnaie preclude molte strade al loro arri* 
YO. Qui nella Provincia si avrebbero più forti contingenti, se 
ci fosse danaro. Ecco lo spettro di . • • • che vi getto sem- 
pre avanti agli occhi. Ed in ultimo non è meno interessante 
del danaro > e meno necessario» qoi no 10 , o 12 mila cartocci. 

il Commissario €MU 
. D. Maubo. 
Ai signari 'Componenti U Co^ 
mitaio di 

Cosenza 



S» 



€ommiss(friaio CiviU càn aiU poteri 



Campotenese 29 giugno ^84S. 



SiGNoai 

Vi acchiudo al primo lunghissimo foglio questo non meno 
importante. La condotta del Generale Ribotti io la credo in* 
contaminata, ma non le debbo tacere le opinioni che si ban* 
no di lui dai Siciliani , e quindi anche dai nostri. 

Il fatto di ieri che io vi ho raccontato , la sua lentezza 
ad operare , il ridursi in Gassano , punto poco favorevole, 
il ripiegare in Spezzano dopo il fatto di a vani* ieri , ri car- 
teggio che , come si dice , tiene in Castrovillari con persone 
che vorrebbero finite le nostre cose con un accoinòdamenlo 
yergognoso , hanno destato gravi sospetti sul Ribotti ; sospetti 
che ove anche non fossero fondati ispirano la diifidenza , e 
1' abballimento nei nostri. In fatti per questa ragione alcuni 
dei Qoatrl dopo il jconflitto consigliavano gli altri cbe prò- 



•%J 



4S$ 

vocas^ero no «ocomodamenlo poi .Regi «^ ^^^^ folevanodal 
Campo ove successe il conflitto ritirarsi la paese , clie meor- 
tre si divideva da noi lasciava libero il movimeiito del ner 
mico sa questo Campo sfornito. , 

Prego le signorie loro a prendere ao partito sollecito ed 
energico , ^ se non incontrasi diflIeoUà per parte dei Sici- 
liani, come dicesi , sarebbe utiie cbe richiamaste il Ribotti » 
col prelesto di mandarlo altrove , e daste il comando a Loar 
go od altri. 

n Cùmmi$$ario Civile 

Dm UAJOtiO^ 

Ài sig. Componenti del ComiUUo di 
Caenxa 



330 



OftMm PBi 5i«iioAi Uffizuli dello Stato Ma66I0rs 



JfcfaNo S9 giuffno 1848. 



I signori Ufllziali dello Stato Maggiore soao quelli segnati 
in calce del presente. 

II loro servizio sarà ripartito nel seguente modo : 

Il signor Capitano Angherà sarà incaricato del Segretariato. 

Il signor Capitano Pisano della corrispondenza coi Coman- 
danti le Brigate. 

Il Signor Capitano Miranda della corrispondenza col Co- 
mitato e Sindaco. 

Il signor Lanzarotti degli Ordini e del Santo. 

Il signor Vaiala per le Situazioni e Rapporti. 

Gli Uffiziali tutti dovranno trovarsi la mattina alle ore 9 
a m'. af Comando Generale. Alle 12 il signor Capitano in- 
caricato del Segretariato riunirà tntte le carte che vi saran- 
no per firmare > e trovatele conforme alle disposizioni da- 
te , me le presenterà a firmare. 



km 

Tra {N Ufficiali che profano servizio atld Stalo Maggfo- 
re ràrà nominalo giornalmente uno di Goardia , e comin* 
cera alle 9 a m. e Anitre alfe 9 a. m. M giorno sas^^nenlp. 

Esso Ufflziale resterà p^r le intere 24 ore al Comando 
iGeoerale. 

L* Aiutante Gnnso ed I! 2.* Serg«>>nte Mngnanimo alterne' 
ranno tra essi per la guardia allo Stato Maggiore. Delle Or* 
dinante che vengono al Comando Generale , nna ogni gior- 
no per giro , dovrà rimanere la notte al Comando Generale. 

.%• Capitano Akghbaa' 
. idem Pisano 

idem MlRAiiDA 

Mutanti. ( Lahzarotti ) ^ 
di Campo ( Vatala' ) ^'^ "^^"^ 

Luigi Lahzirotti 

Giuseppe Algbriiii 

Giuseppe Mirauda 

Giuseppe Vadala 

Giuseppe Pisano 

Il Cótonnello Capo deUo Stato Maggiori 
Mariano ^elli Franci. 

ÀI iig. Ribotti Capo deU' Etereito 
Catabro^Sieuto in 

Spezzano 



4S7 
831 



Ccmamdo Nazionale 



Frasdnào S9 ffiugmo , ore 18 Xlìéxa. 



SlGXOR GinXRALS 



OalFannesso uffizio rileverà le premure del Generale Bn- 
«acca di avere de' mezzi di snssisteoza per nuova Truppa da 
arrivare. Senza entrare se può o no eseguirsi un tale comando 
in giornata , come egli esige , mi affretto solamente manife- 
fljfóirle 9 che quella richiesta è un mero pretesto come far piom- 
bare le sue Truppe in questo infelice paese , onde metterlo a 
fiacco e fuoco , e così satisfare la rabbia de* Castrovillaresi 
che tanto hanno minacciato e minacciano. Si compiaccia per- 
ciò far correre a volo una Colonna sotto il di lei comando » 
onde mantenga in soggezione Tinimico che minaccia tutto il 
possibile male ad una popolazione che ha spedito in Canipo- 
lenese 40 de^ suoi prodi y e che è precisamente abbominata 
per questi tratti di patriottismo. Scriverò altrettanto al Campo 
di MoranOy«d attendo soccorso da tutti i fratelli che han cuora 
cé'^amano proteggere gli oppressi. 

Il fiommdMie la Guardia nazioeudlM 
Faajigxsco Dobsa. 

Al siqtMr Generale ROotti in 
Spezzano 

P. 5. Letto ruiBcio acchiuso » si compiaccia restituirmelo* 



54 



4iS8 

3SS 



Comando di Brigala del Campo Cdabro^SieuXo — i^/ / 
Oggetto, Movimento di Guèrra sul Campo nemico. 



Lungro 29 giugno 1848, 



SiGKOE GeKERALB 



Sono a rassegnarle che giunto alle ore 10 p. m. in qne« 
sto Comune ho saputo che alle ore 22 \i2 da' Regi è stata 
suonata la generale e che per ordine del signor Mauro la 
nostra forza stazionata in Morano , ha abbandonata la sua 
posizione presa sopra il Crocifisso « ed è andata a rinforzare 
Campotenese , ove si crede che i Regi si dirigessero per so- 
stenere 9 o almeno di difendere. La Truppa Regìa si rattrova 
in Rotonda per tentare il passaggio di Campotenese; cosa per 
{Atro che non credo^ 

Ho stimato far riunire un numero per lo meno di cento 
Individui onde meco portarmeli in Basilicata, di promettere 
per ogni individuo carlini quattro al giorno , e ducati sei per 
ogni testa di soldato che mi portano , (1) e ciò per potermi libe* 
ramente portare in Basilicata non essendovi della sicurezza, 
come si rileva dalia lettera acclusa y che mi farà di nuovo 
tenere. 

Domani appena fatto giorno mi recherò in Valle S. Mar-^ 
tino ove dopo parlato con Mauro la terrò informato di tutto» 

Sono ai suoi comandi e costantemente la saluto. 

Il Colonnello Comandante 
Cav. Costabile Carducci 

M signor Ribotti Generale in Capo 
deW Esercito CcHabro-Siculo in 

Spezzano, 



(1) Questo si chiama non voler far spargere sangue cUtadi< 
no e dei fratelli li 



4S9 

33S 



Forza Armata Càlabro-Sicula — Comando della 5.* Brigala -— 
jY.*^ JO — Oggetto. Rapporto tuìV avvenimento del. giorno 26 
giugno i848. 

Spezzano Albanese 29 giugno 4848. 

SXQRORB 



Allorché le troppe Galabro-Sicale si recarono per la volta 
di Gastrovillari, giusto nelle sue adìaceoze, la Brigata da me 
comandata , nell* azione di attacco » eseguì quanto af^resso 
mi onoro rapportarle. 

Giunti alle ore 20 d' Italia in faccia a Castrovlllariy aven- 
do ella inteso il .fuoco che si era già attaccato da parte di 
taluno de* nostri contro le truppe Regie uscite dal paese al 
nostro avTicinamento » disposi le Brigate in diversi punti , 
restando pel momento in sospeso il piazzamento di quella di 
mio carico , rimanendo per sua disposizione alla custodia 
delle Artiglierie sui Campo. Intanto il fuoco si era impegnato 
con più vigore » e la mia truppa fremeva per non trovarsi 
ancora in azione : fu mestieri ubbidire , trattenendoci al no- 
stro posto. Quando tutto ad un tratto sono arrivati alla no- 
stra volta due ufiiziali dello Stato Maggiore , dirigendosi 
premurosamente a Lei signor Generale , per disporre . che 
colà immantinente vi giungesse un rinforzo a* nostri, a quale 
oggetto a me ella si rivolse , consegnandomi un pezzo di 
campagna. Grata fu a me ed alla mia gente un tale invito, 
e bentosto giusta i suoi ordini , alacramente mi spiccai con 
la metà della mia Brigata alla volta del ponte S. Lucia ; ma 
accorgendomi che il bisogno esigea di una più eminente po- 
sizione j mi piazzai in una piccola altura vicina al ponte 
ìstesso j ed avendo pria di tutto sleso un cordone de' miei 
in faccia al folto degli alberi , da dove poteva essermi sor- 
preso il pezzo, diedi principio ad un vivissimo fuoco d'Ar- 
tiglieria , talché fu così opportuno , che le truppe Regie che 
eransi avanzate verso le nostre , furono obbligate immedia- 
tamente a retrocedere , bersagliandole con le mitraglie , e 
così mi riuscì garentire il movimento a' nostri ed al pezzo 
di Artiglieria che colà trovavasi. 



460 

Era sai già il termiaare il giorno , e la tromba del ne- 
mico battè la ritirata : fa allora cbe eessai il faoco , e mi 
sono avvicinato al Campo per eseguire altre saperiori dispo- 
aizloni. 

Del come finalmente fa^ esegaito il mio incarico , possono 
contestarlo coloro , che mediante il mio soccorso , furono a 
tempo di ritirarsi , diuoiti a* pezzi di Campagna colà inol- 
trali dal Colonnello Longo , de* qaali ad uno si era rotta 
una raota* 

In generale la mia gente si ballò con quel coraggio ed 
energia in altre occasioni da lei conosciato. La perdita dei 
miei sinora a mia conoscenza » è di un semplice individuo 
neminato Nicolò Gina , e cinque aomini leggermente feriti. 

il Colonnello ComandanU 
Grah^ Monte» 
M iig* Eibotti ComandamiB^ Otnefmk 
rEsireito Calabro-Siculo 

Spezzm 



33« 



Afvizio WUHUxt$ 



Moramo 29 givp» 4848. 



Sl«IfOXK 



Per avviso del signor Commissario Gvile D. Domenico 
Mauro cbe mi ordina rivolgermi a lei in tutte le cose che 
mi occorrono, mi rendo ardito sottometterle die, per motivo 
dei replicati combattimenti avuto luogo coni Regi; tutte le 
Compagnie delle Guardie naz^ionali mobili trovansi disgrazia- 
tamente sprovvedute di cartucei, ed è perciò che spedisco una 
vettura accompagnata da quattro uomini affinchè vi beni- 
gnasle provvederci di una convenevole quantità di munizio- 



461 

ne , la quale non ò possibile asBolutamente averla da altri 
laoghi. 

Mi lusingo che lei signor Generale si compiaccia accoglie- 
re qaesle mie premure pel sommo amor patrio Sic»lo-€a- 
labro che tanto la distingue , e secondare i voti della nostra 
Truppa che ha sostenuto con coraggio la difesa delia comu- 
ne causa ; ma solo .dispiaciuti pei ritardo delia battaglia 
decisiva* ^ 

Spero quindi dalla sua compiacenza esauditi i miei caldi 
voti e sono con la più alta stima* 

Il Capitala 

FbANCKSCO TaiFlLEO* 

M sig. Generale Ribotti Comandante 
delVÀrntata CaMro-Sicula. 

Castano 



335 



Amministrazione Conninofe di Spezzano Àiòamse 



Spezzando ÀUbaneee 29 giugno i848. 



SlOZfOB GlKKRALK IH CaKO 



Giusta I di Lei ordini lio fatto nuoYamente invitare i Cit- 
tadini tutti di questo Comune per procedersi air elezione dei 
membri componenti il Comitato da istituirsi in Spezzano ; 
ma non si sono presentati che gli emarginati; ( i Signori 
Magnocavallo Rinaldi , Roviti Memolanni e Qero ) e ouUa 
ai è potato effettuire* 

Io quindi richiamo la di lei attenzione al mio foglio di 
ieri N.^ 3 , onde penetrarsi se io possa ben disimpegnare la 
mia carica nelle presenti circostanze > e con le difficoltà che 
le manifeittai , senza la pronta istituzione dei Comitato, solo 
atto a tutto* 

La prego dunque di far invitare questo pubblico in suo 



462 

Bome , e nella di lei presenza se. le piaccia consegoire l*in- 
teressante scopo; in contrario io mi protesto per mio disca* 
rico 9 di volere piottosto combattere sotto le sae onorate 
bandiere A o dimettermi dalla carica con la mia assenza , 
anzicliè continoare nei procelloso esercizio delie mìe funzioni 
solo , senza i debiti mezzi e senza il soccorso di nessuno, non 
ostante le da me formate Depntazloni che a nulla si prestano. 
Fiducio nella di lei «bontà pe'solleciti provvedimenti ener^ci* 
Le attesto sempre tutta la mia stima 

Il Sindaco 
F. CiimasRi. 
ÀI sig» Ribotti Generale in Capo 
deW Eurei to Ctdabro^Siculo in 
Spezzano Albaneu. 



336 



ORDINE DEL GOILINDO DELLA 1/ DIVISIONE 



dell' CSfiBClTO CALABRO-SICULO DSL DÌ 29 GIUGNO 1S4S. 



li Servizio dei posti avanzati , composti al solito di cin- 
quanta uomini con nn tamburo o trombetta e comandato 
da un Ufli/iale » che sarà dato dalla 4.* Brigala , sfilerà 
I>er prendere i posti dopo T appello delle ore ventitre. 

Alla riunione deli' appello i signori Comandanti di Brigata 
avranno cura ai passare una esatta ispezione alle armi , e 
si assicureranno se ogni individuo abbia almeno quaranta 
tiri nella giberna , €^ in caso contrario faranno subito la 
domanda per averli somministrati d^ir Artiglieria. 

Alle ore ventidne ritorneranno in questo Quartier Generale 
gli Uffiziaii delle quattro Brigale , e r Uffiziale di Artiglieria 
per prendere gli ordini , in caso ne fossero emanati dal Co- 
mandante Generale. 

Il Comandante la Divisione 
Giacomo Lojtgo , Colonnello 



46S 

337 

ORDINE DEL COMANDO GENERALE DELL' ESERCITO 

I 

CILÀBHO-SICULO DBL 29 GIUGNO 1848. 



Di guardia domani allo St^to Maggiore signor Capitano 
Miranda. 

Si previene la truppa che il signor Colonnello D. Giacomp 
Longo è parlilo a riprendere Y antico sao posto di Coman- 
dante il Campo di Corinto in Catanzaro , seguito dal signor 
Maggiore D. Carlo Pisano ; perciò i signori Comandanti le 
Brigate si dirigeranno per qualsiasi cosa di servizio a que- 
sto Comando Generale. 

Il signor Colonnello Carducci essendo partito per affari di 
servizio nazionale , così il comando della 4.^ Brigata è prov- 
visoriamente assunto dal signor Maggiore Algheria. 

U ColonneUo Capo dello Stato Maggiore 

MlRXJLlfO DJCLLX FlUHCX. 



338 



ORDINE DEL COMANDO GENERALE DELL' ESERCITO 



GiXlBBO-SICUX.0 ]|£L 30 GIUGNO 1848* 



Sarà domani di guardia allo Stato Maggiore il signor Uf- 
fiziale Lanzarotti. 

La S.* Brigata spedirà al posto avanzato numero cinquanta 
nomini , dei quali al far del giorno ne dovranno rimanere 
numero dodici , ed il resto si ritirerà ; detta guardia mon-> 
terà alle ore dello appello » cioè 23 e mezzo* 



464 

liofiterà una pan guardia di dodici nomini , nn UflSziale 
ed nn tamburo o tromba alla casa del signor Colonnello 
Fardella. 

Tutti i rapporti dei posti avaniati si rimetteranno all' Uf- 
flziale delia gran guardia » e questi al Capo dello Slato 
Maggiore. 

Monteranno di guardia numero dodici nomini » ed un sot- 
to Udiziale al parco di Artiglieria. 

Il Comandante la Brigata che darà il servizio fornirà del 
santo la gran guardia » e questa tutt' i posti. 
. Si prevengono per quest' altra volta i Comandanti le Bri- 
gale mandare le Ordinanze allo Slato Maggiore, non che le 
situazióni della di loro forza , non esclusa V Artiglieria. 

I Comandanti le Brigate ogni sera dopo dello appello che 
si chiamerà sulla strada che conduce al Ponte invieranno le 
novità allo Slato Maggiore , meno V Artiglieria che lo farà 
in Quartiere. 

La forza di Bisignano comandata dal signor Gallo, viene 
aggregala alla Brigata del signor Colonnello Fardella. 

Le Brigate; non che le Artiglierie, daranno per turno ogni 
giorno allo Stato Maggiore nn tamburo , o un tromba » in- 
cominciando però dalla terza Brigata. 

II Comandante la quarta Brigata signor Carducci* essendo 
partito per urgenti affari di servizio, e V Aiutante Maggiore 
di detto , signor Algheria , bisognando allo Stato Maggiore 
per altre incombenze affidatogli , cosi la detta Brigata viene 
aggregata a quella del signor Colonnello Fardella. 

12 Colonnello Capo dello Stalo Maggiora 
Mariano delli Frangi. 



339 
ORDINE DEL COMANDO GENERALE DELL' ESERCITO 

CALABRO-SICULO DSL 30 GIUGNO 1848. 

Il signor Colonnello della Brigata cui appartiene il signor 
D. Giuseppe Pannucci , lo faccia subito presentare a questo 
Comando Generale. 

Il Colonnello Capo deUo Stato Maggiore 
Mariano delki Frangi. 



44tK 
3«a 



FrATXLLO CiTTJiDIlfO 



Perdonami se non ti ho scritto pria d* oni $ e non ho 
adempito al più sacro de^ miei doveri verso df té*' e delia beo 
degna famiglia ; non vò che mi diate la taccia di sconoscen- 
te,, n^cmln noi aono.j^e jche gihdimdl non sarò per dimenti- 
carmi i. tanti iaivori ricev«tt , che mi Ireslerando se^ptti M 
«npra « IcH^mb' indeteUili. UmoUvonte adn he ieriMèsIa*^ 
io per non aveimi -fidato^ di aiaare< dÉ letto 3 mÈOtàré ■ Mi 
viaggio che feci t dfe «edeita per quésta v U Slghoni' credo'; 
che per i miei peccali iia Toidlo. easUgatmi » iwtmim aUiM 
zaae la oartozza;,! «he per fiurhina «émm rimaM in -vHa 4 
non avendo sofferto altro die «im fori» ioossn i» el MoaM- 
miei fratelli, e feritt per (Ninsa deiln cadala» Ora- che som «I«> 
quanto meglio vengo a dirli «he- la Elia ferito fa M bMI# 
il» meglio ^ ed. t GMrafffi; ni liBan «kierÉre cho'^a ^ a 
pqfGil^i «;i9rai sarò ,. senongoarilOi diiheaoresmaiéi ailiéiaiià' 
aanla^cimsa ohe eomhaltinmo. ;Spm che If Signore "idi ^IMf 
tal graaia , onde poter varsfere.ii iniO' nsagae ^ •' '^ ' **^\ 

Addio fratello Gitladino; liacerai ks mani alla Ina bea de« 
gna madre ^» air amahile Ina cognata , e ifarai tante cose da 
parie mia alle affettaose tue nifMI, CMlelàt per seo^re. 
Spezxamo U 30 giugno 4848. 

n no FnMIo 
Eacou ScAUA 

ili fratèUo Cittadino sif/nor &-.... 
esrto AchilU Gaetano in 
Casmno 



' » \ 



• • • •• 



'» • i ti 



^J 



4lS6 

3*1 



Guardia naxionaie 

• * 

Biiignaa» 30 giugno 1848. 



*'•»,' .' SÌGitoius 



. pKeir aooiuatfle ricesioBe dd di lei veneralo 'iifBrfo to daU^ 
dfd S3 ispirante, t . « da me rkevalo non pria dei dì 98 , e 
neU' aaiioiifarle che aoao in mio foterts i docail treeento' 
iGamMali. eolia flsde di credito di eguale valore dal signor 
P^lAntoniOsJBoflcatelU ^- hp il dispiacere di manifMarle elie 
lc(iiQ«Mli»'iBaz|Qiiali tulle, clie non trovanst in «ttaale ser- 
ySiìf^9^ .ifbellii ali^ abliidieDia:« aùbonlinaaioae » hanno* ricr»- 
aito-idi pfeslaisl' aU' isteresaante servatelo- da -Lei impostomi , 
dIfifarJe'CiQèi perveairm*]» sildetta aomma da drappelio A esse 
fiilwUa •oortailt periia alcinéazal!'i> *• 
Si 6<4. pnslaiElla*dia< Je aHdogto: dispsslefóhf ,' prevenendola 
<die:.iai ini iadopva par «tdlta via «v^oode «vere' efétio il servi* 
i|t«^il(ianiè nafola > e»oerelierò>«s»>pòM8eriQscirttl rinvio 
pria che si deveniisa'a-misare vigorosa».' v ' 

• »li fr-tl f ;:t \.V\ - • < 'I > li mMhCìbpo Jf.-ds Cwfi 

tritai :IVv»*?f<^ fW.CqtMtelo ? 
di SdJttfe A«66(tca .- . ,\ « v . ^ • .v. .. .^ 



/ » 



342 

Èamà^it^ratic/M dd Comune di CaitìfjiUùne 

Casti^Hone 30 fiiugno 1848. 

SlOKORK 

Con* altra mia del 28 spirante le sommessi , che io posi 
In movimento questa Gaardia nazionale in ginngerml la 
notizia che una Compagnia di venti persone armate aveano 
assalito , e saccheggiavano le torri de* Frestinl , e questo era 



fiii».oUMÌ4{o ; .tanto I pie che .allù Éfesao-sl'mwì ^edvleifiivra 
U. t^rcitQi^io, dìi .«oUai.« di I giorno 'l'ieimibaffd «BeMo'dWMis 
Diandre di pecore che vi sono. . « ; >>i - uii 

La.«perMtn« dn» oi iveò la noliwaudi liisse pure che il Ca^ 
pò dell<]t:.CoiiipagMÌtt «piSr istrada domandava a colui che lo 
guidava , .8^ . i . torvieri di. Jj^-eslini le6eHin» dei^M., .'^^odihò 
viemaggiormenle ci fece sospettare di e$sere paesano., o 
faggilivo dal Campo» o pore ass^àssitit òh^ andavano jiibaV)d9 
profittando dalie attuali circostanze. * ^ ^ 

Gol fatto nel giungere entrarono dentro) ifllfgenziando tut- 
te quelle Casse che vi erano , ahbenehè picciole , ed inca* 
paci a nascondere individui che ivi si volevano nascosti. 

11 signor Tommaso Corrada dm "era stsUTO'Tìil^aricato da lei 
ad eseguire arresti , dovea agire in un modo legale , e non 
già come ha praticato , ed uk non ostante d' aver avuto oo^ 
ooscen^a det suo illegale pròcedjmenio , pare non appena 
rincontrai gU feci deporre l^armi a solo oggetto dì sapere 
cosa andava fòcendo , ed in vista del foglio che ci presentò, 
ordinai a tutti i miei saboitiiiHiU \ìSà àoD molestarli in modo 
alcuno , anzi mi opposi patenteraenjte a qualcuno di questi 
naturali che volevano trapazzarli , perchè invasi dalia prima 
notizia a vu(a. Fu roQo. cqodtMti in questo paese con tutta 
delicatezza ^ e forniti cb comodo alloggiamento , e d' ogni 
sorta di viveri nei monastero de* PP. Cappuccini , che vo- 
lontariamente si scelse ro# ,.-.'•' 

Come dunque il Corrado e compagni dicono d' essere sta- 
ti maltrattati , e sequestrati le di loro armi » e munizioni ? 
fiKMl^clA non deposero^ altpo Hìhè ì mài 'ftMitl» m^imM) « 4an- 
neco aanH>i«^ópf»'bi'gihéma', e f altré^ariìii eMf eBfWtuA 
v^Qd ;. 4}ue0la<^ ona 'vera' uieellln ; ohe merita qjMilii' Mle'l 
che 8aprd:a«goini"la ana pniidenz» >e lasua sagi^emM {<> ì -i 

. Pur naa ortanfa i so la dl^ ltl>Att|o»ilà HtSDìè avecféde' di 
Corrado , persona ollremodo miserabile 9 capace d'ogiil^'eiKi 
cessp* e td^ogni roMriii, avendosi rattenuto quel coltello 
che si: diee. perdalo-, /e che gii fu restituito ier mattina, 
dopo che i suoi compagni* aìniM^^iMCIIi ihoailli 'Vim'4oM^ 
gnario a chi apparteuea» le prometto pagar 4tf]»f€piff#'tfiiiH* 
porlo d'ogni sorla d'armi e munizioni > eM dicono aver 
perduto « non appena si riceveranno nuovi suoi ordini. 

Signore « li Corrado net modo come ha agito ha cercato 
di Ut covinafe 4ina Co m u n e; Com u n e ehu «i mpr e>è>8iaia 
sottomessa alle leggi , ed amante della pubblica pace ; ed io 
che mi cooperai patentemente ad evitare un disordine che 
già. era avvenuto per causa del; QPUMto »u4fAtoèiÌ«ljlto^^9^^ 



<6i 



Inrikalo a nifaro 4ì rigore ; fMll noti saranno , es- 
skMfo che ogni infonno die sarà per prendere 9 mi 
risiciré favorevole. 
• « Jl dimtmo Cof9 étUm CimrUm maxicndé 

PlBTao PaSToaB 
P» A Al pedone el è da me pagale grana quaranta. 

ÀI PresidenU M CmniUOo di 
Sdute fubUica 

.Co$mxa 



m»t 



94ar 



Àm miwù$ rmiam Cummak 



MmUMo 90 gtaignio 4848. 



BlMtfBA 



• » 



So ToDore eon^rfegarle Ma dUibevazfone risa da tneste 
llamrionalo » (I) felativaaaente aMa fiopprevione deUa g»» 
Mia di carne e vino di gnesleCommie per inpartlrvi la^di 
I.ei approvi^ioae ^ elw mi aiteadp eoi rilemo dell' eipreseo 
ehe la apedtoco» appoila per tese eoraie l' inunediaia eseeu- 

li Ikcmicm/t anzimo f, 
Yuccnzo ToaÀCB^ 
Jl 9igMf ,hmiimU M'Cùmik00 

di Mlmn JilMV^# 



• • > . .' 






fi) VedldeennNtoie bMbi. ^9k 



469 
344 



BULLETTINO STRAORDINARIO 



IL COMITATO DI SALUTE PUBBLICA 



Con la maBslma gioia si afMia a pubblicare le segaenfl 
lettere perveaate stamane dalla Provincia di Catanzaro e da 
Amanlea » le qoall assicarano la disblta di Nanzìante« 

SlMOBS 



« A momento ricevo le seguenti notizie dal campo di uh 
labrla Diira. 

La troppa regia si ò imbarcata sa vapori cbe Tattemle^» 
Taop sai littorale del Pizzo » dopo la disiktta ricevuta nel 
rispettivi attaccbi. 

Il, Pizzo non esiste più. La troppa dd tiranno , T ba po- 
sto a sangue , sacco e faocb per avergli ricusato la ritirata. 

I cittadini di Monteleooe banno disarmato la cavalleria 
regia. -, 

II Generale Nunziante ò stato gravemente ferito alle spalle* 
Questa notte con la mia compagnia unitamente ai Nazio-^ 
ìi di questo* paese staremo in armi lungo questo littorale. ]» 



Jmaniea SO giugno Ì84S. 

n Capitano Aiutante Maggiore 
GamiKLE Gatti. 
M iig. Pre$idenU da Càmitato 
di Saiute PuMica di 
Co9enza» 

€ J>. & Molti cittadini di qui cbe sono rilomaU dal Piz- 
zo son venuti earicbi d^ oggetti della troppa , cbe per scapr- 
pare con più soUecitndioe banno lascia luogo la marina 
del Pizzo. » 

fls due ìettere che eeguono tono sUUe qui rimute origindmmie*) 

« Principio a scriverli da Nicastro. 

La Truppa piecipitoaamenle se ne. foggi da MaMa lasdaii- 



47d 

éù camelie 9 rame ed altro ; portandosi nei campo prii 

IO* Diccsi che sarà immioenle f Imiiarco de* Biedesìmi : lo 
BO darò eenlezza io prosieguo. 

lo Filadelfia fii saccbeggiata da* regi^ la éasà Serrao Fiorew 
Slillilaoi « ed an*allra cbe dod mi hao saputo precisare. — Fi» 
Incilalo D. Nicola Fiore Serrao , e (orlali via. Il Maitheso 
Siillitoni , e Federico Serrao. 

Non occorre altro. Ti abbraccio con finterà Brigala., e 
«PO la celerilà del folmifie parlo pec la missione., ».. 

JfSeoitro SO %i^^' Ì84SJ 



JèV esitmo CttiaMno» 
9* Franeeico Stocco 
Piaianio, 



V ùffèz. 
STElu Gansoaia 



ì 



a Sboa le ore t6 ti2 e tioero. notizia , die fi garentlsco 
fome certissima % polendo assicarare la canaglia cbe GioTan- 
Di Scalfaro non ùientlsce ; la troppa da Maida è slata cMa:* 
inala in Monlteleooe „. ed è partita 000 tanta precipitane ; 
da lasciare preparata la xuppa, sensa mangiareK Fhi fai 
(liti incontrastabili. 

Si vuole , così da due lettere che rtéero da Maida ,. the 
I Siciliani e Reggini , in n/ di 3000 fossero piombati sopra 
llooleleooe ,, e eoa T aluto degli abitanti avessero schiacciata 

guarnigione che vi era rimasta , ed Incendialo it palazzo 
agliardi. Ciò ha bisogno di conikrma ,. ed ho spedito duo 
corrieri all' oggetto. 

Arrenda poi ognuno che anche la noo resistenza Doa 
esenta dal^ stragi l Filadelfia non si oppose alle armi del 
dispotismo 9. eppure selle vittime inpooenti furono scannale , 
cioè il Sindaco D. Saverio Serrao , il Riyia Giudfce D. Fo^ 
dorico Serrao e fratello , ed altri. Le case di Di Nicola Ser- 
rao 9 Q. Feliciano Serrao , D. Federico Serrao » e del signor 
StlHltano ftirooo crudelmente saccheggiate^' Altri parCieolari 
potranno in stanilo aversi. 

In puido ficevo aolim ebe la Truppa si era'riunita nd 
Fizzo. 

« P. 5. Altro corriere giunto al momento mi ^ura di es- 
ler veri i falli di Mont^MMia. 

Tra le scellera;;gini commesse da' regi ▼! è la seguente. Due 
Infelici di Curinga, Sebastiano Summa^e Giuseppe ;Fézza» era- 
no aUa caalddla di un. nMccbio di ttMy.e iM)r ufcflstt VUt- 



4n 



pendio colle iwefliiere pi* >«iQilÌanH «weaUrano. n mwc i e hi 
fOBipiMBioiie di que* tristi , «la f r infarml pnwera qne^l* infe« 
lici^ li stesero sol Ubo v e vi appicarooo 41 latxo iimeim- 
doli yM* 

Ilalla -mia loggia ossétTO im questo momeiito col canaoe- 
chialei ^ ohe ^to legai sctoo alla rada del Pizzo« e che .nM^ 
le lasoe vanoo e vcMgooo, e non ^prei spiegare so sia dia** 
barco od imbarco deUe frappe «olà radonato. 

Se Ti sarà altro te lo- scriverdw 
. Ti aUNraccio e ni ripeto. 

S. Bià$e 30 giugM Ì84S. 

flltto 

GtOFANHt 

M $ig* Bacco S»$anna in 
Tiriàh. 

D. S. I nolattlerl che eraoo andati a portare a Nnnzianle 
il Tino da lai richiesto , ritomaoo adesso e confermano sem- 
preppiù che la Troppa parti ieri precipitosamente. Iddio prò* 
lenge i giusti» » 

Iddio prolegge la santa cansa ^ perch^è lacansa deirnma- 
Aita ^w'^ossa dalla Urannlde. 

; 

VIVA LA.€ALAmiiAl VIVA riTALfA! 

Gftisépfis Riccieardi , Presidente — Jkmenico Kauro — Ife- 
neéeilù msdino ^ Francesco Federici — SUmidao ^fptiiac* 
ei — Lnigi UHeeU, SegreUrio. 



345 



CALABEESl! 



Il general Nunziante « che ha perdalo 400 soldati nella pn- 
gna eoi nostri fratelli di Catanzaro » vile e feroce » ha sfo- 
galo poi la saa rabbia con atti di tanta barbarie » che fa- 



472 

filmo iimrrldiiiB rBvropa. Kb Inoontrato tre porure donne, 
e le ha falto sistmiare ; ai tre nostri csompai^Di oocisi nel 
combattimento , ha fallo tagliar la letta ; ha noebegglalo ed 
incendiato molte casino f ove barbaramente alcuni Itaciolli 
sono stati andie trscidatf. Calabresi 1 se ci è caro T onore 
delie nostre donne « se cogliamo ohe resti inviolato il san- 
loario delle nostre famiglie » sorgiamo Intti, e siano i nostri 
monti ed i nostri petti , barriera insormontabile a qvesto 
Cannibale. Chi ha nn* amante , chi ha nna sorella » chi ha 
nna madre , chi ha nna casa ed lui no cuore oA petto , 
corra sui nostri Campi , ove la patria lo chiama , e la vit- 
toria sarà nostra ! 



Cosenza 30 giugno 4848. 



» 4- 



346 



Le atrocità che Nunziante fa • comméttere a ilome del suo 
Te costituzionale non ci sorprendono , che anzi tanto noi ci 
attendevamo dil tai.i Jlal. vili saoi soldati che lasciarono 11 
campo delF onore per correre e sostenere nna guerra infa- 
me , o dagli esecrati gendarmi che. vengono guìdaU dallo 
abborito Salzano. Però tante Iniquità non andranno più im- 
punite. Noi 9 Calabresi , per comando di Dio # . siamo desti- 
nati a pulsare la terra deg:li empi che avviliscono V umana 
specie con atti d' inaudita barbarie. 



Counxa 30 giugno 4848. 



4 * 



» < • 



• < 



473 

3*7 



Servizio di Ouerra — iV.* S9 



Campotemese 30 giìigno 4848. 



SlCNORS 



Obbedendo immediatamente air uffizio di Lei mi recai qui 
per atfetiderla. Non, le ho subito data contezza di me , per- 
chè sono stato infermo , e tuttavia lo sono con febbre. 

Le compiego intanto 11 ricevo di Mileti per i ducati tre- 
cento tolti dai mille e trecento mandati al Commissario Mau- 
ro dal Comitato. Più un uffizio del Tenente Sala dove mi 
rapporta della tratta di ducati cento fatta al cassiere di Al- 
tomonte , e della consegna di ducati settarftatre solt , osato 
avendo disporre del resto. Più un ricevo del Sindaco di Lun- 
gro per ducati sette e ottanta da lui spesi e sui ducati set- 
tantaire da me, pagati : più un ricevo di Mauro per ducati 
sessanta , resta da me pagata a lui qui , essendovi urgenza 
di quattrini » e questo mio uffizio che le valga per ricevo 
dei residui ducati cinque e venti da me spesi per manteni- 
mento di cavallo e vetture nei transito da Lungrò a Campo- 
tenese , e parecchi corrieri. Ecco quindi giustificato F uso 
del ducati cento. 

Ella si dovrd^be. qui looare, essendo Importantisina cosa 
r ispezione dei luoghi e l' orgaaizzaaioiie delie baBdp* Dm 
lontano » senza le conoscenze topografiche » malameate si 
dispone. . i ■ . 

Appena io mi sarò. rimesso partirò. per Basilicata , di do<- 
ve .per corriere apposito -colà inviate » ho ricevute le più. 
]>elle notizie, sulla pronta rivolta. Non si aspetta che me* 
Mi si domandano due IJffiziali ( essendovi a Potenza sei pez- 
zi di Artiglieria ) ed un piccqlQ nucl^ di Calabri o Sicili^iii 
onde cominciare la reclutaziooQ delle masse. .Basterebbero 
cinquanta : potete disporne 7 Inviata Carducci . ai Cilento. ,^j> 
agirebbe meglio di concerto* * ^ 

La gente di qui , in gran parie ». è piena di coraggio ed 
anela battersi. lutti i. giorni succedono delle. piccole av- 

56 



474 

visaglìe , con la meglio dei nosiri. Bisognerebbe stringere le 
cose : la milizia novella che sopravviene potrebbe tntto 
perdere » e grave responsabilità peserebbe sni capo di chi 
rilarda » o trascura V opporlonilà. 
Qaesl' ultime linee le scrivo da Deputato , non da militare. 
Sono impossibilitalo recarmi costà. 

Il CapitWM éétto SuUo Mhfigiore 
Feadikahdo Pktrvggklli. 
ÀI signor Mariano detti Franti 
CoUmfuUo detto Staio ÌÈagffiore 
Sptzxano. 



348 



ComUUo di SaluU PubbUea *- N.* 772 — Gmrra. 



Coanxa SO giugno Ì84S. 



Siavoms 



Rispondo ad li nffld penrénnUml quasi tutti ad una vol- 
ta » ed II primo de* quali porta la data del 23 giugno! ! ! 
• In esso Ella mi chiede danaro, che le avrei tosto man* 
dato , se avesse avuta la ctira di farmelo giungere subito. 

Doiifani le manderò duemila ducati , de* quali mille in 
conto pel Qnarlier Mastro , e mille per Mauro. Non posso 
tenermi dal ripetere grande essere stata la mia meraviglia 
nel sapere esausta la cassa de' Siciliani dopo le assicnrazio* 
Bl del Generale Ribottl , e quello che mi è stato detto qui 
da più Siciliani. Nel caso in cui vi sia alcuno equivoco a 
tale proposito , me lo faccia sapere. 

Vietiamo éspresiOKnenU alle Autorità militari il porre la- 
glie , e lo astringere ad imprestiti forzosi ; e però troviamo 
stranissima la deliberazione presa da codesti Ufilziali supe* 



47S 

liari ; e molt^ più* la maniera eoa cui Ella s) fa adan^ 
.nanziarcelo. 

• Ad impedire la diserzioae » già commciata 8fortuna(ame«r 
te fra i npsU^i. di costì , diiierzìoiie di emì Ella noa «i ÒM:a- 
rata darci il aùniino avviso , e ad accrescere nel tempo 
alesso queste masse « 4a dpniJini 1 luglio ili poi saraooo pa- 
gale a grana 40 al giorno.' Abbiamo dalo gli ordini, iwces^ 
aar^ onde dal Distretto di Paola si rechino cosii cootiugeuti 
senza rilardo. 

A provvedere al Msogno de' viveri di codeala' troppa , bi- 
sogno da Lei raanifeslatoml. per ìq prima volta aella sua di 
ieri , le abbiamo spedito stamane un traino con mille ra- 
zioni di pane e formaggio >. olire mille citrioli. Le delle 
razioni si compiacerà Carle vi^ndere per. eonlo' dóL ComiUito, 
incaricando di sorvegliar» la vendila il nominalo Vincenzo 
Serpa. 

Ad assicurare viemeglio lo approvIsioBamento di codesto 
campo , manderemo a Spezzano lèo Focattore generale » col 
quale si metterà di accordo. . 

Essendoci stato, rilerilo mollo danaro isssere statot sprecato» 
e molli Indivìdui non essere stati pagati , abbiamo risoluto 
di nominare un Goaimìssario di Guerra. nella pei^^lma di D. 
Achille Parise , (t) il quaile si recherà a' Spezzano ben pre- 
sto col Colonnello Loogo. Codesto Sindaco essendosi mostro 
assai male affetto alla buona causa « abbiamo risoluto di ri- 
vocarlo , lasciando al Generale Ribolli di scegliere allri in 
suo loogo. 

Le perverranno ad ano coi due mila ducati ; dO,MO car- 
tacei , di cui si compiacerà spedire 9,000 al signor D. Dò^ 
menico Mauro. Quanto alle cariche pei cannoni » aspetterò 
altro suo avviso per inyiarlene 350 a mitraglia, già pronte* 

Quanto al compenso giornaliero da darsi ai carrettieri > 
sarà esso regolato dal signor D. Achille Parise , incaricato 
di questo ramo di servizio. 

I Santi, dovendo procedere da noi , e non da codesto Co- 
mando Generale, le mando una nuova lista per la 1.* quin- 
dicina di luglio da servire in cambio di quella da Lei spe- 
ditami ; prevenendola averne passato copia al Comand o Ge- 
nerale di questa Città. 

Credo inutile il dirle che si avrà la massima cura dei fe- 



^^ 



(1) Costui era maestro di scherma, e quindi Corriere d posta* 



476 

riti , di cui Ella ci annoDzfa V arrivo. Mi pennellerò di rac- 
comandarle qdI poco più di frequenza ed esattezza nello 
flcrlverciy questo Comitato volendo essere mioimamenle istroi-» 
to di tutto» che sia per concernere codesto Campo , del qnale 
sappiamo più in modo oflleio$o , che in modo offieUAe. 

Si compiacerà finalmente far pervenire V acclusa al signor 
Mauro. 

Serie delle parole d'ordine per la prima quindici^ di 
luglio : 

1 luglio S. Vincenzo , e Terona 

2 S. Pietro , e Palermo 

3 S.' Caterina , e Cagliari 
K S. Basilio , e Barcellona 
5' S. Michele , e Madrid 

6 S. Benedetto, e Bari 

7 S. Mariano , e Monteleone 

8 ' S. Domenico , e Desenzano 

9 8. Giaocmio , e Girgenti 
10 8. Giuseppe » e Giuliano 

•^11 8. Valentino » e Venezia 

12 8. Filippo y e Firenze 

13 8. Gaspare, e Giuiianova 

14 8. Achille , e Amburgo 

15 8. Antonio » e Avellino 

Pd Cmitato 
6. RiCGiAKDi y PreiidenU 
Al t$§. CdimneUo dfiUi Fremei 
Capo dello Stalo Maggiore» 
Spezza^ JàhoMie 



477 



Campotenesc 30 giugno i848. 



UlO GEIfTILISSIMO SIG. D. MarIAITO 



Con la mia lettera non ho creduto dar dispiacere al Ge<- 
nerale Ribotti , e sono maraviglialo dell' effetto che le mie 
parole hanno prodotte ; (1) poiché le ragioni per le quali io 
dichiarava di non voler seguire ciecamente gli ordini del si- 
gnor Ribotti erano tali , . che avrebbe^ dovuto far manifesto 
a lui 9 che le mie intenzioni non sono nò di un ambizioso , 
uè di uno che voglia fare il guerriero a dispetto della sua 
missione. £ veramente che aveva operato il signor Ribotll 
per conoscere la posizione che noi occupiamo , e per sapere 
qual numero di gente è qui necessario ? Nulla. Ho poi V o- 
nore di dirvi , che io non ho un uffizio puramente civile » 
ma il comando Supremo di questo Campo, come si può co- 
noscere da' Bullettini del Comitato > e da tutti gli uffizi che 
dallo stesso ho avuti , anche dopo V arrivo del Generale Ri- 
bolli ; il quale , come risulla ancora dal Comando Generato 
deir Esercito Calabro-Siculo pubblicato per le slampe , non 
comanda né la Colonna di Paola , nò quella di questa Valt^ 
di S. Martino» 

lo ho detto queste cose per farvi conoscere che ho operato 
nel mio diritto » ma che mi sono sempre dichiaralo disposto 
a seguire gli avvisi di un egregio militare qual' è il signor 
Ribolli I quante volle gli avessi riconosciuli ragionevoli ; e 
usando questa parola non credo far torlo alla sua inlelli- 
genza » ma solo ho credulo farmi forte di un passaggiero 
vantaggio , che mi dona su lui la conoscenza de' luoghi cho 
occupiamo. Non vorrei però che questa mia franchezza pro- 
duca dissonanza nelle nostre operazioni , ed io, dichiaro, che 
volentieri abbandonerei interamente il Campo , purché il 



(1) Allude aUa lettera scrittagli il di 21 giugno. Tedi docu- 
mento num. IM. 



«6t 



rifatelo a nitiire 41 rigore; fMll non raranno » es- 
staMO che OfDl inforno cte mi* per prendere , mi 
rlneciri Ikvorevole. 

' . . Il iimBmo Capa Mio emrdim Mjtf onofo 

PkBTOO Pastoar 

Jft* 9. Al pedono fi è da me pagalo (fona qatranta. 

M Presidente^ del CmniiaU} di 
Sdute PubUica 

. Coeenxa 



I. 



SiS 



wÉaaiiiiMraBKOfif Cttumetok 



MmUUo SO fiftfffleo 4848. 



ftOHOW 



So roDore eoan^iegarte atta Miborastoae mia da qofrt o 
Sanirioaalo » (<) relalivaaiente aHa aoppreiiione della ga« 
Mio di camo o vino di qaeslo Cornane per impartirvi la^di 
Lei approvii^ioae , ebe mi aliando eoi ritorno dell' eipremo 
oko fa apodtaco appoila per tene aorare Y laMnediala eseca- 

il. Jkemricm alziamo f. 
Viacuuco ToaAca» 
M eifMf PHeUmU M Cmmik t lP 
mi Alali ttMHcm 



1 *. > 



II.. . . 



0} Vedi d oe am imo iNn. M% 



\ 



47* 

Qaeste rantolìi mi spingono a q^eAIrte apposfa la presente^, 
percliè si prendano qaei provvedimenti ehe valgano a sai-' 
vare la nostra caasa. 

La ritirata di codesta Colonna Calabro-Sicilia verso Spez-> 
sano ha prodotto un senso di soorag^amentb nei nostri , 
che veggono aperta la via al Reali di Caslrovillari , o di get^ 
tarsi sa qaesto campo e chioderei , o per le vie della 
montagna 9 proteggere la ricongiunzione delle Truppe ad essi. 

Noi siamo [in numero insufficientissimo a Aire altro chd 
difendere il prtocipaie d^ posti; quindi Ella col suoi dovreb- 
be occupare qualche posizione che tenga a freno i Regi di 
Castrovillari. 

Wbho ancora premurarla come ho fatto col mio foglio di 
ieri » che senza nessuno indugio codesto Campo ci provvegga 
di munizione di cui fin da ora molti mancano interamenle*, 
e dopo un* ora di conflitto tutti ne mancheranno , uè noi 
possiamo sperare che ci venga d^ altra parie nel corso d' og-- 
gi f o domani. 

n Conminario CMH 
D. MiXJio. 

Jl iig. CaonneUo dOli Franei 
Cqpo detto SuOo Maggior^. 
SpexswM 



351 



Commiiioriatù Civile con alti poteri -* i^T." • • • 

Campoieneie 30 giugno 4848. 



SiOHoas 



Altri 1500 Regty come sappiamo per molte lettere perve- 
nuteci al momento, stanno per riunirsi ai 1200 uomini che 
stanno in Rotonda : e s* Ella e cotesto signor Generale Ri- 
botti non ci vogliono sagrificali > debbono prendere una mi- 
sura , che secondo la loro saviezza» possa distornare dal no- 
stro capo la tempesta. 



480 

, Qui si combalterà sino a quando si avrà un cartnccio ; 
ma la. monizione manca generalmente , ed il posto assalito 
offre grandi vantaggi al nemico numeroso , qQantunqae sia 
il migliore della Valle. 

Ho spedito ieri un corriere , un altro questa mattina » ed 
un altro spedisco col presente foglio t pierchè il caso ò urr 
gentissimo. Ove non altro venga fatto dalle Signorie Loro , 
pensino almeno a precludere il passo alle Truppe .di Castro- 
villarl 9 che non mancheranno certo in questa occasione di 
lare una massa per chiuderci in mezzo » ed unirsi ai Hegt 
di Rotonda. 

Con r altro uffizio ho fatto a Lei conoscere , che V allon- 
lanamenlo della «Colonna Calabro-Sicula » la quale, si è riti- 
lata in Spezzano » ha prodotto un sentimeato di sconforto 
nei nostri ; quindi» il ravvicinaoBi che farebbe verso questo 
Campo , imporrebbe al nemico ed accrescerebbe il nostro 
coraggio* Ma ciò che più deve risolverla a prendere un par- 
tito in nostro favore , è di badare alla pochezza del numero 
degli uomini che difendono questa Valle , i qnali sono an- 
che scemati per diserzioni , dopo il conflitto di V altro ieri. 

L* altra cosa di cui la prego si ò rinvio di quanta moni- 
zione può. 

Il Commissario CiniU 
D.'Miuao 

Al sig. Colonnello Capo delle Stato 
Maggiore Mariano, delti Franci. 
Spezzano. 



352 



Commissariato Civile con alti poteri 



Campotenese 30 giugno i848. 



SlGNOHB 



Alle ore 23 si parte da questo Campo la Compagnia di 
Spezzano e S. Lorenzo per Spezzano in numero di 48 uomini. 



4R1 

A momenti le Troppe Regale ^sona in Mortnaniio » a due 
ore distante da noi; chèi ci forniva di'vlverf. 



Al Big. Generale Ribatti Cùmeuh- 
dante V Esercito Calabro-Sio^UcK 
Spezzano, 



M .. . • I . 



Il Commissario CiviU 
D. Mauro* 



■ H I fu )■■ 



353 



Mio caro Risotti 



Ieri sera giansl In' qtièstT interno , e trovai le eose non 
molto bene. Nunziante si è avanzato; le forze nostre fono 
diminuite; non pertanto ho ottennio mandare Mileti a Ti- 
rioio : lo ritornerò domani con mnnivioni e danaro. Si è 
scritto a Mosciari , percliè vi mandasse forza a Spezzano , 
pagando tutti a quattro carlini , e ciò si fece ieri sera ap- 
pena io* parlai nei Gomilato. Gli 'animi poro sono accora ben 
dispasti ^ e noi attaccando Ira due .o tre fiorni » potromi^ 
ancora sperare. .Scalia parie oggi 4a Paola , non essendo 
8tat<».po6sibiAe trovare prima -di oggi la barca. £ alaia pre* 
data da' Vapori aemici una barca. Siciliana ; se eiò è vero 
avfemo certamente ptirdala la muniBione Aq aspettavamo.. (1) 

Ti UMScomaado di mantenere di buon' umore* la. nostra 
gente. ForMò con aie lUnFarnitore , e cosi avremo le di- 
stribuzioni regolari ogni giorno ,. cosa necessaria nel caso 
marcerenM) iunaiui per stnlogene pìùi da ' vicino Castrovillari. 
I momenti sono preastosi. Io bo fatto il diavolo e poggia per 
avere gente» ma disgraziatamente ti fatto del Cfunpo.di Fi^ 



(!) La delia b=iro;i fii predala dat Ferdimando /t,^ e si irò 
v6 con sale , aveaJo filate iu more le miiaizioni. 



4S0 

laéeltia è TeQiito in meano . per allrtTersare lutti i noslri jjro- 
getli. Verrò subito per stare insidine. Ti abbraccio. 

Coienza SO (giugno 4848. 

n tuo 

G. LONGO 

M sig. Ignazio Ribotti GemeraU 
Comandanti in Capo V Eiercito Ca^ - 
Ìabro-Siculo. 

Spezzano Albanese 

P. S. Dovresti far mandare subito in Gwenza il carallo e la 
roba di llileli; a questa condiaione Tbo latto partire*. Addio. 



354 



Corigfiamo^SO gi^gno 4S4& 



SiGHOa GammAiu 



Ken auppem posi quivi fi piede presentai la lettera al si- 
gnor Barone Campagna , che aecoisemi di buon grado t e 
promise di adoperarsi per rtorganiisave la Guardia naaionaki 
e metterla io attività. Quindi ho fatto riunire na numeroso 
crocchio di gentiluomini , onde formare un Comitato a n»g«- 
giorania di voti. Ma siccome la scelta cader dovea di< Presi- 
dente al signor Campagna , un certo Fraucesco Grisaft» por- 
gitore della presento , prese la parola -óominoiando ad offen-* 
dere il Campagna suddetto » con altri rignori, a causa di al* 
cune vendette private» Furono talmente insultanti e di traf 
esitanza ripiene le parole offensive f éb» rav vlvaronsi tra loro 
le disierisioni. 

Per soddisfazione del Barone Campagna ». e del popolo ho 
fatto allontanare prudentemente II Crisafi » per non far quin- 
di succedere qualche cosa di sinistro ; mentre U forte par- 
tilo del Campagna , o delia sua gente assoldata avrebbe cer«- 



499 

fflmente Hitlo sueceAere un aHarme , e si sarebbe 'sovvertilo 
INirdine pubblicoé 

Tanto duvea veridfcanietite iMponre a lei , signor Gèdéralè, 
per mio dovere e ditfcarìco^. 

H Tenente da Co^mniitario 
DoAato Busico 
M. iig. Generale Comandante in 

Capo i'Eureito CalabroSuato ijfna- 
Z90 RiboHi. 

Spezzano Atòaneee 



h ■■■■ V I I I 1 1 



355 



romando di Brigata del Campo Cai/tbro-Siado — N.* 2. — 
Oggetto — Lettera di razione at Sindaco di Morano per parte 
del Generale ìfuaacca» 



Lungro SO giugno i848. 



Signor Gkxeaale 



Di seguilo air altro mio tbgUo scritto Ieri la ^ra ad ore 
quattro di notte N/ 1 tè soggiungo , che ieri dalla soltiri' 
letideoza di Castrovillari fu scritta lettera in nome di Bosac- 
ca al Sindaco di Morano; con la quale si cliiedevaao di ap- 
prontare delle razioni t senza precisare 11 numero e senza 
dire tali razioni perche servissero » cioè se per V armata di 
Castrovillari , o pure per quella che trovasi a Rotonda che 
fa tutti I suoi sforzi per entrare »- la quale con molta bra- 
vura dei nostri è respinta , come dalle tre lettere da me 
sorprese , che T accludo ; le quali dopo lette , se pur lo 
creda le farà tenere a chi son dirette. Ieri per propria di- 
fesa credei portarmi un piccolo drappello di gente armata » 
1 di cui nomi leggerà neii* accluso statino che £irà cono- 
scere al rispettivi Capitani , onde non VefilMero da questi 
portati mancanti; Il stessi H porterò medo come individui 
della mia Compagnia , clie iulcudo portare, come ^ni&^ì , al 



4Si 

nomerò di centa , e che darò nome di Compagnia Mia 
morte , avendcili di già fregiati , per farii disUogneré da-* 
gli altri» di nna croeè roesa wì petto » e di altra simile ne- 
ra , sulla parte di sopra del bracicio destro- 

Scrivo alle ore. sei. antimeridiane , nel momento che sono 
con 11 piede alla stafEsi per partire per la Valle di S. Mar- 
tino , ove giunto cercherò con lutti i fniei mezzi , fé pare 
mi potrà riuscire , di persuadere Mauro di mandare noa 
forza di tre in quattrocento persone , come vi erano in Mo- 
rano , per impedire i Regi , sebbene al sommo scoraggiali 
ed avvintissimi , garentlssero V entrata della Truppa per co- 
là f che si trova in Rotonda. 

Appena giunto la terrò informata del risultato. 

Si compiaccia intanto tenermi informato delle soe mosse » 
e conseguentemente istruirmi Con i suoi lumi delle opera- 
zioni di risultato da farsi dalla mia banda. 

Sono con tutta stima e con tutto rispetto salutandola. 

Il CdonneUo della 4^ BHqoXa in miuiom 

Gav.. Carducci. 
Al sig. Generale in Capo del- 
r Eeereiio Cdabro^Siculo al Cam- 
po Generale di Spedizione^ 
Àlbaneee 

Statino de^i Individui ecelti dal Coionnello Carducci. 

Raffaele Ruffo , Caporale di Rossano 
Domenico Pinoccl • • • . . <i<. 
Raffaele Sapini • . • . . • td. 
Giovanni Capalbi • • • • , td. 

Pietro Mazzini id. 

Ferdinando Brunetti • • . id. 
Pasquale Colisciani • • . • td. 

Giuseppe Ruffo id. 

Filippo Chinicò id. 

Francesco Prato id. 

Luigi Russo • ... • . . . td, 

Andrea Lupito di Lungro 4/ Compagnia. 

D. Bernardo Patti Siciliano 

P. Bernardo Longi Palermitano sotto il Comando di 

Realmonti 
D. Antonio Salomone ^ appartenente al Colonnello. 

Cabj>ucci. 






Comando dèUa 4. Brigata in missione nel Campo della Valle 
S. Martino — NJ" Ì. — Oggetto. Sollecito attacco dell'inimico 
in Castnmllari. 



Funio di Gambata 30 giugno 4948 ^ 

ad ore tre di notte* 



SlGNOB Gbrbral^ 



pi segoito air altro mio afllzio segnalo col N/ li. debbo 
dirle che questa mane si è tenuto nella Valle S. Martino da 
valoroiil Luqgresi un attacco contro le truppe stanzìonate in 
Rotonda , che vogliono forzare quel passo » di cinque ore , 
e Tt è alato il risultato di aver perduto il nemico da circa 
venti tra. morti e feriti. ^ (1) nell'atto che dalla nostra banda 
non vi è pericolalo nessuno. 

Non debbo tacerle che la vittoria riportata è slata amareg- 
giata da un falso allarme, cioè che nuova Truppa si dice sbar- 
cata in Sapri» e si è credulo rientrata in Mormanno. £ tale no- 
tizia più per parte dei capi che delle masse ha portato lo scio-' 
glimeMo di quel Campo t e tutti in massa ai portano in Luù- 
gro per riunirsi in Spezzano alle Truppe di suo comando* 

SI ricorda, Signor Generale, delle cose dettele col precedente 
mio uffizio, che ieri alle ore 22 la Truppa Regia in Castro-» 
* viflarl fece suonare la generale ; dalle premesse duogtie ai 
presume che parte delie Truppe di Caalrovlllari di accorilo 
col Sindaco e Capo Urbano di Mormanno, P avesse coljK ri- 
chiamala , lauto più eh' è stala ricevuta a suono 4i-<!àmpa- 
na e col Pallio. Quantunque io fussi giunto nel momento 
che il Deputato Mauro scioglieva il Campo , pure sono ria* 
scito di persuaderlo a colà restare. 

Intanto seguendo sempre le mosse, che in loro stesse sono 



(I) Neppure uà solo soldato mori in queir attacco. 



48tf . 

ottimissime e massimamenle poi qaelle d«t Lungresì , sono 
riuscito a farle accogliere il mio qui sotloscriUo piano , che 
a mio credere è V unico scampo da tenersi , se non voglia- 
mo perderci ed ottenere una completa vittoria , eseguen- 
dosi subito ; mentre se si temporeggia le Truppe si sciol- 
gono , e lutto sarà per noi fluito. 

Il piano consiste che 50 uomini Lnngresi debbono^ portarsi 
a sostenere le l)arricate in Gampotenese ; altri 50 nomini si 
debliono imlKiscare nel punto ove nel Bosco la strada di 
Mormanno passa per andare a Gastroviilari , ed a Gampo- 
tenese. 

li resto della forza da me sarà portato » sopra il Croci- 
fisso di Morano, restando sulle scarrupate una guarnigione di 
50 uomini per impedire che la Truppa di Mormanno , si 
portasse in Morano. Tutto questo ^rò avrà il suo effetto 
quando domani istesso da lei verrà attaccato il fuoco sopra 
Gastroviilari; assicurandole sul mio onore che ai primi colpi 
sarà per tirare sul resto della Truppa esistente in GastToyjl- 
lari , io calerò da Morano restandovi una piccola guarnigio- 
ne ed attaccherò dal lato opposto il nemico, sicuro di ripor- 
tare una completa vittoria. Le partecipo che qualora nOii 
accoglierà il mio Spiano , anche lo credesse falso , non sarà 
più tempo di poterlo accomodare; sicuro V'he sbandirà lòtta 
la gente , assicurandola che i sacrificali saranno i Siciliani. 
Il dippiù coi vivo delia voce sul campo di baUaglia. La 
saluto. 

Il Colonnello Comandante in missione 

CaT. GoSTABÌLE CARÓtCCI. 

D. Si Ritenga quanto le* ho scritto . per semplice notizia » 
dacché avendo atteso il signor Mauro la sua gente ^ioo ali» 
ore 4 di notte » cioè alla mezza notte , e non esseudo sui 
ponto ove ho scrìito arrivala , credo di non potere da mia 
landa dare esecuzione ai divisato progetto , sicuro che nki 
verrà cooIraMata , anzi son certo cbe p^r la codardia di ta- 
luoi la gente non si potrà più riunire* . . 

Si tenghi intanto in Spezzano sotto le arpii attendendo, se 
pare mi riuscirà , un secondo mio avviso; prevenendola che 
qualora la gente non potrà riunirsi come costantemente cre- 
do f in tal caso la prevengo ciie io nmoverò subito per la 
mia Provincia ^ (i) tròvaDdomt nel ponio ove ho meno difiì- 



(I) Questo spiega la partenza di Cardutci per Acquafredda. 



*^7 

colla a superare ; ed in tal etfio rllenghi la presente come 
nna $peciaU praiesia» ìli creda con tutta stima. 

• n CóUmneHo domandante 

Cav. Caroucci* 
M 9ig. GeneraU in Capo D* Ignazio 
' Ribotti nel Campo di 

Sp^^zono A^an^Uf 



tSl 



' Comando 6$n$rcU MU Armi 4Ma CakAria CiHriort* 
N."" 64. 



Co$$nza f luglio f8f9. 



SiGKoa GoLOimn.ix> 



Le invio numero ventimila cartucce, composte del cali- 
bro di un*^ oncia » e di 3i4 per porterne Lei disporre 1* uso 
convenévole. 

Mi raffermo con slima. 

AC Comandante Generate 
n Maggiore Organizzatore 
Vito Porcari. 
Àt Big. Cotonnello déOa Stato 
Maggiore in 

Spezzano Atòakeee 



* « 



♦ / 



438 

signor Ribolti venisse sul laogo a comandare questa Cokm- 
na ; poiché la vita militare non è quella che più mi piace. 

Il vostro afeUonato atnieo 9 iert^ 
D. Mauro 
Al si^MT Mariano délli Franei. 



350 



Cmmmi$ariai» Civile evm aUi poteri -« N,* « 



Can^poUtUMe 30 giugni 4848. 



SlMOBE 



Ieri ho scrftfo al Generale Ribottl un uffizio avvisandolo 
dell* apparizione di 3 legni vicino a Sapri , e dello sbarco 
di nuova Truppa regia in Maratea, le quali si erano già pò- 
kli in marcia verso questa Provincia , ed erano vicine a 
Castelluocio * paese distante da questo Campo non più di 5 ore. 

Non si prestava da noi fede a questa vicinanza del nemi- 
co durante il giorno scorso ; ma questa notte per lettere 
pervenuteci da paesi cosi vicini al tuogo delio sbarco da non 
poter prendere errore , e da altri vicini a Caslellnccio » ci 
siamo dovuti accertare » che le nuove truppe stanno per ri- 
congiungersi alle prime stanziate In Rotonda. 

Vi è qualche nostra sentinella che dice di avere InCno il 
tamburo tra Castelluocio , e Rotonda , e pare che le Truppe 
di Rotonda abbiano preso ardire dal rinforzò che si avvici- 
na t i>oich6 questa mattina» al momento che scrivo « in mag- 
gior numero , e con maggiore ostinazione si sono avvanzati 
Terso i nostri posti , ed 6 principiato il fuoco che continua. 
' 1 neslri eombatteBo » e eembaiteraBiio da leoni , ma la 
posizione a difendere ò difficile ; e se i Regi lutti insieme , 
e con arie e coraggio » assaiiraono » potranno passare vit- 
toriosi sai nostri cadaveri. 



49» 

su)steQuto nelle yieinanxe di Marano. Se poi i Bogt ^i sono 
sfuggili sarebbe un dispiacere, perchè attendendo, come di- 
cevano , dei rinforzi, nella loro unione «arebbe un male per 
fioi , ed io attrlbaiso» ad un tradimento il non essere stati 
^lisfatli finora 1.^ per la suddetta Taglione, 2.^ perchè strin- 
gendo la raccolta delle messi, e la coltivazione del granone, 
diminuiscono i Nazionali , ed i Aegt polreMefo prenderà 
piede iiT nostro danno , 3/ che le lungherie sfibrano V en- 
tusiasmo. 

Qaéslo Comi» di 1200 aairae ha dato: per le 'antacedeatt 
spedisinm da qaaraata nomini armati , olirà I non partiti. « 
«1 J disertali. A «aaia delle . upesai^ del lavoro del gra^- 
finiie e ilelta oaite eauntiSate ancbe nel^oAzio , non aarat 
più nel easD di dare i^ lai nnmero , Gomunqae. si volesse 
forzava. Dgnoaa dera farsi carico della ragione di non do- 
versi perdere il ricolto. Per tali rigHaidi lo eredo tradiman- 
lo se fin' ora non si siano distrutti i Re^. AiUtinde è aanw 
pre meglio combattere alla spicciolala , è«aaii già riuniti in 
forza imponente. Si badi a ciò seriamente. 

Credo a proposito di deliberarsi che le Comuni dassero 
tutte on contingente di tanti a migliaio, perchè si assiea- 
rerebbe una forza certa , e dopo dieci giorni o più , surro- 
garsi dalla muta di simil numero. Se ciò avesse liipgo , 1« 
falighe si farebbero , la forza non mancherebbe , ed il con- 
tingente sarebbe Certo per tutta la Provincia. Dandosi dieci 
a migliaio , la Provincia , credo avrebbe più di trenta mila 
coml^ttenti , <dire le guarnigioni di Guardie nazionali. 

Se il mio raziocinio difetta, tradncelela ael vero senso più 
plausibile , purché si abbia forza e distruzione del nemico. 

Compiacetevi di mandare quante «Zampe , e notizie laterec- 
santi potete per (diflboderJe pel generale bene. Per le Pro- 
vincie si spediscano continuati corrieri , a far smentire le 
allarmanti voci del nemico , specialmente di voluti nuovi 
sbarchi in Saprl al num.'^di 4000^ olirò la Cavalleria. 

Gradite gli attestati di mia perfetta stima , e mi segno. 
Malvito / U^io f848. 

Devottns. Ofi(Uigati$$, servo 
' GtusKPPE i,k Costà. 

i4. ^. A. 

Sig. Conte D, Giuseppe Ricciardi 
Presidente del Comitato di Salme 
Pubblica. 

Coìtenra 



480 

, Qai si combatterà sino a quando si avrà un cartoccio ; 
ma la. mnnizione manca generalmente., ed il posto assalilo 
offre grandi vantaggi al nemico numeroso, quantunque- sia 
il migliore della Valle. 

Ho spedito ieri un corriere » un altro questa mattina , ed 
un altro spedisco col presente foglia « piercliè il caso ò ur^ 
gentissimo. Ove non altro venga fatto dalle Signorie Loro « 
pensino almeno a precludere il passo alle Truppe .di Castro- 
villari , che non mancheranno certo in questa occasione di 
lare una massa per chiuderci in mezzo » ed unirsi ai Begt 
di Rotonda. 

Con r altro uffizio ho fatto a Lei conoscere , che V alloo- 
lanamenlo della <k>lonna Calabro-Sicula « la quale. si è riti- 
rala in Spezzano « ha prodotto un sentimento di sconforto 
nei nostri ; quindi, il ravvicinaissi che farebbe verso questo 
Campo 9 . imporrebbe al nemico ed accrescerebbe il nostro 
coraggio. Ha ciò che più deve risolverla a prendere un par- 
tito in nostro favore , è di badare alla pochezza del numero 
degli uomini che difendono questa Valle , i quali sono an* 
che scemati per diserzioni , dopo il conflitto di 1' altro ieri. 

L' altra cosa di cui la prego si ò rinvìo di quanta muni- 
zione può. 

Il Conuniéiorio CimU 
D. MìlUao 

Al sig. Colonneìlo Capo dette Stato 
Maggiore Mariano, detti Franei* 
Spezzano. 



352 



Commitioriato Civile con alti poteri 



Campotenese 30 giugno 1848. 



SlGNOHB 



Alle ore 23 si parte da questo Campo la Compagnia di 
Spezzano e S. Lorenzo per Spezzano in numero di 48 nomini. 



411 

fo télo , ^o «MOlasiOlie itte ptrteon. Va t«le il Lei mi., 
fio ha distrutta TeieoattoBe Mia parteoM, ei A stalo oaiii« 
«he •iaim al 1 Ivgllo, senst tpedlilaiil di Gnarlia wlCaM-* 
pò , dai S4 giogtio* 

Le fiuerile che ?1 erano,' adempite ai loto doveri con aver 
aoeteomo dae Étlaoehi » sooo sMi oongedatl con di Lei ttfll«- 
li 9 ed H Gomandante del Gempo non ha oUeaoto finora il 
rimpiaaio. 

Blla oob potea ftir tnèglio perthò ai fosser meglio v^riH-* 
cali i miei soditi, lo a dftie il vero ne aono piià ohe pa-^ 
go , perekè ned mi si era prestata fede » e le fàlsA basi sul'* 
le quali sf poggiava non poteAoo partorire effetti reali « ma 
Invece «a ritardo» ed ano sooneerHi serto. Deve erodere olio 
li Capo * e sotto Capo a nulla valgono., Il loro merito 4 
uguale « quello dei BAoditori , che fello il bando si ritirano 
liei loro nulla. Sssl dunque ricevano gli ordini » che voei« 
forano , e più di questo ogni arltra notfoiu buona , o «ala 
che fosse. Nelle spediEiont sparisoono. Se le Guardie ei rac- 
colgano e nò , se parlioo o n6 , sé disertino o «lò » per essi 
è indifferente. Timore » e viltà in copia» 

Le si[)ediziooi antecedenli seno avvenute per T Stirai lo^ 
Ihienza. Ora ^rò le Guardie tutte sono indignuie contro i 
medeKimi e di altri , non senza ragloM. 

1.® Perchè i detti Capo e sotto Capo^sono esenti da spe* 
dizioni , da fatlghe e da pericoli. 

2.* Le Guardie non paitite » e quelle disertate sono tran- 
quille nelle loro case. 

S."" Alcuni dei galantnoraini nella medesima indifferenza t 
e si aggiunge , che vari di questi fecero volontarie offerte 
di danaro » ma negativi al pagamento. La nota esiste ia 
iscritto. Questi tali sono l veri costituzionali ! ! ! 

4.^ Cbe taluni Comuni limitrofi non si chiamano sui 
Campi. 

5.* Voci allarmanti non mancano. Gli esempi suddetti, la 
viltà e la timidezza scoraggiscoiio. 

6.* Le Guardie che hanno sostenuto due attacchi in Spez- 
zano , e nelle vigne di Castrovlllarl hanno ben meritato » e 
non essendo state soccorse dalle mute , ragionevolmente chie- 
sero ed ottennero il congedo. Ora con sentimento di disub- 
bidienza si la sentire : il eomando dei Capo e Mìo Capo è 
finito. 

Ecco perchè io le diceva la sconvenienza da ripararsi , e 
non fui credulo. 

Oggi per non mancare positivamente agli ordini pervenuti 



Comandi. Mr« Siuriia nanmab 



SflMMHÙ 1 {««Ito 1848. 



Gioita le. Boe diapoiiiìoal ho loritato I fui Mtargiuati 
Guardie nBZiuniU^oDdiij partire per CainpoteHeM , avvi- 
•au(li>gli puce che fra mezz'ora eglino dovramio eaier prooU 
fiiKla i »ai>l Gumandi. 

fi vMo Ciqw f. ia Capo 
G. Lkci. 

D. Ag'Mtin» Gaagl]8a6ne — D. Nicola GuagllMone — 
GiU!<eppu Giudice •« Fraseeico Barbati — Biase Malolioo — 
Feriliiiuddo Veltri ~ Giuseppe Bianchi — Brano Hortati ~ 
Gaetano l'ac(;i — Angelo Ùària Betlocci — Aotoniò Comi- 
atri; — Domt!ilÌiìo Amertei — Gilueppe >torfza — D. Lalgl 
Pontieri — Angelo Maria Carte — Vincenzo Larevtto — 
Francesco Alfano — Attgeto Ibrla Forte Scodalo — Nicola 
Blois — Nicola Tarsia, di Ambrosio — Uichelaogelo Pali- 
lucci — Francesco Pinola — Agoatlno Blandi di Vincenzo — 
Ferdinando de Gaetano — VranwMo Draniìs — Angelo Ma- 
ria Greco fu^Pietro — Ignazio Caputo — VìOcenifo Fera fu 
Pasquale — Francesco Comislrè di DomenfcO — Giovanni 
Andrea Vaccaro — Agostino Rebecchl — Peppino Marchia- 
ait — Giovanni Andrea Rinaldi — Angela Uaria Cucci -~ 
Francesco Caisiano — Emmaonele Tarsia — Beoiaraino 
Tania. 

H lotto Cofo ff. da Cofo 
Lucci. 

M tig. Gemrale Comanianti 



489 

tainen^ fallo sàtcedere ad aHarme , e si surebbe lotTertito 
rtirdine fiubblico* 

Tanto duvea veridtcaniente esporre a lei , signor (jetiérale, 
per mio dovere e discarico. 

H Temnte da Cofmniiiorio 
Dogato fiusico 
M $%g. Generale Comandante in 

Capo l'Eurcito Calabro^ Stcuto Igna- 
%i9 RiboM. 

Spezzano Mbaneu 



355 



romando di Brigata dtt Campo Cafabro-SiaUo — iV/ 2. — 
Oggetto — Lettera di raxioM ai Sindaco di Morano per parte 
del Generate Busacca. 



Lungro SO giugno i848. 



Signor Gksieaale 



Di seguilo air altro mio foglio scritto ieri la ì^era ad ore 
quattro di ooUe N.^ i le soggiungo , che ieri datia sotlin- 
lendefiza di Caslrovillari fu scrilla lellera in nome di Basac- 
ca ai Sindaco di Morano, con la quale si chiedevano di ap- 
prontare detle razioni', senza precisare il numero e senza 
dire (ali razioni perchu servissero , cioè se per 1* armala di 
Casiroviilari , o pure per quella che trovasi a Rotonda che 
fa lutti 1 suol sforzi per 'entrare ,- la quale con molta bra- 
vura dei nostri ò respinta» come dalle tre lettere da me 
sorpnese , che 1* accludo ; le quali dopo lette , se pur lo 
creda le farà tenere a chi son dirette. Ieri per propria di- 
fesa credei portarmi un piccolo drappello di genie armata , 
1 di cut nomi leggerà neii* accluso statino che £irà cono- 
scere ai rispettivi Oipitani , onde lion Vefilssero da questi 
periati mancanti ; li slessi U porterò me^b come individui 
della mia Compagnia, clic iulcndo portare, come &ciissi, al 



4v4 

363 



Comando éMìa Suardia nartoftdrft 



SfitMakmò 1 X'^io 1848. 



Sighore 



Giosia le, sae disposizioni bo ioTllato i fai endargioati 
Guardie nazionalijloodej partire per Campoleaese » avvi- 
sandogli pucB che fira mezz'ora eglloo dovraouo esser pronti 
giusta i suoi comandi. 

H 9otlo Capo ff. da Capa 
G. Lftcì. 

D. Agostino Gaagllaoòne — D. Nicola Gtiaglfanoue — 
Giuseppe GiuUiue — Francesco Barbati ^ Bidse Msiolloo — 
Ferdiiiamio Vèltri — Giuseppe Bianchi — Bruno Mortali — 
Gaetano Tocci — Angelo Maria Bellucci — Antonio Comi- 
atro — Domeiìleo AmerlSi — Giuseppe ^toofza ^ D. Luigi 
Pontieri — Angelo Maria Vèrte -^ Vincenzo Larevito «^ 
Francesco Alfano — Aogeio Maria Forte Scodalo ^^ Nicola 
Biois — Nicola tarsia di Amtrocio — Michelangelo Pati- 
lucci — Francesco Pinola — Agostino Blandi di Vincenzo — 
Ferdinando de Gaetano -^ Prao«e8èo Draniis — Abgelo Ma- 
ria Greco fu^Pietro — Ignazio GafttU> — Vincenzo Fera fa 
Pasquale — Francesco Comislrè di Domenfco — Giovanni 
Andrea Vaccaro — Agostino Rebecchi — Peppino Mardiia- 
iiò — Giovanni Andrea Rinaldi — Angela Maria Cucci — 
Francesco Cassiano — Emmanuele Tarsia «— Beniamino 
Tarsia. 

JI ioito Capo Jf. da Capo 
Lucci. 

il ftg. GtmraU Comandante 
RiboUi. 



m 

t. Qnanto agli nlIiziaU li nwiderà qui guai prigionieri di 
guerra. 

2. I sollo-ninziaU cbe vorranno prender servizio per noi 
saran fallo talire di un^ grado. ^ , , 

3. I soldati che sapraii fegg«re e scriverei e vorran pren- 
der servizio saran falli caporali. 

4. Ai soll'iifTizial! e soldati, i qoali vorranno ritornare alle 
case lon»,^ 5;fT&4ilWiBtWJin foglio di via, con la clausola che 
ievioKdo dàlia loro strada saran passati per te armi. 

5. Farà fare un inventario esatlissimo delle armi e degli 
ocelli militari che saran trovali- ^a-. ;c.-, ia'i >i.,'.-i'. 

Vogliamo cb' Ella impedisca sotto la sna più stretta re- 
sponsiibililfi qualunque violónzn o tiarhario dei nostri verso 
gli abilanfi ^i Castro vi llarj, l'infamie fi^Hu qoniniqUcre ^a Nun- 
ziante non dt^vGpdo gìusLiiicafe t« (;r^dellà, otfdQ i i)ostri po- 
leiSeto conio minarsi. i ^ 

li Conlaiidanio Milotì mi fa premura aOìncbè gli iijaiiv 
n^aÀdati a Tiriolo i n^i^iinali in margiiic t^iuli^ Ce^ff|:e,Ui- 
ràlJeni , Antonia MiralH;lli, , Pasiiiiala lUanzillo , Pietro Ve- 
tcré , Francesco Milcto ) ; si ciun|ùncerA spedir r ordine <1| 
Riandarglieli al si((nor D. Donieiiicó Klàuro. 

'ÉOn grave sorpresa ì^o lidilo dal Cutoniicllo delli FiaocI 
f^'fcas<;a di nilesla Iriippa siciliana asseto osaurlla, luenlre eI\^ 
mi -Assicurò c^u'i'U essa sì bi;e gucriiila, da non avur d' uop<i 
de^noslri^ soccorsi.. ; ,, ' , ,, ,,,|. ,.,.,,.■.■■ !■.■■.) [. j , 

Si ■compiacerà ^iejarrofjsjénw'rilarqo ii'pa 13^ c(^jii(4i- 
^ioo^ì fra.r.a^rlb dtff ^w^ior DeUi Tr^ibci flilu jSi|p.|,i_,'i ^ 
' Sicompiacerà pure scriverci nn^tò'jpiìi fr^uéf^lequiAK^h? 
pel jpa^a|to, V(&iift Coqtil^o yt^'ndo esser l'ninulameble istrui- 
rò di dgn^ 6nà; operazióne. 

..,■. .„ '. ..■ '.<. .-:• : ..i."l 11 

Al signor' 'D. Ignazio RibotU^ ■- 
(lentraU Comandarne i» Capo 
dàl'ArrMOa Calabro-Sic*Ua nel 
Campo di 

Spexzano j 



Ftl Comitato 
RiGGiAiDt , Prtiidenle. 



488 

367 



Guardia nazùmeli 



Mai» S UtfjUQ 1848. 



SittiK» Piitniiim 



Ieri sera spedimmo nn Corriere nella Sila per far ritira- 
re k Colonna mollile , e portarla al Campo di Castrovillari; 
ma nel punto che scriviamo , che oorroto T ore 9 , giunge 
un Corriere speditoci dalla sndetla nostra Colonna mohìle 
della torre di Grimoli » nel Vailo del Crocifisso » ove avean 
rinvenute due persone che erano state mandate da Berardi di 
8. Giovanni in Fiore , e V attendeano ivi col suo seguilo di 
12^ individui , per unirsi con altra gente di Aprigliano , giu- 
sta quanto hanno manifestato dette due persone , che la l^ur 
dHglia tiene presso di se. 

Ifòl abbiamo tosto avvisato là nostra Guardia nazionale , 
6 cosi quel numero che possiamo unire correremo subito 
colà per assicurare alla giustizia li traviali. 

VI sia d* idtenigenza. Non abbiamo tempo di scrivere ad 
altri colleghi per avere più forzai 

n Capo defila Guardia nazionck 

BiRifiaDo Barca. 
11 Cofo dMa CóUmna mMU 
l4iòroi.DO Cata. 
il iig. FmiimU da Cùmitato 
di SaìMé BMUca. . 
Coimza 



4M 

•• • 

/ AwfiMliitima J 



SlfiKOftK 



Ijd arrivo (|iti d» àìciml Sielliatti leduei da «osta hao re- 
calo delle notizie dobble , e sfavorevoli piatloslo del nostro 
accaBH>ànienio 8i>l dintorni di Castrovillari : epperò che la 
prego a degnarsi darmi delle preeise niioye so, clO^ opde po- 
terci prestare , sa ne faceta mestieri» od la contiario iar sva« 
Dire siftiMe voeU 

Iti €M$(tato 
R. La Cosxa , iVisùteftto 
M $ig. PmidenU del Gomitalo 
Ctutraie di 

Caunza» 



mr 



16» 



MuMtto 2 {«((Uo 48*8: 



SKHOK PKBnmRTE 



• • 



Al mo m en t» mi perviene sienra nottola che Ribóttl ha già 
abbandonalo Speziano « e eoa tvUe le ane-^ontl mpove sopra 
Cosenza* 

Homaai donqae la slaada regia sarà occn^a dai Reali » 



e forse sarà rotta , per quanto è possibile » ogni coinanlca- 
zione fra Cosenza e i paesi. Io vi ripeto ciò che ho scritto 
net precedente uflìzio ; cercherò di unire quanta più gente 
potrò , ed a qaalaoqae cpsto sarò tmià. ^ Ora spedisco 20 
Corrieri per i paesi vicini , ove il movimento delle Guardie 
nazionali è già cominciato ; se è possibile domani marcerò 
ec. ec# . i \ 



M $ig. PfeHéente del Comitaio 
di SaluU Pubbliea. 
Cosenza 



Biagio Miraglia 

IUS|{IWQUK \ AllODZl. 



; . , ' ; i » N ■ I l . i • ' . 1 1 » • ' • « » . .1 . 

I ,. I , ,•• >.'., 1 370i I ' .'4 j,!' « ■•• . i , 

IX! • M. • • I , .!'• .. ■• .1 '*.:«..;' . ••• ' ., ''i 

». "1 • 

f '* ili » < ( / . 1- j :.ll i » , i . ' . . ; }'.'.:: • J • '. , ) • • ; . ' ' • 

Comando della 4.^ Br inaia deU' Esercito CMOAró^^lcuro 

lAàkgro 9 ìùjUò lfS48. " 

... '• 

SiGifoa Geheralk 



Se io avessi potuto persuadére le masse e restare nella 
valle di S. Martino ove con $0. Uomini mi era io compro- 
messo di custodire quei passaggio , V assicuro che tale im-« 
portante posizione non si troverebbe ora in braccio a' Regi 
che si bpono aperto jialorotrcomunicazione colle Truppe sta- 
zionate infeoloàda al niimero 1200; ed in Mormanno con simi-« 
le numero con quella di Castrovillari ; con più aggiungere ai 
due piccoli cannoni di Castrovillari altri due di Rotonda , 
cioè uno di dodici ed un obice. ' * ■ 5 - ' ' > ' 

Le masse anzidette decimate di due terzi , comandate da 
un C ommissario poeta. Generale che non ha mai conosciuto 
If arle)déllai.gtiecta k e ndto: stesso: lémpai dviiH*éi«ostt soa- 
za pari « ipnallcòjieAla dinUslaKtt ^' quello:/ che olirai avella 
fece in Spezzano , e che V egregio Comitato di Cosenza non 
sep^' rimediare 41* lempiK Le stessè alasse pione! di t Umore , 



non sanno militare , se non alia sua presenza , ed in anione 
di buoni Siciliani » ed è per qneslo elie per mezzo del Te- 
nente Colonnello De Simone » glie le spedisco » con t>rdiae 
di restare in S* Lor^eìizo , fino a che ricever^, i siioi ordini; 
prevenendola 9 che le Truppe coslà slaozionatè , poli^bbero 
occupare Cosenza semsa quel luogo. 

Io intanto parto per la . mia missione » e son cerio d'avere 
de* buoni risultati , e ne attenderà i ragguagli. Non già per 
farle da maestro » conoscendo jiuaoV Ella è perita neir arte 
della guerra , ma per semplice suggerimenlo 4e lolcoioscere» 
che tenendo Ella il Campo in Spezzano le Truppe flegie pas- 
sando da' confini del territorio di Spezzano , cioè circa otto 
niiglia lontane da Spezzano , si potrel>I)ero recare in Còsen^ 
za , e' errare le'she Truppe in mezzo , come fecero i Fran« 
cesi nel 180^. 

' Dalle premesse credere! nelle attuali cose, ed opineiiei che 
il Cainpò generale lo riconcentrasse in Cosche , dove ikierc^' 
le cooperazioni del signor Tenente Colonnello he Simone , 
che ne* Casali ha molCa influènza» potrebl^ colà riunire 
molta gente ; tanto più se la mercéde di ciascuno là porta a 
grana 40 In vece di 25 , come con 10 persone che io meco 
porto nella Provincia di Salerno ha fatto; prevenendola clie' 
in Cosenza potrebbe tra gli arrestati in quelle Carceri cen- 
trali f leeyft'endofie un paio di centinaia che potrebbe armare 
con i fucili de* particolari di Cosenza , acérescere di molto, 
le sue fòrze. 

Ciò di riscontro al pregevole suo ufficio dei 1 luglio "S* 75.; 

n Ct)lonnèUo Comandante ' 



M sig. Generate in €apo 
Comandante l'Esercito Ca^ 
laòro-Siculo 

Speziano Albanese. 



CÀT. COSTABILB CAKbUCCl, 



• I 



' > «. 



ÌSOSi 

371 

RAPPRESENTANZA PROVINCIALE: 

> 

DI TBft R A 01 B ART 



i. TonailB 

2;gi S luglfo ISiS alle ore fO a. n. i Depulali ^ UHd 
aoicij^t della' Provioda 9 tranne quelli di Noci di.PiiU- 
guano e di Ruvo , coiivenati qui in Bari , si sono per la 
priiiia vòlta aseembrati nella sala del Palazzo Comanale. Sot- 
to la Presidenza del sig. D. Nicola Palambo da Trajoi si è 
cominciata la discussione» procedendosi dapprima alla. no- 
mina di npa commissione speciale, incaricala dtl verificare i 
mandali » ossia i poteri di ciascim Deputato municipale. Ed 
lo questa tfisiamina è sorto il dubbio se ciascun Circondario, 
o ciascun Muoicipió dovesse avere il sua Deputato» li Pre- 
sidente ha proposta la quistione » e di^o un luogo !svoìgere 
di ragioni e di giudizi , considerando che ciascun Municipia 
• avesse già inviato» con apposito mandato alld ranpresentaa- 
za Provinciale ; considerando che ciascun Municipio ha i 
suoi peculiari interèssi» e le sue proprie opinioni non sem- 
pre dipendenti , ni sempre in armonia con quein del Capo- 
luogo del Circondario » e che spesso fra le diverse Comuni 
di uno stesso Circondarlo ìr^ha tali gare e tali contese mu- 
nidpali da rendere lncompatil)ili per 4ntt^ l* unità del man- 
dato ; considerando infine che la ra|ipresentaoza jpcr Huni-r 
cipio aumentando la ooncorrensa dei Deputali aggiungerebbe 
altresì maggiori dementi di forza morale .e materiate al- 
Y intera rappresentanza Provinciale , si è ad unanimità de- 
liberato che per questa prima tornata vi fossero tanti Depu- 
tati per quanti Municipi, pogniamo che ognuno di essi fosse 
presente al Consesso » e convenientemente munito di man- 
dato. Nelle tornate avvenire però ciascun Municipio sarà sì 
rappresentato da nn Deputato ; ma clie i Municipi che con- 
tassero oltre a 10»000 abitanti avessero due Deputati; per- 
ciocché » senza di questo provvedimento , le grandi città 
della Provincia non avrebbero rispetto alle piccole Comuni 
un* (^uaglianza di suffragi nelle deliberazioni. 

Alle ore 2 p. m. si è sospesa la discussione » ordinando 
il Presidente di ricominciarsi alle ore 6 p» m. 



fid alle ti p« 19. la ra^preflwlanza . ProviDclale, dopo qaaà-' 
Ir* ere dt riposo ha ripresa la discussione sotto la Pwsi* 
ómm dal ¥i0e-4^residenta 9. Giacomo Tasro da Castdlano , 
per iodisposisione del Presidente sip.. PalomlM. Il Yice-Pre* 
sidente ba 4ata leMvra di* an mtmoranéium puMiKcaio dalle 
diverse depataaioni delle Provincie conlMerate in Potenza 9 
a. dì 95 giugoo 1848 ^ ad ba proposto che la rappresentai»» 
la Provinciale rlconosea tulio. quello che trovasi sanificato 
nel SQCcennato MmomiMttMi* E poiché i desideri e le prole* 
aie ih quello espresse non .sono che la manìfoiazioDe delTa^ 
filversale opinione e del volere delle cinqae Provincie oda?» 
federiate ; considerando altresì che il 4mpi&rméim non è chn 
imi ^pliea delle avariale proteste bile II di' 15 giugno da 
4alfti i collegi elettoraU i quali reclamarono nel modo li .pia 
solenne, ed «aaniaie V osservansa del programma del 3 apri* 
le p del conseguente decreto dei 5 ddlo slesso mese ; eonsl- 
dèraado che il msmomudam in parola è pure wi*eco d^Ua 
manifestaiìond , già messa a slampa' della Deputazione mn« 
nkipaìe della Città di Bsri a talli i cHtadini della Provine 
^ia f per effetto della quale manifestazione si è qui tutta aa» 
aemhratà la rappresentami Provinciale ; considerando che 
« il shicero e leale osaAieniaiento del regime costituzionale;' 
9 che la facoltà di svolgersi e modificarsi dalla rappresene 
» lanza Nazionale lo Statuto. , correggendolo In quanto ha 
a d* imperlbtto , ed adattandolo al presenti bisogni del paese» 
» come anche al progresso dell* attuale civiltà ; che 1* ani* 
)| nallamenio di. tutti gli atti del governo dal io nrwggio in 
11. poi ; cbQ il richiamale al servizio per guarei^tigia delle 
» nostre libertà e per sicurezza del parlamento la Guardia 
a nazionale, illegalmente sciolta > fornendola convenientemente 
a di armi e di artiglierie ; che i castelli infine delia Ga- 
a pitale si mettapo neU' impotenza di nuocerle. » Sonr tulle 
cosa che il popolo , od almeno tutte le Intelligenti generose 
e fumtamente liberali persone che lo compongono universal- 
mente vogliono e dimandano , la rappresentanza Provinciale 
fincendosi interprete della pubblica opinione unanimamente 
delibera non solo di riconoscersi il memormuliim delle Pro-- 
Tincie confederate , ma bensì di pubblicarsi per le stampe 
1* lesione a qnello di tutti i Deputati municipali. Si ri- 
serba però il Consesso di deliberare sulla natura de' mezzi 
dei quaM dovrà lare uso la Provincia per raggiungere la 
met^ di tanto suo desiderio , come amberà sutr epoca di 
adoperarli , sempre che il Potere si mantenga tuttavia nella 
sua sconfortante rigidezza « e si ostini a non far contente 



ni 

qiesle gialle €4 innocènll btmmo dclf^DiilvenalItà detto Na- 
ilone. 

. 8iilki ]Mropi»izÌ€M di vart^plAati la raftiMneseétanka-PM^- 
Ylacialft ha oomlBato unComilatòill'ciiHliie indivMili' éheffi 
^kìanerà Gomitato Frovlneiale. 8no speeiali^ fnearicò sarà di 
dare eseenzioiie a tolte le mfeare o prortedlméìiU che Qne^ 
ala CoBseM» sai< per adottar oeMe eae tomàie ; e ciò a dor* 
Ma delle facoltà <coiioedttte ai Comitati cogli art. 2S e 20 
delio Statato delk Deputazione immielpale di Bàri; già pab-*' 
hllcalo per le stampe. Salf arviso del Gomitato Provinciale, 
H Preiideote dello stesso convocherà ingaesto Càpolnogo i 
Depalall moniclpali ,* ogni qualvolta egit lo credeirà^ indi- 
spensabile ; ma nelP invilo , o ncfll* atto di convoedrioné clie 
vogliam dire , dovrà egH stesso esprimere 11 paie^'dèl iìor 
mitato snUa necessità di eonvocansi la ^ rappresefàtàiiza* Pro- 
vinciale; NiaRi'^atle del Gomitato satà' ritoiioseiiiio gaando 
non sia slste V eQétlo < dionea deliberazione di gdeslo €òn^ 
Miso. Si è procedalo Hieltre alia nomitia de* cin^ae compo-' 
ttehli il Comitato-; eé è stato' unsfaimathenle acclamata Ihre^ 
aidente dello slesso li. Giaseppe Bezséf; Gii altri qaatttiO' del 
Gomitalo e idae* sostila ti sona stali prescelti' a voti ségre* 
ti « espressi sa tantTpoliezlni per q^nairtl Oepiiitati ; ed han- 
no ottenola la maggiorariza deP safT^agt il Colite D. Gibvadnl 
da lilaris con 30 voli; il sig. Captianb i» Vioe^PresideÀté 
P. Giacomo Tauro con 11 tot! ; ìi sig4 D.'Laìgf de Ladren^ 
Hls di Allanìnra con 9 voti. Per il quarto taembro deff Go^ 
mitato ci è slata parità di 8 voti fra D^. Vincenzo Sabini e 
IX Francesco Nóya. li Consesso ha ordinato che i dtié nomi 
ai sorteggiassero , e che la nomina toccasse al priibo sortito; 
il quale è risultalo il sig. ^bini. Per i due sostituti aiOo-> 
mitato si è pure avuta parità dr voti frali «ìg. Noya Se- 
gretario, D. Domenico Sagarigà, D. Luigi Revési ; ^ méssi 
anche a sorte questi tre nonfii son riascili sosCbdli a! Co- 
mitato i duo primi , escluso il Revest. Sólla proposizftmd 
del Presidente la rappresentanza PW)VinGlale ' ha finalffhente 
ad unanimità deliberato che a meglio provvedére alla pub- 
blica tranquillità e porre un freno' alle- malvage fntenzionf 
dei nemici dell' ordine , ciascun Deputato* Provinciale , cól 
concorso delle Bq^lazioni municipali, che tmvansi' già sta- 
bilite ii^ ogni Cornane , Ira lo spazio di oHo giorni Snvlerà 
al Presidente del Gomitato Provinciale una lista A-^^ante 
Guandie nazionali, ed anShe dì altri individui flod' apparto^ 
nenli. a quella ,^ vorranaa concorrere , ' ( laddove se ne pre- 
senti la necessità ) al nobile scopo delia tulela* dell' ordine 



S0S 

^I»bli0o. It lai 4A«> r «BolttinftBUi d* ogiit Cuardiar nario- 
«ale . o 4* ogni. gUrp iadivfdao. Tolantafflo ^ fieno anche n*- 
.ideali , o sotto nfibiaUv sarà di grana 30. ai giorno ^ salva 
4e.niedlficlia alle^sà |K>tranao porlaro a 'quésta dalHieraiioae 
•par aissaslanaa aooeaiooalU I rispeittvì . Mnai^ipl ; ( ad. io 1o^ 
•ro m/m^ lo .BramelfooolDapnlaU -) «< savanab lacglil di pa- 
.taroa «ara a di. «ani. jortii di. mtaaifitenns. ^ vciso te ftmiglla 
.•jKHrere* di coloro ahe ^ Iddio non aonsenla « j^rifanno èom^ 
4Mtondo par IV ordina ^ la tranqoilUlà i e la slenretaii mliioì- 
iiale ; come ancora vena quelle Guardie aàrionall , o quel 
volontari che ji distingipclraiìno* nel conllilto,:*. oha- pei la ari- 
ste conseguenze delle aripi i;in8Ci$8ei;o inabili al lavoro* Ogni 
Municipio farà pure' tenere di Cogitato Provinciale un'in- 
dicazione esatta delle armi e delle munizioni che potrà al- 
r uopo fornire; e fiq^lmente un conipolo^ il più che si po- 
trà esatto « 'delle sbndme . che con voìontarie soscrizioni • o 
per qualunque altra via ahe ie le pqtassè procacciare ciascun 
Municipio presterebbe, a^ possìbili bisogni < deU,^ . Prov|wa« 
li Presidente ha dlchlara(/i sosp^ Jijij tyi^nftta a^iornaodol^ 
a Ai Alani giorno 3 riigiio.'; , . '_ ... ' .., 

.' lliii^itàsi di Ixit nuòvo la rapprésaalanzà ProyifM^is(I^ J^ 
^et^fmióaìò'che la durata dell^ esercizio., d^ .Comil^^o Prot* 
vinqìàle non dovrà essere roaggforé di un mese» 

^1 è pure incaricato il Coroi,ialQ Pcovjficial0 di presentarn 
Trailo Spàzio di dicci jgipr^ni iin progètto^ d^ Stai i),to| organici» 
per la r^ppre^htanza Provinciale. )?sf è al'Cofnilatp^ìsL^;^ 
comniesso V esaipe dì alquante ì^ef^' proposte suir (^g^tlò i 4» 
messe ihriscritto dal' Oepnlaló di Ceraio sigqor jQ|iiQto* 

Per rlnòilcia del signor p. Dotnénico Sagarjg;^' à; sóslUutj^ 
Il Gomitato Provinciale di consi^nso ì^n|h)jé b4,.à^niinaip i^ 
sua vece il signor li Luigi Revesf.,,. , '...,..'/, 

Perchè poi il Gomitato Provinciale si metta subito in fun- 
zione si ò stabilito di spedirsi al Presidente di quello un 
esemplare a stampa del presente verbale » il quale valga di 
mandato della rappresentanza Provinciale per il Presidentn 
Istesso signor Bozzi » per gli altri quattro membri » e per i 
due sostituti del Comitato. 

Il Deputato di Gioia ha cnanifestato al Consesso essersi co- 
là grandepiente turbato V ordine • e la tranquillità pubblica 
da una moltilndine di contadini , che insorgevano coi prete^ 
sto della divisione delle terre demaniali. Air anuunzio di si 
dispiacevole avvenimento molti deputati e fra questi princi- 
p«lmente il Conte de IJtarIs si sono immaatinenli profferii 
di recarsi in Gioia per ristabilirvi la quiete. Ma là rappre* 

da 



4v4 



Comando Mìa Swurdia nazion&k 



SptsMmò 1 lìftfio iSéa. 



SiGiieiiE 



Giosia le, sae disposizioni bo ioTlUto i f oi endargioati 
Guardie nazionalijloodej partire per Campoteaese » avvi* 
saiidogli pucB che fra mezz'ora egUoo dovraouo esser pronU 
giusla i suoi comaiidi. . 

n 9tìilo Cfxfù ff. da dopo 
G. Lftcì. 

D. AgosUim Gitagllafiòne — D. Nicola GuagUMone — 
Giuseppe Giudice — FraocM» Barbati -^ Biase MiSiotioo — 
Ferdiuaodo Veltri — Giuseppe Blandii — - Bruno Mortati — 
Gaetano lucci — Angelo Maria Béilueci — Antonio Comi- 
aire — Domeiìieo Amerisi — Giuseppe jicotza ^ D. Laigl 
Pontieri — Angelo Maria lEorte -« Vincenzo Larevito -^ 
Francesco Alfano — Angelo Maria Forte Scodillo -^ Nicola 
Blois — Nicola Tarsia di Aoibroclo -* Midielangelo Pati- 
lucci — Francesco Pinola — Agostino Blandi di Vincenzo -^ 
Ferdinando de Gaetano -^ Praoiesèo Draniis — Aùgelo Ma- 
ria Greco fu^Pietro — Ignazio Gafato — Vidcen») Péra fa 
Pasquale — Francesco 0>aiislrè di Domenfco — Giovanni 
Andrea Vaccaro — Agostino Rebecchi — Peppino Marchia- 
no — Giovanni Andrea Rinaldi — Angela Maria Cucci — 
Francesco Cassiano — Emmanuele Tarsia — Beniamino 
Tarsia. 

Il iotto Capo If. da Capo 
Lecci. 

M tiq. GtmraU Comandimte 
RiboUù 



II 



407 

1. QDinto agli nfllziall li nanderà qni qua* prigionitri di 
guerra. 

2. I Bolto-olliziali che vorranno prender servizio per noi 
saran fallo satire di utt^ grado. ^ , , 

3. I soldall che sapraii leggere è scrìvere, e vorrao preoT 
dcr servizio saran falli caporali. 

4. Ai soll'iifflziali e soldati, i qnati vorranno rilomare alte 
case lorà,^ sirrà'^il^fslW kn foglio di via, con la clausola cha 
iniando dàlia loro strada saran passati per te armi. 

5. Farà fare un inventario esatlrssima delle armi e degli 
Oggfilli milKari che saran trovali. -'■ -..(^.--*'TI ji "i' 

Vogliamo cb' Ella impedisca sotlo la sna più stretta re- 
sponsabilità qualunque violènza o barbarie dei nostri verso 
);li abiliinU ^i Castro vi Ila ri, riiifajiiic (nUv comniL'Uerc tln Nun- 
ziante non dovendo {jiiiiìtiticace lu grudullà, undu i uo^lri po- 
tessero onlnmìnartii. 

Il Coulandantc MìleXÌ mi fa premura adincliò gli siau^ 
ntandali a Tiriolo ì n^t^inalì in inargine (Uìulìy Cce^reUi^ 
rabelti , Antonio Miritl>elli., P.isiiiiale Maii'-illo , Plelro Ve- 
tcre , Francesco ^ilet» ) ; si coni iiùi 1:0 rà speJii; bordine ài 
Mandarglieli al signor Ì>. Doni''iiicó Mauro^ . ^ 

tioil grave gorpre^a fao iidilo dal Culonncllo ùoMi Franct 
Ta cassn di cotesla Irirppn sicìliaua osceni esaurita, mi^nlre EI|i^ 
mi .assicurò essere v^ ^' Ijvu ^ueinila, da ui)n aver d' uopo 
de'nùsiri s<kà)i;sf-.' ' 



Si' Gumpiacerft ^legafmi, s^na rilavo np^ la^e com/^ji^^- 
ilonjì fra, r aaserlo de) figpor pelli, frijinci ,^ U^snp.|'^^ ,^ 

Si compiacerà pure scrivercv p'),n> J^JV fre^JjeflKaWflfe-i;)^ 
pel passaci, %VpSiif Cemitalo' ycyif'nab esser ininuiametale istrui- 
to di ogni Eu,a> opemiQue^. 

,,\ ., ".:\ ..':. t \1 ^^ Comitato 

'",,,,, ... , I ' G. RiccuiDi , Prttiiente. 

At signor t>. Ignazio Ri6oIU> ^^ , > ;,,. :,<,„,i„,n,'i . ,■ it 
Gentrsie Comandonfe in Capo .\.,.V'.\..\ •...iii,-' <> 

dall'Armata CaltAro-Sicula net , 'i 

Campo di 

Speziano Albanese. 



terammile il numero di «gni Oup pap ii a > «^ olfiNi 
abòia luoffo tetisa U jv# vUio. Abbiamo nominalo inolile il 
prelodato algnor Parise ad IgpetUMne per Inllo che qiella ai 
cavalli ed. a'caiiiaggi. 

M Cànitefa 
G. ftiociAaM| FmiéartM.. 
ÀI sipwr D. IgtuiZio RiMH 
General Comandante ddt'Eeer^ 
eHù Céa^fo^Sic^o td Campùéi 
Spezaanù Mòemsm'* 



866 



t . CpmUata di SdbiUe PnlMiea-'T. SOS ^ G^mra. 



Coemxa 4. U^io 4848. 



SioifOR Gnmis 



Le scriverò brevemente, potendo Ella aaper nolie ooae dal 
Colonnelli signor Longo e Delll Frane! che si recano costà 
questa notte. 

; Vedrà dal Bnllettino straordinario da noi fatto stampare le 
nlllme nuove delle altre dee Calabrie. 

Oramai non si tratta se non di vincere Bnsacca; e siccome a 
far ciò le bisogna noa forza maggiore di qnella che ha in 
questo momento , .cosi stiamo adoperando ogni meno onde 
accrescere le masse cosQ acquartierate. 

Ci vìen riferito la disciplina non essere troppo severa In 
cotesto Campo e g^vl abn^ essere slati commessi ; ciò , ^* 
Ire la diserzione di molti soldati. Non sapremmo troppo rac- 
comandarle di reprimere ogni disordine ,6 di punire pevera- 
mente le diserzioni. 

Ella non ci ha mal risposto allo uffizio» In cui le davamo 
le istmzloQi da segpilfrsi, nei caso in coi le fosse dato vin- 
cer/B Busecca ed impadronirsi di Cs|st|rov^Uari. Epperò crediamo 
alile U ripetergliele In succinto... 



I. Quanta agli nflUtall li manderà qui guai prigionieri di 
guerra. 

3. I sotto-nfllzEali cbe vorranno prendtr urtsisio per noi 
earan fallo lalire di un, grado. f. , , 

3. 1 soldati che saprati legare è scrivere, e vorran pren- 
der servizio saran /'alti eaporaU. 

4. Ai soU'tinizlali e fioltlali, i qnali vorranno ritornare alla 
case Ior«,^sarh'èilWfBlW'Aii Togli» di via, con la cUusula cbe 
deviando dalla loro tirada taran postati per le armi. 

6. Farà Tare an inventario esaUissimo delie armi e degli 
oggiHIi militari cbe saran trovali, ^'i' ■fi--in'l !'-"-i'- 

Vogliamo eli' Ella impedisca sotto la sna piiì stretta re- 
«ponsubìlità qii.'ilunquG vJoK'nzft barbarle del nastri verso 
{{li abiUioti di Caslrovillari. l'ìnr^niie Tifile cununeUere <Ja Nun- 
ziante nóu di^vondo giu&lUic^cc le crudi-llà, onde i posili po- 
tel<>^rn cnnlnrtiinarsi. 

Il Coirtnmliinlo lUiiofi mi Ta premura alUnchè gii siani^ 
rimandali a Tiriolo ! ii^ii^iinali in margine (Giulio Ctsare Uir 
ràlwlli , Anlonio Miralielli , Piisqiialo Manzillo , Pietro Ve- 
lerò , Francesco Mi|i;(»] j si cumi>ùci>r:t spedir ('ordine di 
At'andarglieli al signor D. DotpuiiiWi AJauro. 

Cort grave snrp|-fsa ho udito dal CuliinncIIp disili tranci 
la cassa di colesta (ruppa siciliana ossero esaurita, menlre £IIi^ 
mi .assicurò essere t'^^ sì bea {jucrnila, da uun avur d' uopo 
de'nosiri soccorsi. ' 



'■ Sl'cumpiacérà ^i'eéarmi^ spnM'Vilàcqo ripa tm co^tra^^i- 
^ion^ Tra l'as^rtò dei fi&ot ^eUi,fr^bt;I e^ U^tfj).^^, ^f 

Si compiacérà purè scriverci. .y""" "^""'" '—"■•"■"— ~-~'" "'•- 
pel pa^lo, q^esltf Cfu^il^lo yc^'i 
to ai ogii^ sua; operazione. 



mpiacérà paré'sGriverc(.'pit,fH^jpi^ fregueffleiwntejiff^ 
~ - - ' ' ■ l'ndoBssérVninaKoietale Islrni- 



M lignor D. /gnosi'o RÌ6otb'>. \, , \ <;„ :.;„,w,.-, 
Cenertìe Comandante in Capo .., ,\.V' 

dell'Armata Cataòro-Sicula nel , - >■ .. \ 

Campo di 

Spezzano Albane$e. 



BM 

e forse sarà rotta , per quanto è possibile 9 ogni comniiica- 
zione fra Cosenza e i paesi. Io vi ripeto ciò che ho scritto 
nei precedente uffizio ; cercherò di nnire qaaota più gente 
potrò y ed a qnalanqae^ C90IO sarò tmlà* * Ora spedisco 20 
Corrieri per i paesi vicini , ove il movimento delle Gaardia 
nazionali è già cominciato ; se è possibile domani marcerò 
ec. ce» •. • V x 



M sig^ Pretiéente del Cernitalo 
di SaMe PuUUea. 
Cosenza 



Biagio Miragli a 
PjiBttMOtfl \ Amoojbi. 



I .,1 • , .'» ',' . 1 370' • •*• «.'' • ■•• . • 



• • • 



•• ili »«.'/..♦ i '.}\ ì » ,» i ,' .1 .*•,;;: j 

Comando della 4^ Brigala dM Esercito OMMriU^huto 



t ' 



• / * 



f 



lAàtgro 9 ììijflio lrS48. 



SighoaGeuzralz 



Se io avessi potato persuadere le masse e restare nella 
valle di S. Martino ove con $0. uomini mi era io compro- 
messo di custodire quei passaggio , 1' assicuro che tale im-^ 
portante posizione non si troverebbe ora in braccio a' Regi 
che si b^ono ajp^rto )a.lora -comunicazione colie Truppe sta- 
zionate ìnkoiòiirda al piimerò 1200; ed in Mormanno con simi-» 
le numero con quella di Castrovlliari ; con pia aggiungere ai 
due piccoli cannoni di Castrovillari altri due di Rotonda » 
cioè lino di dodici ed un obice. ' <■•' J-^ ? •' ' ' 

Le masse anzidette decimate di due terzi , comandate da 
no C ommissario poeta. Generale che non ha mai conosciuto 
IT arleidéltai.gt]ecra k e ndio; stessei lémpq dvcinéiaMive adii- 
za pari , «pnattoòneUadlnllsIaHa^' quello:, ohe «Attrai volta 
fece in Spezzano, e che T egregio Comitato di Cosenza' non 
sep^rimMiare^alemìiMi* I^e stessè • alasse pinnedifliraore , 



»>1 

non sanno militare , se non alla sua presenza , ed in anione 
di buoni Siciliani » ed ò per questo che per mezzo del Te- 
nanfe Colonnello De Simone , glie le spedisco « con ordine 
di restare in S. Lor/enzo , fino a che ricever^ I suoi ordini; 
prevenendola » che le Truppe costà slaozionale , poli^bbero 
oecopare Cosenza semsa quel luogo. 

Io intanto parto par la mia missione « e son cerio d*avere 
de' buoni risultati , e ne attenderà i ragguagli. Ifon già per 
farle da maestro » conoscendo ^uant' Ella è perita nell'arto 
della guerra , ma per semplice suggerimento 4e folcoioscere, 
che fluendo Ella il Campo in Spezzano le Truppe jftegie pas- 
sando da' confini del tèrrilorfo di Spezzano, cioò circa otto 
nciiglJa lontano da Spezzano , si potrebbero recare in Cosen* 
za , e* errare le'skie Truppe in mezzo , come fecero i Fran* 
cesi nel 1806. 

' Dalle premesse crederei nelle attuali cose, ed opineiiei che 
il Campò generale lo riconcentrasse In Cosetaza » dove rnerc^' 
Hb coopcrazioni del signor Tenente Colonnello De Simone , 
che ne' Casali ha molta influenza , potrebbe colà riunire 
molta gente ; tanto più se la mercéde di ciascuno la porta a 
grana M in vece di 25 , come con 10 persone che io meco 
porto nella Provincia di Salerno ha fatto; prevenendola che 
in Cosenza potrebbe tra gli arrotati in quelle Carceri cen- 
trali , icegHiendane un paio di centinaia che potrebbe armare 
con i fucili de' particolari di Cosenza » accrescere di molto 
le sue forze. 

Ciò di riscontro al pregevole suo ufficio del 1 luglio X.* 75.; 

il Colonnèllo Comandane 



M 9Ìg, Generale^ in Capo 
ComandahU l' Eureito Ca^ 
ìabrO'Siculo 

Spezzano Albanese. 



Cat. Costabilb CABbUCCl, 



4M 

363 



CoifMNitfo Mia Suardia nflrt ofurff 



S]p$Matmé ^ lì$gHo 1648. 



SlCHOAB 



Giusta le, sue tlisposizioal bo inritato i f ai marginati 
Guardie nazionaliiloiHleJ partire per Campoteaeie » avvi- 
tandogli puce elle fra mezz'ora >gUiio ffovranoo euer proaU 
giusta 1 suoi eomandi. . 

H §oiio CtMò fi éa Oapo 
G. Lvtcì. 

D. Agostino Gaagllaoòoe — D. Nicola Guarglfamne — 
Giuseppe Giuaitie — Francesco Barbati ^ Biase Maiolino — 
Ferdiuaodo Vlàltri — Giuseppe Bianchi — Bruno Hortati — 
Gaetano Tucci — Angelo Maria Béilttcci — Antonio Comi- 
atro — Domenico Amerlsi — Giuseppe ^oofza -^ D. Luigi 
Pontieri — Angelo Maria forte -* Vincenzo Larevito -^ 
Francesco Alfano — Angelo Maria Forte Scodalo -*» Nicola 
Biois — Nicola Tarsia di Ambrosio — Michelangelo Pati- 
tacci — Francesco Pinola — Agostino Blandi di Vincenzo — > 
Ferdinando de Gaetano -^ Frao^eèio Draniis — Angelo Ma- 
ria Greco fu^Pietro — Ignazio Caputo — Vincenzo Fera fa 
Pasquale — Francesco 0»misirè di Domenfco — Giovanni 
Andrea Vaccaro — Agostino Rebecchi — Peppino Marchia- 
no ~ Giovanni Andrea Rinaldi — Angela Maria Cucci ~ 
Francesco Cassiaoo — Emmanuele Tarsia <— Beniamino 
Tarsia. 

B sotto Capo jf, da Capo 
Lucci. 

M sig. GtmraU Comandanti 
Ribotti. 



fid alle 6 p« m. la rapprcaestanza Pronineiale» dopo qnjh 
Ir* ere di riposo ha ripresa la discussione sotto la Pn»i« 
de^aa dal Vioe^neaidente 9. Giacomo Tasro da Casteilaaa » 
per Indisposiaiane det Presidente sif.. PalamlK). 11 Vice-Pre* 
ilideiite ba data tetterà di «n nmnonméum puMlicato daUe 
diverse depalaxicni delle Provincie confederate in Potenza « 
a di 9^ giagpo 1848 ^ ad ba proposto che la rappreseatai»» 
aa ProvlofMe riconosca tatto. quello che trovasi significalo 
nel succennalo memonmdum* E poiché i desldert e le prole* 
ale in quello espresse non sono che la manifeslazioDe deU*a<« 
plversale (plotone e del volere delle cinqae Provincie eéiH 
federate ; considerando altresì che il «le^Norae^hMi non è cho 
«na cepliea delto avariale proteste fiitle 11 di' 15 .giugno da 
4nlU i collegi eletloraU i quali reclamarono nel modo il più 
solenne, ed «nanime V osservansa del programma del 3 apri* 
le e del consegnenté decreto dei 5 dello slesso mese ; const* 
dérando che il fnsmorandam in panda è pare un'eco della 
manifestacloné , glA messa a slampa' della Deputazione na* 
nkipale della Città di Bari a tolti i cittadini della Provia* 
^ia , per effetto della quale manifestazione ai ò qui tutta as- 
sembrata la rappreseatanaa Provinciale ; considerando «he 
il sincero e leale asaatenimento del regime costituzionale^ 
che la facoltà di svolgersi e modificarsi dalla rapprese»» 
tanza Nazionale lo Statuto. , correggendolo io quanto ba 
d* imperfetto » ed adattandolo ai presenti bisogni dei paese» 
coaie anche al progresso dell' attuale civiltà ; che r an«: 
nullamenio di. tulli gli atii dèi governo dal 15 maggio ia 
poi ; che il ridiiamare al servizio per guarei^Ugia delle 
nostre libertà e per sicurezza del parlamento ia Guardia 
nazionale, illegalmente sciolta , fornendola convenientemente 
di armi e di arliglierie ; che i castelli infine delia Ca- 
pitale ai, mettano nell' impotenza di nuocerle. » Sonf tulle 
eosa che il popolo » od almeno tutte le Intelligenti generoso 
a iMntamente liberali persone che lo compongono universaU 
mente vogliono e dimandano » la rappresentanza Provinciale 
fasendoal interprete della pubblica opinione nnanimamenle 
delibera non solo di riconoscersi il memorandwn delle Pro- 
vincie confederate , ma bapsl di pubblicarsi per le stampe 
l'adesione a quello di tutti i Deputati municipali. Si ri- 
aerba però il Consesso di deliberare sulla natura de' mezzi 
dei qoalji dovrà fare uso la Provincia per raggiungere la 
meta di taato sao desiderio , come ' aiN:ora suU' epoca di 
adoperarli , sempre che il Potere si mantenga tuttavia nella 
sua scoqfortaate rigidezza « e si ostini a non far contento 



i04 

qÉesle glasle ei Innocènti brame dflN*^ontvelKintà' della Na- 
itone. 

. Sulla propmizione di v«H Spiritati la nii)i>reseAtiiniea FMk 
vlncfale ha nominato nnComUato^l'cinqui) indii^Mar diesi 
ebianerà Conflato Provinciale. 8ao speciali^ ioearicò aarà d! 
dare eseeuzioiie a tolte le mlsare o provf ediménti iche tpte*' 
ala ConMsao sarà^ per adottar nette me tomaie ; e ciò a nor- 
ma delle facoltà >coiicedate ai Comitati cogli art. 22 e a(F 
dello Statuto della Depntasione mvntcipale di Bari; già pub- 
bucato per le stampe. SnlT avviso del Gomitato Provinciale, 
H Presidente dello stesso convocherà in-qaesto Capoluogo i 
Dspotali monicipall «' ogni qualvolta egli lo crederà^ iodi-^ 
qiensabile ; 'ma neir invito , t> nell* atto di convooàelonè ette 
vogliam dire « dovrà egli stesso esprimere 11 parete d^ €0^* 
mitato snlki necessità di eonfocawi la^ i^sppresevilànza* Pro« 
vlnoiale; Nivn*' atto del Comitato • sarà rUsoiiOBCliitO qoando 
non sia stala F effetto di 'Ma deliberazione ' di qdeslo^ 'Con- 
sesso. Si è procedaU> Inoltre al|a nomina de^<;ln^ne eompo^ 
nani» il Comitato.; ed è slato miainimaihente declamato' Ihre^ 
Bidente delio stesso H. Ginaeppe Bez^ét; Gli altri quattro deF 
Comitato e idac' sostitaii sona stati preseetti a Voti segré- 
ti , espressi so tantf poliazlni per qlraflii Oetratati ; ed han- 
no ottenuta la maggioranza de^ satfragi li Coale B. Gfovadnl 
d» litavis con 30 voti; il sìg. Capitanò « Tice^Presidèète 
P. Giacomo Tauro con li voti ; ìt sig« D. Luigi de Laurent 
Hts di Allanìora con 9 voti. Per il quarto, inembro del Co^ 
mitato ci è stata parità di 8 voti fra 0. Vincenzo Sabini e 
IK Francesco Noya.- Il Consesso ha ovdlnato che i dtié nomi 
si sorteggiassero , e che la nomina toccasse al prlikio Sortilo; 
il quale è risultato il sig. ^bini. Per i due sòstitutf at €0-» 
mitato si è pm*e avuta parità di' ^voti frali '^ig. Noyà Se- 
gretario, D. Domenioo Sagariga, jV 0. Luigi ftevést ; fe lìiéssi 
anche a sorte questi tre notilii son riascili sosCtldll al Cò- 
milato 1 duo primi , escluso il Revest. Sulla proposizione 
del Presidente la rappresentanza Pvovinclale ha finalthente 
ad unanimità deliberato che a meglio provvidero alla ptoly- 
biiea tranquiliUà e porre un freno' atle> malvage intenzioni 
del nemici de|r4)rdine , ciascun Deputato* Prov^lnclale , ;o6F 
concorso d^le Deputazioni mnnidpaii, che tmvansi'gfà sta- 
bilite ìty ogni Comune , tra lo spazio di olio Igiomi invierà 
al Presidente del Comitato Provinciale una lista di -quante 
Guardie nazionali, ed ariChe di altri Individui non' apparto^ 
nenil. a quella ^ vorranna concorrere , ( laddove se ne pre- 
senti ìst necessità ) al nobile scopo della tutela délP ordine 






WS 

^bbliCQ. In l«l taso V étmAmmmia d' ogiit iUiardia^ nario- 
«ato o 4* ogfkiy allra iadìvMao.Toloniaffio , tieno aocin al- 
K^Mì 9 o sotto QfflsiaU,» sarà dà graqa 3a. ai. giorno, salve 
4e«faedificbe ahe si |K>iranao portare a iqnèsla deliberaaioae 
par aitMStaiiaa aoeeaiooali. I ^ispelttvi . Moai^ipl ; < ad. io lo»- 
!ro «oaM^ iQ.prameltood.t.DepvIatl )«i88itQab larghi dt pà- 
taroa qnra e di. «ani aorta di. niaaifiìOMKB. ^ veiso le Himiflie 
povere' di -oaloro ciie^ Iddio non aonsenl» « itorìraimo «omu 
JMtaodo.par l^ordioQfr la traaqalliità e la slearec^ nsfaio^ 
uale; come aneora vano quelle Gaaréie «siiioiiali, o qaai 
volontari che .si disUngipratìno. nel coaaillo,:o.ofca^ pe# la lri« 
ste consef oeaze delle armi i;ia5cisse(0 inabili al lavoro* Ogal 
Maoiaipio farà pare' tenere 41 Cò^nìtato Provinciale all'in- 
dicazione esatta delle armi e dèlie nianizioni che potrà al- 
r uopo fornire; e flq^lmente an cònipuÌo« ilpiù che si po- 
trà esatto « 'ddle sòndme . che con voioiitarie soscrizioni , o 
per qualunque altra, via ahe; ie le potasse procacciare aiascua 
Municipio presterebbe, a^ possibili bisogni - dDll^ . Provlogia. 
li ì^residente hat dicjbiiarafjst sosp^ J^j|yi;H|ila a^iorpaudolfi 
a dimani giorno 3 (UgB©-. j . / 1. . • ,.. . 

/ fliiioitàsl ài bei naóvp la fappresepUnzà Proyip<;i^lQ j^ 
^etpfniinato che la darati| delt^ <^rcìzió. del xGomil^^p Pro^ 
vlnqfàle'non dovrà essere maggiore di un mese. 
' Si è p^re incaricato il Comilaio Pcoyjncialp di presentara 
fra 'lo Spàzio di dicci g^P^p'^ .un progètto^ d^$lalii^o|orKaniep 
per la r^ppre^tanza Provinciale, p s^ è al' Cornila lo, i6L<3^ 
commesso V esame di alquante i^ee' proposte suir oggetto i 49 
messe ihriscritto dal'peputató di Coiaio signor jQ|iiot^» 
' Per rlnùiicia delsignar p. Domenico Sagarjg^; à; sosiitutj) 
ll'Goni^tato Pròviodiale di coosi^nso ì^oin^ìé l^j4,.àqminaip U/l 
sua vece il signor D. Luigi Revest-,.., ' . _, ^ ' , .''. '^ 

Perchè poi il Conàitàto Provinciale si metta subito in fan- 
sione si è stabilito di spedirsi al Presidente di queUo un 
esemplare a stampa del presente verbale , il quale valga di 
mandato della rappresentanza Provinciale per il Presidente 
Istesso signor Bozzi , per gli altri quattro membri , e per ì 
due sostituti del Gomitato. 

Il Deputato di Gioia ha ^manifestato al Consesso essersi co- 
là grandeinente turbato T ordine « e la tranquillità pubblica 
da una mollilndine di contadini , che insorgevano col prete- 
sto della divisione delle terre demaniali. AH* annunzio di si 
dispiacevole avvenimento molli deputati e fra questi princi- 
palmente il Conte de Utaris si sono immaatinenti profferii 
di recarsi in Gioia per ristabilirvi la quiete. Ma la rappie- 

60 



«06 

ienlanxa Proviooiale t ingraziando lo seelo ^ quei suoi mem- 
M iMglio avTisaiidoai ^ e> Toleodo aanif re procedere rigonh- 
samente coi meszi legali jiel raggiungere il principale scopo 
dalla ava < iaUluioiie^ il quale sta nd naoteniaMnlo d^r or- 
dine pubblico , ba spedilo dal suo ceno una deputaziOBe al- 
l' Autorità iOivile per impétrarno ali* uopa i pia pronti ed 
energici proT¥edioientL Bd al ritorno della deputazione » 
intticttratofi.il Goosetto delia favorévole accoglienza onde la 
prima Autorità della Provincia • aveva aecoUa le jue rima» 
atranze il Presidente ba sciolta la radunanza* < 
Fatta e soUosaritlo In Bari ai SJng^ 1848. 

fi Yiee^PniidenU 

* ' , G. Tauro. 

il Seffireiario . Voratore 

' F. Noti V. OaxJkinii 

i D$f9$taii He' ihmieifi. 

Giovanni Caprlglià — Alessandro' Forges Davaiuatì ^— Gio- 
Tanni Sicillaai — Francesco CèceM — Pasquale |ilargtoUa — 
Giovanni Jacobellis — Vito Tori — Sante Sileiccbla — Fé* 
dorico Galletti — Felice Nisio — Rocco Sassapi — Onofrio 
Modtfgno — Giuseppe la Ginestra -^ Angiolo Giace! — Vito 
Nicola Bianchi — Raffaele Capéce — Pasquale Gallellt — 
Baldaissarre Turi — Luigi Ferrara — ^ Federico Quinto' — 
naminio Valenti — Francesco de Riiggiefo — Francesco 
Curzio — Giuseppe Corsi — Donalo Conte — Luigi Clinco — 
Nicpla GirUlo — Canonico Giuseppe del Drago — Biagio 
Accolti tìril — Canonico Angelo Positano -^ Pietro Lepore — 
Giovanni de Iltaris — Luigi de Laurentiis -^ Severino Gior- 
dani — Giuseppe Bozzi — Giuseppe Mastro Nardi -^ Fran- 
cesco Gettura — Saveriq ScattagUa -r- Pietro Giannini. 



• ì 



,•• 



Ii07 

373 

AGLI ABITANTI DI CALABRIA CITRA 

IL GOmTlTO DI SALUTA PUBBLICA DI p08£A2A. 



Per cagioni , jch' è inalila il riandare » le noelre forie 
avendo dovalo retrocedere in qatìsto t^apolaogo , desiderosi 
di evitare ai paese gli orrori di una guerra «ecanita » e le 
coBsegaenze di nna invasione per parte dei Regi , invasione 
che il sito sfavorevole di Cosenza renderebliS probabile., 
questo Comitato ha risolato ritirarsi spuntaneamenle da que- 
sta Città. 

Fermo :per6 sempre mai nei principi di| Ini . proclamaLL 
fin dai 2 giugno » giorno della sua isiail^x^one f, traii^terà i 
nella vicina ùilabria la sua , bandiera ; cb^ anzi in quel irai^ 
lo medesimo dm sarà . per mantenerla saldissin^a » fi costi- 
luirà in Calamaro hi Gcvtmo iVooetfion'o CentroU delle Oh 
labrie. 

Forte fcbiere .di Calabri , e fratelli della Sicilia famum 
siepe al governo » e s^^foondandone enérgicfMoenta i dallamjL 
lo porranno twn prepto nel grado , non soIq di rioccupara 
questa provincia » ma .4* aliargaro la rivoluzioiie ort rima*, 
nenie dal regno, 

Counzà 3 lufìlio 1848. 

n dmUtm 

GtutBFFB RiGCiABDr , #yfitdèfile ' 

Fbancksco Fbdebici 

STABISLAO LUFIHACCI 
BUBOIITTO MUiOLIllO 

Luigi Micbli , Septiario. 



BM 

e forse sarà rotta » per quanto è possibile 9 ogni coroniiica- 
zione fra Cosenza e i paesi. Io vi ripeto ciò clie ho scritto 
nei precedente uffizio ; cercherò di nnire qaanta più gente 
potrò , ed a qaalanqa» eosto sarò tmià. * Ora spedisco 20 
Corrieri per i paesi vicini , ove il movimento delle Gaardle 
nazionali è già cominciato ; se è possibile domani marcerò 
ec- ec# ' ■ i '\ 



M sig. PnHéenU del Comitato 
di SaluU PuMiea. 
Cosenza 



Biagio Miraglia 
PjumiMttiS \ Amodzi. 



• , Jiii • • • ~ • • .' I . » . . .«••■'.' 



i ;i •• 'J*' • •«..»' ». I " ■ • 



. :- . •■ • .. ' ! 



• • 



Comando della 4.^ Brigala dell' Esercito OàM¥d^^culo 

r . ' , • t ^ 

. • • "^ 
SiGNoa Generale; 



Se io avessi potuto persuadere le masse e restare nella 
vaile di S. Martino ove con $0. uomini mi era io compro<- 
messo di custodire quei passaggio , V assicuro che tale im- 
portante posizione non si troverebbe ora in braccio a' Regi 
che si b^onp ajp^rto (aJora- comunicazione colie Truppe sta- 
zionate ìnkotòiirda ài piiinero 1200; ed in Mormanno con simi- 
le numero con quella di Castrovlilari ; con pia aggiungere ai 
due piccoli cannoni di Castrovillari altri due di Rotonda , 
cioè uno di dodici ed un obice. '^' --^ '^ ' ' 

Le masse anzidette decimate di due terzi , comandate da 
un C ommissario poeta. Generale che non ha mai conosciuto 
IT arleidélla<.gt]ecra k e ndip; stesso; lémpai dfecin*éiam*e sito- 
za pari* «pnattoòneUaitìnMslaKa ^* quella:, «he MàttraiToila 
fece in Spezzano , e che V egregio Comitato di Cosenza non 
seppe rìmMiarem lempa« I^e stessè alasse piaiiedi^lìHnor^ , 



non sanno militare , se non alla soa presenza , ed in anione 
di buoni Sidliani » ed ò per questo clie per mezzo del Te- 
nente Colonnello De Simone » glie le spedisco « con t)rdìne 
di restare in S. Lor^enzo » fino a che ricever^ i suoi ordini; 
prevenendola » che ie Truppe costà sianzionate , poti^bbero 
oecupare Cosenza senza quei luogo. 

Io intanto parto par la mia missione » e son cerio d*avere 
de' buoni risultati , e ne attenderà i ragguagli. Ifon già per 
farle da maestro » conoscendo ^uant' Ella è perita neirarle 
della guerra , ma per semplice suggerimento 4e fo:coÉoscere9 
che t^endo Ella il Campo in Spezzano le Truppe jftegie pa»- 
sandp da* confini del territorio di Spezzano » cioò circa otto 
nciiglla lontano da Spezzano , si potrebbero recare in Cosen- 
za 9 e* errare le sue Truppe in mezzo , come fecero i Fran- 
cesi nel 1806. 

' Dalle premesse crederei nelle attuali cose, ed opinenei che 
il Campò generale lo riconcentrasse in Cosetaza » dove merc^' 
Hb coopcrazioni del signor Tenente Colonnello ì)e Simone , 
che ne' Casali ha m^(a influenza, potrebbe colà riunire 
molta gente ; tanto più se la mercéde di dasciino là porta a 
grana 40 in vece di 25 , come con 10 persone che io meco' 
porto nella Provincia di Salerno ha fatto; prevenendola che 
in Cosenza potrebbe tra gli arrestati in quelle Carceri cen- 
trali 9 icegliend<me un paio di centinaia che potrebbe armare 
con i fucili de' particolari di Cosenza » accrescere di molto 
le sue forze. 

CIÒ di riscontro al pregevole suo ufficio del 1 luglio X.* 75.; 

il Colonnèllo Comandane 



M iig. GeneràU^ in Capo 
Comandante V Eureito Co- 
ìabrO'Siculo 

Spezzano Ubaneee. 



Cat. Costabilb' CABbUCCl, 



• » 



2Ka 

371 
RAPPRESENTANZA PROVINCIALF 

DITBBBA01BA.'Rr 



i. 1 

Oj^gi 9 lugìfo 1818 alle ore fO a. m. i D«palali Ji tiHK 
t Manicijft della' Proviocia , tranne quelli di Noci di.PjiM* 
fbano e di Rnvo « cobventtti qui in Bari» si si»oo per la 
prima vòlta assembrati nella sala del Palazzo Comonale. Sot- 
to la Presidenia del sig. D. Nicola Palumbo da Trani si è 
cominciata là discussione » procedendosi dapprima , alla.no- 
mina di una commissione speciale, incaricala di verificarci 
Aiandali , ossia i poter! di ciascun Deputato municipale. Ed 
lo questa disamina d surCo il dubbio se ciascun Grcondario, 
o ciascun Municipio dovesse avere il sua Deputato» Il Pre- 
sidente ha proposta la quistione » e di^o un lungo .svolgere 
di ragioni e di giudizi, considerando che ciascun Municipio 
avesse già inviato» con apposito mandato alla rappresenLaar 
za Provinciale ; considerando che ciascun Municipio ha i 
suoi peculiari interèssi, e le sue proprie opinioni non sem- 
pre dipendenti , nik senspre in armonia con quelli del Capo- 
luogo del Circondario , o che spesso fra le diverse Còmobi 
di uno slesso Circondario v^ha tali gare e tali contese mu- 
niéipali da rendere Incompatibili per inttp L* unità del man- 
dato ; considerando infine che la rappresentanza jper Muni- 
cipio aumentando la concorrenza dei Deputali aggiungerebbe 
altresì maggiori elemenli di fòrza morale e materiale al- 
r intera rappresentanza Provinciale , si è ad unanimità de- 
liberato che per questa prima tornata vi fossero tanti Depu- 
tati per quanti Municipi, pogniamo che ognuno di essi fosse 
presente ai Consesso , e convenientemente munito di man- 
dato. Nelle tornate avvenire però ciascun Municipio sarà sì 
rappresentato da an Deputato ; ma che i Municipi che con- 
tassero oltre a 10,000 abitanti avessero due Deputati; per- 
cioccliè , senza di questo provvedimento , le grandi città 
della Provincia non avrebbero rispetto alle piccole Comuni 
un* eguaglianza di sufl^ragi nelle deliberazioni. 

Alle ore 2 p. m. si è sospesa la discussione , ordinando 
ri Presidente di ricominciarsi aite ore 6 p. m» 



fid alle 6 .p« m. Ja rapprcflestatiaui . Proninciale, dopo 4|a«l- 
Ir* ere di riposo ha ripresa la discassione sotto la Frasi* 
densa d^l Vioe-^nesidente 9. daoomo Tasroda Ga^teilaaa » 
per iadisposislcme del Presidente si^.. PalamlK). li Vice-Pre* 
sidente ba data tetterà di «n mnnonméum puMlicato daUe 
diverse depMiaxioni delle Provincie confederate la Potenza « 
a. dì 95 giugno 1848 ^ ed ba proposto che la rappresentai»» 
«a Provinciale riconosea tntlo: quello che trovasi significato 
D^ snqsennata memonmdum. E poiché i desfdert e le prole^ 
fte in quello espresse non isono che la «laaiftslazioDe deii*a<« 
piversale opinione e del volere delle cinqae Provincie fsén* 
federate ; considerando alU^l cbe il «Minorne^hMi non è che 
vm^ replica detto avariale proleste fiitle 11 di* 15 giugno da 
4nlU i collegi elettoralt i quali reclamarono nel modo il più 
aolenne.ed manlme V esser vansa del programoia del 3 apri'* 
le p del conseguente decreto del 5 dello slesso mese; consta 
dorando che II mimoroiidiMii in parola è pare un'eco della 
manifeslaxioné , già messa a slampa"^ della Depntaalone nu- 
nlcÌ|NÙe della Città di Beri a tutti 1 cittadini della Provine 
^ia f per effetto della quato manifestazioiie ai ò qui tutta as- 
sembrata la rappresentanza Provinciale ; considerando . «he 
€ il sincero e lede oMnleniineoto del regime cosUtesionale;' 
» che la facoltà di svolgersi e modificarsi dalla rappresene « 
» lanza Nazionato lo Statuto. , correggendolo in quanto ha 
a . d* imperfetto , ed adattandolo ai pneseoii bisogni del paese» 
» poane anche al progresso deli' attuale civiltà ; che i' an«: 
j^ nallamenio di. tniH gli alti dèi governo dal 15 maggio in 
w^ poi ; che il ridiiamare al servizio per guarei^tigia delle 
w nostre libertà e per sicurezza del parlamento la Guardia 
a nazionale, illegalmente sciolta * fornendola convenientemente 
a di armi e di arliglierle ; che i castelli infine delia Ca** 
a pitale si, mettano neli' impotenza di nuocerle. » Sonf tutte 
cose che il popolo » od almeno tutte le Intelligenti generoso 
e iMntamente liberali persone che lo compongono uni versai- 
mente vogliono e dimandano , la rappresentanza Provinciale 
fiieendosi interprete della pubblica opinione nnanimanienle 
delibera non solo di riconoscersi il memorandum delie Pro- 
vincie conMerate , ma bensì di pubblicarsi per le stampe 
r adesione a quello di tutti i Deputati municipali. Si ri- 
aerba però il Consesso di deliberare sulla natura de' mezzi 
dei qualji. dovrà fare uso la Provincia per raggiungere la 
met^ di tanto suo desiderio , come amberà sull' epoca di 
adoperarli , sempre che U Potere si mantenga tuttavia nella 
sua scooCortanle rigidezza « e si ostini a non fitr contento 



i04 

qÉesle giwle ei Innocènti brame dcH'^nnlveltantà' della Na- 
lione* 

. Salla propmizlMe di vart Spiritati la m^^nnaéiAàmaLWIfù^ 
vlncfale ha oomtaato nnComUato^l'cinqui) indli^Mdi' cSiei4 
eblainerà Conflato Frovineiate. 8ao speelati^ inearicò aarà ài 
dare Meeazioiie a tolte le mlsare o prOTtedlméeii che ^ne-*- 
ala GoBMsao sarft*' per adottar nelle ano tomaie ; e ciò a nor« 
na delle facoltà (concedate ai Comitati cogli art. 22 e a& 
dello Statato della Depntaxlone nmntclpale di Bari^ già pid^ 
hileato per le 8tainpe. Solfar vlao del Gomitato Provinciale, 
H Freiidente dello stesso convocherà inqaesto Capoluogo i 
Depolati monicipaU i' ogni qualvolta egli lo crederà^ iodi-* 
ipensabile ; ma neir invito , o néir atto di convocarionè ciié 
vogliam dire « dovrà egli atetso esprimere II parete d^ Cor 
mitato soMo necessità di eonvocarai la'« fappreseii lènza* Pro- 
vinciale. Nivn*' etto del Comitato sarà' ribtiiiOBCliilo qoando 
non sia stale ¥ efletto di 'Ma deliberazione di qiieslo'Oon* 
Msso. Si è procedaU> Inoltre alla nomitia de^^lninie compo-' 
noni» il Comitato.; ed è stato' miainimaihenle declama ttyf^re^ 
atéente dello stesso il. Ginaeppe Bezi^t; Gli altri qvaitttlO' del 
Cìomilato e i dac soslitati sono stati prescelti' a< voti' segre- 
ti , espressi sa tantf polizzini per qiiaiili '£te|mtati ; ed ham* 
no ottenuta la maggìorartza de^ safft*agi il Conte B. GibvaifnI 
de lltaris con 30 voli ; il sìg. Capitanò « Tice-Presldente 
P. Giacomo Taaro con li voti; H sig« D.Liùgi de Laurent 
Hts di Allanìora con 9 voti. Per il qaarto. inemforo del Co>- 
mitato ci è stata parità di 8 voti fra 0. Tincenzo Bobini e 
IK Francesco Nóya.' Il Consesso ha ovdinato che i dtié nomi 
ai sorteggiassero » e che la nomina toccasse al prlikio Sortilo; 
il quale è risniìato il sig. ^biói. Per i doe sostituti atCo^ 
mitato sì è pare avata parità dr voti fra* il 'lig. Noyà Se- 
gretario, D. Domenico Sagarigà, fi 0. Luigi Kevest ; e messi 
anche a sorte questi tre nomi son riascili sosUldli ai CO* 
milato i due primi , escluso il Revest. So41a- propostzfoné 
del Presidente la rappresentanisa Provinciale ' ha finalmente 
ad nnanimità deliberato che a meglio provvidere alia pah^ 
biica tranquillità e porre un freno' alle* malvage intenzioni 
dei nemici deir ordine , ciascun Deputato* Pro^ncialé , /cól 
concorso d^le Depntazioni municipali, che trovansi* già sta- 
bilite io ogni Cornane , tra lo spazio di olio 'igioml In vierà 
al Presidente del Comitato Provinciale nnà lista di -filante 
Guardie nazionali, ed ariShé di altri individui 'non' appartò^ 
nenil- a quella ^ vorranaa concorrere , ( laddove se ne pre- 
senti la necessità ) al nobile scopo della tutela dell' ordine 



^psMilicoi. In 1«1 taso r ehnlvmeBfQ d* ogiil €iiardiar nario- 
«alQ . o 4* ogni, allra iadivIdao.ToloniMlo , tieno aocin al- 
.Urlali » o sotto QfflsiaU 1^ sarà dà graqa 3<^- ai giorno ^ salve 
le^fiedificbe ahe si |K>tranao portare a iqnèsla dellberaaioae 
par ^ifcostanaa aoeeaiooali» I Rispettivi. Moai^ipl; < ad. io lo»- 
!ro «oaM^ io .prametlooo. t. Depotatl ) «. saitiMb lardili di pa- 
.tama qara a di. o^i aorta di> niaaifiidMKB. ^ veiso le Csmlstie 
povere di coloro cba » Iddio jkm aonsenla « itoriraiino «omu 
JMtaado par 1^0rdioQ if ia traoqiiiliilà e la slearec^ osfaior 
uaie ; come aneora . veno quelle Gaaidie aaiioDaU , o oaei 
voloDtart che ji dìstingipsraiiiio. naL coaaiUo,:o. oka- pe# la \ri« 
ste consef neaze delie armi i:;ia5Cisse(o inabili al lavoro* Ogni 
Maoicipio farà pore^ tenere ^t Cogitato Provinciale an* in- 
dicazione esatta delle armi e delle nianizionl che potrà al- 
r aopo fornire ; e flq^lmente nn conipuÌo« ii'più che si po- 
trà esatto « delle sòndme . che con voiontarìe' soscrizioni , o 
per qualnnqae altra via dheie le potasse procacciare aiascnn 
Municipip presterebbe, a^ possibili bisogni . daU^ . Provlpcia. 
Il Presidènte, hat dlcj^iarai^ sosp^ J^^ty^n^i^là a^iorpaudolfi 
a.dinnani gioraó 3 ìii|jlio.' j. . / ^. . ♦. ^.,, 

.' flifipitasi ài IhJ Duòvp la rapprésealanzà ProviiM^i^I^ j^ 
^etpfroiòato' che la darati| delt^ (^rciziò. del x^omil^p Pro^ 
vlnlqfale non dovrà essere maggiore di un mese» 
* SÌ è piloro incaricato il Comilaio Pcovjncialp di presentarn 
fra 'lo Spazio di dicci jglprnl un progètto^ d^ Slali^to^Of;Kanìe|) 
per là r^ppre^tanza Provinciale. |£ sl^ è al.'Cornilatp,i6L<3^ 
commesso V esame di alquaole if^e^' proposte suir oggc^llò « 49 
messe ih.'iscrf(to dal 'pepatalo di Covalo sjgfjorjQ^iQt^. 
' Per rlnùdcia del .signor p. Domenico Sagàijg^; à; sosiitiitj) 
Il Concitalo Pròvìodiale di coosi^nso ì^oìihiì^ b4,.àj[fniinafp fy 
sua vece il signor D. Luigi Revesj.,.. , . _ , . . ,' . *, 

Perchè poi il Comitato Provinciale si 'metta subito in fun- 
zione si è stabilito di spedirsi al Presidente di quello un 
esemplare a stampa del presente verbale , il quale valga di 
mandato della rappreseatanza Provinciale per li Presidenla 
istesso signor Bozzi , per gli altri quattro membri , e per i 
due sostitati del Gomitato. 

Il Deputato di Gioia ha ^manifestato al Consesso essersi co- 
là graodepiente turbato V ordine , e la tranquillità pubblica 
da una moltlludlne di conladini , che insorgevano col pretes- 
alo della divisione delle terre demaniali. AH* annunzio di si 
dispiacevole avvenimento molli deputati e fra questi princi- 
palmente il Conta de Iltaris si sono immaatinenti profTerti 
di recarsi in Gioia per ristabilirvi la quiete. Ma la rappi'e- 

60 



I - ; 



X06 

» 

ienlania Provinciale t ingraziando lo zelo 4i qnei sooi meai* 
bri Maglio avvisandoti ^ e> volendo aamf re prooedefe rigore- 
aamenle coi mmzi legali nel raggiungere il j^incipale toofo 
della raa . iiiiloalone^ il quale ita nel sauteniniento deir or- 
dine pu2>Mieo 9 ka spedito dal suo aano ona deputazione al- 
l' Autorità nlvQe per impetrarne all' uopa i più pronti ed 
enfKgicI provvedimentL Sd al ritomo della deputazieoe, 
naslcarateei.il Gonsezso deUa favorévole aoeogHenza ondo la 
prima Autorità della Provincia » aveva aeoolto le sue rimo- 
stranze il Presideuto ka sciolta In radunaiua. ^ 
Fatto e sottQMriUo in Bari ai 3 lug^ 1S48. 

G. TiCBO. 
A Seghiario . L'oratore 

F. TIoTA V. Omaiioi 

I Diputaii é$' Munieifi. 

Giovanni Caprif^ià — Alessandro Forges Davanzali ^ Gio- 
Yanni Siclliaai ^ Francesco Gèce^e — Pasquale Jtfargielta — 
Giovanni Jacobellis — Vito Turi — Sante Silecchla — Fe- 
derico Galietii — Felice Nisio — Rocco Sassani — Onofrio 
Modtfgno — Giuseppe la Ginestra — Angiolo Ciacci — Vito 
Nicola Bianchi — Rallkele Capece — Pasquale Gallelli - 
Baldassarre Turi — Loigi Ferrara — * Federico Quinto — 
Flaminio ValenU — Francesco de Ruggiero — Francesco 
Curzio — Giuseppe Corsi — Donato Conte — Luigi Clinco — 
Nicpla arUlo — Canonico Giuseppe del Drago — Biagio 
Accolti Gii — Canonico Angelo Positano — Pietro Lepore — 
Giovanni de Iltaris — Luigi de Lanrenliis -^ Severino Gio^ 
dani — Giuseppe Bozzi — Giuseppe Mastro Nardi — Fraù- 
casco Coltura — Saverio Scattaglia -r- Pietro Giannini. 



ao7 

373 

1 ' * 

AGLI ABITANTI DI CALABRU CITRA 

IL COMITATO DI SALUTfi PUBBLICA DI COSBlflA. 



Per eaffiosi » jcV ò inaUte il riandare » le nosire forie 
aveodo dovuto retrocedere in qatìsto «^polaogo » desiderosi 
di evitare ai paese gli orrori di una guerra «ecanita t e le 
consegaenze di ona invasione per parte dei Rifigt ^ invasione 
Glie il sito sfavorevole di Cosenza renderebt)S probabile.» 
questo Comitato ha risoluto ritirarsi spontaneamente da que- 
sta Città. 

Fermo però sempre mai nel prioclpt di| Ini . proclamaiX 
fin dai 3 giugno » giorno della eua jslallauóne ,. UaMjforUàA , 
nella vioina <àjabria la sua . bandiera ; cbe anzi io q»d ti!Ki^ 
to npedesimo obe sarà, per mantenerla saldissinia.» ai cosli^ 
luirà in Catanzaro In Govtmo Ptatmiiario CcntriaU delle Ca^ 
labrie. . , 

Forte schiere .di Calabri » e fratelli della Cicilia fan^nno. 
siepe al governo » e Sfondandone energiciunepie i deltamjL 
lo porranno ì^a prefìo nel grado , non soip di rioccupara 
questa provincia » ma 4* ailargara la rivolazioqe ^tìi rima-, 
nenie del. regno, 

Counzà 3 luglio 19fS. 

U Couu'teto 

GiiJSBTFK RicciABDi , fmidknU '" ' 

Fbancssco Fbbebici 

StaBISLAO LDP1HACC& 
BBHBbllTTO HfJSOLIHO 

LoiGi liiCBLi , Segrelforio. 



X 



y 



373 



Comamdo della 4.^ Brigata dell' Esercito Calabro-Siculo — - 
JV.* S — Oygetlo. Richiamo di contingemti amuUi nel Campo 
Generale. 



fei^èicàru 3 iufiio ^848. 



SkOffOftff 



t } 



TrovaDdomi destinato dal Gomilalo di Cosenza a Gommis- 
Sirio tiitllé , è dal GeAerale in Gap0 signor RiÌx>tU a rìa- 
ulre tenie a speditala nel Campo Qeneraie' Calàl>ro>8icuh^ 
ùMà 1 .* Dftifilorie dai «détto Generale 'éonatìdàta ; cosi oal- 
deggiando ella per la Patria prepriii , la qoleile per 1* ao^ 
mento del nemico trovasi in gran jMSrIcelo } perciò la prego 
di far spedire forza armata da tutti i punti del suo Cireon- 
diirio sabito subito per la via di Sainmarcot onde si potes- 
Éò trOf«re net Cainlpo , ed essere- nlile per^ìBissatire il ne- 
Meo i sicuro che polendosi riunita nn bumefo » se non mag* 
flore , almeno ugnale alle nemiche' forze , di Vincere certa- 
mente essendo i soldati de' codardi » i quali à* primi colpi 
di sbandano* 

Userà tutla la sua energto a fot xonoaoere a* suoi dipen- 
denti 9 che la Calabria Citeriore apHrù con tale gesta la più 
bella pagina della Storia Caiabra , la quale si renderà de- 
gna di ritener quel nome che t Calaòri del milk ottoceniosei si 
fecero con distruggere SO,O0O Francesi^ NtHi m&ncherà poi di 
notare a tutti quali saranno. giU- effetti di una perdita » che 
porrà lutti nel discredito dell'europa , eioò di venire disar- 
mati come è successo a' Mormannesl , le di cui sostanze » e 
le proprie donne in mano di sgherri non staranno al certo 
sicuri. 

Son persuaso che. Ella penetrandosi delle mie preghiere 
vorrà praticare tutti i suoi mezzi » onde la forza cittadina 
del Circondario a tutt' uomo si movesse alla volta di Sam* 
marco per sostenere 1 nostri dritti della patria, e le jM'oprie 
sostanze. 

In forza de' pieni poteri accordatimi dal Gomitato e dal 



so» 

Generate signor RlèoNl tivoeo la dÌ8|KMÌaloiiè data da Aiolà 
di br eolà portare I» detta forza , . sicaro tàe lato dltpoai* 
xlone teode ai nedeiinio oggetto. 

darà compiaeeiìte^iotaDto di aceuaimiene' la:rioealone.:La 
sMato distintameiile. 

U CohnneUo ComcmdaikU 
, ' è CoouMM^ariò Civile* 
€av.. (liaoccct 



t • 

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374 



Siaio Magsion M Corpo di Spedi^^om in CtMiria ^ K^ Si 



Curine 3 IiffltVr 1S4S. 



SlOHÒE Ga.^^MI« CoUAlfOi^TB 



Nella aperanzB ehe Lei Ambo già giunta ìvt Gòflènza » gì»* 
ita lo stabilito , le dirigo questo mio foglio per fiirle oenoM- 
«cere V esito della mfta spedlziooe. 

~ A causa dé^ Vapori nenlcl la sera del dae eorrento im 
j^lna della meica notte ini fa dato a prendere terra a \ìU 
fai 8. Gloranol , ove trovai I signori Platino >» , Di Lieto • 
Romeo cbe mi attendevano: messo d'aecordo eoi medesimi ,t 
eaèondo le latrwsioni da Lei ricevale , partii ImaMlalamentei 
per la volta del Campo di ilalda , ove trovar doveva la 
prima Colonna Calabrese. Il viaggio è staio lango> e assai 
disastroso 9 meaire lio4ov«lo evitare la via pestale, epran*' 
dare la strada dfi^ aMmli , per la poaiiione piesa dai mniets 
in Itonteleone. 

Prima di arrivare In MaMa * bo kovato I primi pesU ca« 
labresi aoHa via postale a Bavilaeqaa 18 miglia iangi dà 
Mottteleooe ,«e piógredeado olire bo tiovaio U Qiiarti^r <ie- 



SIO 

aerale nel liiceolo faai^ CurJnga porti» M. di un' aKm. a 
rtniulra 4elia vi» poHaie , .e • iO. mlglii ém Mofileleone.^ Lo 
forze «mo oltre a 1500 , tuiil bene «rméli «. firovVedali di 
aafilcieulB mmiitioiie r e liea €oai|)arUll iti Gampaipiie , S91M1- 
dre ec. ec. Alle forze dei Catanzaresi si tomo tniill più. 41 
600 Coseiitloi^y ed altretlanU se ne attendono domani. A mia 
richiesta <t parlilo or ora un distaccamento di 400 facilieri, 
per occuparle Filadelfia in avanti , e salla nostra sinistra : 
Lei consallando la carta mi renderà ragione di ana tale di- 
sposizione. 

ieri ali* avvicinarsi de^ Cosenthii tatto il Corpo si avvanzò 
da Ifaida sÌtt».<aU16»* anigiio daMonteleoae i il nemico sce- 
se dalla saa posizione incoairo ai nostri 9 ma appena omer- 
vaio il primo movimento di qnesle Troppe si ritirò » e da 
qoahto abbiamo saputo dal Corriero , or ora giunto » il Ge- 
nerale Nunziante dopo essersi ritiralo ionanzi ai nostri si è 
trinceralo nel Castello di Ifonteleone ; Forte cbe io non co- 
nosco 9 ma cbe paò essere di grave incomodo al nostro at- 
tacco per la sai posisiow. . 

È inalile dirle il modo come sono stato accolto. Volevano 
darmi il comando generale di lotte le Truppe ; ma io Uffl- 
ziale sotto i di Lei ordini non poteva accettare tale ollerta, 
ancbe indipendentemente da ogni altra considerazione esciosi- 
vamente personale. Non pertanto finendo oso delle lacollà. da 
Lei accordatemi bo consentito restare sino al di Lei arrivo 
al Quartiere Generale di qnesfa prima Divisione i prendendo 
parte alle decisioni cbe vanno a darsi dal signor GriflTo. Do- 
mani all'alba Ikrò un primo riconoscimento. Ho scrìtto al 
psesidenti del Comitato di PubbUea, Salute, di Cosenza ^ di 
Galanzaro per iniìirmarli dei mio arrivo in mezio alle forzo 
Calabresi. Ove Lei non stima diversameDte dovrebbe sobiia 
■nrclare per unirsi a noi « e cosi tatti. oMirciare joiianzi ap- 
poggiati dallo noslce Artiglierie. Far muovere ailre Truppa 
da Cosenza , oltre lo nostre» mi paro afbtto, iua\iie , attesoi 
r esuberanza di forze cbe noi. avreoio qui riiiolie , e d*4l* 
Irondo è indispensab&le guardarci le spalle t ed assìottraró la 
Ini eteasa iitisséma posizione di Paola* 

Il Generale Nunziante ba riunito In UoQlideQOo 20p0 uo- 
miai «U foaterii^ a 4 pezzi da quattro 41. mootagoai pitie TAr-. 
liglieria aatolaoia nei Forte. 1 A Piz^Q imo v^ pmo Truppe. 
Nello Stabilimento di Artiglieria in ìtfongìana. vi «o|io eirca 
7^ ArUglièri: , e poebi CuafdabM^ a «avaUpw Noi, stiamo 
Èm da qtiesta sera èrdloando una piccdia SpedìaiQW per r^o^ 
densi padroni di an deposito tanto ioiportaate ppr ooL Se , 



S4f 



coàC'h fàcile (noti (rovo iK>gnata^n& 'cnHa il «ito éi 
giaM rpttò prédisarfà un. pò a Settentrtone-Levànlé ili' 8èr*- 
•M sar'Vértniiittf ddl^ Appeimfiio vekM II m^re Iònio: dIMa 
lift Honteleone* 'iicnre ore di ibarcia; non avvi strada rotiìMIek 
*' Ce'e^aràid DazionaM dei paesi Vl^iht* MoiilelefHi« . 1mhìi« 
Gisàf^lVùÒvo'/ Arena , Palestina éc. éc.> lid< orila degli orditit 
'del onerale T^9Ìiàlite# nòn'hatine votalo imi rsl ail^Thippi 
Ano tlefesò obttiandafe par aj^pèggttti^ Ai CoiiafH;x{ahe ghtiiì^ 

^' Mr'ohi nob ho aU)^o<d» dirle; ed ho.ronorè:dt essem* 

*' ^' U Capò dUfcr Staio •Mlaifii9re 
Gì Atomo ho»ùo\'€€Ìaiinètl0' 
' M Éig. D. IffMXio tHboUi Cma^ 
-iànH tìtneMe ériki Sptéisime l» - 

. Cùtenté •'••-• » « ■ 



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375 



Vimimi89ariaié CMIe con Mi poderi 



Lungro 4 luglio Ì84& 



SlQMOKl 



SI 6 aTTerata la mia trista profezia. leri.giansero a Mor- 
ranno oltre f 500 regi , ed assediarono il paese , cercando 
di occupare I posti difesi da an cento del nostri. Questi nei 
gloml antecedenti erano aiutati e calfliiniente secondati dalle 
'Guardie nazionali di detto paese , ma da un giorno quella 
Guardia non si Tederà pNk. 

La stebsa popolazione che sembrava risoluta prima a una 
férCè Yesfartébza , cominciò fin da quando Intese- ravvicinarsi 
delle nuove Truppe , a mormorare contro i nostri ciiiaman- 



Mi avloii ddla loro mina, e poveri e ricchi dimrlaraiio I 
loco focolari riUraodoai nella campagna. Qoesto mnlaiiipnlo 
non scorò i noalri t ppa U Iradimeoto. di aknoi fa eompinlo, 
porche occopatò eb» «altiero le Troppe Je viiHnaoae 4I Morr 
joanoo una nano di Guardie nasiooi^i che sembravapo ptà, 
(caMi delln Doalra. causa, t oscirono Inconlro a|le truppe per 
l^alnlafBi del lofo arrivo « recando U Pallio t e doipo ^e^lp 
Atto veiigognpao un. vagazao dei pae^ avverò, il a^nor SU 
Savorio Toscano che comandava la nostra Compagnia staor 
zMa » che le Truppa lygie aii^oviioo .^ipa^onifaio ,ti|it*,i j^ti. 
Allora il .bravo signor Toscano cominciò ad indietreggiare a 
vista del nepnico » .a seconda che quieti si avvanzava. Giunse 
Immantioenle la notizia oel.Geiupo di San Jlai:tino distante 
solo un' ora. e mez«o da llorauMino e aoq pnò Ella imma- 
ginare quali impressione di sconforto prendesse in quella 
slessa Compagnia che sono state e saranno, sempre prodighe 
del loro sangue a prò della patria ; poiché la novella della 
presa di normanno mise loro innanzi lo spettro della fame, 
più terribile dei Battaglioni. Ed in verità la sola Itormanno 
aveva provveduto di cibi le nostre genti 9 ed ora il solo pae- 
se vicino che non avesse mostrato ripugnanza a ciò fare , 
mercè le curp dell* ottimo D. Rocco la Terza Sindaco di det* 
lo ; ora essendo caduto in mano de' regi Mormanno quale 
speranza ai nostri rimane di provvisioni? Non potava spe- 
rare in Rotonda 9 perchè anche in potere delle Truppe, non 
in Morano « peiìchè situato tra t aolUati di Bifóacca e quelli 
di Mormanno e Rotonda. In breve in un colpo d* occhio io 
vidi abbandonati tutti 1 posti occupati dai nostri , e intesi 
un grido : non possiamo pò slars qui^ vogliamo unirci ai Si- 
ciiiémt\ • ' ■ 

lo fui colpito come da un fulmine a questa risoluzioaie ; 
tentai far vergogna a quella gente » ma non vi fu modo di 
farla rimanere. 

Senza che io ne dessi il segnale si misero a marciare , 
abbandonando la Valle di S. Martino , e allora montai a ca- 
vallo e parili, lasciando un mio^ fratello che con altri sei 
indivldoi temerariamente si era ^into.,; comò 4^fi^^ ^uao a 
Rotonda » e faceva fuoco col peqioo. 
^ Ora la tìostra genie è in l^óngrp,, domani 'sar^.cost^» Si«- 
ignoro y eie invece di chiedere fbr^ da^Ciifiipoleoi^ .ve no 
fosse mandata, se in vece di fimanere in Spezzano, si fe^ 
.sero da celeste forze occupate le posizioni .c^e. aqno tra. Po- 
sacca e noi ; e ci si fosse stato la9ci^ Morano Ubero dagli 
assalti del nepnico , noi^ non avremmo abbandonato . il posto 



fid «He 6 p« m. la rsfiprfWBUiiiza Provloeàale» dopo qaalk^ 
Ir* ere di ripof» ha ripresa la discassione sotto la PmbI« 
édtm dal ?loe-Pi«sÌdenle B« Glaooino Tamro da Cartellano , 
fer iodlsparisiane del Presidente sig.. PalnaUM. 11 Vice-Pre- 
sidente ba data tartara di an fnimoranéam puMlicaio dalle 
diverse depalaaioni delle Provincie cooMerate In Poteosa « 
a di. 95 giugno 1818 ^ ad ba proposto che la rappresenta»- 
xa ProvlDCiiale rieonosea tatto. quello che teotasl sanificalo 
nel snccenoal0 mmorondtmk* B poiché i desfdert e le prole«« 
sia in quello espresse non .sono che la maoìtelaiioDe delTa** 
pi^versale opinione e del volere delle dnqae Provincie oto» 
federate ; considerando altresì che ìlmtmnm^^mn non è «he 
una cepliea delle avariate proteste fittie il di 15 giugno da 
4alii i collegi elettorali 1 quali reclamarono nel nodo il ,pià 
solenne ^ ed «aanloM V esser vania del programiM del 3 apri** 
le del consegqente decreto del 5 dello slesso mese ; eonsl* 
deraido che il msmorandnm io parola è pure m'eco d<|lla 
manifestaiioné , già mesm a stampa della DepntaElone mn« 
nkif^e Mia Clttk di Bari a totU i cittadini della Provin- 
ola, per effetto della qnsle maaifestaiEione si èqui tutta as- 
sembrata la rappresentami Provinciale ; considerando . «ho 
e il sincero e leàe asantenimento del regime costlteaiooale^ 
a che la fiieollà di avolgersi e modificarsi dalla rapprese»» 
X tanza Nazionale lo Statuto. , correggendolo in quanto ha. 
a d' imperibtto , ed adattandolo ai piesenti bisogni del paese» 
B coane anehe al progresso dell' attuale civiltà ; che i' an«: 
]| nnUamento di. tulli gli atti del governo dal 15 maggio in 
». poi ; cbQ il richiamale al servizio per guarentigia dello 
• nostre libertà e per sicurezza del parlamento la Cruardia 
a nazionale, illegalmente gioita , fornendola convenientemente 
a di armi e di artiglierie ; che i castelli infine della Ca- 
» pitale sL mettano neir impotenza di nuocerle. » Sonr tulle 
«Qio che il popolo , od almeno tutte le intelligenti generoso 
e lumtamente liberali persone che lo compongono nniversaU 
mente vogliono e dimandano , la rappresentanza Provinciale 
facendosi interprete della pubblica opinione unanimamenle 
delibera non solo di riconoscersi il memorandum delle Pro- 
vincie confederale , ma bensì di pubblicarsi per le stampe 
l'adesione a quello di tutti i Deputati municipali. Si ri- 
aerba però il Consesso di deliberare sulla natura de' mezzi 
dei qual^i, dorrà lare uso la Provincia per raggiungere la 
melA di tanto suo desiderio , come ancora suir epoca di 
adoperarli , sempre che il Potere si mantenga tuttavia nella 
sua sconfortante rigidezza j e si ostini a non iar contento 



SM 

<fÉale gittite 64 lonoeèntt brame deH* onlveRalltà Mia fla- 
zkyne. 

. Sulla propoiiziMe di vati Depilati la rafliireaeAUnta Mo* 
Ylociala ha DcmilBato tmCoinilalo tlf'ciiNiae indiTMili ifliesi 
dtìamerà Coaiflalo f rpviaeiate. Suo speciali^ Inearieò nrii di 
dare «eeuztoiie a tolte le minare o prortedlaièaU che ipie- 
ula Coensao sarlr per adottar nelle sae tomaie ; e <dò a dot* 
ma delle facoltà "coiKedttte ai Ck>niitall cogli art. 98 e 9S 
dello Statuto della Depntaskme- imnlefpale di Barii già pirii^ 
Mleato i^r le stampe. SolT avviso del Gomitato Piwlnclale, 
H Presidente dello stesso eonvoelierà In qaesto Capolaogo i 
Depnlatf monieipall ^ * ogni qaalYolta egM lo crederà iDdl-* 
spensabile ; ma neir invilo » o ndU* atto di coovoeàcloaè die 
v«gliam dire« dovrà egli stesso esprimere 11 paie^dd Co- 
mitato snUQ neoessltà di eoavocani la» rapi^reMilàiiza Pro« 
vimsisle. NiaRi*' atto del Comitato : sarà ricoiioselttlo qaaado 
Mn sia stata ¥ eOètlo dl^traa deliberazioiie di qeeslo Con* 
Msso. Si è procedalo Inaltre alla nomina de* cingile compo" 
nanti il CoinUato ; ed è slato miaioimatheate acclamata Ihne» 
aidente dello slesso 1>. Glnseppe B&tit; GII altri qaatt^o def 
Cernitalo e idae^ sostiteli sona stati presneltl a voti segre- 
ti , espressi sa tantf poliazioi per qlraoli 'fiefràtatl ; ed han* 
no ottennta la maggioranza de^saff^gi il Conte D. Gfovaifnl 
da lllavis con 30 voli; il sig. Gapttanb é Vfiie-Presideniè 
P« Giacomo Taaro con 1 1 voti ; il sig* D. Liiigf de Lanren^^ 
Mis di AUanìara con 9 voti. Per il qaarto membro det Co* 
Mllato ci è stata parila di 8 voti fra 0. Vioeenco Sabini a 
Jk Francesco Noya. li Consesso ha ordinato che i ddè nomi 
ai sorteggiassero , e che la nomina toccasse al primo sortilo; 
il quale è risnilato il sig. ^bihl. Per i dee sostilatf al Co- 
mitato si è pare avola parità dr voti fra- il «ig. Noya Se- 
gretario, D. Domenico Sagariga, e IK Luigi Revest ; e messi 
anche a sorte questi tre nomi son riascili sostìtdti al Co- 
mitato i duo primi , escluso il Revest. Solla propoai ifa ne 
del Presidente la rappresentanza Provinciale ha Snalmente 
ad nnanimità deliberato che a meglio provvedere alla pnb* 
Mica tranquillità e porre un freno alte malvage ffntensionl 
dei nemici dell' ordine , ciascun Daputalo- Provinciale , eoi 
concorso delle Depelazioni municipali » che tmvansi gfà Sta- 
bilite in ogni Cornane , tra lo spazio di otto ^oml invimi 
al Presidente del Comitato Provinciale una lista df -quante 
Guardie nazionali, ed ariShe di altri individui non' apparte- 
nenti ;i quella t vorranno concorrere , ( laddove se ne pre- 
senti la necessità ) al nobile scopo della tutela dell' oidine 



357 



Comitato di Salute Pubblica 



Tiriolo 6 lustio 4 848. 



SlGMOE G£]fCtt4LS 



Il signor Capitano Le Piane speditole testé da noi , onde 
oomanicarle dae lettere , in cui ci si fanno palese le inten- 
zioni del Generale Basacca » ci |ia riferito aver étHa detto nfm. 
riconoscere ^ptù questo Comitato, La meraviglia destata in 
noi da una lale dichiarazione è siflkita , che non paò rima- 
nersi dal dimandargliene una conferma in iscritto. 

Questo Comitato ba finora operato , ed 6 pronto ad opé* 
rare in accordo perfetto co' SiciUami , anzi a sagrificare se 
stesso per essiloro ; ma ove ei non sia più riconosciuto da 
loro , si chiamerà sciolto da ogni respoosabiUtà di quello 
che sia per accadere » senza tralasciare peraltro » ciascuno 
qual cittadino » di Dure |ie' suoi fratelli di SicUia t li^to 
quanto potrà dipendere da lui per la loro salvezza. 

Il Compiala 
Gnrscpfs RttcìAEDi , PreMemte 

BZHEOZTTO BIlTSO&IlrO 

DoMjBifico Mauro 
Stjuiislìo Lupiuagcx 
£ua£iiio Da Bua 
Booco Smuhu 
M sig. Jg$MZio MiboHi tìenerak 
inCapodelPBsercito 

TirMo 



X06 

» 

fienlania Provlnotale t ingraziando lo zeìo ^ qoei suol ìoèm^ 
bri Mti^o avvisandoti ^ e> voiendo aanif re procedere rigoro- 
aameate coi tueszi I99ÉU jiel raggiongere ii principale aoopo 
della raa laliloaione^ il qiudci sia nel Mautenimento dell* or- 
dine pnbbUeo , ka spedito dal suo aano nna deputaziotte al- 
l' Aolorltà olvOe per InqMtrame all' nopa i più pronti ed 
eoffegid provvedimentL Sd al ritomo della depntazione , 
laasicaraftoal.il Consesso deUa &vorév(^e aoeogllenza onde la 
prima Antorità delia Provincia • aveva aeoolle le sne rime- 
stranie il Presidente ka sciolta le radunaiua. 
Fatto e sottossriUo in Bari ai SJn|^.lS48. 

' ' , G. TicRO. 

A Stptiario . L'oraUtre 

F. WoYi V. OazJiinii 

i Ikputaii é$' MMieifi. 

Giovanni Caprif^la — Alessandro! Forges Davaiizafi — Gio- 
Yanni Siclliaai — Francesco Ce^^fe — Pasquale )tfargiotta — 
Giovanni JacobelUs — Vito Turi — Sante Slle^hia — Fe- 
derico Gaietti — Felice Nisio — Rocco Sassani — Onofrio 
Modtfgno — Giuseppe la Ginestra — Angiolo Ciacci — Vito 
Nicola Bianchi — Rallkele Capece — Pasquale GaUelU — 
Baldassarre Turi — Luigi Ferrara — * Federico Quinto — 
Flaminio Valenti — Francesco de Rtiggleto — Francesco 
Curzio — Giuseppe Corsi — Donato Cotìte — Luigi Clinco — 
Nicpla ariUo — Canonico Giuseppe del Drago — Biagio 
Accolti tjil — Canonico Angelo Positano — Pietro Lepore — 
Giovanni de Iltaris — Luigi de Laurentiis -^ Severino Gior- 
dani — Giuseppe Bozzi — Giuseppe Mastro Nardi — Fraù- 
oesco Gettnra — Saveriq Scattaglia -r- Pietro Giannini. 



yo7 

373 
AGLI ABITANTI DI CALABRIA CITRA 

IL COMITATO DI SALUTE PmiBLICA DI COSfiAZA. 



Per eaffioni , eh' ò inaUlt il riandare » le nostre forie 
avendo dovuto retrocedere in questo «^polaogo » desiderosi 
di evitare al paese gli orrori di una guerra accanita » e le 
conseguenze di una invasione per parte dei Regi ^ iipvasione 
che il sito sfavorevole di Cosenza renderebt)è probabile.» 
questo Comitato ha risoluto ritirarsi spontaneamente da que- 
sta Città. 

Fermo :però sempre mai nei priaclpt di| lui . prQc)amai.i 
fin dai % giugno « giorno della sua islallazjone ,. traiy^ter<à , 
nella vicina Mabria la sua . bandiera ; che anzi lo quel tirid^ 
to npedesimo ohe sarà, per mantenerla saldi^ìn^a » al costi- 
taira in Catanzaro In fioofmo IVooes'iorto CVnlròl^ delle Ca^ 
labrle. . ; , 

Forte schiere di Calabri , e fratelli della Sicilia fan^nno. 
siepe al governo » e sfondandone energicmnèntcì i daltamjL 
lo porranno t>on preito nel gradq » non soÌq di rioccupare 
questa pirovincia f ma 4* aUargaro la rivoluzione V9j^ rima*-, 
nenie del regno« 

Counza 3 luglio 1848. 

U Comilato 

Giuseppe Ricciabdi , FmiiènU ' 

FEANCESCp FEDEEICI 

Staaislao Lupiif acci 
Bbhb0|Ktto MusoLiao 
LoiGi Miceli , Segrelario. 



y 



373 



Comamdo della 4^ Brigala deU' Egerriio Calabro-Siculo — 
JV/ 8 — Oygello. Richiamo di conlingenli armati nd Campo 
Generale* 



fei^èicàru 3 lufiio 4948. 



Sioffóftff 



-r » J 



Trovandomi destinato dal Gomitato di Cosenza a Gommis- 
mrio tiitlld , è dal Generale in Capo signor RiÌx>Ui a rta- 
ulrid tenie a spedirla nel Campo Qeneraie' Caial>rD>8lcuie 
d^la 1.* Dftifilorie dal «détto Genetrale 'ilomatìdàlii ; cosi cal- 
deggiando ellà per la fratria' propria » la qoÌBile per 1' ao^ 
mento del nemico trovasi in gran jMSrIceio { perciò la prego 
di for spedire forza armata da tutti i pnnti del sao Cireon- 
darlo sabito sìibHÒ piar la via di Sammarco» onde si potes- 
Éò trovare net Gannpo , ed essere nllle per -assalire il ne- 
Mfeo : sienro'cbe polendosf rlnnira nn Iramero , se non mag- 
giore, almeno ugnale alle nemiche' forze , di vineere eerta- 
mente essendo i soldati de' codardi » i qnali à* primi colpi 
di slnndaoo. 

Userà tutta la sua energia} a ftr xonoscere a* suoi dipen- 
denti 9 che la Calabria Citeriore aprirà copi tale gesta la pivi 
bella pagina della Storia Caiabra , la quale si renderà de- 
gna di ritener quel nome che i Calabri del milk otlocenlotei si 
fecero con distruggere SO,O0O Francési. Ncfti mancherà poi di 
notare a tutti quali saranno. g^i' effetti di una perdita , che 
porrà tutti nel discredito deli'JSuropa , eioò di venire disar- 
mati come è successo a' Mormannesl , le di cui sostanze , e 
le proprie donne in mano di sgherri non staranno al certo 
sicuri. 

Son persuaso che. Ella penetrandosi delle mie preghiere 
vorrà praticare tutti i suoi mezzi , onde la forza cittadina 
del Circondario a lult' uomo si movesse alla volta di Sam- 
marco per sostenere i nostri dritti della patria, e le proprie 
sostanze. 

In forza de* pieni poteri accordatimi dal Gomitato % dai 



Generate signor Riboltl nivoeo la dispoakiioDe data da Aiolà 
di br colà poilave I» detta forza , . skuro die tale dispoBi«- 
zione teode ai nedeiinio oggetto. 

darà compéaeente^iotaDta di aceaetrmene- ia^riopaione. La 
sMato dlstiotanieiite. 

ti CahnneUo ComandaMé 
' é CooMùisariò Civile* 
Ca?.. (liaotjcci 



» ♦ 






374 



Siaio Magsior$ M Corpo di Sjpediiakm in Caiabrifi -^ If. SU 



Curinjia 3 ìugliò 4S4A 



SiaifÒH GaaJ^ILIIiE COUAirOiffTB 



Nella aperanza- ebe Lei (btré già giunta tir Cosenza » gì»* 
ita lo stabilito , le dirigo questo mio foglio per ibrle oenoM- 
acete r esito della mfta spedizione. 

~ A causa dé^ Vapor! nemici la sera del dae eorrento m 
prima della mezza notte mi fa dato a prendere terra a ViH 
la 8. Gloranoi , oto trovai ì signori Platino'. , Di Lieto # 
Romeo cbe mi attendevano: messo d'aecordo eoi medesimi ,t 
aeeondo le istrazioni da Lei ricovata » partii Immkidlalamentni 
per la volta del Campo di ilaida » ove trovar doveva. la 
prima Colonna Calabresa. Il viaggio è stato longo > e assai 
disastroso , mentre bo^ovnto evitare la via postale, opran*' 
dare la strada d6^ amnll , per la poaizione pvasa dal oemleo 
in Itonteleone. 

Prima di arrivava in MaWa , bo kovato I primi pesU etn 
labresi anila via postale a Bavilaeqna 18 miglia Inngi dà 
Montefeone ^«e piógredendo olire bo trovalo U Qi|arti^ Gd- 



aerale nel liiccolo fCMi^ CarJnga ponti» Mi di un* aMora. at 
nliiiiitTa delle vie poHale , ,e • iO. miglUI de. Mopteleone. . La 
forze «mo olire e 1500 , tuiii bene «nmiti ,. |MPoirvedali .di 
esfilcleulè miniitioiie r6 bea €oai|)aitUl 4ii Goniftty;nto » Sfoe- 
dre ec. ec. Alle forze del Calanzaresl si.eotto tniU' più, 41 
60Q Coseiitioi,, ed altrejlaiili se ne atleodooo domani. A mia 
richi'eslu^ i partito or ora un dielaocameDlo di 400 facilieri, 
per occdparie Filadelfia lo avaati » e saHa òostra sinistra : 
Lei consallando ìa carta mi renderà ragione di aaa tate di- 
sposizione. 

ieri air avvicinare de^Cosenthil (atto li Corpo si avvanzò 
da Ifaida siii».^aU16»* joigilo daMonleleooe i il neoiico sce- 
se dalla saa posizione incontro ai nostri » ma appena osser* 
vaio il primo movimento di queste Truppe si ritirò » e da 
quanto abbiamo saputo dal Gorriero , or ora giunto « il Ge- 
nerale Nnoziaule dopo essersi ritirato iouanzi ai nostri si ò 
irincerato net Castello di Ifonteleone ; Forte che io non co- 
nosco 9 ma che può essere di grave incomodo al nostro at- 
tacco per la saa posiiieM. . 

È inutile dirle il modo coom sono stato accòìto. Volevano 
darmi il cooiando generale di tutte le Truppe ; ma io Uffl- 
zlale sotto i di I^ ordini non poteva accettare tale offerta » 
anche indipendentemente da ogni altra considerazione esclusi- 
vamente personale. Non pertanto fiiceodo uso delie facoltà, da 
Lei accordatemi ho consentito restare sino al di Lei arrivo 
al Quartiere Generale di qnesfa prima Divisione , prendendo 
parte alle decisioni che vanno a darsi dal signor Griffo. Do- 
mani air alba Ikrò un primo riconoscimenlp. Ho scritto ai 
psesidenti éA Cogitalo di Pubhliea, Salute, dì Cosan^Ai e di 
Catanzaro per inliirmarii dei niio^ arrivo in mezio alle Ibi^e 
Calabresi. Ove Lei non stima diversamente .dovrebbe (oblio 
■nrclare per unirsi a nei « e cosi tutti marciare ^niianzi ap- 
poggiati dalle noslve Artiglierie. Far muovere altre ìrupjp^. 
da Cosenza » oltre lo nostre» mi paté afiatto, inuUie , atteso 
r esuberanza di Ione che noi avremo qui riiiolle , e tf, al- 
tronde è indispensabite guardanel le spalle » ed assiourarè la 
Interessantissima posizione di Paola. 
. Il Generale Nunziante lia liimiU) In Ifonteleimc^ aopo uo- 
nlnl 41 ftnterli^ e 4 pezzi da quattro 41 montagoai iflìi^ i*Àr-. 
liglieria taiislBale nel Forte. < A .Piz?Q imi. ^ 99bo Truppe. 
Nello Stabilimento di Artiglieria in Moogiana . vi «ono eirca 
7^ Artiglièri , e pochi CuardahM^ a eavaUpw Noi stiamo 
ftn da qbesta sera èrdlnando una picclda Spedixi<IW per. r^*? 
éen^i padroni Ili un deposito tanto ioiportanie ppr noi» Se , 



S4f 

cmn^^ tacile r tioii trova ^nafa «vflli caHa iì «Ito di Mon-- 
giallo vpttò prédfiarìai un. pò a Settentrtone-Lévànlé di Btr^ 
M'flór'VérMiItcf deir Appeimtoo veiM il m^re Iònio: dista 
uà lfonteleotié"tiove 'ore di ibarcla-: non avvi strada rotatale. 
^' £e'6ikatdSd nazionali del paesi vicina Mfmfeieone , eome 
Gisàt^MÒvos Arena , Paféstina fec. éc.> Hd^oiHa degli orditi! 
*det l^enerale T^imìtante^ nòn'lianne Toiato unirai aiiijfTÉtiip|pt 
dtoilo 'Ue^ obttnindafe per a|»pògglttref ili CoHOnziai^ ghtirbì" 
Mn^. - ' ' ■ '''■'■• '-' ' • 

'Pir^ohi non lio aitilo 'dUdirie; ed horonorèdl essem^ 

" ' n Capò Mio Stato 'MÈagffi^re 

GiAttmjf lAmeo y €<Àimnètio ' 
' Ai Éig. P. Igmeiio mboM Comaii^ 
'iànH Generale ddla *5p(MlfxtfMie i^ ^ 

CéMHà^ ' ; ' \ .■;■•'*'■-: = ' 
'■ ■ . Coeenjui •• '• •- ' » 

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375 



Vommissariaié €Mh con Mi poferi 



iMngro 4 luglio Ì84S- 



SiQNomi 



9i ò avverata la mia trista profezia. Ieri. giunsero a Mor- 
Biaimo oitre 1500 regt» ed assediarono il paese, cercando 
di occupare I posti difesi da an cento dei nostri. Questi nei 
giorni antecedenti eraÌ90 aiutati e caldamente secondati dalle 
Guardie natlonall di detto paese » ma da no giorno quella 
Guardia non si vedeva più. 

ta stessa popolazione che sembrava risoluta prima a una 
lérfè Yesistéilza , cominciò fin da quando inlese r avvicinarsi 
delie nuove Truppe , a mormorare eontro i n(»tri chiaman* 



K12 

doli avAori ddla loro niiiuit e poveri e rkohi dbertarano i 
loro focolari riiiraodcwi nella campagna. Questo flMilanM»to 
Aon scorò i noalri » nia il iradimeoto. di akoai fa eompinto» 
pf rebè oocnpatò clie <eb|>ero lo Troppe Je viiHnaoae 4& Morr 
manoo una inano di Guardie nazionali che sembravapo. più 
jcaldi della noaira. causa,, oscirooo Incooiro afte tmpffe per 
l^ralalarai del loifo arrivo « recando U Paliip * e dqpo ^csIq 
iklto veiigognqao un ragazzo d^i pae^ avvertì, il signor SÌ. 
Saverio Toscano che comandava la nostra Compagnia staór 
z|ata » che le Tmppf regie ai^v^oo .^i^^onffaio ii^\ì j^ti. 
Allora il '.bravo signor Toscano cominciò ad indietreggiare a 
visln del nennico ^ .a seconda che quieti si avvanzava. Giilnse 
Immantinente la notizia oelGanipo di San Maiclino distante 
solo un* ora. e mezyo da llornaono e non pnò Ella imma- 
ginare qoall impressione di sconforto prendesse in quella 
stessa Compagnia che sono state e saramio. sempre prodighe 
del loro sangue a prò della patria ; poiché la novella della 
presa di Mormanno mise loro innanzi lo spettro della fame, 
più terribile dei fialtaglioni. Ed in verità la sola Mormanno 
aveva provveduto di cibi le noelre genti , ed .era fl solo pae- 
se vicino che non avesse mostrato ripugnanza a ciò fare , 
mercè le cur^ deir ottimo D. Rocco la Terza Sindaco di det* 
io ; ora essendo caduto in mano de* regi Mormanno qnale 
speranza ai nostri rimane di provvisioni? Non potava spe- 
rare in Rotonda, perchè anche in potere delle Truppe, non 
in Morano , peróhè situato tra i soldati di Bifsacca e quelli 
di Mormanno e Rotonda. In breve in un colpo d' occhio io 
vidi abbandonati tutti i posti occupati dai nostri , e Intesi 
un grido : non possiamo pie start qni^ vofjjUamo unirei ai Si- 
eiliani'. 

Io fui colpito come da un fulmine a questa risoluzione ; 
tentai far vergogna a quella gente , ma non vi fu modo di 
farla rimanere. 

Senza che io ne dessi il segnale si misero a marciare , 
abbandonando la Valle di S. Martino, e allora montai a ca- 
vallo e partii , lasciando un nùo- fratello che con altri sei 
individui temerariam^pt^ si era ^spinlo.,; come dic<^i ^oo a 
Rotonda , e faceva fuoco col neiqiooV 
^ Ora la tiostra genie è In f^ùngrp, àfunanisàr^ oost^* Sì- 
,gnore , pe invece di chiedere Ì(br?UL da.C^qiipotenii^ ve 06 
fosse mandata, se in vece di Hmanere in Spezzano, si fopn 
^ro.da cQteste forze, occupate le posizioni .cjbie.aqno Ira. Pu- 
sacca e noi , e ci si fo^e stalo la^i^ MÓrùo Ubero dagli 
assalti del nemico , noi. non avrenimo abJbandonato , il posto 



S13 

pìk ImiMrtMle^ Ora In mtmlerA ' Se fottì «1 «}gi»r Uibolll , 
cesserò di essere Conniaurio CivUe , e som 

tt CommUmna titOa 
». lUtlBO. ' 

Al lig. CottmniUo àiiriùM ' 

jtdli FrancS. 



- ITsnnoiBM 11 A 5 taglio nel p(rtazMdetrfa(eii4Miia'« 

Olanzaro. 

Klntilfa la Commìflslone di Pubblica Sirorezza di questa 
Capoluogo . cotDposta dai sigpqrjt Ccupandanle le Armi, Pni- 
euralore Generale presso la G. C. Criminale , dal Decana 
£oiMÌgJiere d'iuleiqdeua fAuzIuiunle da liileudenlf: , dal,rS^a- 
daco della «iltà e da due pro[irielari del paese. 

Il fanzionanle da iblendenla Taceva rilevale , chtt 6i era 
pubblioBlo un proclama rimesso dal Comilulo di Cosenza . 
con cui dirigeva la parola. pure a^li abitanti di quesla pro- 
vincia , che ciHiferivasi in Catanzaro per istabilire Goveinu 
provvisorio cealiale delle p^labcie , e che pi.>rciù arn espe- 
diente di prendere la opporlane misure come ììllontunai'u 
ogni inooB.veaienle £he poteva ^ri^care la novil,^ . ij'nio' pia 
vhc sciolto appeua il Comilalo di questo Capoluogo, il tutto 
era rieulraJo ueir ordine .da pM giorni. 

Nel meolra occupa vasi fa Cominissìonfl per l'adozione dei 
temperamenti opportuni , immenso numero d| cjlla^iqi cur 
tanzaresi si è presentato in noma del popoto, e di o^ni con- 
dizione , Dianifeslanda apertamente ali» Stessa Commissione , 
che non voleva riconoscere Guveri'io provvisofio , ma sosie- 
jiere con le armi alU roano il'lègitlimo governo del &e N. 
S. , senza permel;tersi la iatroduzione delle truppe , e sog- 
getU di i:ui si parla in detto, proclama, epperò conchiudeva: 

1. Spedirsi una Deputazione per niaaifèslare ai Capi di 
4etle truppe , ed ai componenti del Goverao provvisorio di- 
«ciotto in Cosenza , che la cillA di Catanzaro nua permelleva 
r ingceno „ tfl quale si opponeva apertamente , ove occor- 
vease , «ulhi armi alla siano , per sostenere 1' ordine paJ>bli- 
fil 



Ki2 

doli aviori deUa loro niioat e poveri e ricoki dinerlaraiiQ I 
loro focolari riiiraodosi nella campagna. Qoeslo aMilanM»lo 
Aon scorò. i notlri » ppa il Iradlmcoto, di akoal fa compialo» 
PO rebè occnpato cbe 'ébH^to lo Troppe Je viiMnanac di Morr 
«tanno noa nuno di Goardie naalooaJi che sembravano più 
jcaldi ÌMak nostra, causa.» uscirono |n<;oniro aflf^ truppe per 
l^aUilani del loio arrivo » recando il Pallio » e dqpo ^csIq 
Atto veigognofo un. raipizio del pae^ avverà, il signor D. 
Saverio Toscano che comandava la nostra Compagnia ^Sr 
zfata , che le Trappf ri^ie ayov^oo .^ipa90«iffa|o tipll'.l josli. 
Allora il 'bravo signor Toscano cominciò ad indietreggiare a 
visto del nemico ^ .a seconda che quieti si avvanzava. Giiinse 
Immantinente la notizia nel. Campo di 800 Martino dislaote 
solo un' ora e mezyo da Jiornaono e non pnò Ella imoMr 
ginare qoall Impressione di sconforto prendesse in qnella 
stessa Compagnia che sono slate e saranno sempre prodighe 
del loro sangue a prò della patria ; poiché la novella delia 
presa di Mormanno mise loro innanzi lo spettro della fiimet 
più terribile dei fialtaglioni. Ed in verità ia sola Mormanno 
aveva provvedalo di cibi le nostre genti , ed «ra fl solo pae- 
se vicino che non avesse mostrato ripugnanza a ciò fare » 
mercè le car^ deir ottimo D. Rocco la Terza Sindaco di dei-» 
lo ; ora essendo cadnto io mano de' regi Mormanno qvale 
speranza ai nostri rimane di provvisioni ? Non poteva spe- 
rare in Rotonda » perchè anche In potere delle Trappe» non 
in Morano , peit^hè sltnato tra i soldati di Btfsacca e qnelll 
di Mormanno e Rotonda. In breve in an colpo d* occhio io 
vidi abbandonati tatti i posti occupati dai nostri , e inlesi 
un grido : non possiamo pie start qui^ vogliamo unirei ai Ss- 
eiliani. 

lo fui colpito come da an fulmine a questa risolaziocie ; 
tentai far vergogna a quella gente , ma non vi fu modo di 
farla rimanere. 

Senza che lo ne dessi il segnale si misero a marciare « 
abbandonando la Valle di S. Martino , e allora montai a ca- 
vallo e partii , lasciando un mio fratello che con altri sei 
individui temerariamenle si era spinto ». oome difoesi fino « 
Rotonda » e faceva fuoco col neiqiuo. 

Ora la nostra gente è In Lungro 9 domani sàr^ cost^» 8i^ 
,gnore , se invece di chiedere ibrza da C^mpotenose ve no 
fosse mandata 9 se in vece di Hmanere in ^pegaanosi Cbìk 
sero da cotesto forze occupate le posizioni ^cbe sono Ira. Po- 
sacca e noi , e ci si fosse stato lasciato Morano libero dagli 
assalti del nemico » noi non avrenuno abbandonalo il posto 



ÌHÌS 

337 



Comitato di Salute Pubblica 



Tirioto 6 lufftio 1848. 



SlGllOR CsnfiB/Ais 



Il signor Capitano Le Piane speditole lestè da noi , onde 
oonanicarle dae lettere » in cui ci si fanno palese le inten- 
zioni dei Generale Basacca , ci |ia riferito aver eUa detto non. 
rieoho$cw€ ptò qae$to Comitaio. La meraviglia destata in 
noi da una tale dichiarazione è sii&tta , che non può rima- 
uersi dal dimandargliene una conferma in iscritto. 

Questo Gomitato ha finora operato , ed è pronto ad ope- 
rare in accordo perfetto co' Siciliani » anzi a sagrificare ss 
$te$$ó per eniloro ; ma ove ei non sia più riconosciuto da 
loro , si chiamerà sciolte da ogni responsabilità di quello 
che sia per accadere » senza tralasciare peraltro , ciascuno 
qual cittadino » di fare pe' suoi fratelli di SicQia > lutto 
quanto potrà dipendere da lui per la loro salvezza. 

A Comiiaèo 
Ciusum Ri^ciAaoi , frnldenie 

BZSEDZTTO MiTso&iiro 
DoMJBifico Mauro 

St Affisi 40 LuPUfACCX 

£ua£iiiO 04 Ano 
Rocco Sbìamiu 
Al $ig. JpMZio MiboHi Oenérede 
in Capo deWBeercito CaUbr&^Siculo. 

Tkiolo 



imUmienxa éeUa Calaèria CUtrion stcaHa 



7ht^io484& 



Koa ajtpena wIoKo II Cosf dbltff Comitato iir qticsfo C^pn- 
ràogo ;i i-ra quasi già rii'i^lrala ncU' ordlDe , eé. il pnbblico 
jii (jetM-ralo (nivavasi in calma. Ha sotTerlo però qualche il- 
Icniziuim il giorno 5 andante mentre pabblicavasi il pro- 
gramma die mi pregio di rassegnare a T. E. (t) , e perfr 
questa Commis^ioue di l'iibVIiea Sicarezza ImmaDlinenti riè 
riunita nel palazzo dell' lalendeota per i lemperamenli a 
prendere, node allontanai^ ogni inconveniente, ed i tìedI- 
lali della sessione si degnerfr l'È. V. rllevarlf tfall' annesio 
■verbale (2). 

Iiilaiilo la massa sicula con altra masM coscnUDo piote 
la Tirìolo minacciavaac l'IngreMo hi Catanzarir VDÌtanieDta 
ai componeMi U diaaiollo Gomitalo di Cosenza , per iriabl- 
Ure 4iti apde.di Govwoo provvisorio delle tre Calabrie: la 
città ù oppose aperlamenle , e per mezzo di depolati fo» 
conoscere loro che voleva rispettare e sosleneFe colle armi 
alla mano 11 tegitUmo goferno di S, IL il Re N. S. come 
dal ceHBaKT verbale si ravvisa. 

Ifenlre poi correvano le ore qullro della scorsa nelle, 
ai ebbe notìzia «he lo suddette masse marciavano per qoesli 
residenza , ed avvertila la Gowdia nazionale ai poso snfcilo 
aolle armi in nnione di tuli'» baooi citladiui Calanzareii per 
iipporre 1^ ingresso alle stesse come avveoM , mentre eam- 
biiUHlo strada , quando erano tìcìdo alla città , presero U 



(1) Vedi documento n. $7^ 

(2) DwHmcBio n. S7& 



317: 

volta ééU» marina we rtlrovavansl per loimbavco eone di* 
celti , e che -disia dalla ciltà istefsa miglia sei* 

Forlì paltaglie neir iiHemo deUa ciUà (orooo disposte , e; 
le «tene con og»i lelo ki onioiie del Capo della Guardia 
nazionale , raanteogmo T ordine e hn cenaat il Uaare in 
cai trovasi la popolasuoae: esse .eonlinaeranoo a ci6 eseguire 
fino a cbe ogni pericolo sarà cessalo. 

Mentre mi onoro di rassegnare V occorreole a V« £• la 
prego compiacersi di rimanerne intesa. 

Fbr Ì^JntenéknU 
e pel Segretario Generale anenti 
' n Decano Consigliere d' intendenza 
funzionante da Intendente^ 
Giuseppe Cagozza» 
À. S. E. ^ 
Il st(jf* Gemerai» Marchese Pfunziant^ 
Cotmmdante della Colonna mobile in 

Montekon$ 



379^ 



La Corvetta a vapore lo Stromboli , comandata dal tenente 
di Vascello sig. Salazar , direttasi il dì 9 su* paraggi del 
Capo Sparlivento , ebbe Ivi notizia da nn paranzello cbe la 
banda de* Siciliani > già disbareati in Calabria, s'era impa- 
dronita in quella spiaggia di un brigantino che vi scaricava 
ferrnggtne , e di nn trabaoola carica di sale « a bordo dei 
quali erasi imbarcata con artiglierie. Non conoscendo qnal 
Tolta avesse presa , il comandante della Corvetta ne richiese 
con nlBzio , dalla marina di Catanzaro, il General NuMiante 
che trovavasi con le sue truppe in quel Capoluogo , ed ebbe 
in risposta che quei due legni muoveano verso le isole Jonie. 

Datosi ad inseguirli , sul for del giorno 11 raggiunse in 
molla distanza da Coifù il mentovalo brigantino carico di 
gente armata. Lo chiamò ali* ubbidienza , e fece passar a 
bordo dello Stronuboli i capi priucipali di quella gente, noa 
meno che le armi e le munizioii. Rimorchiato il briganti- 



1(18 

no 9 raggloM iMire il Irabaoolp e fede «HrolCanlo ; na pri- 
ma di riprender il rao eorso , provvide i dne legni calla- 
rati di vettovaglia , avendone entrambi difètto. , 

Dopo ciò la Corvetta si diresse a Reggio » vi sF ancorò 
il dì 12 , vi fé* sbarcare ed Imprigionare circa cinqnecenlo 
Siciliani : ed il di 13 si dilesse alla rada di Napoli col ca- 
rico di tutte le monizioni , di 560 focili e di sette peizi di 
artiglieria e stendardo , e co* capi della banda in numero di 
20 , tra coi il primo Tenente nel Reggimento Regina Arti- 
glieria signor Giacomo Longo , i primi Tenenti nel Reggi- 
mento Re Artiglieria signor Mariano dell! Francl e France- 
sco Goccloni 9 ed il secondo sergente in questo Reggimento 
stesso Francesco Aogarà. 



380 



OaniTissnio amico 



Ieri sera giunsi qnl reduce da Cosenza • dove lasciai le 
cose in buonissimo stato. Le cose del Vallo di Diano vanno 
bene. Il Cilento è In piena rivoluzione e si è disfatto delle 
Colonne dei Regi sbarcati a Pesto. 

Nel ricevere la presente unirete quella gente cbe polete , 
me ne farete eonoscere anticipatamente II numero , e subito 
marcerete per questa tolta. 

Cardacei è vivente » e ai trova In Napoli in poUre dd 
CknmnOé 

Partecipate gli stessi ordini ai Comandanti di Pola ed 
OUvelo. 
TI abbraccio dlsliniamenle e sono 
Alla 4S éuf/U9 ¥84A 

VoUro afw§mMMi$. amico e froMh 
PiSQuaiB lanMEati. 
Jl Bigmor JbsajMif» Cataandaiifs 
la Guardia nazionati. 

Cofifurs* • 



SI» 
381 






Gino Amdbia 

Ieri sera giunsi qua reduce da Cosenza , dove lasciai le 
cose in ottimo stato. Le cose del Vallo di Diano vanno piut- 
tosto bene. Il Cilento è in piena rivoluzione e si è di$fatto 
delle Colonne dei Regi sbarcati a Pesto. 

Nel ricevere la presente cercate di riunire quella gente 
che potete , me ne £irele conoscere il numero » e marcerete 
per questa volta* 

Carducci ò in vita e si trova in Napoli custodito del Oo^ 
vemom 

I miei rispetti a papà » abbraccio il prete Maretta , e fa- 
cendovi i più distinti ossequi mi dico 
SULa 42 lugUo i849. 

Voitro ogexionatiu. amico e fratdlo 
Pasquale Laiusrti. 
M* OmMrevoUiiimo Cittadino 
Sig, D. Andrea de Focatis 
/.* Tenente della Guardia na^ 
ziùnaU di 

Postiglione 



382 



( Dal Giornale di Roma il Contemporaneo ) 



PROTESTA 



Taluni del membri del. governo provvisorio di Cosenza » 
appéna giunti a Gorfù , dettarono la seguente protesta , che 
pubblichiamo , e eh* essi per ostaboli imprevisti non po- 
tettero rendere di pubblica ragione » nò a Corfù , nò in 
Ancona. 



»20 

s II fiacro ikitere di rittoAteare la liberlà nazionale , 
iniquamente calpesta dal Principe aM5 maggio , faceva sor- 
gere in armi ' le (re Calabrie alla voce di noi deputati , i 
qnall le parole qni appresso davano fuori )n Guseoza a* 2 
giogno. 

4 

JOU ABITARTI nA NAPOLETANO 

» GII enormi fatti di Napoli dei 15 maggio e gK atti, 
B dlslrnltivi al tutto della Costituzione , che loro tennero 
» dietro , hanno rotto ogni patto fra il principe e il popo- 
» lo. E ,però noi vostri rappresentanti , fattici capi al mo* 
» vimento dèlie Calabrie , afforzati dallo spontaneo soccorso 
» de' nostri generosi fratelli della Sicilia , incuorati dall* n- 
» nanime grido dMndegnazioAe e di sdegno levatòiBi contro il 
n pessimo dei governi , non che nelle altre province , in 
» 'liana tutta 9 dichiariamo quanto segue, certissimi di es- 
» sere interpreti fidi del pubblico volo. 

» Memori della solenne promessa fatta ^al Parlamento 
» nelta sudi nobii protesta de* 15 maggio , di riunirsi cioè 
» nuovamente , non cosi tosto gli fosse slato concesso , ere* 
» diamo debito nostro Io invitare i nostri collcghi a conve- 
» nire a* 15 giugno in Cosenza 9 onde riprodurre le delibe- 
» razioni interrotte in Napoli dalla forza brutale , e por 
» sotto r egida dell* assemblea nazionale i sacri diritti del 
» popolo napoletano. 

» Mandatari della Nazione, chiamiamo intorno a noi, 
» invochiamo a sostegno della libertà nazionale , la fede e 
» lo zelo delle milìzie civili , le quali , nel sostenere in 
» modo eflicace la santa causa , a tutelare la quale siamo 
» slati sforzali a ricorrere alla suprema ragione delle armi, 
» sapran mantenere la sicurezza de' Cittadini e il rispettò 
» alle proprietà , senza cui non può essere liberlà vera. » 

Questo linguaggio tenevamo a' 2 giugno in nome del par- 
lamento; ma in ben altro modo vuoisi parlare oggidì, non 
che agli abitanti del .Napoletano , all' Europa. Sarà fatta 
nota ben presto per nostra cura la serie di cir(iostanze fa- 
tali , che, aggiunta air inesplicabile inerzia delle altre pro- 
vince del Regno , ci astrinse , dopo aver fatto V estremo del 
poter noetro durante trentuno giorno , a cedere il campo4àlle 
schiere dell* oppressore , ed intanto protesteremo solenne- 
mente di nuovo , in nome del parlamento e del popolo na- 
poletano , contro I soprusi di re Ferdinando e le atrocità 
perpetrate dalla sua vii soldatesca. 



S21 

Air insurretione chiamaTami da noi le Calabrie, onde 
farle s«)stenUrlcl dello Staloto fondaipenlale » sfacciata menle 
violato « anzi spento dalla potestà re^ia 9 e le Calabrie ri- 
spondevano ardénli a quel grido dal Jonlo al Tirreno , da 
Campotenese al Piano delta Corona. Or che faeea Ferdinaa*- 
do ? Invece di arrendersi air nnanime voto di quelle forti 
province, iavece di fare obliare te nrfandigie dei }5 maf?- 
gi»., col richianiare intorno a sé il parlamento e le itiilizie 
Civili , premiava i auoi degni satelliti, ed in Calabria man- 
dava armi e cannoni» mandava Baisaoca e Nunziante , Nan- 
xiante ribacilo sì buon carnefice Tjanno scorso, e si baon^ 
gnidaii dì 15 pnaggio agi' Incendi , al saccheggio, atte strà* 
gl di Napoli* Nò la seconda Calabria tardava a sperimenlara 
gli pflétii deli* infame rabbia dei Regi. Chi potrà mai i»n- 
«elJar dalla etorìa dell* enipia ra;^za Borbonica l' ofrilHle ec- 
cidio di Filadelfia , r eccidio e V incendio del Pizzo , paesi 
inermi e ineocenti , che anzi V ultimo era tenuto realista t 
Qucsr erano V opere degli sgherri di Ee Ferdinando» a com- 
mettete quest'opere aceUerate.Re Ferdinando li distraeva dalla 
eanta guerra ttatìanat Oh ignominia che non ha pari! Nel- 
r ora stessa in che da ogni parte d' Italia ^ accorre a com- 
battere gloriosamente , onde liberare. la patria dallo stranie- 
ro^ il Borbone le mani italiane dei. nostri spldaiì rivolga) 
contro petti italiani ', né teme , aggiungendo lo scherno alfa 
scelleratezza » gridarsi padre amoroso dei popoli e Re Costi- 
tuzionale 1 Contro un insulto siffatto alla verità , alla giu- 
etizia 9 alla logica , vogliamo noi protestare altamente in 
faccia al mondo » a nome della nostra patria infelice , la 
quale , comechè profughi » faremo ogni possibile sforzo a 
sottrarre ali* insopporle vote giogo » mutandola , di miserabi- 
le serva di una razza esecranda » in nobilissima parte della 
Nazione Italiana 1 

Corfù , ai 12 luglio ed 184& 

Pei ComUati delU ire Cdabris 
i Deputati 
Cjusepipe Ricciari^i 

i 

BsiNEDETTO MUJIOLinO. 



ÙZ 



S22 

3Ì3 



Mio caio OmnaM 



«• prego portafrl lo mio nome dal tìg. Maggioro Ucd « 
e farmi niaiidare la mia iiaga per giorni aetle fino a doma- 
ni , che mi spedirete per qoalcaao fidato del Distaccamento 
che da voi Terrà a noi, quante Tolte non stimerete voi unir- 
vi a noi qol. Farete presente al sig. Maggiore chip dovrà 
avere in considerazione che meco porto la qiesa di nn ser- 
vo 9 nna mola eoa eqnipag^o , ed nn cavallo per me. Mi 
spedirete pore la paga. del Sacerdote D* Leonardo Serielil. 
Vi abbraccio con tatti i fratdli , ed io particolare il cu- 
gino Marchese. 

Sala 13 luglio 1848. 
J>, 5. Il tatto potrete sapere dal lodato sig. Ricci. 

Affexionaiin. Comparo o froMUf 
F. Cabdsi. 
M' OUimo CiUadimo 
J>. Mafo^ CapazxaU /.* TonotUo 
nàia Coimna M ng. Mkci 

AllM 



3M 



Mio cuM> FmAnBi.1.0 



Mettetevi di accordo con Cassale D. Luigi ed a modo che 
Ini agirà lo seguirete per vostro meglio 
La presente sia comune col Capitano e tutti 1 nostri. 
Vi abbraccio con tutti. 

Sda 13 luglio 1848. 

D. S, MI farete pervenire quella cassetta di cartocci miei che 
fu consegnata ieri a S. Argento sulla vettura di equipaggio. 



82S 

Vi prevengo che la paga tara di ^. 27 ad ogni lodivi- 
dao e quasi fempre le TàMkouì. 

Affezi^naiiu. fraUUo 
F. CAmuio. 
ÀlV Ottimo Cittadino 
D, Antonio Marchione Alfiere 
nella Colonna del $ig. Ricci 
PéUna 



3S5 



Caro AcirCLto 



Dalla lettura della lettera di Lamberti che ritornò con 
Carducci da Cosenza ultimamente con un piantv scritto di qoel 
Gomitalo sodo a giorno della somma di ducati 17,000 , che 
si prese Peluso , e che verranno restituiti. Subito unisciti a 
Luigi coli le rispettive forze e le bltre dei Clrcoudario a 
portatevi qui dove sarete ricevuto con la palma * avrete 
vetture , riguardati da galantuomini che siete , e gì' indivi- 
dui ricevono grana 25 per cadauno il giorno , oltre delle 
razioni che volontariamente hanno dai Comuni. Cercate tro- 
varvi qui al più tardi la mattina dei 15 a buon'ora. £ sia 
certo che si verificherà quel progetto che ti feci. 

La presente ' sia comune con Luigi e de Laiis e gli altri 
nomini. £ ti abbraccio. 
^3 luglio 

Cavulm 
A D. Agnello Joca 

Felina 



K24 



Cmr» Lcici 



Al nonenlo che ricevi la pre aen te rienini InUe le km 
del Gireooifaria d* accordo eoo Aoielìo e GtovaoBiBO , e re- 
catevi qni ^ e sii cerio che sarete trattali da galaataoBiaì , 
avrete vettofe , e coomiderete : gTIndividvi avr»no graaa 
veniicioqne al giorno* 

la preseote sia conume eoo Andrea Confo e gli ^Irì aw- 
ci del Circondarìo« 

Dirai a Giovaooioo che venga qui , e se vuol ritiraisi 
sarà accompagnato da quanti oomini voole , na è necrgi 
rio muovere al moment^ aoch' egli per qui* 

Qni tutto è ordine — Si attende Carducci da Napoli » che 
agisce per avere i ducati 17,000 che si prese Peinso. 

Sono In mezzo a motti galantuomini del Circondario. An- 
che che Riccio si ricusasse darvi i ducati cento chiesUgii » 
▼oi veoite qui invece che tutto Iroverele. 

Yi attendo snl^ito.^ Se la forza vostra non giungerà al Vie- 
ste nnowro di 100, venitevene qualunque ne sia il nuoMro. 

La presente la Darai nota sa soft nostri del Circondario > 
ed a ncimno altro. 

Ti abbraccio con tutti in betta 
Carkto i3 lu^ i848. 

V. Causale. 
Giuseppe de Petris abbraccia Giovanni Vecchio. 
M 8ig. D. Luigi CausaU 
i^ Tenente nazionale in 
fosU^ione, 



S2» 
3«f ^ 



COMANDO SUPERIORE 



nSLLB TRUPPE 1I€1IITB llfiLLB TKE CALAKRIK 



Per intelligenza del pabblico , si la nota la segaente co- 
monicazione ofiieiale. 

Da Reggio per rapporto Telegrafico oggi penrenuto si scri- 
ve così : 

» lì Tapore Io SKromlDoIi ha predato dae bastimenti con 
» i rivoltosi Siciliani foggili dalle Calabrie , da circa SUO , 
)^ compresi Longo , Ributti , Detti Franci ed altri capi , con 
» artiglieria e munizioui da guerra. 

« 

Da Cosenza olfidalmente perviene il segaenfe avviso : 
» Due Compagnie s1>edite in traccia del famoso D. Pietra 
» Mlleti e compagni » io hanno colio con lo scultore Italia- 
» no P •••••• • Del primo hanno portato oggi la testa 

» recisa da* paesani armati ch^ eransi uniti co* Cacciatori» ed 
» il secondo è assicurato alla giustizia. 

» Il Sottintendente Valetutti di Paola è qui giunto , ed è 
» rimesso al potere giudiziario. 
Catanzaro 44 lu^io f848. 

Il Genetaie ComandanU 

FERmifAlfDO N01IZIA1IT£« 



388 



AiUBiLiuiiio Aiiuco B Fratello 



Lungo abboccamento e discussione abbiamo tenuto eoa 
Lamlnnll e vari notabili di questo Distretto , intorno ai 
movimenti a farsi, giusta 1^ prescrizione del Comitato di Co- 
senza 9 del Centrale di Napoli , e della massima parte degli 



S26 

nomini sani liberali » e nel laUo siamo stati uniformi sic- 
come rileverete dall' accarla fa originale del Lamberti. 

Vi prego adunque mandare subito mio fratello Laigi il 
Capitano Taca , Vecchi , Curzi , Maflei , Pepe ed Andreola 
collii forza del mio Circondario , e siate certo che tutto sarà 
ese<;uito con prudenza , ed in coniseguenza d'ulteriore vostre 
disposizioni che emanerete dal Campo generale prescrittovi. 
L'aversi preso il danaro qui Caputo» ed il non aver atteso 
pochi altri minuti per avere il contingente di quei , ha dato 
campo , caro fratello , ad un milione di esagerazioni. Sii 
certo che io vi ho difeso ed ho tolto voi da mezzo » da que- 
sto imprudente modo di agire. Scrivo di massima fretta, at- 
tendo i 100 uomini colla chiesta somma. 

Ti abbraccio con Tufani » e gli altri fratelli. 
Sala i7 luglio 1848. 

ÀffezitmaUst. Fratello « Servo 

N. CàCSALE. 

ÀW Ottimo Comandante la Guardia 
nazionale %el Circondario^ 
tMigUone. 



389 



SiaKOE Comandante 



Nel modo che voi agite d' unito al signor Caputo è nn 
modo irregolare 9 perchè gli ordini ricevuti dal Comitato 
Cosentino e quello Centrale della Capitale è quello di far 
conoscere al Governo che la Provincia sia in rivoluzione , 
e per lar conoscere ciò bisogna impedire il commercio. 

Primo , i signori fratelli Ca labri , e Siculi bramano che 
sia totalmente occupato il ponte detto Campestrino per im- 
pedire il passaggio di Artiglieria e per attaccare alle., sj^lle 
i Regi che potrebbero retrocedere dalle Calabrie, essendo da 
colà respinti ; e per ocm n:>ro nneslo iiiooo dovete ref{OÌarvi 
nel modo che segue. 



827 

Voi rimiito colla mostra Coloniui , e ood talli quelli che 
potete rfiinire In colesto Circondarlo dovete portarvi sul pon- 
te di Gampeslrtiio « e fissare colà II campo , ordinare sotto 
stretta responsabilità di difesa in faccia alle Calabrie , e la 
nazione tutta. I nazionali di Selvitella* Aaletta « Retosa , 
Baccini ec* sai Coniane di Cangiano. Un* altra forza di an 
centinaio di nomini ritenerli sul ^anto detto intagliaio , o 
sia Telegrafo vecchio. Un altro centinaio situarlo nel punto 
detto -Loggia « cbe corrisponde nel Vallo di S. Angelo Fa- 
sanella , ritenendo gli avamposti con corrispondenza dì tulli 
i tre punti col Campo centrale , ed in questo modo potete 
voi farvi grande onore , immortalate il vostro nome qua! 
Comandante del Campo » e fate smentire quella voce che 
sta per far sorgere ana controrivoluzione » che si dice che 
la Colonna gira per taecheggiare i paesi , e per solo fine di 
profitto. 

10 credo che voi siete saggio , e raccogliete le mie pre- 
ghiere , anche in nome de* fratelli Calabri Siculi, come an- 
che vi prego di rimettermi subito un contingente non meno 
di 100 nomini , che vengono sotto il comando del sig. Cau- 
sale 9 che serviranno a sol' oggetto d* iniziare il di più del 
Distretto , e di restitnirci coli* imponente forza a rinforzare 
il Campo espressato. 

Al mio arrivo che ho latto in questo Distretto» tati* i Ca- 
pitani di questi paesi vicini e lontani * mi hanno- spediti 
delle lettere per corrieri espressi , ed io ocularmente 1* lio 
fallo osservare al signor Causale. Per ora , ripeto , queste 
sono le mie preghiere. Spero bhe colla massima soUecil Udi- 
ne vi disponete di agire un poco più riscaldato » perchè la 
massa oggi si ha e domani nò. Il tempo è propizio » oggi ò 
il momento di far tremare il Governo , acciò i nostri rap- 
presentanti che si sono riuniti nella Dominante, possano ben 
consolidare le basi della nostra Costituzione , essendo noi 
colle anni alla mano. Io questa sera alle ore quattro della 
notte batterò la generale In questo capo luogo di Distrelto » 
dove concorreranno vari paesi , che da me si sono obbliga- 
ti , ed lo intanto attendo per la seguente notte assolutamen- 
te gì* individui , siccome di sopra vi ho pregato. 

11 signor Causale col signor Caruso ^ ed altri suoi colleghi 
Tho obbligati a farli rimanere qui fermi , perchè II biso- 
gno lo richiedeva. Gli uomini si dirigeranno direttamente 
qui dove saranno ben ricevati. Intanto da voi non bisogna 
curarsi dei Regi «barcati al Cilento e quelli di Sapri , per- 
chè per sicuro saranno dai Celentani respinti — Non altro. 



S28 

D. S. h» presente ò coniane eoi aig. Canute » ébe inve- 
ce ha scritto al fralelfo per la forza di quel Circondario. 
Di nnita alla fonsa mi rloietferete U somma di dncall 100, 
alteaochè in questa Cassa niente lio Uovalo « cnsendo alntt 
presa dal sig. Capalo. 

S(da 47 luf^o 4848. 

Il vùiiro ofeziBnaUu. Amico 

PlSQDALB LunUBftTI. 

M Ua§ginre Ricci Comanéantc 
ìa Ccionna Mobile nel Circoudariodi 
PùitiglioHe* 



390 



ALLE REGIE TRUPPE 

COMAKOATE DAL COVXEVDATORB OEVEaALB BHaACCA 

« 

indirizzo del Corpo MunicipaU » e notabili dd Comune di Coeenza 

La Colonna mobile della Calabria Citeriore, ha serbato il 
più dig^nilosp coetegoo , dimostrando invincibilmente leale la 
sua missione di riordinamento « di pace , di frateilansa. Ar*- 
gomentando por altro dai nobile intendimento dei loro Con- 
dolciere sapremo ,^ erasi da gran tempo neir universale «op- 
posto notabile il valore , la disciplina, là generosità de'sen* 
timenti delle schiere di Sua Maestà il Re delle Dne Sicilie 
FKanmAfrDo II. Ora però le pruove più luminose han pie- 
namente raflermalo il concetto. Non ambiziosa adalazionOt 
non vii panra , ma omaggio sincero alla verità debbo quin- 
di riputarsi il signiOcare ancor noi , che P esercito ed ar- 
mata formino una delle classi più degne ^ più stimabili, più 
lodevoli della nazione. Vegliando essi strenuamente alla esatta 
osservanza delle leggi costituzionali , de* più eminenti e eo- 
ranni beni t della proprietà cioè » della libertà , della esi- 
stenza formano ora precipua e forse unica egida. 

Generale ! Gradile e divìdete con ogni vostro commilitone, 
chinnqne egli sia , e dovunque si trovi » le manifestazioni 



S29 

spontaneo della f ran maggiorawiea effetti ra » nella qnale al 
presente senza dubbio comprendonsi coloro » che rappresen- 
tano il primato della rettitadine ed intelligenza ; coloro che, 
rQmnnqae per ideclinabile modestia » da qualsivoglia inono- 
rata pretensione rifaggano » potrebbero nondimanco aspirar* 
a ragione alla maggiore capacità di giudicare , il più possi- 
bile 9 dirittamente. Storile al cerio e superfluo tributo do^ 
minando l'ordine , e la legalità; ma quanto raro e perico- 
loso f altrettanto opportuno tributo in tempi quando « sotto 
•speciose apparenze di ]ik>erlà» troppo si è abusato « e si ten- 
ta ancora troppo abusare della menzogna » della calunnia p 
di ogni più degradante sovvertitrice utopia , demenza , e 
tristizia. 

Generale ! Manifestate al Rb questi nostri sensi : assicura- 
telo che le Regie Truppe da noi invocale e caldamente , e 
spesso , e assai prima della sovversione temuta » sieno state, 
come saranno ognora , accolte col più vivo , e più saldo tra- 
sporto : assicurate il Re che i nostri voti al cielo per la 
conservazione e prosperità della sua sacra persona , e della 
regaie famiglia sieno stati , anco tra più scnoranti fluttua- 
zioni e pericoli , come dureranno sempre fervidi , puri e 
continui : assicuratelo che in sostegno della Costituzione giu- 
rala 9 in sostegno , della legalità , in sostegno deir ordine , 
sebbene dalla civil guerra soprammodo abborrenti , pur noi, 
al primo squillo di tromba , con animo intrepido e braccio 
fatale , unanimi ci stringeremo e invincibili intórno le mi* 
liiari bandiere , potentemente ispirali dalla gravità dei dan- 
ni sofferti , dalle minacce delle più tremende sventure, dalla 
santità della causa , dalla onoratezza dei mezzi , dalla reli- 
gione del giuramento inviolabile^ 

CBsenza 48 lu^o 4848. 



6S 



530 

391 



( Dal Giornale di Roma il dmiemporamo ) 



PROTESTA 



GiuDti appena in Roma , sentiamo con estremo dolore , 
e la caUara del nostri fratelli siciliani » e le infami calan- 
nie t onde vari giornali italiani , ma segnatamente V Alba » 
Y Epoca e il Contemporaneo si fecero eco a riguardo dei Ca- 
labresi « ai quali viene imputato lo avere abbandonato , tra- 
dito ì Siciliani sbarcati a Paola , quindi costrettili In certo 
modo alla rapida fuga che li fece si miseramente cadere 
nelle mani dei regi. Infami calunnie » lo ripetiamo » e alle 
qnali risponderà vittoriosamente Jl racconto dei fatti della 
sollevazione delle Calabrie , che pubblicheremo al più pre- 
sto 9 limitandoci ora ad un cenno su quello che spetta alla 
nostre relazioni coi Siciliani. 

Siculi e Calabri non si separarono mai , dalF arrivo dei 
primi in Cosenza , dove furono accolti con una gioia ^ con 
un entusiasmo , con un aCTetto da non potersi descrivere. 

Due giorni dopo Siculi e Calabri marciavano uniti a Spez- 
zano Albanese , nelle cui vicinanze , ai 22 giugno , aveva 
luogo una prima fazione, dove ì rappresentanti dei due pae- 
si gareggiavano in virtù, codtro i regi. £ lo stesso avveniva 
pochi dì dopo presso le mura di Castrovillari , e sotto gli 
occhi del bravo Colonnello Longo 9 alla cui lealtà ci appel- 
liamo. Vero è che lo sbandamento dei nostri alloggiati 
in Campotenese mise poco stante nei Calabri di Spezzano 
uno scoramento » che ben presto mntavasi in diserzione , 
ma è vero bensì che in queir ora stessa in che i siculi re- 
trocedevano verso Cosenza , nuove schiere dei nostri accor- 
revano verso Spezzano , e lo indomani le nostre file , inve- 
ce di assottigliarsi , ingrossavansi nel Capoluogo , dove buon 
numero di cittadini attendeva a costruir barricate , e mo- 
stravasi ardente oltremodo nel volere difendere la città. Ed 
allorquando il Comitato si vide sforzato ad evacuarla « on- 
de non esporla all' orribile sorte di Filadelfia e del Pizzo , 
le nostre bande muovevano , ad una coi Siciliani , verso Ti- 



531 

Tìolo » né quella forlissima posizione abbaDdonavano , so 
non quando ì Siciliani davano il segno della partenza , che 
anzi cento circa fra i nostlf accompagnavano i siculi fino al 
mare 9 mentre da Catanzaro erano loro portati mille ducati 
ed i viveri necessari , durante il viaggio. S' aggiunga che il 
Gomitalo Cosentino ^ cui pure il Capo dei Sieuli dichiarava 
la mattina dei 6 luglio non voler più riconoscere ) vedendo 
la mala piega che prendeano le cose , e volendo salvare I 
Siciliani ad ogni costo , nella notte dei. cinque ai sei avea 
spedito per la via dei monti nna lettera al Commissario Pi- 
raino , a Messina, con entro altre due pei Consoli francese 
ed americano » pregandoli caldissimamente di spedir subito 
nelle aeque di Catanzaro le due navi a vapore francese ed 
americana che sapeansi ancorate in Messina. Si aggiunga 
Inoltre che il giorno sei , ad una lèttera di Cosenza » con 
cui confortavasi il Comitato a capitolar con Busacca » venne 
risposto dal* primo non volersi capitolazione alcuna , e ciò 
principalmente perchò i Siciliani non potendo capitolare in 
\erttQ modo» lo scendere a patto con Basacca sarebbe stato 
un tradirli* S! aggiunga-, da ultimo, che i membri lutti del 
Comitato , e segnatamente il Ricciardi , al Colonnello Longo 
ed al Colonnello Landi , venuti ad annunciare la loro riso- 
luzione di cercare uno scampo su legni a vela » rappresen- 
tarono con calde parole il pericolo cui andavana incontro , 
pericolo che avrebbero potuto evitare , ove avesser voluto 
aspettare V arrivo dei vapori summentovati , sia nei monti 
Silani y sia a Tiriolo stesso , lai sito, che i regi non avreb- 
bero osato investirlo , consci quali erano segnatamente i 
Siculi avere sette pezzi di artiglieria, oltre dei quattrocento 
e più Calabresi che li afforzavano. 

Questi sono i fatti , dei quali affermiamo sul nostro ono- 
•re la verità. Possa la nostra voce suonar dappertutto in Ita- 
lia , e massimamente in Sicilia , e convincere i nostri fra- 
telli isolani , le recenti sventure comuni, anziché rallentare 
minimamente » avere stretta più sempre la fratellanza che 
debbo legare i due popoli contro il comune avversario , il 
Borbone f 

Rma SS lugfio i84& 

G. Ricciardi — Bjenedetto Musolimo — * Luigi Miceli — Stà- 
]<fisiiAo LcpiMicci — NiGCOLA Le Piajve » GIUSEPPE Saaoi i» Pa- 
si^UAUB MuMMOiio «■ Luiax Caruso •- Rocco Susaiuia. 



r 



332^ 

( Il signor ReKoro del Collegio Reale di Cosenza ci rimet- 
teva, il 20 settembre 1849 , i tre segaenti documenti ) 



392 



Comitato di SaUile Pubblica — N.'' . . . 



Cosenza i4 giu<^o i848. 



SlGNOBB 



iPoichè Ella è attaccata airabttadlDl deiraotico regime » 
e perciò non son contenti né gli Alunni sotto )a sua dire* 
2ione 9 né i genitori de' medesimi ; questa Gomitato sospen- 
de Lei dalle funzioni di Rettore di cotesto Collegia , sino a 
che non si assicurerà pienamente delia sua condotta^ Rima- 
ne egualmente sospeso , e seguirà la stessa sorte il suo Ca- 
meriere. Farà assumere al Vide^Reitore le sue funzioni. 

U ComiUUo 
6. Ricciardi , 

VlUnCKSCO FXDKRIGI 

M iig. B. Domenico HotìAìo 
Cosenza 



IfS» 



Cosenza i7 giuqno i848* 



SlGNOKK 



Essendo surto il dubbio se la sospensione del Rettore sig. 
Morano e suo Cameriere avvenuta per ordine di cotesto Co- 
mitato , eomunicato eoa Sa^vò del 14 andante debba at- 



533 

tribairti alle funzioni , a al sofdo , a in fine le sia riferi- 
bile a tulle due le Gehoale circostanze , io mi rivojgo a Lei 
acciò 8i degni d^acidarmi di ciò al pìù> presto cbe le riesca 
possitele f mentre riguardano nqo poco gi' intonassi di que- 
sto Stabilimeoto. 

a Vieereitùre 
FxiMBKico AlAnciiri 
M Presidente del Comitato 
di SaluU FuàbUea. 
Coionxa 



394 



Coeenxa SS §iugho 1848i 



SiGllOltE 



Essendo stato da Lei destinato a prendere le funzioni 
Rettore per efletto del suo pregiato foglio del 14 andante » 
io luogo dei signor Morano sospeso in pari data» io mi pre- 
muro renderla informata cbe siccome fra le attribuzioni del- 
la carica di Rettore Ti è quella di mantenere la contabilità 
cbe rifletle gì' introiti e gli esiti di questo Stabilimento » co- 
si per V assenza de' signori Amministratori da questo Capo- 
luogo t e per la malattia del signor Morano » non mi è sta- 
ta fatta finora consegna della cassa di questo Stabilimento » 
e quindi la gestione continua ad aver luogo sotto la dipen- 
denza de'cennati Amministratori. 

Lo metto alla conoscenza di Lei per discarico de' miei 
dovori. 

A Yieerettore 

FXBSBIGO MAliaifi 

M Pretidente del Comitah 
di Salute Pubblica. 
Counza 



S34 

395 

a 

Mio wotm àmwò s €m,MM^à 



n facile che mi è grato riiaetlerle » si apparliene a Di 
Gnglieliiio If icotera da Nlcastio » a eoltti tlie con esempio 
della più nera ingratiladine verso del soo Sovrano clis lo 
avea si largamente beneficato > ardiva impngnaiio oonlro le 
fedeli soe Troppe. 

Quello sciagurato , lir altfi tempi « con vanto per qoaote 
ridicolo altveitaiito infame » feoesi a dire d* aver impiegala 
queir arma per ben più volte ood' esUngneVe la vita di lei, 
di* è preiiosa a* suoi amici , alla soa lamIgUa > ed al nostro 
adorato Sovrano. 

Piacciale quindi» se non Fò discaro» che qoel fincile idH 
hia un luogo ira quelli della sua armeria» 
Mi creda intanto con sentimenlo di vera slima, ed amicizia. 
Nimairo U €Mana 4849. 
di Lei 

Oftò^pstifs» isrso ed Jbtnt^ 
Eauno Staxelul. 
AS. E. 

lì mennsiftfaUo di Camp9 
Mtarchae Nunziante Co- 
wnadflwls di Diviiiotm ecL 




S3S 

( Aggìiingtanio ai primi i sdenti documenti senza data; 
tra cai alcani senza firma o direzione » perchè cod trovati 
negli originaM. ) 



396 



PROCLAMA 



iÉla Guardia ncaionde della Provincia di SaUmo 



Fritbxxi 



L^ essermi io recato a Roma dopo i terribili avvenimenti 
del giorno 15 maggio, ed indi passato nella Sicilia 9 e non 
essere rimasto in mezzo di voi » non ò stato per tema « o 
pure che avessi diffidato del vostro valore» ma T ho. fatto a 
solo fine da non dar sempre V iniziativa alla nostra afflitta 
Provincia ; la quale pare sagrifizi ha fatti per sostenere la 
santa causa della libertà » e sono glorioso di potermi van- 
tare di essere a ciò rinsdto eoa aver fatto muovere gli Ab* 
brozzi V capitanati da un valoroso nostro concittadino , cioè 
dal sig. D' Ajala , e le Calabrie tutte , forti circa di 2f\ÙW 
nomini » che sono già per attaccare V infame Generale Nun- 
zianie a Jfonteieone « governata da Governi provvisori. 

CosTABuuB Ciaouccx 



397 



Mio ciao Fratello 



Giunto in questa liella Nicastro , ho ritrovato un entu- 
siasmo immenso ; tutti in partenza. Già son partiti per Mon- 
teleone j ove duemila realisti di truppa • sbarcati dai Piz- 



S36 

zitani 9 sono stati assaliti con gagliardia. A buoni coati que- 
sti pochi sbar2(gliati , non bastano per avvilirci. Io esaltato 
da molti avrei volato nnirmi con gli altri; ma perchè non 
so se voi Tolete venire il domani , ho esitato delia parten- 
za. Qaindi se voi volete esser grato a* nazionali tutti delle 
Comuni in generale » e non volete scomparire , portatevi qui 
con qualunque numero di persone. 
Non altro vi abbraccio « sono 

n luo 

Pkppivo 
P. 5. Glorio Stocco in fronte all' annata > non potè rice- 
vere la vostra lettera. 
À S. E. 
, D. Nicola PdaditU in 
Ccnflenii. 



39g 



FaiTaLLo Gabissimo 



Ho veduto r amico : mi ha detto non ener conveniente 
che tu discenda a terra ; laonde rimanti costà per ora , ed 
egH in giornata si occuperà efficacemente del tuo affare » e 
ti saprà dar notizie per mezzo della tua Signora. Essa è di- 
spiaciuta perchè non ha avuto tue notizie. 

In quanto a me son fra i segnati , laonde non posso più 
partire per via di maro » né salire perciò a bordo» ma ri- 
tirarmi per altra via , come ho già latto , nel mentre che 
la presente ti giunge. 

Già saprai che Cesare, e Alessandro Marini sono stati arre- 
stati 9 e che il primo fu liberalo.* 

Addio ti auguro salute » e stringendoti al cuore sono 

Tuo afezionaHtt. 
I. BIassii. 



S37 

399 



Caso Fbatiuo 



Eccovi il carro ^ che non so se ti ginngerà a letn^ , * 
muovendo per Caslrovlllari ; ma dovanone si rag^gianga è 
quegli desso di cui potrete disporre lilieramente. non esda- 
dendo un poslo ad Alessandro Mauro , se in caso non ttrrk 
vettura. 
Vi abbraccio e sono 
Caiino ore 2f. 

llt^o 
"G. Vcfcxivzo Pack. 



«00 



Mio Caaissimo Piffuio 



Vincenzo mio fratello non si attrova qvi » ma al Campo , 
quantunque se ne ritorni fra stasera o domani , sondo an- 
dato per conferire con Zio Ciccio. Voi qui tutti li atten- 
diamo al più presto che possibil fia t e con tulio il possi- 
bile desiderio. 

11 tuo messo è arrivato alle ore 21, ed avendo aperta io la 
tua lettera, subito con corriero apposta la rimetto al Campo » 
acciò mettesse i nostri fratelli in conoscenza del tutto. 

Caramente ti abbraccio , e ti attendo àntiosanNiDte. 

M tuo tuo alfezionatist. 
Paolo ^xocco. 
À S. E. 
Sig. D. Pep]pino Mazxei 
S. P. M. 

64 



40t 

Stihìsiub siaifOB Conti 



li fiOQ presa la licenza di disnggellare in mezzo la stra- 
da una lettera direttovi dal Gomiiato di Catanzaro , per co- 
noscere qnaie era ia strada a battersi da noi, mentre Stocco 
mi chiama in Nicastro , altri in Tiriolo. Noi saremo stase- 
ra in Nicastro » al numero di un centinaio e più se mi rie- 
sce f dei quale numero la metà galantuomini , mentre ho 
trovato una renitenza nella generalità ; ma V esempio farà 
tutti concorrere , minacciando un poco i Capi Nazionali re- 
trogradi. 

11 fondo dei ducati cento è esaurito f ma in Nicastro tro- 
verò chi mi accredita. 

Mille riverenze a voi , ed ai signori del Governo Prov- 
visorio. 

12 Vostro devùHss. 
Mazzzi. 
M ConU G. Rieeiardi 
Cosmxa 



402 



Mio caro Costabilk 



A me non piace la rìsolozione che avete presa , giacché 
se questo è un asilo che avete ricevuto , io lo credo inde- 
coroso ; se pensate "di poter esser utile in qualche luogo del 
Regno , temo forte che le vostre speranze vadano deluse. E 
se la flotta non parte prima di cinque o sei altri giorni » 
come si dice ? E se ha ordine » come ò possibile » ,di anda- 
re e qualche porto di Francia ? Allora addio progetti , ad^ 



239 

dio speranze. Or pensata iM^ne 9 quello che vi dico. Quanto 
a me vi ri pelo che queste oflerte non mi vanno a sangue » 
e che resterò poi a fa^e il mio dovere. Domani andrò a 
Salerno ; se mi faranno difficoltà , dirò che vado per ri* 
prendere colà mia sorella. V^drò co* miei occhi quei che 
v' ka di vero in qnella città. Mi si dice che il movimento 
era presso a scoppiare ier mattina , e che Avossa V avesse 
impedito. Io non voglio pronunciar accusa contro di lui , 
poiché può esser benissimo che mi si sia detto il fàtio^ Non 
scrivo allro. Prego di abbracciarmi gli amici tutti carapien- 
te y e di' loro che dispongau di me come meglio loro aggra-- 
da. Addio di nuovo. Ti abbraccio e sono di cuore 

Il tuo affezionatiti. 
P.«(l) 
Al tig, Costabile Carducci 

P: S. Platino ti dirà il resto 

Le chiavi sono presso di me consegnatemi da Trifadi. Pen* 
fiero a mandartele con la Taligia* 



403 



Mio Carissimo Paims 



Qui le cose intristiscoao» ed io ho duvutò prendere un a- 
silo sicuro, non avendo potuto recarmi fuori. 

Molti Provinciali arrivano da tutti i punti , siavi di av- 
viso, onde possiate agire con prudenza. Saluto tutti ed alH 
braccio la ragazza , mi dico. 

Vostro affezionatiss. 
Co... e (2) 



(1) La firma sarebbe del cognato di Carducci , cioè Giuseppe 
del Re. 

(1) La firma e di Costabile Carducci. 



ÌS40 

404 

€oinimi$sariaió straordinario del Diitrettb di Paola 

Ptnla. . • . . 4848. 



SlIflVOR PÌKÉSfmMfte 



Ond* è cbe si roléva far corrispondere .colle nostre boccbe 
da faoco a qaell* ostile invito ; però i Paolani ci assicara- 
no dì* «gli era diretto ad altro fine, per cai insistevano per 
mandarsi a bordo una deputazione : questa si offrì da se » 
é' farono i conòscinti Gaudio , e Pérrotta. 

Intanto uno dei Vapori, il Polillemo, presa la rotta per s^- 
TMéo si staccò da'cOfnpagni. 

Arrivata la deputazione sul Ferdinando II/ garbatamente 
fa accòlta ed introdotta Bella galleria del Capitano signor 
Ferri, col qaale i discorsi farono questi. Cioè che essi aveaa 
sbarcati in- Maratea 600 oomkii, dove occorrendo il Re avreb- 
be mandato qaabivoglia altro numero di troppa , non es- 
sendo in minfmar parte per gli affari di Calabria diminuita 
la di lai potenza. Che esso Capitana maravigliava , e con 
lui tolti i buoni intorno allo stravagante procedere delle due 
Calabrie, Citra ed Ultra 2^.*, quando tutto il resto della Pro- 
vincia riposava in perfetta tranquillità. Che l'apertura del 
Parlamento era prossima pel primo luglio ; e che già al 
partire da Napoli vr avea lasciato raccolto due terzi de' no- 
veirr Deputati ; che finalitieDfte si Sarebbe intesa scoppiare in 
Cosenza pel giórno di oggi o doThani una gran cosa ; e che ad 
ogfii evento Paola andrebbe soggetta a gravissimi mali. 

Sigf. Presidenfe , resta a Lei il valutare il me>*ito delle 
cose esposte : noi le abbiamo valutale'; nondìnrena non sti- 
mo superfluo raccomandarle la vigilanza interna di Gosen** 
za » ed i movimenti dei circostanti Casali. 

Jt Commissario straordinario 

GlOYANPfl MOSCIARI 

M signor Presidente 
dei Comitato Centrale inf 
Counza^ 



541 

«OS 



Caro Giicomi^no* 



Ribolli Ila levato il pi(i allo rtrmore dèi mondo , per es* 
sersi spinto oltre al Plano delle vigne. Egli ti richiama ivi 
per Bn n-ffleio. Stimerei opportuno che ta discenda fino qal 
per farti intendere di certe cose r ehe non possa affidare a* 
carta di veruna sorta, (ij Però vieni a casa nostra pria d'an»- 
dare dal Generalissimo.. Non ho veduto tuttavia Carlo 9 ma 
sarà spero ad aspettarti ia casa nostra r sempre con LanéSSi 
e mio frcOello t Addio. 

il tuo 

6lO?AI«II& 

M ii^ Giacomo Lon§o^ 



406^ 



SlOlfOB CoX.OlVIflLI.O' 



La salute non mi permette servirla di persona ; racchia- 
do perciò lo stato descrittivo della mia forza così disgrazia- 
tamente sbaragliata per restarne inlesa e contemporaneamen- 
te vidimarlo. 

n iuo subordinato' 
AkLESsJLsmRO Mauro 
M sig, CdonnsUo Comandante 
la prima Brigata Sig, Fardella» 



(1) Questa lettera dimostra come da LougO si congiurava 
contro Il2)otti. 



332 

( Il signor Rellore del Collegio Reale di Cosenza ci rimet- 
leva , il 20 sc^Uembre 1849 , i tre segaenli documenti ) 



392 



ComiUUo di Solale Pubblica ^ N." . . . 



Counza i4 yiu^no Ì84S. 



SrcifORE 



iPoichè Ella è attactata air abitudini deir antico regime » 
e perciò non 8on contenti né gli Alunni sotto )a sua dire- 
zione » né i genitori de' medesimi ; questo Comitato sospea- 
de Lei dalle funzioni di Rettore di cotesto Collegio , sino a 
che non si assicurerà pienamente della sua condotta. Rima- 
ne egualmente sospeso , e seguirà la stessa sorte il suo Ca- 
merieror Farà assumere al Yièe-Rettore le sue funzioni. 

U Gommaio 
G. RiccLàRDi , Preiideni€^ 

if'lUIfCJESCO FXDKAIGI 

M sig^ B. Domenico Mforimo 
Cosenza 



^m 



Cosenza i7 giugno i848* 



Sl&NOKK 



Essendo surto it dubbio se la sospensione dèi Rettore sig. 
Morano e suo Cameriere avvenuta per ordine di cotesto Co- 
nitatOy comunicato con foglio del 14 andante debba at- 



US 

veifognosa frode , ancorché dica il ver non (rova fede; ciò 
non conoscemmo, ossia non volemmo conoscere noi, e ci 
avvenne quel che avvenir ci dovea. Noi fammo traditi. È 
forza rimediare a tanto male con là spada » la quale è stata 
ormai universalmenle Imbrandila. A tale grido unanime di 
guerra i Siciliani hanno fatto gran fesla , e sono corsi ad 
aiutarci. 

I SìclIiaDi che han dormito questa notte in^ Spezzano sono 
1800, ed 1 Calabresi venuli con loro, parie sotto il comando 
di Mileti , e parte sotto il comando d'altri, sono 500. Hanno 
1 primi portato dalla Sicilia 18 cannoni , gran numero di boc- 
cacci , e 1,000,000 di cartucci. Dei cannoni ne hanno qui por^ 
tato 7 , in Paola ne hanno lascialo 8 , e tre sono rimasti nel 
Pizzo. Domani , ò posdomani verranno altri 400 Siculi. 

Duemila Calabresi sono in Campolenese , che vi diìxmmQ U 
«accAe di Gallo , e posti colà per impedire il passaggio alle 
Truppe nemiche , e qui si dice che si trovi anche Mauro. La 
Truppa Regia è formata di 2000 giovinotti , tutti nuovi nelle 
armi , e che anelano di fuggire , e la loro artiglieria si re- 
stringe a due piccoli pezzi da Campagna. Si dice ancora eh» 
piangono tutto il gionio , chs sono stanchi , e semivivi per la fa- 
tiga y che hanno giuralo alla prima fucilata di fuggir tutti. 
Si cerca di animarli con raccontar menzogne , con dire che 
fra breve verrà un rinforzo di 20,000 tedeschi ec. Vedi che 
assurdo ! Credo che quanto ho detto basta a^soddisfarvl , al- 
trimenti dilungherei di più.. 

Vi avverto che ho dovuto scrivervi io , perche Zio Luigi 
è pieno di affari , e pecca d'infingardaggine. 

Salutatemi caramente Francesco Taranto. E dopo avervi 
mille volte abbracciato t dicomi. 

L'Àffèzionatissimo Vostro Àinico 
Giuseppe Nociti. 

ÀlVEceéUentissimo D. Àtesscm^ 
dro Nunajanni. 

FraneaciUa 



Sii 



Mio CiSO iONAZt» 



Lo stalo 4r incerlezza io cui viviamo è appena SióoaùxrdXo 
4ìaìV annessa deliberazione di questo Comitato, e noi non vo- 
lendo più vivere neUe tenebre , abbiamo spiccalo un car- 
riere in Catanzaro , ed il presente costì. Cbiediamo novella 
precise , e dichiarazioni positive di un piano qualunque d'i- 
dee da seguirsi, uniformemenle. Con Cotrone non bisogna 
contarci per la caasa cornane: que' ricchi forse si sono pen- 
titi anche delle poche parole di giubilo non ben sentito pro-> 
ferite in fel)braio. 

Avvezzi a pendere dalla volontà di un Capo detto Sotto 
Intendente ebbero un Comitato di pochi giorni , perchè vi 
fiostitnirono Presidente un imliecille Consigliere Provinciale 
delle vicinanze di Catanzaro; ma appena costui spaventato 
dai fatti dello scorso mese se ne parti , tutto si sciolse ; e 
destinato Ignazio Giunti di Strongoli a funzionare da Sotto 
Intendente vi si rifiutò, e la Sottintendenza è stata cliiusa. 
Da pochi giorni riaperta dal funzionante Cavaliere Sculco , 
costui pare che voglia attenersi più alla qualilà di Delegato 
regio che di membro nazionale del Comitato; quindi sua pri- 
ma cura è stata di diffondere il rescritto di rifiuto delle 
provvenienze da Sicilia e lo sfratto de' Siciliani ; talchò due 
barche di Reggio giunte in Cotrone con vino , pel solo pre- 
testo che avavan toccato prima Sicilia non sono state rifin- 
tale « ma violentemente espulse dalla Guardia che si titola 
Nazionale : seconda operazione è stata di diffondere i De- 
creti per la nuova elezione de' Deputati e per la repressione 
della stampa. L' istallazione del Governo Provvisorio , e dei 
Comitati r abbiamo per semplici notizie di amici da Rossa- 
no , Cutro , e Catanzaro ; anzi sentiamo in Crucoli giunto 
un espresso co' bollettini stampati» e qui nulla. Sentiamo 
che i Cotronesi attendono il ritorno del potere assoluto per 
dichiarare Catanzaro ribelle , e Cotrone Capo Provincia ; ed 
ecco fondata la nostra apprensione» che se colà si presentas- 
se una barca con una ventina di regi , quella piazza ver- 
rébbe prontamente consegnata » e ciò non è improbabile , 
poiché sappiamo che in Maggio 1807 , non ad una truppa 
Kegia , ma al brigante Santoro fu consegnata > non appena 



la (guarnigione francese partì per nna esenrsione fino a Ca« 
tanzaro ; ed i disastri clie ne avvennero sono notissimi. 

Bisogna dunque « caro amico , che si agisca davvero per 
non confirmarsi V opinione che liberd» equivalga a parolaio ; 
ed ecco perchè io a nome di questo Gomitato vi dtri|;o l'an- 
nessa che vi autorizza a stabilire con cotesto Comitato Cen- 
trale il metodo di una corrispondenza attiva con qaeste ma- 
rine « le quali non dovrebbero essere abbandonate al, ease » 
ma istruite e dirette per potersi opporre a qualche sorpresa; 
giacchò spesso vediamo bordeggiare diversi navigli , é ieri 
81 vide un piroscafo provvenieqte dair Adriatico Vigersi 
verso Sicilia. 

Vorremmo sapere la ttampa cosentina a che si adopera , 
mentre il Calabrese è divenuto insulso , come stomachevoli 
i giornali di l^apoli. Vorremmo sapere ancora se Jia convo-. 
cazione del Parlamento costì sia un fatto preceàentemenU eop-| 
venuto t pure un fiémplice desi4ierio di quattro o cinque ,1 
e ae veramente si è tentato da cotesto. jSq verno provvisorio 
«n ultimo passo alla riconciliazione » spedendosi una 0epu-». 
tastone in Napoli. Ed air effetto noi facci^ntio venire il pre- 
sente in modo da trovarsi e trattenersi costì il giorno 15 per. 
poter essere col suo jKigresso informati di tutto , ed anche il. 
giorno seguente se credete darci .delle notizie interessanti. 

Io per parte di tutti i fratelli Cirot^ abbraccio te e ti^tli, 
t fratelli Cosentini o Sidliaoi o di qualunque Iqogo , pur*, 
che 800 wri fratelli* 

Som . . /, 

U Cittadina , 

ElfUJO PfWLlUX 

M CiiMimo Sig. Ij^Msio BaUeri 

Co§mza. ... 



.1 



•s 



410 



Ilio ClBIMUO CàMMICCì 



; Viene in Napoli Giacotniao a farti palese il mio pensiere, 
circa Toggetto della tua frettolosa chiamata, e son certo che la 
non ne disconverrai con quella perspicacia e pre veggenza che ti 
disli^ingue. Io